AI Gigafactory, anche Tim nel pool della candidatura dell’Italia (il team spagnolo oggi incontra Sanchez)

Tim entra nella squadra italiana che si candida ad una delle 4 o 5 Gigafactory AI europee. L’indiscrezione, lanciata dall’Adnkronos, punta i riflettori sul dossier Gigafactory AI, un bando europeo da 20 miliardi di euro in arrivo nei prossimi mesi al quale l’Italia aspira ad un posto da protagonista. La concorrenza sarà agguerrita, ma la squadra italiana a quanto pare è già in fase avanzata per competere ad una quota di circa 4 miliardi di euro, con il 30% di investimento da parte della Commissione Ue e degli Stati membri (a metà) e il 70% da soggetti industriali.  

Fra gli altri componenti del pool italiano ci sarebbero Eni, Leonardo, FiberCop, Fastweb + Vodafone con l’Ai4i di Torino e il Cineca di Bologna sul fronte delle istituzioni.

La presentazione della squadra italiana dovrebbe avvenire tra un paio di mesi, quindi la situazione è ancora fluida. Il bando europeo dovrebbe essere pubblicato in tempo per arrivare ad una selezione entro il 2026 per poi avviare i progetti il prossimo anno.

L’uscita di Cingolani cambia le carte?

L’ingresso da protagonista di Tim si sta concretizzando dopo il cambio della guida di Leonardo, con l’addio di Roberto Cingolani, scrive l’Adnkronos.

Dal punto di vista industriale, l’ingresso di Tim avrebbe senso vista l’esperienza maturata nel Polo Strategico Nazionale (PSN) e nella gestione di data center.

Ma mentre sul fronte delle aziende partecipanti la lista è in via di composizione, per quanto riguarda le città da coinvolgere manca ancora una posizione condivisa all’interno del Governo.  

Data center e supercomputer lanciano Pavia

Secondo l’Adnkronos, ll momento l’unico punto fermo è un mega data center targato Eni, previsto in Lombardia, vicino Pavia. Oltre ad avere in zona già un Green data center e due dei supercomputer più potenti al mondo, l’Hpc6 e l’Hpc7 appena inaugurato, Eni ha stretto un accordo un anno fa con gli emiratini di Khazna data centers per un AI Data Center Campus (capacità IT complessiva di 500 MW) a Ferrera Erbognone, e potrebbe essere questa la struttura fondamentale per una gigafactory italiana.

Grottaglie sembra tramontata

Dallo scorso autunno la candidatura nostrana è stata però impostata con una logica ‘diffusa’. All’inizio l’altra città in lizza per ospitare parte dell’infrastruttura era Grottaglie, vicino Taranto, dove c’è un sito Leonardo ma dove l’infrastruttura sarebbe tutta da costruire. Ma questa ipotesi caldeggiata in un primo momento dal Mimit sembra ormai tramontata.

Negli ultimi mesi il prolungamento dell’attesa per la pubblicazione del bando da parte della European High-Performance Computing Joint Undertaking sulle gigafactory (previsto a febbraio, potrebbe arrivare a luglio) ha fatto emergere diverse proposte alternative.

Genova, candidatura rilanciata

Preme molto per entrare nel progetto anche Genova, tra le prime ad avanzare una candidatura, forte della presenza del mega-calcolatore della stessa Leonardo, davinci-1, e dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT). La Liguria ha un suo sostenitore nel Governo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione Alessio Butti, che ha menzionato la posizione centrale nel Mediterraneo, i cavi sottomarini, e l’ecosistema locale tra i punti di forza della candidatura.

Bologna totalmente in partita

Negli ultimi giorni alcune dichiarazioni del ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini hanno fatto pensare a un ruolo anche per Bologna, sede del tecnopolo che ospita tanti supercomputer, da Leonardo all’Ai factory (da non confondere con la Gigafactory, per quanto parte delle iniziative europee sul supercalcolo) chiamata It4lia. Tra le macchine di Bologna c’è Innovate, piccolo supercomputer AI pensato proprio per le imprese, quindi con la stessa filosofia delle gigafactory. Ma per dimensioni l’apporto al progetto sarebbe comunque residuo.

Mentre la candidatura si definisce, il bando europeo si avvicina. Rispondendo recentemente a una domanda di Adnkronos il ministro del Mimit Adolfo Urso si è limitato a dire che la candidatura italiana dovrebbe essere definita “nelle prossime settimane”.

In Spagna oggi il premier Sanchez incontra il consorzio iberico per l’AI Gigafactory

Nel frattempo, oggi in Spagna alla Moncloa il premier Pedro Sanchez, insieme al ministro per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica Óscar López, incontra le aziende che compongono il consorzio spagnolo per l’AI Gigafactory che comprende

Banco Santander, ACS e Telefónica, i tre principali partner privati ​​dell’iniziativa, controlleranno congiuntamente il 47% del capitale della nuova società, con una quota individuale del 15,67% ciascuno.

Con l’ingresso di Multiverse Computing, che deterrà il 4%, il blocco privato raggiungerà il 51% del capitale sociale e assumerà il controllo effettivo della società.

Sul versante pubblico, il Governo deterrà il 47,99% tramite “SEPI Digital”, mentre la Generalitat de Catalunya avrà inizialmente l’1% del capitale.

Contributo di 300 milioni a EuroHPC

In questo contesto, il Consiglio dei Ministri, il 23 giugno, ha autorizzato, su proposta del Ministero per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica, l’erogazione di un contributo volontario di 300 milioni di euro all’impresa europea di interesse comune per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC).

Anche il pool francese è già pronto (ci sono pure iliad, Scaleway e Ardian)

In Francia, all’inizio di questo mese, Ardian ha annunciato l’intenzione di investire fino a 5 miliardi di euro (5,7 miliardi di dollari) in un polo di infrastrutture digitali da 500 MW vicino alla capitale, Parigi, con la prima fase di oltre 200 MW la cui realizzazione è prevista entro il 2030.

Il mese scorso, Ardian si è unita ad altre sette aziende francesi sotto l’egida di AION per richiedere la designazione di Gigafactory per l’IA dell’Unione Europea, con la Francia proposta come paese ospitante.

Il consorzio comprende Ardian (azionista di INWIT a casa  nostra),Artefact,Bull, Capgemini, EDF, Iliad, Orange e Scaleway.

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