Auto elettriche (BEV), vendite record nell’UE e una leva in più per l’autonomia energetica
Il mercato delle auto elettriche in Europa segna un nuovo record. Tra gennaio e agosto 2026 nell’Unione europea sono stati venduti 1,64 milioni di veicoli elettrici a batteria (BEV), il 45% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato ha raggiunto il 22%, sei punti percentuali in più in un anno, toccando il 28% ad agosto.
Nel secondo trimestre del 2026, per la prima volta in un intero trimestre, le vendite di auto elettriche a batteria hanno superato quelle delle auto a benzina. Il sorpasso è avvenuto in dieci Paesi dell’Unione europea(Ue). Secondo il rapporto di Transport & Environment (T&E), la crescita è sostenuta dagli obiettivi europei sulle emissioni di CO2 per il periodo 2025-2027, che stanno spingendo le case automobilistiche ad aumentare le vendite di modelli elettrici.
A riguardo, l’Unione europea conferma per il 2025‑2027 gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni nuovi: −15% rispetto al 2021 dal 2025, poi −55% (auto) e −50% (furgoni) dal 2030, fino allo zero emissioni nel 2035. La novità è la flessibilità triennale: la conformità si valuta sulla media 2025‑2027, non anno per anno, permettendo ai costruttori di compensare eventuali sforamenti temporanei.
Crescita BEV trainata da Francia e Germania, in Italia il tasso più elevato (+69%)
La crescita delle auto elettriche nell’UE è guidata soprattutto dai mercati più grandi. Francia e Germania hanno rappresentato insieme circa il 50% delle vendite di BEV nel primo semestre. Ad agosto, la quota di mercato delle elettriche ha raggiunto il 38% in Francia e il 32% in Germania.
Anche l’Italia registra un aumento significativo: le vendite di BEV sono cresciute del 69%. Gli incrementi sono stati ancora maggiori in Slovenia, con il 151%, e in Bulgaria, con il 103%. In Italia e in questi mercati dell’Europa orientale, tuttavia, la quota delle auto elettriche resta ancora a una cifra (da noi siamo all’8%)
L’offerta si sta ampliando: entro la fine del 2026 sono attesi circa 60 nuovi modelli elettrici, quasi quattro volte la media annua di 15 modelli registrata tra il 2021 e il 2025. Inoltre, sette dei dieci BEV più venduti sono prodotti da case automobilistiche europee. A metà del periodo di riferimento, i produttori hanno già colmato il 75% del divario rispetto ai loro obiettivi sulle emissioni di CO2 per il 2025-2027.
Si estende la rete di punti di ricarica
Altro tassello di questa crescita è l’ampliamento della rete di ricarica pubblica, fondamentale per l’adozione di auto a batteria, pur con dati riferiti a periodi diversi. Nell’UE-27 l’EAFO conta 1.159.838 punti ad agosto 2026, il 13,6% in più rispetto a un anno prima.
In Italia, secondo l’ultimo monitoraggio trimestrale di Motus-E, al 30 giugno erano 84.564, dopo 6.311 nuove installazioni nel secondo trimestre. Cresce anche la ricarica veloce: il 53% dei punti installati in Italia negli ultimi dodici mesi è ad alta o altissima potenza. Sulle autostrade se ne contano 1.516 e il 59% supera i 150 kW, anche se il 12,3% dei punti installati nel Paese risultava ancora in attesa di connessione alla rete.
Boom di vendite dei modelli sotto i 25.000 euro, parità BEV-auto a benzina entro il 2028
Uno dei principali ostacoli alla diffusione dei BEV è sempre stato il prezzo. Le vendite di modelli con un costo iniziale sotto i 25.000 euro dovrebbero essere sette volte superiori nel 2026 rispetto al 2024. Nel 2027 è previsto un ulteriore aumento del 34%, che porterebbe le vendite quasi a dieci volte il livello del 2024. Entro il 2027, i modelli sotto i 30.000 euro potrebbero rappresentare quasi un quarto del mercato elettrico.
Nel primo semestre del 2026 erano disponibili 24 modelli BEV sotto i 30.000 euro, dieci dei quali prodotti da case automobilistiche europee. L’offerta resta però più ampia per le auto a benzina: sotto i 30.000 euro i modelli con motore a combustione sono quasi il triplo dei BEV; nella fascia tra 20.000 e 25.000 euro sono 4,4 volte più numerosi.
T&E prevede che il divario di offerta tra auto elettriche e auto a combustione nella fascia 20.000-25.000 euro possa essere colmato entro il 2028. Sotto i 20.000 euro, invece, per quell’anno sono previsti 11 modelli BEV, contro i 20 modelli a combustione oggi disponibili.
Redditività, esportazioni e competitività dell’industria europea
La diffusione delle auto elettriche dipende anche dalla loro redditività per i produttori. Le case automobilistiche indicano la fine del decennio come orizzonte per raggiungere la parità di profitto tra BEV e auto a combustione. BMW e Volvo dichiarano di averla già raggiunta con alcuni modelli recenti. Renault segnala margini superiori sulle elettriche più piccole rispetto a quelle più grandi, mentre Stellantis prevede che la sua auto elettrica da circa 15.000 euro raggiunga la parità di costo con un modello a combustione nel 2028.
La produzione europea potrebbe sostenere anche la crescita delle esportazioni. Secondo le previsioni degli analisti citati da T&E, le esportazioni UE di BEV passerebbero da 0,6 milioni nel 2026 a 1,6 milioni nel 2031, quasi triplicando. Oggi le case automobilistiche europee esportano circa 3 milioni di auto l’anno, considerando tutte le motorizzazioni. Con le regole attuali, sostiene il rapporto, le vendite globali di BEV dei produttori europei potrebbero raggiungere quelle cinesi entro il 2035.
Rafforzare il percorso di elettrificazione dell’Ue, anche per ridurre la dipendenza dal petrolio
I ricercatori avvertono che indebolire gli obiettivi europei di elettrificazione potrebbe rallentare la diffusione dei modelli elettrici più accessibili e ridurre la competitività dell’industria automobilistica europea. Nello scenario della proposta avanzata dal Gruppo degli eurodeputati del Partito popolare europeo (Ppe), con relatore Massimiliano Salini, la quota di BEV nel 2030 si fermerebbe al 22%, contro il 47% previsto con le regole attuali. Le vendite di modelli sotto i 25.000 euro calerebbero di quasi tre quarti e le emissioni cumulative fino al 2050 sarebbero superiori del 40%.
Secondo il rapporto, infine, in questo scenario, entro il 2050 le importazioni di petrolio raddoppierebbero: 3,5 miliardi di barili in più e 288 miliardi di euro di spesa aggiuntiva. La transizione verso l’auto elettrica incide così non solo sulla decarbonizzazione dei trasporti, ma anche sull’esposizione europea ai costi dei combustibili fossili e sulla capacità dei costruttori UE di competere nel mercato globale dei veicoli elettrici.
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