Banda 2 Ghz, Starlink attacca Bruxelles sulle regole anti-Usa per lo spettro satellitare

Starlink attacca pesantemente Bruxelles sulle regole di attribuzione della banda satellitare 2 Ghz per internet satellitare in scadenza nel 2027. L’operatore satellitare di Elon Musk denuncia grosse lacune nelle procedure di assegnazione decise dalla Commissione Ue, disegnate per estromettere gli attori americana dalla contesa.

E così SpaceX, casa madre di Starlink, alza la voce

Di fatto esclusa dalla Commissione Europea dalla futura assegnazione delle frequenze in banda 2 Ghz per servizi satellitari mobili (MSS), destinate a connettere direttamente gli smartphone ai satelliti, l’azienda di Elon Musk lancia il suo contrattacco.

La sua controllata Starlink, che ambisce a queste preziose risorse spettrali, attacca Bruxelles in un white paper inviato alla Commissione Europea la scorsa settimana e ottenuto da Le Figaro. Nel documento, denuncia “gravi carenze che compromettono gli obiettivi di connettività dell’Europa”, “un rischio significativo che gli europei si trovino privati ​​dei servizi satellitari erogati direttamente sui dispositivi” e che non sarebbero conformi alle norme dell’ITU, l’organizzazione dell’Onu che fissa le regole internazionali di utilizzo dello spettro radio.

Lo scorso 26 maggio la Commissione Europea ha spento le ambizioni degli operatori satellitari americani (tra cui oltre a Starlink anche Amazon Leo) riservando due terzi delle cosiddette bande a 2 GHz per i servizi satellitari mobili (MSS) agli operatori europei nella prossima gara d’appalto del 2027.

Questa banda di frequenza era stata utilizzata dal 2008 da due società americane, Viasat ed EchoStar. Ciò ha permesso loro di offrire servizi di chiamata e messaggistica collegando i dispositivi mobili ai satelliti, senza bisogno di ripetitori a terra.

2 Ghz più popolari grazie agli operatori LEO

Queste bande di frequenza hanno riguadagnato popolarità negli ultimi mesi con l’avvento delle costellazioni di satelliti in orbita terrestre bassa. Starlink, di gran lunga l’operatore satellitare più avanzato, sta implementando questo servizio diretto al dispositivo da oltre un anno e sostiene di poter offrire in futuro velocità simili a quelle del 4G e del 5G. L’azienda americana si affida attualmente ad accordi con gli operatori terrestri di ciascun paese per offrire il proprio servizio. Stima che 15 milioni di europei abbiano accesso a Starlink sui propri telefoni cellulari e che 6 milioni si connettano attualmente alla sua rete tramite i suoi partner. “Starlink ha contribuito più di qualsiasi altro operatore satellitare a connettere milioni di europei”, attacca l’azienda nel suo white paper. Avere accesso a uno spettro armonizzato le consentirebbe di offrire il servizio in tutto il continente.

“Regolamentazione politica”

La proposta di Bruxelles, che lascia solo un terzo della banda a 2 GHz agli operatori extraeuropei, sta inoltre destando preoccupazione per il gruppo americano. “Si tratta di una proposta normativa motivata politicamente che ignora la fattibilità tecnica. Persino quando ne parliamo con gli Stati membri e le loro autorità di regolamentazione, ci dicono che non funzionerà”, ha detto a Le Figaro una fonte vicina al gruppo. Nel suo white paper, l’azienda sostiene che la proposta di Bruxelles non sarebbe conforme agli impegni assunti da vari Paesi in tutto il mondo in ambito ITU. L’assegnazione attualmente in esame potrebbe causare conflitti per l’accesso a determinate frequenze e portare a problemi di interferenza ai confini europei, sostiene SpaceX.

Inoltre, l’azienda è preoccupata per la suddivisione di questa porzione della banda a 2 GHz in due bande da 5 MHz. “Si tratta di una larghezza di banda significativamente inferiore a quella raccomandata dagli esperti tecnici della Commissione per servizi a banda larga efficienti”, sostiene SpaceX nel suo white paper. “Con questa larghezza di banda, si possono inviare solo messaggi di testo su WhatsApp”, insiste una fonte vicina alla questione. Mentre la proposta di Bruxelles sarà soggetta a commenti prima del suo passaggio in Parlamento, l’azienda americana spera di poterla emendare.

L’azienda sta cercando di ottenere una banda di frequenza più ampia (2 x 15 MHz) per poter operare con questo servizio. “Speriamo di ottenerla per poter gestire il nostro sistema. Altrimenti, saremo costretti a spegnere i nostri satelliti quando sorvolano l’Europa”, sottolinea una fonte vicina a Starlink.

La Commissione difende la necessità di creare un’alternativa europea a Starlink

La Commissione, dal canto suo, difende la necessità di sviluppare alternative europee ai giganti americani, come Eutelsat e Iris 2. Questo sia per le opportunità economiche che il mercato rappresenta, sia per evitare di essere alla mercé del rischio di un’interruzione imprevista del servizio decisa a Washington, come accaduto la scorsa settimana con Anthropic. Ma SpaceX ritiene che, perseguendo questa strada in violazione delle norme ITU, gli operatori europei rischino di essere confinati al mercato locale, “dove la redditività dei servizi satellitari è compromessa”. “La copertura mobile è fornita al 99% da operatori terrestri, il che non lascia molto mercato agli operatori satellitari. Non so se il mercato sia abbastanza grande da supportare le quattro costellazioni che Bruxelles sta prendendo in considerazione”, aggiunge una fonte vicina a Starlink.

Il gruppo americano, dal canto suo, è in grado di gestire queste dimensioni di mercato grazie alla sua presenza in 160 paesi e alle economie di scala legate all’integrazione verticale, dalla costruzione dei satelliti al loro lancio sui razzi.

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