Pensioni ottobre 2026, cedolino Inps: aumenti, arretrati e rimborsi 730

(Adnkronos) –
Pensioni di ottobre, attenzione al cedolino: per alcuni pensionati l’importo potrebbe essere diverso dal mese precedente. Nel pagamento del 1° ottobre entrano infatti diverse novità, tra cui l’applicazione dei nuovi benefici fiscali sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione e il riconoscimento degli eventuali arretrati maturati dall’inizio del 2026. Ma non è l’unica voce da controllare: sul rateo possono comparire anche i rimborsi o le trattenute legati al modello 730. Ecco cosa cambia e cosa verificare nel cedolino Inps. 

L’Inps comunica che il cedolino è già consultabile attraverso i servizi online dell’Istituto. I pensionati possono così verificare l’importo della prestazione e conoscere nel dettaglio le eventuali variazioni rispetto ai mesi precedenti. 

L’accredito della pensione sarà effettuato con valuta il primo giorno bancabile del mese, che per ottobre coincide con giovedì 1° ottobre 2026. Per chi ritira la pensione in contanti, resta in vigore il limite di 1.000 euro netti. Nel caso di persone che percepiscono più prestazioni pensionistiche o assistenziali, il pagamento viene effettuato attraverso un unico mandato. 

 

Con la mensilità di ottobre l’Inps applica automaticamente anche i benefici fiscali previsti dalla legge 207/2024 per alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione sottoposte a tassazione ordinaria. Tra queste rientrano, ad esempio, l’Ape Sociale, l’isopensione, gli assegni straordinari e le indennità previste dai contratti di espansione. 

Le nuove misure prevedono un beneficio fiscale differenziato in base al reddito. Per i redditi lordi annuali fino a 20.000 euro è prevista una somma non imponibile ai fini Irpef, definita “bonus aggiuntivo”. Per i redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro, invece, è prevista un’ulteriore detrazione d’imposta. 

Con il pagamento di ottobre saranno inoltre riconosciuti gli arretrati del bonus aggiuntivo maturati dal 1° gennaio 2026. L’Inps precisa che la verifica definitiva della spettanza complessiva dei benefici sarà effettuata a consuntivo alla fine dell’anno. Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il Messaggio numero 2829 del 14 settembre 2026.  

 

Proseguono inoltre le operazioni di abbinamento dei dati contabili trasmessi dall’Agenzia delle Entrate attraverso i modelli 730/2026. 

Con il rateo di ottobre, l’Inps procederà quindi al pagamento degli eventuali rimborsi a credito non ancora riconosciuti oppure all’applicazione delle trattenute a debito risultanti dalla dichiarazione dei redditi. 

I cittadini possono controllare la propria situazione attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile sul sito dell’Inps e sull’app Inps Mobile. Per accedere è necessario utilizzare la propria identità digitale. 

 

C’è infine un’ultima scadenza da ricordare. Entro il 10 ottobre, i contribuenti possono presentare telematicamente la richiesta per ottenere la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto Irpef e della cedolare secca. 

La possibilità riguarda chi ritiene di dover versare un importo inferiore rispetto a quello calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi. 

 

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Cafà (FonARCom): “Serve un lavoro di sistema per creare un ecosistema dell’apprendimento”

(Adnkronos) – “È importante in questo momento di transizione cercare di fare un lavoro di sistema, dar vita a quello che deve essere l’ecosistema della formazione e quindi l’apprendimento a livello distretto”. Lo ha detto Andrea Cafà, presidente Cifa e FonARCom, al Net Forum 2026 di Firenze, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione tra parti sociali, imprese e istituzioni per accompagnare i cambiamenti dei sistemi produttivi.  

E’ stato infatti firmato un nuovo accordo territoriale per accompagnare le imprese, in particolare le piccole e medie, nei processi di trasformazione e costruire un vero “ecosistema della formazione”. “Oggi i nostri dirigenti regionali Cifa e Confsal hanno sottoscritto un accordo territoriale finalizzato proprio ad accompagnare le aziende verso questi grandi cambiamenti”, ha detto Cafà.  

“Serve un’analisi dei fabbisogni chiara e una risposta immediata in termini di formazione – ha aggiunto – perché altrimenti se i tempi si allungano il rischio è che quella formazione è già obsoleta”. Cafà ha quindi richiamato l’impegno di Cifa e Confsal nell’accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese: “Andare a costruire quell’ecosistema formativo necessario a mantenerle in vita e soprattutto renderle più competitive e più produttive”. 

“La formazione deve essere sempre più tailored, sempre più a misura di esigenza delle persone e delle organizzazioni”. Lo ha detto Andrea Cafà, presidente Cifa e FonARCom, intervenendo al laboratorio del Net Forum 2026 a Firenze dedicato al rapporto tra competenze, filiere e territori.  

“Stiamo vivendo una fase di grande trasformazione – ha spiegato – e quindi anche gli enti di formazione si devono mettere in discussione”. Secondo Cafà, il compito è soprattutto quello di accompagnare le piccole e medie imprese nella comprensione dei cambiamenti in atto, sostenendole nel percorso di riorganizzazione.  

“Hanno tanto lavoro da fare, che è quello di far comprendere soprattutto alla piccola e media impresa i cambiamenti e quindi accompagnarli a riorganizzare le aziende, a ridisegnare quelli che sono i flussi, i processi, le attività per dar vita alle nuove organizzazioni”, ha aggiunto. 

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Net Forum, una rete attiva per trovare soluzioni innovative ai cambiamenti del lavoro

(Adnkronos) – “Il Net Forum è un processo continuativo di partecipazione di tutti gli attori, gli stakeholder della formazione e delle politiche attive del lavoro”. Lo ha detto Antonello Calvaruso, presidente del Net Forum, intervenendo a Firenze al laboratorio dedicato a competenze, filiere e territori. “Si compone di incontri territoriali tematici – ha spiegato – e quello di oggi a Firenze è sull’industria e sulle capacità degli attori che caratterizzano i sistemi industriali dei territori di fare rete, ma una rete che non sia triste, bensì una rete attiva di partecipazione e di concertazione, per ritrovare sempre soluzioni innovative soprattutto in un mondo che ha una forte accelerazione sui cambiamenti”.  

Secondo Calvaruso, il Net Forum attraverso il lavoro laboratoriale “facilita l’incontro” e consente di far emergere idee tra attori che spesso “partecipano allo stesso processo ma hanno linguaggi differenti”.  

Da Firenze, ha aggiunto, “ci aspettiamo che possa emergere questo tipo di meccanismo di collegamento tra quelli che sono i bisogni delle imprese e la necessità dei territori di fare tutt’uno delle dinamiche industriali per riportarle sui territori e generare un benessere che sia tanto un benessere individuale quanto diffuso e territoriale”. 

 

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Dadone (Regione Lombardia): “Incentivare l’aggregazione per una gestione più efficiente”

(Adnkronos) – “Incentivare l’aggregazione significa avere delle gare più efficienti, più efficaci, dei bacini più ampi. Dall’altra parte, il singolo Comune fa sempre più fatica a seguire quelle che sono le necessità regolatorie imposte dalla regolazione di Arera”. Lo ha detto Filippo Dadone, direttore vicario della Direzione Ambiente e Clima della Regione Lombardia, in occasione del convegno “Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell’igiene urbana”, che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell’ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana. 

 

“Regione Lombardia ha deciso di non definire dall’alto degli Ato per la regolazione e per la gestione, ma vuole mettere in campo tutte le iniziative, siano esse normative, finanziarie e di incentivo, per fare in modo che a livello volontario e inizialmente anche sperimentale ci possano essere delle aggregazioni a livello sovracomunale, in maniera tale che la gestione vada verso questa direzione più aggregata e quindi più efficiente”, spiega Dadone. 

 

“È molto interessante per noi, un primo confronto anche con Arera che ha dato la massima disponibilità da questo punto di vista a seguirci, considerato che il modello lombardo è di fatto unico a livello nazionale”, conclude.Rifiuti, Dadone (Regione Lombardia): “Incentivare l’aggregazione per una gestione più efficiente” 

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Santagostino (Gruppo Cap): “La sfida principale è l’aggregazione”

(Adnkronos) – “Un po’ come è avvenuto per il servizio idrico credo che una delle sfide principali sia quella dell’aggregazione. Abbiamo bisogno di soggetti industriali che siano in grado di gestire in maniera efficace e facendo investimenti questi servizi pubblici e quindi è fondamentale in termini di leva industriale andare verso un’aggregazione e superare la grande frammentazione che attanaglia questo settore”. Lo ha detto Yuri Santagostino, presidente e amministratore delegato del Gruppo CAP, in occasione del convegno “Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell’igiene urbana”, che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell’ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana. 

“Siamo entrati in questo mondo qualche anno fa rilevando il termovalorizzatore di Busto Arsizio dove trattiamo 100mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno e con l’impianto di Sesto che è un vero e proprio hub di economia circolare dove trattiamo ad oggi 30mila tonnellate di Forsu e tra qualche mese saranno conclusi i lavori dell’impianto di trattamento dei fanghi da depurazione”, spiega Santagostino. 

“L’anno scorso invece siamo entrati nel settore dei servizi di igiene urbana acquisendo il 20% di Aemme Linea Ambiente, società che è cresciuta moltissimo negli ultimi mesi rispettando quelle che erano le tappe del piano industriale e ad oggi gestiamo circa 450mila abitanti”, aggiunge. 

“La seconda sfida invece riguarda l’integrazione tra servizio e filiera complessiva del trattamento dei rifiuti, quindi una gestione che vada dalla raccolta fino al trattamento finale. Queste credo che siano le sfide principali. Le utility oggi possono mettere a terra grandi investimenti dal punto di vista economico ed è fondamentale, visto che stiamo uscendo dalla stagione del Pnrr, che il nostro Paese continui a investire nei servizi pubblici”, conclude il presidente e Ad del Gruppo Cap. 

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Falcone (Gruppo Cap): “Vogliamo essere un soggetto aggregatore”

(Adnkronos) – “Vogliamo essere un soggetto aggregatore che permette ai nostri soci di raggiungere dimensioni ottimali per creare valore per la cittadinanza e per l’ambiente”. Lo ha detto Michele Falcone, direttore generale del Gruppo CAP, in occasione del convegno “Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell’igiene urbana”, che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell’ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana. 

“Il Gruppo CAP da anni investe nel mondo dei rifiuti. Prima lo ha fatto acquisendo impianti come Neutalia o andandone a costruire altri come quello che sta facendo ZeroC. Poi lo ha fatto andando a integrare i propri impianti di depurazione affinché possano ricevere rifiuti liquidi”, spiega Falcone. 

“La Regione Lombardia ha una caratteristica che, a differenza di altre regioni, non ha ambiti ottimali per i rifiuti. Questo fa sì che spesso esistano situazioni molto frammentate e disomogenee che oggi, con il mondo che cambia e l’economia che sicuramente va verso una direzione di grande velocità, non bastano più”, sottolinea. 

“Anche nella raccolta servono dimensioni minime, si parla almeno di 500mila abitanti e, pertanto, utilizzare soggetti come CAP o come altri soggetti che possono spingere i Comuni ad aggregarsi è una sfida che dobbiamo vincere in modo tale che la Regione Lombardia sia pronta anche alle sfide future”, conclude il direttore generale del Gruppo CAP. 

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Bonus box auto 2026, il vantaggio non è solo fiscale: così cambia il costo della RC

(Adnkronos) – Con il bonus box auto 2026 – la detrazione Irpef per chi costruisce un nuovo box o posto auto, o lo acquista direttamente dall’impresa costruttrice – torna d’attualità un investimento che conviene anche oltre il fisco: parcheggiare di notte il proprio veicolo in un box privato pesa anche sul costo dell’assicurazione RC. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, nel mese di luglio 2026 il 58,7% degli automobilisti e l’82,3% dei motociclisti ha dichiarato di parcheggiare di notte il proprio veicolo in un box privato, e sono proprio loro a pagare il premio medio più basso.  

Il bonus box auto nel 2026 permette di recuperare il 50% della spesa se il box è pertinenza della prima casa, il 36% negli altri casi, fino a un massimo di 96.000 euro, spalmato in dieci quote annuali. Restano indispensabili due condizioni: il legame con l’abitazione e il pagamento con bonifico ‘parlante’. Dal 2027 le percentuali scenderanno al 36% e al 30%, quindi chi sta valutando l’investimento ha convenienza a chiudere la pratica entro l’anno in corso. 

Per capire quanto il parcheggio pesi davvero sulle tasche degli automobilisti, Segugio.it – il portale leader nel mercato italiano della comparazione tramite internet di prodotti assicurativi, utilities e prodotti di credito – ha analizzato le risposte fornite a luglio 2026 dagli utenti del comparatore alla domanda sul ricovero notturno del veicolo. Per le auto, il box privato risulta il ricovero notturno più utilizzato, impiegato dal 58,7% degli utenti, seguito dall’area recintata privata (21,9%) e dal parcheggio in strada (17,8%); il parcheggio pubblico resta una soluzione marginale, sotto il 2%. Per le moto (grafico 2), il ruolo del box privato è ancora più marcato, salendo all’82,3%, davanti ad area recintata privata (12,3%) e strada (4,3%), mentre anche qui il parcheggio pubblico si ferma sotto il 2%.  

Il luogo del ricovero notturno del veicolo è una delle informazioni utilizzate dalle compagnie per valutare il rischio assicurativo, e questo si riflette direttamente sul premio. Per le auto, pagano di meno gli utenti che dispongono di un box privato, con un premio medio di 487,32 euro, il 4,1% in meno rispetto alla media di 508,24 euro, contro i 555,42 euro di chi lascia l’auto in strada (+9,3% sulla media). Lo stesso vale per le moto: chi dispone di un box privato paga un premio inferiore dell’1,6% rispetto alla media, mentre chi lascia il veicolo in strada subisce un rincaro dell’11,5%. 

Emerge però un paradosso: nelle grandi città, dove il box privato sarebbe più utile, la sua diffusione tende a essere inferiore rispetto al resto della regione. L’effetto sul premio assicurativo, tuttavia, non è uniforme. Nella provincia di Milano il box privato è utilizzato dal 59,7% degli automobilisti, contro il 70,8% del resto della Lombardia, ma è proprio qui che si registra il beneficio economico maggiore: un risparmio medio del 6,9%, rispetto al 4,4% del resto della regione.  

Nella provincia di Roma, invece, la minore diffusione del box (51,1% contro il 55,4% del resto del Lazio) si accompagna anche a un vantaggio più contenuto sul premio, pari all’1,0% contro il 5,3%. Nella provincia di Napoli, la diffusione del box è in linea con il resto della Campania (69,0% contro 69,3%), ma il risparmio resta inferiore: 1,0% contro il 2,6% della regione. 

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Bper colloca green bond da 500 mln, ordini hanno superato 1,9 mld

(Adnkronos) – Bper ha concluso con successo il collocamento di una emissione obbligazionaria Senior Non Preferred destinata a investitori istituzionali, qualificata “green”, con durata 4 anni e possibilità di rimborso anticipato (call) dopo 3 anni, per un ammontare pari a euro 500 milioni. Lo si legge in una nota.  

Si tratta della terza emissione con caratteristiche green realizzata dalla banca, in coerenza con il Green, Social and Sustainability Bond Framework del Gruppo, i cui proventi saranno destinati al finanziamento e/o rifinanziamento di Eligible Green Assets.  

I titoli sono stati collocati al prezzo di emissione/re-offer pari a 99,87%, con cedola fissa annuale del 4,125% corrispondente ad uno spread di 70 bps sopra il mid-swap, il più basso di sempre per emissioni Senior della Banca. In un mercato caratterizzato da dinamiche selettive da parte degli investitori e dalla attenzione al quadro macroeconomico, l’emissione ha registrato un interesse significativo, con richieste da parte di oltre 110 investitori i cui ordini hanno superato 1,9 miliardi di euro. 

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Ferrero, accordo con sindacati su premio obiettivo fino 2.730 euro lordi

(Adnkronos) – Siglato in Ferrero l’accordo sul premio legato agli obiettivi per l’esercizio 2025-26 per un importo fino a 2.730 euro lordi. La direzione aziendale delo colosso dolciario ha incontrato le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, insieme al coordinamento sindacale delle rsu e delle rappresentanze sindacali della rete commerciale. 

Sulla base dell’accordo integrativo aziendale è stata determinata la cifra per un importo target raggiungibile pari a di 2.730 euro lordi determinato dall’andamento di due parametri: il risultato economico, unico per tutta l’azienda (che concorre a determinare il 30% del premio), e il risultato gestionale (70% del premio) legato all’andamento specifico di ogni stabilimento/area. “Piena soddisfazione” da azienda e organizzazioni sindacali che sottolineano “l’attenzione e la tutela delle persone, l’importanza dei legami sociali e riconoscendo il ruolo strategico di consolidate e proficue relazioni industriali”, si legge nella nota. 

I risultati confermano un livello di performance particolarmente significativo: le percentuali medie di raggiungimento degli obiettivi risultano superiori al 90% rispetto ai valori target previsti dal sistema premiante. I premi risultano quindi differenti nelle varie sedi e precisamente: ad Alba 2.545,86 euro lordi; area commerciale 2.552,23 euro lordi; Balvano 2.540,18 euro lordi; Pozzuolo 2.426,02 euro lordi; Sant’Angelo 2.555,47 euro lordi; staff 2.536,39 euro lordi. Le somme saranno erogate con le competenze del mese di ottobre 2026, come stabilito dall’Accordo integrativo. Inoltre, sarà possibile convertire una parte del premio legato agli obiettivi in servizi alle persone (flexible benefit) tramite l’apposita piattaforma ‘Ferrero Care’. Tale piattaforma, costantemente aggiornata e ampliata, si è arricchita di ulteriori iniziative negli ambiti famiglia, assistenza sanitaria, previdenza complementare, servizi vari e tempo libero, con la possibilità di convertire quote del premio pari a 300, 500, 750, 1.000, 1.250 o 1.500 euro. Il valore convertito non è soggetto a tassazione né a contribuzione e sarà ulteriormente incrementato dall’azienda con un importo aggiuntivo pari al 20% della quota destinata al welfare, amplificando così il beneficio complessivo riconosciuto.  

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In Famiglia Festival, oltre 5.700 presenze al Forte Trionfale. Al Pampers Village 3.000 iscrizioni

(Adnkronos) – Oltre 5.700 presenze, più di 20 spettacoli, 72 laboratori e oltre 60 tra incontri, podcast-interviste e seminari con esperti. Sono i numeri di In Famiglia Festival 2026, la manifestazione dedicata a bambini e genitori che si è svolta il 19 e 20 settembre al Forte Trionfale di Roma. Tra le novità di questa edizione il Pampers Village, che ha registrato circa 3.000 iscrizioni e ha proposto attività dedicate alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, oltre a un’area dedicata alla salute e alle consulenze per le future mamme. “Questo progetto, il Pampers Village, nasce dall’ascolto dei nostri genitori. Da sempre Pampers significa il meglio per la sicurezza, per la protezione dei nostri bambini. Ma ci siamo resi conto che questo non basta, perché per prendersi cura dei nostri piccoli c’è bisogno di prendersi cura di chi li fa crescere tutti i giorni, ovvero le mamme e i papà”, ha detto Antonio Fazzari, General Manager di Fater. 

“Quello che abbiamo raccolto da questa indagine che abbiamo fatto come osservatorio sulla genitorialità in Italia è un dato piuttosto scomodo: un genitore su due in Italia si sente solo. Perché la società è cambiata e perché i nostri genitori non trovano più quel supporto sociale che esisteva un tempo. Insomma, fare bambini in Italia non è una cosa semplice”, sottolinea Fazzari. “Ci siamo fatti ispirare da un proverbio africano che dice che per crescere un bambino c’è bisogno di un intero villaggio e abbiamo appunto creato il Pampers Village che è un luogo digitale ma anche fisico dove le famiglie fanno famiglia. È un luogo dove i nostri genitori si possono mettere in rete, possono trovare strumenti utili, risposte alle loro domande, servizi e soprattutto possono sviluppare relazioni significative”, spiega. Il progetto è presente anche nell’app Coccole, dove “abbiamo creato un vero e proprio social per i genitori. 100mila mamme e papà che oggi si scambiano consigli, si fanno domande, insomma fanno squadra e poi questa app digitale diventa anche un luogo fisico”, afferma Fazzari. 

Dopo le prime tappe a Milano e Pescara, il Pampers Village è arrivato a Roma. “I nostri genitori possono imparare come giocare al meglio con i bambini, per esempio con la musica, con i suoni, con dei giochi che possano avere un significato per i nostri bimbi, possono accedere a servizi gratuiti e in un paese dove è difficile fare famiglia è veramente una gioia vedere un luogo così pieno di bimbi e di energia”, dice Fazzari. A Roma il Village ha proposto tre aree dedicate ai bambini da 0 a 3 anni, tra lettura, gioco e musica, grazie alla collaborazione con il personale educativo del CSB – Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini e di Un Villaggio per Crescere. Grande partecipazione anche nell’area salute, con circa 600 future mamme che hanno usufruito delle consulenze di psicologi, logopedisti, osteopati, neuropsicomotricisti e altri specialisti. “Il futuro del Pampers Village ce lo racconteranno i genitori italiani. Noi partiremo sempre dall’ascolto delle mamme e dei papà in Italia e ci chiederemo come questo villaggio che stiamo costruendo con loro possa essere sempre più utile”, conclude Fazzari. 

 

Sul progetto interviene anche Lina D’Alberto, Head of Marketing Baby Care, che richiama i principali elementi emersi dall’Osservatorio sulla genitorialità, realizzato ascoltando 3.000 genitori e stakeholder. “Tra le cose più importanti, il fatto che un genitore su due si sente solo, cosa normalissima perché tanti anni fa le nostre famiglie, quando tornavano dall’evento della nascita del proprio bambino, trovavano la grande tribù, la famiglia allargata, i vicini di casa, il paese. Oggi, quando si torna a casa, si trova molte volte la coppia”, spiega. 

D’Alberto sottolinea anche il cambiamento del ruolo dei padri e l’aumento delle aspettative legate alla genitorialità. “Abbiamo imparato che la genitorialità si sta trasformando sempre di più in una genitorialità trasformativa e performativa. Ognuno di noi vuole del proprio bambino essere il primo che gattona, il primo che mette il primo dentino. Questo amplifica le aspettative di ogni singolo genitore e crea delle tensioni. I nostri papà, se un tempo rappresentavano un supporto secondario, oggi vogliono essere più protagonisti della vita genitoriale. Infatti il 63% teme di non fare abbastanza”, afferma. “Da queste tre grandi cose nasce il nostro Pampers Village, con l’obiettivo di creare un supporto concreto attraverso gli eventi nei parchi, attraverso la community in app e attraverso la normalizzazione, parlandone con una campagna di comunicazione che porta al centro la solitudine genitoriale”, aggiunge. 

La community digitale conta oggi 100mila persone. “Il 25% dei genitori 0-3 anni è all’interno della nostra community in app. Si chiedono dei suggerimenti e si danno delle piccole risposte, aprendo anche il dibattito tra di loro”, sottolinea D’Alberto. L’obiettivo, conclude, è continuare a far crescere il progetto attraverso l’ascolto delle famiglie: “Vogliamo continuare a far sì che ogni giorno con l’ascolto dei nostri genitori il nostro Village diventi una tribù sempre più grande”. 

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