Roma, alla Camera le premiazioni del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026

(Adnkronos) – Roma, 15 set. –  

Si è tenuta presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026 un evento che ha posto l’attenzione sulla professionalità e le competenze di chi opera nell’ambito della comunicazione istituzionale, valorizzando i progetti realizzati da Istituzioni, enti pubblici, associazioni, imprese e organismi di rappresentanza. Il premio, organizzato da Touchpoint, testata di riferimento del mondo della comunicazione e del marketing edita da Oltre La Media Group, e da Ital Communications, in collaborazione con Assocomunicatori, mette al centro le idee, le strategie, i risultati e l’impatto reale. L’obiettivo – si sottolinea in una nota – “è contribuire alla diffusione di buone pratiche, elevare il livello della comunicazione istituzionale e sostenere un ecosistema che deve essere sempre più trasparente, inclusivo, innovativo e orientato al cittadino”. 

Per Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati “le istituzioni cambiano, il linguaggio evolve, gli stakeholder si moltiplicano e per questo servono modelli di comunicazione che siano sempre più efficaci e che sappiano proporre nuove narrazioni e nuove competenze. In un contesto sociale ed economico mutevole, incerto e complesso la comunicazione istituzionale svolge un ruolo fondamentale per continuare a mantenere intatto il rapporto fiduciario fra cittadini e istituzioni. Il Grand Prix della Comunicazione nasce con questo scopo: mettere al centro le idee, le strategie, i risultati e l’impatto reale che il modo di comunicare ha sulla società e sui cittadini. Ciò che facciamo oggi è dare un riconoscimento alla qualità e alla capacità di chi è riuscito a distinguersi nel proprio settore, e lo ha fatto rafforzando l’interesse generale delle comunità e della società”. 

Come ha sottolineato Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, “il professionista della comunicazione è chiamato ad assicurare la tracciabilità delle informazioni, la tutela della paternità dei contenuti, mantenendo centrale la responsabilità della persona e la qualità dell’informazione pubblica. Essa costituisce una vera e propria infrastruttura democratica, indispensabile per garantire l’esercizio dei diritti e preservare quel patto di fiducia inderogabile che unisce i cittadini alle istituzioni della Repubblica. In questa legislatura mi sono battuto per il riconoscimento delle figure professionali che operano nella comunicazione digitale, social e istituzionale all’interno della Pubblica Amministrazione. Ora, la sfida più importante riguarda la tutela di queste professioni, anche alla luce dell’affermazione dell’intelligenza artificiale generativa. Su questo fronte, il Governo è già intervenuto, insieme alle norme adottate a livello europeo, ma come Commissione Editoria intendiamo avviare un’indagine conoscitiva sull’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sui mestieri della comunicazione. Questo premio rappresenta quindi un’ottima notizia, perché contribuisce a valorizzare e riconoscere una professione che richiede grande passione, competenza, capacità di aggiornamento continuo, responsabilità e propensione all’innovazione”. 

Secondo Roberto Marti, Presidente della Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato “comunicare bene è fondamentale: significa saper portare all’interno delle case dei cittadini un’informazione chiara, efficace e di qualità, rafforzando il rapporto tra le istituzioni e la comunità. Porto il saluto del Senato della Repubblica e rivolgo i miei complimenti a tutti coloro che, con il loro lavoro, contribuiscono ogni giorno a promuovere una buona comunicazione istituzionale”. 

Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications, ha espresso soddisfazione per “aver dato vita al Grand Prix della Comunicazione Istituzionale, un’iniziativa nata per valorizzare l’eccellenza e il merito. Vogliamo riconoscere persone, organizzazioni e progetti che, attraverso una visione innovativa, contribuiscono alla crescita delle comunità e allo sviluppo delle competenze professionali. Dare valore a queste esperienze significa promuovere una cultura della qualità e dell’innovazione, mettendo al centro chi si impegna per il territorio e per la modernizzazione del Paese. Il nostro premio vuole essere uno stimolo a mettersi in gioco, a confrontarsi con nuove esperienze. Crediamo che riconoscere l’importanza di un progetto o di una professionalità sia anche l’occasione per creare nuove opportunità di incontro e di collaborazione. Con il Grand Prix vogliamo favorire relazioni, aprire nuove prospettive professionali e dare spazio a idee e competenze in grado di produrre un impatto positivo sulle persone e sui territori”. 

Per Domenico Colotta, Presidente di Assocomunicatori: “Oggi la comunicazione istituzionale è molto più di uno strumento per diffondere informazione: è uno dei principali mezzi con cui un’istituzione costruisce un rapporto di credibilità nei confronti dei propri interlocutori. Con la prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale abbiamo inteso premiare quei soggetti che hanno operato in questo senso. In una società caratterizzata dalla velocità dell’informazione, dalla moltiplicazione delle fonti e dalla presenza dell’Intelligenza Artificiale, il valore della comunicazione non si misura soltanto sulla capacità di ottenere visibilità, ma su quella di parlare con autorevolezza, senza rinunciare alla capacità di ascoltare”. 

Andrea Crocioni, Direttore Responsabile di Touchpoint, ha osservato: “Come Touchpoint, testata di riferimento nel mondo della comunicazione, abbiamo sempre osservato e raccontato l’evoluzione del settore, individuando idee, linguaggi e modelli capaci di creare valore. Da questa esperienza nasce, insieme ad Assocomunicatori e Ital Communications, una visione condivisa: valorizzare la comunicazione istituzionale come leva fondamentale per costruire fiducia e relazione con cittadini e comunità. Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale ha preso corpo da un attento lavoro di scouting e dalla volontà comune di definire standard elevati, premiando i progetti più virtuosi per qualità, innovazione, trasparenza e impatto reale. Questa iniziativa vuole contribuire a riconoscere le migliori esperienze oggi presenti e aiutare a orientare in senso positivo il futuro della comunicazione istituzionale”. 

Nel corso della cerimonia sono stati assegnati i seguenti riconoscimenti: 

· Premio Comunicazione Istituzionale Società Pubbliche al Gruppo Ferrovie dello Stato, ritirato da Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS, per l’eccellenza nella gestione della comunicazione istituzionale e per la capacità di raccontare con chiarezza, autorevolezza e visione lo sviluppo strategico e la mobilità del Paese; 

· Premio Innovazione & Digital Public Communication a Poste Italiane, ritirato da Paolo Iammatteo, Direttore della Comunicazione, per il ruolo centrale svolto nell’evoluzione della comunicazione pubblica digitale e per aver accompagnato con visione la transizione verso servizi sempre più accessibili, inclusivi ed efficienti; 

· Premio Comunicazione e Sport a Rai Sport, ritirato dal Direttore Marco Lollobrigida, per la professionalità dimostrata nella comunicazione giornalistica sportiva e per la capacità di valorizzare lo sport come strumento di coesione sociale, cultura e identità nazionale; 

· Premio Comunicazione Civica e Sociale alla Polizia Stradale, ritirato da Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale della Polizia di Stato, per l’efficacia delle campagne di sicurezza stradale e per l’uso della comunicazione come strumento di prevenzione, educazione e tutela della collettività; 

· Premio Comunicazione e Ricerca Applicata alla Luiss Business School, ritirato dal Professor Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact presso Luiss Business School, per la capacità di valorizzare la ricerca applicata e la divulgazione accademica attraverso una narrazione istituzionale chiara, innovativa e di respiro internazionale; 

· Premio Comunicazione Sociale e Terzo Settore alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ritirato dall’ingegner Carlo Tosti, Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, e da Paolo Sormani, Amministratore Delegato e Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, per l’impegno nel coniugare eccellenza nella ricerca e nella cura della persona con una visione della comunicazione sociale trasparente, empatica e orientata al bene comune; 

· Premio Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza dei Lavoratori a UGL, ritirato dal Segretario Generale Paolo Capone, per l’iniziativa “Quattro transizioni, un solo lavoro. Per un’Italia che governa il cambiamento”, dedicata ai temi dell’innovazione tecnologica, della transizione energetica, delle dinamiche demografiche e dei nuovi modelli produttivi e occupazionali; 

· Premio Progetti Integrati e Multicanale a ISPRA, ritirato da Chiara Bolognini, Coordinatrice comunicazione ISPRA, per “Facciamo Circolare”, campagna di comunicazione dedicata all’economia circolare, allo spreco alimentare e alla raccolta differenziata, capace di integrare strumenti, linguaggi e iniziative rivolti a cittadini, imprese, istituzioni e scuole; 

 

· Premio Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza Datoriale a Confcommercio, ritirato da Sergio De Luca, Direttore Centrale Comunicazione e Immagine di Confcommercio, in occasione dell’80° anniversario della Confederazione, per aver valorizzato il ruolo delle imprese, dei territori e delle comunità nello sviluppo del Paese; 

· Premio per la Comunicazione Pubblica – Società in house a Sviluppo Lavoro Italia, ritirato dalla Presidente Paola Nicastro, per la campagna “C’è posto per te”, iniziativa capace di portare i servizi per il lavoro direttamente nei territori e di rendere più accessibili orientamento, formazione e opportunità occupazionali; 

· Premio Rendicontazione, Trasparenza e ESG a DEKRA Italia, ritirato dal Presidente Toni Purcaro, per la capacità di promuovere una cultura fondata su standard verificabili, responsabilità, governance e qualità dei processi, contribuendo alla diffusione dei principi di sostenibilità e accountability; 

· Premio per la Comunicazione Pubblica – Enti Territoriali ad ANCI Lazio, ritirato dal Presidente Daniele Sinibaldi, Sindaco di Rieti, per il “Training Camp ANCI Lazio”, laboratorio di innovazione, formazione e confronto istituzionale al servizio degli amministratori locali e dello sviluppo dei territori; 

· Premio Fondazioni – Settore Finanziario e Bancario a Fondo pensione Fon.Te., ritirato dal Presidente Maurizio Grifoni, per il progetto “Fon.Te. Kids”, dedicato all’educazione previdenziale e finanziaria delle nuove generazioni e alla diffusione di una maggiore consapevolezza economica; 

· Premio Comunicazione Eventi Annuali ad ABI e ABI Servizi, ritirato da Gianluca Tiani, Direttore Generale di ABI Servizi e Responsabile di Divisione Strategia, Innovazione e Internazionale di ABI, e da Maria Teresa Ruzzi, Responsabile ABI Media di ABI Servizi, per il Salone dei Pagamenti, appuntamento di riferimento dedicato all’innovazione, alla tecnologia e all’evoluzione del mondo dei pagamenti; 

· Premio Comunicazione Pubblica – Formazione Continua a FonARCom, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale, ritirato dal Presidente Andrea Cafà, per l’impegno nella promozione della cultura della formazione continua attraverso un’attività informativa e divulgativa costante, rivolta a imprese, lavoratori e professionisti; 

· Premio Innovazione e Strategia nei Grandi Eventi a WePlan, ritirato dai co-fondatori Roberto Daneo e Giorgio Re, per la competenza tecnica espressa nella pianificazione dei principali mega-eventi internazionali e per la capacità di promuovere una visione strategica fondata su legacy, sviluppo territoriale e reputazione. 

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Consumi: Altroconsumo e Satispay in parlamento contro la discriminazione dell’Iban

(Adnkronos) – Altroconsumo, la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia, ha presentato oggi i risultati dell’iniziativa lanciata a febbraio per sostenere un’azione coordinata contro la discriminazione dell’Iban nel corso di un incontro promosso con Satispay nella Sala Stampa della Camera dei deputati. La discriminazione dell’Iban è una pratica illegale diffusa in tutta Europa che si verifica quando aziende, enti o piattaforme rifiutano un pagamento solo perché l’Iban, anche se valido nell’area Sepa (single euro payments area) non è ‘nazionale’. Può colpire chi lavora all’estero ma mantiene un conto in un altro Paese europeo, chi sceglie una banca con sede in un diverso Stato membro, o chi semplicemente decide di utilizzare un conto aperto fuori dall’Italia per domiciliare bollette o rate. Questa pratica limita la libertà del consumatore di poter scegliere la propria banca, crea costi aggiuntivi (può obbligare a mantenere o ad aprire un secondo conto corrente) e ostacola l’accesso a servizi essenziali, come energia, telefonia, pensioni o pagamenti fiscali. 

La Sepa è l’area europea in cui bonifici, pagamenti e addebiti diretti in euro devono avvenire alle stesse condizioni in tutti i Paesi aderenti. L’obiettivo è avere un vero mercato unico dei pagamenti, nel quale un cittadino possa utilizzare un unico conto per operare in tutta l’area senza dover aprire conti nazionali in ciascun Paese. L’articolo 9 del Regolamento 260/2012 è uno dei pilastri di questo sistema e stabilisce che chi accetta bonifici o riceve fondi tramite addebito diretto o altri pagamenti non può discriminare un conto in base al Paese in cui è situato. Ad esempio, un Iban francese, tedesco o svedese deve essere trattato come un Iban italiano, se il pagamento avviene in euro e il conto è raggiungibile. E un Iban francese, tedesco o svedese deve avere lo stesso valore di uno italiano, sia per ricevere un bonifico, che per domiciliare bollette, stipendi o pensioni. 

Altroconsumo ha lanciato a febbraio una petizione ed una raccolta di segnalazioni per sostenere un’azione coordinata contro la discriminazione dell’Iban con l’obiettivo di rafforzare il peso dei disservizi raccontati presso le Autorità competenti e chiedere che le regole europee vengano rispettate davvero a tutela di cittadini, lavoratori e imprese. Le segnalazioni raccolte in questi mesi sono state trasmesse a Banca d’Italia e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’iniziativa proseguirà anche nei prossimi mesi. Per aderire, occorre visitare il sito di Altroconsumo, accedere alla sezione Azioni collettive e cliccare su Stop alla discriminazione Iban. 

I risultati dell’iniziativa sono stati presentati e discussi nel corso dell’incontro ‘Stop alla discriminazione dell’Iban: un diritto europeo da far rispettare’ promosso da Altroconsumo e Satispay per accrescere la sensibilità su questo tema. Sono intervenuti l’Onorevole Giulio Centemero, membro della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, Francesca Squillante, responsabile della Direzione Credito, Assicurazioni, Poste, Servizi, Turismo e Sport dell’Antitrust, Francesca Provini, titolare della Divisione Strumenti e servizi di pagamento al dettaglio di Banca d’Italia, Alberto Dalmasso, founder e ceo di Satispay e Federico Cavallo (responsabile relazioni esterne di Altroconsumo). 

Sono state circa 1.200 le persone che hanno firmato la petizione e oltre 100 le segnalazioni di Iban discrimination effettuate tramite la piattaforma di Altroconsumo. Analizzando le segnalazioni raccolte, si osservano criticità nei pagamenti sia in uscita che in entrata. Con aziende private, banche, università ed enti pubblici. Nella maggior parte dei casi riguarda le domiciliazioni bancarie (per bollette relative a servizi di telefonia, energia, pedaggi, streaming, assicurazioni), l’accredito della pensione e dello stipendio ed i bonifici e i pagamenti delle tasse con F24. Ma ci sono anche quelle inerenti alla mancata concessione di un finanziamento rateale. Per quanto riguarda la provenienza degli Iban discriminati, il numero più alto riguarda il Lussemburgo, seguito da Lituania e da quelli italiani associati ad operatori esteri.  

Tra i fattori alla base di molte delle difficoltà segnalate vi sarebbe l’utilizzo da parte delle aziende del servizio SEDA, uno standard opzionale italiano per la gestione delle domiciliazioni bancarie. Questo sistema può semplificare i processi per le aziende, ma rischia di diventare un ostacolo per l’utilizzo di Iban emessi da operatori di altri Paesi europei. E come si comportano gli utenti che hanno difficoltà nei pagamenti in uscita o negli accrediti in entrata? Aprono un secondo conto corrente, mantengono conti esteri o italiani che avrebbero voluto chiudere, pagano tramite bollettino (talvolta con maggiorazioni di costo per la presenza di commissioni non presenti con l’addebito diretto in conto), fanno ricorso a bonifici manuali al posto della domiciliazione, cambiano il fornitore o, addirittura, rinunciano al servizio. 

Federico Cavallo, responsabile relazioni esterne Altroconsumo: “La varietà e la ricorrenza dei casi di Iban discrimination segnalati evidenziano che non si tratta di episodi isolati, ma di una criticità sistemica che rischia di limitare la concorrenza nel mercato dei pagamenti. La libertà di scegliere il proprio conto è un diritto garantito dalle norme europee, ma ancora oggi viene ostacolato da procedure obsolete e da sistemi informatici che non dialogano con il mercato unico dei pagamenti. Oggi ne abbiamo parlato con diversi attori coinvolti, convinti che trasparenza e informazione siano fondamentali per superare le barriere al mercato unico dei pagamenti e abbiamo chiesto alle istituzioni competenti di rafforzare ulteriormente i propri sforzi per colmare il divario tra la tutela prevista sulla carta, e quella effettivamente garantita. Attraverso interventi rapidi e sanzioni effettivamente dissuasive”. 

“La stessa Satispay – spiega Alberto Dalmasso, founder e ceo Satispay – è nata da un’intuizione legata a Sepa. Dobbiamo molte delle operazioni che oggi consideriamo scontate e che ci semplificano la vita, all’esistenza di un’area unica dei pagamenti. L’Erasmus ha permesso a due generazioni di sentirsi a casa ovunque nel continente, eppure l’Iban discrimination viola tre delle quattro libertà fondamentali dei trattati comunitari, tra cui quella di muoversi e stabilirsi liberamente in Europa. In un Paese e in un mercato che necessitano di educazione al risparmio, alla previdenza e all’investimento, dobbiamo offrire alle imprese e ai cittadini gli strumenti per la libera circolazione delle persone e del proprio denaro, e non possiamo accettare che sia un prefisso nazionale a bloccare un semplice bonifico. E’ un tema trasversale all’intera industry dei pagamenti. Lavoriamo insieme perché il prossimo anno non serva più organizzare un’altra campagna come questa”. 

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Torna l’ora solare, vantaggi e svantaggi: conviene mantenere quella legale?

(Adnkronos) – “Purtroppo torna l’ora solare. Avevamo chiesto in Parlamento di abolirla in modo da avere l’ora legale, ossia quella estiva, tutto l’anno. Avremmo come minimo evitato il fastidio di cambiare l’ora dei nostri dispositivi domestici. Per fortuna rispetto al passato ci sono molti più apparecchi che si aggiornano automaticamente, sincronizzati con il segnale radio trasmesso da Francoforte, ma secondo i nostri calcoli in media una famiglia ha ancora 8 congegni da dover sistemare, tra orologi da polso, telefono fisso (molte famiglie non ce l’hanno più, ma secondo l’Istat è ancora presente in 9.471 mila famiglie, anche se non tutti hanno l’ora), cordless, orologi in cucina e soggiorno, sveglie, orologio in macchina, vecchi cellulari, forni a microonde che oltre al timer hanno anche l’orologio, forni elettrici con orologio, persino vecchi videoregistratori (secondo l’Istat ce l’hanno ancora 2.774 famiglie). Insomma, nella domenica del cambio orario passeremo parte della mattinata a regolarli, talvolta costretti a riprendere in mano il libretto di istruzioni per capire come fare”. Lo dice all’Adnkronos/Labitalia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.
 

“Ci sarebbero – osserva – altri vantaggi abolendo l’ora solare anche se non così netti come in estate. Secondo gli ultimi dati di Terna, grazie alle ore di luce in più attualmente si risparmiano circa 80 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 302 milioni di kWh, che equivalgono al fabbisogno medio annuo di 115 mila famiglie. Ma d’inverno il risparmio non sarebbe così netto. Al contrario dell’estate, le giornate sono più corte. Questo significa che le luci in uffici, negozi e case rimangono comunque accese per molte ore durante il tardo pomeriggio. Inoltre, va considerato anche il riscaldamento, non solo l’elettricità”.  

“Con l’ora legale – sottolinea il presidente Dona – ossia spostando in avanti gli orologi di 1 ora, specie al Nord, in alcuni mesi gli studenti andrebbero a scuola mentre è ancora buio e le caldaie andrebbero accese prima, quando fa un po’ più freddo, consumando più gas. In compenso, ci sarebbe un’ora di luce in più dopo il lavoro per fare sport, passeggiare o fare acquisti”. (di Sabrina Rosci) 

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Consumi: Russo (Ancc Coop), ‘gli italiani vivono quotidianità con affanno’

(Adnkronos) – “Gli italiani vivono una quotidianità in affanno: un terzo si dichiara costantemente sotto stress e avere un po’ di tempo per sé, per disconnettersi dal mondo esterno e recuperare un equilibrio interiore, appare l’altra grande esigenza degli italiani. A questo si mescola la voglia di esperienze diverse, a partire dai viaggi, che offrono esperienze diverse da una quotidianità faticosa. Sul fronte della tecnologia, infine, gli italiani non guardano al nuovo smartphone da 2mila euro, ma alla tecnologia gratuita delle app dell’intelligenza artificiale, lo strumento che consente, senza grossi esborsi, di migliorare la qualità della vita. Gli italiani sono, infatti, quelli che dichiarano in maggior misura, rispetto agli altri Paesi europei, di farsi assistere dall’ai nei loro acquisti”. Sono le parole di Albino Russo, Direttore Generale Ancc di Coop, in occasione della presentazione, a Milano, dell’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop). 

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Consumi: Brisigotti (Coop Italia), ‘con nostra marca privata vogliamo garantire qualità e sicurezza ma anche tutela del potere d’acquisto’

(Adnkronos) – “Dal report emerge che c’è anche una trasformazione legata alla tipologia dei prodotti consumati, con una difficoltà per quanto riguarda la carne e una forte crescita del mondo vegetale. Vi è poi una trasformazione della vendita dei prodotti di consumo e dei prodotti confezionati. Queste sono le direttrici, una economica e l’altra oggettiva legata alla tipologia dei prodotti, che rappresentano la sfida da interpretare anche per quest’anno. È questo che pensiamo di fare, soprattutto attraverso l’impegno che abbiamo da tempo sulla nostra marca privata, che è la soluzione che vogliamo cavalcare per garantire i profili di qualità e di sicurezza dei prodotti e, contemporaneamente, riuscire a offrire la tutela del potere d’acquisto”. Così Domenico Brisigotti, Presidente di Coop Italia, alla presentazione, a Milano, dell’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop). 

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Consumi: Dalle Rive (Ancc Coop), ‘si aspira a benessere e convivialità ma pesa la difficoltà economica’

(Adnkronos) – “L’indagine ci consegna un consumatore preoccupato, fortemente in crisi rispetto alle proprie idee di futuro, con atteggiamenti quasi frugali, che cerca di coniugare l’atto di spesa con delle ambizioni, come quella di prendersi cura di sé e di gratificarsi con quello che mette in tavola, o quelle legate alla felicità nel rapporto col cibo e nella ritrovata convivialità all’interno del nucleo familiare. Purtroppo però, il consumatore vede queste aspirazioni in contraddizione con una situazione economica che impatta sul proprio stile di vita perché risente di condizioni difficili”. Lo ha detto Ernesto Dalle Rive, Presidente Ancc di Coop, intervenendo nel corso della presentazione, a Milano, dell’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop). 

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Heineken, Together Lab: più di 8 italiani su 10 apprezzano la scoperta di nuovi sapori

(Adnkronos) – Se fino a qualche anno fa erano il luogo o l’occasione a definire un momento di socialità, oggi sono sempre più le esperienze condivise a dare significato agli incontri. Tra queste, il cibo assume un ruolo sempre più centrale: preparare una ricetta insieme, provare una cucina mai assaggiata prima, condividere uno street food o sperimentare nuovi ingredienti diventa il pretesto per incontrarsi, conoscersi e creare connessioni autentiche, fuori e dentro casa. È questo uno dei principali cambiamenti che emerge dall’analisi condotta dal Together Lab, il nuovo osservatorio permanente sulla socialità contemporanea promosso da Heineken Italia nell’ambito della campagna Together. Attraverso un’attività di social media monitoring, sviluppato in collaborazione con l’Università Iulm, che ha analizzato oltre 14.400 conversazioni spontanee online pubblicate da giovani tra i 18 e i 35 anni sulle principali piattaforme social, il progetto racconta come stiano evolvendo linguaggi, luoghi e rituali dello stare insieme. Tra le principali tendenze individuate dall’Osservatorio, emerge una nuova forma di socialità in cui il cibo assume un ruolo centrale: nelle conversazioni analizzate, aperitivi, cene e momenti di condivisione vengono frequentemente raccontati attraverso parole come ‘stare insieme’, ‘condividere’, ‘chiacchiere’ e ‘amicizia’, segno di una convivialità che passa sempre più attraverso il cibo, trasformando il gusto in un vero e proprio linguaggio relazionale. A guidare questa evoluzione sono soprattutto i 25-35enni, che vivono il cibo non solo come consumo, ma come occasione per creare connessioni e costruire esperienze da condividere. Questa evoluzione trova riscontro anche in una recente ricerca AstraRicerche , secondo cui l’84% degli italiani apprezza la scoperta di nuovi sapori e quasi il 70% predilige occasioni conviviali semplici e informali. Un quadro che conferma come la convivialità contemporanea sia sempre più orientata verso esperienze autentiche, da vivere e condividere insieme. 

“Con Together Lab abbiamo scelto di osservare la socialità proprio mentre prende forma, attraverso le conversazioni spontanee con cui i giovani raccontano ogni giorno il proprio modo di stare insieme. Quello che emerge con chiarezza è che la convivialità continua a rappresentare un bisogno fondamentale, ma trova oggi forme di espressione nuove, più fluide e personali. Il cibo e la sperimentazione gastronomica ne sono un esempio concreto: -afferma Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director di Heineken Italia – preparare una ricetta insieme, scoprire nuovi sapori o condividere un’esperienza sensoriale diventano occasioni per creare relazioni e rafforzare il significato dello stare insieme. È interessante osservare come, pur evolvendo i rituali e i linguaggi della socialità, la convivialità rimanga intanto uno dei tratti più distintivi della cultura italiana: la capacità del cibo di rappresentare un momento che avvicina le persone e trasformare il tempo in un’esperienza di relazione. Cambiano le modalità con cui le nuove generazioni costruiscono questi momenti, ma non viene meno il desiderio di ritrovarsi attorno a esperienze fisiche che hanno a che fare con i sensi, capaci di creare connessioni significative. In questo contesto la birra conferma il suo ruolo: freschezza, leggerezza, informalità, ma anche ricchezza di stili e gusto, sapori mai eccessivi contribuiscono a rendere ancora più ricca l’esperienza. Ci siamo messi in ascolto per capire come evolvono i rituali dello stare insieme e far vivere il nostro purpose: creiamo il piacere di stare insieme per ispirare un mondo migliore”.  

La ricerca mostra come il cibo continui a essere uno dei principali attivatori di convivialità: non solo l’occasione attorno a cui condividere un pasto, ma sempre più un’esperienza attraverso cui costruire relazioni, scoprire nuovi sapori e rafforzare il senso di appartenenza. Preparare una cena insieme, organizzare un aperitivo fatto in casa, scegliere un locale per provare una cucina internazionale o sperimentare nuovi abbinamenti non risponde soltanto al desiderio di mangiare bene, ma soprattutto alla volontà di vivere momenti di qualità insieme agli altri. In questo contesto, mangiare insieme continua a rappresentare un’esperienza capace di generare benessere: secondo AstraRicerche, il 64% degli italiani ritiene infatti che condividere un pasto contribuisca a migliorare l’umore e favorisca il relax, confermando il valore relazionale della tavola oltre la semplice occasione di consumo. Dall’analisi emerge inoltre una tensione culturale particolarmente interessante, che attraversa molte delle conversazioni raccolte. Da una parte cresce il desiderio di sperimentare: cucine etniche, ingredienti insoliti, contaminazioni gastronomiche e ricette ibride alimentano la curiosità e diventano occasione di scoperta condivisa. Dall’altra rimane forte il richiamo ai sapori della tradizione, alle ricette di famiglia e alle specialità locali, che continuano a rappresentare un importante elemento identitario. Più che due tendenze contrapposte, innovazione e tradizione convivono nella stessa esperienza conviviale, contribuendo a rendere il cibo uno spazio di espressione personale e di relazione.  

Anche il linguaggio delle piattaforme digitali racconta questa trasformazione. Tra le parole che ricorrono con maggiore frequenza nelle conversazioni compaiono ‘tagliere’, ‘street food’, ‘pizza’, ‘focaccia’, ‘apericena’, insieme a riferimenti a cucine internazionali, ricette condivise, nuovi ingredienti e sapori da sperimentare. Il filo conduttore è sempre lo stesso: la convivialità nasce sempre più spesso dalla curiosità gastronomica e dalla voglia di vivere un’esperienza memorabile insieme, trasformando il gusto nel punto di partenza delle relazioni. “L’analisi dimostra che non sono più le occasioni a definire l’esperienza, ma il valore che le persone attribuiscono ai momenti vissuti insieme. Essere rilevanti significa quindi interpretare questi cambiamenti culturali con autenticità, entrando con naturalezza nelle esperienze che contano davvero. Per Heineken Italia questo si traduce in un portfolio di brand capace di accompagnare in modo naturale tutte le diverse forme di convivialità: da Birra Moretti, che rappresenta la convivialità autentica e il legame con la tavola, vissuta in maniera autentica e senza sovrastrutture; a Ichnusa, che valorizza identità e appartenenza territoriale; fino a Birra Messina, che accompagna l’esperienza legata al concetto di meraviglia, soprattutto durante il momento dell’aperitivo, – dichiara Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia – e Heineken, che interpreta una socialità internazionale e contemporanea, legata ai grandi momenti di intrattenimento e alle passioni condivise, capaci di unire le persone in modo profondo. La forza del nostro portfolio risiede proprio nella complementarità dei brand, che ci consente di accompagnare occasioni di consumo ed esperienze diverse, in linea con l’evoluzione dei gusti e dei nuovi rituali della socialità. Brand diversi, accomunati dalla capacità di valorizzare esperienze di condivisione e scoperta, parlando alle persone con linguaggi credibili e culturalmente rilevanti, in sintonia con l’evoluzione del gusto e della convivialità”. 

In questo scenario cambia anche il ruolo della birra, che non rappresenta più semplicemente una bevanda associata a un momento di consumo, ma diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica condivisa. Grazie alla varietà degli stili, alla versatilità negli abbinamenti e alla sua naturale dimensione conviviale, la birra accompagna con spontaneità questi nuovi rituali dello stare insieme, valorizzando esperienze costruite intorno alla scoperta e alla condivisione del gusto. Anche le ricerche di mercato confermano questa evoluzione. Secondo AstraRicerche, il 75% degli italiani associa la birra alla convivialità e il 63% sceglie la bevanda anche in funzione della curiosità e della voglia di sperimentare qualcosa di nuovo. Parallelamente, le evidenze di Cga by NIQ illustrano come un italiano su due scelga il locale anche per la qualità dell’abbinamento tra cibo e bevande, mentre l’85% considera importante il food pairing durante l’aperitivo. Dati che mostrano come l’esperienza gastronomica sia sempre più percepita come un insieme in cui la scelta della bevanda contribuisce a rendere più ricco e coinvolgente il momento di condivisione. 

Le conversazioni online raccontano inoltre una crescente attenzione verso la cultura birraria. In particolare, su Reddit (30% delle conversazioni analizzate) e Facebook (22%) cresce l’interesse per gli stili, gli abbinamenti gastronomici e la scoperta di nuove referenze, trasformando la sperimentazione in un’occasione di dialogo e di confronto. La scoperta di una nuova birra diventa così un ulteriore pretesto per stare insieme, alimentare conversazioni e condividere esperienze. I risultati di Together Lab raccontano una generazione che non rinuncia allo stare insieme, ma ne riscrive continuamente i codici. In questo percorso il gusto assume un valore che va oltre la dimensione gastronomica: diventa un linguaggio attraverso cui esprimere curiosità, condividere esperienze e costruire nuove connessioni. Perché oggi la socialità non nasce soltanto dall’occasione di incontrarsi, ma dal desiderio di vivere qualcosa insieme. 

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Spese scolastiche in dichiarazione dei redditi, ultima chiamata per il bonus fino a 1.000 euro di spesa

(Adnkronos) – La dichiarazione dei redditi non è solo il momento in cui si fa il conto delle imposte dovute in base ai redditi percepiti, ma anche l’occasione per recuperare una parte dei costi sostenuti nell’anno. 

Lo Stato consente ai contribuenti di scontare dall’IRPEF alcune categorie di spese. Si tratta di quelle ritenute di maggior rilievo a livello sociale e, tra queste, vi rientrano le spese scolastiche. 

L’istruzione comporta la necessità per le famiglie di farsi carico di non pochi costi, da quelli per le tasse di iscrizione e frequenza, fino alle spese collegate che riguardano la mensa o ancora il trasporto scolastico. 

Ogni anno, con il modello 730 o il modello Redditi, è possibile ottenere il rimborso del 19% delle somme spese. Per la campagna dichiarativa 2026, nel plafond sono ammessi in totale 1.000 euro di spesa per ciascuno studente. 

 

La detrazione delle spese scolastiche consente ai contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi di ottenere un rimborso variabile, legato alle spese sostenute, che è calcolato applicandovi la percentuale del 19%. 

Nel modello 730/2026 e nel modello Redditi di quest’anno ha fatto il suo debutto la nuova soglia limite: per ciascun alunno o studente, è possibile indicare un massimo di 1.000 euro di spese. 

Tradotto in cifre, con l’aumento della capienza dei costi rispetto al tetto di 800 euro previsto fino allo scorso anno, sarà possibile vedersi riaccreditare fino a 190 euro per studente, a fronte dei 152 previsti in precedenza. 

L’aspetto fondamentale da considerare è che il bonus fiscale non si limita a coprire le sole rette d’iscrizione, ma intercetta gran parte della quotidianità scolastica. 

Rientrano infatti nel computo le uscite mensili per la mensa, il servizio scuolabus, i servizi di pre e post-scuola, le gite d’istruzione e i contributi di ampliamento dell’offerta formativa deliberati dagli istituti. 

Restano invece esclusi dal paniere dei costi detraibili i libri di testo e la cancelleria, nonostante la discussione sempre viva sull’impatto di queste spese sui bilanci familiari. 

La detrazione copre l’intero ciclo di istruzione: 

● scuola materna; 

● scuola elementare; 

● scuola media (secondaria di primo grado); 

● scuola superiore (secondaria di secondo grado). 

 

 

Per la corretta indicazione dei costi sostenuti in dichiarazione dei redditi, una traccia è fornita dalla precompilata. 

L’Agenzia delle Entrate riceve annualmente dalle scuole i dati relativi ai costi sostenuti dalle famiglie, anche se il set trasmesso al Fisco manca di alcune voci di rilievo. 

Ad esempio, non sono soggetti all’invio i dati delle spese per la mensa scolastica, il servizio di trasporto così come i servizi integrativi (ad esempio corsi di musica o teatro), in quanto nella maggior parte dei casi sono erogati da soggetti esterni rispetto all’istituzione scolastica. 

Al contribuente spetta quindi il compito di valutare caso per caso la propria situazione, modificando e integrando i dati indicati nel modello 730 o Redditi precompilato. 

Attenzione a una regola fondamentale: per essere ammesse a detrazione, è fondamentale che le spese siano state sostenute con mezzi tracciabili. 

Non bastano le ricevute generiche: la documentazione a propria disposizione deve attestare il pagamento tramite bonifico, bollettino o carta e indicare chiaramente l’alunno, la scuola e la causale del servizio erogato. 

I documenti di pagamento dovranno essere conservati dal contribuente. 

Per le gite e per gli eventi gestiti da terzi, se il pagamento è stato effettuato direttamente a soggetti terzi (es. agenzia di viaggi), serve conservare anche la delibera scolastica che autorizza il versamento esterno. 

 

Il sistema delle detrazioni legate all’istruzione non si ferma alle spese legate al ciclo scolastico. 

In dichiarazione dei redditi è possibile beneficiare anche della detrazione dei costi sostenuti per la frequenza di asili nido e sezioni primavera. In questo caso, il limite di spesa è pari a 632 euro per ciascun figlio. 

Attenzione però alle sovrapposizioni: la detrazione si perde se la spesa è stata rimborsata dal datore di lavoro nell’ambito di misure di welfare aziendale o se nello stesso anno si è usufruito del bonus nido erogato dall’INPS. Gli sconti fiscali arrivano poi anche all’università. 

Per gli atenei statali, è riconosciuto il rimborso del 19% della spesa, senza limitazioni, da calcolare sull’intero ammontare delle tasse corrisposte. Per le università private invece, il beneficio è calmierato da limiti massimi stabiliti dal Ministero dell’Economia di anno in anno, in base al settore disciplinare e all’area geografica. 

Gli studenti universitari possono poi beneficiare della detrazione per i canoni di locazione, fino a un massimo di 2.633 euro di spesa. 

Una voce specifica di agevolazione è poi dedicata agli studenti con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento): è confermata la detrazione del 19% sui costi di sussidi informatici, software di sintesi vocale e strumenti compensativi. 

In quest’ultimo caso sarà fondamentale conservare sia la certificazione/diagnosi medica sia la fattura o lo scontrino con il codice fiscale dello studente. 

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Governare trasformazione tecnologica più rapida della storia umana: a Pompei la due giorni ‘Human driven Ai summit’

(Adnkronos) – Governare la trasformazione tecnologica più rapida mai vissuta dall’umanità senza perdere la capacità di comprendere e decidere. E’ il focus intorno a cui è costruita la seconda edizione dello ‘Human driven Ai summit’, in programma al centro congressi Nexus a Pompei (Napoli) il 18-19 settembre.  

L’evento è stato ideato e promosso da associazione Human driven Ai, con il patrocinio del Comune di Pompei, dell’università degli studi di Salerno (dove sarà presentato domani alle 11.30, Aula ‘Gabriele De Rosa’ edificio D2 del Campus di Fisciano), dell’università degli studi di Napoli Federico II, dell’università della Calabria, del Club dirigenti tecnologie dell’informazione. Previsti oltre venti panel ed oltre 40 relatori su temi come legal tech, sanità digitale, robotica industriale, lotta alla disinformazione, Ai Act, cybersecurity, con interventi di scienziati, imprese, istituzioni, centri di ricerca internazionali.  

“Il mio unico merito è stato intuire un’esigenza latente che hanno tutti: fermarsi, capire, decidere. Il summit non è un evento che parla solo di tecnologia, ma un luogo dove i protagonisti del cambiamento si siedono allo stesso tavolo per confrontarsi su come stanno reinventando i propri mestieri. E non è un caso che accada qui: Pompei è la città che custodisce la memoria di una civiltà interrotta, scelta come palcoscenico dove un’altra civiltà, la nostra, decide come affrontare la propria trasformazione più rapida”, dice il fondatore dell’evento Giovanni Sapere, tecno-umanista, direttore editoriale della rivista The patent magazine e ideatore del C-Nda Protocol, il sistema per la protezione delle idee nell’era dell’Ai. 

E’ prevista la presenza di rappresentanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di Invitalia, Apple developer academy, Mit-Ibm, Watson Ai lab, Mit Boston, Nasa Johnson space center, Maastricht university, Queensland university of technology, Owasp, Federico and Elvia Faggin Foundation, Un university global Ai network, Teda Tirana, Politecnico di Milano, Osservatori digital innovation, Politecnico di Torino. Il fronte istituzionale e accademico vede la partecipazione di Elvira Raviele (ministero delle Imprese e del Made in Italy), Angelo Tofalo, già sottosegretario di Stato alla Difesa, Mariano Corso (Politecnico di Milano, Osservatori digital innovation), Giorgio Ventre (Apple developer academy, Università Federico II), Mario Caligiuri (Università della Calabria, Società italiana di intelligence), Nicola Fabiano, già presidente del Garante per la protezione dei dati di San Marino e Mirko Perano (Università di Salerno), coordinatore del comitato scientifico. 

Alla due giorni di Pompei saranno presenti dalla ricerca internazionale Mauro Martino (Mt-Ibm Watson Ai Lab), Cosimo Accoto (Mit), Derrick de Kerckhove (25 anni alla guida del McLuhan program dell’Università di Toronto), Gianclaudio Malgieri (Maastricht university, esperto etico esterno della Commissione europea), Aruneesh Salhotra (Owasp Ai Exchange, New York), Angelo Dalli (Umnai Malta), Luca Casali (Queensland university of technology, Australia) e Gary Riccio (Nascent science & technology / Nasa Johnson space center). 

C’è inoltre spazio per le imprese: da Microsoft (con il senior solution engineer – App &Ai, Alessandro Maresca), poi Arcangelo Di Balsamo (principal architect Google cloud Italy), Francesca Protano (head of technology strategy and product innovation al Cnh), Nicola Longo (head of cognitive automation & digital solutions department per Comau), poi Antonio Morabito (responsabile della funzione marketing enterprise per Tim), Gaetano di Tondo (Vp, communication & external relations director per Archivi Olivetti), Ivan Mazzoleni (cultural energy orchestrator presso Flowe, società benefit del gruppo Mediolanum, Flowe), Alessia Canfarini (head of human capital per Bip), Marcello Mari (ceo and founder of SingularityDao), Jessica Minghinelli, già director of operations di Salesforce e Massimo Chiriatti, director of innovation di Lenovo Italia. 

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Ecco l’iPhone pieghevole, Apple lancia il Duo: in Italia a ottobre

(Adnkronos) –
Apple lancia ufficialmente il suo iPhone pieghevole, iPhone Duo, presentato durante la diretta dell’azienda. “Un nuovo design per valorizzare cosa ti serve”, ha detto il ceo John Ternus, convinto che uno schermo più grande, ottenibile con un dispositivo pieghevole, apra possibilità completamente nuove. Dotato di uno schermo interno e uno esterno, facile da usare con una sola mano, ha la grandezza di un passaporto. L’obiettivo di Ternus era un passaggio naturale dalla configurazione aperta a quella chiusa. 

Iphone Duo, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, ma anche Apple Watch e Airpods rappresentano “il meglio di Apple”, ha detto il ceo, riaffermando la “convinzione di fare prodotti che facciano davvero la differenza nella vita delle persone”. Ispirato alla versatilità dell’iPad, gli ingegneri di Apple volevano un’esperienza intuitiva e fluida nell’uso del Duo. Per la prima volta la fotocamera dello schermo è stata disegnata per essere ‘nascosta’ nello schermo, visibile quando in uso. Quando aperto, il Duo è l’iPhone più sottile di sempre. 

 

L’iPhone Duo sarà disponibile in Italia dal 23 ottobre e potrà essere preordinato dalle 14 del 16 ottobre. Il prezzo parte da 2.369 euro o 98,71 al mese per 24 mesi, fa sapere l’azienda, per la versione da 256 GB. Per la versione a 512 GB, il prezzo è di 2.619 euro. Per il modello da 1 TB il prezzo è di 3.119 euro. Per la versione da 2 TB, invece, è di 3.869. 

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