La Giornata Parlamentare. Pnrr, manca l’ultima rata. Maggioranza accelera sulla legge elettorale

L’Ue accelera sull’adesione dell’Ucraina, stop della Lega

Arriva un’accelerazione verso un percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue. La proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali (anche per la Moldavia) dovrebbe essere presentata dalla Commissione Ue al Consiglio Affari generali del 16 giugno e poi si potrà esprimere il summit dei leader in programma il 18 e 19. La svolta arriva a ridosso dell’uscita di scena di Viktor Orban e dell’ascesa al governo ungherese di Peter Magyar, che nei prossimi giorni potrebbe incontrare Volodymyr Zelensky. In Italia produce la dura reazione della Lega, “assolutamente contraria a ogni ipotesi di adesione” di Kiev nell’Ue, come afferma una nota che mette di nuovo in risalto qualche disallineamento tra alleati di governo sul tema. Alla presa di posizione leghista non viene attribuito troppo peso ai piani alti del Governo, al di là della normale dialettica politica. 

Giorgia Meloni fa filtrare che la politica sull’Ucraina non cambia. Dopo l’ultimo incontro con Zelensky la premier spiegava di auspicare l’adesione dell’Ucraina “al pari” di quella “delle altre nazioni europee che da tempo hanno avviato questo cammino”. E un mese prima sottolineava che “il negoziato di pace e il processo di adesione dell’Ucraina all’Ue stanno cominciando a essere due facce della stessa medaglia”, rimarcando che “eventuali accelerazioni” devono “coinvolgere tutti i candidati, a partire da quelli dei Balcani Occidentali”. “Per noi la priorità sono i Balcani” chiarisce Antonio Tajani, “fermo restando che Ucraina e Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Ue”. 

La novità di queste settimane è la lettera ai leader europei con cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto di associare l’Ucraina all’Ue, prima della sua piena adesione che richiederà tempo, un percorso più soft, su cui già è arrivato il no polacco. Roma sta ancora valutando: da una parte c’è la convinzione che vada dato un segnale, dall’altra la preoccupazione di mantenere equilibrio nei confronti del processo avviato dai Balcani occidentali. La posizione italiana potrebbe essere delineata nelle comunicazioni che la premier terrà in Parlamento l’11 giugno prima del Consiglio Ue. Intanto il 5 giugno in Montenegro è previsto un vertice Ue-Balcani e il dossier ucraina sarà sul tavolo di un vertice dei leader E5 con il segretario generale della Nato Mark Rutte, che dovrebbe riunirsi all’inizio del mese a Berlino, anche in preparazione del summit dell’Alleanza ad Ankara del 7-8 luglio. 

La posizione della Lega non è una novità, ma i toni sono decisamente più duri del solito. “Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro” sostiene il partito di Matteo Salvini, “Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni”. Per i meloniani la linea resta quella del sostegno al percorso europeo dell’Ucraina, fermo restando che deve andare di pari passo con quello avviato da tempo dai Paesi balcanici; niente “porte aperte subito”, quindi. I leghisti non sono gli unici nella maggioranza a coltivare timori sui rischi dell’impatto che l’ingresso di Kiev avrebbe anche su fondi di coesione e Politica agricola comune: non passa inosservato il silenzio del M5S, mentre dal Pd esortano la Meloni.  

La maggioranza accelera sulla legge elettorale. Ira delle opposizioni

Doppia mossa del centrodestra sul fronte della legge elettorale. La maggioranza chiede e ottiene in Capigruppo la calendarizzazione in Aula della riforma per il 26 giugno, in tempo utile per un possibile contingentamento a luglio e, ad ogni modo, per un primo ok entro la pausa estiva, un’iniziativa annunciata ma che comporta non poche polemiche in una riunione che dura oltre un’ora e che vede le proteste, vibrate, di tutto il campo largo. “Non è possibile continuare a procedere con forzature mettendo in calendario un testo che al momento è fatto con i comunicati e le indiscrezioni”, dicono all’unisono al termine della riunione. “Nessuna mancanza di rispetto” è la replica di FdI con Giovanni Donzelli “abbiamo aspettato che terminasse la discussione generale prima di depositare il testo e abbiamo anche accolto alcune indicazioni delle opposizioni”. 

La protesta prosegue in Commissione quando il centrodestra deposita il nuovo testo con alcune novità rispetto alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi come il capitolo riguardante il voto all’estero e la specifica che le liste che non presenteranno insieme al contrassegno l’indicazione della persona da proporre come premier non verranno ammesse; nessun accenno alla questione preferenze. Il centrosinistra valuta decisamente di non poco conto le modifiche, se sommate a quelle già annunciate sul premio e sul ballottaggio, e quali chiede tempo a fronte di un calendario che vede, invece, una sola giornata di audizioni il 3 giugno e il giorno dopo il voto per la sua adozione. “La forzatura sulla legge elettorale” accusa la capogruppo Dem Chiara Braga rivolgendo un appello diretto al presidente della Camera Lorenzo Fontana, “si consuma sul testo e sui tempi”. 

Non si tratta di un semplice intervento correttivo: l’impianto normativo è stato completamente ridisegnato”. “Ci impediscono ogni discussione, vogliono andare al voto subito”, accusa da Avs Filiberto Zaratti. “Non posiamo accettare un metodo di questo tipo”, dice anche il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi. “Maggioranza e governo si assumono una grave responsabilità”, sottolinea Riccardo Magi, segretario di +Europa. “Pensano solo ai loro equilibri, mentre gli italiani non arrivano a fine mese”, dice Maria Elena Boschi. Nessuna forzatura, è la replica del centrodestra. Per ora, in ogni caso, non si registrano commenti del resto degli alleati che pure hanno sottoscritto il nuovo testo e chiesto insieme agli altri la calendarizzazione del testo in Aula nell’ultima settimana di giugno. 

Meloni è soddisfatta sui risultati italiani sul Pnrr. Manca l’ultima rata

Quella del Pnrr era una sfida “che alcuni consideravano molto complessa, altri addirittura proibitiva. Qualcuno perfino impossibile da vincere. Eppure, non ci siamo scoraggiati”. A dirlo è Giorgia Meloni, che ha aperto la due giorni “L’Italia del Pnrr – Creare il modello. Fare sistema. Orientare il futuro. Una sfida che si racconta” a Milano. Ora, ricorda il Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, manca l’ultima rata da 28,4 miliardi dopo “aver realizzato nove rate” per 166 miliardi di euro assegnati e liquidati all’Italia dalla Commissione Ue. Meloni ha ripercorso come “poco meno di quattro anni fa abbiamo ereditato una grande responsabilità, portare avanti il piano di ripresa e resilienza più consistente d’Europa, sia dal punto di vista finanziario che degli obiettivi da raggiungere”, e sottolinea che l’Italia ha “raggiunto e mantenuto nel tempo il primato europeo nell’attuazione del piano”, dato che “trova corrispondenza nei numeri che abbiamo maturato finora e che continueranno a crescere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi: 166 miliardi di euroricevuti, 416 traguardi raggiunti, 660.000 progetti finanziati, di cui 550.000 conclusi e circa 100.000 in fase avanzata di realizzazione”. 

Meloni ha poi spiegato che l’esecutivo ha “speso ogni giorno per costruire le condizioni affinché ogni investimento, ogni progetto, ogni cantiere potesse essere avviato. Non è stato ovviamente un cammino semplice, però abbiamo rispettato la tabella di marcia e oggi possiamo rivendicare con un pizzico di orgoglio che siamo stati all’altezza del compito”. Il risultato è stato possibile “grazie all’impegno corale del sistema Italia, dei ministeri, delle amministrazioni centrali, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, dei soggetti attuatori”, con cui “siamo riusciti in questi anni a tenere sempre il passo”. La presidente del Consiglio ha poi affermato che ora “non ci rimane che fare l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo, ma come accade anche nello sport, questo è il momento decisivo nel quale bisogna dare il massimo, spingere il più possibile sull’acceleratore, perché il traguardo è in vista e manca davvero pochissimo per tagliarlo”. Sulla fase finale del Pnrrsi è soffermato anche Foti, evidenziando come “siamo arrivati ad aver realizzato nove rate con gli obiettivi di tutte le nove rate, 166 miliardi di euro che sono stati assegnati e liquidati all’Italia dalla Commissione Ue”. 

È scontro sull’autorizzare chiesta dai pm sulle chat Caroccia-Delmastro

Si annuncia un altro scontro in Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, dopo i casi di Giusi Bartolozzi e delle chat su Mps. La Procura di Roma ha infatti chiesto alla Giunta di poter acquisire le chat tra il deputato ed ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e l’imprenditore Mauro Caroccia, attualmente in carcere nell’ambito di un’inchiesta sul clan Senese. Delmastro è stato socio del ristorante Bisteccheria d’Italia insieme a Miriam Caroccia, figlia dell’imprenditore, e sulla vicenda ha riferito ieri in Commissione parlamentare Antimafia. La richiesta dei pm arrivata ieri a Montecitorio è finalizzata ad accedere e prendere visione delle comunicazioni memorizzate sul telefono sequestrato a Caroccia e destinate a Delmastro, per acquisirle agli atti del procedimento. 

La richiesta si colloca nell’ambito delle indagini nei confronti degli stessi Mauro e Miriam Caroccia per i reati di riciclaggio e d’intestazione fittizia di beni aggravati dalla finalità di agevolazione mafiosa, nella quale Delmastro non risulterebbe indagato. La giunta provvederà ora alla nomina di un relatore per avviare quanto prima l’esame dell’istanza dei pm, ma intanto già infuria la polemica politica, con l’opposizione che chiede di concedere il via libera ai magistrati. Il centrodestra sembra orientato a fare quadrato, negando l’autorizzazione come dovrebbe avvenire anche per le chat dei vertici di Mps con alcuni parlamentari. Tuttavia, viene sottolineato da un esponente di Forza Italia, “ci siamo riservati di valutare la questione quando avremo una copia di questa comunicazione, così da poterla esaminare e capire quale possa essere l’orientamento. Senza i documenti bisogna essere sempre molti prudenti, prima è necessario leggere le carte, tanto che non abbiamo ancora fatto alcun confronto sulla questione all’interno della coalizione”. 

L’esito del voto comunque appare scontato alla minoranza, che infatti attacca: “Il centrodestra si prepara a respingere la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastroe Mauro Caroccia. È un fatto molto grave: invece di aiutare i magistrati a fare chiarezza e arrivare alla verità, la maggioranza alza un muro politico. “Siamo davanti a un’indagine per riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori nell’ambito della quale la Procura chiede di poter esaminare messaggi che possono essere utili all’accertamento dei fatti. La domanda è semplice: se non ha nulla da nascondere, perché non consente ai magistrati di vedere quelle chat?”, chiede Angelo Bonelli di Avs. Domanda analoga arriva dal leader M5S Giuseppe Conte.

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per esaminare la pdl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, la relazione della XIV Commissione sul Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026. A seguire si confronterà sulle mozioni per la revisione integrale del Patto di stabilità e crescita e gli investimenti europei e nazionali in armamenti e sulla mozione per la riduzione del costo dell’energia e politiche a sostegno della crescita. Discuterà sulla pdl per la protezione e l’assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata, sul ddl sull’energia nucleare sostenibile e sulla pdl per la prevenzione e la lotta contro il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’AIDS, il papilloma virus umano (HPV) e le infezioni a trasmissione sessuale.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali, con la Affari Sociali, esaminerà lo schema di decreto legislativo per l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Svolgerà audizioni sugli schemi d’intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. La Affari Esteri svolgerà un incontro informale con la Vice Ministra degli Affari Esteri della Repubblica Ellenica Alexandra Papadopoulou e ascolterà i rappresentanti di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in Tunisia.

La Cultura ascolterà i rappresentanti della RAI sui temi relativi al valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano immobiliare della RAI. Dibatterà sulla risoluzione per l’esclusione dalla verifica dell’adempimento fiscale ai fini del pagamento dei contributi erogati dal Ministero della Cultura e per la relativa impignorabilità e sul ddl sulle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario.

La Attività Produttive svolgerà audizioni sulla crisi aziendale del gruppo Natuzzi, sulla capacità competitiva del sistema Italia, sulle dinamiche del PIL nel periodo 1992-2025 in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica e sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori produttivi e alcune sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi mercoledì 3 giugno alle 16.30 per la discussione sul ddl in materia di morte volontaria medicalmente assistita, sul ddl Valditara in materia di consenso informato in ambito scolastico e sul decreto-legge rimpatri volontari assistiti. Le Commissioniriprenderanno i propri lavori la settimana prossima.

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Piccoli Comuni e Borghi finalmente connessi grazie alla fibra FTTH, i Sindaci: “Non siamo più lumache. E con smart working, PA digitale e turismo meno spopolamento”

Rubrica settimanale su come la fibra ottica fino a casa abilita i nuovi servizi digitali: FTTH tutto quello che c’è da sapere. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui.

I vantaggi dell’FTTH (la fibra ottica fino a casa) per i piccoli Comuni nelle cosiddette “aree bianche”, con particolare attenzione al ruolo dell’infrastruttura tecnologica in fibra al 100% che va al di là della mera funzione di connettività. È il tema di questa carrellata di voci di Sindaci smart, che abbiamo sentito per capire che cos’è cambiato nel loro territorio dall’avvento della fibra FTTH, nella seconda puntata della nostra rubrica FTTH per l’Italia Digitale, dopo il debutto dedicato ai vantaggi dell’FTTH dal punto di vista energetico.

Il nostro viaggio

Il nostro viaggio comincia a Roccabianca, in provincia di Parma, un Comune di 3mila abitanti. Un tempo chiamata Arzenoldo (o Arsinoldo o Rezinoldo), deve probabilmente il nome attuale al fatto di essere stata nel XV secolo residenza di Bianca Pellegrini, amata da Pier Maria II de’ Rossi, che vi fece costruire la rocca a lei dedicata; secondo un’altra interpretazione il nome deriverebbe invece dalla colorazione bianca della rocca, in origine completamente intonacata. 

Il sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara (Pr)

L’FTTH accende la concorrenza

“Nel maggio del 2019, quando ho cominciato il mio primo mandato, avevamo soltanto l’Adsl”, racconta a Key4Biz il Sindaco Alessandro Gattara. “Nell’estate del 2020 ci è arrivato il progetto di Open Fiber per la posa della fibra FTTH nei centri abitati. Nell’autunno del 2020 comincia anche la posa di una fibra FTTC da parte di Tim, che poi nella primavera 2021 viene attivata”.

Fino ad allora, la fibra ottica arrivava soltanto in municipio e alla scuola media.

Incubo Adsl durante il Covid

Inizia da lì a poco la realizzazione della fibra FTTH di Open Fiber, dopo tutti i nulla osta necessari per la posa. La nuova rete è stata accesa lo scorso mese di dicembre 2025. “Da pochi mesi sono iniziate le prime attivazioni FTTH, per noi è una cosa freschissima”, aggiunge il sindaco, precisando che era molto attesa perché “con l’Adsl nel 2020 e tutti a casa, durante il periodo del Covid in smart working, è stata dura. Si faceva fatica a mandare le mail e le video chiamate erano a intermittenza visto l’intasamento completo della rete”. Da allora, il lavoro da casa è sempre più esteso e diffuso e quindi l’FTTH risolve il problema dello smart working superando il disagio di andare ancora con un Adsl, una tecnologia ormai quasi inservibile.

La gente si aspetta la connettività, come l’acqua

Certo, l’Appennino non si spopola se c’è l’FTTH, però “avere l’acquedotto, avere la fibra ottica FTTH, il 5G, avere una buona copertura cellulare (da noi è un po’ scarsa) sono servizi che le persone oggi si aspettano”, ha aggiunto il sindaco Gattara.

Per il resto, le case sparse sono coperte invece con l’FWA o con il satellite sulle orbite terrestre basse (LEO).

Servizi pubblici abilitati con la fibra

Grazie al PNRR per il digitale, il Comune di Roccabianca ha digitalizzato quasi tutto, a partire dalle Poste, le banche hanno tutte l’home banking, e la digitalizzazione avanza anche nella fascia di età più avanzata perché i servizi digitali sono sempre più necessari. “Se non avessimo cominciato nel 2020 con Open Fiber, oggi non saremmo arrivati a questo risultato perché è una vera e proprio percorso ad ostacoli l’ottenere tutti i permessi, la quantità di pareri necessari e nulla osta per i lavori di posa”, ha aggiunto il primo cittadino. Il Sindaco, infine, conosce bene anche l’attuale problema, ossia ora c’è la disponibilità nella fibra in paese, ma: “c’è un’inerzia da parte dei cittadini per il passaggio all’FTTH, nonostante il prezzo favorevole”.

Qui servirebbero strategie nazionali, regionali e provinciali per favorire il take-up, ossia l’attivazione effettiva in casa da parte delle famiglie della fibra ottica FTTH.

Marcello Catanzaro, Sindaco di Isnello (Pa)

La fibra FTTH nel Borgo di Isnello nel cuore delle Madonie (e dell’Osservatorio Astronomico)

Il nostro viaggio prosegue a Isnello, in provincia di Palermo, un piccolo Comune che si estende da 420 metri a 1600 metri sul livello del mare, che fa parte del Parco delle Madonie. Isnello confina con i Comuni di: Cefalù, Gratteri, Collesano, Scillato, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Castelbuono. Il corso d’acqua, denominato Isnello, che discende dalle Madonie, lambisce il paese a Nord, per incunearsi in un suggestivo stretto canyon formato tra l’altura del castello e la ripida parete della Montagna Grotta Grande. Il Borgo è conosciuto inoltre per l’Osservatorio Astronomico.

Fibra fondamentale per i servizi e il lavoro

“L’aver portato la fibra nelle aree interne, a Isnello e nelle Madonie, è un vantaggio molto importante per il territorio per vari motivi – ha detto a Key4Biz Marcello Catanzaro, Sindaco di Isnello – è chiaro che i collegamenti a Internet oggi sono fondamentali per la mera funzionalità dei servizi ma anche per il lavoro. Soprattutto per tutte le attività che consentono di svolgere un lavoro da remoto”.   

Smart working e co-working

Tutto questo ha consentito al Comune di Isnello di sentirsi alla pari rispetto a tanti altri Comuni d’Italia: infatti, ha potuto partecipare al bando del Ministero della Cultura per la riqualificazione dei borghi nelle aree interne, consentendo di fare alcuni investimenti. Tra cui “la ristrutturazione di un immobile in Piazza Mazzini dal quale si dirameranno sentieri, percorsi culturali nel quadro di un progetto denominato Itinera e sarà inoltre un centro di smart working e co-working”, ha continuato il Sindaco.  Anche la nuova scuola di Isnello è coperta in FTTH ed è possibile usare delle postazioni ad hoc per lo smart working.

Isnello punto di riferimento dei nomadi digitali

“Questo è importante perché, soprattutto dopo la pandemia, questo ci ha consentito di far lavorare tante persone da remoto nel proprio paese – ha detto il sindaco – ma anche di diventare un punto di riferimento per i cosiddetti nomadi digitali. Sono tanti coloro che preferiscono spostarsi e non avendo una sede fissa lavorano viaggiando”.

In sostanza, ci sono diverse persone che pur avendo un contratto di lavoro fuori dalla Sicilia, sono di Isnello e quindi lavorano nel loro Comune di nascita. Poi, ci sono diverse persone, magari professionisti (ingegneri, economisti, dipendenti di grandi aziende ecc) che scelgono di viaggiare e lavorare da remoto e decidono di sostare a e fare tappa a Isnello.

Il complesso astronomico di GAL Hassin

Il complesso di GAL Hassin, dove si trova l’Osservatorio di ricerca Astronomico di Isnello, si compone anche di diversi strumenti come un telescopio, che è stato collocato a Monte Mufara a 1800 metri, e che grazie a Open Fiber che ha portato la fibra con gli elicotteri è collegato con la rete super veloce, ottimizzando così il lavoro del centro astronomico”, ha spiegato, con grande orgoglio e soddisfazione, il Sindaco.

Il Telescopio a 1800 metri di altezza da realizzare, grazie all’FTTH, con l’ESA per individuare ed intercettare elementi pericolosi per la Terra

Il centro astronomico di Isnello è molto attivo e ha recentemente siglato un accordo di collaborazione con l’INAF (Istituto Nazionale di Astro Fisica) e sta portando avanti un progetto con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) per il collocamento di un altro telescopio sempre a Monte Mufara, si chiamerà Fly Eye per individuare ed intercettare elementi pericolosi per la Terra: dagli asteroidi ai rifiuti spaziali. “Si tratta di uno dei quattro telescopi mondiali di questo tipo, uno sarà collocato qui in Sicilia”, ci ha raccontato il primo cittadino.   

Davide Petruccione, sindaco di Castel Di Sasso (Ce)

L’FTTH nel Comune sparso di Castel di Sasso (Caserta), un’arma contro il calo demografico

La nuova tappa del nostro viaggio è a Castel di Sasso, in provincia di Caserta, un suggestivo “Comune sparso” di circa mille abitanti nel Medio Volturno, a circa 400 metri sul livello del mare sulle falde del monte Friento. Famoso per il suo borgo medievale arroccato, offre viste panoramiche sul Golfo di Napoli e rappresenta una destinazione ideale per il turismo lento, escursionismo e natura, a soli 18 chilometri da Caserta.

Comune ampio, ma la logistica è buona

“Il Comune di Castel di Sasso è molto ampio, con una copertura di 20 chilometri quadrati, è un’area interna, polmone verde del casertano, ma dal punto di vista logistico non è svantaggiato visto che si trova ad una quarantina di chilometri da Napoli”, ha raccontato a Key4Biz il sindaco Davide Petruccionevale a dire a una cinquantina di minuti dal centro di Napoli. Questo è un punto fondamentale su cui insistere, anche attraverso le possibilità che la fibra può offrire contro il calo demografico endemico degli ultimi decenni”.

Ambiente più friendly con la fibra

Spazi di co-working, una logistica non svantaggiata e risorse naturalistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche di grande interesse sono un mix che rende attrattivo il territorio da punto di vista economico e turistico. “L’idea è di rendere il Comune attrattivo anche per chi vuole e può lavorare da remoto – aggiunge il sindaco Petruccione – Penso ai lavoratori da remoto, ma anche ai tanti concittadini e concittadine che, accrescendo la loro posizione lavorativa o studiando sono andati via, ma che grazie alla fibra potrebbero trovare qui un ambiente più accogliente e idoneo per lavorare al meglio, conciliando qualità della vita e soddisfazioni professionali”.

La fibra per promuovere il territorio

Tra l’altro il territorio ha una tassazione vantaggiosa, c’è un’area industriale e anche un CUP, il che rende il territorio attrattivo.

La copertura ha raggiunto peraltro un borgo del territorio che oggi è disabitato. “Si tratta di Borgo Vallata, che è uno dei 15 o 16 borghi che compongono il territorio e che è l’emblema dello spopolamento del territorio. La fibra è arrivata lì perché ci sono degli immobili di proprietà comunale che vengono oggi sfruttati per attività culturali, eventi di promozione del territorio”, ha proseguito il Sindaco, “in uno di questi immobili è stato attivato un info-point che segue il territorio. L’obiettivo è farne il punto di riferimento per le attività turistico culturali del territorio”.  

Alessandro Spaggiari, Sindaco di Soiano del Lago (Bs)

A Soiano del Lago, che dà sul lago di Garda: 16 chilometri di fibra per modernizzare la PA

Prossima tappa al Comune di Soiano del Lago, in provincia di Brescia, sul Lago di Garda. “La realizzazione della rete FTTH nel Comune di Soiano del Lago rappresenta un investimento strategico fondamentale per il futuro del territorio. Grazie alla posa di circa 16 chilometri di fibra ottica, oggi possiamo garantire connettività ultraveloce non soltanto agli edifici pubblici, come Municipio e Scuole, ma anche alle abitazioni private e alle attività produttive presenti nelle zone più decentrate del paese”, racconta il sindaco Alessandro Spaggiari, secondo cui per un piccolo Comune, la fibra ottica non significa soltanto internet più veloce: significa rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente, moderna e vicina ai cittadini.

Digitalizzazione del PNRR valorizzata con l’FTTH

“Gli importanti finanziamenti PNRR ottenuti dal Comune per la digitalizzazione, dall’abilitazione al cloud ai servizi tramite SPID, CIE, App IO, pagoPA, ANPR e interoperabilità delle banche dati, possono oggi essere valorizzati pienamente proprio grazie a questa infrastruttura”, aggiunge Spaggiari.

Nella PA smaterializzazione delle pratiche e digital divide ridotto

“La connettività in fibra consentirà agli uffici comunali di accelerare la smaterializzazione delle pratiche, ridurre i tempi amministrativi, migliorare lo scambio documentale tra gli uffici, con gli enti sovracomunali e offrire servizi digitali sempre più accessibili e immediati per cittadini e imprese”, dice ancora il sindaco Spaggiari. “Allo stesso tempo, la fibra contribuisce a ridurre il divario digitale che spesso penalizza i piccoli Comuni e le aree bianche, creando nuove opportunità di sviluppo economico, smart working, innovazione e attrattività territoriale. È una condizione essenziale per costruire un Comune realmente smart, capace di offrire servizi moderni senza perdere la qualità della vita e il legame con il territorio che caratterizzano le nostre comunità locali. Possiamo dire che da oggi, a Soiano del Lago, il futuro è presente!”.

Antonio Rizzo, Sindaco di Viggianello (Pz)

A Viggianello 50 chilometri di fibra ultraveloce

Infine, il nostro viaggio si chiude nel borgo di Viggianello, in provincia di Potenza, dove sono stati posati 50 chilometri di fibra ottica ultraveloce. Nel cuore del Parco del Pollino, è stato realizzato un progetto ad alto impatto sostenibile con scavi ridotti al minimo e il riutilizzo di oltre l’80% delle infrastrutture esistenti. Un’opportunità di transizione digitale – con la trasformazione del centro lucano in un ‘Borgo Smart’ – della quale ha tratto beneficio, in primis, l’amministrazione comunale, come ha confermato il Sindaco Antonio Rizzo: “È stato un vero e proprio passaggio al mondo moderno che ha permesso di collegare un luogo molto periferico al resto del mondo. Qui da noi”, ha detto, “le strade sono complesse, ma quella per il digitale è diventata molto più semplice”.

Benefici per gli uffici comunali

Il primo cittadino ha messo in evidenza inoltre i benefici per gli uffici comunali “dove navigare a mille mega era un sogno” e quelli per i cittadini. “Il servizio ottimizzato è un beneficio soprattutto per la nostra comunità per quanto l’età media non sia bassissima, e lo abbiamo notato, per esempio, quando un anziano si reca all’ambulatorio e si può scaricare velocemente il fascicolo sanitario”. E le facilitazioni sono visibili anche dal punto di vista turistico: “Oggi non siamo più delle lumache”, ha concluso.

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Servizi mobili satellitari, Bruxelles cerca gli anti-Starlink europei

La Commissione europea ha avviato la selezione di nuovi fornitori europei di servizi mobili via satellite su banda 2GHZ anche dopo il 2027

Oggi più che mai, una connettività satellitare ad alta capacità e ampiamente disponibile è essenziale per rafforzare la resilienza delle reti di comunicazione dell’Ue. La nostra proposta consentirà di fornire connettività satellitare e terrestre direttamente ai nostri dispositivi mobili, garantendo che tutte le aree dell’Ue, e in particolare quelle in cui le reti terrestri non sono disponibili, siano dotate di connettività internet vocale e a banda larga”, ha dichiarato in una nota la vice presidente della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, in merito alla proposta per la selezione dei fornitori di servizi mobili via satellite (Mss) che saranno autorizzati a usare la banda di frequenze armonizzata 2 GHz oltre il 2027.

La connettività satellitare è fondamentale per i nostri servizi governativi e per le comunicazioni critiche in Europa. Oggi compiamo un importante passo avanti”, ha quindi precisato Virkkunen.

La Commissione europea ha accelerato sulla strategia spaziale e digitale dell’Unione e mette sul tavolo una proposta destinata a incidere profondamente sul futuro delle telecomunicazioni satellitari europee. Bruxelles ha infatti avviato il percorso per la selezione dei nuovi fornitori europei di servizi mobili via satellite (MSS, Mobile Satellite Services) che, dopo il 2027, potranno utilizzare la banda armonizzata a 2 GHz in tutta l’Unione europea, alla scadenza delle autorizzazioni oggi in vigore.

Si tratta di una decisione che va ben oltre il semplice rinnovo delle licenze. La banda MSS a 2 GHz è considerata infatti una risorsa strategica sia dal punto di vista industriale sia sotto il profilo della sicurezza europea. La Commissione intende trasformarla in uno degli asset chiave per la sovranità tecnologica dell’UE, integrando connettività commerciale, resilienza delle reti critiche e capacità dual use per difesa e sicurezza.

L’obiettivo politico e industriale è chiaro: creare un ecosistema europeo della connettività satellitare capace di competere con i grandi operatori globali (leggi Starlink) e di sostenere l’autonomia strategica dell’Europa in un settore ormai cruciale quanto quello energetico o dei semiconduttori.

La proposta si inserisce inoltre nel più ampio quadro della futura Digital Networks Act, la nuova normativa europea sulle reti digitali che punta a creare un mercato unico anche per le comunicazioni satellitari. Secondo l’impostazione della Commissione, lo spettro destinato ai servizi satellitari dovrà essere autorizzato sempre più attraverso regole comuni europee, superando definitivamente la frammentazione nazionale.

Virkkunen: “Satelliti sono versione spaziale delle torri cellulari. Apriranno la strada al 6G”

Perché la banda di frequenza a 2 GHz è così importante? Ce lo dice la stessa Virkkunen: “Perché è la base che permette di fornire connettività satellitare e terrestre direttamente ai nostri dispositivi mobili, garantendo che tutte le aree dell’UE, e in particolare quelle in cui le reti terrestri non sono disponibili, siano dotate di connettività voce e internet“.

La connettività satellitare, ha spiegato la vice presidente della Commissione europea “è fondamentale anche per i nostri servizi governativi e per le comunicazioni critiche in Europa“. “C’è poi un altro aspetto importante della banda MSS a 2 GHz dell’Ue – ha aggiunto – le vaste reti di satelliti in orbita terrestre bassa stanno diventando la versione spaziale delle torri cellulari. Collegano i sistemi terrestri e spaziali, aprendo la strada alle future reti mobili 6G“.

Lo spettro satellitare sarà assegnato tramite meccanismo centralizzato dell’Unione

Il cuore della proposta è l’introduzione di una procedura di selezione unica a livello europeo. Diversamente dal passato, non saranno più i singoli Stati membri a gestire separatamente le autorizzazioni nazionali, ma verrà istituito un meccanismo centralizzato dell’Ue per assegnare lo spettro satellitare armonizzato.

La scelta riflette una logica precisa: i servizi satellitari non conoscono confini nazionali e richiedono regole uniformi per poter operare efficacemente su scala continentale. Una licenza europea unica consentirà quindi agli operatori selezionati di offrire servizi transfrontalieri con maggiore efficienza tecnica e normativa, riducendo frammentazione burocratica e tempi di implementazione.

Il nuovo schema sostituirà l’attuale quadro regolatorio risalente al 2008, quando l’Europa aveva assegnato le frequenze MSS in un contesto tecnologico completamente diverso, precedente all’esplosione delle mega costellazioni satellitari in orbita bassa e all’attuale convergenza tra reti terrestri e reti spaziali.

Uno degli elementi più rilevanti della proposta riguarda la ripartizione dello spettro disponibile nella banda MSS 2 GHz. Bruxelles intende suddividerlo secondo un modello che combina esigenze strategiche pubbliche e sviluppo commerciale del mercato.

Piena interoperabilità con IRIS2 e spazio ai servizi Direct-to-Device (D2D)

Un terzo della banda sarà riservato a usi governativi e istituzionali. In questa quota rientrano comunicazioni critiche per la sicurezza pubblica, applicazioni militari, protezione civile, gestione delle emergenze e infrastrutture strategiche. L’operatore che otterrà questa porzione di spettro dovrà garantire la piena interoperabilità con IRIS², il programma europeo di connettività satellitare sicura destinato a diventare uno dei pilastri dell’autonomia digitale dell’Unione.

IRIS², acronimo di Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, rappresenta il grande progetto europeo per costruire una costellazione satellitare sovrana destinata a fornire comunicazioni sicure alle istituzioni europee, ai governi nazionali, alle forze armate e alle infrastrutture critiche. L’integrazione tra la banda MSS e IRIS² permetterà quindi di creare un’infrastruttura ibrida in grado di combinare servizi civili, governativi e di difesa all’interno di un’unica architettura europea.

I restanti due terzi della banda saranno invece destinati agli usi commerciali. Qui entra in gioco uno dei segmenti tecnologici più promettenti del mercato telecomunicazioni: i servizi Direct-to-Device, o D2D.

Con il D2D, i satelliti possono collegarsi direttamente agli smartphone e ai dispositivi mobili senza necessità di terminali satellitari dedicati. In pratica, il telefono cellulare diventa in grado di comunicare sia con la rete terrestre tradizionale sia direttamente con i satelliti quando il segnale mobile non è disponibile.

È una trasformazione radicale del paradigma delle telecomunicazioni. Fino a oggi la connettività satellitare mobile richiedeva apparati specializzati e costosi. Le nuove architetture D2D, invece, puntano a integrare il satellite nell’ecosistema standard delle telecomunicazioni mobili, estendendo la copertura delle reti cellulari tradizionali.

Convergenza tra reti terrestri e satellitari

La proposta europea mira proprio a favorire questa convergenza tra reti terrestri e spaziali. L’obiettivo è garantire che anche le aree rurali, montane, marittime o scarsamente servite possano disporre di servizi voce e banda larga direttamente sui normali dispositivi mobili utilizzati dai cittadini.

Dal punto di vista industriale e sociale, il potenziale è enorme. La connettività satellitare D2D potrà assicurare continuità di servizio durante calamità naturali, blackout infrastrutturali o crisi geopolitiche, ma anche abilitare nuovi servizi per l’Internet of Things, il monitoraggio ambientale, la logistica, la telemedicina e la gestione delle emergenze.

Non a caso Bruxelles ha deciso di ripartire questa parte commerciale dello spettro con un forte orientamento strategico-industriale. Una quota sarà infatti riservata agli operatori europei nuovi entranti, per favorire la nascita di campioni continentali e ridurre la dipendenza da operatori extraeuropei. La restante parte sarà invece aperta sia agli operatori europei sia a quelli provenienti da Paesi terzi. Ciò significa che il concetto di sovranità e autonomia in questo settore sarà sempre relativo, o solo parzialmente applicabile in toto. Una scelta che lascia sempre ombre sulla reale volontà dell’Unione di rafforzare con decisione la propria indipendenza in questo settore cruciale per la sicurezza, la Difesa e la crescita delle infrastrutture critiche e i servizi avanzati.

In effetti, la stessa vicepresidente della Commissione europea ha chiarito che c’è l’intenzione di lasciare aperta una fetta, seppur minima (poi bisognerà vedere quanto minima), di mercato anche ad operatori extra-Ue, sicuramente anche agli americani. In gioco non c’è soltanto il business delle telecomunicazioni satellitari, ma il controllo delle future infrastrutture digitali strategiche.

Gli USA chiedono (esigono?) un “trattamento equo” per le proprie imprese nel mercato Ue

Qui tornano alla mente le parole del Presidente della Commissione federale per le comunicazioni (FCC) degli Stati Uniti, Brendan Carr, che un paio di mesi fa ha letteralmente minacciato ritorsioni contro l’Unione qualora avesse imposto una “preferenza completamente europea” nell’assegnazione dello spettro satellitare: “Se l’Europa insiste nel perseguire un percorso di sovranità satellitare che escluda i fornitori non stabiliti nel continente, gli Stati Uniti dovranno tenerne conto nel trattamento reciproco che offriremo“.

Carr ha comunque commentato su X la proposta della Commissione, proprio rimarcando l’attenzione che Washington sta riservando al tentativo di rafforzamento della capacità autonoma strategica europea nel settore satellitare: “Per decenni, la reciprocità e la non discriminazione sono state al centro dell’approccio della FCC nei confronti dei numerosi operatori satellitari europei che svolgono attività negli Stati Uniti. La reciprocità continuerà a essere il punto di riferimento. E la FCC ha un procedimento aperto mirato a garantire un trattamento equo per le imprese americane“.

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Consulenza, l’AI cambia il modo in cui vengono pagate le grandi società. Il caso di McKinsey & Co

L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il modo in cui vengono pagate le grandi società di consulenza. Non solo perché automatizza analisi, diagnosi, raccolta dati e preparazione di documenti. Ma perché mette in discussione il principio su cui per decenni si è retto il business della consulenza: il pagamento a ore.

Secondo il Financial Times, McKinsey & Co è sotto pressione da parte dei clienti per collegare una quota maggiore delle proprie fee ai risultati ottenuti, e non soltanto al tempo impiegato dai consulenti per produrre raccomandazioni, piani industriali o strategie operative.

Se l’AI consente di fare più rapidamente attività che prima richiedevano giorni o settimane di lavoro umano, i clienti iniziano a chiedersi perché debbano continuare a pagare lo stesso numero di ore.

Il modello delle ore fatturabili perde forza

Il modello tradizionale della consulenza si basa sulle billable hours: più tempo lavorano i consulenti su un progetto, più cresce la fattura. Ma l’adozione dell’AI riduce il valore di questa metrica. Attività come analisi dati, benchmarking, diagnosi aziendale, sintesi documentale e costruzione di scenari possono essere accelerate dai modelli generativi.

Questo non significa che il lavoro dei consulenti sparisca. Significa però che diventa più difficile giustificare il prezzo sulla base del tempo impiegato. Se una parte del lavoro viene svolta più velocemente grazie all’AI, il cliente vuole vedere il risparmio riflesso nel costo finale oppure preferisce pagare in base al risultato.

Il Financial Times spiega che una pressione simile riguarda anche altri servizi professionali esposti all’AI, come studi legali e società di revisione. Anche in quei settori i clienti chiedono che i risparmi di produttività generati dall’automazione non restino solo nelle mani dei fornitori.

McKinsey e le fee legate agli obiettivi

Secondo il Financial Times, la società si prepara a spostare una quota maggiore della retribuzione dei partner verso l’equity e a trattenere più cassa. Il motivo è che i ricavi diventano meno prevedibili quando le fee dipendono dai risultati. Se un progetto viene pagato in base a minori costi, maggiori profitti o crescita della quota di mercato, l’incasso non è più garantito come nel modello a ore. Il rischio commerciale aumenta.

Il pricing basato sui risultati ha però un limite evidente. Non tutti gli esiti finali dipendono dal consulente. Una strategia può essere corretta, ma essere ostacolata da guerre, dazi, crisi delle forniture, condizioni di mercato o resistenze interne dell’azienda cliente.

Il modello a ore non sparirà. McKinsey e le altre grandi società di consulenza continueranno a difendere una parte rilevante del lavoro basata su ore fatturabili, canoni, abbonamenti o fee fisse. Anche i grandi attori dell’AI, da OpenAI in poi, continuano a preferire modelli ricorrenti e prevedibili, come subscription, piani enterprise e consumo a volume.

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DNA, governi UE lontani da accordo. Il piano in 12 punti delle telco Ue

I paesi europei faticano a trovare una posizione unitaria sul Digital Networks Act, il nuovo pacchetto di regole proposto dalla Commissione Ue al vaglio delle istituzioni di europee. Pesa in primo luogo la mancata volontà di cedere pezzi di sovranità nazionale a Bruxelles da parte delle 27 capitali del Vecchio Continente su regole Tlc, net neutrality e modalità di finanziamento delle nuove reti in fibra e 5G standalone.

Il nodo dello spettro

Uno dei punti nodali di scontro è la volontà di Bruxelles di centralizzare la gestione dello spettro radio e le regole sulla concorrenza.

Un altro tema alquanto divisivo è quello delle tariffe per l’utilizzo delle reti. Le Big Tech devono o non devono pagare per l’occupazione massiccia delle reti? In che modo dovrebbero contribuire al finanziamento delle nuove reti che pesa sulle telco?

Anche la net neutrality è a rischio, con le nuove regole proposte nel DNA.

Lo switch off del rame

Un altro tema critico è lo switch off del rame, che secondo la proposta controversa della Commissione dovrebbe chiudersi entro il 2035, ma che nei diversi paesi Ue sarà programmata e portata avanti a seconda delle diverse situazioni dei singoli Stati.

Insomma, i nodi da sciogliere sono numerosi ei diversi blocchi in gioco sono essenzialmente tre.

Il blocco dei sovranisti

In primo luogo, il blocco dei paesi “sovranisti” (Italia, Francia, Germania, Austria, Ungheria, Slovenia) che a novembre ha presentato un documento congiunto (non-paper) per contestare la struttura stessa della proposta della Commissione Ue. In poche parole, la nuova legge dovrebbe essere una semplice direttiva – che lascia maggiore flessibilità di recepimento – e non un regolamento direttamente applicabile, che imporrebbe regole identiche per i diversi paesi indipendentemente dalle condizioni di mercato dei singoli Stati.   

I sei Stati si oppongono poi alla cessione di sovranità sulla gestione dello spettro radio e alla centralizzazione delle licenze. Sono infine scettici sulle semplificazioni relative ai merger transfrontalieri tra grandi operatori.

I nordici e digitalizzati

C’è poi il fronte dei paesi nordici e digitalizzati (Spagna, Svezia, Danimarca, Lussemburgo) che sono favorevoli alle riforme ma sono più scettici sulle tempistiche. Per quanto riguarda lo switch off de rame, hanno meno problemi visto che ad esempio la Spagna e la Svezia lo hanno pianificato entro quest’anno mentre Lussemburgo e Danimarca entro il 2030.    

Fornitori cinesi

Un altro punto divisivo riguarda la volontà di Bruxelles di estromettere i fornitori cinesi (Huawei e ZTE) dalle reti cellulari, in particolare per quanto riguarda il 5G per timori di carattere geopolitico, di cybersicurezza e spionaggio industriale.

Fair share tramontato, che fare con le Big Tech?

Per quanto riguarda, infine, il contributo al finanziamento delle reti in fibra e 5G da parte delle Big Tech (Google, Netflix, Amazon, Facebook ecc), i governi sono stati talmente divisi che la proposta di fair share è stata già accantonata. Favorevoli sarebbero stati paesi come Francia, Italia e Spagna. Contrari, invece, Germania, Paesi Bassi e Irlanda. Paesi storicamente più vicini alle Big Tech anche per questioni fiscali.    

Il piano in 12 punti di Connect Europe

Nel contempo, è arrivato oggi un nuovo piano in 12 punti per migliorare il Digital networks Act da parte di Connect Europe, l’associazione che raccoglie le principali telco europee.

Il messaggio centrale è che la connettività non è soltanto un’infrastruttura tecnica, ma una leva industriale strategica per l’Europa: senza reti più solide, scalabili e sostenibili, anche le ambizioni europee su AI, cloud, cybersecurity, competitività e sovranità digitale restano più difficili da realizzare.

1. Semplificazione, armonizzazione e parità di condizioni

Il DNA dovrebbe eliminare le norme duplicate anziché aggiungere complessità e burocrazia, riducendo al contempo la frammentazione e garantendo una reale parità di condizioni nell’intero ecosistema digitale, in linea con il principio “stessi servizi, stesse regole”.

2. Rafforzare la certezza dello spettro a lungo termine

Gli investimenti richiedono prevedibilità. Le licenze per lo spettro dovrebbero essere a tempo indeterminato o a lungo termine (40 anni), supportate da quadri di rinnovo automatico prevedibili e giuridicamente sicuri. Le misure di modellazione del mercato e la condivisione obbligatoria devono rimanere giustificate e proporzionate. Una chiara definizione tempestiva delle bande future, incluso il 6G, è fondamentale per ancorare gli investimenti nell’ecosistema. La governance dello spettro deve rafforzare le economie di scala, non introdurre incertezza.

3. Favorire una transizione alla fibra guidata dal mercato

Con oltre il 77% di copertura FTTH, la migrazione alla fibra è ben avviata e in molti Stati membri si è già registrata un’elevata diffusione senza un mandato normativo. Lo spegnimento dovrebbe rimanere guidato dal mercato. Tempistiche uniformi a livello UE, scollegate dalle realtà del mercato, mancano di proporzionalità e rischiano di distorcere la concorrenza e ridurre la pluralità delle infrastrutture. Le politiche dovrebbero dare priorità alla condivisione delle migliori pratiche, supportare l’implementazione e la domanda, piuttosto che imporre scadenze rigide che indeboliscono la fiducia, gli incentivi agli investimenti e la certezza del diritto.

4. Sostituire la regolamentazione di accesso tradizionale con un regime di accesso “di sicurezza” a prova di futuro

Il DNA dovrebbe rendere la deregolamentazione la norma predefinita, limitare l’intervento normativo a colli di bottiglia locali realmente eccezionali, rifiutare prodotti di accesso UE standardizzati e garantire che qualsiasi rimedio sia rigorosamente giustificato, proporzionato, con scadenza definita e a supporto degli investimenti nelle infrastrutture Gigabit.

5. Aggiornare le regole di Internet aperto per le reti avanzate

I principi di Internet aperto devono essere preservati, adattando al contempo le regole all’evoluzione tecnologica. Le architetture 5G avanzate e cloud-native si basano su una gestione flessibile del traffico, sulla differenziazione della qualità e sul network slicing, consentendo offerte più personalizzate e servizi innovativi. I servizi di connettività business-to-business (B2B) dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione per evitare di ostacolare la digitalizzazione industriale. Le norme aggiornate dovrebbero favorire l’innovazione e consentire ai consumatori di beneficiare delle reti moderne.

6. Correggere gli squilibri nella catena del valore della connettività

È necessario affrontare le asimmetrie persistenti. I grandi generatori di traffico che influenzano i carichi di rete dovrebbero impegnarsi in negoziati equi sull’interconnessione e sul trasporto dati IP nell’ambito di un quadro normativo UE vincolante con un’efficace risoluzione delle controversie. Gli approcci di conciliazione volontaria sono insufficienti. Inoltre, i principali attori della catena del valore di Internet che incidono sull’instradamento del traffico dovrebbero rispettare i principi di un Internet aperto. Lasciare irrisolti squilibri ingiustificati compromette la capacità dell’Europa di raggiungere i suoi obiettivi di connettività, sostenibilità e politica industriale.

7. Garantire la neutralità tecnologica e la parità normativa

Servizi equivalenti devono essere soggetti a norme equivalenti. La direttiva ePrivacy, una normativa orizzontale obsoleta e specifica per settore che limita la capacità degli operatori di innovare, combattere le frodi e proteggere gli utenti, dovrebbe essere abrogata per fare affidamento sul GDPR, applicabile in egual misura a tutti gli attori. Con l’espansione dei fornitori di servizi satellitari nei mercati direct-to-device, è necessario garantire la parità normativa, salvaguardando al contempo la certezza dello spettro terrestre. Un quadro normativo tecnologicamente neutrale è essenziale per prevenire distorsioni e proteggere gli investimenti a lungo termine.

8. Riorientare le politiche a tutela degli utenti finali su proporzionalità e coerenza

La tutela degli utenti finali deve rimanere forte ma proporzionata. I quadri normativi orizzontali a tutela dei consumatori dovrebbero prevalere sulle norme nazionali e specifiche del settore delle telecomunicazioni, e gli obblighi settoriali rimanenti dovrebbero essere pienamente armonizzati. Il Servizio Universale dovrebbe orientarsi verso strumenti pubblici mirati per affrontare i problemi di accessibilità economica o eventuali lacune di connettività residue. Gli obblighi relativi alle comunicazioni di emergenza devono essere applicati in modo coerente da tutti gli attori interessati. Le disposizioni in materia di frode dovrebbero essere coerenti con le altre leggi dell’UE e garantire che gli operatori possano agire rapidamente in tempo reale per contrastare le frodi. La tutela dei consumatori e la competitività devono rafforzarsi a vicenda attraverso una regolamentazione coerente.

9. Affrontare la resilienza come obiettivo orizzontale, non settoriale

Un ecosistema di connettività affidabile è un obiettivo condiviso da decisori politici e industria. Gli operatori garantiscono già sicurezza e resilienza attraverso misure tecniche, operative e organizzative complete. I nuovi meccanismi sovrapposti e specifici per settore aggiungeranno confusione e complessità e risulteranno sproporzionati. Gli obiettivi di resilienza dovrebbero essere affrontati attraverso i quadri orizzontali esistenti.

10. Garantire che l’autorizzazione generale non crei oneri aggiuntivi ingiustificati

Gli operatori già autorizzati dovrebbero essere considerati conformi a qualsiasi nuovo sistema che la DNA introdurrebbe per l’autorizzazione generale/passaporto e per l’autorizzazione generale dello spettro. Inoltre, qualsiasi nuovo requisito per l’ingresso nel mercato non dovrebbe creare incertezza giuridica per le parti interessate facendo riferimento a leggi attualmente non in vigore.

11. Semplificare il quadro normativo per le risorse di numerazione

I servizi M2M non interpersonali e IoT dovrebbero essere esclusi dagli obblighi orientati al consumatore e la complessità normativa dovrebbe essere ridotta laddove la numerazione sia utilizzata solo per la connettività delle macchine.

12. Promuovere reti più ecologiche senza nuova burocrazia

La sostenibilità dovrebbe essere perseguita attraverso la modernizzazione, l’efficienza e gli incentivi agli investimenti, non attraverso obblighi di rendicontazione specifici per le telecomunicazioni che si sovrappongono, duplicando la legislazione UE esistente e contrastando l’agenda di semplificazione dell’UE.

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Allied Universal Acquires Canadian Investigative Firm IRM

Allied Universal announced the acquisition of Investigative Risk Management (IRM), a provider of workplace investigations, insurance claims investigations, and risk management services based in Ontario, Canada. IRM will join Allied Universal Compliance and Investigations, the company’s global insurance claims services business unit, expanding Allied Universal’s investigative capabilities across Canada.

The acquisition establishes a dedicated Canadian investigative workforce, enabling Allied Universal Compliance and Investigations to provide insurance claims investigations, fraud detection, and risk assessments throughout the country. It also strengthens the company’s ability to support clients with cross-border investigations across North America.

“IRM has built an exceptional reputation for delivering high-quality, defensible investigative work grounded in integrity and professionalism,” said Mike Malone, president of Allied Universal Compliance and Investigations. “This acquisition expands our ability to serve global insurance clients with dedicated Canadian operations while bringing our advanced fraud detection capabilities and Third Eye technology to the Canadian market.”

“Joining Allied Universal Compliance and Investigations represents a transformative step forward for our organization and our clients,” said Brian Sartorelli, president of IRM. “We look forward to combining our investigative expertise with Allied Universal’s global scale, advanced technology platforms, and innovation-driven culture to deliver an unmatched level of capability to clients throughout Canada and beyond.”

https://www.securitymagazine.com/articles/102324-allied-universal-acquires-canadian-investigative-firm-irm




What Industry Leaders Can Do to Support Women in Security

@import url(‘https://fonts.googleapis.com/css2?family=Nunito+Sans:ital,opsz,wght@0,6..12,400;0,6..12,500;0,6..12,600;0,6..12,700;1,6..12,400;1,6..12,500;1,6..12,600;1,6..12,700&family=Nunito:ital,wght@0,400;0,500;0,600;0,700;1,400;1,500;1,600;1,700&display=swap’); h3 { font-weight: bold; font-size: 18px; color: #C72026; } figure { padding: 4px; margin: auto; } figcaption { color: #404144; Nunito Sans’, Arial, sans-serif; font-size: 14px; padding: 10px; text-align: left; }

Can the industry do more for women in security? 

That was a question I asked earlier this year, just before International Women’s Day. The insights I received from female leaders in the industry were eye-opening. While many shared that security and cybersecurity spaces have become more welcoming to women, they also acknowledged that there is still a long journey ahead for not just acceptance, but support and empowerment. 

In the most recent episode of Lock It Down with Security Magazine, I spoke with Melissa Mack, Director on the Professional Certification Board for ASIS and Managing Director at Pinkerton, about her experiences in rising to a leadership position in a traditionally male-dominated field. Mack expressed that for a majority of her career, she “was often the only woman in the room.” 

“I learned very quickly how to work and adapt in a male-dominated environment,” Mack states. 

But why is the expectation that women must the ones to adapt? Thinking back to the earlier question — can the industry do more for women in security — I think the answer is “yes.”

To learn how security leaders and organizations like can take actionable steps to support women seeking leadership roles in the industry, listen to our conversation below: 

Lock it Down Podcast logo

What Industry Leaders Can Do to Support Women in Security

Melissa Mack, Managing Director at Pinkerton, discusses the state of the security industry for women.

Or check it out on our Apple Podcasts. Don’t forget to like, follow, and rate and review our podcasts!

https://www.securitymagazine.com/articles/102314-what-industry-leaders-can-do-to-support-women-in-security




Windows Users Targeted in New Phishing Campaign

Research from FortiGuard Labs reveals a new phishing campaign leveraging emails posing as purchase orders, prompting targets to open malicious attachments.  

The research states, “This campaign demonstrates a sophisticated multi-stage attack chain that begins with a phishing email delivering a malicious JavaScript file. The JavaScript decrypts and executes a PowerShell script that uses process hollowing to inject a .NET downloader module into a trusted Windows process (MsBuild.exe). The downloader module communicates with a remote C2 server to fetch and execute additional plugin modules, allowing the attacker to adapt the malware’s post-compromise behavior.”

Windows users are the primary target of this phishing threat. 

This campaign is evasive and challenging for conventional signature-based security measures to identify, largely due to the use of: 

  • Several encryption layers
  • Fileless execution
  • Process hollowing tactics 

Below, security leaders discuss this campaign. 

Security Leaders Weigh In

Kern Smith, Senior Vice President of Global Solutions Engineering at Zimperium:

While this campaign ultimately executes on Windows, the broader lesson extends well beyond the endpoint. Attackers increasingly rely on social engineering and multi-stage attack chains that begin wherever users are most active, and increasingly, that starts on mobile devices through email, messaging platforms, and collaboration tools.

What makes these attacks effective is not just the malware itself, but the ability to move users from initial engagement to compromise while avoiding detection across devices and environments. Organizations should think beyond traditional endpoint visibility and ensure they can identify suspicious activity early, correlate signals across mobile devices, applications, and endpoints, and rapidly determine whether an alert represents a real incident. As attack paths become more distributed and AI accelerates attacker execution, security teams need AI-empowered security capabilities that reduce investigation time and provide clearer paths from signal to response.

Jason Soroko, Senior Fellow at Sectigo:

FortiGuard Labs recently discovered JavaScript-driven phishing campaign, deploying a PureLogs variant, underscores the shift toward fileless, evasive execution chains. Attackers hide the payload in an archive disguised as a purchase order, exploiting routine business workflows. The obfuscated JavaScript serves as an entry point that bypasses perimeter defenses, then decrypts and launches a PowerShell script. Threat actors continue refining methods that blend malicious activity with legitimate administrative tools.

The campaign relies on process hollowing to inject a .NET downloader into the trusted Windows MsBuild executable, masking it within a heavily used framework component and complicating detection. Once embedded, the downloader contacts a remote command server to retrieve modular plugins, giving the attacker dynamic post-compromise control. Layered encryption combined with legitimate system processes shows a sophisticated approach to data theft that demands equally adaptive, behavior-focused defenses.

Maxime Cartier, Vice President of Human Risk at Hoxhunt:

Historically, risky behavior and the human element have been linked to up to 90% of breaches, mainly via social engineering and phishing. However, when you look meticulously at recent research, many of the risks and barriers are behavioral, not technical.

Developers, admins, IT operations teams — they respond to the same drivers we think about in Human Risk Management every day: motivation, prioritization, clarity, communication, and friction. If security teams want outcomes to improve, they need to communicate risk in ways that help people act, not just escalate pressure.

This creates a significant opportunity for security awareness and Human Risk Management teams to collaborate more closely with vulnerability management teams. We spend a lot of time thinking about how to influence secure behavior at scale. Those same principles apply directly to improving remediation outcomes across the organization.

https://www.securitymagazine.com/articles/102322-windows-users-targeted-in-new-phishing-campaign




Texas Tech University Constructing Critical Infrastructure Security Site

Texas Tech University recently broke ground to establish a critical infrastructure security site, expanding on the institute it established in 2024. The institute was established in order to assess and develop clarification and mediation methods for vulnerabilities to United States critical infrastructure. The current expansion will broaden the institute’s support of innovation, research and collaboration in regards to national security and critical infrastructure defense. 

“This groundbreaking reflects Texas Tech’s growing role in securing the nation’s critical infrastructure,” remarked Stephen Bayne, Vice President for National Security and Executive Director of the university’s Critical Infrastructure Security Institute (CISI). “This research site strengthens our ability to protect the systems our nation, state and community depend on every day and delivers solutions that address evolving threats to infrastructure security.”

This expansion will enable CISI operate as a hub for innovation, testing cyber-physical protections, critical power infrastructure, and more. In addition, the institute will be able to offer certification and training for the next generation of engineers and scientists. 

The institute will continue to collaborate with educational, federal, and industry partners in order to: 

  • Update networks for greater critical infrastructure security
  • Develop new technologies, standards and best practices to decrease vulnerabilities

The new construction will be at the university’s Reese National Security Complex.

https://www.securitymagazine.com/articles/102319-texas-tech-university-constructing-critical-infrastructure-security-site




600,000 Lithuanian National Register Entries Leaked

On Friday, the Lithuanian general prosecutor’s office announced a data leak of national register entries, predominantly registers of legal and real estate entities. This leak impacted more than 600,000 entries.

Upon discovery of this incident, authorities enacted further cybersecurity measures (such as restricting access and blocking the accounts of suspected malicious actors). 

At this time, Lithuanian officials believe this was the result of foreign activity, though no official statement has been made to indicate which country is suspected. However, some suspect a Russian intelligence operation, as Lithuania is considered a target of Russia’s hybrid war, which involves: 

  • Arson
  • Vandalism
  • Sabotage 
  • Influence operations

Following this data leak, the head of the State Enterprise Centre of Registers Adrijus Jusas resigned. 

https://www.securitymagazine.com/articles/102318-600-000-lithuanian-national-register-entries-leaked