Chip AI, inizia la corsa all’elio. Per la guerra nel Golfo tagli alle forniture e rialzo dei prezzi

La guerra del Golfo si ripercuote sulle forniture globali di elio, essenziale per la produzione di chip AI
La guerra di Stati Uniti e Israele con l’Iran non ha destabilizzato solamente il mercato energetico mondiale. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, presto a mancare sarà anche l’elio. Un prodotto derivato dal gas naturale e utilizzato principalmente nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale (AI).
Il problema è che l’elio è un elemento raro sul nostro pianeta. C’è ne tanto nell’universo, ma è scarso sulla Terra. Qui da noi lo si trova generalmente in piccolissime concentrazioni e sempre in giacimenti di gas naturale.
In più, un terzo circa delle forniture mondiali di questo gas arrivano dal Qatar e via mare attraverso lo stretto di Hormuz. Motivo per cui, entro pochissimo tempo l’elio diventerà una risorsa scarsa.
Gli attacchi di Teheran sul Qatar e il blocco della navigazione in quel tratto di mare che collega i Paesi del Golfo con il Mare Arabico e quindi l’Oceano Indiano, rendono a dir poco incerte queste forniture per il futuro e i mercati se ne sono accorti subito.
Previsti tagli alle forniture e rialzo dei prezzi
Il quotidiano americano spiega che, già oggi, i principali fornitori stanno avvertendo alcuni clienti di aspettarsi “tagli alle forniture e sovrapprezzi”, secondo quanto riferito da operatori del settore.
Gli utilizzatori di elio, che per lo più si assicurano le forniture tramite contratti a lungo termine, “si stanno già contendendo i pochi carichi disponibili sul mercato spot a breve termine”, aprendo di fatto “una vera e propria guerra di offerte che ha fatto più che raddoppiare i prezzi”.
La Corea del Sud, uno dei principali produttori di chip per l’AI, che dipende fortemente dalle forniture del Qatar (60-70%), si è subito rivolta ai produttori degli Stati Uniti per ottenere ulteriori volumi di gas.
Il prezzo spot dell’elio gassoso si aggira oggi sui 900-1.200 dollari per mille piedi cubi (Mcf), con picchi fino a 2.000 dollari in alcune transazioni di emergenza legate alla crisi del Golfo.
È salito del 50-100% rispetto all’inizio di marzo 2026, quando oscillava tra 450-600 dollari/Mcf.
Un trend che potrebbe peggiorare però, perchè se la guerra perdurerà anche nei prossimi mesi il prezzo dell’elio potrebbe crescere ulteriormente durante il secondo trimestre dell’anno in corso.
Perché è importante l’elio
Si tratta di un gas invisibile ‘essenziale’ per raffreddare le apparecchiature utilizzate nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale, ma anche per altri usi, come ad esempio il corretto funzionamento degli scanner per la risonanza magnetica.
Altri utilizzi chiave dell’elio li ritroviamo nel settore aerospaziale, comprese le missioni della NASA, dove viene impiegato per spurgare i serbatoi di carburante dei razzi. È inoltre essenziale nella produzione di fibre ottiche e nelle applicazioni per la Difesa.
La scarsità dell’elio potrebbe perdurare
Anche se la guerra dovesse finire rapidamente e lo stretto venisse riaperto, molte delle perdite non sarebbero facili da recuperare. Il Qatar ha dichiarato che gli attacchi iraniani contro il suo impianto di GNL di Ras Laffan, avvenuti all’inizio di marzo, hanno causato danni ingenti, con l’effetto diretto di ridurre drasticamente le esportazioni annuali di elio del 14%.
La riparazione dei danni alle infrastrutture potrebbe richiedere fino a cinque anni.
“Lo shock dell’elio mette in luce una vulnerabilità più profonda nello sviluppo dell’IA: l’estrema dipendenza da un numero ristretto di nodi esposti a fattori geopolitici”, ha affermato Ralf Gubler, direttore della ricerca presso S&P Global Energy, specializzato in gas industriali.
“Se queste condizioni (interruzione dell’approvvigionamento) persistono, il mercato si troverà effettivamente a corto di circa 5,2 milioni di metri cubi di elio al mese“, ha affermato Aleksandr Romanenko, CEO della società di ricerche di mercato IndexBox, come riporta Reuters.
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