Cloud. Meloni: “In legge di Bilancio norme per favorire gli investimenti in software”

Meloni all’assemblea di Assolombarda: “Urgente una governance sull’AI”

“La crescita italiana è ancora debole, dobbiamo intervenire sugli investimenti“, ha dichiarato la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nel suo discorso all’Assemblea Generale di Assolombarda, l’associazione degli industriali della città metropolitana di Milano e delle province di Lodi, Monza e Brianza e Pavia.

A frenare la crescita, ha sottolineato Meloni è “la bassa produttività“, specificando che il valore per il 2026 può arrivare all’1% e aggiungendo però una cosa importante: “È urgente una governance sull’intelligenza artificiale”.

L’affermazione è una risposta diretta a quanto sostenuto dal Presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, che, parlando di produttività come “unica strada per generare benessere diffuso“, ha ovviamente tirato in ballo l’intelligenza artificiale, “una grande opportunità per rilanciare la crescita e invertire la rotta”. Una rotta rallentata da diversi fattori, per Biffi, tra cui: “la dimensione delle imprese, la carenza delle competenze digitali, i pochi investimenti in ricerca e sviluppo, il circolo vizioso salariale e, sempre più, i costi dell’energia”.

“In Legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in software”

Su questo Meloni ha parlato della necessità e dell’urgenza di una “governance dell’AI”, un tema “che va affrontato a livello globale”, ricordando che l’Italia ha posto l’AI al centro della sua presidenza del G7. A livello nazionale, comunque, è stato già avviato un percorso virtuoso, come nel caso di Milano, che “a buon diritto può essere considerato un hub digitale di livello europeo”.
Milano è stata inoltre proposta da Assolombarda, Confcommercio e AmCham Italy a sede di una nuova struttura delle Nazioni Unite, dedicata proprio alla governance dell’intelligenza artificiale. La candidatura sarà presentata alle istituzioni il prossimo 9 novembre.

“Questo Governo – ha detto Meloni – ha introdotto una procedura autorizzativa unica, che consente di semplificare le procedure, tagliare i tempi per costruire sul nostro territorio i data center e le relative connessioni, perché sappiamo quanto la capacità di calcolo rappresenti un nuovo asset strategico per competere in questo ambito. Allo stesso modo, lavoriamo a livello europeo perché l’Italia possa ricoprire un ruolo da protagonista in questo segmento“.

“La legge nazionale sull’IA ha messo a disposizione 1 miliardo di euro di investimenti per le imprese che sviluppano intelligenza artificiale, cybersicurezza e tecnologie abilitanti. Un primo segnale per dire che l’Italia non rimanga indietro e al quale ora ne vogliamo aggiungere un altro – ha aggiunto la Premier – considero di buon senso trovare il modo di promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud. Quindi voglio annunciare che con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella Legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti per questa tipologia di beni“.

“Vogliamo ricoprire ruolo da protagonista”, ha proseguito Meloni, illustrando la sinergia avviata con gli Emirati Arabi Uniti per far nascere a Pavia un campus data center da 500 MW, primo passo per infrastruttura su larga scala per tutto il territorio nazionale fino a 1 GW, perché ha ricordato che “finanziamo con 25 miliardi di euro diversi programmi strategici per realizzare queste infrastrutture anche al Sud”.

Physical AI applicata alla manifattura industriale, l’Italia può giocare ruolo da protagonista

La Lombardia svolge e svolgerà sempre più un ruolo di traino, “ma tutto il territorio italiano deve contribuire a questo successo in maniera sostenibile e inclusiva”, per questo, ha aggiunto la Presidente del Consiglio, è stato stanziato 1 miliardo per le imprese che sviluppano AI e tecnologie abilitanti per non far rimanere indietro il nostro Paese.

Poi è stato ripreso il tema della physical AI e secondo Meloni l’Italia può giocare un ruolo da protagonista in questo campo, anche rispetto a USA e Cina, che certamente partono in grande vantaggio per quel che riguarda gli LLM. Quello della physical AI “è terreno diverso, perché agli algoritmi vanno aggiunti sensori, meccatronica e conoscenza profonda dei processi produttivi industriali, che all’Italia non manca. Abbiamo filiere che presidiano ogni fase della produzione, con grandi competenze. Qui possiamo dire la nostra portando l’AI nell’industria manifatturiera”.

Un punto di vista sulla physical AI che è stato condiviso dal Presidente di Assolombarda: “questa è la nostra grande opportunià. Questa volta non dobbiamo limitarci a adottare la tecnologia: possiamo finalmente contribuire a costruirla”.

“La via italiana all’AI”

Un settore in cui è possibile parlare di “via italiana all’AI”, secondo Meloni, e dove lavorare “per rendere competitive tutte le imprese e creare posti di lavoro”: “Dobbiamo passare da utilizzatori a produttori”.

Dalla nostra abbiamo una grande mole di dati e di dati di qualità soprattutto. Come ha ricordato lo stesso Biggi, l’AI “deve incidere sulle caratteristiche che distinguono il nostro modello industriale, rafforzando ciò che ci rende competitivi: qualità, specializzazione, capacità di adattamento, conoscenza dei processi, ruolo nelle filiere e presenza sui mercati”.

Meloni ha poi ricordato anche l’iniziativa ForgIA, che ha l’obiettivo di “creare un ecosistema nel quale le imprese potessero estrarre e raffinare dati industriali e metterli al sicuro rendendoli interoperabili lungo la filiera senza perderne il controllo”.

“Entro dieci anni inizieremmo a produrre energia dal nuovo nucleare”

“Abbiamo lavorato per aumentare la potenza installata con le rinnovabili, che infatti è cresciuta di quasi il 40%, abbiamo rilanciato la produzione nazionale di petrolio e gas, perché non è sensatissimo comprarli a migliaia di chilometri da qui quando una parte la possiamo estrarre in Italia, e – ha dichiarato la Premier – abbiamo varato la legge che consente di riprendere dopo 40 anni il cammino del nucleare. Il provvedimento appena approvato in Parlamento mette a disposizione una cornice completa: la piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile, la delega al Governo, il rafforzamento dell’ispettorato per la sicurezza nucleare, la governance dell’intero ciclo di vita degli impianti“.

Il tema dell’energia, d’altronde, è una “precondizione per crescita e competitività”, ha sottolineato Meloni, aggiungendo che grazie al lavoro del Governo: “Sono state create le condizioni per avviare un percorso che ha un obiettivo ambizioso quanto necessario: arrivare a produrre energia da nuovo nucleare entro il prossimo decennio”.

La premier ha poi attaccato l’Ets (Emission trading system), il sistema europeo di scambio di quote di emissione, definendolo meccanismo che “gonfia artificialmente i prezzi, crea squilibri tra gli Stati membri, danneggia le nostre imprese manifatturiere particolarmente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono neanche lontanamente sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli”.

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