Cospito (Asi): “Alla ministeriale Esa auspico si parli di atti di indirizzo su lanciatori”

Lanciatori, la Ministeriale ESA di Roma guarda all’autonomia spaziale europea

La Ministeriale intermedia dell’Agenzia spaziale europea (Esa), in programma a Roma il 15 dicembre, si terrà in una fase di cambiamento degli equilibri internazionali e delle collaborazioni spaziali. Al centro della riunione, secondo il commissario straordinario dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Mario Cospito, ci saranno le conseguenze del disimpegno statunitense da alcuni progetti comuni e la capacità dell’Europa di rafforzare il proprio ruolo nell’esplorazione spaziale.

Intervenendo al convegno “L’industria italiana dello Spazio tra legge nazionale e discipline straniere” alla Luiss Guido Carli, Cospito ha indicato due questioni: “Cosa riusciamo a fare nel breve periodo senza i nostri alleati americani, riallocando le risorse disponibili, e come diventare più autonomi e resilienti nell’esplorazione spaziale”. L’Esa ha presentato l’incontro di Roma come un’occasione per definire la futura roadmap europea sull’esplorazione.

Ma per rendere concreto l’accesso autonomo nello Spazio serve affrontare anche una sua condizione essenziale: poter portare satelliti, sonde e infrastrutture in orbita con capacità europee adeguate. È il punto sollevato da Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, che secondo Radiocor del Sole 24 Ore, ha auspicato una riflessione o un atto di indirizzo sull’accesso allo Spazio e sui lanciatori. “Troverei bizzarro che si parlasse d’altro senza qualche riflessione o atto di indirizzo su questa attività che è propedeutica a tutto il resto”, ha dichiarato il commissario straordinario dell’Agenzia italiana.

Lanciatori europei, la sfida è garantire continuità e capacità

La disponibilità di lanciatori è un’infrastruttura strategica: senza accesso affidabile all’orbita, l’Europa dipende da vettori e servizi di altri Paesi per mettere in funzione satelliti per le telecomunicazioni, la navigazione, l’osservazione della Terra e la sicurezza. La dipendenza può tradursi in minore controllo su tempi, costi e priorità delle missioni, proprio mentre cresce il valore economico e geopolitico delle attività spaziali.

L’Europa dispone oggi di Ariane 6 per i carichi più pesanti e di Vega-C per quelli più leggeri. L’ESA considera questi vettori fondamentali per l’accesso autonomo allo Spazio, ma punta anche a diversificare i servizi di lancio e a rendere più competitivo il settore attraverso iniziative come l’European Launcher Challenge.

La disponibilità di due famiglie di lanciatori, tuttavia, non elimina le criticità. Per rafforzare la posizione europea servono capacità di lancio sufficienti e regolari, programmi industriali sostenibili e una filiera in grado di rispondere alla domanda istituzionale e commerciale. È una questione di competitività: se le imprese europee non possono contare su servizi di lancio adeguati, anche gli investimenti in satelliti e applicazioni rischiano di dipendere da infrastrutture esterne.

Una decisione di indirizzo per la prossima Ministeriale

La riunione di Roma è intermedia e, come ha ricordato Ranzo, può contribuire a preparare le scelte operative della successiva Ministeriale. Un atto di indirizzo sui lanciatori potrebbe quindi dare un segnale politico sulla priorità da attribuire all’accesso autonomo allo Spazio, indicando obiettivi e temi da sviluppare nelle decisioni future.

Il passaggio è rilevante anche alla luce della trasformazione del settore: accanto ai programmi consolidati, l’ESA sta sostenendo nuovi operatori europei per ampliare l’offerta di servizi e rendere più robusto l’accesso allo Spazio. La sfida è costruire un sistema integrato, capace di combinare continuità industriale, innovazione e capacità di lancio adeguate alle esigenze europee.

La centralità dei lanciatori va dunque considerata insieme all’esplorazione e alla resilienza: sono elementi della stessa autonomia strategica. Per l’Europa, rafforzare l’accesso allo Spazio significa sostenere la propria economia spaziale, proteggere la capacità di realizzare missioni e ridurre la dipendenza da decisioni prese al di fuori del continente. La Ministeriale di Roma offre l’occasione per fare di questa priorità una parte esplicita dell’agenda europea.

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