Fincantieri crea un polo dell’Underwater con quattro acquisizioni da 600 milioni di euro
La Borsa risponde con un +10% al poker di acquisizioni di Fincantieri nel campo della subacquea risvegliando un titolo che solo pochi giorni fa era tornato ai minimi da più di un anno sul timore di uno stallo di alcuni programmi militari. Le quotazioni si attestano a 12,2 euro. Fincantieri annuncia la creazione di un polo internazionale nel settore dell’underwater attraverso l’acquisizione di quattro società. Le società sono Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e diDefcomm, per le quali Fincantieri ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di quote di maggioranza.
Di questo si parlerà in occasione della 3^ edizione di Space and Underwater, la Conferenza internazionale organizzata e promossa da Cybersecurity Italia in collaborazione con ASI, il prossimo 3 dicembre presso l’Auditorium Luigi Broglio.

Nasce il primo operatore verticalmente integrato della subacquea
Nasce così il primo operatore verticalmente integrato della subacquea, con 8 realtà specializzate nelle loro rispettive attività in grado di orchestrare soluzioni end-to-end integrate lungo tutta la catena del valore in maniera sinergica, dall’hardware al software e alle telecomunicazioni, dalla fornitura di mezzi subacquei all’erogazioni di servizi, beneficiando di cross-selling, sviluppo prodotti congiunto, economie di scala e di scopo, accelerando la strategia del segmento underwater indicata nel Piano Industriale 2026-2030.
L’operazione segue le acquisizioni di Wass e Remazel nel 2024 e 2025
L’operazione segue l’acquisizione e l’integrazione con successo di Wass nel 2025 e Remazel nel 2024 e costituisce l’impiego del capitale raccolto con l’operazione di capitale in ABB conclusa con successo nello scorso febbraio grazie a condizioni di mercato favorevoli.
“L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative”, commenta l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.
“Queste acquisizioni – prosegue – ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo”.
L’operazione è finanziata dalle somme raccolte con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro completato con successo a febbraio 2026 integrate da altre fonti disponibili del Gruppo, senza impatto sulla guidance di PFN/Ebitda per il 2026 e migliorando i target di PFN/EBITDA per il 2028 e 2030 indicati nel Piano Industriale 2026 -2030
Ricavi pro forma del 2026 da 1,1 miliardi
Su base pro-forma il segmento underwater raggiunge nel 2026 ricavi per 1,1 miliardi di euro, Ebitda per 220 milioni di euro, conseguendo con 4 anni di anticipo i target di crescita underwater previsti al 2030 nel piano industriale 2026 -2030 presentato a febbraio 2026; le acquisizioni contribuiscono all’utile di gruppo pro-forma 2026 per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi. Le acquisizioni sono altamente accrescitive per il gruppo con un aumento del EPS del 30% al 2028 e del 20% al 2030
A livello di gruppo le acquisizioni consentono di incrementare l’Ebitda 2026 pro-forma del 13% e l’utile netto 2026 pro-forma del 40%.
Gli analisti
Secondo gli analisti di Intermonte, le operazioni sono da valutare positivamente in quanto coerenti con quanto annunciato in occasione dell’aumento di capitale e finalizzate a rafforzarsi in un business a marginalità superiore e a potenzialità di crescita superiore rispetto alle altre divisioni del gruppo. Il deal, secondo quanto annunciato dalla società, avrà un impatto accrescitivo sugli utili rilevante visto che è atteso aumentare di 60 milioni l’utile proforma 2026 di gruppo e di 130 milioni quello del 230.
Sarà inoltre neutrale per quanto riguarda la leva finanziaria visto l’utilizzo dei proventi dell’aumento. Per questi fattori Intermonte si aspetta una revisione del consensus delle case di investimenti per il periodo 2026-30.
Per Equita Sim (che ha affiancato Fincantieri nella fairness opinion sull’operazione WSense) “le operazioni rafforzano il posizionamento nel segmento underwater (stimiamo gia’ nel 2026 un contributo pro forma dell’11% al fatturato di gruppo ma di circa il 30% sull’ebitda) che offre importanti prospettive di crescita e amplia l’offerta permettendo a Fincantieri di entrare nel settore dei servizi”. La conclusione delle acquisizioni – aggiunge la Sim – “fanno venir meno l’incertezza legata all’operazione di aumento di capitale di febbraio indicando chiaramente l’allocazione dei proventi”.
Difesa. Loperfido (Fdi), Polo Underwater di Fincantieri orgoglio nazionale e riferimento europeo
“La nascita del polo Underwater di Fincantieri rappresenta un’operazione di grande valore strategico, motivo di orgoglio per l’Italia e, in particolare, per il Friuli Venezia Giulia” – ha detto Emanuele Loperfido, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Difesa. “Il nostro Paese potrà essere sempre più punto di riferimento europeo nelle infrastrutture e nei servizi di supporto alla Difesa. L’integrazione tra più aziende, il coinvolgimento di circa 1.500 professionisti altamente qualificati, università, startup di settore e imprese manifatturiere dà vita a una filiera completa che va dalla ricerca al prodotto finito, fino ai servizi. Significa innovazione, occupazione qualificata ed export in uno dei mercati più strategici e in più rapida crescita. Fincantieri entra così nell’élite dei gruppi mondiali capaci di offrire l’intera gamma di soluzioni per la subacquea: droni, sensori, sistemi di comunicazione e servizi. Proteggere le infrastrutture critiche sottomarine significa proteggere ciò da cui dipendono la nostra vita quotidiana e l’economia nazionale.
Il 99% del traffico internet mondiale viaggia attraverso i cavi sottomarini, così come sono strategici gasdotti, rigassificatori e cavi elettrici. In uno scenario internazionale sempre più instabile, rafforzare la capacità di proteggere queste infrastrutture è una scelta fondamentale”.
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