Fratin: “Per la transizione digitale delle nostre industrie serve energia pulita e accessibile”
Energia accessibile, sicurezza degli approvvigionamenti e disponibilità di materie prime critiche sono condizioni essenziali per sostenere la competitività italiana ed europea. temi cruciali che sono stati al centro della 4^ edizione di Digital Innovation Forum – la Cernobbio del Digitale – in corso a Villa Erba, sul lago di Como, su iniziativa della Fondazione Innovazione Digitale ETS ed organizzata da NOW Italia e da Triumph Group. La transizione energetica emerge come fattore fortemente interrelato con le esigenze dell’intelligenza artificiale e dell’industria, indicando nella resilienza, attraverso investimenti, ricerca, raffinazione e riciclo delle materie prime critiche, la strada per ridurre le dipendenze dall’estero sotto diversi punti di vista.

Nel videointervento di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è stato sottolineato che la sfida della transizione energetica rimane quella più importante: “Dobbiamo contenere i costi dell’energia e garantire la sostenibilità. Disporre di energia più pulita e accessibile è fondamentale per sostenere lo sviluppo delle tecnologie emergenti e la trasformazione digitale delle nostre industrie. In questa direzione va la scelta del governo di tornare al nucleare, recentemente ratificata dal Parlamento.
L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie richiedono grandi quantità di energia e materie prime, comprese le terre rare. Garantire la sicurezza degli approvvigionamenti è quindi una delle sfide che l’Europa deve affrontare tutta insieme. Vogliamo un’Italia capace di competere valorizzando i suoi grandi talenti; per riuscirci, avremo bisogno di energia pulita, a costi sostenibili e in grado di ridurre la dipendenza dall’estero. Il governo è fortemente impegnato nel futuro del Paese e il contributo delle istituzioni e delle imprese italiane sarà fondamentale per rafforzarne la competitività e promuovere la crescita socioeconomica.
L’indipendenza digitale passa necessariamente per quella energetica”.

Nel Keynote Speech, Chiara Criscuolo, Responsabile, Divisione Produttività, Innovazione e Imprenditorialità dell’OCSE, ha spiegato che “a marzo 2026, il prezzo dell’energia è aumentato del 15%, con gravi conseguenze per le imprese italiane, in particolare per i settori energivori come l’acciaio e la carta. Anche gli interventi pubblici per contenere i costi hanno un impatto rilevante sui conti: nel 2022, in Italia, le misure di sostegno all’energia hanno superato il 2% del Pil. Sono spese difficili da sostenere nel medio e lungo periodo. Per questo servono strategie preventive, capaci di rendere più efficace la politica energetica”.
“Negli investimenti cresce il peso delle tecnologie digitali. Dai nostri studi emerge una correlazione tra la digitalizzazione e un minore consumo di energia per unità di prodotto: l’efficienza risulta superiore del 30% rispetto ad altri settori. C’è poi un effetto indiretto: l’intelligenza artificiale può contribuire a ottimizzare le reti energetiche e l’impiego delle risorse alternative.
Parlare di intelligenza artificiale – ha proseguito Criscuolo – significa parlare di maggiore capacità di calcolo, ma anche di una domanda crescente di elettricità. Inoltre, entrambe le transizioni dipendono da materie prime scarse: quella energetica, per batterie e turbine eoliche, e quella digitale, per chip e hardware. A questo si aggiungono le criticità della raffinazione, concentrata soprattutto in Cina per materiali come la grafite e il cobalto”.

Le priorità cambiano a seconda dei settori strategici e del valore delle importazioni, ha precisato la Responsabile OCSE: “Non possiamo puntare a una completa autarchia: l’obiettivo deve essere la resilienza, che varia in base ai beni considerati e all’orizzonte temporale. Rafforzare la capacità di raffinazione e di riciclo è importante, ma nessuna strategia può prescindere da ricerca e sviluppo: è da qui che deve partire la nostra azione. Dobbiamo credere negli unicorni e nella possibilità di trasformare i talenti in grandi realtà innovative. Possiamo farlo facendo leva sulle eccellenze nazionali e coordinandoci con le risorse europee. Dobbiamo dare le ali ai nostri unicorni e consentire loro di crescere in Europa, senza essere costretti a trasferirsi negli Stati Uniti”.
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