Google rende pubblica una falla zero-day nei router TP-Link


Ennesimo sgarbo del Project Zero di Google: TP-Link non ha pubblicato l’aggiornamento entro i termini imposti dai ricercatori. Ora i pirati possono fare festa.

È una vulnerabilità di quelle che fanno venire i brividi e che consentirebbe a un pirata informatico di avviare l’esecuzione arbitraria di codice su un router attraverso la rete locale.

A soffrirne sono i router TP-Link SR20 Smart Home a causa di un processo chiamato tddp (TP-Link Device Debug Protocol) e che consente di inviare dei comandi al dispositivo.

La funzionalità, nel dettaglio, prevede la possibilità di inviare due tipi di comandi: il primo non richiede l’autenticazione come amministratore, il secondo invece sì.

Il problema è che uno dei comandi del primo tipo (command 0x1f, request 0x01) consente di inviare richieste tramite il Trivial File Transfer Protocol (TFTP), che vengono elaborate da un interpreter con privilegi di root. Risultato: è possibile inviare qualsiasi tipo di comando al sistema, prendendo di fatto il controllo del dispositivo.

La vulnerabilità è stata individuata dal solito Project Zero di Google, che dopo averla comunicata a TP-Link ha concesso i canonici 90 giorni all’azienda per sviluppare e distribuire la patch che la corregge. Passata la scadenza, Matthew Garrett (il ricercatore di Google che ha individuato la falla) ha reso pubblica la falla zero-day.

TP-Link Google

Non solo: giusto per rendere le cose più semplici ai pirati informatici che volessero sfruttarla, lo stesso Garrett ha pubblicato un Proof of Concept che permette di sfruttare l’exploit.

Non è la prima volta che il Project Zero pubblica i dettagli di vulnerabilità zero-day in seguito al mancato rispetto da parte dei produttori delle rigide scadenze integrate nella loro policy di “responsible disclosure”.

La vittima preferita di Google, in questo senso è Microsoft, che ha visto pubblicare vulnerabilità relative ai suoi prodotti nel febbraio 2017 e nel febbraio 2018.

Anche se la previsione di deadline è uno strumento utile per vincere l’inerzia dei produttori nello sviluppo delle patch, una cosa è certa: i ricercatori del Project Zero non hanno molte chance di vincere il premio simpatia da parte dei colleghi.

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