Indipendenza digitale, appello di Francia e Germania alla Ue dopo il blocco di Anthropic. “Non è più una questione di accesso”

Francia e Germania scendono in campo per l’indipendenza digitale europea. Dopo l’appello del primo ministro britannico Keir Starmer, sull’asse franco-tedesco arriva un nuovo appello congiunto agli altri Stati membri dal palco del VivaTech, evento in corso a Parigi, per unire le forze in un unico impegno comune per la sovranità digitale della Ue, dopo che le recenti frizioni fra Ue e Usa dopo il blocco di Anthropic, il “kill switch” deciso dall’amministrazione Trump dei principali modelli AI dell’azienda ai danni di cittadini stranieri, compresi i dipendenti dell’azienda.   

Europa non ha scelta

Eventi di questo tipo dimostrano che l’Europa deve per forza sviluppare le sue prorie capacità AI per non dover trovarsi alla mercé di governi, regolatori e aziende extra Ue, hanno detto i ministri dell’Economia e del Digitale francese e tedesco citati da Euronews.

Il ministro tedesco per la Trasformazione digitale e la modernizzazione del governo Karsten Wildberger (nella foto con il commissario alla Sovranità Digitale Ue Henna Virkkunen) ha detto che: “La sospensione dell’accesso ai più avanzati modelli rende chiara una cosa a tutti quanti. Non si tratta più di un dibattito sull’accesso; le regole sono cambiate dalla sera alla mattina, e la sovranità significa che noi siamo in grado di agire se succedono cose del genere”.  

Wildberger ha poi precisato che la sovranità in materia di IA non è protezionismo, ma una necessità per garantire la libertà di azione. “La sovranità non è isolamento. È apertura da una posizione di forza”, ha concluso.

In Germania strategia nazionale sull’AI

Per quanto riguarda la Germania, ha detto che il Paese sta implementando una strategia nazionale per i data center con l’obiettivo di quadruplicare la capacità di IA entro il 2030. La Germania sta inoltre lavorando a un’infrastruttura cloud sovrana.

Ha però sottolineato che il governo da solo non può portare avanti questo sforzo. “I veri protagonisti sono le grandi startup”, ha aggiunto. “L’Europa è in grado di innovare, di crescere su larga scala e di fare la differenza”.

“Unendo le nostre tecnologie, plasmiamo il futuro”, ha continuato il ministro tedesco. “Non saremo spettatori degli anni a venire”.

All’Europa non mancano idee, talenti o aziende disposte a costruire, ha aggiunto.

All’Europa non serve la paura

Il ministro francese dell’economia, delle finanze, dell’industria e della sovranità energetica, Roland Lescure, ha esordito riconoscendo onestamente il clima presente in sala.

“Vedo che alcuni di noi sono preoccupati [per i rischi dell’intelligenza artificiale] – e la preoccupazione è positiva. La preoccupazione è positiva”, ha detto, pur mettendo in guardia dal lasciarsi guidare dalla paura. “Nessuno di noi ce la farà da solo”.

Facendo riferimento al ruolo storico delle relazioni franco-tedesche, ha sostenuto che quando le due nazioni si allineano, “l’Europa si muove”.

Asse franco-tedesco

“Sono convinto che Francia e Germania possano farcela – ed essere al centro di ciò che verrà. I prossimi 10 anni saranno importanti”, ha concluso.

“Non si tratta di chiedersi se l’Europa sia pronta. Ciò di cui l’Europa ha bisogno ora è coraggio, ambizione e la disciplina necessaria per realizzare tutto questo e portarlo su larga scala”.

Entrambi i ministri hanno indicato le nuove iniziative bilaterali tra Francia e Germania come punto di partenza concreto.

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