Iris2, la risposta europea a Starlink ancora a caro amico. La Germania balla da sola?

Iris2, il sistema satellitare europeo che vuole diventare la risposta della Ue allo strapotere di Starlink, sta ancora reclutando personale specializzato. E’ quanto emerge dal sito dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che ha pubblicato diverse inserzioni con posizioni aperte per profili specializzati da inserire nel suo team. L’obiettivo di Iris2, che ha ricevuto un budget di 10 miliardi di euro, è mandare in orbita i primi satelliti – si parla di quattro satelliti per cominciare – della nuova costellazione entro il 2029 con la piena operatività attesa per i primi anni del 2030. Ma il tempo stringe e il reclutamento di talenti è ancora in corso. Non sembra un buon segno per l’iniziativa europea che deve vedersela con una costellazione di più di 10milia satelliti LEO già in orbita dell’operatore di Elon Musk. In tutto questo, sale la preoccupazione e il nervosismo a Bruxelles per l’attivismo satellitare della Germania.

Il piano tedesco per i satelliti militari alimenta i timori di frammentazione nell’UE

Alcuni parlamentari dell’Unione Europea hanno dichiarato a Reuters che l’iniziativa solitaria della Germania rischia di compromettere i tentativi di rafforzare le capacità di difesa collettiva.

I piani tedeschi per una rete di satelliti militari da 10 miliardi di euro indipendente da Iris2, il programma europeo parallelo, stanno destando preoccupazione tra alcuni parlamentari dell’UE per la potenziale duplicazione, frammentazione degli sforzi e costi elevati.

La collaborazione proposta dalla Germania con Rheinmetall, OHB e Airbus si aggiunge al sistema Iris2 da 10,6 miliardi di euro dell’UE, che rappresenta un pilastro fondamentale nella sua ricerca di autonomia strategica in materia di difesa.

I parlamentari dell’Unione Europea hanno dichiarato a Reuters che l’iniziativa solitaria della Germania rischia di compromettere i tentativi di rafforzare le capacità di difesa collettiva, in un momento in cui l’UE si sta adattando al relativo declino dell’ombrello di difesa statunitense sotto la presidenza di Donald Trump.

Nervosismo all’Europarlamento per l’iniziativa tedesca

“Se la Germania ora costruisce un’architettura puramente nazionale non integrata in IRIS2, si rischia di indebolire le strutture europee”, ha detto Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo.

La Germania prevede 100 satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) esclusivamente per le comunicazioni militari, mentre il progetto dell’UE, che mira a dispiegare 290 satelliti entro il 2029, è concepito per creare un sistema di comunicazione spaziale unificato.

Secondo gli analisti, il sistema tedesco sfrutterà una tecnologia simile alla piattaforma Starshield di SpaceX, fondata da Elon Musk, che si è rivelata fondamentale per le comunicazioni sul campo di battaglia in Ucraina.

Sia il sistema tedesco che quello dell’UE sarebbero paragonabili per dimensioni alla rete Starshield, sebbene Iris2 – che trasporterà anche traffico commerciale – rimarrebbe di gran lunga più piccolo dei circa 10.000 satelliti di Starlink.

I profili ricercati dell’ESA per Iris2

Nel mentre, in tutto questo, l’ESA ancora sta cercando personale per Iris2. “Ingegneri, scienziati, project manager, esperti di politiche e innovatori si stanno unendo per rendere IRIS² una realtà e l’ESA sta creando un team per portare avanti questo programma. In questo articolo, ascoltiamo le opinioni di Alfredo Quiles, responsabile dell’Ufficio Sistemi di Connettività Sicura, e di Renaud Sallantin, responsabile della Sezione Architettura dei Sistemi di Connettività Sicura presso l’Ufficio Sistemi. Continuate a leggere per scoprire le loro considerazioni sul programma, sulle persone che lo animano e sui ruoli che intendono ricoprire”, si legge sul sito dell’ESA.

Se a prima vista la ricerca di talenti è un buon segnale, d’altro canto ad un’analisi più approfondita ciò significa che ancora il progetto è in alto mare. Non sono stati ancora completati gli organici necessari per intraprendere e sviluppare il progetto.

Di fatto, ci troviamo ancora in fase di progettazione per Iris2. Siamo ancora indietro e anni luce da Starlink. E forse le lungaggini di Bruxelles hanno spinto Berlino a muoversi in autonomia, pur non uscendo formalmente dal progetto europeo.

Il budget di Iris2

Il costo totale stimato è di circa 10,6 miliardi di euro per i 12 anni di concessione. Il finanziamento è misto: 6 miliardi provengono dal bilancio dell’UE, circa 550 milioni dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e oltre 4 miliardi sono a carico del settore privato.

A che punto siamo (marzo 2026):

  • Fase Operativa: Il contratto di concessione è stato firmato il 16 dicembre 2024 con il consorzio SpaceRISE (che include SES, Eutelsat e Hispasat).
  • Progettazione: Il 2025 è stato l’anno di avvio del design e della progettazione, che continuerà fino al 2028.
  • Infrastrutture: È in corso la definizione delle infrastrutture di terra, con un centro di controllo previsto anche in Italia (Telespazio/Leonardo).
  • Integrazione: L’approccio attuale mira a integrare le capacità esistenti (GOVSATCOM) già dal 2025-2026 in attesa della piena capacità. 

Caratteristiche principali del progetto:

  • La costellazione sarà formata da circa 290 satelliti (prevalentemente in orbita bassa LEO, ma anche in orbita media MEO).
  • I lanci saranno effettuati da vettori europei, in particolare l’Ariane 6.
  • Il progetto ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza europea da reti straniere come Starlink.

Ue: Kubilius, contatti con Artico per allargare Iris2 dopo l’ingresso nel progetto di Norvegia e Islanda

Intanto, pochi giorni fa il commissario alla Difesa con delega allo Spazio Andrius Kubilius ha detto “la connettività satellitare sicura di Iris2 per ogni angolo del mondo, sulla terraferma e in mare, porterà grandi benefici a Islanda e Norvegia, per l’economia, per la sicurezza e per le persone che vivono e lavorano in alcune delle zone piu’ remote d’Europa”. Kubilius ha parlato a margine della firma degli accordi di connettività sicura con il Regno di Norvegia e Islanda. “Iris2 coprirà sia l’Islanda che la Norvegia fino a 72 gradi di latitudine nord, ma dobbiamo andare più a nord. – ha aggiunto il commissario – Ecco perché il contratto di concessione include un’opzione polare per migliorare la copertura sull’Artico. Questa opzione richiede altri 24 satelliti in orbita terrestre bassa per completare la copertura dell’Artico. Per attivarla, avremo bisogno di un forte sostegno da parte dei paesi nordici. Le discussioni sono iniziate e siamo pronti a sostenerne la buona riuscita”.

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