La Giornata Parlamentare. Un piano per la Difesa europea, Trump annuncia dazi al 25% per l’Ue

  ICT, Rassegna Stampa
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La Giornata Parlamentare è curata da Nomos, il Centro studi parlamentari, e traccia i temi principali del giorno. Ogni mattina per i lettori di Key4biz. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui.

Von der Leyen è al lavoro su un grande piano per la difesa europea 

Ormai sembra chiaro che l’obiettivo di Ursula von der Leyen e Antonio Costa è arrivare al summit straordinario a Bruxelles del 6 marzo con una bozza ben delineata del piano per la difesa europea, sulla quale raggiungere un ampio consenso. Non sarà facile, il rischio di andare in ordine sparso è grande: piani, fondi, posizioni, rischiano di sovrapporsi, facendo calare una certa nebbia sull’obiettivo politico di Bruxelles, diminuire la dipendenza da Washington sul fronte militare. Alla Commissione hanno ben chiaro che un’autonomia di questo tipo rispetto agli Stati Uniti non potrà concretizzarsi in pochi anni ma il binario sul quale von der Leyen è più che mai intenzionata a lavorare resta quello di una Ue più indipendente: sul piano dell’energia (svincolandosi totalmente da Mosca), sul piano delle materie critiche e sul piano delle armi. Su quest’ultimo punto la “sveglia”, come l’ha definita von der Leyen, l’ha data l’arrivo di Donald Trump. Le tappe sono serrate. 

La videocall organizzata dal presidente del Consiglio europeo con i 27 è stata breve e focalizzata soprattutto sull’aggiornamento di Emmanuel Macron dopo la visita negli Usa. Domenica, un primo importante passo è atteso a Londra, alla riunione di alcuni leader europei, presenti von der Leyen, Costa e la premier italiana Giorgia Meloni, con Keir Starmer. Il ritorno di Londra nell’alveo resta una delle novità più importanti del momento ma il fondo per la Difesa che la Gran Bretagna vorrebbe mettere in campo con l’Ue non ha trovato un terreno fertilissimo al G20 di Città del Capo, disertato da pezzi da novanta come i rappresentanti di Usa e Cina. Alla platea sudafricana, invece, il Ministro Giancarlo Giorgetti ha rilanciato una posizione che, nelle prossime settimane, potrebbe trovare terreno fertile tra i Paesi Ue con alto deficit: quello di un Recovery Plan per la Difesa

Sul debito comune, tuttavia, von der Leyen continua a temporeggiare, all’interno della Commissione sperano in una svolta di Friedrich Merz. Nel frattempo, Bruxelles punta su due pilastri: l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, che permetterà ai 27 di scorporare, entro certe condizioni, le spese della difesa dal Patto, e la potenza di fuoco creditizia della Bei. Tutto ciò, secondo i piani di von der Leyen, potrebbe bastare a smuovere centinaia di miliardi per produrre munizioni, sistemi di difesa aerea, tecnologia militare con IA. I tempi restano stretti, anche perché Bruxelles vuol far correre parallelamente il rilancio del riarmo e un sostanzioso nuovo sostegno all’Ucraina

Trump annuncia dazi al 25% per l’Ue. Le opposizioni attaccano la Premier

Dopo giorni di attese, Donald Trump attacca l’Europa: “Abbiamo deciso: imporremo dazi al 25% sulle auto e altre cose”, ha annunciato il presidente americano. I dettagli della stangata all’Europa non sono ancora chiari. “Saranno annunciati a breve”, ha precisato Trump, avvertendo anche Canada e Messico che sui dazi “non intende fermarsi”. Per i due Paesi vicini degli Stati Uniti scatteranno il 2 aprile, l’Ue, ha spiegato, “è un caso diverso. Siamo onesti: è stata formata per fregarci e hanno fatto un buon lavoro in questo, ma ora ci sono io alla presidenza”. Pur ribadendo il suo “amore” per i Paesi europei, Trump ha denunciato un deficit commerciale eccessivo pari a 300 miliardi di dollari e osservato come una loro ritorsione potrebbe non avere successo: “Possono provarci ma noi”, ha minacciato, “possiamo non comprare più e se accade questo vinciamo”. L’affondo di Trump contro l’Ue è arrivato durante la prima riunione del presidente con i suoi Ministri, apertasi con una preghiera. 

Da tutta l’UE sono arrivate dichiarazioni estremamente critiche sulle dichiarazioni del Presidente americano. In Italia, le opposizioni attaccano e chiedono una reazione immediata alla Premier Giorgia Meloni. Da Matteo Renzi a Giuseppe Conte, passando per Elly Schlein, il coro è unanime e richiama i concetti di patriottismo e sovranismo, bandiere dal partito di Giorgia Meloni: “La destra italiana fa il tifo per chi fa male alla nostra economia”, scrive Matteo Renzi sui social network pubblicando il video del suo intervento al Senato durante la votazione degli emendamenti alla legge di Delegazione europea, “I sovranisti fanno male all’Italia: a forza di fare i sovranisti si trova sempre uno più sovranista di te che ti sovrasta”, aggiunge il leader di Italia Viva. 

Per il deputato di Avs, coportavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli si tratta di “un attacco frontale al nostro export e a settori strategici del Made in Italy” al quale rispondere a livello europeo “boicottando prodotti Usa, come già fatto dal Canada”. Da qui la domanda: “Come pensa di difendere l’interesse nazionale la sovranista Giorgia Meloni? Continuerà a essere vassalla di Trump o si opporrà a questa politica che danneggia imprese e lavoratori italiani?”. La segretaria del Pd Elly Schlein rinnova la richiesta alla premier di prendere posizione, o con Trump o con l’Ue: “Trump annuncia una guerra commerciale che pagheranno imprese, lavoratrici e lavoratori italiani. È finito per Giorgia Meloni il tempo del tentennamento, deve scegliere da che parte stare. Dopo il silenzio imbarazzante di questi giorni sugli attacchi di Trump all’Europa e all’Ucraina ora Meloni dica da che parte sta”. 

Il Governo stringe sul decreto bollette in vista del Cdm di domani

Il Governo stringe sulle misure per mitigare l’effetto del caro-energia su famiglie e imprese e riunisce a Palazzo Chigi i Ministri competenti per trovare la quadra sulle misure da inserire nel decreto bollette, in vista del Cdm di domani mattina. La rotta l’ha indicata Giorgia Meloni lunedì sera quando, ritenuta “non soddisfacente” la bozza predisposta dai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, ha chiesto di “approfondire” ulteriori misure e deciso per questo di rinviare l’approvazione del decreto; la risposta deve essere “più efficace” è stato il monito della premier, con una particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili. Il lavoro fatto in questi giorni è stato verificato nel corso di una riunione in serata a Palazzo Chigi con Ministri competenti e tecnici, presenti il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, il titolare del Mase Gilberto Pichetto e il Ministro degli Affari europei e Pnrr Tommaso Foti, oltre a tecnici dei dicasteri e della Ragioneria. Gli sviluppi sono seguiti a distanza dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in questi giorni a Cape Town per il G20. 

Il nodo non sarebbero le risorse, che non dovrebbero andare oltre i 3 miliardi, ma si starebbe valutando di fare in modo che lo sforzo maggiore sia a favore delle famiglie, mettendo dunque sul piatto più degli 1,3-1,5 miliardi previsti in un primo tempo. Per farlo si starebbe valutando la possibilità di estendere ulteriormente la platea dei beneficiari del bonus sociale; tra le ipotesi c’è anche quella di limitare l’orizzonte degli aiuti a un solo trimestre, anziché sei mesi. Non sarebbe ancora chiusa invece la partita sulle concessioni idroelettriche. Domani è atteso in Cdm venerdì anche il disegno di legge delega sul nucleare. La strada per garantire l’autonomia dell’Italia e dell’Europa, indica il Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, è accelerare sulle rinnovabili e puntare sul nucleare di nuova generazione.

Il portavoce di Musk Stroppa attacca FdI sul ddl Spazio

In un post dai toni polemici, Andrea Stroppa, portavoce di Elon Musk in Italia, attacca: “Il Pd ha impostato il suo contributo alla legge come una crociata anti-Musk e FdI gli è andata dietro. Ripeto: Starlink non è il giocattolo della politica”. Stroppa si riferisce a due emendamenti al ddl Spazio in discussione in Commissione Attività Produttive della Camera presentati dal Pd, che li ha redatti con il contributo delle altre opposizioni, e approvati con il voto favorevole della maggioranza. I due emendamenti introducono, in particolare, due discriminanti nella scelta delle tecnologie spaziali per le comunicazioni satellitari: la salvaguardia della sicurezza nazionale e il ritorno industriale per l’Italia. Un terzo emendamento prevedeva di favorire tecnologie europee o della Nato, ma è stato bocciato. Da qui la reazione del referente italiano di Musk: “Si vuole far passare Starlink per i cattivi. Agli amici di FdI: evitate di chiamarci per conferenze o altro”.

La reazione genera tensioni fra i dem: “Cosa s’intende con altro’?”, chiede Alberto Pandolfo, firmatario degli emendamenti approvati in Commissione. “sarebbe interessante sapere a cosa si riferisce Stroppa con quel altro, perché, detta così, sembra quasi che ci siano state delle interlocuzioni o delle collaborazioni tra le aziende di Musk e il partito della presidente del Consiglio che noi non conosciamo. Le sorelle Meloni dovrebbero fare chiarezza su questo aspetto che getta una inquietante ombra sui rapporti tra FdI e le aziende di Musk”. Per il relatore del provvedimento Andrea Mascaretti si tratta di “una polemica assolutamente priva di fondamento, perché sono stati approvati all’unanimità due emendamenti che parlano di tutt’altro. Devo anche precisare che non sono stati approvati emendamenti contro o a favore di qualcuno”. “Gli emendamenti che vengono citati, riferiti all’art.25 e approvati all’unanimità, con il voto di tutti i gruppi politici, non introducono nulla di nuovo, ma rafforzano i concetti di sicurezza nazionale e di ritorno industriale per il sistema Paese, già espressi nella legge”, aggiunge Mascaretti. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per esaminare la pdl per istituire il fondo per favorire l’organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di viaggi nella memoria

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali terrà delle audizioni la proposta di legge costituzionale per l’istituzione della regione di Roma capitale della Repubblica. La Giustizia si confronterà sulla pdl in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso e dibatterà sul ddl per la tutela dei minori in affidamento. La Affari Esteri svolgerà delle audizioni sull’impegno dell’Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni. La Finanze terrò delle audizioni sulle pdl sull’obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente. La Cultura proseguirà il ciclo di audizioni sull’impatto della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica sui settori di competenza della Commissione. La Attività Produttive proseguirà l’esame del ddl sull’economia dello spazio e dibatterà sulla pdl per l’istituzione e disciplina delle zone del commercio nei centri storici. 

Al Senato

Dopo che ieri ha approvato definitivamente il decreto Pnrr, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per l’esame della Legge di delegazione europea 2024 e della relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’UE per il 2024. Come di consueto svolgerà le interrogazioni e alle 15.00 terrà le interrogazioni a risposta immediata.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà delle audizioni sul ddl in materia di ordinamento giurisdizionale e di Corte disciplinare. La Affari Esteri svolgerà delle audizioni sugli atti Ue relativi alla nuova strategia industriale europea per il settore della Difesa e sul programma per l’industria europea della Difesa (EDIP) e, con la Politiche dell’Ue, ascolterà l’Ambasciatore della Repubblica di Moldova Oleg Nica sulle prospettive europee della Moldova, in merito alla politica di allargamento dell’Ue nel 2024. La Industria dibatterà sul decreto ex Ilva.

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