L’’AI fa esplodere i costi delle RAM e mette in crisi Apple. iPhone 18 più caro?

La corsa all’intelligenza artificiale comincia a pesare anche sui prodotti consumer. La domanda crescente di hardware per data center e sistemi AI ha provocato una carenza mondiale di chip di memoria, un fenomeno già ribattezzato “RAMageddon”. Ora Apple avverte i clienti: i prossimi iPhone, Mac e iPad potrebbero costare di più.

In una recente intervista al Wall Street Journal, Tim Cook ha spiegato che gli aumenti di prezzo sono “inevitabili”, nonostante gli sforzi dell’azienda per assorbire i rincari dei componenti. Secondo il CEO uscente di Apple, i costi dei chip di memoria e storage sono quadruplicati rispetto allo scorso anno. Una situazione che Cook ha definito “insostenibile”.

Apple non ha indicato quali prodotti saranno coinvolti né quando scatteranno eventuali rincari. Ma il tema era già stato sollevato nei mesi scorsi. Ad aprile, dopo aver presentato vendite trimestrali record, Cook aveva avvertito che l’aumento dei costi delle memorie avrebbe potuto pesare sui risultati successivi del gruppo. Nello stesso periodo anche John Ternus, indicato come prossimo amministratore delegato, aveva richiamato l’attenzione sul problema.

iPhone tra i prodotti più esposti: ma non solo

Se Apple deciderà di aumentare i prezzi, l’iPhone sembra il prodotto più esposto. Secondo esperti della filiera delle memorie citati dal Financial Times, lo smartphone della società potrebbe essere direttamente coinvolto. Il prossimo lancio autunnale darebbe ad Apple l’occasione per aggiornare i listini.

Il problema, però, non riguarda solo l’iPhone. Apple vende molti dispositivi che integrano chip DRAM e NAND: Mac, iPad, Apple Watch e Vision Pro. Tutti prodotti che potrebbero risentire dell’aumento dei costi nella catena di fornitura.

Non è ancora chiaro quanto potrebbero salire i prezzi. La società di ricerca TechInsights ha stimato al Wall Street Journal che Apple dovrebbe aggiungere circa 270 dollari al prossimo iPhone Pro per mantenere invariato il proprio margine di profitto. L’iPhone 17 Pro parte oggi da 1.099 dollari.

Il conto dell’AI arriva sui consumatori

La carenza di memorie mostra una conseguenza concreta della corsa all’intelligenza artificiale. I grandi modelli non richiedono solo software, dati e GPU. Hanno bisogno anche di enormi quantità di memoria e storage, componenti che vengono assorbiti sempre di più dai data center.

Per Apple, che costruisce gran parte dei propri margini sull’integrazione hardware-software e su una filiera molto controllata, l’aumento dei costi delle memorie diventerà difficile da assorbire.

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