Rilasciati i programmi per decodificare i ransomware Maze, Egregor e Sekhmet

Il gruppo di pirati di Maze dichiara di aver abbandonato il ransomware e di aver cancellato il codice sorgente. Ha inoltre pubblicato le chiavi di decrittazione dei suoi attacchi

Le vittime degli attacchi ransomware Maze/Egregor/Sekhmet possono tirare un sospiro di sollievo. In un post del forum di Bleeping Computer trovano infatti le chiavi di decrittazione per poter nuovamente accedere ai propri file. A fornirli sotto il nome di “Topleak” sono gli stessi sviluppatori dei tre malware.

Avevano anche pubblicato parte del codice sorgente delle loro creazioni, che per ovvi motivi è stato rimosso. Anche le chiavi non sono necessarie perché, dopo aver confermato la loro legittimità, Emsisoft ha pubblicato un sistema di decrittazione per liberare i file delle vittime.

Come sottolinea un articolo di Threatpost, il gruppo di pirati di Maze, che per anni è stato uno dei più attivi nell’ambito del ransomware, è stato tra i primi a mettere in atto estorsioni doppie. In questi casi i cybercriminali non si limitano a criptare i file delle vittime impedendo loro di accedervi, ma minacciano anche di renderli pubblici se non viene pagato il riscatto.

Questo gruppo di malviventi è comparso per la prima volta nel 2019 e ha compiuto imponenti attacchi contro grandi aziende come CognizantXerox. Nell’estate del 2020, Maze ha formato un vero e proprio cartello di cybercriminali unendosi ad altri professionisti del ransomware, come Egregor, per condividere codice e risorse.

Alcuni esperti ritengono che Egregor sia una reincarnazione di Maze. Maze ha annunciato che avrebbe interrotto le sue attività nel novembre 2020, in un comunicato in cui cercava di dare toni moralistici alle proprie attività criminali sostenendo che il “progetto” era stato creato perché il mondo sta “sprofondando nell’incoscienza, nell’indifferenza, nella pigrizia e nella stupidità”.

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