Ripensare le TLC per le tecnologie di frontiera. Ma come rilanciare gli investimenti?

Settore TLC in crisi da tempo in Italia e in Europa, ma fondamentale per lo sviluppo di nuove tecnologie di frontiera. Come invertire la tendenza e come alimentare e attrarre nuovi investimenti? Questo il tema del panel Ripensare il settore delle TLC perché fondamentale per le tecnologie di frontiera, ma rilanciare gli investimenti, in occasione della 4^ edizione di Digital Innovation Forum – la Cernobbio del Digitale – in corso a Villa Erba, sul lago di Como, dal 14 al 16 ottobre su iniziativa della Fondazione Innovazione Digitale ETS ed organizzata da NOW Italia e da Triumph Group.

TLC, Protto (Cellnex Italia): “Per investire serve certezza normativa a lungo termine”

“Se non disponiamo di una infrastruttura adeguata per raccogliere e trasmettere dati allora abbiamo un problema – ha detto Federico Protto, Presidente & CEO Cellnex Italy – di certo non si può realizzare il Quantum Computing e nemmeno l’AI”.

Detto questo in relazione al ruolo strategico delle TLC per lo sviluppo di nuove tecnologie di frontiera, Protto affronta il tema degli investimenti: “In Europa per tenere il passo con Usa e Cina abbiamo bisogno di 435 miliardi in infrastrutture di qui al 2035 in Europa”, aggiunge.

Come attrarre investimenti in Europa?

“Bisogna creare facilitazioni per investimenti infrastrutturali creando campioni europei e incentivare lo sharing infrastrutturale”, dice Protto. “Serve inoltre certezza regolatoria, certezza del diritto soprattutto per quanto riguarda le frequenze, perché in questo ambito sono necessari investimenti a 15 e 20 anni. Serve un contesto normativo stabile, che non muti nei prossimi 15 o 20 anni”.

Boccardi (AWS): “A proposito di investimenti, noi abbiamo investito 3 miliardi solo nel Cloud in Italia”

Federico Boccardi, Head Telecoms Policy, Amazon Web Services: “Per parlare di investimenti vorrei parlare di investimenti di Amazon in Europa 60 miliardi globali. Si tratta di investimenti a lungo termine di cui 40 miliardi nella Ue. In Italia solo nel Cloud 3 miliardi di euro”.

Boccardi ha ricordato che nel 2025 Amazon ha investito 60 miliardi di dollari a livello globale, di cui 40 nell’Unione europea, “il più grande investimento della nostra storia in Europa”, destinato a data center, reti, intelligenza artificiale, logistica, robotica ed energia. In Italia Aws ha investito complessivamente oltre 3 miliardi di euro, compreso un piano di espansione da 1,2 miliardi giudicato strategico dal governo.

Per Boccardi le imprese devono poter “concentrare i propri budget sull’innovazione”. Sul tavolo di Bruxelles ci sono in contemporanea più regolamenti per il digitale, tra cui il Cloud and AI Development Act e il Digital Networks Act: “Apprezziamo l’ambizione del legislatore europeo – ha detto – e l’auspicio è che questi strumenti siano tra loro coerenti e complementari”.

Cosa pesa di più? Servono semplificazioni

“Secondo un nostro studio, in media una azienda in Europa spende il 42% del budget IT in compliance. Servono certezze regolatorie, proporzionalità delle regole. Vorrei fare un riconoscimento all’Italia. L’Italia ha semplificato”, ha aggiunto Boccardi. Nel 2024 AWS è stata la prima ad accedere alle infrastrutture strategiche rilevanti. A febbraio di quest’anno l’articolo 8 del decreto bollette ha introdotto alcune semplificazioni utili.

Galli (INWIT): “Per investire serve visibilità di lungo termine”

Diego Galli, Direttore Generale di INWIT: “La certezza del contesto per gli investimenti è fondamentale, serve visibilità di lungo termine. Il settore delle telco è specifico. I prezzi al consumo sono i più bassi del mondo. Il prezzo per ogni mega è il più basso del mondo. Servono modelli di business vincenti. Credo che la separazione dei servizi dalle infrastrutture è un modello smart e così le tower company riescono ad attrarre investimenti dall’estero. INWIT, che è nata nel 2020, ha attratto 8 miliardi di equity e 4 miliardi di debito e il 90% dei finanziamenti arriva dall’estero. Questo è importante, va mantenuta la visibilità”.

Torselli: “A livello europeo dobbiamo capire cosa vuol dire sovranità digitale”

Francesco Torselli, eurodeputato del Parlamento Europeo: “Per alcune semplificazione l’Italia non è così male rispetto all’Europa – ha detto – Però credo che a livello europeo dobbiamo capire cosa intendiamo per sovranità digitale. Siamo a riformare l’intero settore delle telecomunicazioni con il Digital Networks Act. Noi rischiamo di dover investire miliardi di euro (40 miliardi per il digitale, 409 miliardi per l’intera missione digitale) ma con il rischio di brancolare nel buio perché in Europa c’è ancora qualcuno che pensa che non serva il controllo del dato. Noi dobbiamo essere bravi a declinare le nostre capacità e il nostro know how particolare di europei. Dobbiamo essere ambiziosi ma pragmatici”.

Barbieri (EI Towers): “Le nostre torri per convergenza fra TLC e digitale”

Guido Barbieri, amministratore delegato di EI Towers: “EI Towers ha 2300 siti e il complesso dei siti ha una copertura a livello nazionale. Le torri broadcast continuano ad avere un ruolo strategico nei media, nella radio e nel digitale terrestre. Punti di forza: grande efficienza energetica per servizi gratuiti e la possibilità di accedere a contenuto di servizi senza l’intermediazione di gatekeeper. La nostra tecnologia non è cellulare ed è aperta anche al 5G broadcast, all’Internet of Things in tecnologia non cellulare. L’IoT ha il vantaggio che comunica soltanto quando è necessario e deve avere batterie che durano anni e non giorni. Già sviluppati in tutti i mercati verticali”.

Torri TLC, Protto (Cellnex Italia): “Modello Corea del Sud. in Italia servono altre 7-8mila torri”

Aggiunge Federico Protto, ad di Cellnex Italia“La Corea del Sud ha un milione di siti, in Italia siamo parlando di 55mila siti. Questo ci fa capire che c’è una riflessione che si può fare in tema di densificazione dei siti. Dobbiamo garantire che ci sia il segnale e questo è un tema di copertura ma anche di capacità. Ci siamo accorti che in alcune aree del paese (noi con il telefonino facciamo tutto) non è che prende dappertutto. Basta andare sul Milano Roma, in galleria o pensare all’indoor. Queste sono le aree che dobbiamo ancora coprire, chiamiamole densificazioni, circa 7000 – 8000 torri o siti in più servono. Serve un 10-15% in più. In Giappone è molto simile. Il treno sul Kioto in Giappone funziona benissimo. Lì ci sono le small cells”.

Galli (INWIT): Le nostre torri come quelle medievali, servono per presidiare il territorio”

“Le nostre torri, come quelle medievali, servono a presidiare il territorio – ha detto Diego Galli – le torri sono le infrastrutture più vicine al cliente finale, sono connesse in fibra e con la rete elettrica. Sulle nostre torri ci sono 2500 gateway IoT, che permettono tra le altre cose la misurazione di 2 milioni di contatori”.

Galli (INWIT): “Intorno alla torre abbiamo costruito un ecosistema”

“A Castel Porziano c’è il controllo della qualità dell’aria attraverso le nostre infrastrutture. Le telecamere collocate alla base del drone consentono il monitoraggio degli incendi. Per l’IoT il modello di business funziona bene, con la possibilità di poter misurare consumi idrici a disposizione dei clienti. Intorno alla torre abbiamo costruito un ecosistema. Intorno alle torri ci sono coperture indoor per 800 ospedali. Abbiamo connesso la Metro di Roma in 5G, la metro di Milano. Su Roma modello di smart city, telecamere, un ecosistema su cui si valorizza il valore dell’infrastruttura”, aggiunge Galli.

Barbieri (EI Towers): “Noi ci definiamo orgogliosamente 0G”

“Noi ci definiamo una rete orgogliosamente 0G. La batteria non consuma molto ed è perfetta per servizi di logistica, monitoraggio infrastrutturale, ad esempio di viadotti. Un sistema wireless con una batteria che dura tanto tempo aiuta. La logistica: vale per tutti i contenitori che hanno diverse dimensioni, un tracker che ti dice dove si trova quell’oggetto in real time. Però tutti uniti sul fatto che questa informazione è meno hackerabile e meno jammabile di altre tecnologie”, dice Barbieri.

Boccardi (AWS):“Per noi una regolazione verticale sul Cloud è un problema”

“Per noi ci sono problemi se arriva una regolazione verticale sul Cloud, che noi concepiamo a livello orizzontale. Noi sul DNA articolo 9 siamo in mezzo al DNA e non capiamo perché. In un data center moderno ci sono circa un milione di fibre in un solo edificio. Noi non capiamo se in un edificio in Europa cadano nell’ambito del DNA. Non capiamo se non gestiamo reti fisiche ricadiamo nel DNA. L’articolo 9 è così ampio e così vago che qualsiasi azienda che non ha a che fare con le TLC potrebbe essere regolata dal DNA. Anche banche, aziende di logistica o di trasporti. Un framework di regolazione come le tlc va applicato soltanto agli operatori telefonici. Nel DNA ci sono delle duplicazioni regolatorie e dobbiamo fare compliance due volte per sovrapposizione di regolamenti”.

TLC, Deidda: “Contrari a nuove tassazioni”

Salvatore Deidda, Presidente Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera: “In Italia dove si parla di telemedicina viene richiesta la connessione dappertutto e noi ce l’abbiamo dappertutto. Noi siamo contrari a nuove tassazioni noi vogliamo sapere come garantire continuità elettrica ed incentivare investimenti in questo settore. Noi abbiamo alzato un minimo i limiti elettromagnetici. M stiamo dimostrando che queste connessioni e queste antenne consentono di controllare anche principi di incendi. Mercato Tlc si sta un po’ stabilizzando. Noi stiamo vigilando e siamo pronti a intervenire. Noi abbiamo una legge dul telemarketing e sul call center per condividere delle decisioni. Noi non imporremo una tassa gli OTT però ne parleremo di un contributo”.

Barbieri (EI Towers), “Il progetto di fusione con Raiway resta valido”

La fusione con Raiway “dal punto di vista industriale è ancora assolutamente valida”, a detto Barbieri a margine del suo intervento al panel.

Barbieri ha precisato che l’operazione non si è chiusa “per un insieme di incastri un po’ complicati, di vincoli e temi di valutazione”: “un tetris molto complicato che non si è riusciti a sciogliere”. Una riapertura, ha detto, non c’è “ora probabilmente”, ma “non escludo, anzi spero che nel lungo periodo si riesca a trovare la quadra, perché sarebbe assolutamente logico”.

Il manager ha poi ribadito che il settore delle torri, anche broadcast, “rimane strategico nella maggior parte dei paesi”. EI Towers accompagna lo sviluppo delle radio verso il Dab, mentre il digitale terrestre per la tv resterà “centrale per molti anni” grazie all’efficienza energetica e alla gratuità, con un accesso ai contenuti “non intermediato da gatekeeper”.

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