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La sensazione dopo l’attacco frontale di Andrea Stroppa, l’uomo di Musk in Italia, a FDI sul Ddl Spazio, con il partito di Giorgia Meloni accusato di aver votato con il Pd alcuni emendamenti anti-Musk, è che le parti alla fine “ricuciranno i rapporti”. Insomma, con in giro di parole lo strappo di Stroppa sembra ricucibile. Ma a quale prezzo? Di certo è un segnale di fragilità non da poco. Palazzo Chigi risponde a Stroppa?
Per inciso, e per chi non ha seguito la nascita della legge italiana sullo spazio:
Questa regola anche la parte sulle comunicazioni satellitari. In questi mesi c’è stato un valzer tra “tecnologie europee” e tecnologie dei “Paesi NATO”.
A un certo punto stavano per vietare tutte…
— Andrea Stroppa 🐺 Claudius Nero’s Legion 🐺 (@andst7) February 26, 2025
Intervento a gamba tesa di Stroppa
Di certo, l’intervento a gamba tesa e per così dire la “over reaction” di Stroppa (che ha messo in imbarazzo il Governo) non aiutano il Governo, impegnato in una difficile operazione di equilibrismo fra il pressing anti Ue di Trump su Roma e il richiamo all’ordine di Bruxelles.
Per dare un segnale concreto a Trump, c’è chi scommette sul fatto che alla fine Giorgia Meloni dovrà siglare almeno “un contrattino” con Starlink, nell’attesa (vana?) che la Ue realizzi, non prima del 2030, qualche satellite in orbita bassa (GovSatCom e Iris2) che garantisca una certa quota di banda.
Ma prima di arrivarci ci vorrà del tempo e non è escluso che saranno necessari dei correttivi sul DDL Spazio per spegnere l’irritazione del portavoce di Elon Musk.
Cosa potrebbe succedere?
La settimana prossima, fra il 3 e il 7 marzo, è in calendario la discussione in aula alla Camera del DDL Spazio.
Pomo della discordia è stata la sottoscrizione da parte di FDI di un emendamento che di fatto sottolinea la necessità di garantire la sicurezza nazionale e un ritorno in termini economici e industriali per l’Italia dalla previsione di una quota di capacità trasmissiva destinata al satellite (articolo 25).
Di per sé, non c’è nulla di particolarmente “anti-Musk” in questi due emendamenti proposti dal Pd e sottoscritti da FDI. Quel che ha infastidito Stroppa è stato di fatto l’allineamento di FDI agli emendamenti proposti dai Dem – al di là dei contenuti – vissuto come un tradimento.
Gli emendamenti approvati “non introducono nulla di nuovo”, replica il relatore di FdI Andrea Mascaretti, “e quello definito dal Pd “anti Musk” è stato bocciato. “Non guardo i tweet di nessuno, non posso stare dietro a queste cose. Tutta la polemica che puó nascere sullo spazio non mi appartiene e non mi interessa. Andiamo dritti sulla legge e colmiamo un vuoto normativo”, ha aggiunto Mascaretti in merito ai tweet del referente di Elon Musk in Italia Andrea Stroppa, il quale ha attaccato il Pd per aver “impostato il suo contributo alla legge come una crociata anti-Musk”, e “FdI gli è andata dietro. Starlink non è il giocattolo della politica”.
Quel che è certo è che FDI assumerà una nuova linea e che non sarà fatta più alcuna concessione all’opposizione sul DDL Spazio, per non irritare ulteriormente Musk.
Tanto più che la presenza dei satelliti di Musk in Europa sta crescendo. In Romania le sperimentazioni per usi militari sono avanzate.
In Italia si è chiuso il bando per la sperimentazione satellitare in Lombardia. Ancora non si sa chi ha partecipato, ma la presenza di Starlink è data per scontata.
Quale sarà la linea di Fratelli d’Italia sul DDL Spazio?
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