Roma 5G: Gualtieri con Inwit, Iliad, Tim, Fastweb+Vodafone, e WindTre accende il 5G in 9 stazione della Metro A

Il 5G nella metro di Roma diventa realtà, con l’accensione delle prime nove stazioni giubilari, da Piazza Vittorio a Cipro, passando per Termini, Repubblica, Barberini, Spagna, Flaminio, Lepanto e Ottaviano (7 chilometri di linea) da parte del sindaco Roberto Gualtieri, che insieme agli operatori ha inaugurato oggi il nuovo standard, con una videochiamata dai sotterranei di Piazza Vittorio con Piazza Indipendenza, proseguita senza problemi anche nel tragitto in metro fino a Termini.

Presenti all’evento tutti gli operatori che insieme al Comune di Roma hanno partecipato all’iniziativa, avviata a suo tempo da Boldyn Networks e rilevata da INWIT, che attraverso la società Roma Smart City è titolare del progetto da 97,7 milioni (20 milioni a carico del Campidoglio) che prevede la copertura 5G della metropolitana entro il 2026 e di 100 piazze tramite small cell, DAS e WiFi6.

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5G, Gualtieri: ‘Innovazione per cittadini, turisti e imprese. Frequenze dedicate alla polizia municipale’

“Entro quest’anno già il grosso della metro sarà coperto dal 5G e nei mesi successivi, entro giugno del 2026, lo saranno anche tutte le tre linee della metro”. Lo ha assicurato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri inaugurando il 5G nelle stazioni giubilari della metro di Roma. All’evento erano presenti, oltre al primo cittadino, anche i top manager delle principali aziende di Tlc, il direttore generale di INWIT Diego Galli, Benedetto Levi ceo di Iliad Italia, l’ad di Tim Pietro Labriola, Carlo Melis, Cto di WindTre, il dg di Inwit, Lisa Di Feliciantonio, Chief Communications & Sustainability Officer Fastweb-Vodafone.

Il primo cittadino ha ricordato i vantaggi del 5G, in particolare la bassa latenza e segnale molto più potente e stabile grazie al DAS (avveniristica la sala apparati radio di tutti gli operatori nel sottosuolo della stazione Vittorio Emanuele, fra le più grandi d’Europa, munita di fibra e DAS per il potenziamento del segnale). Un segnale che permette di videochiamare e navigare pur in presenza di un traffico dati molto pesante, come quello che si registra alla Stazione Termini.

Il sindaco ha inoltre aggiunto che sono previste “frequenze (slice, porzioni di banda) dedicate alla polizia municipale, sensori IoT e telecamere” di sicurezza.

Il segnale 4G e 5G degli operatori è ora disponibile sia all’interno delle singole stazioni, sia in mobilità nei tunnel che le collegano, grazie all’infrastruttura digitale multi-operatore per location indoor DAS (Distributed Antenna System). Questa è la prima tratta di un progetto più ampio che prevede di portare, entro il 2026, il 5G con tecnologia DAS in tutte le 75 stazioni della metro A, B, B1 e C, per un totale di 1.170 remote unit tra 4G e 5G, oltre 3.000 antenne e più di 250 km di nuova fibra ottica, coprendo un percorso complessivo di 61 km.

A gestire il traffico voce e dati nelle metropolitane di Roma è la nuova Sala apparati radio (BTS Hotel) di INWIT/Smart City Roma nella stazione di Piazza Vittorio Emanuele, tra le più grandi e avanzate d’Europa. La Sala costituisce un punto di controllo e coordinamento degli apparati di telecomunicazione necessari ad abilitare la connettività degli operatori Fastweb-Vodafone, iliad, TIM e WINDTRE.

Progetto completo nel 2027

“Entro il 2027 sarà completato tutto il dispiegamento”, ha spiegato Gualtieri, ricordando che secondo il cronoprogramma “la metro A sarà completata prima, poi la B e dopo la C”. Inoltre, già entro quest’anno il 5G arriverà “in cento piazze. Poi intorno alle piazze, gradualmente le vie, fino a coprire tutta la città. Anche le periferie”, ha aggiunto il sindaco.

Gualtieri, da oggi con 5G film e videochiamate in metro A

Per il 5G “iniziamo con le prime stazioni, da Vittorio Emanuele a Cipro. Da oggi tutti potranno vedersi un film o videochiamare mentre prendono la metro”, ha aggiunto Gultieri, che ha mostrato la performance del nuovo standard che ha raggiunto 400 Mbps in download dentro la metro e ha

Il sindaco prova il servizio nella stazione, a bordo di un treno e poi all’aperto, in piazza, vicino alla Stazione Termini. “Già entro quest’anno le piazze saranno cento e il grosso della metropolitana sarà coperta”, aggiunge. “Entro giugno 2026 tutte le tre linee della metropolitane saranno completamente coperte. Poi intorno alle piazze, gradualmente, le vie e tutta la città”, spiega Gualtieri, “anche le periferie”.

Diego Galli (INWIT): ‘Nostro impegno per trasformare Roma Capitale in smart city’

“Siamo contenti di apportare le nostre competenze a supporto di tutti gli operatori mobili, a fianco di Roma Capitale, per l’esecuzione efficiente del progetto Roma 5G. INWIT conferma così il proprio impegno nel sostenere il percorso di trasformazione della Capitale in una smart city sempre più connessa e intelligente grazie ad infrastrutture digitali e condivise”, ha detto Diego Galli, Direttore Generale INWIT. 

“Questo è un progetto importante che porta un’infrastruttura digitale a servizio della città, dei cittadini e delle imprese”, ha aggiunto Galli. La connettività 5G su tutta la metropolitana, spiega Galli, “è un impianto importante, vuol dire circa 3.000 antenne, più di 1.000 remote unit e 250 chilometri di fibra. Oggi è il primo tassello di questo progetto con le prime 9 stazioni giubilari”.

“Il progetto continuerà nei prossimi mesi per la copertura integrale in 5G della metropolitana di Roma” e “si concluderà completamente nel corso del 2026”. “La metro – aggiunge il direttore generale della società delle torri di telecomunicazioni – è un tassello, accanto alla metro ci sarà connettività su 100 piazze, connettività di Wi-Fi pubblico avanzato (Wi-Fi 6), IoT, videocamere per la sicurezza, quindi un progetto integrato che è un’ottima testimonianza della collaborazione tra pubblico e privato, Roma città metropolitana, con gli operatori telecomunicazioni, operatori infrastrutturali come Inwit, che guida il progetto Roma Smart City”.

5G, Levi (Iliad): ‘Oggi è un giorno importante per Roma’

”Oggi è un giorno importante per Roma, che sul 5G diventa un esempio in Europa. iliad continua ad investire per realizzare una copertura capillare, portando l’innovazione dove serve agli utenti. Con questo spirito, siamo felici di collaborare con l’Amministrazione Capitolina e di partecipare al progetto Roma5G, realizzando un ulteriore passo concreto per rendere l’innovazione più accessibile a tutti”, ha detto Benedetto Levi, Amministratore Delegato di iliad, ricordando come gli investimenti in digitale contribuiscono alla competitività e tagliano il digital divide.

Labriola (Tim), ‘5G in metro a Roma esempio per infrastrutture’

Questo progetto si inserisce nel discorso “sul rinnovo dell’importanza delle infrastrutture di telecomunicazioni”. Lo afferma l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola. “Probabilmente in questi anni, in questo settore in crisi, abbiamo perso di vista il fatto che senza infrastrutture di telecomunicazioni e senza servizi la digitalizzazione non esiste e senza digitalizzazione non cresce neanche il Pil. Quindi il fatto che sistema Paese stia riscoprendo la centralità delle telecomunicazioni è importante”, aggiunge. Roma 5G è un esempio di “come si possano costruire infrastrutture di telecomunicazione senza fare over-spending” e come partenariato pubblico-privato, è “anche un altro esempio importante di come sviluppare nuovi modelli di business”.

Senza fibra e 5G, niente servizi a valore aggiunto per i turisti e niente applicazioni mission critical. Ed è per questo, aggiunge Labriola, che bisogna investire in reti ultrabroadband, ricordando come 10 o 15 anni fa nessuno avrebbe immaginato il successo delle app sugli store di Apple e Android.

Di Feliciantonio (Fastweb-Vodafone) ‘Con 5G e AI miglioriamo qualità vita urbana’

“Infrastrutture avanzate e connessioni veloci anche nella rete di trasporti urbani, rendono le nostre città più vivibili, sicure ed efficienti. Un obiettivo che Fastweb-Vodafone persegue attraverso connettività performante e pervasiva e sviluppo di servizi che, attraverso l’integrazione con l’IA, sono in grado di migliorare la qualità della vita urbana favorendo l’interazione tra amministrazione e cittadini e di trasformare le nostre citta’ in vere e proprie supercity”. Lo ha detto Lisa Di Feliciantonio, chief communications & sustainability officer di Fastweb+Vodafone.

Fra i nuovo servizi in ambito trasporti anche tramite l’AI, saranno resi disponibili dal 5G nuovi servizi di sicurezza che consentiranno, ad esempio, di individuare pacchi e oggetti incustoditi; scaglionamento intelligente e dinamico del traffico in tempo reale, servizi di bigliettazione intelligente, aggiunge Di Feliciantonio.

Roma 5G, Melis (WindTre): ‘Traffico cresciuto del 15% durante la sperimentazione’

“Nei due mesi di attivazione della sperimentazione il traffico è aumentato del 15% e le performance sono migliorate di 10 volte. Il 50% del traffico che abbiamo osservato sulla nostra rete viaggia su 5G”, ha detto Carlo Melis, CTO di WINDTRE. Un aumento drastico del traffico che si è registrato appena accesa la nuova rete.

”Siamo fieri di aver contribuito a un’operazione di modernizzazione della città. Ci siamo fatti carico dei costi di una infrastruttura e dell’onere di contribuire alla sua progettazione perché siamo impegnati da sempre a migliorare continuamente il servizio di connessione che offriamo ai nostri clienti perché possano parlare, lavorare e godere del loro tempo libero mentre sono in movimento, anche quando viaggiano nel sottosuolo della Capitale”, ha aggiunto Melis.

Progetto Roma 5G

Il piano Roma 5G prevede anche l’abilitazione della connettività 5G degli operatori di telecomunicazione in tutti i principali punti nevralgici della città e di attivare un ampio portafoglio di servizi digitali forniti da Roma Capitale in 100 piazze, 98 vie limitrofe e in 7 edifici pubblici del Comune di Roma (incluso il Campidoglio), mediante l’installazione di small cells secondo le esigenze degli operatori. Prevede, inoltre, l’installazione del WI-FI in 100 piazze, di 2.000 telecamere e di circa 1.800 sensori IoT. L’obiettivo è offrire la migliore connettività e sicurezza a 3 milioni di residenti e a oltre 15 milioni di turisti, che cresceranno ulteriormente in questo anno giubilare.

Leggi anche: 5G a Roma, 100 milioni per la Capitale. Ma come si fa senza le antenne?

Leggi anche: Inwit, Roma Termini diventa la prima stazione in copertura totale 5G

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

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5G Sicurezza e Privacy: IMSI vs SUCI Catcher – Analisi e Test Pratici 2024

Questo articolo dedicato al SUCI (Subscription Concealed Identifier) fa parte di una serie approfondita sulla sicurezza delle reti mobili di nuova generazione. Attraverso un’analisi tecnica dettagliata e test pratici condotti in laboratorio, esploriamo l’evoluzione delle tecniche di protezione dell’identità nelle reti 5G, confrontando le architetture SA e NSA.

Vulnerabilità e sicurezza nelle reti 5G: analisi pratica degli IMSI e SUCI Catcher

Nel panorama in rapida evoluzione delle telecomunicazioni, l’avvento del 5G promette una rivoluzione nelle capacità di connettività e trasmissione dati. Tuttavia, questa innovazione porta con sé nuove sfide in termini di sicurezza e privacy. Questo capitolo esplora in profondità le vulnerabilità delle reti 5G, con particolare attenzione alle tecniche di intercettazione come gli IMSI e SUCI Catcher.

Attraverso un’analisi tecnica e un caso studio pratico condotto in laboratorio, esamineremo le implicazioni di queste tecnologie per la privacy degli utenti e la sicurezza delle reti. Dalla simulazione di una torre cellulare 4G per indurre connessioni da dispositivi 5G NSA, alle sfide poste dal 5G SA con l’introduzione del SUCI, questo articolo offre una panoramica completa delle attuali minacce e delle contromisure in sviluppo.

Esploreremo inoltre le differenze cruciali tra le architetture 5G NSA e SA, evidenziando come queste influenzino la sicurezza delle comunicazioni mobili. Questa analisi è essenziale per professionisti della sicurezza informatica, sviluppatori di reti mobili e decisori politici impegnati nella regolamentazione delle tecnologie di comunicazione di nuova generazione.

Caso reale di un test effettuato in laboratorio

1. Problemi di privacy

Gli IMSI Catcher sollevano gravi preoccupazioni per la privacy:

  • Senza Consenso: La maggior parte degli utenti non è consapevole di essere sorvegliata e non ha dato il consenso per la raccolta dei propri dati.
  • Dati Sensibili: Gli IMSI Catcher possono intercettare dati sensibili come messaggi privati, dettagli di contatti e informazioni di localizzazione.

2. Implicazioni legali

L’uso degli IMSI Catcher è regolamentato in molti paesi, ma le leggi variano notevolmente:

  • Autorizzazione Legale: In alcune giurisdizioni, le forze dell’ordine devono ottenere un mandato per usare un IMSI Catcher.
  • Regolamentazione: Alcuni paesi hanno regolamenti specifici per limitare l’uso e prevenire gli abusi di questi dispositivi.
SUCI Catcher
Figura 3. Hardware utilizzato per il test

Il nostro test è stato quello di simulare la creazione di una torre cellulare (nel nostro caso impostata su frequenze portanti 4g) per indurre il telefono vittima (connesso a rete 5G NSA) a rivelare il suo identificativo. L’architettura della nostra torre cellulare è stata costruita seguendo progetti liberamente disponibili come Srsran utilizzando schede SDR Ettus b200 per l’elaborazione e la gestione dei segnali delle comunicazioni in digitale attraverso il PC.

Di seguito mostriamo come in termini di segnale viene vista la nostra torre cellulare.

SUCI Catcher
Figura 4. Come viene vista la nostra torre cellulare di test da un dispositivo mobile
SUCI Catcher
Figura 5. Analisi dello spettro relativo alla frequenza portante della nostra torre cellulare di test
SUCI Catcher
Figura 6. Attività sulle frequenze impostate

Come descritto in precedenza quando il telefono ha rilevato il segnale della nostra rete cellulare ha tentato la connessione alla BTS rivelando in chiaro il suo IMSI (identificativo SIM).

Figura 7. Log che descrive il tentativo di aggancio alla nostra torre del dispositivo vittima. IMSI è rivelato in chiaro

Nel caso in cui il telefono mobile vittima (UE) sia connesso tramite rete 5g SA (nuova generazione) la tecnologia “protegge” l’utente dal rivelare identificativo della SIM. Questo è stato possibile con l’introduzione del SUCI. Una delle principali innovazioni del 5G è l’uso di identità temporanee (SUCI – Subscription Concealed Identifier) al posto degli IMSI (International Mobile Subscriber Identity) durante la comunicazione iniziale. Questo significa che l’IMSI effettivo non viene mai trasmesso in chiaro, rendendo più difficile per un IMSI catcher identificare e tracciare gli utenti.

Figura 8 Crittografia dell’identificativo nelle nuove reti con tecnologia 5g SA

Gli attacchi ad una rete di nuova generazione sono sempre possibili attraverso il jamming.

Il jamming è una tecnica utilizzata per interferire con le comunicazioni radio, e può essere sfruttata per forzare un dispositivo a passare da una rete più sicura (come il 5G) a una meno sicura (come il 2G o il 3G), dove è più facile utilizzare un IMSI catcher. Questa tecnica è nota come “downgrade attack”. Ecco come funziona:

Come Funziona un Downgrade Attack con Jamming

Interferenza del Segnale 5G:

  • L’attaccante utilizza un dispositivo di jamming per disturbare il segnale 5G in un’area specifica. Questo rende difficile, se non impossibile, per i dispositivi connettersi alla rete 5G.

Connessione Forzata a Reti Legacy:

  • Con il segnale 5G disturbato, i dispositivi tenteranno di connettersi a reti di fallback come 4G, 3G o addirittura 2G, che sono meno sicure e più vulnerabili agli attacchi IMSI catcher.

Intercettazione delle Comunicazioni:

  • Una volta che il dispositivo si è connesso a una rete meno sicura, l’attaccante può utilizzare un IMSI catcher per intercettare le comunicazioni, raccogliere dati e identificare l’utente.
Figura 9. Descrizione del principio di funzionamento di un attacco jamming su una rete o una nuova tecnologia

Nel nostro caso abbiamo potuto mettere in atto l’attacco attraverso l’utilizzo di un jammer software liberamente reperibile su Github.

Differenza 5g SA-NSA

Figura 10. Differenze reti 5G NSA – SA

5G NSA (Non-Standalone)

Il 5G Non-Standalone è un’architettura che utilizza l’infrastruttura di rete 4G LTE esistente per gestire la maggior parte delle funzioni di controllo, mentre la nuova tecnologia 5G è utilizzata principalmente per migliorare la capacità e la velocità della trasmissione dati. In pratica, il 5G NSA combina le risorse del 4G e del 5G per fornire un’esperienza migliorata agli utenti.

Caratteristiche:

  • Dipendenza dal 4G: La rete 4G LTE gestisce il controllo della rete (segnalazione), mentre il 5G viene utilizzato per il traffico dati.
  • Implementazione Rapida: Le reti 5G NSA possono essere implementate più rapidamente e con costi inferiori rispetto al 5G SA, poiché sfruttano l’infrastruttura 4G esistente.

5G SA (Standalone)

Descrizione:

Il 5G Standalone è un’architettura di rete completamente indipendente che utilizza un’infrastruttura 5G end-to-end, senza dipendere dalla rete 4G LTE. Questo approccio consente di sfruttare appieno tutte le funzionalità e i vantaggi della tecnologia 5G.

Caratteristiche:

  • Indipendenza dal 4G: La rete 5G gestisce sia il controllo della rete (segnalazione) che il traffico dati, senza necessità di appoggiarsi al 4G.
  • Nuova Infrastruttura: Richiede un’infrastruttura di rete completamente nuova, inclusi nuovi core network, stazioni base e dispositivi compatibili con il 5G SA.

Nonostante i progressi in termini di sviluppo nella diffusione della nuova tecnologia 5g SA (i provider stanno investendo già dal 2019 nell’aggiornamento dell’infrastruttura) ancora oggi sono presenti problematiche in termini di sicurezza e privacy per gli utenti connessi alla rete telefonica, questo perché le vecchie tecnologie devono coesistere con le nuove rendendo quindi la rete più vulnerabile. Il SUCI ha introdotto sicuramente un grado di protezione maggiore riguardo la privacy degli utenti ma non ha escluso del tutto gli attacchi.

Cosa significano i termini “SUPI” e “SUCI” e a cosa servono

Nella tecnologia 5G, i termini “SUPI” e “SUCI” sono importanti concetti legati all’identificazione degli utenti e alla protezione della loro privacy. Ecco una spiegazione delle loro differenze e dei loro usi:

SUPI (Subscription Permanent Identifier)

Il SUPI è un identificatore permanente e unico assegnato a ciascun utente di un servizio 5G. Funziona in modo simile all’IMSI (International Mobile Subscriber Identity) utilizzato nelle reti 4G e precedenti. Il SUPI viene utilizzato principalmente per identificare in modo univoco l’abbonato nel database dell’operatore di rete.

Caratteristiche del SUPI:

  • Unicità: Ogni SUPI è unico per ogni utente.
  • Permanenza: Non cambia durante la durata dell’abbonamento dell’utente.
  • Formato: Solitamente, il SUPI è un numero molto lungo che include il Mobile Network Code (MNC) e il Mobile Country Code (MCC), tra le altre informazioni.

SUCI (Subscription Concealed Identifier)

Il SUCI è una versione criptata del SUPI, utilizzata per proteggere la privacy degli utenti quando i dati vengono trasmessi sulla rete. L’idea alla base del SUCI è di evitare che il SUPI venga trasmesso in chiaro sulla rete, prevenendo così il tracciamento e la sorveglianza non autorizzati.

Caratteristiche del SUCI:

  • Protezione della privacy: Cripta il SUPI per garantire che non possa essere facilmente intercettato e utilizzato per scopi malevoli.
  • Uso temporaneo: Il SUCI viene generato e utilizzato solo temporaneamente durante la trasmissione dei dati.
  • Generazione: Il SUCI è generato utilizzando algoritmi di crittografia, combinando il SUPI con una chiave pubblica dell’operatore di rete.

Differenze principali tra SUPI e SUCI:

  • Permanenza: Il SUPI è un identificatore permanente e unico, mentre il SUCI è una versione temporanea e criptata del SUPI.
  • Utilizzo: Il SUPI viene utilizzato internamente dall’operatore per identificare l’utente, mentre il SUCI viene utilizzato per proteggere l’identità dell’utente durante le comunicazioni di rete.
  • Privacy: Il SUPI, se trasmesso in chiaro, può compromettere la privacy dell’utente, mentre il SUCI protegge la privacy criptando il SUPI.

Che succede se un attaccante riproduce quello che viene ridefinito come SUCI Catcher (IMSI Catcher 5g)?

Informazioni Potenzialmente Ottenibili da un SUCI Catcher

1. SUCI (Subscription Concealed Identifier):

  • Il SUCI è una versione criptata dell’IMSI (International Mobile Subscriber Identity). Intercettando il SUCI, un attaccante potrebbe tentare di decifrarlo per ottenere l’IMSI reale.

2. Metadati della Comunicazione:

  • Anche se il contenuto della comunicazione è criptato, un SUCI Catcher potrebbe raccogliere metadati come la frequenza delle comunicazioni, i tempi di trasmissione, la durata delle connessioni, e i pattern di traffico.

3. Informazioni di Posizionamento:

  • Un SUCI Catcher può essere utilizzato per triangolare la posizione di un dispositivo basandosi sulla potenza del segnale e sulla direzione delle comunicazioni. Questo può rivelare la posizione fisica dell’utente.

4. Tipi di Dispositivi e Modelli di Utilizzo:

  • Analizzando i SUCI e i metadati associati, un attaccante potrebbe dedurre il tipo di dispositivo utilizzato (ad esempio, marca e modello) e i modelli di utilizzo dell’utente.

Potenziali Utilizzi delle Informazioni Ottenute

1. Tracciamento e Sorveglianza:

  • Ottenere il SUCI e i metadati associati può permettere agli attaccanti di tracciare i movimenti e le attività degli utenti. Questo è particolarmente rilevante per la sorveglianza di individui specifici.

2. Profilazione degli Utenti:

  • Raccolta di informazioni dettagliate sui modelli di utilizzo e sui dispositivi può essere utilizzata per creare profili degli utenti. Questi profili possono includere informazioni su comportamenti, preferenze e routine.

3. Intercettazione di Comunicazioni Future:

  • Se un attaccante riesce a decifrare il SUCI e ottenere l’IMSI, potrebbe utilizzare queste informazioni per future intercettazioni di comunicazioni o per eseguire attacchi di spoofing o di frode.

4. Abusi di Sicurezza e Frodi:

  • Le informazioni ottenute potrebbero essere utilizzate per impersonare l’utente o per eseguire altre forme di frode, come il furto di identità o l’accesso non autorizzato ai servizi mobili dell’utente.

Conclusioni

La nostra analisi dettagliata delle vulnerabilità nelle reti 5G, con particolare focus sugli IMSI e SUCI Catcher, rivela un panorama di sicurezza complesso e in continua evoluzione. Mentre l’introduzione del SUCI nel 5G SA rappresenta un significativo passo avanti nella protezione della privacy degli utenti, la coesistenza con tecnologie legacy mantiene aperte alcune vulnerabilità.

Gli attacchi di downgrade e le tecniche di jamming dimostrano che la sicurezza delle reti 5G richiede un approccio olistico e multistrato. Le implicazioni di questa ricerca sono profonde per l’industria delle telecomunicazioni, i regolatori e gli utenti finali.

È evidente che la transizione completa alle reti 5G SA e l’implementazione universale di protocolli di sicurezza avanzati sono cruciali per mitigare le vulnerabilità attuali. Tuttavia, questo processo richiederà tempo e investimenti significativi. Guardando al futuro, è imperativo che lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione mobile proceda di pari passo con l’evoluzione delle strategie di sicurezza.

Ciò include non solo miglioramenti tecnici, ma anche una maggiore consapevolezza e formazione degli utenti, nonché quadri normativi aggiornati per affrontare le nuove sfide di privacy e sicurezza. In ultima analisi, la sicurezza nel 5G è un obiettivo in movimento, che richiede una collaborazione continua tra ricercatori, sviluppatori e autorità di regolamentazione.

Solo attraverso questo sforzo congiunto possiamo sperare di realizzare il pieno potenziale del 5G, garantendo al contempo la protezione dei dati e la privacy degli utenti in un mondo sempre più connesso.

In questa approfondita analisi, abbiamo esplorato il ruolo cruciale del SUCI nel rafforzamento della sicurezza delle reti 5G, evidenziando come questa innovazione tecnologica rappresenti un significativo passo avanti nella protezione della privacy degli utenti.

Per una visione ancora più approfondita delle sfide future che ci attendono, vi invitiamo a leggere il prossimo articolo della serie dedicato alla “Sicurezza 5G: Sfide e Soluzioni per il 2025”, dove esploreremo le prospettive e le minacce emergenti nel panorama della cybersecurity mobile. Per accedere a un’analisi completa e dettagliata di queste tematiche, vi suggeriamo di scaricare contenuto integrale “Rete 5G – Sicurezza, Innovazione e Sfide Future”
di Stefano Savo e Stefano Cangiano, una risorsa fondamentale per comprendere appieno le sfide e le opportunità nella sicurezza delle reti di nuova generazione.

Profilo Autore

Dottore in Scienze e Tecnologie Informatiche presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, ha esperienza decennale nel settore dell’Intelligence Militare e Privato. Ha svolto diverse operazioni come ausiliario di polizia giudiziaria. Ricopre ruolo di Security Specialist Consultant proponendo servizi mirati per la Security, Intelligence, Cyber Security & Digital Forensics. Esperto in attività di TSCM (Technical Surveillance Countermeasures) a supporto del controspionaggio industriale. Nel 2019 è CO-Founder della società ISK (isksecurity.it) partner strategico ed esterno per attività di TSCM, Cyber Security & Digital Forensics.

Profilo Autore

Titolare delle licenze EJPT e ECPPT (Professional Penetration Tester) della società eLearnSecurity. Svolge attività di Network Security in particolare Penetration Test & VA – Vulnerability Assessment.
Nel 2019 fonda la società ISK (www.isksecurity.it), partner strategico ed esterno per attività di Security specializzata. Svolge attività di bonifiche ambientali da microspie, attività di Security Assessment e Mobile Security.

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https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/imsi-suci/




5G e realtà virtuale per immedesimarsi con la disabilità: WindTre partner del progetto CITY4ALL

Sfruttare le potenzialità della realtà virtuale per mettersi nei panni di persone disabili e tentare così di capire meglio cosa significa davvero avere dei problemi seri di vista, udito e capacità di muoversi. E’ questo il senso della presenza di WINDTRE come partner tecnologico di CITY4ALL, progetto rivolto alle giovani generazioni che consente di immedesimarsi nella quotidianità di una persona con disabilità visiva, uditiva o motoria attraverso la realtà virtuale abilitata dal 5G e potenziata dall’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere l’empatia e la consapevolezza sui temi della diversità e dell’inclusione verso le persone con disabilità.

Difficoltà simulate con videogioco e visore

CITY4ALL attraverso un videogioco e un visore VR simula le difficoltà che può incontrare una persona con disabilità mentre attraversa la propria città, in una situazione comune come l’andare ad assistere ad un concerto allo stadio. L’esperienza è stata diversificata in base alla tipologia di disabilità rappresentata ed è arricchita da dialoghi supportati dall’intelligenza artificiale.

Progetto rivolto agli studenti

CITY4ALL i cui partner, oltre a WINDTRE sono EURIX, e della CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà, è un’iniziativa TRIALSNET, progetto finanziato e supportato dal topic Horizon-JU-SNS-2022 dell’Unione Europea. Il progetto prevede una serie di trial rivolti a studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo Don Milani di Druento (TO), con il coinvolgimento di influencer e testimonial impegnati nella sensibilizzazione verso la disabilità. L’iniziativa verrà presentata anche al Torino Comics dall’11 al 13 aprile, in uno stand dedicato dove i visitatori potranno testare l’esperienza in realtà virtuale.

WINDTRE fornitore di visori 3D e connettività 5G

WINDTRE ha fornito gli strumenti come i visori 3D e la connettività in 5G, che grazie alle sue caratteristiche di bassa latenza consente di fornire un’esperienza utente immersiva, fluida e più realistica. Le persone di WINDTRE coinvolte nell’iniziativa, inoltre, hanno offerto la loro esperienza ed il proprio know-how per curare gli aspetti tecnici e logistici in ambito telco e misurare le performance di rete.

L’iniziativa mette in evidenza il contributo che le applicazioni abilitate dalle reti 5G possono dare allo sviluppo e alla diffusione dei valori sociali e di come la tecnologia possa aiutare a ridurre le distanze, tema centrale nella strategia di sostenibilità aziendale.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/5g-e-realta-virtuale-per-immedesimarsi-con-la-disabilita-windtre-partner-del-progetto-city4all/526014/




IMSI Catcher: cos’è e come funziona

Questo articolo dedicato all’IMSI Catcher fa parte di una serie sulla sicurezza delle reti mobili di nuova generazione. Il contenuto esplora in dettaglio il funzionamento di questi sofisticati dispositivi di intercettazione, partendo da un test pratico condotto in laboratorio attraverso la costruzione di un IMSI Catcher basato su progetti open-source.

L’analisi approfondisce le tre funzionalità principali di questi strumenti – la simulazione della torre cellulare, la connessione dei dispositivi e l’intercettazione del traffico – per poi esaminarne le applicazioni legittime nel campo della sicurezza e delle forze dell’ordine, senza tralasciare i potenziali rischi per la privacy degli utenti e le possibili applicazioni malevole. Attraverso un approccio tecnico ma accessibile, l’articolo fornisce una panoramica completa di questa tecnologia controversa e del suo impatto sulla sicurezza delle comunicazioni mobili.

Tra le tante problematiche citate abbiamo toccato con mano quella riguardante la privacy degli utenti e cosa sia possibile ottenere da un attacco basato su strumento IMSI Catcher.

Per far questo abbiamo “vestito” i panni di un attaccante dopo aver ricostruito tramite progetti liberamente disponibili sul web (open-source) un IMSI Catcher adatto per un test da laboratorio. L’ambiente risultava perfettamente schermato dall’esterno affinché le comunicazioni esterne (reti cellulari) non venissero intralciate.

Per meglio comprendere gli studi e i comportamenti degli smartphone in una rete di nuova generazione dobbiamo descrivere cos’è un IMSI catcher e quali sono le sue funzionalità.

Cos’è un IMSI Catcher?

Un IMSI Catcher funziona simulando una torre cellulare legittima, inducendo i telefoni cellulari nelle vicinanze a connettersi ad esso piuttosto che a una vera torre cellulare. Ecco come avviene questo processo:

  • Simulazione della Torre Cellulare: L’IMSI Catcher trasmette segnali radio che imitano quelli di una torre cellulare autentica, utilizzando frequenze e protocolli di comunicazione standard delle reti mobili (GSM, UMTS, LTE, 5g).
  • Connessione dei Dispositivi: Quando un telefono cellulare rileva il segnale dell’IMSI Catcher, lo considera una torre cellulare valida e tenta di connettersi ad essa. Il dispositivo mobile fornisce il proprio IMSI all’IMSI Catcher per l’autenticazione.
  • Intercettazione del Traffico: Una volta che il telefono è connesso all’IMSI Catcher, il dispositivo può intercettare e monitorare varie forme di comunicazione, inclusi SMS, chiamate vocali e dati di rete. In alcuni casi, l’IMSI Catcher può anche eseguire un attacco “man-in-the-middle”, dove il traffico è intercettato e poi instradato alla vera torre cellulare, consentendo all’utente di continuare a usare i servizi senza sapere che sono sotto sorveglianza.
Figura 2. Funzionalità di un IMSI Catcher

Quali sono gli usi e le applicazioni di un IMSI Catcher?

Gli usi e le applicazioni di un IMSI Catcher possono essere molteplici. Facciamo qualche esempio:

1. Applicazioni delle Forze dell’Ordine

Le forze dell’ordine utilizzano gli IMSI Catcher per:

  • Localizzazione di Sospetti: Tracciare la posizione di sospetti in tempo reale utilizzando l’IMSI del loro telefono cellulare.
  • Intercettazione delle Comunicazioni: Ascoltare chiamate e leggere messaggi SMS per raccogliere informazioni su attività criminali.
  • Raccolta di Dati di Massa: In situazioni come manifestazioni pubbliche, un IMSI Catcher può essere usato per raccogliere dati su tutti i telefoni presenti nell’area.

2. Applicazioni Militari e di Sicurezza Nazionale

Le agenzie di intelligence e militari possono usare gli IMSI Catcher per:

  • Sorveglianza delle Comunicazioni: Monitorare le comunicazioni in zone di conflitto o di interesse strategico.
  • Raccolta di Informazioni: Raccogliere dati di intelligence su gruppi terroristici o altre minacce alla sicurezza nazionale.

3. Abusi da parte di Attori Malintenzionati

Attori malintenzionati possono utilizzare gli IMSI Catcher per:

  • Spionaggio: Intercettare comunicazioni private e raccogliere informazioni sensibili.
  • Furto di Identità: Ottenere informazioni personali che possono essere usate per furti di identità o altre attività fraudolente.

Verso un futuro 5G Sicuro: bilanciare innovazione e protezione

L’analisi delle sfide di sicurezza del 5G e l’esplorazione degli IMSI Catcher evidenziano la complessità del panorama della cybersecurity nell’era delle comunicazioni ultra-veloci. Mentre le potenzialità del 5G sono innegabili, è imperativo adottare un approccio proattivo e multidimensionale alla sicurezza.

La collaborazione tra fornitori di tecnologia, enti regolatori e esperti di sicurezza sarà cruciale per sviluppare soluzioni robuste che proteggano l’integrità delle reti 5G e la privacy degli utenti.

L’implementazione di tecnologie come la crittografia quantistica, l’intelligenza artificiale per il rilevamento delle anomalie e architetture di rete Zero Trust rappresentano passi promettenti verso un ecosistema 5G più sicuro.

Tuttavia, la vigilanza continua e l’adattamento alle minacce emergenti rimarranno essenziali. Solo attraverso un impegno costante nell’innovazione della sicurezza possiamo realizzare appieno il potenziale trasformativo del 5G, garantendo al contempo la fiducia e la protezione degli utenti in un mondo sempre più interconnesso.

In questa approfondita analisi abbiamo esaminato le molteplici sfaccettature dell’IMSI Catcher, uno strumento che si trova al crocevia tra sicurezza nazionale e privacy individuale.

Partendo da un’esperienza pratica di laboratorio, abbiamo esplorato i meccanismi tecnici che permettono a questi dispositivi di intercettare le comunicazioni mobili, analizzando sia le applicazioni legittime nel campo della sicurezza e dell’intelligence, sia i potenziali rischi per la privacy dei cittadini. L’analisi svolta ha evidenziato come questa tecnologia, pur essendo un prezioso strumento per le forze dell’ordine, sollevi importanti questioni etiche e di sicurezza che richiedono un’attenta considerazione.

L’analisi delle sfide di sicurezza del 5G e l’esplorazione degli IMSI Catcher hanno messo in luce la complessità del panorama della cybersecurity nell’era delle comunicazioni ultra-veloci. Mentre le potenzialità del 5G sono innegabili, diventa cruciale adottare un approccio proattivo e multidimensionale alla sicurezza. La collaborazione tra fornitori di tecnologia, enti regolatori ed esperti di sicurezza sarà fondamentale per implementare soluzioni robuste che proteggano sia l’integrità delle reti 5G che la privacy degli utenti.

Per approfondire ulteriormente questo tema cruciale, vi invitiamo a leggere il prossimo articolo della serie dedicato a “IMSI VS SUCI Catcher – Analisi e test pratici”, dove esploreremo l’evoluzione di queste tecnologie nell’era del 5G e le nuove sfide che comportano.

Per una comprensione ancora più approfondita dell’argomento e per accedere a informazioni esclusive sui più recenti sviluppi in questo campo, vi suggeriamo di scaricare il white paper completo “Rete 5G – Sicurezza, Innovazione e Sfide Future“ di Stefano Savo e Stefano Cangiano.

Il documento offre un’analisi dettagliata delle tecnologie di intercettazione, delle contromisure disponibili e delle implicazioni per la sicurezza delle reti mobili moderne, rappresentando una risorsa indispensabile per professionisti della sicurezza e per chiunque sia interessato a comprendere meglio questi aspetti critici della cybersecurity.

Profilo Autore

Dottore in Scienze e Tecnologie Informatiche presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, ha esperienza decennale nel settore dell’Intelligence Militare e Privato. Ha svolto diverse operazioni come ausiliario di polizia giudiziaria. Ricopre ruolo di Security Specialist Consultant proponendo servizi mirati per la Security, Intelligence, Cyber Security & Digital Forensics. Esperto in attività di TSCM (Technical Surveillance Countermeasures) a supporto del controspionaggio industriale. Nel 2019 è CO-Founder della società ISK (isksecurity.it) partner strategico ed esterno per attività di TSCM, Cyber Security & Digital Forensics.

Profilo Autore

Titolare delle licenze EJPT e ECPPT (Professional Penetration Tester) della società eLearnSecurity. Svolge attività di Network Security in particolare Penetration Test & VA – Vulnerability Assessment.
Nel 2019 fonda la società ISK (www.isksecurity.it), partner strategico ed esterno per attività di Security specializzata. Svolge attività di bonifiche ambientali da microspie, attività di Security Assessment e Mobile Security.

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5G: la crescita della spesa mondiale in roaming (+157%) e base station (+1.200%) entro i prossimi dieci anni

Il 5G alla conquista del mondo: tra roaming e infrastrutture, ecco cosa ci attende

A partire dal terzo trimestre del 2024, gli abbonamenti globali al 5G hanno raggiunto circa 2,1 miliardi, e si stimato aver raggiunto i 2,3 miliardi entro a fine 2024, rappresentando oltre il 25% di tutti gli abbonamenti mobili, secondo l’ultimo Ericsson Mobility Report.

Guardando al futuro, si stima che l’adozione del 5G continuerà a crescere rapidamente. Entro la fine del 2025, si prevede che il numero di abbonamenti 5G raggiungerà circa 2,61 miliardi.
Proiezioni più a lungo termine indicano che gli abbonamenti 5G supereranno i 5,3 miliardi entro il 2029, coprendo circa l’85% della popolazione mondiale.

Dopo il debutto commerciale delle reti 5G nel 2019, la rivoluzione globale della connettività sta entrando nel vivo, ma non senza ostacoli. Due nuovi studi, uno di Juniper Research sul mercato del mobile roaming, e l’altro di Precedence Research sul 5G Base Station Market, tracciano un quadro dettagliato dell’evoluzione tecnologica e delle dinamiche economiche che stanno trasformando il settore.

Duello Cina-Nord America

​Entro il 2025, l’adozione del 5G varierà significativamente tra i diversi paesi. Secondo le stime più aggiornate (Statista), la Cina guiderà questa tendenza con circa 1 miliardo di connessioni 5G, seguita dagli Stati Uniti con 252 milioni e dal Giappone con 129 milioni. ​

In termini di penetrazione del 5G rispetto al totale delle connessioni mobili, invece, sempre l’Ericsson Mobility Report ai attende che sia il Nord America a raggiungere una percentuale del 71% entro la fine del 2024, seguito dall’Asia nord-orientale con il 51%, dai paesi del Consiglio dei Pasi per la cooperazione nel Golfo Persico (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Saudi Arabia) con il 47% e dall’Europa occidentale con il 41%

Roaming, il sorpasso del 5G sul 4G arriverà nel 2028

Secondo il Rapporto pubblicato da Juniper Research, il 2028 sarà il primo anno in cui la spesa per il roaming 5G supererà quella per il 4G. Nonostante le reti 5G siano attive dal 2019, ci vorrà circa un decennio affinché gli operatori generino più entrate annue dal roaming 5G rispetto al 4G. Le cause? Architetture 5G complesse e accordi di roaming ancora limitati, che ne stanno rallentando la diffusione.

Uno dei principali ostacoli rimane l’incapacità degli operatori di identificare e gestire efficacemente le connessioni in roaming, causando perdite di entrate dovute a errori nei conteggi e ad attività fraudolente. Tuttavia, l’adozione di accordi standalone e l’implementazione di core di rete di nuova generazione, che includono tecnologie come SEPP (Security Edge Protection Proxy), promettono di risolvere il problema.

“La maggiore identificazione delle connessioni permetterà di compensare l’alto investimento richiesto dai core standalone”, afferma Georgia Allen, autrice della ricerca. E con la crescente popolarità di tecnologie concorrenti come le eSIM da viaggio, l’urgenza di adeguarsi è sempre più pressante.

Lo studio Global Mobile Roaming Market 2025-2029 di Juniper Research include oltre 48.300 statistiche di mercato su 61 Paesi e offre strumenti analitici come l’Indice di Prontezza Paese e una classifica competitiva.

Infrastrutture, il mercato delle stazioni base 5G verso gli 832 miliardi di dollari

Sul fronte infrastrutturale, Precedence Research ha valutato, in una nuova sua nuova pubblicazione, che il mercato globale delle stazioni base 5G passerà da 44,86 miliardi di dollari nel 2024 a 832,42 miliardi entro il 2034, con un tasso di crescita annuo (CAGR) del 33,92%. A trainare la domanda sono la crescente necessità di connettività ad alta velocità e la diffusione di applicazioni come automazione industriale, smart cities e IoT.

I colossi Huawei, Ericsson e Nokia dominano il settore, impegnati nello sviluppo di soluzioni avanzate come celle macro e small cells. La disponibilità di spettro, le politiche governative e la transizione dal 4G sono fattori chiave per la crescita.

Tra le sfide più significative emergono i costi elevati, il consumo energetico e la necessità di un’infrastruttura densa, soprattutto nelle aree urbane. Ma proprio sul fronte energetico si stanno facendo progressi grazie all’intelligenza artificiale.

AI e 5G, una sinergia strategica

Le stazioni base 5G alimentate da intelligenza artificiale stanno rivoluzionando la gestione delle reti: l’AI-RAN Parameter Recommender, ad esempio, è una tecnologia sviluppata da SK Telecom e Samsung Electronics che ottimizza le performance delle reti 5G attraverso l’analisi continua dei parametri di traffico. L’intelligenza artificiale migliora anche l’efficienza energetica e semplifica manutenzione e operatività.

Un altro esempio è la partnership del giugno 2024 tra Mobix Labs Inc. e TalkingHeads Wireless (THW), finalizzata alla creazione di stazioni base 5G più efficienti e meno costose. La soluzione AI-driven di THW, unita ai componenti ad alta prestazione di Mobix Labs (ICs, antenne, transceiver), rappresenta un passo avanti verso reti più sostenibili.

Outlook globale, investimenti e sfide regionali

Il mercato 5G mostra forti differenze regionali. Asia-Pacifico guida la corsa con Cina, Corea del Sud e Giappone in prima linea. La Cina, in particolare, investe massicciamente grazie a iniziative statali, mentre Corea e Giappone puntano su ottimizzazione AI e applicazioni avanzate.

Nord America è trainata da AT&T, Verizon e T-Mobile, supportati da politiche governative. L’Europa, con Germania, UK e Francia in testa, avanza più lentamente ma con una visione integrata tra 5G e smart city. America Latina e Africa mostrano segnali di crescita, anche se ostacolati da costi e carenze infrastrutturali.

La rivoluzione 5G è ormai inarrestabile, ma procede a velocità diverse tra regioni e segmenti. La sfida per gli operatori è doppia: migliorare la gestione del roaming con tecnologie standalone e investire in infrastrutture intelligenti e sostenibili. Il futuro è connesso, e il 5G è il filo che lo unisce.

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5G e Cybersecurity: le raccomandazioni del NIST per la protezione delle reti

Introduzione

Il National Cybersecurity Center of Excellence (NCCoE), che fa parte del NIST, ha sviluppato un progetto collaborativo per affrontare le sfide di sicurezza e privacy nelle reti 5G. Di seguito le raccomandazioni chiave per rafforzare la protezione delle infrastrutture 5G e come le aziende possano adottare soluzioni pratiche basate su tecnologie avanzate.

Cos’è il NIST

Il National Institute of Standards and Technology (NIST) è un ente federale statunitense che sviluppa standard, linee guida e raccomandazioni per migliorare la sicurezza informatica e la privacy in vari settori, tra cui le reti di telecomunicazioni. Il NIST supporta le organizzazioni nel rafforzare la protezione delle proprie infrastrutture attraverso soluzioni pratiche e testate in scenari reali.

La Sfida del 5G

Le reti 5G offrono miglioramenti significativi in termini di velocità, capacità e latenza, ma la loro sicurezza resta una questione critica. Sebbene gli standard 5G trattino la sicurezza delle interfacce tra i componenti della rete, non specificano le protezioni per i sistemi IT sottostanti, complicando l’implementazione di misure adeguate da parte delle organizzazioni.

Raccomandazioni Chiave

  1. Progettazione delle Tecnologie Cloud per la Sicurezza Avanzata È cruciale progettare gli stack tecnologici cloud delle reti 5G con principi di sicurezza avanzati, come l’integrazione di radici di fiducia hardware, per garantire l’integrità di hardware, firmware e software.
  2. Abilitazione delle Funzionalità di Sicurezza Standardizzate Le reti 5G devono abilitare e configurare correttamente le funzionalità di sicurezza e privacy definite da 3GPP, per proteggere efficacemente utenti e dati, indipendentemente dalle specifiche tecniche della rete.

Implementazione e Test

Il progetto NCCoE ha utilizzato prodotti commerciali per implementare queste soluzioni di sicurezza, documentando i risultati per facilitare l’adozione di approcci simili in altre organizzazioni.

Applicabilità delle Raccomandazioni in Europa

Le raccomandazioni del NIST sono rilevanti anche per le reti 5G in Europa, dove la crescente adozione di questa tecnologia richiede l’adozione di misure di sicurezza robuste. La compatibilità tra le tecnologie di sicurezza proposte dal NIST e gli standard europei, come quelli stabiliti dall’ETS (European Telecommunications Standards Institute), rende le soluzioni suggerite adattabili ai contesti normativi e operativi europei, contribuendo a proteggere le reti contro attacchi informatici avanzati.

Tabella Riassuntiva delle Raccomandazioni

Raccomandazione Dettaglio
Progettazione Sicura delle Infrastrutture Cloud Includere hardware root of trust per garantire l’integrità delle configurazioni hardware e software.
Configurazione delle Funzionalità di Sicurezza 5G Abilitare e configurare correttamente le capacità di cybersecurity e privacy secondo le specifiche 3GPP.
Monitoraggio e Recupero da Attacchi Implementare capacità di monitoraggio per rilevare, rispondere e recuperare rapidamente da attacchi informatici.

Conclusione

Le reti 5G, con la loro crescente adozione, richiedono una gestione attenta della sicurezza. Le raccomandazioni fornite dal NCCoE rappresentano un passo fondamentale per affrontare le vulnerabilità e garantire una protezione solida per utenti e infrastrutture.

Di questo e di altro si parlerà ampiamente alla prossima edizione del convegno promosso dal CNIT Telecommunications of the Future by 5GItaly, che si terrà il prossimo 9 aprile a Roma.

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Telecomunicazioni e strategia europea, serve il cambio di passo

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..

Il settore delle telecomunicazioni continua a essere un pilastro fondamentale dell’economia europea. Secondo il report State of Digital Communications 2025 di Connect Europe, il comparto vale oggi il 4,7% del PIL dell’Unione, con un valore stimato in 1 trilione di euro. Si tratta di un settore che coinvolge milioni di cittadini e imprese, ma che fatica a tenere il passo con altre grandi economie globali a causa di una crescita degli investimenti inferiore alle necessità del mercato.

Nel 2023, gli investimenti nel settore hanno raggiunto 115,5 miliardi di euro, distribuiti in modo squilibrato: gli operatori di rete coprono il 60%, seguiti dai fornitori di contenuti e applicazioni con il 30% e dai produttori di apparecchiature con il 10%. Ciò significa che la costruzione e il mantenimento delle infrastrutture dipendono quasi interamente dalle compagnie di telecomunicazioni, che tuttavia si trovano in difficoltà nel garantire la crescita delle reti a causa di una redditività inferiore rispetto ad altri mercati.

L’Europa vanta tariffe molto competitive per gli utenti finali, ma questa politica dei prezzi ha un costo. Il Ricavo Medio per Utente (ARPU) è tra i più bassi al mondo: 14,8 euro al mese, mentre negli Stati Uniti si arriva a 41,7 euro, in Corea del Sud a 26 euro e in Giappone a 22,6 euro. La differenza incide direttamente sulla capacità di investimento degli operatori europei, che faticano a generare margini sufficienti per espandere le reti. Il risultato è un ritardo tecnologico che si traduce in una copertura 5G Standalone del solo 40% del territorio europeo, ben lontana dal 91% degli Stati Uniti.

In un mercato così frammentato, gli utenti devono valutare con attenzione le offerte disponibili per la telefonia mobile e fissa per trovare un buon compromesso tra prezzo e qualità del servizio. Strumenti come il comparatore di tariffe SOSTariffe permettono di individuare le soluzioni più vantaggiose tra le diverse compagnie, confrontando velocità di connessione, copertura e servizi inclusi. Un supporto utile per i consumatori, ma che non deve distrarre dalla conclusione che il settore telecom europeo ha bisogno di un cambio di strategia per mantenere la competitività internazionale.

Telecomunicazioni, il declino degli investimenti e il ritardo nelle infrastrutture

Nonostante l’importanza strategica delle telecomunicazioni, gli investimenti nel settore sono in calo. Il report evidenzia che, per la prima volta in sette anni, gli investimenti sono diminuiti del 2%, passando da 59,1 miliardi di euro nel 2022 a 57,9 miliardi nel 2023. Questo rallentamento non è un dato isolato, ma il risultato di un sistema che fatica a mantenere la propria sostenibilità finanziaria. Il settore delle telecomunicazioni europee opera con una redditività inferiore al costo del capitale, il che rende meno conveniente per le aziende investire in nuove infrastrutture. Il Return on Capital Employed (ROCE), indicatore chiave della redditività, è sceso al 5,9% nel 2023, ben al di sotto dei livelli considerati sostenibili.

La conseguenza più immediata di questa crisi riguarda la copertura delle reti ad alta velocità. Il 5G Standalone, che rappresenta il vero salto tecnologico rispetto al 4G, è disponibile solo nel 40% del territorio europeo, mentre negli Stati Uniti la copertura ha raggiunto il 91%. Anche la fibra ottica registra ritardi: la copertura FTTH (Fiber to the Home) ha raggiunto il 70,5% della popolazione, una percentuale più alta rispetto agli Stati Uniti (54,8%), ma ancora lontana dai livelli di Giappone (93,9%), Corea del Sud (97,6%) e Cina (99%).

Il problema principale è la mancanza di un piano d’investimenti su larga scala. Per portare la fibra ottica al 99% della popolazione europea, servirebbero almeno 109 miliardi di euro aggiuntivi entro il 2030. Le aziende del settore non dispongono di risorse sufficienti per sostenere un impegno di questa portata, e senza un intervento regolatorio o incentivi pubblici il divario con le altre economie globali è destinato ad aumentare. Un’altra infrastruttura critica è il cloud edge computing, una tecnologia essenziale per supportare il traffico dati delle reti di prossima generazione. Attualmente in Europa sono attivi solo 320 nodi edge, un numero estremamente basso rispetto ai 10.000 richiesti dagli obiettivi strategici dell’Unione.

Questa combinazione di bassa redditività e investimenti insufficienti sta rallentando l’innovazione, creando un divario sempre più marcato con le economie più avanzate; il settore telecom ha bisogno di un nuovo approccio per garantire la competitività delle reti europee e assicurare agli utenti connessioni più veloci e affidabili.

L’Europa dipende sempre più da tecnologie e infrastrutture estere

Uno degli aspetti più critici evidenziati dal report State of Digital Communications 2025 è la crescente dipendenza dell’Europa da fornitori tecnologici esteri per componenti essenziali delle telecomunicazioni. Mentre Stati Uniti e Cina investono massicciamente nella produzione di hardware per le reti e nello sviluppo di software per la gestione delle infrastrutture, l’Europa si trova in una posizione di vulnerabilità. Gran parte delle apparecchiature utilizzate dagli operatori europei proviene da aziende extraeuropee, e la frammentazione del mercato continentale impedisce lo sviluppo di una filiera tecnologica interna in grado di competere con i giganti internazionali.

Uno degli esempi più evidenti riguarda la produzione di semiconduttori e chip per le telecomunicazioni, un settore in cui l’Europa ha perso terreno negli ultimi due decenni. La realizzazione di componenti avanzati per le reti mobili, per la fibra ottica e per i sistemi di trasmissione dati è oggi dominata da aziende statunitensi, taiwanesi e sudcoreane. La recente crisi globale dei chip ha reso ancora più evidente questa dipendenza, con ritardi nella distribuzione di nuove infrastrutture a causa della scarsità di componenti. Anche sul fronte del cloud computing, il mercato europeo è quasi interamente in mano a player come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud, lasciando poco spazio allo sviluppo di soluzioni locali.

Un altro elemento chiave è la mancanza di un sistema comune per la gestione dello spettro radio, che rende difficile per gli operatori europei competere con le loro controparti americane e asiatiche. Negli Stati Uniti e in Cina, le licenze vengono assegnate in modo più centralizzato e con una visione strategica a lungo termine, mentre in Europa ogni Stato gestisce lo spettro in modo indipendente, rallentando il dispiegamento delle nuove reti. Una frammentazione che crea un mercato poco attraente per gli investitori e complica ulteriormente il raggiungimento di economie di scala.

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5G, diciassette paesi europei non ancora pronti a tagliare il cordone con la Cina

Sono 17 i paesi europei, comprese le grandi economie del Vecchio continente, ancora impreparate a tagliare il cordone ombelicale con i fornitori cinesi “ad alto rischio” Huawei e ZTE. Eppure sono passati 5 anni da quando la Ue ha cominciato a spingere in questo senso.

Lo scrive Euractiv in un’analisi che far riemergere lo scontro della passata Commissione Ue nei confronti dei fornitori cinesi in nome di una sicurezza e sovranità digitale ancora ben lontana dal realizzarsi in Europa.  

Tra l’altro, mettere in sicurezza le reti di telecomunicazioni è una delle priorità anche della Commissaria per la Sovranità Digitale Henna Virkkunen.

Toolbox 5G lettera morta in 14 paesi Ue

Un documento di lavoro dell’Europarlamento consultato da Euractiv evidenzia che ben 14 stati europei devono ancora implementare restrizioni sui fornitori ad alto rischio, il che ovviamente mostra la totale vulnerabilità della Ue di fronte alla presenza di tecnologie considerate a rischio all’interno del blocco.   

E’ anche per questo che diversi europarlamentari vorrebbero rendere il toolbox di sicurezza sul 5G obbligatorio e non soltanto una semplice raccomandazione.

Secondo gli ultimi dati di Strand Consult pubblicati due giorni fa, 17 stati membri non hanno implementato per nulla il toolbox della Commissione per il 5G, che chiede di levare la tecnologia di Huawei e ZTE dalle reti. Tra l’altro, secondo i dati il 35% delle tecnologie di rete 5G sono tuttora cinesi.

Di questi 17 paesi, sei hanno parzialmente implementato gli strumenti di sicurezza suggeriti dal toolbox, altri sette sono in procinto di implementarli e quattro non hanno intenzione di implementare gli strumenti dell’UE. Il tutto, cinque anni dopo l’adozione dell’approccio comune dell’UE per proteggere le reti 5G.

4 paesi riluttanti

I quattro paesi più riluttanti sono Austria, Bulgaria, Cipro e Ungheria. Le reti di Cipro dipendono completamente (100%) da componenti cinesi, una percentuale che ammonta al 67% per l’Austria, al 65% per la Bulgaria e al 62% per l’Ungheria, secondo i dati di Strand Consult, pubblicati all’inizio di quest’anno.

Tra le reti di telecomunicazioni nazionali più dipendenti spicca la Repubblica Ceca (67%), dove sono in corso i lavori per implementare il toolbox nell’ambito del recepimento della legge informatica dell’UE NIS2. Degni di nota sono anche la Germania (59%), il cui Ministero degli Interni ha attuato un divieto parziale su alcuni componenti della rete 5G nel luglio 2024 e la Grecia (53%), dove non esiste una decisione formale, ma un accordo informale tra politici, regolatori e operatori per non utilizzare componenti cinesi, secondo Strand Consult.

In Germania situazione preoccupa

La situazione della Germania è particolarmente allarmante, ha detto a Euractiv John Strand, amministratore delegato di Strand Consult. Una decisione del Partito Comunista Cinese, con i suoi profondi legami con Huawei, potrebbe paralizzare l’economia digitale tedesca dipendente dalla telefonia mobile, innescando disagi diffusi in tutta l’UE, ha detto.

Strand ha puntato in particolare verso il sistema ferroviario tedesco, che è fortemente collegato ai componenti Huawei.

Strand Consult è l’unica organizzazione privata a fornire dati sulla percentuale delle reti di telecomunicazioni nazionali dell’UE basate sulla tecnologia cinese.

I bravi ragazzi

Sebbene 17 paesi siano indietro in termini di attuazione giuridica degli strumenti 5G, 18 paesi hanno più di un quarto delle loro reti mobili che utilizzano componenti ad alto rischio, mostrano i dati precedenti di Strand Consult.

Relativamente al sicuro dal rischio sono la Slovacchia (15%) e la Francia (13%), secondo Strand Consult, mentre i seguenti paesi hanno reti mobili completamente esenti dalla Cina: Danimarca, i tre Stati baltici, Lussemburgo, Malta e Svezia.

Tre Stati membri hanno implementato gli strumenti 5G, con un notevole impatto sulle loro reti. La percentuale di componenti cinesi nelle reti mobili 5G nel quarto trimestre del 2024 era del 41% in Belgio, una riduzione significativa rispetto alla sua dipendenza del 100% nel quarto trimestre del 2019. Nello stesso periodo, la percentuale di componenti cinesi nel 5G rumeno è scesa dal 61% al 44%.

Questi numeri dovrebbero tuttavia essere considerati con cautela, poiché il 5G è ancora in fase di implementazione in tutta l’UE.

Gli operatori di telefonia mobile devono affrontare una duplice sfida: devono sostituire i componenti cinesi ad alto rischio nelle loro vecchie reti mobili 4G mentre costruiscono le loro nuove reti mobili 5G senza i componenti di queste aziende.

Impegni del piano nazionale

Solo una manciata di paesi dell’UE hanno fissato per legge una scadenza per la completa riduzione dei rischi delle componenti cinesi, secondo un precedente rapporto pubblicato alla fine del 2024 dalla società di ricerca Cullen International, visto da Euractiv.

20 paesi non hanno scadenze rigide per i loro operatori di telecomunicazioni.

Ancora più importante, secondo il rapporto di Cullen, solo quattro paesi, Danimarca, Finlandia, Francia e Paesi Bassi, hanno implementato un meccanismo di compensazione per coprire i maggiori costi derivanti dall’eliminazione graduale dei fornitori ad alto rischio.

La riduzione dei rischi comporta sia costi di transizione, sia prezzi più alti per installare alternative europee come la svedese Ericsson e la finlandese Nokia, i cui componenti sono generalmente più costosi rispetto ai concorrenti cinesi.

Di questo e di altro si parlerà ampiamente alla prossima edizione del convegno promosso dal CNIT Telecommunications of the Future by 5GItaly, che si terrà il prossimo 9 aprile a Roma.

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5G Broadcast per l’audiovisivo europeo. Le prime reti commerciali nel 2027, anche in Italia

Arriva il 5G per potenziare le trasmissioni di contenuti audiovisivi

Negli ultimi anni, la tecnologia 5G ha rivoluzionato il modo in cui ci connettiamo, migliorando significativamente la velocità e la qualità della trasmissione dati. Tra le sue applicazioni più promettenti, il 5G Broadcast rappresenta un’opportunità unica per potenziare la trasmissione di contenuti audiovisivi, offrendo vantaggi significativi sia per i broadcaster sia per gli utenti finali.

In questo contesto, un’iniziativa strategica chiamata 5G Broadcast Strategic Task Force (5BSTF) sta guidando lo sviluppo e l’implementazione di questa nuova tecnologia su scala europea.

Che cos’è il 5G Broadcast?

Il 5G Broadcast è una tecnologia innovativa che consente la trasmissione di contenuti multimediali a un vasto pubblico senza la necessità di connessioni individuali a Internet. A differenza del tradizionale streaming, che richiede una connessione dati attiva per ogni utente, il 5G Broadcast sfrutta le infrastrutture esistenti della trasmissione digitale terrestre (DTT) per distribuire contenuti in modo efficiente a milioni di utenti contemporaneamente. Questo significa una qualità video eccezionale, minore latenza e un’esperienza utente ottimizzata.

Inoltre, questa tecnologia è progettata per ridurre al minimo l’impatto ambientale, grazie a un’infrastruttura semplificata e a un consumo energetico ridotto. Gli utenti potranno accedere a contenuti premium senza incidere sul proprio piano dati mobile e con una maggiore durata della batteria dei dispositivi.

La 5BSTF, un’alleanza strategica per il 5G Broadcast. Dentro anche la Rai

Per accelerare l’adozione e la commercializzazione del 5G Broadcast, nel settembre 2024 è stata fondata la 5G Broadcast Strategic Task Force (5BSTF). Questo consorzio è composto da Media Broadcast (Germania), TDF (Francia), Cordiant Capital (Regno Unito), Emitel (Polonia), CRA (Repubblica Ceca), BTCY (Belgio) e RAI (Italia), con il supporto del fornitore tecnologico Rohde & Schwarz (Germania).

L’obiettivo della Task Force è quello di sviluppare una roadmap commerciale congiunta per implementare le prime reti commerciali in sei mercati europei, coprendo oltre 270 milioni di persone.

Attraverso un approccio strutturato in tre fasi, la 5BSTF ha appena concluso la prima, raggiungendo una copertura di 125 milioni di residenti in Germania, Francia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca e Belgio. Questo rappresenta un passo cruciale per la nascita di un nuovo mercato, previsto per il secondo trimestre del 2027.

La sperimentazione Rai

Tra il 2022 ed il 2023 la Rai ha sperimentato il progetto 5G Audiovisual Broadcast Broadband Network, di cui è stata capofila, Rai Way, con l’obiettivo di sperimentare tecnologie innovative basate su reti 5G nel settore della produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi.

Nell’ambito della produzione audiovisiva, verranno realizzati use case innovativi attraverso: l’uso di reti 5G Private in un concerto jazz live multistage con contribuzione sincrona dai musicisti presenti in diverse location, riprese in VR360 live immersive di eventi culturali, creazione contenuti in un ambiente virtuale realizzato nel Metaverso e molto altro.

Il 5G Broadcast è stato testato nella distribuzione dei contenuti live nelle città di Palermo e Torino sulle frequenze a 700 MHz concesse dal MIMIT ai fini e per il tempo della sperimentazione.

Come il 5G Broadcast migliorerà la trasmissione dei contenuti audiovisivi

Uno dei principali vantaggi del 5G Broadcast è la possibilità per i fornitori di contenuti e le emittenti di offrire servizi di trasmissione più efficienti e affidabili. Grazie all’utilizzo delle infrastrutture esistenti dei Broadcast Network Operators (BNO), la tecnologia consentirà di distribuire contenuti live e lineari a un pubblico ampio senza sovraccaricare le reti mobili tradizionali.

Tra i benefici principali troviamo:

  • qualità video migliorata: grazie alla trasmissione diretta ai dispositivi, i contenuti potranno essere fruiti in alta definizione senza buffering o interruzioni.
  • copertura estesa: il 5G Broadcast può raggiungere aree remote e fornire accesso a contenuti anche in ambienti outdoor e nei trasporti pubblici.
  • consumo energetico ridotto: l’infrastruttura semplificata permette di ridurre le emissioni di CO2, rendendo il 5G Broadcast una soluzione sostenibile.
  • zero-rated content: gli utenti potranno accedere ai contenuti trasmessi senza incidere sul proprio piano dati mobile.

Il futuro del 5G Broadcast e il coinvolgimento degli OEM

La nascita del mercato 5G Broadcast ha suscitato grande interesse tra i produttori di dispositivi mobili (OEM), che stanno valutando le opportunità commerciali offerte da questa tecnologia. Durante il Mobile World Congress 2025 di Barcellona, diversi produttori hanno confermato il loro impegno nella sperimentazione di dispositivi compatibili, con l’obiettivo di ampliare la gamma di prodotti e migliorare l’esperienza degli utenti.

La crescente attenzione verso il 5G Broadcast non si limita all’Europa. Paesi in America Latina e Asia stanno monitorando con interesse lo sviluppo del settore, contribuendo a creare un ecosistema globale favorevole all’espansione di questa tecnologia.

La tecnologia in questione potrebbe rappresentare un punto di svolta per il mercato dell’audiovisivo. L’elevata capacità di distribuire contenuti multimediali in modo efficiente e sostenibile potrebbe rivoluzionare il modo in cui consumiamo contenuti video, aprendo nuove opportunità per broadcaster, produttori di dispositivi e utenti finali.

La 5BSTF sta quindi mettendo su un mercato altamente competitivo, favorendo l’adozione del 5G Broadcast in Europa e oltre. Il futuro della trasmissione audiovisiva è tracciato e il 5G ne sarà certamente protagonista.

Di questo e di altro si parlerà ampiamente alla prossima edizione del convegno promosso dal CNIT Telecommunications of the Future by 5GItaly, che si terrà il prossimo 9 aprile a Roma.

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8 Sfide Critiche per la Cybersecurity nelle Reti 5G

Questo articolo sulle reti 5G fa parte di una serie dedicata alle nuove tecnologie di comunicazione mobile. Il contenuto esplora le principali sfide di cybersecurity che accompagnano l’implementazione del 5G, analizzando otto vulnerabilità critiche: dalla crescente superficie di attacco dovuta all’IoT fino alle minacce alle comunicazioni V2X, passando per le questioni di privacy e sicurezza nazionale.

Sicurezza e Vulnerabilità nell’Era del 5G: La sfida alla cybersecurity

L’avvento del 5G rappresenta un salto quantico nelle tecnologie di comunicazione, promettendo velocità senza precedenti, latenza minima e connettività ubiqua.

Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica porta con sé una serie di sfide critiche per la cybersecurity. In questo capitolo, esploreremo le vulnerabilità emergenti e le minacce sofisticate che accompagnano l’implementazione delle reti 5G. Dall’espansione della superficie di attacco dovuta alla proliferazione di dispositivi IoT, alle complessità introdotte dal network slicing e dalla virtualizzazione, esamineremo le molteplici sfaccettature della sicurezza 5G.

Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi degli IMSI Catcher, strumenti di intercettazione che sollevano questioni cruciali sulla privacy e la sicurezza delle comunicazioni nell’era 5G. Attraverso un’indagine tecnica e un approccio pratico, sveleremo le implicazioni di queste tecnologie per le forze dell’ordine, la sicurezza nazionale e la protezione dei dati personali.

Gli 8 problemi di sicurezza associati alle reti 5G

1. Maggiore Superficie di Attacco

Con l’aumento del numero di dispositivi connessi (grazie all’Internet of Things, IoT), la superficie di attacco si espande notevolmente. Ogni dispositivo connesso può diventare un potenziale punto di ingresso per attacchi informatici. Inoltre, molti dispositivi IoT hanno capacità di sicurezza limitate, rendendoli vulnerabili.

2. Virtualizzazione e Slicing di Rete

Il 5G utilizza ampiamente tecnologie di virtualizzazione e network slicing, che permettono di creare reti virtuali indipendenti per diversi tipi di servizi. Sebbene ciò offra flessibilità e efficienza, introduce anche nuovi rischi. Se un attaccante riesce a compromettere uno slice, potrebbe avere accesso a dati sensibili o compromettere la funzionalità dell’intera rete.

3. Interfacce e Protocollo

Nuovi L’adozione di nuove interfacce e protocolli nel 5G comporta rischi inerenti alle vulnerabilità sconosciute. Le nuove tecnologie possono avere bug o falle di sicurezza non ancora identificate e sfruttate dagli hacker.

4. Maggiore Complessità della Rete

Le reti 5G sono significativamente più complesse rispetto alle generazioni precedenti. Questa complessità aggiuntiva può rendere più difficile la gestione della sicurezza e aumentare le possibilità di configurazioni errate, che possono essere sfruttate dagli attaccanti.

5. Problemi di Privacy

Il 5G può raccogliere e trasmettere enormi quantità di dati, compresi dati personali sensibili. La gestione e la protezione di questi dati rappresentano una sfida significativa. Esiste il rischio che i dati vengano intercettati, manipolati o utilizzati senza il consenso degli utenti.

6. Minacce da Stati Nazionali

La sicurezza delle reti 5G è diventata una questione geopolitica, con timori che attori statali possano sfruttare vulnerabilità nelle reti per spionaggio o attacchi. La dipendenza da fornitori di infrastrutture 5G di specifici paesi ha sollevato preoccupazioni su possibili backdoor e accessi non autorizzati.

7. Attacchi alle Infrastrutture Critiche

Le reti 5G supporteranno infrastrutture critiche come la sanità, i trasporti e l’energia. Gli attacchi contro queste reti possono avere conseguenze devastanti. Ad esempio, un attacco ai sistemi di controllo industriale collegati tramite 5G potrebbe interrompere servizi essenziali.

8. Sicurezza delle Comunicazioni V2X (Vehicle-to-Everything)

Con il 5G, le comunicazioni tra veicoli e tra veicoli e infrastrutture (V2X) diventeranno comuni. Garantire la sicurezza di queste comunicazioni è cruciale per prevenire attacchi che potrebbero causare incidenti o interrompere il traffico.

In questa analisi approfondita abbiamo esplorato le vulnerabilità critiche che caratterizzano le reti 5G, evidenziando come la rivoluzione tecnologica porti con sé nuove sfide per la sicurezza informatica. Nel prossimo articolo della serie, approfondiremo il tema degli IMSI Catcher e il loro impatto sulla privacy delle comunicazioni mobili.

Per una comprensione completa delle sfide di sicurezza nel panorama 5G, vi invitiamo a scaricare il white paper “Rete 5G – Sicurezza, Innovazione e Sfide Future” di Stefano Savo e Stefano Cangiano, che offre un’analisi dettagliata e soluzioni concrete per proteggere le infrastrutture di nuova generazione.

Profilo Autore

Dottore in Scienze e Tecnologie Informatiche presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, ha esperienza decennale nel settore dell’Intelligence Militare e Privato. Ha svolto diverse operazioni come ausiliario di polizia giudiziaria. Ricopre ruolo di Security Specialist Consultant proponendo servizi mirati per la Security, Intelligence, Cyber Security & Digital Forensics. Esperto in attività di TSCM (Technical Surveillance Countermeasures) a supporto del controspionaggio industriale. Nel 2019 è CO-Founder della società ISK (isksecurity.it) partner strategico ed esterno per attività di TSCM, Cyber Security & Digital Forensics.

Profilo Autore

Titolare delle licenze EJPT e ECPPT (Professional Penetration Tester) della società eLearnSecurity. Svolge attività di Network Security in particolare Penetration Test & VA – Vulnerability Assessment.
Nel 2019 fonda la società ISK (www.isksecurity.it), partner strategico ed esterno per attività di Security specializzata. Svolge attività di bonifiche ambientali da microspie, attività di Security Assessment e Mobile Security.

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