5G standalone, Europa ancora indietro rincorre Usa e Cina

Se vedi l’icona 5G sul tuo smartphone, in realtà non è così. Molti cittadini europei pensano di navigare in 5G ma in realtà non è così, anche se lo smartphone te lo fa credere con l’icona. In realtà, per lo più stanno navigando con un 4G potenziato, che però non è il vero 5G. Lo scrive Politico, citando alcuni dati, secondo cui soltanto il 2% dei cittadini europei starebbe navigando oggi con il vero 5G, quello denominato tecnicamente 5G standalone.

Mancanza del 5G standalone danno economico per la Ue

La mancanza del 5G standalone e i suoi ritardi rischiano di creare un grosso gap in Europa dal punto di vista dell’innovazione e dei servizi per l’industria, con grave danno per gli investimenti e la capacità di attrarre business dall’estero. Un ritardo che allontana la Ue da usa e Cina, che al contrario sono andati avanti con il 5G standalone.

Tutti i servizi più sofisticati come la telemedicina, la guida autonoma, la robotica di precisione si fondano su connessioni 5G standalone, che promettono tempi di latenza nell’ordine del millisecondo.

L’automazione delle fabbriche, degli impianti di produzione e dell’industria non può progredire senza 5G standalone.

Gli impianti ultra-connessi e pieni di robot sono ancora di là da venire in Europa, in parte perché gli operatori non hanno completamente aggiornato le reti, soprattutto fino alle core networks, allo standard 5G standalone.

Europa in ritardo sul 5G SA

Connect Europe ha stimato che solo il 40% della popolazione europea era coperto da 5G standalone entro la fine dell’anno scorso, dietro al Nord America (91 percento) e all’Asia-Pacifico (45%).

Ma Ookla, che è dietro lo strumento online Speedtest, ha analizzato i dati e ha scoperto che meno del 2% degli europei si connette effettivamente oggi.

5G non-standalone (NSA) — che la maggior parte degli europei ha oggi a disposizione — è come mettere un motore turbo in una vecchia auto. Aumenta la velocità, ma si basa ancora sulla precedente infrastruttura 4G.

5G standalone, d’altro canto, è come costruire un nuovo sistema ferroviario ad alta velocità da zero. Richiede tempo e denaro per ottimizzare e aggiornare l’intera rete.

Regolazione nel mirino delle telco Ue

Da anni i principali player della industry, a partire dalla GSMA, mettono nel mirino il panorama normativo, la frammentazione del mercato e la politica restrittiva sulle fusioni.

Non c’è il ritorno sul capitale necessario per investire ulteriormente nelle nuove reti. Questo è il problema principale. Nel frattempo, la Cina, in vece, con più del doppio dei robot nelle sue fabbriche rispetto all’UE, ha reso il 5G autonomo una priorità politica.

Il paese ha una base enorme di aziende che utilizzano il 5G SA in un contesto manifatturiero per una latenza molto, molto bassa.

Anche l’India sta prosperando, guidata dal suo più grande operatore Reliance Jio, che ha superato la fase non autonoma e ha implementato un’infrastruttura autonoma sin dal primo giorno.

Ma non tutte le speranze sono perse per il vecchio continente, come ha sottolineato Ookla. La fibra è particolarmente importante in termini di competitività e, a questo proposito, l’Europa sta andando bene. Ma bisogna investire. In attesa di nuovi casi d’uso che spingano anche il 5G.

Di questo e di altro si parlerà ampiamente alla prossima edizione del convegno promosso dal CNIT Telecommunications of the Future by 5GItaly, che si terrà il prossimo 9 aprile a Roma.

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Streaming multimediale con l’integrazione di satelliti e 5G, il progetto di Ebu e Esa

Una soluzione ibrida per lo streaming multimediale

Durante il Mobile World Congress 2025 a Barcellona, l’EBU ha dimostrato una soluzione innovativa che combina edge computing, reti satellitari e 5G per garantire un’esperienza di streaming più efficace, sicura e sostenibile.

Si tratta del progetto 5G-EMERGE, guidato dall’European broadcasting union (Ebu) e sostenuto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nell’ambito del programma ARTES, centrato sull’integrazione delle reti satellitari e terrestri per una distribuzione efficiente e scalabile dei contenuti multimediali.

Il cuore di questa tecnologia risiede nella capacità di distribuire i contenuti più richiesti attraverso i satelliti, riducendo così il carico sulle reti di backhaul e sulle CDN (Content Delivery Network), ottimizzando la capacità e la qualità del servizio.

Grazie a questa architettura ibrida, il contenuto può essere trasmesso agli utenti finali utilizzando diversi metodi, a seconda della configurazione della stazione base:

  • 5G NR Unicast, per la trasmissione diretta a singoli dispositivi;
  • 5G Multicast, per la distribuzione a più utenti simultaneamente;
  • 5G Broadcast, per la trasmissione su larga scala.

Il sistema è basato sulle specifiche del 5G Media Streaming Architecture (3GPP TS 26.501) e integra componenti software open-source sviluppati nell’ambito del programma 5G-MAG Reference Tools. Questa piattaforma edge-based riflette la strategia M.A.R.S. dell’EBU, che mira a una distribuzione dei media Multilayer, Anywhere, Resilient e Sustainable.

La nuova fase del progetto 5G-EMERGE

Il progetto 5G-EMERGE è suddiviso in due fasi, ciascuna della durata di due anni.

La prima (Q4 2022 – Q4 2024) ha coinvolto 25 partner e si è concentrata sulla creazione di prototipi e testbed per dimostrare le potenzialità della soluzione in diversi casi d’uso, tra cui: Direct-to-Home (per uso individuale e collettivo); Direct-to-Vehicle (distribuzione di contenuti ai veicoli in movimento); Direct-to-Edge (trasmissione a nodi di rete periferici).

Ora è in partenza la seconda, (Q1 2025 – Q4 2026), che lavorerà sull’integrazione di servizi multicast e broadcast diretti ai dispositivi e lo sviluppo di tecnologie chiave per favorire l’adozione del mercato. Un altro obiettivo chiave sarà l’esplorazione dell’integrazione con le future reti 5G NR-NTN (Non-Terrestrial Networks), aumentando ulteriormente la copertura e l’efficienza del sistema.

Gestione intelligente dei contenuti e caching avanzato

Un elemento innovativo del progetto è la gestione intelligente della cache dei contenuti. L’architettura prevede due tipologie di cache:

  • Uplink Edge Cache, che gestisce la distribuzione dei contenuti verso i satelliti;
  • Micro-Edge Cache, posizionata vicino ai dispositivi terminali per ridurre la latenza e ottimizzare l’uso della rete.

Un algoritmo di raccomandazione avanzato sarà utilizzato per pre-caricare i contenuti nelle cache sulla base del comportamento degli utenti, migliorando la disponibilità e la qualità dello streaming.

Un’opportunità per il settore dei media e delle telecomunicazioni

Grazie al progetto 5G-EMERGE, l’Europa si posiziona all’avanguardia nell’evoluzione delle tecnologie per la distribuzione multimediale. Questo approccio innovativo offre vantaggi significativi sia agli utenti, che potranno beneficiare di uno streaming più efficiente e affidabile, sia all’industria dei media e delle telecomunicazioni, che potrà sfruttare un sistema scalabile e sostenibile per la distribuzione dei contenuti.

L’integrazione delle reti satellitari, 5G e edge computing apre nuove possibilità per il futuro dello streaming e della comunicazione digitale, garantendo un accesso più capillare, resiliente e performante ai contenuti multimediali.

Di questo e di altro si parlerà ampiamente alla prossima edizione del convegno promosso dal CNIT Telecommunications of the Future by 5GItaly, che si terrà il prossimo 9 aprile a Roma.

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5G: Evoluzione, Architettura e Sicurezza delle Reti Mobili di Nuova Generazione

Questo articolo è il primo di una serie dedicata all’esplorazione approfondita della tecnologia 5G e del suo impatto sulla trasformazione digitale della società. In questo primo capitolo, analizziamo l’architettura hardware del 5G, i suoi componenti fondamentali e le innovazioni tecnologiche che promettono di rivoluzionare non solo le comunicazioni personali, ma interi settori industriali.

L’Evoluzione delle Reti Mobili e l’Avvento del 5G

L’Evoluzione delle Reti Mobili e l’Avvento del 5G L’evoluzione delle reti mobili ha seguito una progressione storica marcata da innovazioni tecnologiche significative che hanno trasformato il modo in cui comunichiamo e accediamo alle informazioni.

L’architettura hardware del 5G è progettata per supportare la trasmissione di dati ad alta velocità, una bassa latenza, e una maggiore capacità di connessione simultanea rispetto alle generazioni precedenti. Questa architettura è composta da diversi componenti chiave che lavorano insieme per garantire la funzionalità e le prestazioni della rete 5G.

Secondo l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), l’introduzione del 5G, la quinta generazione di tecnologia cellulare, promette di rivoluzionare non solo le comunicazioni personali, ma interi settori industriali, offrendo velocità di trasmissione dati fino a 20 Gbps, latenza inferiore a 1 ms e una densità di connessione di 1 milione di dispositivi per km².

Architettura e Innovazioni Tecnologiche del 5G

Figura 1. Architettura Rete 5G

Di seguito, descriviamo i principali componenti hardware e le loro funzioni:

1. Stazioni Base (Base Stations)

  • gNodeB (gNB): È la stazione base 5G che fornisce la connettività radio agli utenti. Sostituisce l’eNodeB della rete LTE e gestisce la comunicazione tra i dispositivi mobili e la rete centrale. La gNB è responsabile della gestione delle risorse radio, della codifica/decodifica dei segnali e dell’instradamento dei dati.
  • Small Cells: Sono stazioni base di dimensioni ridotte che coprono aree più piccole rispetto alle macro celle tradizionali. Vengono utilizzate per aumentare la capacità e la copertura in aree ad alta densità di traffico, come i centri urbani.

2. Antenne

  • Massive MIMO (Multiple Input Multiple Output): Utilizza un grande numero di antenne per trasmettere e ricevere più segnali simultaneamente. Questo migliora significativamente la capacità e l’efficienza spettrale della rete 5G.
  • Beamforming: Tecnica che consente di dirigere i segnali radio direttamente verso specifici dispositivi mobili, migliorando la qualità del segnale e riducendo le interferenze.

3. Core Network (Rete Centrale)

  • NG Core (Next Generation Core): È la rete centrale 5G, responsabile della gestione del traffico dati e delle connessioni. È composta da diversi componenti, tra cui:
  • AMF (Access and Mobility Management Function): Gestisce la registrazione degli utenti e la loro mobilità.
  • SMF (Session Management Function): Gestisce le sessioni dati e la loro qualità.
  • UPF (User Plane Function): Instrada i dati tra la rete e gli utenti finali.
  • NSSF (Network Slice Selection Function): Gestisce la selezione delle slice di rete, permettendo la creazione di reti virtuali personalizzate per diverse applicazioni.

4. Dispositivi Utente (User Equipment, UE)

  • Smartphone e Dispositivi Mobili: Dotati di modem 5G in grado di connettersi alla rete e supportare velocità di trasmissione elevate.
  • IoT Devices: Dispositivi connessi utilizzati in vari settori come l’automazione industriale, la smart home e la sanità.

Il 5G come Catalizzatore di un Futuro Interconnesso

L’avvento del 5G segna un punto di svolta nell’evoluzione delle tecnologie di comunicazione, promettendo di ridefinire il tessuto stesso della nostra società digitale. Mentre ci avventuriamo in questa nuova era, è evidente che il potenziale del 5G va ben oltre il mero incremento delle velocità di connessione.

Secondo un rapporto del MIT Technology Review Insights, il 5G fungerà da spina dorsale per l’Internet of Everything, facilitando l’integrazione seamless di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’edge computing.

Questa convergenza tecnologica non solo accelererà l’innovazione in settori critici come la sanità, i trasporti e l’energia, ma aprirà anche la strada a modelli di business rivoluzionari e a nuove forme di interazione uomo-macchina. Tuttavia, con queste opportunità senza precedenti emergono anche sfide complesse che richiederanno una collaborazione globale tra governi, industria e accademia.

La gestione responsabile di questa transizione tecnologica sarà cruciale per garantire che i benefici del 5G siano distribuiti equamente, minimizzando al contempo i rischi potenziali per la privacy e la sicurezza. In definitiva, il successo del 5G non sarà misurato solo in termini di prestazioni tecniche, ma anche dal suo impatto positivo sulla società, sull’economia e sull’ambiente, plasmando un futuro più connesso, efficiente e sostenibile per le generazioni a venire.

Verso un Ecosistema 5G Sicuro: Sfide e Strategie Emergenti

Mentre esploriamo le potenzialità rivoluzionarie del 5G, è imperativo affrontare le complesse sfide di sicurezza che questa tecnologia comporta. Il prossimo capitolo approfondirà le implicazioni critiche per la cybersecurity nell’era del 5G, analizzando le vulnerabilità uniche introdotte dall’architettura distribuita e dall’iperconnettività.

Esamineremo le strategie all’avanguardia sviluppate da esperti del settore e organizzazioni come il National Institute of Standards and Technology (NIST) per contrastare minacce emergenti. Dall’implementazione di protocolli di crittografia quantistica alla realizzazione di architetture Zero Trust, scopriremo come l’industria sta evolvendo per garantire l’integrità, la confidenzialità e la disponibilità dei dati in un ecosistema 5G.

Inoltre, esploreremo il ruolo cruciale dell’intelligenza artificiale e del machine learning nel rilevamento e nella mitigazione proattiva delle minacce, nonché le implicazioni geopolitiche della sicurezza delle infrastrutture 5G. Questo approfondimento fornirà agli stakeholder una comprensione essenziale delle misure necessarie per navigare in sicurezza nel panorama in rapida evoluzione del 5G, bilanciando innovazione e protezione in un mondo sempre più interconnesso.

In questo primo approfondimento dedicato al 5G, abbiamo esplorato l’architettura fondamentale e le innovazioni tecnologiche che stanno ridefinendo il panorama delle telecomunicazioni.

Dall’analisi dei componenti hardware alle promesse di una società più interconnessa, abbiamo gettato le basi per comprendere questa rivoluzionaria tecnologia. Nel prossimo articolo della serie, “8 Sfide Critiche per la Cybersecurity nelle Reti 5G”, esploreremo le complesse sfide di sicurezza che le organizzazioni devono affrontare nell’implementazione delle reti 5G. Non perdere l’opportunità di approfondire ulteriormente questi temi scaricando il white paper completo di Stefano Savo e Stefano Cangiano, che offre un’analisi dettagliata e approfondita delle sfide e delle opportunità nel panorama della cybersecurity 5G.

Profilo Autore

Dottore in Scienze e Tecnologie Informatiche presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, ha esperienza decennale nel settore dell’Intelligence Militare e Privato. Ha svolto diverse operazioni come ausiliario di polizia giudiziaria. Ricopre ruolo di Security Specialist Consultant proponendo servizi mirati per la Security, Intelligence, Cyber Security & Digital Forensics. Esperto in attività di TSCM (Technical Surveillance Countermeasures) a supporto del controspionaggio industriale. Nel 2019 è CO-Founder della società ISK (isksecurity.it) partner strategico ed esterno per attività di TSCM, Cyber Security & Digital Forensics.

Profilo Autore

Titolare delle licenze EJPT e ECPPT (Professional Penetration Tester) della società eLearnSecurity. Svolge attività di Network Security in particolare Penetration Test & VA – Vulnerability Assessment.
Nel 2019 fonda la società ISK (www.isksecurity.it), partner strategico ed esterno per attività di Security specializzata. Svolge attività di bonifiche ambientali da microspie, attività di Security Assessment e Mobile Security.

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5G, soltanto il 30% delle connessioni in Europa. In Italia copertura alta, ma vero 5G fermo al 7%

L’Europa indietro nella corsa al 5G

A cinque anni dal lancio, la diffusione del 5G in Europa è ancora limitata: soltanto il 30% delle connessioni mobili utilizza questa tecnologia, un dato nettamente inferiore rispetto a Nord America e Asia, dove si supera già il 50%. Il tema è stato al centro del Mobile World Congress di Barcellona, dove gli operatori e i produttori hanno ribadito la necessità di accelerare per non perdere competitività.

Le cause del ritardo

Gli esperti individuano diverse cause per la lenta adozione del 5G in Europa:

  • Scarsa redditività del settore: gli operatori hanno investito molto, ma i ritorni economici non sono stati immediati.
  • Mercato frammentato: la regolamentazione diversa tra i vari Paesi rende difficile un’implementazione uniforme.
  • Vincoli di sicurezza e sovranità: limitazioni imposte ad aziende cinesi come Huawei e ZTE hanno rallentato il deployment della rete.
  • Bassa domanda da parte dei consumatori: il 4G soddisfa ancora gran parte delle esigenze, e la migrazione al 5G è percepita come poco vantaggiosa.

La speranza del “vero” 5G

Una possibile svolta potrebbe arrivare con la diffusione del 5G standalone, una versione più avanzata che funziona su una rete interamente 5G e permette prestazioni migliori. Questa tecnologia potrebbe attrarre in particolare le imprese, facilitando lo sviluppo di reti private su misura per esigenze specifiche.

Prospettive future

Secondo le stime della GSMA, il 5G diventerà la tecnologia dominante in Europa soltanto a partire dal 2026. Gli operatori, nel frattempo, stanno cercando strategie per convincere sia il pubblico che le aziende a compiere il salto tecnologico.

📊 Tabella riassuntiva

Aspetto Situazione attuale Ostacoli principali Prospettive future
Diffusione del 5G in Europa 30% delle connessioni mobili Bassa redditività, mercato frammentato, regolamentazioni restrittive Maggior adozione prevista dal 2026
Diffusione in Nord America e Asia Oltre il 50% Minori barriere regolatorie, maggiore domanda Continua espansione
Domanda dei consumatori Ancora limitata 4G soddisfacente, costi elevati Necessaria maggiore comunicazione sui benefici
Evoluzione tecnologica 5G “non standalone” prevalente Transizione lenta al 5G completo La 5G standalone potrebbe rilanciare il settore

Diffusione del 5G in Italia: tra copertura estesa e sfide tecnologiche

In Italia, la diffusione del 5G ha raggiunto livelli significativi, con una copertura che, secondo diverse fonti, varia tra il 96% e il 99,7% della popolazione.

Questo risultato colloca il Paese ai vertici in Europa per estensione della rete 5G. Tuttavia, è importante sottolineare che gran parte di questa copertura è ottenuta attraverso il Dynamic Spectrum Sharing (DSS), una tecnologia che consente l’utilizzo delle frequenze 4G per fornire servizi 5G.

5G Non Standalone (NSA) e Standalone (SA)

Il 5G attualmente diffuso in Italia è principalmente di tipo Non Standalone (NSA), che si appoggia alle infrastrutture 4G esistenti. Secondo dati del 2023, la copertura 5G SA era al 7,3%, posizionando l’Italia tra gli ultimi Paesi in Europa per questa tipologia di rete.

La transizione verso il 5G Standalone (SA), che opera su una rete core completamente 5G e offre prestazioni superiori, è ancora in fase iniziale. Nel 2023, la diffusione del 5G SA ha registrato una crescita, con 47 operatori a livello globale che hanno adottato questa tecnologia, ma l’Italia è ancora in fase di sviluppo in questo ambito.

Prospettive future

Per colmare il divario tecnologico e sfruttare appieno le potenzialità del 5G, l’Italia dovrà accelerare l’implementazione delle reti Standalone, superando le attuali limitazioni infrastrutturali e normative. Questo passaggio è fondamentale per garantire servizi avanzati e competitività nel contesto europeo e globale.

📊 Tabella riassuntiva sulla diffusione del 5G in Italia

Aspetto Situazione attuale Note
Copertura 5G totale 96% – 99,7% della popolazione Elevata copertura grazie al DSS
5G Non Standalone (NSA) 7,3% nel 2021 Bassa diffusione rispetto ad altri Paesi europei
5G Standalone (SA) In fase iniziale Necessaria per sfruttare appieno le potenzialità del 5G

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6G, arriverà prima a seconda dell’aumento del traffico dati

Un legame debole tra RAN e crescita del traffico

Nonostante il traffico dati mobile sia cresciuto di oltre 1.000 volte dal lancio dell’iPhone 3G, i ricavi delle infrastrutture di rete di accesso radio (RAN) sono inferiori rispetto al 2008. Tuttavia, la diffusione del 6G dipenderà fortemente dalla traiettoria di crescita del traffico dati.

4G vs 5G: chi ne ha beneficiato di più?

Il 4G ha migliorato l’esperienza utente con prestazioni nettamente superiori, mentre il 5G si è concentrato su efficienza e capacità, senza un reale impatto sulla percezione dei consumatori. Inoltre, il divario tra aspettative e realtà con il 5G è stato più evidente, a causa di un eccessivo entusiasmo iniziale su casi d’uso poco probabili.

L’eccesso di hype ha contribuito a sgonfiare le aspettative sul 5G.

Aspettative più realistiche per il 6G

Per evitare le delusioni viste con il 5G, sarà essenziale allineare gli investimenti alle opportunità di guadagno reali e valutare attentamente quali innovazioni abbiano una probabilità concreta di diffusione su larga scala. Il focus del 6G sarà ancora sulle telco, con benefici per imprese e consumatori solo come effetto collaterale.

L’impatto del traffico dati sulle scelte strategiche

La crescita annua del traffico dati mobile sarà determinante per il 6G:

  • Se il traffico crescerà del 15% all’anno, le reti attuali inizieranno a saturarsi entro il 2030, spingendo gli investimenti in nuove tecnologie.
  • Se la crescita resterà sotto il 10%, le risorse esistenti potrebbero bastare fino al 2035, ritardando il 6G.
  • L’adozione di dispositivi di realtà aumentata di massa potrebbe accelerare la domanda di capacità.

Le tre opzioni per gestire il traffico in aumento

Quando la capacità attuale non basterà più, le telco avranno tre scelte principali:

  1. Aggiungere nuove frequenze per espandere la capacità.
  2. Ottimizzare l’uso delle frequenze esistenti con tecnologie più avanzate.
  3. Limitare il consumo dati attraverso restrizioni agli utenti.

6G: un’evoluzione necessaria, ma con riserve

Come il 5G, il 6G non offrirà grandi vantaggi diretti ai consumatori, ma sarà cruciale per le telco. Tuttavia, il suo sviluppo dipenderà fortemente dall’andamento del traffico dati: senza una crescita significativa della domanda, gli investimenti nel 6G potrebbero essere rinviati.

Tabella riassuntiva

Aspetto 4G 5G 6G (previsioni)
Benefici principali Miglioramento esperienza utente Efficienza e capacità per le telco Maggiore efficienza e capacità, ma con più incertezze
Impatto sul mercato Crescita forte delle reti Delusione per i consumatori, beneficio per le telco Dipendente dalla crescita del traffico dati
Dipendenza dal traffico dati Bassa Media Alta (fattore chiave per il lancio)
Strategie di espansione Aggiunta di spettro e nuove torri Uso di bande medie e aggiornamenti software Nuove frequenze, ottimizzazione spettro esistente o limitazioni utenti
Possibile tempistica 2010-2020 2020-2030 2030+ (in base alla crescita del traffico)

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De Natale (CNIT): ‘Il paradosso delle Telecomunicazioni? Senza reti niente AI né servizi digitali, ma pochi investimenti. 5G irrinunciabile. Starlink? È complementare alle reti terrestri’

Il paradosso delle Telecomunicazioni? Che le reti non si vedono, sono trasparenti e invisibili per gli utenti finali. Ma senza reti non ci sarebbe nessuno dei servizi che tutti danno per scontati. Senza 5G niente Netflix, niente Zoom, niente treni né GPS, niente Google Maps né dating online. Niente Amazon e niente automazione industriale, niente smart working. E soprattutto niente AI generativa.

Le nuove tendenze in arrivo nel mercato delle Tlc, lo sviluppo di Verticals e il futuro della industry alla luce delle tecnologie emergenti come il 6G. Il nuovo protagonismo del satellite, le telecomunicazioni come substrato irrinunciabile per qualunque innovazione e sviluppo di servizi digitali. Il ruolo fondamentale della ricerca e delle materie STEM per il benessere e la trasformazione digitale ed energetica del nostro paese, la diffusione dell’ultrabroadband e del 5G standalone. La lotta al digital divide e alle resistenze che rallentano la diffusione dell’ultrabroadband. Sono questi alcuni dei temi al centro di Telecommunications of the Future by 5GItaly, il convegno promosso dal CNIT, che si terrà il prossimo 9 aprile a Roma. Ne abbiamo parlato con il Direttore del CNIT Francesco De Natale.

Key4biz. Quest’anno l’edizione è caratterizzata da due temi chiave: Solutions for Telecommunications e Telecommunications as a solution. Nell’attuale settore delle Telecomunicazioni in Italia questi due pillar come possono essere implementati?

Francesco De Natale. Il tema centrale, che di fatto rappresenta il filo conduttore dell’edizione di quest’anno del nostro evento, è Telecomunicazioni. La priorità per la industry è da un lato che i fornitori e i provider di servizi mettano in campo i servizi di cui c’è bisogno per abilitare tutto il processo di digitalizzazione. L’obiettivo è trovare delle soluzioni, che tecnicamente ci sono, ma che operativamente bisogna mettere sul mercato. Dall’altro, bisogna riscoprire il ruolo delle telecomunicazioni come motore di innovazione.

Key4biz. Qual è il paradosso delle Telecomunicazioni?

Francesco De Natale. Senza Telecomunicazioni il mondo che conosciamo non potrebbe esistere, non si potrebbe prendere un aereo o un treno, l’industria sarebbe paralizzata, non avremmo localizzazione e navigatori GPS. Senza reti niente Netflix, Youtube, niente di niente. Il fatto è che le reti sono trasparenti, si vede soltanto il servizio, ma se spegnessimo le reti non ci sarebbe nulla di tutto questo.

Key4biz. Le telecomunicazioni come ambito trasversale?

Francesco De Natale. Sì, le telecomunicazioni come ambito trasversale in grado di abilitare una serie di servizi e processi che, in particolare senza il 5G, non sono possibili.

Key4biz. Quali sono i principali mercati verticali del 5G e quelli più promettenti per il prossimo futuro?

Francesco De Natale. Potenzialmente il 5G in termini di Vertical è globale. Non c’è alcun Vertical che non possa beneficiare di questo standard. La principale novità del 5G è il passaggio da reti pensate per connettere persone a reti disegnate per mettere in collegamento oggetti e in generale qualsiasi cosa. Si tratta quindi di una rete di sistemi. Questo apre ad una miriade di ambiti diversi, ne citerò due: in primo luogo, la sanità, un tema oggi molto sentito. Le reti e la connettività 5G permettono di remotizzare la cura e il monitoraggio delle persone, allungando la vita indipendente e facendo diminuire le ospedalizzazioni. Ci sono poi sistemi di riabilitazione a distanza e di supporto domotico. 

Key4biz. Sul lato industriale?

Francesco De Natale. C’è tutto l’ambito della logistica, ad esempio. Noi come Paese siamo ancora un po’ indietro sul 5G per la logistica rispetto alla media europea, però in ambito di Porti e gestione merci sarebbe un Vertical del 5G su cui porre certamente attenzione.

Ci sono poi tanto altri ambiti di applicazione del 5G, a partire dai trasporti.

Key4biz. Per lo sviluppo delle applicazioni mission critical è necessario il 5G standalone, su cui l’Italia è indietro.

Francesco De Natale. Sì e questa sembra una miopia o una mancanza di visione, non riuscire a capire che in realtà ci vogliono degli investimenti iniziali, ma poi il ritorno può essere significativo. Restare indietro su questo non potrà che penalizzarci.

Key4biz. Quest’anno si parla tanto di ‘Satcom’ e tecnologie di comunicazione satellitare. In realtà, si tratta di una tecnologia che c’è da sempre.

Francesco De Natale. In Italia il satellitare è un tema di ricerca che ha grandi tradizioni di ricerca e sviluppo. Università e centri di ricerca in Italia sono davvero all’avanguardia nel settore. Tuttavia, l’attenzione è stata centrata soprattutto sui satelliti per monitoraggio ambientale – il classico satellite da telerilevamento o per localizzazione – o sull’uso di satelliti da telecomunicazione ad orbita alta, con latenze importanti, principalmente usati per applicazioni broadcast o come backbone, spesso per raggiungere aree difficili o non convenienti per le reti tradizionali. Il collegamento satellitare è anche un’ottima soluzione di backup in situazioni di grandi disastri, in cui le reti terrestri vengono spesso compromesse.

Key4biz. Cosa è cambiato con l’avvento di Starlink?

Francesco De Natale. La novità Musk è stata quella di utilizzare in maniera massiva una tecnologia nota, quella dei satelliti a bassa orbita e quindi con latenza molto inferiore, garantendo ampia copertura, larga banda e anche funzionalità direct-to-cell. Su questo Musk è andato molto veloce e si è guadagnato un vantaggio competitivo che noi, come Italia e come Europa, dobbiamo recuperare. Una infrastruttura così delicata dal punto di vista della sicurezza è un ambito dove non possiamo permetterci di rimanere indietro. Detto questo, non credo che le reti satellitari come Starlink saranno un sostituto di quelle terrestri. Saranno un complemento, in attesa della rete europea. 

Key4biz. Qual è il ruolo della Ricerca e delle materie STEM per lo sviluppo di nuove tecnologie Tlc in questo contesto? 

Francesco De Natale. La ricerca ha un ruolo centrale. In mezzo a questi due mondi, la industry da un lato e i Verticals dall’altro, ci siamo noi: il CNIT, il mondo della ricerca e tutti coloro che lavorano in questo ambito e che parteciperanno al nostro evento per creare conoscenza e supportare tutto il movimento che vede le telecomunicazioni come elemento di crescita.

Key4biz. Concretamente cosa vuol dire, considerata la carenza di specialisti STEM nel nostro paese? Come richiamare l’attenzione dei giovani verso queste discipline?

Francesco De Natale. È evidente che le materie STEM sono cruciali in tutto questo processo, tanto più che quando si parla di materie STEM stiamo parlando non soltanto di Telecomunicazioni, ma anche di molte altre conoscenze che sono sempre più convergenti. Lo sono da anni, ma sempre più fondamentale diventa mettere a fattor comune le competenze interdisciplinari.    

Key4biz. Può fare un esempio?

Francesco De Natale. Un esempio su tutti è l’intelligenza artificiale, che dal punto di vista mediatico ha attirato l’attenzione su uno dei tanti aspetti, che è l’intelligenza generativa (GenAI), i Large Language Model (LLM), ChatGPT. Questo è ciò che ha colpito l’opinione pubblica. Forse meno evidente, ma sicuramente altrettanto importante, è il fatto che l’AI ormai permea tutta l’innovazione. Ad esempio, nelle Telecomunicazioni se ne fa larghissimo uso dal livello fisico fino al livello applicativo. Quindi, l’ottimizzazione dei sistemi e il fatto di renderli più adattativi e intelligenti è un dato assodato. Lo stesso vale per l’intelligenza ambientale. Il 5G rende possibile distribuire l’intelligenza in tutti i processi e i servizi tramite il paradigma dell’IoT, con il matrimonio ormai indissolubile delle reti con la sensoristica.  Sono materie complesse e impegnative, dobbiamo lavorare per farle emergere e renderle più appealing, con lo scopo di attirare i giovani verso le nostre facoltà.

Key4biz. Come incentivare i giovani a scegliere questo percorso di studi?

Francesco De Natale. Nel programma RESTART abbiamo una serie di iniziative per far conoscere ai ragazzi dei Licei questo mondo e per trasmettere il messaggio che il mondo in cui viviamo senza Telecomunicazioni sarebbe completamente diverso. Le cose che i nostri ragazzi usano quotidianamente – dai social network alla musica – sono tutte abilitate delle Tlc e, ovviamente, dall’Informatica. Anche dal punto di vista della remunerazione, servirebbe uno sforzo maggiore per mantenere in Italia i nostri talenti. Sottolineo però che il 100% dei laureati in materie STEM trova lavoro qualificato.

Key4biz.  Infine, il 9 aprile il CNIT presenterà i risultati del programma PNRR PE-RESTART: in attesa di conoscerli alla Conferenza, qual è l’obiettivo del programma?

Francesco De Natale. RESTART ha assunto 300 giovani e l’8 aprile faremo una sessione per indirizzarli su tematiche tecnico-scientifiche del futuro e anche una job fair per metterli in contatto con le aziende. RESTART non è un semplice progetto, è un programma articolato e rientra fra i 14 Partenariati Estesi per la Ricerca del PNRR, istituiti all’inizi del Piano. La fase finanziata dal PNRR si concluderà nei primi mesi del 2026, ma questo sarà solo l’inizio di una nuova fase del programma, in cui saranno individuati nuovi obiettivi, progetti e fonti di finanziamento. All’interno di RESTART ci sono ricerche di tipo scientifico-tecnologico anche di carattere interdisciplinare, progetti applicativi su diversi Verticals, grandi sfide, azioni trasversali. L’obiettivo era partire dalla ricerca di base per arrivare ai livelli applicativi più alti, coinvolgendo tutti gli stakeholder più rilevanti.  

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AIIP: la proposta di Ofcom UK per un WiFi più potente, grazie alla banda alta 6 GHz, sia un modello per l’Italia e l’Europa

L’Associazione Italiana Internet Provider accoglie con favore la proposta dell’Autorità britannica delle comunicazioni (Ofcom) di consentire, entro la fine del 2025, l’utilizzo per il Wi-Fi di nuova generazione della banda di frequenze c.d. “upper 6 GHz”.

Questa proposta, pubblicata il 13 febbraio e ora in consultazione, rappresenta un passo concreto verso un’allocazione più efficiente dello spettro, che porterà ad un trasversale aumento della qualità del Wi-Fi a beneficio dei cittadini e delle imprese britanniche.

Zorzoni ‘Così si ottimizza lo spettro’

“Mentre il Regno Unito dimostra leadership, adottando un approccio pragmatico che massimizza i benefici per gli utenti, l’Europa rimane impantanata in discussioni teoriche e spesso pretestuose”, commenta il Presidente Giovanni Zorzoni.

La possibile domanda di spettro per il 5G, in nome della quale è stata fino ad ora paralizzata in Italia e UE l’apertura al Wi-Fi della banda alta dei 6 GHz, appare sempre più incerta, con dati che dimostrano un rallentamento nella crescita del traffico mobile e una riduzione degli investimenti da parte degli operatori mobili.

Al WiFi serve più spettro

“Al contrario – aggiunge Zorzoni – la necessità di più spettro per il Wi-Fi è evidente: la connettività nelle case, nelle aziende e nei luoghi pubblici dipende sempre più da reti Wi-Fi performanti, e il Wi-Fi 6E e la sua evoluzione Wi-Fi 7 tribanda, necessitano di risorse adeguate per esprimere il loro pieno potenziale”.

FWA soluzione accessoria rispetto alla fibra

L’Associazione sottolinea inoltre che l’FWA (Fixed Wireless Access, una tipologia di connessione che utilizza le onde radio) spesso usato come giustificazione per l’assegnazione di più spettro al cosiddetto 5G, è una soluzione accessoria e temporanea rispetto alla fibra ottica e che, in ogni caso, anche le linee FWA si gioveranno di un Wi-Fi più performante: “il traffico FWA viene comunque scaricato su Wi-Fi all’interno delle abitazioni e delle aziende; la capacità delle reti Wi-Fi di gestire elevati volumi di dati in ambienti densi rimane quindi un collo di bottiglia comune per tutte le connettività ad alte prestazioni, FWA inclusa”.

Il Regno Unito ha inoltre aperto alla possibilità di utilizzare il Wi-Fi a potenza più elevata in esterno, fino a 36 dBm tramite sistemi AFC (Automated Frequency Coordination), come già avviene negli Stati Uniti e in Canada. “Questa innovazione potrebbe avere enormi benefici anche per l’Italia, migliorando la connettività in ambienti complessi come campus universitari, aree industriali, porti e stadi” aggiunge il Presidente.

AIIP, L’esempio Uk sul WiFi va seguito

AIIP auspica che l’Europa, e in particolare l’Italia, abbandonino le esitazioni e seguano rapidamente la strada tracciata da Ofcom. Lasciare la discussione in mano ai soli operatori mobili, che tra l’altro da anni promettono grandi investimenti sul 5G, non concretizzatisi, rischia di prolungare l’attuale paralisi, deleteria non solo per i cittadini ma anche per la competitività del nostro tessuto imprenditoriale. “L’UE non può permettersi di perdere ulteriore terreno rispetto ad altri Paesi che hanno già liberalizzato questa banda per il Wi-Fi, garantendo innovazione e competitività alle loro economie”.

Infine in Italia, dove con i piani BUL e PNRR lo Stato ha investito oltre 7,5 miliardi di euro in reti ultrabroadband principalmente basate su fibra ottica, “è necessario al più presto permettere che il potenziale di questi investimenti, con velocità a 1 Giga e oltre, possa essere effettivamente e pienamente sfruttato nelle case e imprese italiane, attraverso reti Wi-Fi di pari prestazioni”.

Leggi anche: 6 Ghz, Ofcom pensa di condividere la banda fra 5G e WiFi

WiFi di nuova generazione, si scalda la battaglia dell’AIIP per la banda 6 Ghz. Zorzoni: ‘Nulla in contrario al 5G, ma il WiFi è vitale per il mercato’

5G, perché cresce la rilevanza e il bisogno della banda a 6GHz

5G, appello di vendor e operatori per riservare la banda 6 Ghz

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Le infrastrutture di Inwit per le smart cities e la mobilità sostenibile  

Le infrastrutture digitali e condivise di INWIT sono centrali per la costruzione delle smart city, in particolare sul fronte della mobilità sostenibile. Il tema è stato approfondito nel corso della tavola rotonda “Le infrastrutture digitali e condivise per il futuro della mobilità sostenibile e delle smart cities” organizzata dalla digital infrastructure company italiana in partnership con CEOforLIFE, a cui hanno partecipato vari player del settore. Obiettivo dell’incontro è accelerare la realizzazione di progetti dedicati ad abilitare una connettività sempre più avanzata per la realizzazione delle smart city.

“La digitalizzazione è la chiave per dar vita a città sempre più moderne e interconnesse. Le infrastrutture digitali e condivise di INWIT, diffuse capillarmente anche nei centri urbani, consentono di sfruttare tutte le potenzialità del 5G e di abilitare servizi innovativi, performanti, affidabili e alla portata di tutti. Questo permette di connettere persone e oggetti, sempre e ovunque anche in mobilità, supportando in modo efficiente gli operatori di telecomunicazione”, ha dichiarato Lucio Golinelli, Direttore Commerciale di INWIT.

“Le nostre infrastrutture digitali e condivise rivestono un ruolo strategico nell’abilitare il 5G nelle nostre città, trasformandole in smart city, non solo più connesse e all’avanguardia, ma anche più sostenibili. Grazie al nostro ecosistema di infrastrutture indoor e outdoor soddisfiamo il fabbisogno crescente di connettività e di soluzioni smart con un modello di business ‘intrinsecamente sostenibile’ che garantisce uno sviluppo più efficiente lungo tutta la catena del valore e coniuga efficienza industriale, economica, sociale e ambientale”, ha detto Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità di INWIT

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INWIT: S&P conferma il rating ‘BB+’ con outlook stabile

Revisione delle soglie di leva finanziaria

S&P Global Ratings ha confermato il rating BB+ di Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A. (INWIT) con outlook stabile, rivedendo le soglie di leva finanziaria da 5.0x-6.0x a 5.5x-6.5x. Questa decisione riflette la solidità del modello di business di INWIT rispetto ai concorrenti nel mercato delle infrastrutture per telecomunicazioni.

Il quadro è positivo. S&P riconosce che il profilo aziendale, la stabilità dei flussi di cassa e la posizione di mercato di INWIT giustificano una maggiore tolleranza al debito, permettendo maggiore flessibilità finanziaria nei limiti del rating corrente. Le soglie di leva infatti sono state aumentate.

Fattori di crescita

L’agenzia prevede una crescita costante dei ricavi e dell’EBITDA, sostenuta dall’espansione della copertura 5G e dalla digitalizzazione in Italia. Si considera inoltre che la società beneficia di fattori favorevoli quali una forte crescita nell’utilizzo dei dati e nella connettività, obblighi di copertura per gli operatori di telefonia mobile e inflazione. Pertanto, l’agenzia di rating prevede un ampio margine di manovra entro i parametri di valutazione.

Posizionamento competitivo di INWIT

INWIT si distingue per una rete capillare di 24mila siti, ospitando circa 54mila punti di presenza. I suoi contratti con Tim e Vodafone Italia, della durata di otto anni e indicizzati all’inflazione, offrono una visibilità dei ricavi significativa. L’azienda gode inoltre di una posizione di mercato più forte rispetto ad altri operatori a mercato singolo, sebbene sia per ovvi motivi ancora inferiore rispetto a giganti come American Tower e Cellnex che operano su mercati di scala molto superiore.

Miglioramento del credito dei principali clienti

L’analisi di S&P evidenzia un miglioramento della qualità creditizia di TIM, grazie alla vendita delle infrastrutture di rete fissa, e ulteriore maggior stabilità dalla recente fusione tra Vodafone Italia e Fastweb, che porta Swisscom (che gode di un rating migliore, A- con outlook stabile) a essere il nuovo proprietario di Vodafone Italia.

Possibili revisioni future del rating

S&P potrebbe abbassare il rating se la leva finanziaria superasse 6.5x a causa di difficoltà operative o strategie finanziarie più aggressive del previsto. Al contrario, un miglioramento del rating sarebbe possibile se la leva rimanesse stabilmente sotto 5.5x, con un chiaro impegno della società verso politiche finanziarie più prudenti.

Punti Chiave Dettagli
Rating BB+ confermato
Outlook Stabile
Soglia di leva 5.5x-6.5x
Fattori di crescita Copertura 5G, digitalizzazione, contratti solidi
Rischi principali Possibile incremento della leva finanziaria
Possibili variazioni del rating Abbassamento se leva > 6.5x, miglioramento se < 5.5x

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5G, accesa allo stadio di Wembley una rete standalone permanente

La connettività migliorata all’interno dello stadio sarà disponibile per la prima volta in occasione della partita della UEFA Nations League femminile dell’Inghilterra contro la Spagna alla fine del mese. EE ha recentemente rinnovato una partnership pluriennale con Wembley e sostiene che questa distribuzione del 5G autonomo garantisce che “resti uno degli stadi meglio connessi al mondo”.

La maggiore capacità e le prestazioni offriranno ai visitatori una connessione Internet mobile più affidabile, velocità di caricamento più elevate e videochiamate migliorate anche nelle aree affollate e durante i principali eventi, sostiene il gestore. La rete ha anche il potenziale per collegarsi alle più ampie operazioni di eventi dello stadio di Wembley, tra cui punti vendita al dettaglio, trasmissioni televisive e “future esperienze per i fan”, qualunque esse siano. EE nota che il suo attuale elenco di località in cui è disponibile il 5G autonomo include Ashton-Under-Lyne, Barrow-in-Furness, Barry, Bath, Belfast, Birkenhead, Birmingham, Bradford, Bristol, Bury, Cardiff, Coventry, Dudley, Dundee, Edimburgo, Glasgow, Hull, Leeds, Leicester, Liverpool, Londra, Manchester, Newport, Nottingham, Sheffield, St Helens, Stockport, Swansea, Weston Super Mare, Wigan e Wolverhampton.

Paolo Pescatore, analista di PP Foresight, ha detto: “La connettività mobile è ora una parte essenziale dell’esperienza dei fan nei grandi eventi poiché sempre più persone desiderano catturare, condividere e trasmettere in streaming i momenti più importanti. 5G standalone è la tecnologia di rete mobile più avanzata e la più adatta a soddisfare le esigenze di 90.000 persone in uno stadio esaurito che vogliono usare tutti i loro smartphone contemporaneamente. È fantastico vedere lo stadio di Wembley e EE in testa alla carica e con così tanti grandi eventi sportivi, musicali e di altro tipo in arrivo nel 2025, questo potrebbe essere un vero punto di svolta”.

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