5G, adozione in Europa ancora in ritardo. Sorpasso del 4G nel 2026

Servono riforme di policy urgenti per spingere la diffusione del 5G in Europa, che è sempre in ritardo rispetto ad altre aree geografiche fra cui Asia e Stati Uniti. Lo scrive la GSMA nel suo ultimo report, nel quale si prevede inoltre che le sottoscrizioni 5G in Europa sopravanzeranno il 4G nel 2026.

In Europa il 5G rappresenta la maggioranza delle connessioni in Germania e Svizzera, mentre i tassi di adozione in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Uk sono sopra al 40%.

Entro il 2030, il 5G fornirà un ulteriore impulso di 164 miliardi di euro all’economia complessiva e rappresenterà l’80% delle connessioni del continente rispetto al 18% del 4G, afferma il rapporto.

5G, il sorpasso sul 4G nel 2026

Il 5G è cresciuto fino a circa il 30% delle connessioni mobili in Europa, ovvero oltre 200 milioni di utenti, e dovrebbe superare il 4G entro il 2026. La crescente adozione del 5G ha aiutato il traffico dati mobile nella regione ad aumentare di oltre quattro volte negli ultimi cinque anni, a una media di 15,3 GB per linea al mese nel 2024 da 3,8 GB nel 2019. La GSMA prevede che questa cifra crescerà fino a quasi 50 GB per connessione entro la fine del decennio.

L’Europa però continua a restare indietro rispetto a Nord America, Asia dell’Est e i paesi di Golfo dove il nuovo standard è in via di diffusione.

Il report indica che il 5G Standalone (SA) e il 5G-l’Advanced stanno guadagnando terreno e che queste due nuove versioni potranno fornire nuove applicazioni fra cui il network slicing oltre che numerose use case e opportunità di monetizzare.  

Picco di investimenti 5G

Le raccomandazioni politiche sono cambiate poco dal rapporto della GSMA di un anno fa, ma la speranza è che una nuova Commissione europea in carica da dicembre possa essere più comprensiva delle esigenze del settore. La GSMA ha osservato che gli investimenti nella rete 5G stanno solo raggiungendo il picco, con oltre 160 miliardi di euro investiti nelle reti mobili europee negli ultimi cinque anni. Si prevede che la spesa in conto capitale rimarrà a oltre 25 miliardi di euro all’anno fino al 2030, mentre la crescita dei ricavi della telefonia mobile rimane inferiore al 2 percento all’anno.

Pochi ricavi dal 5G, operatori si stanno concentrando di più sul B2B

Ad oggi, i servizi 5G hanno contribuito poco in termini di ricavi aggiuntivi, aggiunge il rapporto. Gli operatori di telefonia mobile si stanno concentrando soprattutto sul mercato B2B per sfruttare il potenziale del 5G e il rapporto delinea i progressi in Europa su questo fronte, esaminando l’implementazione delle reti 5G Advanced e 5G standalone, la crescita delle connessioni IoT e l’adozione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale generativa, RedCap e l’accesso wireless fisso da parte degli operatori.

18 operatori hanno lanciato 5G SA

Sono 18 gli operatori europei hanno lanciato servizi 5G SA a partire da settembre 2024, afferma, e 5G-Advanced è pronto a fornire “nuove soluzioni per le aziende, abilitando servizi di uplink e multicast con una latenza migliore, aumentando la precisione per le applicazioni di realtà estesa e migliorando l’affidabilità dell’IA”. L’infrastruttura digitale aiuterà l’Europa a sostenere la competitività globale, il che supporterà un previsto aumento di tre volte del traffico dati mobile entro il 2030. Ma il rapporto afferma che a meno che “le principali sfide normative che limitano la capacità di investimento nel settore europeo non vengano risolte, l’adozione crescente di queste tecnologie in Europa progredirà più lentamente”.

In termini di cambiamenti normativi, raccomanda i seguenti punti di azione per la Commissione europea:

• Completare il mercato unico digitale per consentire al settore della telefonia mobile di sviluppare e distribuire servizi su base transfrontaliera o pan-UE

• Implementare misure aggiuntive per garantire l’equità nella catena del valore di Internet

• Avviare una revisione del regolamento sulle fusioni dell’UE e adottare una visione più a lungo termine sugli effetti di investimenti e innovazione

• Stabilire un approccio pro-investimento e più prevedibile alla politica dello spettro dell’UE

• Supportare gli sforzi di sostenibilità degli operatori di telefonia mobile

Questi suggerimenti sono descritti come un primo passo “verso la rivitalizzazione del settore delle telecomunicazioni europeo come motore di competitività e prosperità”.

“L’Europa è a un bivio nello sviluppo dell’infrastruttura digitale di cui le sue aziende e i suoi cittadini avranno bisogno per avere successo”, ha detto il Chief Regulatory Officer della GSMA, John Giusti. “È preoccupante vederla sempre più indietro rispetto ad altri grandi mercati in tutto il mondo. “L’industria della telefonia mobile apporta più di 1 trilione di euro all’economia europea e milioni di posti di lavoro, e il suo ruolo di facilitatore chiave del commercio, della logistica e dell’innovazione deve essere prioritario e rafforzato. È necessaria un’azione urgente da parte della Commissione europea e di altre autorità all’interno dell’Unione europea per realizzare le riforme politiche di cui l’economia digitale europea ha bisogno per supportare un’innovazione di rete forte e duratura e per ristabilire una posizione di leadership nel mercato tecnologico globale entro il 2030”.

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Una stazione radio base su tre non connessa in fibra. 5G standalone, nessun operatore ha un piano per farlo fino al 2026

Il 5G in Italia è in ritardo e non è una novità. Ma quel che emerge nero su bianco adesso dall’ultima consultazione Infratel con gli operatori sulle reti 4G e 5G è che per il vero 5G standalone bisognerà aspettare oltre il 2026 nel nostro paese.

I dati della mappatura

Un terzo delle stazioni radio base 4G e 5G in Italia, pari a 23.702 unità, è priva di un backhaul ottico. Si tratta del 31% del numero totale di 76.323 stazioni radio base esistenti nel 2026. Di fatto, una stazione radio base su tre in Italia è senza collegamento in fibra. Di queste 23.702 stazioni senza finra ben 5.681 sono completamente isolate e quindi in aree di totale digital divide, perché si trovano in zone montane o comunque dove la domanda di connettività è bassa e i costi di intervento sono alti.

Questo uno dei dati salienti della Mappatura delle reti mobili 2024 appena pubblicata da Infratel, frutto della consultazione dei piani di copertura 4G e 5G 2023-2026 dei principali operatori Tim, Vodafone Italia, WindTre, Iliad e Fastweb.

Scarica la sintesi della Mappatura delle reti mobili 2024: conclusa l’analisi dei dati forniti dagli operatori

Un unico operatore, tra l’altro, “ha indicato che inserirà in rete l’architettura stand-alone affiancata a quella attuale (non stand-alone) per supportare specifici use case, tramite l’utilizzo dello slicing. Lo scopo principale dell’introduzione della nuova architettura stand-alone è quello di abilitare il cosiddetto slicing per i nuovi scenari di servizio. I tempi di questa evoluzione architetturale dipenderanno dall’evoluzione dell’ecosistema dei device e degli scenari di servizio”, si legge nella relazione. Si legge inoltre che nel 2026 nessun operatore prevede copertura 5G standalone.

Carenza di collegamenti in fibra

Il report di Infratel Italia sulla mappatura delle reti mobili evidenzia lo stato della connettività nazionale tra il 2023 e il 2026, con particolare attenzione alla copertura in 4G e 5G e alla diffusione di backhaul ottico. Nonostante una crescita generale della copertura, permangono criticità legate alla carenza di collegamenti in fibra, essenziali per garantire elevate prestazioni e in particolare per realizzare il vero 5G standalone, che nel nostro paese è ancora indietro.

La situazione del backhaul ottico

L’esito finale della mappatura evidenzia che entro il 2026 il 31% delle stazioni radio base (SRB) pianificate non sarà dotato di backhaul in fibra ottica, pari a 23.702 unità. Di queste:

  • 18.021 SRB si trovano entro 50 metri da una SRB con backhaul ottico;
  • 5.681 SRB rimarranno completamente scollegate, tra cui:
    • 1.958 SRB con backhaul pianificato ma non realizzato dal 2021;
    • 2.459 SRB assenti dalla mappatura precedente.

Tabella riassuntiva

Anno SRB senza backhaul ottico SRB vicine a fibra (<50m) Pixel coperti (%) Pixel >30 Mbps (%)
2023 23.702 18.021 98,5 80,1
2026 (previsto) 23.702 18.021 98,6 84,0

Vicino a SRB con fibra ottica: potenzialità di miglioramento

Nel totale delle stazioni radio base prive di collegamento in fibra bisogna fare dei distinguo, in particolare si possono individuare due categorie differenti.

  • 18.021 SRB senza fibra si trovano a meno di 50 metri da infrastrutture in fibra ottica. Questo suggerisce che, seppur non ancora collegate, queste SRB si trovano spesso in aree di transizione tra zone ben servite (urbane o densamente abitate) e zone più periferiche.

Le SRB realmente isolate

  • Le 5.681 SRB completamente isolate (senza backhaul ottico e lontane da infrastrutture in fibra) si trovano invece in aree remote, dove la domanda di connettività è bassa e i costi di intervento sono alti.

Cos’è il backhaul ottico?

Il backhaul ottico è il collegamento in fibra ottica che connette le stazioni radio base (SRB) alla rete principale, ovvero ai nodi centrali dell’infrastruttura di telecomunicazioni. È una parte cruciale della rete perché gestisce il flusso di dati dalle antenne locali agli operatori di rete e, quindi, a Internet. La fibra ottica è considerata la soluzione più efficiente per il backhaul grazie alla sua capacità di trasmettere grandi quantità di dati ad alta velocità e con bassa latenza.

Implicazioni della mancanza di backhaul ottico

  1. Prestazioni limitate della rete mobile
    Senza un backhaul in fibra, le stazioni radio base devono utilizzare tecnologie alternative, come:
    • Ponti radio (wireless): meno affidabili, specialmente in condizioni meteo avverse.
    • Reti in rame: più lente e soggette a interferenze.
      Questi metodi non riescono a supportare appieno i requisiti delle reti 5G, che richiedono velocità superiori a 1 Gbps e latenze molto basse (<1 ms).
  2. Velocità ridotte e instabili
    La mancanza di fibra compromette la capacità di trasmettere grandi quantità di dati dalla stazione radio base alla rete centrale. Questo si traduce in:
    • Velocità di download/upload più basse, soprattutto nelle ore di picco.
    • Maggiore congestione della rete, che peggiora l’esperienza degli utenti in aree densamente popolate.
  3. Latenza più elevata
    La latenza (il ritardo nella trasmissione dei dati) aumenta senza il supporto della fibra. Questo può rendere difficile utilizzare applicazioni critiche come:
    • Realtà aumentata/virtuale.
    • Servizi in tempo reale, come il gaming o la telemedicina.
  4. Limiti all’espansione del 5G
    Il 5G dipende fortemente dal backhaul ottico per garantire le sue prestazioni promesse. In assenza di fibra:
    • Le stazioni radio base 5G potrebbero non raggiungere le velocità e la stabilità richieste.
    • I benefici del 5G (bassa latenza e capacità elevata) verrebbero vanificati.

In sintesi

La mancanza di backhaul ottico rappresenta un ostacolo significativo per garantire prestazioni elevate e affidabili nelle reti mobili. Senza fibra, le connessioni mobili diventano meno efficienti e non riescono a soddisfare le crescenti esigenze di velocità e qualità richieste dagli utenti e dalle applicazioni mission critical, come ad esempio la guida autonoma o le operazioni a distanza.

Copertura mobile: progressi e limiti

  • Al 2023, il 98,5% del territorio è coperto, con un 80,1% di pixel che superano i 30 Mbps in download.
  • Al 2026, la copertura crescerà al 98,6%, con l’84% dei pixel capaci di offrire oltre 30 Mbps.
  • Le aree non coperte si concentrano prevalentemente in zone non abitate, come montagne e laghi.

Tecnologia: il ruolo del 5G

  • L’adozione del 5G è in forte espansione, con il 71,7% del territorio coperto nel 2023 e una previsione del 90,4% per il 2026.
  • Tuttavia, nessun operatore ha dichiarato l’implementazione del 5G stand-alone, lasciando il 5G non stand-alone come unica opzione disponibile.

Conclusioni: una rete da completare

La mappatura di Infratel sottolinea che, sebbene i progressi siano significativi, il raggiungimento di una rete mobile davvero ad alte prestazioni richiede un maggiore investimento nelle infrastrutture di backhaul ottico. Questo diventa cruciale per colmare il divario digitale nelle aree meno coperte e per sfruttare appieno le potenzialità del 5G.

Tabella conclusiva: Sintesi della mappatura e delle criticità

Parametro Valore (2023) Valore previsto (2026) Note
Totale SRB pianificate 75.815 76.323 Crescita limitata del numero di SRB.
SRB senza backhaul ottico 23.702 23.702 Il 31% del totale.
SRB vicine (<50m) a fibra ottica 18.021 18.021 Reti in prossimità, ma non collegate direttamente.
Pixel coperti (%) 98,5% 98,6% Incremento marginale della copertura del territorio.
Pixel con velocità >30 Mbps (%) 80,1% 84,0% Miglioramento delle prestazioni, ma non sufficiente per soddisfare pienamente le esigenze.
Pixel coperti con tecnologia 5G (%) 71,7% 90,4% Crescita significativa, ma assenza di 5G stand-alone limita le potenzialità della rete.

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Mercato Tlc in Europa, investimenti ancora in calo nel 2025. Ondata di fusioni?

Gli investimenti degli operatori diminuiranno nuovamente quest’anno, dopo un picco nel 2022, un anno guidato dai bassi tassi di interesse, dalle aste 5G e dalle implementazioni della fibra. Tuttavia, gli analisti ritengono che seguirà una nuova ondata di consolidamento, in seguito all’approvazione di due massicce fusioni in Spagna e Gran Bretagna nel 2024.

2025 anno tranquillo per le Tlc europee?

Si prospetta un anno tranquillo per il settore delle telecomunicazioni in Europa. Fitch Ratings prevede quindi un outlook “neutrale”: “Gli operatori di telecomunicazioni storici dell’Europa occidentale dovrebbero ottenere risultati migliori nel 2025 rispetto ad alcuni operatori via cavo alternativi, poiché traggono vantaggio dagli investimenti storici nella fibra e dalla continua attenzione “focalizzata sulla riduzione dei costi operativi”, osserva l’agenzia di rating nella sua ultima nota, pubblicata l’8 gennaio.

Morningstar, da parte sua, prevede una prospettiva “stabile” per il settore delle telecomunicazioni fino al 2025. Grazie a un contesto economico generalmente favorevole in cui le riduzioni dei tassi di interesse dovrebbero sostenere prestiti e investimenti, a livello di settore, “la crescita degli abbonati e dei profitti dovrebbe essere “modesto”, stima il gruppo.

Si aspetta inoltre che gli operatori “si trovino ad affrontare decisioni più difficili in materia di allocazione del capitale, nel tentativo di continuare a ridurre l’indebitamento dei loro bilanci”.

Investimenti in calo

Un’altra tendenza è che le spese in conto capitale del settore continueranno a diminuire gradualmente dopo aver raggiunto il picco nel 2022, quando i costi delle aste dello spettro 5G e le implementazioni della fibra in molti mercati hanno raggiunto i massimi. Con ritmi diversi: “Alcuni mercati, come Spagna e Portogallo, hanno ampiamente implementato le loro reti in fibra ottica, ma altri paesi, come Germania e Regno Unito, sono ancora in una fase di intensa implementazione, che comporta alti livelli di investimento”, nota Fitch.

Tlc guardano a settori adiacenti

Soprattutto perché la prospettiva del 6G è improbabile prima della fine dell’anno. Alcuni grandi operatori cercheranno di migliorare le loro opportunità di crescita a lungo termine investendo in settori adiacenti in cui “possono trarre vantaggio dagli investimenti nelle loro reti e/o dalla loro competenza nella creazione di asset digitali”, come i data center, l’assistenza sanitaria, la sicurezza informatica, le applicazioni aziendali tecnologie e intrattenimento/sport, stima Morningstar.

Inoltre, il flusso di cassa libero organico (FCF) del settore continuerà a migliorare, seppur a un ritmo lento, grazie alla “crescita dei ricavi da servizi, al miglioramento dell’EBITDA per molti operatori e alla riduzione dell’intensità di capitale”, osserva Fitch.

In termini di debito, i profili rimarranno molto diversi tra gli operatori storici e quelli alternativi. Fitch prevede che l’indebitamento netto degli “operatori alternativi” (quelli focalizzati sul mercato corporate) rimarrà “sostanzialmente stabile, a circa 4 volte” l’EBITDA medio.

Un forte flusso di cassa netto pre-dividendo dovrebbe consentire alla maggior parte degli operatori alternativi di aggiornare le proprie reti via cavo con la fibra ottica. I buoni allievi restano la maggior parte degli operatori storici, tra cui Deutsche Telekom, Orange, KPN e Vodafone, con un debito netto “in media pari a 2,6 volte” l’Ebitda medio nei prossimi tre anni.

Possibili fusioni in Italia, Germania, Svezia e Danimarca. Il 2025 sarà l’anno del consolidamento?

A priori, si profilano poche prospettive di fusioni e acquisizioni. Ma c’è un vento più favorevole: due grandi operazioni sono state approvate senza troppe condizioni dall’autorità di regolamentazione di Bruxelles nel 2024, la fusione tra Orange e Masmovil in Spagna, autorizzata a febbraio, e la fusione tra Vodafone e Three nel Regno Unito.

Abbastanza per incoraggiare gli operatori ad avviare altre future operazioni di M&A. A Bruxelles, il rapporto Draghi sulla competitività europea ha evidenziato la necessità di un consolidamento in particolare nel settore delle telecomunicazioni europee, che, secondo UBS, sosterrà i multipli di valutazione.

Inoltre, a Bruxelles, la Commissaria europea per la concorrenza, l’inflessibile Margrethe Vestager, è stata sostituita il 1° dicembre 2024 da Teresa Ribera, che ha avuto un ruolo positivo nell’approvazione della fusione Orange-Masmovil. Per il 2025, UBS prevede “potenziale di fusioni e acquisizioni in Danimarca, Italia, Svezia e Germania”. In Germania, UBS prevede che Telefonica Deutschland potrebbe decidere di acquisire 1&1. Lo scorso ottobre entrambi hanno rafforzato i loro accordi di roaming nazionale esistenti per includere lo standard wireless 5G.

E in Italia?

In Italia, l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Fastweb (Swisscom) nel 2024 ha aperto una prima fase di consolidamento. Da quando il colosso Iliad è entrato nel mercato nel 2016, il Paese “è diventato uno dei mercati più frammentati e competitivi d’Europa”, sottolinea UBS. Ma ci sono ancora quattro operatori di reti mobili e sei attori principali, “potrebbe essere possibile un ulteriore consolidamento”.

Infine, in Svezia e Danimarca, il colosso norvegese delle telecomunicazioni Telenor è in trattative con Hutchison per unire le loro attività nei due paesi.

Leggi anche: Consolidamento Tlc, quali prospettive in Italia dopo la fusione fra Vodafone e Three in Uk?

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L’UE si prepara al 6G: standard pronti entro il 2030, ma ritardi sul 5G

Gli Standard 6G in Arrivo

Secondo Jan Ellsberger, Direttore Generale di ETSI, gli standard per le reti 6G saranno disponibili tra il 2029 e il 2030. ETSI, l’organismo europeo per la standardizzazione, ha annunciato che i lavori preparatori inizieranno presto. Tuttavia, il passaggio al 6G rappresenterà un’evoluzione graduale del 5G, piuttosto che una rivoluzione tecnologica.

Ritardi nell’adozione del 5G in Europa

Nonostante i progressi sul 6G, l’Unione Europea è ancora lontana dagli obiettivi di copertura 5G universale previsti per il 2023. Il rapporto State of the Digital Decade della Commissione Europea evidenzia che il ritardo nella diffusione del 5G potrebbe ostacolare l’adozione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, che richiedono connessioni internet ultraveloci.

Il ruolo di ETSI nella standardizzazione

ETSI collabora con il consorzio globale 3GPPP per sviluppare standard di telecomunicazione applicabili in tutto il mondo, coinvolgendo regioni come l’UE, gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone. Solo il 30% delle richieste di standardizzazione di ETSI proviene dalla Commissione Europea, mentre la maggior parte deriva direttamente dall’industria.

Nuove Tecnologie e Formazione

Tra le priorità di ETSI per il futuro vi è lo sviluppo di tecnologie emergenti, come il quantum computing, e la formazione di nuove competenze per i professionisti del settore. ETSI partecipa anche all’attuazione delle normative europee, come il regolamento sull’intelligenza artificiale (AI Act), sottolineando che i tempi per la creazione degli standard dipendono dall’impegno dell’industria.

Tabella Riassuntiva

Tema Dettagli
Tempistica 6G Standard previsti per il 2029-2030.
Importanza del 6G Evoluzione del 5G, non rivoluzione.
ETSI Oltre 950 membri in 65 paesi; coinvolta nel 3GPPP per standard globali.
Situazione 5G nell’UE Target 2023 di copertura universale non raggiunto.
Impatto dei ritardi 5G Rischio di rallentamento per tecnologie come l’intelligenza artificiale.
Priorità ETSI Sviluppo tecnologie emergenti (es. quantum computing), formazione professionale.
Contributo legislativo Supporto all’attuazione del regolamento AI Act e ad altre normative europee.
Richieste di standardizzazione 70% provenienti dall’industria; tempi dipendenti dall’impegno degli attori industriali.

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Reti Private LTE/5G al decollo: mercato da 8,9 miliardi di dollari entro il 2029

Il mercato delle reti private LTE/5G è in forte espansione e, secondo un rapporto di Berg Insight, raggiungerà un valore di 8,9 miliardi di dollari entro il 2029, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 38%. Già nel 2024, i ricavi globali per questo settore sono stimati a 1,8 miliardi di dollari.

4.700 reti private 5G nel 2023

Il numero di reti private LTE/5G operative dovrebbe superare le 4.700 entro la fine del 2023, escludendo progetti dimostrativi o proof-of-concept. La domanda è trainata da una maggiore disponibilità di spettro e dall’emergere di nuovi casi d’uso che spingono investimenti significativi da parte di fornitori consolidati come Ericsson, Nokia e Huawei, oltre a nuovi attori del mercato. Questo contesto riflette una transizione da un modello guidato dall’offerta basato sulle licenze di spettro a uno in cui domina la domanda degli utenti finali.

Nokia al top

Nokia si posiziona come il principale fornitore di soluzioni di rete nel settore LTE/5G privato, con 800 clienti e oltre 1.500 implementazioni previste entro la fine dell’anno. Tuttavia, affronta la concorrenza di aziende come Ericsson, Huawei e numerosi altri fornitori più piccoli, tra cui Airspan Networks, Mavenir, Samsung, ZTE e Sercomm. Complessivamente, più di 60 fornitori offrono attualmente software per reti private, inclusi prodotti RAN ed EPC/5GC sviluppati da aziende come Cisco, Microsoft, Hewlett Packard Enterprise e Druid Software.

Modelli di business as a service

Tra le tendenze principali si osserva l’adozione di modelli di business “as-a-service”, l’implementazione di funzioni di rete virtuali (VNF) e l’uso di dispositivi aziendali basati su O-RAN e soluzioni neutrali. Tuttavia, tecnologie emergenti come il Wi-Fi 7 e il network slicing potrebbero rallentare la crescita del mercato delle reti private LTE/5G, poiché offrono alternative valide per soddisfare la domanda aziendale di connettività veloce e affidabile. Inoltre, eventuali cambiamenti normativi nei prossimi anni potrebbero influenzare il panorama del settore.

Tabella Riassuntiva

Aspetto Dettagli
Valore del mercato $1,8 miliardi nel 2024, $8,9 miliardi entro il 2029 (CAGR 38%).
Numero di reti Oltre 4.700 reti LTE/5G private operative entro il 2023.
Fornitori principali Nokia (800 clienti, 1.500 reti), Ericsson, Huawei e altri (Airspan, ZTE).
Tecnologie emergenti Modelli “as-a-service”, VNF, O-RAN, soluzioni neutrali.
Possibili sfide Concorrenza di Wi-Fi 7 e network slicing; cambiamenti normativi futuri.

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5G CRESCA, progetto Vodafone Italia-Polimi per reti private nei Campus universitari

Politecnico di Milano con Vodafone Italia, Università degli Studi di Milano, MADE, Fondazione IRCCS Ca’ Granda e del Museo del Violino di Cremona, presentano il progetto 5G-CRESCA (5G Connected REplicable Services for Connected cAmpus), un’iniziativa che segna un importante passo avanti nello sviluppo di servizi digitali innovativi e connessi in ambito accademico grazie alla tecnologia 5G.

Reti private ibride Campus universitari del Politecnico di Milano, del Policlinico di Milano, del Centro di Competenza MADE e del Museo del Violino

Il progetto prevede la realizzazione di una rete mobile privata 5G ibrida (Mobile Private Network, MPN) all’interno dei Campus universitari del Politecnico di Milano, del Policlinico di Milano, del Centro di Competenza MADE e del Museo del Violino. Attraverso l’uso di reti 5G ad alta velocità e bassa latenza e le capacità di elaborazione dell’edge computing, il progetto punta a innovare i metodi di apprendimento e formazione, promuovendo collaborazioni con l’industria per creare occupazione, crescita economica e benefici sociali. Partendo dall’ambito accademico, mira a estendere questi vantaggi alla comunità, migliorando connessioni e sicurezza nella gestione dei dati.

Progetto sostenuto dal bando Ue Connecting Europe Facility

Sostenuto dal bando Connecting Europe Facility dell’Unione Europea – strumento di finanziamento volto a favorire crescita e competitività attraverso investimenti infrastrutturali – 5G-CRESCA sviluppa otto casi d’uso innovativi nei settori educativo, sanitario, industriale e dei servizi avanzati sfruttando funzioni abilitate dal 5G.

Antonio Capone (Polimi): ‘Campus universitari per le applicazioni digitali sono sempre stati un laboratorio di idee e innovazione’

“I campus universitari per le applicazioni digitali sono sempre stati un laboratorio di idee e innovazione. Nel caso del progetto 5G-CRESCA la connettività avanzata delle reti 5G, pubbliche e private, viene sfruttata per creare un insieme di nuovi servizi al servizio della comunità di studenti, docenti e personale che oltre ad essere immediatamente fruibili rappresentano una opportunità di ulteriore sviluppo sia per la rete che per le applicazioni. L’aspetto più interessante delle applicazioni scelte dal progetto è la loro estendibilità in contesti diversi dal campus universitario, come quello delle smart city o dell’industria digitale”, ha detto ilprof. Antonio Capone, Politecnico di Milano, responsabile scientifico del Progetto.

Cinzia Campanella (Vodafone Italia): ‘Con il 5G nuovi modelli di apprendimento, collaborazione e gestione dei servizi’

“Il progetto 5G-CRESCA rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia 5G, grazie alla sua potenza e versatilità, possa abilitare soluzioni innovative non solo in ambito accademico ma anche per la collettività. – dichiara Cinzia Campanella Head of Innovation and Vertical Solutions di Vodafone.  In Vodafone, crediamo fermamente che la diffusione delle reti di nuova generazione sia fondamentale per promuovere una società più connessa, sostenibile e innovativa. Attraverso l’integrazione tra connettività avanzata, edge computing e applicazioni all’avanguardia, insieme al Politecnico di Milano e ai partner di progetto intendiamo creare le basi per nuovi modelli di apprendimento, collaborazione e gestione dei servizi che migliorano la vita delle persone e offrono nuove opportunità per le imprese. Questo progetto non solo potenzia i campus universitari ma apre la strada a futuri sviluppi in ambiti come le smart city e l’industria digitale”.

Casi d’uso e aree di sviluppo

I casi d’uso del progetto si articolano in due principali aree di sviluppo. La prima, Enhanced Campus Education è dedicata all’innovazione nell’istruzione e include piattaforme di apprendimento basate su realtà aumentata, simulazioni chirurgiche avanzate in realtà mista e lezioni musicali a distanza, garantendo esperienze immersive e interattive. La seconda area di sviluppo – Enhanced Campus Services – si concentra invece sull’ottimizzazione dei servizi nei campus, comprende tecnologie di rete ad alte prestazioni per la gestione degli spazi, video analisi avanzata per migliorare la sicurezza fisica degli ambienti, connettività 5G on-demand, streaming a 360° di eventi e nuovi servizi dedicati a sport e benessere.

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5G, DTD-Invitalia-Infratel nuove convenzioni per copertura gallerie Milano-Cortina e Isole Minori. Butti ‘Sempre più connessi’

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Invitalia e Infratel Italia hanno sottoscritto due nuove convenzioni per l’attuazione di progetti strategici mirati al potenziamento delle infrastrutture digitali, al rafforzamento delle reti di comunicazione e al miglioramento della connettività su tutto il territorio nazionale. Questi interventi, si legge in una nota, rappresentano un passo significativo verso la modernizzazione del Paese e il raggiungimento degli obiettivi delineati nella Strategia per la Banda Ultralarga 2023-2026.

Le convenzioni, finanziate complessivamente con 133 milioni di euro, sono sostenute attraverso due principali fonti: il Piano Nazionale Complementare (Pnc) e il Fondo per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione. E sono: Gallerie Milano-Cortina e Potenziamento rete Backhaul nazionale (Pnc), due progetti per un totale di 107 milioni che mirano a garantire connettività 5G per le gallerie delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e collegamenti di backhauling ultraveloci a tutti quei territori che ancora non usufruiscono di un collegamento adeguato.

E poi, Sanità Milano-Cortina e Nuovo Piano Isole Minori (Fondo Innovazione): con un finanziamento di 26 milioni queste iniziative si concentrano sul supporto alle strutture sanitarie olimpiche con tecnologia 5G e sull’estensione della connettività a sei nuove isole minori, rafforzando l’accesso alla banda ultralarga in territori isolati.

“Sono orgoglioso di annunciare queste nuove convenzioni, che rappresentano un passo concreto verso un’Italia sempre più connessa”, ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti. “Attraverso interventi mirati come per le Olimpiadi Milano-Cortina e il supporto alle isole minori – ha sottolineato – stiamo investendo sul futuro del nostro Paese, garantendo infrastrutture digitali all’avanguardia e riducendo le disuguaglianze territoriali. Questo è il risultato di una collaborazione efficace tra istituzioni e attuatori, che conferma l’impegno del governo nel guidare la transizione digitale in modo capillare”.

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Reti FTTH e 5G, come renderle più green. La visione e il lavoro già fatto da Sielte

Il settore delle telecomunicazioni rappresenta uno dei motori principali della trasformazione digitale e della transizione energetica del Paese. Reti di nuova generazione, come il 5G e la fibra ottica, insieme alle infrastrutture intelligenti, stanno ridefinendo le nostre società, rendendole sempre più interconnesse. Tuttavia, questo progresso porta con sé una responsabilità: garantire che le innovazioni tecnologiche siano sostenibili, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale.

Le aziende devono rispondere a normative sempre più stringenti e anticipare le aspettative dei consumatori e degli stakeholder. Non è sufficiente investire in velocità e capacità: oggi tutti dobbiamo contribuire attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico, alla decarbonizzazione delle infrastrutture e alla creazione di una società più inclusiva. Proprio per questo il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) rappresenta una guida strategica per la riduzione delle emissioni e l’integrazione di tecnologie innovative nel settore, indicando la fibra ottica e la digitalizzazione come strumenti chiave per la transizione energetica anche in ambito TLC.

Emissioni e decarbonizzazione: un imperativo per il settore

Uno dei maggiori contributi alle emissioni globali proviene dall’alimentazione delle infrastrutture. Ad esempio, molte antenne 5G in Italia, ancora oggi alimentate a diesel, possono essere decarbonizzate attraverso l’adozione di fonti energetiche rinnovabili come l’energia solare.

Come Sielte abbiamo implementato un sistema di gestione delle emissioni basato sull’ISO 14064-1, che consente di quantificare e rendicontare l’impatto delle sue attività. Nel 2023 l’azienda, ad esempio, ha prodotto 789.012 kWh di energia elettrica grazie ai propri impianti fotovoltaici, evitando l’emissione di 360,69 tonnellate di CO2 equivalente. Questo risultato aiuterà a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti anche dal Decreto Legislativo 47/2020 e dalla Direttiva Europea 2018/2001 (RED II), che promuovono l’utilizzo di fonti rinnovabili per il 30% del consumo finale lordo entro il 2030 nel nostro Paese.

L’efficienza energetica, inoltre, si deve estendere anche alle reti: la sostituzione delle vecchie infrastrutture in rame con impianti in fibra ottica ha ridotto drasticamente il consumo energetico, migliorando l’affidabilità e la capacità di trasmissione. Questo cambiamento supporta gli impegni previsti dal PNIEC e contribuisce all’espansione della banda ultra-larga pianificata dal PNRR.

Smart grid e reti intelligenti: infrastrutture per un futuro sostenibile

C’è poi il tema della sinergia tra telecomunicazioni ed energia, che si manifesta nelle smart grid, reti intelligenti che utilizzano sensori IoT, nei big data e nell’analisi predittiva per ottimizzare la distribuzione e il consumo energetico. Attraverso partnership con i principali operatori tecnologici, Sielte sta contribuendo allo sviluppo di queste infrastrutture, che rappresentano una componente fondamentale della Strategia Italiana per l’Idrogeno e delle politiche europee per la neutralità climatica.

Le smart grid non solo ottimizzano l’uso delle risorse, ma favoriscono l’integrazione delle fonti rinnovabili, contribuendo all’autosufficienza energetica. Questi interventi sono previsti dall’ultima direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia, in cui si incentiva la diffusione di tecnologie energetiche innovative e si rafforza la decarbonizzazione del sistema infrastrutturale nazionale, sia civile che industriale.

Allo stesso tempo, contribuire alla costruzione delle reti italiane di telecomunicazioni fisse a banda ultra-larga in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home), consente lo sviluppo di servizi digitali complessi, spingendo il Paese verso una decarbonizzazione digitale fondamentale per affrontare le sfide legate alla crisi climatica e alla transizione energetica.

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Galli, DG INWIT: ‘Le nostre infrastrutture digitali e condivise ecosistema integrato e capillare a supporto di Telco, progetti Smart City e 5G’

“Il nostro è un modello di business basato sulla sharing economy. A servizio dell’ecosistema industriale offre vantaggi all’industria delle telco poiché evita la duplicazione degli investimenti per gli operatori. Ciò è un pregio per un settore in cui il ritorno sugli investimenti ha un valore specifico. Inoltre, grazie alle nostre infrastrutture digitali e condivise, il nostro è un business intrinsecamente sostenibile, poiché genera efficienza industriale, economica, sociale e ambientale”,ha detto Diego Galli, Direttore Generale di INWIT ad un evento che si è tenuto a Roma.

Infrastrutture condivise

E ha aggiunto “Per costruire le smart city servono infrastrutture digitali e condivise che abilitino una connettività 5G stabile, efficiente e capillare. Oggi INWIT è una digital infrastructure company. Le nostre quasi 25.000 torri distribuite capillarmente su tutto il territorio (una torre ogni 3 km e ogni 5-600 metri nelle città) e le circa 600 coperture dedicate multi-operatore per location indoor DAS (Distributed Antenna System) sono un ecosistema integrato e capillare, in grado di servire contemporaneamente più operatori e più tecnologie. Il nostro modello porta efficienza economica ed industriale nella catena del valore a beneficio dei nostri clienti, i telco operator, ed efficienza ambientale, con minore utilizzo di risorse”.

Piano di investimenti da 800 milioni

“Abbiamo un piano di investimenti da 800 milioni tra infrastrutture digitali outdoor e indoor. Lo scorso anno abbiamo realizzato 900 nuove torri e circa altrettante ne aggiungeremo entro la fine di quest’anno. Ma è anche con le nostre coperture dedicate multi-operatore per location sia indoor, sia outdoor DAS che contribuiremo a realizzare le smart city italiane. Ad oggi abbiamo abilitato la connettività multi-operatore in 5G in oltre 130 ospedali, più di 10 campus universitari, diversi musei e centri commerciali. E non solo: abbiamo concretizzato progetti strategici come la copertura multi-operatore 5G della linea metropolitana Blu M4 di Milano e con A2A abbiamo un accordo per installare small cell 5G sui pali dell’illuminazione pubblica”, ha continuato Galli.

Roma 5G

“A Roma, inoltre, abbiamo acquisito il controllo esclusivo di Smart City Roma per sviluppare la connettività 5G in tutti i principali punti nevralgici della città (metropolitane, piazze e strade), in collaborazione con Roma Capitale e a supporto di tutti gli operatori del settore. Questo progetto, particolarmente cruciale anche in vista del Giubileo, pone le basi per trasformare Roma in una vera smart city, facendola diventare una città moderna e all’avanguardia”, ha concluso Galli.

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5G, sottoscrittori al 25% a livello globale. A quando il ROI per le Telco?   

Cresce la diffusione del 5G a livello globale, ma non aumentano di pari passo i ricavi degli operatori. E’ sempre più evidente il fatto che alle Telco manca una o più killer application per monetizzare gli ingenti investimenti spesi per le frequenze 5G e quelli che devono ancora sborsare per la realizzazione del 5G standalone. A confermare tutto ciò arrivano i dati dell’ultimo Ericsson Mobility Report, secondo cui a breve il 5G rappresenterà più di un quarto di tutte le sottoscrizioni globali.

Il che è ovviamente un fatto positivo, dal punto di vista della industry, anche se questa crescita non corrisponde ad una leva finanziaria per le Telco.  

5G, più di 2,3 miliardi di sottoscrittori globali

Ciò non toglie che i dati di diffusione globale del 5G sono molto positivi. Alla fine del 2024 il numero globale di sottoscrizioni 5G salirà a quota 2,3 miliardi, più del 25% delle sottoscrizioni mobili nel complesso.  

Una percentuale di tutto rispetto che sicuramente ha riempito le tasche dei fornitori di attrezzature di rete e dei produttori di smartphone, ma non certo degli operatori Tlc. Almeno non ancora.

Il ROI per le Telco è ancora un mistero

Il ROI per le Telco è ancora un mistero, nonostante i massicci investimenti e la crescita dei servizi consumer che non sborsano somme particolarmente significative per gli abbonamenti 5G.   

Secondo i dati di Ericsson, gli abbonamenti 5G globali sono aumentati di 163 milioni durante il terzo trimestre di quest’anno per un totale di 2,1 miliardi e sembrano destinati a raggiungere i 2,3 miliardi entro la fine dell’anno, quando si prevede che il Nord America avrà il più alto tasso di penetrazione degli abbonamenti 5G, al 71%, seguito dal Nord-est asiatico, al 51%, dai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, al 47% e dall’Europa occidentale con solo il 41%.

Il 5G sorpasserà il 4G nel 2027

Il numero di abbonamenti 5G è destinato a continuare ad aumentare per il resto del decennio e si prevede (da Ericsson) che raggiungerà i 6,3 miliardi entro il 2030, con il 5G destinato a superare il 4G come tecnologia mobile dominante nel 2027.

I paesi più popolati del mondo hanno guidato questa crescita, in particolare Cina e Stati Uniti fino ad ora, e continueranno a farlo, con l’India che alimenterà una fetta considerevole dell’adozione del 5G in futuro: secondo il rapporto, si prevede che il numero di abbonamenti 5G in India raggiungerà almeno 270 milioni entro la fine di quest’anno, rappresentando circa il 23% di tutte le connessioni cellulari nel paese.

Entro il 2030, si prevede che gli operatori indiani avranno in totale 970 milioni di connessioni 5G (circa tre quarti del totale del paese).

GSMA, 5G importante per trasformazione digitale delle aziende

Quindi, il 5G sta guadagnando terreno in tutto il mondo e, secondo un recente rapporto dell’unità Intelligence della GSMA, gli utenti aziendali considerano il 5G importante per i loro sforzi di trasformazione digitale.

Nonostante queste tendenze e statistiche, il 5G è considerato una delusione (nella migliore delle ipotesi), almeno in termini di impatto che ha avuto sui ricavi delle telecomunicazioni.

La speranza attuale è il 5G standalone

L’attuale grande speranza per il 5G è che l’implementazione delle capacità 5G standalone (SA) consentirà alle società di telecomunicazioni di offrire alcuni di quei “servizi killer” ad oggi impossibili soprattutto per la necessità di bassissima latenza, con l’intelligenza artificiale in primo piano.

Inoltre, ci sono anche grandi aspettative per l’impatto delle capacità 5G-Advanced abilitate da 3GPP Release 18, le cui specifiche sono state “congelate” (pronte per essere implementate) a giugno 2024 e ora stanno iniziando ad apparire nelle ultime versioni dei fornitori (con il termine 5.5G talvolta utilizzato per identificare 5G-Advanced).

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