5G, Galli (INWIT): ‘Le nostre infrastrutture al servizio dei comuni e delle aree rurali’

Come può INWIT essere al servizio delle città e dei comuni? È questo il senso dell’intervento di Diego Galli, Direttore Generale del primo tower operator italiano, a “Missione Italia 2021-2026 – Il PNRR dei Comuni e delle Città”, l’appuntamento annuale dell’associazione dei Comuni italiani.

Intervenendo nel panel “Sviluppo sostenibile: i progetti del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica”, Galli ha detto: “il nostro contributo allo sviluppo dei territori passa per tre direttrici: le nostre infrastrutture digitali e condivise, il contributo alla riduzione del digital divide e l’abilitazione della Smart Italy, sia nelle città che nelle aree rurali”.

Infrastrutture digitali, il piano al 2026

“Le nostre infrastrutture digitali e condivise rappresentano un ecosistema al servizio di città e comuni. Mettiamo a disposizione dei territori oltre 24mila torri e circa 500 coperture di microantenne distribuite DAS per location indoor, tra cui figurano più di 100 ospedali, 10 università, musei, ma anche metropolitane come la M4 Milano, poli fieristici come Fiera Milano e oltre a 1000 km di tunnel stradali e autostradali coperti con nostri apparati – ha aggiunto Galli -. Nell’arco del Piano Industriale al 2026 aumenteremo gli investimenti a 800 milioni. Questo significa aggiungere 2mila macro-siti e circa 500 ulteriori coperture indoor con il sistema DAS a quelle già attive. Il nostro è un modello di business che definiamo intrinsecamente sostenibile in quanto abilita, attraverso la condivisione dei nostri asset, uno sviluppo più efficiente lungo tutta la catena del valore e coniuga efficienza industriale, economica, sociale e ambientale. Dal recente sondaggio che abbiamo fatto realizzare emerge inoltre come la quasi totalità degli italiani, il 94%, sia consapevole che l’infrastruttura digitale crea valore per il territorio e la collettività e come l’84% sia a favore della loro costruzione. La differenza tra queste percentuali indica che c’è una parte di persone che apprezza le infrastrutture ma non le vuole vicino a casa. Per questo stiamo investendo molto in comunicazione”.

 Riduzione del digital divide

“Con le nostre infrastrutture contribuiamo anche alla riduzione del digital divide – ha continuato Galli -. Siamo nella fase esecutiva del Piano Italia 5G PNRR e stiamo portando le nostre torri, equipaggiate con il 5G degli operatori, in 1.385 aree bianche, attualmente in digital divide. Abbiamo inoltre siglato due protocolli d’intesa specifici. Il primo con il Dipartimento per la trasformazione digitale, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), Infratel Italia e gli operatori interessati con l’obiettivo di migliorare la pianificazione degli interventi e aumentare la collaborazione tra pubblico e privato. Il secondo con UNCEM, l’Unione Nazionale dei Comuni ed Enti Montani, per accelerare i tempi di infrastrutturazione digitale del territorio”.

Smart Italy

“Le nostre infrastrutture contribuiscono infine alla creazione di una “Smart Italy”, a supporto dei territori, degli Amministratori locali e degli operatori. Un’Italia smart in cui servizi evoluti, innovazione, sostenibilità e attenzione ai bisogni dei cittadini e del territorio siano gli assi portanti del nuovo modello di sviluppo. Oggi, pensare ad uno smart country non vuol dire solo immaginare una proiezione astratta e futuribile delle città, ma riuscire a gestire le risorse in modo intelligente ed economicamente sostenibile, mettendo al centro dell’attenzione i cittadini e le loro esigenze”, ha concluso Galli.

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Fibra e 5G: la Ue non raggiungerà i target al 2030. Gap Italia su digital skills, AI e Cloud

L’Eurobarometro digitale della Ue non volge al sereno e i target ambiziosi di copertura ultraboradband e di trasformazione digitale fissati al 2030 nel Digital Compass non saranno raggiunti. E’ quanto emerge dall’ultimo report sullo stato di avanzamento del Digital Decade, che tra l’altro comprende una mappa dettagliata paese per paese della roadmap da seguire.

L’analisi ha evidenziato che, sulla traiettoria attuale, l’azione collettiva degli Stati membri non raggiungerà gli obiettivi di trasformazione digitale dell’UE.

Sul fronte della connettività, la Ue raccomanda all’Italia di “garantire un accesso sufficiente di nuovi operatori allo spettro per applicazioni innovative business-to-business (B2B) e business-to-consumer (B2C) e di incoraggiare gli operatori per accelerare la realizzazione delle reti centrali standalone 5G”, ancora assenti nel nostro paese.

Le principali lacune nel panorama digitale dell’UE includono:

• Competenze digitali

• Connettività di alta qualità

• Adozione dell’intelligenza artificiale

• Analisi dei dati da parte delle imprese

• Produzione di semiconduttori

• Ecosistemi di startup

Il rapporto chiede uno scatto di reni, un’azione rafforzata tra gli Stati membri per avviare la trasformazione digitale dell’Europa.

Migliorare la connettività

Il rapporto mostra che l’UE è in ritardo rispetto agli obiettivi di connettività DDPP. Le reti in fibra raggiungono soltanto il 64% delle famiglie e il 5G di alta qualità copre appena il 50% del territorio con prestazioni inadeguate.

Per risolvere questo problema, gli Stati membri e la Commissione dovranno collaborare di più per creare un efficace mercato unico digitale.

Migliorare l’adozione dell’IA

Nel 2023, le aziende europee non hanno raggiunto l’obiettivo del 75% per l’adozione di AI, cloud e big data. Si prevede che entro il 2030 solo il 64% della popolazione utilizzerà il cloud, il 50% i big data e il 17% l’intelligenza artificiale.

Per stimolare la digitalizzazione, l’UE mirerà a incentivare le PMI ad adottare queste tecnologie e ad aumentare gli investimenti privati ​​nelle startup, che sono cruciali per la competitività dell’Europa nell’innovazione, nell’efficienza e nella crescita.

Aumentare l’accesso alle tecnologie digitali

Il rapporto ha evidenziato che una sfida fondamentale nella trasformazione digitale dell’UE è la portata limitata delle tecnologie digitali al di fuori delle grandi città.

Affrontare questo divario digitale richiede una cooperazione transfrontaliera e locale attraverso iniziative come progetti multinazionali, hub europei di innovazione digitale e consorzi europei di infrastrutture digitali.

KPI del Digitale Decade Report

Il quadro italiano

Il rapporto “Digital Decade” 2024 per l’Italia indica alcuni progressi nella digitalizzazione ma i gap sono molti.
– Infrastrutture Digitali: La copertura di Fibre to the Premises (FTTP) e delle Reti Fisse ad Alta Capacità (VHCN) è del 53,7%, inferiore alla media UE, ma con progressi significativi. La copertura complessiva del 5G è del 99,7%.

Punti di forza e di debolezza dell’Italia

– e-Health: L’Italia ha superato la media UE nell’accesso ai record di e-health, con un punteggio di 82,7 su 100 rispetto alla media UE di 79,1.
– Competenze Digitali: Solo il 45,8% degli italiani possiede competenze digitali di base, rispetto alla media UE del 55,6%.

KPI relativi all’Italia sulla Digital Decade

– Adozione di Tecnologie Avanzate: Solo il 5% delle imprese italiane utilizza l’IA, rispetto all’8% della media UE. L’Italia ha registrato solo 7 unicorni nel 2023, meno del 3% di tutti gli unicorni nell’UE.
– L’Italia ha pianificato un significativo sforzo per raggiungere gli obiettivi del Decennio Digitale, con un budget totale stimato di oltre 32,5 miliardi di euro (1,6% del PIL) per la trasformazione digitale.
– Il 49% degli italiani ritiene che l’UE protegga bene i loro diritti digitali, con una fiducia nella privacy digitale al 57%. Tuttavia, il 45% esprime preoccupazioni sulla sicurezza degli ambienti digitali per i bambini e il 40% sulla gestione dei dati personali.

Il Report dedicato all’Italia in PDF

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5G, stop ai dinieghi dei sindaci in arrivo nel DL Coesione

Il DL Coesione verso il via libera definitivo previsto per giovedì, dopo la fiducia incassata ieri alla Camera, compresa la parte che consente di superare le ordinanze dei sindaci contro nuovi impianti 5G.

Diverse le novità introdotte in Commissione e confermate dal passaggio in Aula. Per consentire la realizzazione del Piano Italia 5G nei tempi previsti, vale a dire entro giugno 2026, è stata inserita una misura che consente di superare il veto posto da alcuni Comuni (si stima il 25% delle amministrazioni locali interessate). Il bando, dal valore di 1,07 miliardi in ambito del Pnrr, era stato aggiudicato a Inwit, in raggruppamento con Tim e Vodafone e si riferisce alla copertura di circa 1.400 aree bianche, cioè aree a fallimento di mercato. 

Un migliaio di torri da realizzare nelle aree a fallimento di mercato, dove però il diniego di molti Comuni ha portato ad una situazione di stallo pericoloso, con appena il 15% dei Comuni coperti secondo dati del sito Connetti.Italia, con il rischio di mancare gli obiettivi di copertura previsti dal PNRR al 2026.

Nel frattempo, sono online da qualche giorno sul sito del Mimit le slides che chiariscono le regole e la documentazione necessaria per richiedere ai Comuni l’innalzamento dei limiti nei diversi impianti presenti sul territorio.

Nelle slide, si legge sul sito del ministero, “si chiariscono i principi sanciti dalla norma, equa ripartizione e principio di effettività, e si danno chiarimenti sui processi di autorizzazione e semplificazione introdotti dal correttivo al Codice delle Comunicazioni. Viene inoltre presentato un prospetto aggiornato alla data odierna sui limiti assentibili di ciascun operatore”.

Leggi anche: 5G&Co. Catenacci (MIMIT): “Limiti elettromagnetici italiani più cauti che altrove”

Nuovi limiti elettromagnetici: rischio cortocircuito operatori, Regioni e Arpa. C’è chi rema contro?

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Cresce l’adozione del 5G. Entro il 2029 l’80% del mondo sarà coperto

La nuova edizione dell’Ericsson Mobility Report rilasciata a giugno 2024 evidenzia la crescita continua del 5G in tutto il mondo, con un incremento delle offerte di connettività evoluta (Stand Alone) e della copertura del 5G Midband. Per la fine del 2029 nel mondo ci saranno 5,6 miliardi di abbonamenti 5G, che rappresenteranno il 60% di tutti quelli 5G esistenti. Il traffico mobile aumenterà con un 20% di crescita attesa anno su anno, e la popolazione mondiale, al di fuori della Cina, coperta dal 5G raddoppierà, passando dal 40% di fine 2023 all’80% di fine 2029.

Al di fuori della Cina perché questo è il paese con la più ampia copertura 5G a livello globale: entro un anno raggiungerà il 100% di disponibilità territoriale.

In termini di evoluzione dell’offerta, il report evidenzia uno sviluppo della copertura del 5G in banda media, che a fine 2023 era arrivata al 35% della popolazione mondiale. 50 dei circa 300 operatori che offrono servizi 5G nel mondo hanno lanciato il 5G Standalone (5G SA). Inoltre, l’Ericsson Mobility Report evidenzia che la connettività FWA (Fixed Wireless Access) sta diventando un caso d’uso rilevante per l’implementazione del 5G da parte degli operatori telco di tutto il mondo, con una rilevante crescita nell’ultimo anno degli attori che offrono il servizio e lo usano per formulare offerte differenziate in base alla velocità di connessione con 5G FWA.

”L’Ericsson Mobility Report appena rilasciato mostra che c’è una continua, forte crescita degli abbonamenti 5G” ha detto Fredrik Jejdling, Executive Vice President and Head of Networks, di Ericsson. “I casi d’uso più importanti sono i servizi evoluti di connettività in banda larga mobile e il Fixed Wireless Access, e in questo caso vi sono segnali che evidenziano come le capacità del 5G stiamo influenzando la formulazione delle offerte FWA da parte degli operatori. Il report evidenzia anche la necessità di aumentare l’implementazione della tecnologia 5G Standalone, per realizzare il pieno potenziale del 5G”.

1,7 miliardi di abbonamenti 5G

Nei primi tre mesi del 2024 si sono aggiunti 160 milioni di abbonamenti 5G, tale da portare la cifra a 1,7 miliardi. Il report di Ercisson prevede inoltre che a fine 2024 i nuovi abbonamenti 5G attivati saranno 600 milioni; per la fine del 2029, ne avremo 5,6 miliardi. Nei prossimi cinque anni raddoppierà la popolazione mondiale che sarà coperta dal 5G, passando dal 40% di fine 2023 all’80% del 2029. Sempre a fine 2029, il 60% di tutti gli abbonamenti a servizi di connettività mobile saranno abbonamenti 5G. Riguardo alle varie regioni del mondo si prevede che sarà il Nord America ad avere per la fine 2029 la maggior penetrazione del 5G, che arriverà al 90 % (430 milioni di abbonamenti).

Detto ciò, il traffico dati mobile è cresciuto del 25% anno su anno tra fine marzo 2023 e fine marzo 2024, spinto principalmente dalla migrazione degli abbonati all’uso di servizi di più recente generazione e ad alta intensità di dati, come il video. Si prevede che il traffico cresca a un tasso annuale composto del 20% fino alla fine del 2029. Circa un quarto di tutti i dati sulle reti mobili, a fine 2023, era stato gestito via 5G e per la fine del 2029 si prevede che questo dato arriverà al 75% del totale.

La connettività FWA come caso d’uso per il 5G

Per quanto riguarda il tema FWA, Ericsson ha preso in considerazione 310 operatori telco di tutto il mondo. Tra di essi 241 offrivano, ad Aprile 2024, servizi FWA. 128 – circa il 53% – avevano anche un’offerta 5G FWA: questo è un aumento di dodici punti rispetto al periodo corrispondente del 2023, per una crescita del 29% Il 5G FWA offre velocità, funzionalità di gestione dei dati e bassa latenza che rendono più attrattivo per gli operatori telco creare piani tariffari FWA differenziati per velocità, con parametri dati in downlink e uplink, similmente a quanto si fa per le offerte di connettività via cavo o su fibra. Ciò nell’ultimo anno ha contribuito a far crescere di quasi il 50% il numero di operatori che offrono tariffe 5G FWA differenziate basate sulla velocità, con il 40% di tutti gli operatori che oggi lo fanno.

Questo fa della connettività FWA il secondo più rilevante caso d’uso per il 5G, secondo solo all’offerta di servizi in banda larga mobile evoluti (eMBB). Il Mobility Report, giugno 2024 contiene anche quattro approfondimenti su casi di studio che raccontano come la rete 5G di NorthStar abbia abilitato la connettività per veicoli a guida autonoma; un progetto per portare il 5G sottoterra (con Rogers, Canada) nella metropolitana di Toronto in Canada; uno per offrire migliori esperienze ai clienti (con Bharti Airtel, India) e come costruire una rete programmabile ad alte prestazioni con AT&T negli Stati Uniti.

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Tlc, Butti: ‘Peggiora servizio reti mobili, inammissibile’. E sulla rete: ‘Bene separazione, ma ora investire’. Governo al lavoro su satelliti e cavi sottomarini

“Negli ultimi anni abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a un peggioramento della qualità del servizio offerto soprattutto sulle reti mobili” e dai sindaci c’è una “lamentala crescente” sulla mancanza di segnale “nei centri storici e non solo” nei centri storici. Lo ha detto oggi il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’innovazione e al digitale, Alessio Butti ad un evento che si è tenuto a Roma. “È una questione che dobbiamo risolvere e dobbiamo farlo rapidamente”, aggiunge, “è veramente inammissibile” e non riguarda soltanto i ritardi di copertura delle reti 5G, quanto anche lo spegnimento del 3G e una rete 4G su cui pesa un traffico sempre più pesante, fatto di dati e video, ai quali a breve si sommerà anche il peso dell’Intelligenza Artificiale. A pagare dazio è soprattutto il servizio voce, in netto peggioramento come qualità e copertura.

Leggi anche: Banda ultralarga, linee fisse in calo cresce il mobile. Ma le reti wireless reggeranno il traffico?

Un problema, quello della scarsa qualità delle reti mobili, che fa il paio con i ritardi di copertura in fibra.

Tlc, Butti: su Italia 1 Giga siamo solo al 21% dei civici rispetto target

Sul piano Italia a 1 Giga “siamo al 21% dei civici rispetto al target finale ed è necessario che le convenzioni in corso siano rispettate per i tempi, o corriamo il rischio che l’Europa riassorba i finanziamenti Pnrr”, sottolinea il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

“In tutta Italia il totale aggiudicato è di 3,4 miliardi di euro – ha sottolineato Butti -, quindi tutto si può dire tranne che il pubblico non abbia investito sulle reti del futuro, sbagliando negli anni scorsi magari qualche mappatura, qualche gara, ma il governo è assolutamente impegnato”.

Tim, Butti: bene separazione rete da servizi, era obiettivo Governo

Passando alla separazione imminente della rete Tim e alla sua cessione a KKR entro il primo luglio, Dopo anni di chiacchericcio siamo arrivati a un primo fondamentale passo. “Dopo anni di chiacchericcio siamo arrivati a un primo fondamentale passo, che è quello della separazione della rete dai servizi, era un obiettivo previsto e inserito anche nel programma di governo. Tutto il governo si è concentrato in modo lodevole su questo obiettivo, che per noi e’ importante”, ha detto.

“La creazione di una rete wholesale only, che fosse indipendente e neutrale, era da sempre un obiettivo del governo per consentire a tutti gli operatori di combattere ad armi pari e per agevolare competitività nel mercato”, ha spiegato.

“Finalmente avremo un operatore in grado di fare investimenti che sono necessari se vogliamo dotare il paese di una rete Ftth nei tempi programmati. Mi auguro un atteggiamento costruttivo e sereno certamente nei confronti degli operatori, ma anche nei confronti delle autorità di regolamentazione”, prosegue il sottosegretario.

“Anche a livello europeo c’è più convinzione sulla divisione della rete dai servizi e questo consentirà anche una deregulation, che il mondo degli operatori attende, anche nei confronti dei servizi paneuropei sui quali il governo intende tornare a investire”, conclude Butti.

Butti, non è momento di cullarsi su separazione della rete

Detto questo, “Non è il momento di cullarsi” sulla separazione della rete e le fusioni tra operatori, “è il momento di investire”. Butti osserva che con la separazione della rete “abbiamo uno scenario interessante” per cui si augura un “atteggiamento costruttivo e sereno”. Quanto alla fusione tra Fastweb e Vodafone, dà “un vantaggio sul consolidamento del mercato” e “qualche osservatore ritiene che altri player possano seguire questa strada”.

Tlc, Butti: bene Fastweb-Vodafone, avanti su strada consolidamento

La fusione Fastweb-Vodafone in Italia “creerà un operatore di grandi dimensioni con 8mila dipendenti e già qualche osservatore, e io condivido molto questa analisti, ritiene che altri player nel settore possono seguire questa strada, complice anche quello che è avvenuto sulla rete”, dice Butti. “E’ un vantaggio che andiamo a seguire sul consolidamento del mercato del quale io sono sempre a favore e mi sembra che anche negli operatori ci sia una nuova consapevolezza di questa necessità”, ha proseguito.

Tlc, Butti: focus Governo su tecnologia satellitare, cavi sottomarini e quantum

Sulla tecnologia satellitare, “che rappresenta il futuro della connettività, stiamo lavorando come governo, ma soprattutto la Commissione Ue sta cominciando a investire in termini di idee e risorse”, ha detto Butti.

Sui cavi sottomarini, ha proseguito, “c’è una raccomandazione della Commissione Ue che non ci coglie impreparati e che invita gli Stati membri a lavorare sulla messa in sicurezza dei cavi: parliamo di un 1,3 milioni di km di cavi che vanno mappati e sono cavi in un momento geopolitico delicato che vanno localizzati, verificati e messi in sicurezza. Ci sono risorse importanti e saranno rilasciate anno dopo anno. Su questo tema, considerata anche la strategicità del Mediterraneo, noi vogliamo investire, è fondamentale – ha spiegato Butti -. Ci siamo inseriti nei programmi europei di investimento, siamo disponibili a intervenire finanziariamente”.

Infine, sul fronte del cloud, Butti ha sottolineato come il progetto europeo Gaia X sia fallito: “vorremmo ricominciare a parlare di un cloud europeo a servizio delle pmi ed è necessario investire conoscenza sul futuro del quantum, non possiamo restare indietro e il governo sta elaborando una serie di proposte”.

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Fibra e 5G, Accenture acquisisce l’italiana Fibermind

Accenture ha concordato l’acquisizione di Fibermind, società di servizi di rete specializzata nell’implementazione delle reti ad alta velocità in fibra ottica e mobile 5G, oltre che in servizi di ingegneria infrastrutturale.

L’acquisizione andrà ad accrescere le capability di Accenture rafforzando i propri servizi sulle reti ad alta velocità 5G e fibra ed estendendoli a clienti di diversi settori, come telecomunicazioni, servizi pubblici e trasporti. 

Fibermind, che ha sede a Rovigo e opera su tutto il territorio nazionale, vanta oltre 20 anni di esperienza al servizio di clienti del settore pubblico e privato e ha un solido ecosistema di partner e relazioni di lunga data con enti amministrativi nazionali e locali. Inoltre, ha instaurato rapporti consolidati con i principali operatori italiani di rete mobile e in fibra.

“L’acquisizione di Fibermind conferma il nostro impegno nell’investire in acquisizioni strategiche per l’Italia, che supportano e accelerano le trasformazioni dei nostri clienti nei principali settori industriali,” ha dichiarato Mauro Macchi, Presidente e AD di Accenture in Italia. “Grazie a questa acquisizione, espanderemo le nostre capacità di offrire servizi di ingegneria di rete end-to-end, fornendo ai nostri clienti una qualità superiore, una maggiore innovazione e una gestione dei costi più rigorosa.”

Fibermind integrerà Accenture Operations portando più di 400 figure professionali altamente qualificate, con competenze che includono progettazione di reti, gestione dei permessi, consulenza tecnica, Project Management, collaudo delle reti, documentazione delle reti e connessione domestica.

“Questa acquisizione rafforzerà notevolmente le nostre competenze nel settore dell’ingegneria delle reti di Telecomunicazioni,”, ha dichiarato Roberto Pagella, che dirige Accenture Operations in Italia. “Le sinergie con Fibermind ci permetteranno di creare un centro di eccellenza di servizi di ingegneria, che attraverso la tecnologia e i dati valorizzerà e amplierà le competenze e le conoscenze umane.”

Insieme, Accenture e Fibermind offriranno ai clienti capability di network engineering, una profonda conoscenza del settore e una serie di risorse tecnologiche potenziate grazie ad automazione, robotica, dati e Intelligenza Artificiale.

“Unendoci ad Accenture ed entrando a far parte della sua rete globale cogliamo un’opportunità di crescita. Combinare le nostre competenze e capacità con quelle di Accenture è una grande occasione per consolidare la nostra leadership in Italia ed espanderci nei mercati esteri”, ha dichiarato Andrea Targa, Direttore Generale di Fibermind “Quattro anni fa, abbiamo intrapreso un percorso con la nostra società madre, Maticmind, per eccellere nell’ICT e concentrarci sull’abilitazione della trasformazione digitale per i nostri clienti. Accenture condivide il nostro stesso impegno verso i clienti e l’innovazione e, lavorando insieme, garantiremo velocità e qualità nella fornitura dei servizi di engineering”.

Questa acquisizione va ad aggiungersi alle precedenti già realizzate da Accenture in Europa, che includono Arca, AFDTech e Umlaut, e sono finalizzate a rafforzare la portata e la capacità infrastrutturale dell’azienda nella regione europea in termini di 5G e fibra.

I termini della transazione non sono stati resi noti. Il completamento dell’acquisizione è soggetto alle consuete condizioni di chiusura, che includono le necessarie autorizzazioni antitrust.

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Inwit pronta a rilevare il 51% di Boldyn Networks (che ha vinto la gara Roma 5G) con il placet di Gualtieri

Inwit mette il cappello sul progetto Roma 5G, formalizzando un accordo che prevede il diritto di opzione per l’acquisto di una quota di controllo esclusivo del 51% del capitale della società Boldyn Networks Smart City Roma che si è aggiudicata, alla fine dello scorso anno, la gara da 97 milioni per la concessione del progetto Roma 5G. Soddisfatto il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, che da sempre ha difeso il progetto e il ruolo di Boldyn Networks. Un’ottima notizia in vista del Giubileo. Inwit ha rapporti migliori con gli operatori e in Italia è la prima tower company. Può sicuramente facilitare il buon esito del progetto di copertura della città.

Gualtieri: “Ingresso INWIT conferma la bontà della nostra visione strategica”

“Sono soddisfatto che il Progetto Roma 5G sia sostenuto anche da importanti gruppi privati nazionali insieme ad altri internazionali. L’opzione di INWIT per l’acquisto delle quote di Boldyn Networks è la conferma della bontà della nostra visione strategica su un progetto di interesse pubblico che attrae risorse private con cui dotare Roma di una rete 5G e Wi-Fi diffusa ed efficiente, offrendo, grazie anche al lavoro degli operatori di telecomunicazione, la migliore connettività e sicurezza possibile”. Così, in una nota, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Operazione a sorpresa

Una notizia che arriva come un fulmine e ciel sereno, in modo quanto mai provvidenziale a pochi mesi dall’inizio del Giubileo, dopo le frizioni che da mesi oppongono le telco tradizionali – (Tim, Vodafone e Iliad) compresa INWIT – all’outsider canadese Boldyn Networks, che a suo tempo si era aggiudicato la gara per il 5G nella Capitale ma che aveva sollevato le proteste degli operatori, con una sfilza di ricorsi al Tar per l’affronto subito.

Leggi anche: 5G a Roma, 100 milioni per la Capitale. Ma come si fa senza le antenne?

Negoziati sotto traccia

Ma negli ultimi mesi, evidentemente sotto traccia, i negoziati hanno portato ad un avvicinamento fra le parti, con la mediazione del Campidoglio, interessato a smussare un pesante clima di tensione con gli operatori alla vigilia del Giubileo.

Anche di qui la proposta di INWIT, prima tower company del paese, che porta in dote nell’operazione la sua capillare e consolidata presenza infrastrutturale sul territorio. Un plus non indifferente anche per il progetto Roma 5G.     

La presenza di INWIT, in qualità di neutral host consolidato dei principali operatori italiani, nel progetto Roma 5G dà tutto un altro peso e un’altra solidità infrastrutturale all’operazione.

Antenna nei pressi di San Pietro

I termini dell’accordo

L’accordo, si legge nella nota, include un ulteriore diritto di opzione (call) a favore di Inwit per l’acquisto del restante pacchetto azionario della stessa società, a determinate condizioni, e un diritto di vendita (put) a favore di Boldyn Networks Italia, soggetto a determinate condizioni. Le opzioni di ‘call’ e ‘put’ per l’ulteriore 49% di Boldyn Networks Smart City Roma potranno essere esercitate successivamente al collaudo del progetto.

In caso di esercizio dell’opzione di acquisto da parte di Inwit, il closing dell’operazione è previsto nel corso del terzo trimestre 2024 ed è subordinato al via libera delle competenti Autorità ed a condizioni risolutive e sospensive in linea con le pratiche di mercato.

Il Progetto Roma 5G rappresenta un partenariato pubblico-privato, con una concessione della durata di 25 anni per la realizzazione, gestione, conduzione e manutenzione di un’infrastruttura che doti le metropolitane e i principali luoghi pubblici di Roma Capitale di una rete 5G, wi-fi e Internet of Things, con l’obiettivo di offrire la migliore connettività e sicurezza a 3 milioni di residenti e oltre 15 milioni di turisti, che cresceranno notevolmente in occasione del prossimo Giubileo 2025.

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Reti private 5G, risparmi garantiti per le imprese ma resta il nodo sicurezza

Reti private 5G, un mercato che sta maturando rapidamente e che sta concretamente aiutando la trasformazione digitale. Un nuovo report di GlobalData, commissionato da Nokia, mostra come le aziende siano subito propense ad allargare le loro reti private non appena realizzano il ROI che c’è dietro in 6 mesi ma in alcuni casi anche in appena 4 settimane.

Nuove soluzioni end-to-end combinano l’AI, nuovi strumenti di analytics e piattaforme edge per rendere le reti private 5G sempre più potenti e attrattive.   

Il rapporto prevede che entro la fine di quest’anno, il valore del mercato globale del wireless privato sarà cresciuto del 49% rispetto al 2022 e che entro il 2027 il settore varrà 8 miliardi di dollari e crescerà a un tasso di crescita annuale composto ( CAGR) del 23,3%.

Detto questo, non sono tutte rose e fiori

Secondo il report, diversamente dal 5G destinato al segmento consumer, che non è riuscito a mantenere le attese, il segmento delle private networks 5G sembra avere un impatto positivo maggiore per coloro che ci hanno investito.

Il report 2024 Industrial Digitalisation Report: Private wireless, edge infrastructure and applications dà un quadro roseo e spiega perché gli early adopters hanno deciso di realizzare una rete privava e quali vantaggi hanno guadagnato.

Il report misura di fatto i miglioramenti ottenuti dalle nuove reti in ambito trasporti, energia, con un taglio prevalentemente positivo e ottimistico.

Le imprese interpellate stanno ampliando le reti wireless private e aumentando il numero di siti industriali inclusi nelle loro reti. Circa il 45% delle organizzazioni che hanno risposto ha detto che stanno sfruttando il proprio wireless privato per supportare più casi d’uso rispetto ai casi d’uso iniziali pianificati.

Tutte le imprese hanno ampliato le reti private ad altre location.

Il 78% degli interpellati ha registrato un miglioramento del ROI in 6 mesi. Altri vantaggi si sono evidenziati nella sicurezza del personale (65%), e nella riduzione delle emissioni (79%).

Il 52% delle imprese interpellate ha realizzato un sistema edge IT in sede dopo l’installazione della rete 5G privata.

Molti altri settori industriali ora implementano soluzioni 5G private

Inizialmente, l’ipotesi principale per l’implementazione di reti 5G private si basava sulla capacità della tecnologia di fornire connettività laddove le alternative non erano in grado di farlo. Ma da allora i primi ad adottare reti 5G private hanno aggiunto funzionalità edge per sostenere tecnologie complementari come l’intelligenza artificiale. Altri ancora stanno aggiungendo i droni al mix di dispositivi collegati a una rete privata. Queste reti possono anche offrire capacità di latenza ultra-bassa fino all’intervallo di pochi millisecondi.

Ma soprattutto, le reti 5G private possono fornire una connettività più ampia su vaste aree riducendo notevolmente la necessità di cavi. Inoltre, lo spettro utilizzato garantisce di norma una penetrazione del segnale migliore, più sicura e più coerente in ambienti difficili come fabbriche, siti remoti e ambienti sotterranei.

Le reti private 5G sono una fonte di risparmio per il 97% delle imprese interpellate.

Punti deboli delle reti private 5G: sicurezza e network slicing

Le reti 5G private presentano quindi molti vantaggi, ma non sono esenti da inconvenienti di cui occorre tenere conto quando se ne progettano e realizzano.

Ad esempio, nonostante l’implementazione di algoritmi di sicurezza migliorati, le reti wireless private rimangono vulnerabili agli attacchi informatici. Pertanto, mentre le app sulle reti 5G sono crittografate, lo standard 5G NR (nuova radio) non supporta la crittografia end-to-end. Si tratta di una falla che può aprire ad attacchi in determinati punti critici della rete.

Anche il network slicing, pur essendo un attributo prezioso delle reti 5G, può, nei casi in cui viene creata una rete virtuale per una funzionalità specifica, diventare un potenziale punto debole in cui gli hacker possono violare il sistema e quindi propagare malware o spyware attraverso una rete e altri collegamenti e dispostivi in rete.

Nel complesso, tuttavia, è evidente che il 5G privato sta passando dalla sua infanzia alla maturità consolidata, mentre il suo pieno potenziale resta da realizzare attraverso la maggiore implementazione di soluzioni end-to-end che combinano strumenti di intelligenza artificiale e analisi e piattaforme edge.

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Reti 5G di Amazon, Google e Microsoft: minaccia o opportunità per gli Operatori Telco?

Recentemente, Amazon ha fatto il suo ingresso nel mercato europeo del 5G. Ma perché il gigante dell’e-commerce si interessa alle reti di telecomunicazione? 
La chiave sta nell’architettura “cloud native” del 5G, che permette di gestire le funzioni di rete tramite software su hardware generico.
Una innovazione che consente agli operatori di rete di sfruttare i data center esistenti di aziende come Amazon, Microsoft e Google, riducendo i costi di implementazione e aggiornamento delle reti. 

Tuttavia, delegare la gestione delle reti alle big tech solleva preoccupazioni su controllo, sicurezza e dipendenza tecnologica. La soluzione ideale sembra essere l’adozione di cloud ibridi, che combinano cloud pubblici e privati, offrendo il meglio di entrambi i modelli.

In questo video, analizzeremo il significato di questa transizione, cercando di capire come questa evoluzione potrebbe trasformare il panorama delle telecomunicazioni.

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Reti 5G ready, più di 10 università coperte dai DAS di INWIT 

Università digitali con strumenti innovativi che rendono gli atenei sempre più all’avanguardia e consentono di preparare in modo più efficace gli studenti al mondo del lavoro. Sono oltre 10 ad oggi, le università italiane nelle quali INWIT, principale tower operator italiano, ha realizzato le infrastrutture con tecnologia DAS abilitando la connessione di rete mobile, anche in 5G, aperta a tutti gli operatori attraverso infrastrutture per la copertura dedicata multi-operatore per location indoor DAS (Distributed Antenna System).

Le università che hanno scelto di essere connesse sono sia private sia pubbliche, con una maggiore concentrazione territoriale nelle regioni del Centro e del Sud Italia.

Per quanto riguarda il Nord, le strutture connesse si trovano in Lombardia, al Centro principalmente nel Lazio e nelle Marche, mentre al Sud le università attualmente più digitali sono soprattutto in Sicilia e in Calabria.

Micro-antenne 5G ready collegate fra loro

Il sistema DAS, composto da micro-antenne 5G ready collegate tra loro e dall’impatto visivo minimo e perfettamente adattabile anche in strutture di particolare pregio architettonico, costituisce una rete dedicata efficace, veloce e performante, in una logica neutral host a servizio di tutti gli operatori mobili.

Il sistema DAS offre una infrastruttura abilitante a supporto di studenti, docenti e tutto il personale universitario e rappresenta anche un’opportunità per velocizzare molti processi, snellendo la burocrazia.

La possibilità di sviluppare, attraverso un segnale stabile ed efficiente, anche l’IoT (Internet of Things), aprirà anche alla didattica del futuro, facendo di questi Atenei delle strutture all’avanguardia.

Tra le facoltà già dotate di questi sistemi di copertura dedicata si ricordano le aule e i laboratori dei dipartimenti di Ingegneria dell’Università Federico II nel Campus di San Giovanni a Teduccio (Napoli) e le quattro strutture didattiche della Luiss Guido Carli di Roma

“Continuiamo a lavorare per abilitare la digitalizzazione anche all’interno degli atenei di tutta Italia infrastrutture all’avanguardia che, con il nostro sistema di micro-antenne, abilitano la connettività multioperatore e potranno dare agli studenti e al personale docente servizi sempre più innovativi e performanti”, ha detto Lucio Golinelli, Commercial Department Director di INWIT.

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