Tower Co, Galli (INWIT): ‘Infrastrutture fondamentali per tutto l’ecosistema digitale’

“Quando parliamo di infrastrutture, parliamo volgarmente di ferro e cemento. Però tutto il nostro mondo, in particolare il nostro cellulare, è connesso grazie alle infrastrutture che sono dietro al segnale, dietro alle frequenze degli operatori”. Lo ha detto Diego Galli, Direttore Generale di INWIT, nel suo intervento all’edizione 2025 del Digital Innovation Forum – ComoLake2025 in corso a Cernobbio. Key4Biz è media partner.

“Le infrastrutture sono più sostenibili ed efficienti se condivise. È particolarmente importante considerando che l’industria delle telecomunicazioni in Italia è sotto pressione economica. Avere un modello infrastrutturale neutrale ed efficiente di infrastrutture condivise è fondamentale e abilita gli investimenti”, aggiunge Galli.

Modello ‘neutral host’ che crea efficienza

Nel 2025 si festeggiano i dieci anni dalla nascita delle tower company in Europa, ricorda Galli, nate fondamentalmente dal decoupling delle infrastrutture passive dagli operatori telco. “Il modello tower company ha diverse prospettive, innanzitutto quello dell’efficienza industriale – ha detto Galli – il modello si è evoluto sul principio fondamentale dello sharing, che consente maggiore sostenibilità ed efficienza”.

Il ritorno degli investimenti sulla filiera è così migliore per tutti. “Questo è molto importante soprattutto in Italia, dove l’industria e delle telecomunicazioni è particolarmente sotto pressione”, aggiunge Galli, sottolineando che secondo uno studio Thea Ambrosetti il risparmio creato dalle tower company negli ultimi 10 anni è pari a 15,8 miliardi di euro, evitando duplicazioni di investimenti.

Una delle conseguenze in termini ambientali è pari a 2,5 milioni di tonnellate di CO2 evitate.  

Modello finanziario: alto livello di investimenti

Il modello infrastrutturale, separato dai servizi, ha delle logiche di investimenti alti. “INWIT investe circa il 30% dei ricavi in CAPEX per mantenere le infrastrutture – dice Galli – la media dell’industria è dell’11%, la media delle telco è il 15%”.  

Tutto ciò a fronte di ritorni molto lunghi. “Possiamo sostenere ritorni a 10-15-20 anni – prosegue – attraverso il modello infrastrutturale. E’ chiaro che devono esserci ritorni con una generazione di cassa continua, alta visibilità ed alta certezza”. Questo modello è applicato anche oggi alle telecomunicazioni.

Galli: ‘INWIT investimento perfetto per i fondi pensione’

“Il settore è capital intensive, richiede e richiederà tantissimo capitale ma questo modello infrastrutturale è in grado di attrarre capitale internazionale”, dice ancora Galli: “INWIT ha attratto 14 miliardi di euro tra equity e debito da tutto il mondo in 10 anni. Investitori francesi, tanti americani, australiani, canadesi, inglesi. Investimenti che danno certezza e ritorni certi, a fronte di pochi rischi. Investimenti perfetti per i fondi pensione”.  

Competenza industriale, modello torri ancor più valido indoor

INWIT oggi ha 25mila torri in Italia, 700 punti di copertura indoor, più di 25mila punti di presenza sul territorio connessi che hanno permesso di immettere nell’ecosistema delle telecomunicazioni 10 miliardi di euro in 10 anni. “L’80% del traffico dati avviene dentro location indoor, che resta una sfida ancor di più con il 5G che fatica a penetrare nelle mura degli edifici – dice Galli – allora stiamo adottando lo stesso modello delle torri sugli edifici indoor”.  

Fra i 700 punti di copertura indoor di INWIT ci sono ospedali, centri commerciali, musei, università, stadi. “La connettività è fondamentale indoor, ma ancor di più nelle metropolitane. La nuova metropolitana M4 di Milano ha una connessione 5G. Lo stesso vale nella nuova metropolitana di Roma”. Nell’ambito di Roma INWIT sta guidando un progetto integrato che riguarda tutta la metropolitana, la creazione di un layer infrastrutturale di superficie per cittadini e turisti, e la predisposizione di small cells su cento piazze e vie limitrofe per il 5G dedicato, WiFi pubblico (circa 800 hotpsot) e circa 2mila telecamere per la sicurezza e 1800 apparati IoT per la sensoristica ambientale. Il progetto Roma 5G è in collaborazione con il Comune di Roma.  

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Frequenze Tlc, Nicita (PD): ‘Una concessionaria unica per valorizzare lo spettro ed evitare distorsioni’

Accende ulteriormente il dibattito sullo spettro radio la proposta di un concessionario unico per frequenze radio e reti fisse, avanzata dal senatore Antonio Nicita (PD) al DDL Concorrenza nell’emendamento 9 bis alla Legge annuale in discussione al Palramento (Istituzione Concessionaria per il management dello Spettro nel mercato delle comunicazioni elettroniche). Qual è la ratio di questa proposta, che punta ad unire in un unico gestore a maggioranza pubblica la gestione di spettro radio e reti ultrabroadband fisse? Ne abbiamo parlato con lo stesso Antonio Nicita, senatore del PD ex commissario Agcom. Il tema è di grande attualità.

Key4Biz. Senatore Nicita, Da dove nasce questa idea di una unica concessionaria dello Spettro?

Antonio Nicita. Nella mia esperienza maturata come commissario AGCOM, ho sempre ritenuto fosse necessario riorganizzare la governance delle frequenze tlc, per permettere una politica di management dello spettro evolutiva, che non fosse solo assegnazione e contributi fino alla scadenza. I temi dello spctrum sharing e della cybersecurity richiedono un approccio più moderno e flessibile. Avevo proposto già l’idea di un’agenzia delle frequenze, oggi faccio un passo avanti: penso ad una concessionaria che agisca da spectrum management con formule innovative di assegnazione, valorizzazione, condivisione in un confronto continuo e dinamico con il mercato e con le esigenze di sicurezza.

Key4Biz. E’ un disegno di nazionalizzazione dello spettro, per difendere e valorizzare un bene pubblico e strategico troppo spesso trascurato?

Antonio Nicita. Non direi, perché lo spettro è sempre un bene pubblico che viene temporaneamente assegnato al mercato in base ad una serie di criteri. Piuttosto si tratta di innovare sul lato della condivisione, della sperimentazione e anche della valorizzazione. Una concessionaria permette forme di allocazione meno rigide, evolutive, per esempio graduali valorizzazioni delle porzioni di spettro in funzione dell’evoluzione del mercato, uso efficiente della condivisione, strumenti adeguati per il controllo della sicurezza.

Key4Biz. E’ una mossa difensiva rispetto a nuovi player come gli operatori di internet satellitare come Starlink e Kuiper?

Antonio Nicita. Non difensiva, ma di valorizzazione dello spettro. Oggi gli operatori satellitari che concorrono con altri per l’offerta di connettività pagano quasi nulla. Non solo ciò è inefficiente ma anche distorsivo della concorrenza. Una concessionaria può avere, d’intesa con Agcom, maggiore flessibilità e immediatezza ad adeguare il valore delle frequenze al valore di mercato.

Key4Biz. Le telco non sembrano avere grosse disponibilità per investire ad esempio nel 5G standalone. Pensa che con il gestore unico le cose potrebbero cambiare?

Antonio Nicita. Sicuramente una concessionaria potrebbe avere maggiore flessibilità nell’amministrare le proroghe, nel proporre formule di prezzo a più parti che tengano conto della domanda e dei costi di investimento, cioè ampliare gli strumenti di assegnazione nel tempo, in modo dinamico, accanto ai meccanismi competitivi che già conosciamo e che restano, ove efficienti.

Key4Biz. Gli operatori manterrebbero il controllo e la proprietà delle frequenze di cui dispongono già o sarebbero chiamati a rinunciare?

Antonio Nicita. L’idea è che la concessionaria diventi il braccio operativo dello Stato, ovviamente rispettando tutte le assegnazioni attuali fino alla rispettiva scadenza.

Key4Biz. Gli operatori sarebbero in qualche modo obbligati a mettere a fattor comune le loro frequenze di proprietà?

Antonio Nicita. Nella mia idea, gli assegnatari di frequenze non vengono interessati fino alla scadenza del titolo. La condivisione può essere una opzione per nuove assegnazioni laddove sia efficiente, secondo il modello dello spectrum sharing, sia tra operatori privati sia tra questi e le bande riservate all’ambito militare, nei casi in cui risulti tecnicamente possibile ed economicamente efficiente. Ma penso ad un ampliamento degli attuali meccanismi di assegnazione non al loro superamento.

Key4Biz. Pensa che in questo modo si potrebbero sviluppare nuovi servizi 5G su reti private e locali e soluzioni industriali che finora non sono ancora decollate? In che modo questo modello potrebbe favorire lo sviluppo del 6G?

Antonio Nicita. Sicuramente questo è un modello di spectrum management che consentirebbe moltissima innovazione sulle modalità di assegnazione e amministrazione dello spettro.

Key4Biz. E’ ammessa la partecipazione anche degli operatori wholesale only in fibra (Fibercop e Open Fiber) con quote non di controllo. Qual è il disegno? Unificare il mercato all’ingrosso del mobile e del fisso con un unico gestore wholesale only per mobile e fisso?

Antonio Nicita. Perché no, potrebbe risolvere molti problemi sul lato della sostenibilità economica del settore e sulle nuove sfide della sicurezza.  È una opzione evolutiva possibile quella di una società unica delle reti e dello spettro. Genererebbe molto valore, garantirebbe sicurezza, permetterebbe forme di coordinamento tecnico tra reti fisse e spettro distinguendo tuttavia al proprio interno accesso passivo a reti e frequenze, da accesso attivo wholesale che resterebbe solo sulle reti fisse. Ma per ora sarebbe solo un possibile sbocco, il mio emendamento si ferma prima.

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5G, su rete Fastweb + Vodafone raggiunto il record di 2.5 Gbps in Italia. Il boost che mancava per i servizi di PA e imprese

La notizia in breve

  • Fastweb + Vodafone ha condotto un test su rete commerciale 5G raggiungendo per la prima volta in Italia la velocità di picco di 2.5 Gbps.
  • Il Cto Max Gasparroni: ‘È il preludio al 5G Advanced, che con l’AI aumenterà la velocità, la resilienza e la stabilità delle reti’.

Il test

Fastweb + Vodafone ha condotto oggi a Roma una sperimentazione sulla sua rete commerciale 5G durante la quale è stata raggiunta la velocità di picco di 2.5 Gbps sui due smartphone di ultima generazione di Honor e Xiaomi, arrivando addirittura a sfiorare 2.9 Gbps con un device demo non in commercio di Qualcomm Technologies. Si tratta del primo test su smartphone in Italia in cui sono state ottenute queste velocità su una rete 5G commerciale, la stessa che usano i clienti. Key4Biz era presente alla dimostrazione nella sede aziendale di Piazza SS Apostoli, realizzata dal Chief Technology and Security Officer di Fastweb + Vodafone Max Gasparroni, da poco in azienda e con un passato ventennale all’estero fra Irlanda e Uk in Liberty Global.

Perché è importante?

Si creano così i presupposti per il cosiddetto 5G Advanced, evoluzione della tecnologia 5G che permetterà di usare applicazioni avanzate, l’intelligenza artificiale e il machine learning, migliorando le prestazioni della rete e consentendo nuove applicazioni industriali anche grazie all’utilizzo sempre più diffuso degli Smart Glasses di Meta per le attività più svariate, grazie alla presenza di una funzionalità video incorporata in una lente.

La sperimentazione a 2.5 Gbps su rete 5G commerciale

“Si tratta della prima rete commerciale 5G che va oltre i 2.5 Gbps, grazie alla tecnologia Mimo che aumenta la velocità, la resilienza e la stabilità delle reti. Si consideri che oggi le reti 5G raggiungono una velocità massima di 1 Gbps a fronte di una media 700-800 Mbps – ha detto Gasparroniquesto è il preludio al 5G Advanced, che cominceremo a testare sulla nostra rete dall’anno prossimo. Anche dal punto di vista della sicurezza abbiamo una roadmap per introdurre l’AI nelle nostre reti”.

Le bande utilizzate

Per condurre la sperimentazione sono state aggregate 6 carrier: 5 bande 4G LTE (10 MHz 800, 20 MHz 1400, 20 MHz 1800, 15 MHz 2100, 15 MHz 2600) e una 5G NR (“New Radio”, una rete basata su trasmettitori completamente in 5G, 80 MHz 3700) con modulazione 1024QAM applicata al componente 5G NR, creando un’architettura di rete che usa tecniche avanzate utili ad aumentare l’efficienza spettrale. La velocità della rete mobile a 2.5 Gbps è stata ottenuta grazie alla collaborazione dei partner Honor, Qualcomm Technologies, Inc. and Xiaomi. I terminali di Honor e Xiaomi compatibili sono peraltro già disponibili nei negozi.

  • Terminale commerciale HONOR MAGIC V5 in grado di utilizzare 20 flussi
  • Terminale commerciale XIAOMI MI15 ULTRA in grado di utilizzare 18 flussi

Perché Fastweb + Vodafone sta sperimentando il 5G Advanced?

L’innovazione delle reti è progressiva, e l’azienda ha varato un piano di upgrade delle stazioni radio base sul territorio a partire dalle grandi città dove il traffico è più concentrato. Le reti mobili e i terminali 5G devono tenere il passo dell’avvento dell’AI. “Dobbiamo fornire sempre più velocità per i nuovi servizi basati sugli agenti AI”, aggiunge Gasparroni, ricordando che negli ultimi 5 anni il traffico è aumentato del 140% e che con l’avvento dell’AI crescerà ancora di più. “Oggi il 70% del traffico è costituito da video – aggiunge – e il picco si raggiunge durante le partite di calcio”.  

Applicazioni AI nell’industria con gli smart glasses

Con le nuove applicazioni basate sull’AI la domanda supererà di gran lunga la attese a fronte di applicazioni che andranno dalle traduzioni in real time, allo schermo nella lente degli smart glasses per assistere a film e video in 4K e 8K. “L’AI cambierà tutto in ambito di automazione industriale, digital twin e diventeranno attuali le automated factory del futuro, già presenti ad esempio in Cina, dove anche il controllo di qualità avviene in maniera automatizzata durante il ciclo di produzione tramite telecamere che riprendono le diverse fasi”.  In questo senso, le nuove reti 5G Advanced consentiranno di duplicare la capacità di uplink, che crescerà in maniera esponenziale con la presenza di Agentic AI in rete.

L’AI utile per i tecnici

Grazie all’AI negli smart glasses, per un medico sarà possibile avere dei consulti video in real time con degli specialisti, lo stesso potrà fare un tecnico sul campo che potrà ottenere informazioni d dettaglio sempre in real time. La latenza ridotta consentirà di svolgere attività in tempo reale in modo più efficace, a partire dalle traduzioni.  

Il lavoro (dietro le quinte) degli operatori Telco per garantirci la sempre crescente domanda di connettività

A questo scenario si aggiunge la diffusione di applicazioni particolarmente “bandivore”, che richiedono valori elevati di throughput:

  • realtà immersiva e aumentata (AR/VR)
  • videostreaming 4K/8K e live sharing
  • cloud gaming interattivo
  • digital twin e applicazioni industriali ad alta intensità di uplink
  • servizi AI generativa e applicazioni edge-based di intelligenza artificiale, che elaborano localmente grandi volumi di dati e ne inviano i risultati in rete

Un esempio concreto: la partita e il Giubileo dei Giovani

Un esempio concreto arriva dal mondo degli eventi live: ad esempio durante la partita di Serie A Milan–Napoli, con circa 70mila spettatori presenti, i nostri clienti hanno generato quasi 2 TB di traffico in sole due ore, di cui oltre il 30% in uplink ed il 40% in 5G.

Per il download di una serie Netflix di 8 puntate ci vogliono circa 3 minuti, mentre per il download del pacchetto Office di Windows meno di 20 secondi.

Altro esempio è quello del recente Giubileo dei Giovani in cui è stato gestito il traffico di un milione di pellegrini radunati a Tor Vergata, stiamo parlando di una domanda di circa 20 TB in una sola giornata che equivale al traffico di un medio capoluogo di provincia. In questa occasione per garantire una connessione di qualità ai clienti e ai roamers sono stati predisposti impianti temporanei equipaggiati con le migliori tecnologie 4G e 5G.

L’AI applicato alle reti 5G Advanced: antenne adattive e latenza sotto 10 millisecondi

L’applicazione dell’AI alle reti mobili consente di ottimizzare la performance, con il controllo di miliardi di informazioni in real time. In questo modo, le condizioni dell’antenna radiomobile si adattano alle esigenze e alle caratteristiche del momento a seconda delle condizioni. “Con il 5G Advanced ogni terminale sarà servito contemporaneamente da più ripetitori diversi tramite l’AI, garantendo una maggiore stabilità e resilienza in movimento – aggiunge Gasparroni – in futuro sarà il terminale a comunicare con i ripetitori, con il 5G si ridurrà la latenza sotto 10 millisecondi rispetto ai 17-18 millisecondi attuali”.   

Fastweb + Vodafone ha avviato una sperimentazione su ampia scala ad Acilia, con l’utilizzo di antenne di ultima generazione con tecnologia Mimo applicata anche al 4G. Grazie all’AI, sarà possibile misurare le condizioni di ciascun utente, e verificare la qualità del servizio indoor.

📡 FAQ – Record 5G Fastweb + Vodafone: 2.5 Gbps in Italia

🔹 1. Che cosa è successo esattamente?

Fastweb + Vodafone hanno raggiunto una velocità record di 2.5 Gbps (fino a 2.9 Gbps) su rete commerciale 5G durante un test condotto a Roma. È la prima volta in Italia che un risultato simile viene ottenuto su una rete reale, usata dai clienti.


🔹 2. Perché questo test è importante?

Questo traguardo rappresenta il preludio al 5G Advanced, la prossima evoluzione del 5G.
Il nuovo standard consentirà:

  • velocità superiori e maggiore stabilità della rete,
  • uso diffuso di AI e machine learning per ottimizzare le prestazioni,
  • nuove applicazioni industriali, sanitarie e di pubblica amministrazione.

🔹 3. Quali tecnologie sono state usate per raggiungere 2.5 Gbps?

Il test ha utilizzato:

  • 6 carrier aggregati (5 bande 4G LTE + 1 banda 5G NR a 3700 MHz),
  • modulazione 1024QAM,
  • tecnologia MIMO (più flussi dati in parallelo),
  • smartphone commerciali Honor Magic V5 (20 flussi) e Xiaomi MI15 Ultra (18 flussi).

🔹 4. Che cos’è il 5G Advanced?

È l’evoluzione del 5G “tradizionale”, che integra intelligenza artificiale nella gestione della rete.
Permetterà:

  • latenza sotto i 10 millisecondi,
  • antenne adattive che si regolano automaticamente,
  • maggiore capacità di uplink (trasmissione dati dall’utente verso la rete),
  • connessioni più stabili anche in movimento.

🔹 5. In che modo l’AI migliora le reti 5G?

L’intelligenza artificiale analizza miliardi di informazioni in tempo reale e regola la potenza e la direzione dei segnali.
Questo garantisce:

  • connessioni più efficienti,
  • minori interferenze,
  • migliore qualità del servizio anche indoor.

🔹 6. Quali applicazioni pratiche renderà possibili il 5G Advanced?

Le reti 5G potenziate con AI abiliteranno:

  • automazione industriale e fabbriche intelligenti,
  • digital twin e manutenzione predittiva,
  • smart glasses per traduzioni, assistenza medica e video in tempo reale,
  • realtà aumentata/virtuale, cloud gaming, streaming 8K e servizi AI edge.

🔹 7. Quali sono i benefici per imprese e Pubblica Amministrazione?

Le PA e le aziende potranno contare su:

  • connessioni ultraveloci e stabili,
  • maggiore sicurezza grazie all’AI,
  • servizi cloud e analisi dati in tempo reale,
  • infrastrutture più resilienti e sostenibili.

🔹 8. Quali risultati concreti mostrano la crescita del traffico 5G?

  • Durante Milan–Napoli (Serie A): 2 TB di traffico in 2 ore, con oltre il 40% in 5G.
  • Durante il Giubileo dei Giovani: 20 TB in un solo giorno per un milione di persone.
    Esempi pratici:
  • Download serie Netflix (8 episodi): ~3 minuti.
  • Download pacchetto Office: < 20 secondi.

🔹 9. Dove verrà sperimentato il 5G Advanced?

Fastweb + Vodafone stanno testando la nuova rete ad Acilia (Roma) con antenne di ultima generazione MIMO anche su 4G, per ottimizzare copertura e qualità del servizio.


🔹 10. Qual è la roadmap futura?

Nel 2026 partiranno i test ufficiali di 5G Advanced su rete Fastweb + Vodafone.
L’obiettivo: un’infrastruttura mobile potenziata dall’AI, più veloce, stabile e capace di supportare i servizi digitali del futuro.

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Frequenze TLC, il Governo verso il rinnovo gratis. Ma obblighi su 5G standalone e guida autonoma

La notizia in breve

  • Il Governo sarebbe propenso a concedere alle telco il rinnovo gratis delle frequenze in scadenza nel 2029.
  • In alternativa all’asta, al vaglio obblighi di investimento per le reti 5G standalone a bassissima latenza
  • Fra gli obiettivi quello di rilanciare lo sviluppo di nuovi Verticals mission ciritcal a bassissima latenza come la guida autonoma e le operazioni robotiche.  

Il Governo sarebbe sempre più propenso a rinunciare all’asta e a concedere alle telco il rinnovo gratuito delle frequenze in scadenza nel 2029, in cambio di obblighi di investimento su reti 5G standalone e tecnologie edge. Una soluzione di compromesso, al vaglio dell’Agcom e auspicata dai nostri operatori Tlc, che da tempo chiedono il rinnovo senza aste delle frequenze in scadenza. Una soluzione che risponderebbe altresì alla necessità di nuovi investimenti per il lancio dei nuovi Verticals 5G di cui si parla da anni a livello Ue ma di cui per ora non si è avuta traccia, per mancanza di investimenti.  

Opzione mista e opzione rinnovo sul tavolo

Per quanto riguarda il tema della redistribuzione delle frequenze, il tema è attualmente allo studio dell’Agcom, che ha proposto due modalità al momento in consultazione:  l’Autorità ha messo due opzioni. Il primo, un modello “misto”: parte delle frequenze prorogate o rinnovate agli attuali titolari e parte messe a gara, ma riservate a Iliade a eventuali nuovi entranti, così da riequilibrare il gioco. Il secondo, un rinnovo generalizzato dello status quo, con in più obblighi di accesso, per ora ancora non ben definiti, da parte dei big verso Iliad e altri.

5G standalone, conditio sine qua non per la guida autonoma

La presenza di una infrastrutturazione 5G standalone è necessaria per l’avvento della guida autonoma, la cui fase operativa potrà partire soltanto con l’upgrade del 5G alla versione standalone. La questione diventa ancor più di attualità dopo l’intervento di venerdì scorso da parte della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla Italian Tech Week di Torino, con l’invito al nostro paese di fungere da apripista della guida autonoma.

Le attuali reti 5G non standalone (di fatto un upgrade del 4G) non sono in grado di sostenere la guida autonoma. Per la guida autonoma serve una rete 5G standalone con una infrastrutturazione capillare lungo le strade, in grado di garantire senza problemi una certa latenza ben precisa (bassissima) per la trasmissione dati.

Serve, inoltre, una rete di server per la gestione del servizio, che si trovi abbastanza vicino alle strade per garantire il flusso di dati e le prestazioni necessarie. Serve una rete a bassissima latenza e la distribuzione dell’edge computing deve essere abbastanza sviluppata.  

Cosa c’entra il rinnovo delle frequenze con la guida autonoma?

In primo luogo, il Governo starebbe pensando al rilancio di alcuni Verticals finiti nel dimenticatoio dopo la fase di test e l’iniziale entusiasmo pre-asta 5G. Uno fra questi, forse il più osannato e atteso, è appunto la guida autonoma, che il Governo vorrebbe (indirettamente) rilanciare con gli obblighi necessari per le telco. Il rinnovo delle frequenze e la guida autonoma sono due facce della stessa medaglia. Le due cose sono fra loro strettamente connesse, in realtà. Quali sono gli obblighi che il Governo può mettere sul piatto in alternativa all’asta frequenze?

Investimenti indiretti nei Verticals in cambio della cancellazione dall’asta

Il Governo sarebbe seriamente intenzionato a rinunciare all’ennesima asta onerosa per il rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029, asta considerata di fatto inopportuna viste le ristrettezze economiche degli operatori, ma in cambio di un ‘boost’ all’innovazione. Un trade off che sposta i soldi dall’asta agli investimenti in innovazione.

Frequenze, una questione di sovranità digitale

L’obiettivo sarebbe quindi quello di non frenare la capacità di investire delle telco per evitare di consegnare l’infrastrutturazione del Paese agli hyperscalers. Una mossa, quindi, disegnata per difendere la sovranità digitale del nostro paese.  

Un retro pensiero, quello dei grandi hyperscalers e dei Cloud Provider globali, sempre in cima all’agenda del Governo intenzionato a mantenere la sovranità digitale del Paese in tutti gli ambiti.

Cosa chiedere agli operatori al posto dell’asta?     

Fra gli obblighi al vaglio del Governo, quello di garantire investimenti (da quantificare) in nuove reti con latenza massima di 5 millisecondi, che di fatto è come chiedere di porre le basi per nuovi Verticals 5G standalone che hanno bisogno di prestazioni di rete garantite, come la guida autonoma.

Si tratterebbe di una decisione auspicabile anche a livello Ue, dove peraltro i Governi degli Stati membri sono tutti alle prese con lo stesso genere di decisioni e scelte strategiche fra il mantenimento di uno sviluppo che spinga il sovranismo e l’autonomia digitale e la cessione di sovranità agli hyperscalers extra Ue. Ma per non consegnare il dominio digitale agli hyperscalers servono investimenti. Il modello tedesco è una strada da tener presente.

Quali sono i servizi mission critical?

Oltre alla guida autonoma e alle operazioni da remoto, i servizi mission-critical con requisiti di bassa latenza (inferiore a 5 ms) includono chirurgia robotica, controllo industriale in tempo reale, monitoraggio remoto di infrastrutture critiche, gestione del traffico aereo e della rete elettrica, telemedicina avanzata e realtà aumentata/virtuale per addestramento critico. 

Servizi mission-critical con bassa latenza: 

  • Chirurgia robotica: Permette ai chirurghi di controllare bracci robotici con precisione estrema, richiedendo feedback tattile e risposta istantanea per operare a distanza o per assistere in interventi complessi.
  • Controllo industriale in tempo reale: Automazione di fabbriche e processi produttivi che richiedono decisioni immediate e sincronizzazione di macchinari per garantire sicurezza ed efficienza.
  • Monitoraggio di infrastrutture critiche: Rilevamento e intervento immediato su guasti in reti elettriche, gasdotti o altri impianti essenziali, prevenendo interruzioni.
  • Gestione del traffico aereo e ferroviario: Controllo del traffico, segnalazione e gestione dei convogli in modo sincronizzato per garantire la sicurezza e prevenire incidenti.
  • Telco e rete elettrica: La capacità di monitorare, controllare e bilanciare le reti elettriche e le comunicazioni in tempo reale è fondamentale per la stabilità.
  • Telemedicina avanzata: Monitoraggio di pazienti con condizioni critiche, teleconsulti con diagnosi e intervento in tempo reale, soprattutto in situazioni d’emergenza.
  • Realtà aumentata (AR) e virtuale (VR) per addestramento: Formazione di personale per operazioni complesse o pericolose (es. soccorso, manutenzione industriale) richiede interazioni realistiche e immediate.

FAQ: Rinnovo frequenze alle telco e obblighi 5G

Quali obblighi verrebbero richiesti alle telco?
Gli obblighi in valutazione riguardano principalmente:

  • Sviluppo di reti 5G standalone (indipendenti dal 4G) con bassissima latenza
  • Realizzazione di infrastrutture di Edge Computing per servizi evoluti

A cosa servono queste tecnologie?
Servono per abilitare nuovi servizi e mercati cosiddetti mission critical, come:

  • Guida autonoma
  • Robotica avanzata e operazioni da remoto
  • Applicazioni industriali e sanitarie in tempo reale

Cos’è il 5G standalone e perché è importante?
È una versione del 5G che non si appoggia più al 4G per il core di rete. Consente latenze molto più basse, capacità più elevate e servizi dedicati alle imprese e ai settori industriali.

Che ruolo ha l’Edge Computing?
L’Edge permette di avvicinare l’elaborazione dei dati all’utente o al dispositivo, riducendo ulteriormente la latenza e abilitando applicazioni in tempo reale.

Chi beneficerà di questa scelta?
Oltre alle telco, i benefici potrebbero riguardare:

  • Settori industriali ad alta automazione
  • Automotive e mobilità connessa
  • Sanità, logistica, manifattura, smart city
  • Start-up e imprese che operano nei “verticals” tecnologici

La decisione è definitiva?
No, si tratta di un orientamento in fase di valutazione. I dettagli sugli obblighi e sulle condizioni sono ancora da definire.

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Vodafone, per Ookla ha la miglior rete mobile e la miglior rete 5G nel 2025

Vodafone è l’operatore italiano con la migliore rete mobile complessiva e migliore rete 5G (Best Mobile Network overall e Best 5G Network) nel primo semestre del 2025. E’ quanto emerge da un’indagine di Ookla, secondo cui Vodafone ha registrato una velocità media di download di 72,91 Mbps e una velocità media di download 5G di 241,99 Mbps, e dimostra di guidare il mercato della telefonia mobile in tutti i principali indicatori di performance aggiudicandosi i seguenti riconoscimenti: Best Mobile Network, Best 5G Network, Fastest Mobile Network, Fastest 5G Network, Best 5G Video Experience, Best Mobile Gaming Experience, Best 5G Gaming Experience. 

Milioni di test

 L’analisi di Ookla si basa su milioni di test giornalieri effettuati dagli utenti su Speedtest, insieme a metriche sulla qualità dell’esperienza (QoE) che offrono informazioni dettagliate sulle attività quotidiane di connessione più importanti per gli utenti finali. 

Nel report Ookla (gennaio-giugno 2025) Vodafone si è aggiudicata il riconoscimento di Best Mobile Network, Best 5G Network, Fastest Mobile Network, Fastest 5G Network, Best 5G Video Experience, Best Mobile Gaming Experience, Best 5G Gaming Experience. 

  • Best Mobile Network, è di Vodafone la migliore rete mobile – Vodafone ha ottenuto il miglior punteggio complessivo per la rete mobile e il miglior punteggio per la rete 5G tra i provider italiani nel periodo fra gennaio e giugno 2025. Ha registrato un punteggio di connettività Speedtest di 75,95 e un punteggio di connettività Speedtest 5G di 72,65. Lo Speedtest Connectivity Score combina metriche chiave per valutare l’esperienza complessiva offerta dagli operatori di telefonia mobile agli utenti. Include lo Speed Score, nonché indicatori relativi alle prestazioni di navigazione web e il punteggio per la qualità dello streaming video. 
  • Fastest Mobile Network: Vodafone ha la rete mobile più veloce – Vodafone è stato il provider mobile più veloce in Italia per tutte le tecnologie combinate e per il 5G, in base allo Speed Score. Considerando tutte le tecnologie combinate, Vodafone ha registrato una velocità media di download di 72,91 Mbps e una velocità media di upload di 12,83 Mbps.  
                  Vodafone si aggiudica il riconoscimento di Fastest 5G Network con un punteggio di 55.75 grazie a una velocità media di download 5G di 241,99 Mbps. Vodafone ha guidato anche la classifica della velocità media di upload 5G, con 17,52 Mbps, e una latenza su 5G di 45 ms. 
  • Gaming Experience, con Vodafone la migliore esperienza di gioco – Vodafone ha registrato la migliore esperienza di gioco mobile in Italia, con un punteggio di 84,62. Vodafone ha fornito anche la migliore esperienza di gioco in 5G, con un punteggio di 87,13. 
  • Most Consistent Network, Vodafone ha la migliore stabilità 5G sul mercato – Secondo Ookla, nel periodo preso in considerazione non è stato possibile individuare un vincitore per la categoria “Migliore rete mobile in termini di stabilità” in Italia, poiché non sono state riscontrate differenze statistiche significative tra i vari operatori di telefonia mobile. Vodafone ha ottenuto la migliore stabilità 5G sul mercato, con l’81,7% dei campioni che ha raggiunto o superato la soglia di 25 Mbps in download e 3 Mbps in upload. 
  • Video Experience, Vodafone offre la migliore esperienza video 5G sul mercato – Anche in questo caso, secondo i dati di Speedtest Intelligence®, non è stato possibile individuare un operatore migliore degli altri in Italia per l’esperienza video, vista l’assenza di differenze statistiche. Vodafone ha però offerto la migliore esperienza video 5G sul mercato, con un punteggio di 82,76 per lo streaming di video in 5G. 

La connettività mobile sul territorio

Secondo quanto emerge dal report Ookla, tra le città più popolose d’Italia, Padova ha registrato la velocità media di download mobile più elevata, pari a 132,38 Mbps, seguita da Bologna (119.2) e Milano al terzo posto (117.05). Maglia nera per Firenze che ha registrato la velocità media di download mobile più bassa con 70,75 Mbps, preceduta da Genova e Catania. 

La Valle d’Aosta ha registrato la velocità media di download mobile più elevata tra le regioni italiane, con 81,98 Mbps. La Calabria si è classificata al secondo posto, seguita dal Trentino-Alto Adige al terzo. All’altra estremità della classifica, l’Umbria ha registrato la velocità media di download mobile più bassa con 56,64 Mbps, seguita dalla Toscana e dalle Marche.  

Di seguito il link il report completo di Ookla

Il precedente – Il riconoscimento del report di Ookla arriva pochi giorni la pubblicazione della classifica di Altroconsumo, la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia, secondo cui Vodafone è il primo operatore per la qualità della sua rete mobile. Ulteriori informazioni a questo link

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Infrastrutture digitali e reti 5G spina dorsale delle smart city. Quali servizi per il futuro?

Infrastrutture digitali e condivise e Reti 5G spina dorsale delle smart city, ma quali saranno i servizi del futuro? Le possibilità sono infinite e le applicazioni chiamano in causa sviluppatori e startup che vogliono migliorare le condizioni di vita delle nostre città, indoor e outdoor. Un laboratorio fondamentale per la nascita e lo sviluppo di nuovi servizi 5G in ambito metropolitano è il progetto Roma 5G, in fase di realizzazione da parte di Smart City Roma, società del Gruppo INWIT. Il progetto ha l’obiettivo di abilitare la connettività5G diffusa nella Capitale attraverso la realizzazione di infrastrutture digitali che copriranno non solo l’intera rete metropolitana della Capitale entro giugno 2026, ma anche 100 piazze e vie limitrofe e permetteranno maggiore sicurezza.

Il sindaco Roberto Gualtieri, nell’ambito del progetto Roma 5G, ha inoltre annunciato non più tardi della scorsa settimana la copertura WiFi di 55 piazze, un servizio di connettività pubblica gratuito per i Romani e i milioni di turisti che visitano la città. 

Ma quali sono i servizi 5G che potranno in futuro arricchire le nostre smart city?

Se ne è parlato durante la Rome Future Week, di cui Key4Biz è media partner, nella struttura di Piazza del Popolo, allestita da INWIT, che ha ospitato diversi incontri e seminari dedicati, dove tecnici ed esperti hanno illustrato alcuni dei trend che stanno guidando lo sviluppo tecnologico delle smart city.

Coperture dedicate indoor e outdoor

Si va dalle soluzioni per gli smart building, per rendere più performante la copertura indoor e superare gli ostacoli che rallentano il segnale, alle small cell outdoor, che amplificano il segnale all’aperto per connettere anche al meglio i nostri borghi in 5G, WiFi e con soluzioni IoT.

L’idea di coperture dedicate per location indoor DAS (Distributed Antenna System) è sempre più in cima all’agenda, per abilitare connessioni stabili e performanti a supporto di servizi e all’avanguardia in ospedali, università centri commerciali, hotel, resort, musei e teatri.

Reti 4G e 5G dedicate in metropolitana sono ormai realtà a Roma e Milano. Ma è soltanto l’inizio.

Telecamere e sensori per misurare la qualità dell’aria sono un esempio da replicare in tante città.

E nelle città sempre più spesso si parla di smart district, come ad esempio la Fiera di Rho, una best practice da replicare.

Altri ambiti di applicazione di coperture wireless dedicate per location indoor DAS sono gli impianti sportivi, i palazzetti dello sport, i tunnel e le gallerie autostradali (vedi il progetto Milano-Cortina).

Galli (INWIT): ‘Un impegno importante per abilitare la trasformazione della Capitale in una smart city grazie alle infrastrutture digitali e condivise

“INWIT, con la società controllata Smart City Roma, conferma il proprio ruolo di abilitatore infrastrutturale nel percorso di digitalizzazione della città, realizzando una rete integrata che combina 4G/5G, Wi-Fi, fibra ottica e IoT per abilitare la connettività, la sicurezza, il monitoraggio ambientale e lo sviluppo di servizi innovativi del futuro. Un impegno importante: ad oggi sono stati investiti circa 35 milioni di euro, con la collaborazione di 5 partner industriali e il coinvolgimento di circa 150 lavoratori”, ha detto Diego Galli Direttore Generale di INWIT. “Si conferma così il nostro impegno nel sostenere il percorso di trasformazione della Capitale in una smart city sempre più connessa e intelligente grazie ad infrastrutture digitali e condivise”.

Impianti sportivi prossima tappa

Il macrotema degli impianti sportivi ha ampi margini di applicazione in vita della riforma della legge sul calcio, con il DDL Abodi che sta rapidamente avanzando nel suo iter e che prevede tra le altre cose l’aggiornamento tecnologico in 5G di tutti gli stadi italiani. E così l’idea di portare tramite WiFi pubblico e 5G la copertura all’interno degli impianti è dietro l’angolo, con tecnologia IoT che tramite Lora consentirà di trasmettere su totem speciali all’interno delle strutture informazioni in tempo reale e tramite telecamere la possibilità di filmare e analizzare i video tramite AI in real time di ciò che succede all’interno dello stadio.

Smart ticketing

C’è poi un mondo intero legato allo smart ticketing, vale a dire la gestione intelligente di biglietteria, e lo smart parking negli impianti sportivi e non solo. La gestione delle code ai vari tornelli di accesso è un altro servizio accessorio destinato a smaltire in modalità efficiente il rischio di assembramenti all’ingresso degli impianti sportivi.

E in futuro, che cosa potremo fare?

La gestione ottimizzata dei semafori, definire una priorità nella gestione del traffico fra auto, bici e pedoni.

Droni per le consegne

E ancora, con la diffusione crescente dei droni le consegne saranno automatizzate, la guida autonoma (non soltanto dell’auto) diverrà la norma nelle nostre città. Tanto più che in campagna l’utilizzo di trattori a guida autonoma è già realtà.

Il sogno? Lo smart parking automatizzato

Una app che tramite smartphone, agganciata al Google map, guidi l’automobilista o l’auto a guida autonoma al parcheggio in zona desiderato, senza bisogno di dirglielo.

Gamberini (Smart Citiy Roma): ‘Mercato globale delle smart city cresce del 29% all’anno’

Roma 5G è una iniziativa che pone le basi per la trasformazione digitale della Capitale. “Il mercato delle smart city è in grande espansione, alcuni studi di settore prevedono una crescita media annua del 29,4% a livello globale fino al 2030. I centri urbani contano già 5 miliardi di persone, pari al 56% della popolazione mondiale, pur ricoprendo appena il 3% della superficie del pianeta”, ha detto Michele Gamberini, CEO di Smart City Roma.

Un’enorme massa di persone su una superficie davvero esigua di territorio, che ha bisogno di tantissima energia e che produce il 75% dei rifiuti globali, a fronte dell’80% dei gas serra bruciati.

“Traffico, trasporti, energia vanno gestiti in maniera sempre più intelligente – aggiunge Gamberini – per questo è necessario rendere disponibili una serie di servizi digitali che sfruttino connettività a larga banda e una serie di tecnologie abilitanti come l’AI, l’AR/VR, il cloud e l’IoT garantendo la sicurezza e la certificazione dei dati utilizzati. Le smart city sono un ecosistema in cui l’infrastruttura costituita dai device che hanno il compito di generare il flusso dati richiesto dai vari use case (mobilità intelligente, gestione intelligente dei rifiuti, videosorveglianza ecc.), le reti a larga banda che servono a trasportare le informazioni dai suddetti device ai server applicativi e i sistemi digitali che hanno il compito di immagazzinare il dato, analizzarlo, e generare le azioni conseguenti cooperano per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il progetto Roma5G contribuirà a posizionare Roma tra le smart cities più avanzate d’Europa.”

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Frequenze, le telco vogliono rinnovo gratis. In cambio investimenti in 5G standalone

Lunedì si è chiusa in Agcom la seconda consultazione pubblica sul rinnovo delle frequenze mobili. Secondo quanto riportato dal Sole24Ore, le telco italiane chiedono che i diritti d’uso in scadenza il 31 dicembre 2029 vengano rinnovati a costo zero, in cambio di impegni di investimento, per evitare un nuovo esborso come l’asta 5G del 2018 da 6,5 miliardi di euro. Su questo tema del rinnovo gratuito delle frequenze è fortemente impegnato Pietro Labriola, ad di Tim e presidente di Asstel.

C’è da dire infine che in Italia lo sviluppo e gli investimenti del 5G standalone, il vero 5G, latitano e che un rinnovo gratuito dell’allocazione delle frequenze potrebbe avvenire a ragion veduta in cambio di investimenti certi da parte delle telco nel nuovo standard. Che a questo punto rischia di essere presto obsoleto, superato dall’avvento del 6G.

In scadenza il 70% dello spettro

In scadenza c’è circa il 73% dello spettro radio attualmente usato, pari a 700 Mhz complessivi: Tim 180 MHz, Fastweb-Vodafone 200 MHz, WindTre 250 MHz, Iliad 70 MHz.

Si tratta di frequenze Lte (4G) e Umts (3G), mentre le frequenze 5G assegnate nel 2018 scadranno nel 2037  enon sono quindi in ballo.

Secondo Asstel, il settore investe 7 miliardi di euro l’anno, con Capex pari al 26% del fatturato e spinge per un rinnovo non oneroso, come scritto nero su bianco nel suo manifesto. Agcom valuta due modelli (rinnovo misto o generalizzato) con l’obiettivo di chiudere la procedura nel 2027, due anni prima della scadenza. Questa accelerazione alla luce delle difficili condizioni di mercato e del possibile processo di consolidamento, scrive l’Agcom.

Ma chiudere in tempi stretti sarebbe un toccasana anche per gli operatori, che avrebbero più tempo per organizzare e pianificare gli investimenti.

Cosa succede in Francia

In Francia le frequenze 4G sono state rinnovate senza oneri ma con obblighi di investimento, mentre in Germania la proroga è stata concessa per 3-5 anni, portando la durata complessiva a 20 anni, con un mercato già bilanciato tra Deutsche Telekom, Vodafone e O2.

Cosa succederà in Italia?

Opzione mista e opzione rinnovo sul tavolo

Sul tavolo, scrive il Sole 24 Ore, l’Autorità ha messo due opzioni. Il primo, un modello “misto”: parte delle frequenze prorogate o rinnovate agli attuali titolari e parte messe a gara, ma riservate a Iliade a eventuali nuovi entranti, così da riequilibrare il gioco. Il secondo, un rinnovo generalizzato dello status quo, con in più obblighi di accesso, per ora ancora non ben definiti, da parte dei big verso Iliad e altri.

Nessuno dei due modelli in consultazione si occupa dell’onerosità, sarà alla fine il Governo a decidere se concedere il rinnovo gratuito o meno, in cambio di impegni di copertura.

Agcom chiede un ribilanciamento della dotazione spettrale

Agcom, dal canto suo, chiede un ribilanciamento della dotazione spettrale a favore di iliad. Il primo modello prevede l’assegnazione diretta a iliad e a eventuali nuovo entranti (obiettivamente difficili da immaginare). Il secondo modello prevede il mantenimento dello status quo, di fatto è una proroga delle dotazioni frequenziali così come sono, però con l’obbligo di condividerne una parte con iliad.

Molto probabilmente, all’esito della consultazione ce ne sarà una terza l’anno prossimo, per arrivare alla proposta finale e definitiva che l’Agcom passerà poi al Governo.

Altolà dell’Antitrust

“Circa la proroga dei diritti d’uso delle frequenze prevista dal Codice, si osserva che in passato l’AGCM ha evidenziato che a proprio avviso la prassi di prorogare i diritti d’uso delle frequenze senza lo svolgimento di nuove procedure competitive di assegnazione comporterebbe alcune criticità concorrenziali legate all’effetto di non permettere il dispiegarsi di una concorrenza per l’acquisizione di una risorsa scarsa e impedendo, pertanto, che il confronto concorrenziale porti all’ingresso di nuovi operatori o all’emergere di operatori più efficienti”, si legge nel documento di in consultazione.

Immaginare una corsa di nuovi player allo spettro è difficile. Però è pur vero che Starlink, Amazon, Google e magari Deutsche Telekom potrebbero anche decidere di entrare nel nostro mercato. Non è escluso a priori, ma è improbabile.   

Non tutti hanno le stesse dotazioni spettrali

Oggi, non tutti hanno la stessa quantità di frequenze. Le ragioni sono molteplici. Da una parte, c’è chi ha voluto investire di più, o chi ha privilegiato alcune bande rispetto ad altre. Dall’altra, soprattutto nel caso di iliad, c’è una ragione storica. L’azienda è presente sul mercato dal 2018: da quel momento, c’è stata una sola asta, la famosa asta delle frequenze 5G. Per le altre frequenze, quelle assegnate precedentemente (in scadenza nel 2029), iliad ha avuto un pacchetto iniziale, figlio del sistema dei rimedi imposto in occasione della fusione fra Wind e 3.

Asstel, dunque, parla di allocazione e non di rinnovo, perché riconosce la necessità che ci sia un ribilanciamento dei portafogli spettrali. C’è poi il caso recente di Fastweb+Vodafone: il risultato dell’acquisizione della società inglese da parte di quella elvetica è stato, anche, un aumento del portafoglio di frequenze, avendo messo insieme a fattor comune il 100% di quelle che detenevano entrambe le aziende.

Ad ogni modo, “l’Autorità, nell’ambito dei procedimenti di propria competenza volti a definire le future procedure di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze in scadenza al 2029, potrà associare, come sempre fatto, a tali procedure anche specifici obblighi in capo agli operatori aggiudicatari, tra cui obblighi di uso effettivo, copertura e accesso20, nonché adeguate misure pro-competitive e antiaccaparramento di frequenze, inclusi eventualmente meccanismi di riserva per operatori nuovi entranti e limiti di aggiudicazione (c.d. cap) per le bande di interesse”.

Leggi anche: Frequenze, Blefari Melazzi (CNIT) ‘Usare anche in Italia il costo dello spettro per migliorare le reti’

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Smart City Roma (INWIT), il Sindaco Gualtieri accende il WiFi gratis nelle prime 26 piazze della Capitale

Il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri ha acceso il WiFi gratis e pubblico nelle prime 26 di 100 piazze target. A realizzarlo è stata Smart City Roma, la società controllata da INWIT, titolare del progetto Roma 5G, che sta realizzando la copertura 5G di tutte le linee della metropolitana nonché la copertura in WiFi 6, ultima versione del WiFi, di 100 piazze della capitale entro il 2026.
Come funziona? Un semplice login tramite mail o tramite Facebook alla rete pubblica di “ROMACAPITALE_WIFI”, dunque un accesso davvero semplificato. Il login è valido sempre, salvo se sei inattivo per più di 14 giorni, allora devi riloggarti. Ma se lo usi non è necessario.

A Piazza del Popolo l’accensione WiFi delle 55 piazze

Un progetto da 100 milioni di euro (80 milioni privati, 20 milioni pubblici) che sta procedendo secondo il cronoprogramma e che oggi a Piazza del Popolo ha visto la conferenza stampa per l’accensione del WiFi nelle prime 26 già attive.  

“L’accesso WiFi nelle piazze avverrà semplicemente tramite mail o tramite Facebook – ha detto Monica Lucarelli, Assessore alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità di Roma Capitale alla conferenza stampa in Piazza del Popolo.

“L’accesso sarà valido sempre, senza bisogno di riloggarsi, fino a 14 giorni dopo il primo login e in tutte le piazze del progetto”, ha precisato l’ad di Smart City Roma Michele Gamberini.

Gualtieri: ’26 piazze già attive col WiFi di nuova generazione’

“Il WiFi 6 di ultima generazione, gratis nelle prime piazze target è un nuovo tassello del progetto Roma 5G, dopo l’accensione il primo aprile del 5G nelle prime 9 stazioni della metro A – ha detto Gualtieri – sono 26 le piazze già attive, mentre 22 sono già cablate e pronte per l’accensione e 7 quasi pronte”.  

Una soluzione che ricalca quella giapponese che piace molto all’estero.

Accanto al WiFi, il progetto prevede il dispiegamento di 2mila telecamere collegate con la centrale operativa della Polizia Municipale, a fronte di 1800 sensori IoT per il monitoraggio ambientale della qualità dell’aria.

“Ad agosto, il WiFi di Roma 5G ha già totalizzato 55.680 accessi”, prosegue il sindaco che ricorda gli altri numeri del progetto sul fronte del 5G. “La copertura 5G della linea A della metro è completata – ha detto – lavori in corso sulla linea B e B1, con precedenza a quest’ultima per motivi di sicurezza. La linea C è in fase di progettazione ma la copertura totale sarà chiusa a giungo del 2026”.  

L’obiettivo dichiarato del Comune è che anche la copertura 5G outdoor possa procedere in modo autonomo grazie agli operatori (Tim, Fastweb-Vodafone, WindTre e iliad) che partecipano anch’essi al progetto, che prevede inoltre la copertura DAS indoor di 7 edifici dell’amministrazione.  

Diego Galli (INWIT): ‘Roma 5G è una piattaforma infrastrutturale completa per connettività, sicurezza e monitoraggio ambientale’

“Il progetto Roma 5G è un unicum – ha detto Diego Galli, direttore Generale di INWIT – si tratta di una piattaforma infrastrutturale completa che comprende 4G, 5G, WiFi pubblico in 100 piazze, sensori IoT, fibra. In altre parole, connettività, sicurezza e monitoraggio ambientale in un unico progetto. Ad oggi sono già stati utilizzati 35 milioni su un totale di 100. La copertura 5G della linea A è completa, la linea B sarà terminata entro dicembre e la linea C entro giugno”.

“Si tratta di una piattaforma neutrale e aperta agli operatori per nuovi servizi in ambito smart mobility ma anche aperto a sviluppi futuri non ancora prevedibili”, ha detto Gualtieri strizzando l’occhio al mondo delle startup e degli sviluppatori di app, che questa settimana saranno protagonisti della Rome Future Week, (15-20 settembre), l’evento su futuro e innovazione della città di Roma alla sua terza edizione.  

Ruggiero (Boldin Networks): ‘Modello Roma 5G piace all’estero, cinque città europee vogliono replicarlo’

Chiude le danze Antonino Ruggiero, AD Boldyn Networks Italia: “Siamo molto orgogliosi da italiani di questo progetto a Roma – ha detto Ruggiero – anche perché siamo presenti in sei paesi europei e il modello Roma ha fatto scuola: 5 città europee di tre diversi paesi ci hanno chiesto di replicare il modello di Roma 5G. La trasformazione digitale di Roma è un traino per la sua immagine all’estero”.

26 piazze con WiFi già attivo: Piazza del Campidoglio, Piazza Trilussa, Piazza Porta S. Giovanni, Piazzale della Stazione Tiburtina, Piazza dell’Indipendenza, Piazza del Popolo, Piazza della Minerva, Piazza Mazzini, Piazza Pia, Piazza di Santa Maria Maggiore, Piazza Vittorio Emanuele II, Piazza Buenos Aires, Piazza Euclide, Piazza Santiago del Cile, Piazza Farnese, Piazza di San Bernardo, Piazza Giuseppe Gioachino Belli, Stazione Tiburtina Capolinea Bus, Largo di Torre Argentina, Piazza di Siena, Monte Ciocci Alberici, Piazzale Ostiense, Piazza Gentile da Fabriano, Piazza Istria,  Piazza dell’Esquilino, Piazza Pakistan.

22 piazze con lavori conclusi, interamente cablate, in attesa di attivazione entro ottobre 2025: Piazza Don Giovanni Minzoni, Piazza Pietro Thouar, Piazza Testaccio, Piazza di Santa Costanza, Piazzale del Gianicolo, Piazza Risorgimento, Piazza Vescovio,  Piazza Annibaliano,  Piazza di San Eurosia, Piazza Eugenio Biffi, Piazza Adriana, Monte Ciocci Valle Aurelia, Piazza Stefano Jacini, Piazza Biagio Pace, Piazza Enrico Cosenz, Piazza del Quadraretto, Piazza Giuseppe Raggio, Via Roberto Morra di Lavriano, Piazza di S. Cosimato, Piazza della Bocca della Verità, Piazza Ottavilla, Piazza San Giovanni Bosco.

7 piazze con cantieri in corso e finalizzazione a seguire: Piazza Cavour, Piazza Barberini, Piazza dell’Ateneo Salesiano, Piazza Conca d’Oro, Piazza, Leonardo Sciascia, Piazza Roberto Malatesta, Circo Massimo.

Leggi anche: Leggi anche: 5G a Roma, 100 milioni per la Capitale. Ma come si fa senza le antenne?

Leggi anche: Inwit, Roma Termini diventa la prima stazione in copertura totale 5G

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5G, la NASA lo sta testando a bordo degli aerotaxi elettrici del futuro

In un recente post sul suo blog, la NASA ha fatto saper di star testando l’idoneità delle reti 5G a supportare i taxi aerei elettrici e i futuri sistemi di mobilità aerea urbana. Questa indagine ha preso forma tra aprile e maggio 2025 presso il Glenn Research Center della NASA a Cleveland, dove i ricercatori hanno sviluppato e testato sistemi radio specializzati progettati per valutare la capacità del 5G di soddisfare le esigenze di comunicazione dei taxi aerei.

5G soluzione esistente

Sfruttando le reti wireless esistenti, la NASA spera di evitare il costoso e lungo sforzo di progettare standard di comunicazione completamente nuovi per questo settore aeronautico emergente. “L’obiettivo di questa ricerca è comprendere come le reti cellulari wireless possano essere sfruttate dall’industria aeronautica per aprire nuove frontiere alle operazioni di volo”, ha detto Casey Bakula, ricercatore a capo del progetto. “I risultati di questo lavoro potrebbero fungere da modello per i futuri fornitori di reti di comunicazione aeronautica, come i fornitori di servizi di navigazione satellitare e le società di telecomunicazioni, e contribuire a orientare il piano della Federal Aviation Administration (FAA) per i futuri requisiti delle reti di mobilità aerea avanzata nelle città”.

Comunicazione terra-aria e velivolo-velivolo

La ricerca ha visto la NASA installare un sistema radio compatibile con il 5G sul suo velivolo Pilatus PC-12 e un sistema complementare in cima a un edificio del Glenn Research Center, che sono stati poi attivati ​​utilizzando una banda di frequenza assegnata dalla Federal Communications Commission per i test di sicurezza dei droni. Il velivolo ha eseguito diversi schemi di volo per simulare le condizioni operative e studiare l’integrità del segnale, le interferenze delle strutture urbane e l’impatto della posizione del velivolo rispetto alle stazioni di terra. Questi test iniziali hanno confermato la funzionalità di base del sistema e hanno posto le basi per la continua ricerca sull’integrazione degli standard 5G nelle attuali bande di comunicazione aeronautica per la trasmissione dati sia aria-terra che da velivolo a velivolo.

Modulazione dell’elica per evitare interferenze

Una sfida importante individuata è stata la modulazione dell’elica, in cui le pale rotanti dell’elica bloccano a intermittenza i segnali radio, causandone il degrado. Questo effetto è particolarmente rilevante per gli aerotaxi, che si prevede operino a quote inferiori, dove questa interferenza è più pronunciata. Date le diverse configurazioni delle cellule degli aerotaxi futuri e la variazione nel design delle eliche, la NASA ha evidenziato questo aspetto come un’area critica da approfondire. Comprendere e mitigare la modulazione dell’elica rimane essenziale per garantire comunicazioni affidabili, fondamentali per il comando e il controllo, la sicurezza dei passeggeri e la prevenzione delle collisioni tra aeromobili negli spazi aerei urbani congestionati.

Test per reti aeronautiche

Questa iniziativa fa parte della più ampia missione Advanced Air Mobility della NASA nell’ambito del progetto Air Mobility Pathfinders, che si concentra sullo sviluppo di reti di comunicazione aeronautiche scalabili e sicure, adatte alla prevista espansione dei servizi di trasporto aereo urbano. L’agenzia prevede di condividere i dati di base sulle prestazioni con la FAA e il settore, fornendo una base per futuri miglioramenti, come velocità di trasmissione dati più elevate, rapporti segnale/rumore e meccanismi di sincronizzazione, che saranno essenziali per sistemi di comunicazione aeronautici affidabili.

Sicurezza al centro

La NASA sta studiando attivamente la sicurezza dei voli autonomi attraverso progetti che valutano l’interazione dei piloti umani con i nuovi sistemi di navigazione e automazione del volo. Questa ricerca, in collaborazione con agenzie come la DARPA, (Defense Advanced Research Projects Agencyè un’agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti responsabile dello sviluppo di tecnologie innovative e ad alto rischio per garantire la supremazia tecnologica americana, specialmente in campo militare. e produttori come Sikorsky, è fondamentale per garantire che le operazioni di aerotaxi completamente autonomi possano essere integrate in sicurezza nello spazio aereo nazionale, tenendo conto sia dei fattori umani che dell’affidabilità tecnica.

Leggi anche: Droni, il ritardo degli aerotaxi rallenta il mercato ma nel 2030 raggiungerà 1,44 miliardi di euro (+293%)

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Starlink, una telco negli Usa. Elon Musk: ‘Non voglio fare fuori gli altri operatori. Ma potrei comprare Verizon’ (video)

Dopo la maxi operazione da 17 miliardi di dollari per rilevare 50 Mhz di spettro da EchoStar, Elon Musk parla di Starlink come di un competitor degli altri carrier tradizionali come At&T o Verizon e non esclude in futuro di poter rilevare la stessa Verizon per avere più spettro. “Per essere chiari, non metteremo fuori gioco gli altri operatori. Continueranno a esistere perché possiedono molto spettro. Ma sì, dovresti poter avere uno Starlink come hai AT&T o T-Mobile, Verizon o qualsiasi altro, potresti avere un account con Starlink che funzioni con la tua antenna Starlink a casa per il tuo Wi-Fi e sul tuo telefono. E sì, sarebbe una soluzione completa per un’elevata larghezza di banda a casa e per un’elevata larghezza di banda diretta verso la cella”. Lo ha detto Elon Musk, il proprietario di SpaceX, casa madre dell’operatore satellitare Starlink in una lunga intervista in cui a precisa domanda dice che, perché no, in futuro potrebbe anche rilevare un competitor che potrebbe essere Verizon o un altro.

Ma c’è da fidarsi?

Se Elon Musk voleva rassicurare il mercato delle telco, bèh non ci è riuscito. Anzi. Un po’ come il famoso e ormai proverbiale “Stai sereno” di Mattero Renzi a Enrico Letta prima di soffiargli il posto. Un po’ come dicevano gli antichi, ‘excusatio non petita accusatio manifesta’.

Perché rassicurare il mercato se davvero il mercato non ha nulla da temere? L’ultima mossa di Musk, che ha comprato 50 Mhz di spettro da EchoStar negli Usa ha fatto rumore e rappresenta un vero guanto di sfida: Elon Musk vuole entrare eccome nel mercato delle Tlc, e il suo nuovo modello direct-to-device consente di portare in orbita il 5G per comunicare direttamente con gli smartphone degli utenti. Starlink è già nel mercato delle telco e della banda ultralarga con tutti e due i piedi. Starlink negli Usa è a tutti gli effetti un operatore Tlc che compete con i carrier tradizionali e non esclude di rilevarne uno.

Non escluse altre acquisizioni

Insomma, le rassicurazioni di Musk sembrano un po’ quelle del lupo con i tre porcellini o con l’agnello nella favola di Esopo. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Tanto più che alla domanda del giornalista: “Quindi potresti pensare di acquisire Verizon in futuro per avere più spettro?”. La risposta di Musk è stata chiara: “Può darsi, non è escluso”, per poi aggiungere e smussare un pochino il messaggio dicendo “ma gli operatori continueranno comunque a restare in circolazione, perché possiedono tanto spettro”.  

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Il videoreportage della 1^ edizione

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