Telco Ue in campo per le AI Gigafactory e il Cloud sovrano: ‘Ma serve una svolta pro-investimenti e pro-merger’

I principali operatori europei si riuniscono oggi a Bruxelles per sottolineare il loro sostegno alla leadership europea nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie di sicurezza, sostenute dalle loro reti. “La connettività è un asset per la resilienza e la competitività collettiva dell’Europa. Basandoci sul rapporto Draghi e implementando le riforme del Competitiveness Compass, scalando il settore porremo le basi per una Ue più sicura, prospera e autonoma”, si legge in una lettera firmata da ConnectEurope (ex ETNO), e sottoscritta da alcuni dei Ceo delle principali telco del vecchio Continente:

  • Ana Figueiredo, CEO, MEO
  • Benedicte Schilbred Fasmer, President & CEO, Telenor
  • Christel Heydemann, CEO, Orange
  • Dominique Leroy, CEO Europe, Deutsche Telekom
  • Joost Farwerck, CEO, KPN
  • Marc Murtra, Group Chairman & CEO, Telefónica S.A.
  • Pietro Labriola, CEO, TIM
  • Thomas Arnoldner, Deputy CEO, A1 Telekom Austria Group

Il nostro sostegno all’espansione della capacità di calcolo europea, all’IA e alla sua democratizzazione

Ci impegniamo a contribuire all’ambizione dell’Europa di sviluppare una leadership nell’IA, di avere il controllo delle infrastrutture strategiche e di coltivare ecosistemi innovativi. Le reti e i servizi di connettività sono parte integrante dell’infrastruttura di IA europea e per questo motivo sosteniamo gli sforzi della Commissione per avviare le Gigafactory di IA nell’ambito del Piano d’azione per l’IA continentale.

Stiamo potenziando la capacità di calcolo sovrana dell’Europa costruendo data center e investendo in servizi cloud ed edge che avvicinano l’elaborazione dei dati agli utenti. Le informazioni non risiedono semplicemente in data center isolati: la connettività svolge un ruolo cruciale nell’interconnessione. Si prevede una rapida crescita del traffico nei data center legato all’IA, a un tasso annuo del 50%. Le reti fisse e mobili sono al centro dell’offerta di servizi di IA presenti e futuri ad aziende, consumatori e governi, con requisiti crescenti di qualità e prestazioni.

Ci impegniamo inoltre a democratizzare l’accesso all’IA. Offriamo già un ampio accesso alle soluzioni di intelligenza artificiale ai nostri clienti, e molti di noi includono strumenti di intelligenza artificiale generativa negli abbonamenti esistenti o offrono smartphone basati sull’intelligenza artificiale.

Parallelamente, stiamo automatizzando le nostre reti per aumentare l’efficienza e servire meglio gli utenti. Questo include pianificazione, analisi e riparazione, semplificando e velocizzando al contempo l’assistenza clienti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Investiamo inoltre nell’intelligenza artificiale per proteggere le nostre reti e quelle dei nostri clienti, contribuendo a contrastare il massiccio aumento degli attacchi informatici.

La necessità di maggiori investimenti nelle reti per la prosperità e la resilienza dell’Europa

La crescita economica e la difesa moderna si basano entrambe sulla connettività. Abbiamo bisogno di maggiori investimenti in reti gigabit resilienti e innovative, come leve essenziali per un’economia competitiva che generi nuove opportunità socio-economiche, nonché per capacità militari avanzate che garantiscano la sicurezza degli europei.

Le nuove realtà geopolitiche e del commercio internazionale sono difficili, soprattutto nel settore tecnologico, e aggiungono ulteriore urgenza all’attuale necessità di riforme. Gli operatori di telecomunicazioni europei sono ben attrezzati per contribuire a costruire l’infrastruttura digitale di cui questo continente ha bisogno. Attuando con urgenza le raccomandazioni su tecnologia e telecomunicazioni delineate nella Relazione sulla Competitività di Draghi, possiamo contribuire a costruire un’Unione più resiliente e competitiva.

L’annunciato Digital Networks Act dovrebbe essere ambizioso e indicare una netta svolta verso la promozione degli investimenti nelle telecomunicazioni. Analogamente, l’imminente riforma degli Orientamenti UE sulle concentrazioni dovrebbe cambiare il corso degli ultimi decenni e consentirci di raggiungere una dimensione europea, a partire dal consolidamento sul mercato, per affrontare le attuali sfide del mondo tecnologico. Con reti di connettività più solide e sempre più innovative, porteremo avanti insieme l’agenda di un’Europa più moderna, lungimirante e competitiva. 

Leggi anche: Telco Ue vs Big Tech: ‘Generano più del 60% del traffico, ma non sono regolate come noi’

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/telco-ue-in-campo-per-le-ai-gigafactory-e-il-cloud-sovrano-ma-serve-una-svolta-pro-investimenti-e-pro-merger/547561/




ChatGPT Tricked Into Solving CAPTCHAs

AI security platform SPLX has demonstrated that prompt injections can be used to bypass a ChatGPT agent’s built-in policies and convince it to solve CAPTCHAs.

AI agents have guardrails in place to prevent them from solving any CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart), based on ethical, legal, and platform-policy reasons.

When asked directly, a ChatGPT agent refuses to solve a CAPTCHA, but anyone can apparently use misdirection to trick the agent into giving its consent to solve the test, and this is what SPLX demonstrated.

In a regular ChatGPT-4o chat, they told the AI they wanted to solve a list of fake CAPTCHAs and asked it to agree to performing the operation.

“This priming step is crucial to the exploit. By having the LLM affirm that the CAPTCHAs were fake and the plan was acceptable, we increased the odds that the agent would comply later,” the security firm notes.

Next, the SPLX researchers opened a ChatGPT agent, pasted the conversation from the chat, telling the agent it was their previous discussion, and asked the agent to continue.

“The ChatGPT agent, taking the previous chat as context, carried forward the same positive sentiment and began solving the CAPTCHAs without any resistance,” SPLX explains.

By claiming that the CAPTCHAs were fake, the researchers bypassed the agent’s policy, tricking ChatGPT into solving reCAPTCHA V2 Enterprise, reCAPTCHA V2 Callback, and the Click CAPTCHA.

Advertisement. Scroll to continue reading.

For the latter, however, the agent made several attempts before being successful. Without being instructed to, it decided on its own and declared it should adjust its cursor movements to better mimic human behavior.

According to SPLX, their test demonstrated that LLM agents remain susceptible to context poisoning, that anyone can manipulate an agent’s behavior using a staged conversation, and that AI does not have a hard time solving CAPTCHAs.

“The agent was able to solve complex CAPTCHAs designed to prove that the user is human, and it attempted to make its movements appear more human. This raises doubts about whether CAPTCHAs can remain a viable security measure,” SPLX notes.

The test also demonstrates that threat actors can use prompt manipulation to trick an AI agent to bypass a real security control by convincing it the control was fake, which could lead to sensitive data leaks, access to restricted content, or the generation of disallowed content.

“Guardrails based only on intent detection or fixed rules are too brittle. Agents need stronger contextual awareness and better memory hygiene to avoid being manipulated by past conversations,” SPLX notes.

Related: ChatGPT Targeted in Server-Side Data Theft Attack

Related: OpenAI to Help DoD With Cyber Defense Under New $200 Million Contract

Related: Tech Titans Promise Watermarks to Expose AI Creations

Related: Elon Musk Says He’ll Create ‘TruthGPT’ to Counter AI ‘Bias’

https://www.securityweek.com/chatgpt-tricked-into-solving-captchas/




Chatbot e social, la proposta Madia-Mennuni per l’età minima

Il rapporto complesso e rischioso dei minori con le nuove tecnologie

Il rapporto tra ragazzi e strumenti tecnologici è da tempo oggetto di studio e indagine. Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) e la diffusione delle sue applicazioni, soprattutto di chatbot, ha aumentato l’attenzione di esperti e Istituzioni sulla relazione tra minori e servizi digitali, che si è fatta sempre più complessa.

Sul tema, la Rome Future Week di cui Key4Biz è media partner ha organizzato presso il Teatro Palazzo Santa Chiara la conferenza “AI Ragione Tu! L’infanzia incontra i chatbot”, con l’obiettivo di delineare un quadro teorico e critico per analizzare la natura del rapporto tra chatbot affettivi e sviluppo emotivo dei minori, a partire da tre prospettive chiave: tecnologica, psicosociale e normativa.

L’attualità stessa ci ricorda quanto il tema sia urgente: casi di cronaca, come quello denunciato da due genitori americani secondo cui un chatbot avrebbe contribuito al suicidio del figlio adolescente, mostrano in modo drammatico i rischi di un’interazione non mediata con sistemi conversazionali sempre disponibili e con pochissimi limiti.

Scorza (Garante Privacy): “Pendiamo troppo facilmente dalle labbra dei chatbot”

In un video messaggio dalla 47ª Global Privacy Assembly di Seul, Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha ricordato che l’estrema dipendenza dell’uomo della tecnologia è un vecchio problema, già evidenziato nel 1966 dall’informatico Joseph Weizenbaum con il suo chatbot sperimentale “Eliza”, primordiale programma informatico che consentiva a uomo e macchina di ‘dialogare’ con un linguaggio che sembrasse il più possibile naturale.

“Un esperimento accademico ben riuscito, ma che fin da subito ha posto al suo sviluppatore molti dubbi sulle potenzialità di questa tecnologia. Weizenbaum aveva capito che gli uomini troppo facilmente si affidano alle macchine”, ha commentato Sforza.

“Il numero di chatbot potrebbe presto superare quello degli esseri umani al mondo – ha detto Scorza – milioni di persone ogni giorno pendono dalle labbra dei chatbot. I bambini sono i più esposti e sono anche le prime vittime di questa tecnologia”.

Il componente del Collegio dell’Autorità si è chiesto poi: “Chi difende il diritto ad una crescita sana ed equilibrata? Chi vigila sull’impatto che questi servizi basati sull’AI hanno sulla mente dei più piccoli? Generalmente i benefici dell’innovazione tecnologica superano sempre i rischi, ma in questo caso il dubbio è lecito: questa tecnologia rappresenta davvero un progresso? O forse stiamo guidando a fari spenti in mezzo alla nebbia, consapevoli che ci sono bambini che attraversano la strada di continuo?”.

Caffo (Telefono Azzurro): “Dobbiamo costruire un sistema di mediazione tra le imprese e le persone”

“Se prima la grande battaglia era sulla regolamentazione per la protezione dei dati, oggi la sfida è molto più complessa. Se non riusciamo a porre limiti all’accesso dei bambini al mondo del digitale e dei suoi servizi riusciremo difficilmente a governare questo processo”, ha affermato Ernesto Caffo, Presidente Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS.

“Oggi abbiamo l’AI nelle scuole e questo va avanti senza nessun tipo di limitazione. I dati raccolti non si sa che fine fanno e come sono trattati. I ragazzi accedono su piattaforme come chatGPT o Grok che sono fortemente attrattivi. Piattaforme dove i ragazzi, che non vengono giudicati o ripresi in alcun modo e dove quindi si sentono liberi, pensano di essere in grado di vivere la propria esperienza senza pericoli, subendo invece un processo di mercificazione”, ha proseguito Caffo.

“I ragazzi arrivano da noi che hanno già parlato prima con i vari chatbot e non va dimenticato che i più giovani sono dei grandi produttori di dati e quindi delle miniere d’oro per i fornitori di queste tecnologie. Dobbiamo costruire un sistema di mediazione tra le imprese e le persone, a livello nazionale ed europeo.
In Europa ho percepito un grande sbilanciamento tra le grandi aziende tecnologiche e i Governi, apparentemente troppo fragili sul tema. Le leggi proposte ed attuate sembrano strumenti più dichiarativi che sostanziali
– ha aggiunto Caffo –  e serve un dibattito pubblico più ampio, perché dobbiamo trovare gli strumenti di supporto migliori, i più adeguati, per non trovarci in situazioni sempre più critiche”.

Lapenta (John Cabot University): “I minori passano più tempo con l’AI che genitori e insegnanti”

“Ogni tecnologia crea una forma di dipendenza”, ha sottolineato Francesco Lapenta, Direttore dell’Institute of Future and Innovation Studies presso John Cabot University.

“II problema dell’AI in rapporto con i bambini e i minori in generale è che si sta riducendo il tempo che i giovani passano con le Istituzioni di questo paese, dalla famiglia alla scuola. Dobbiamo capire quando la tecnologia è additiva, cioè crea possibilità, o è sottrattiva, come nel caso dell’AI”, ha precisato Lapenta.

“II genitore, il legislatore o l’insegnante, hanno a cuore il futuro dei bambini certamente più di OpenAI o Google. Questi si occupano di mercato e profitti, non di cura e attenzione alla fragilità. La sottrazione diventa pericolosa ancora di più quando queste istituzioni pensano di poter delegare il benessere del minore a queste piattaforme. La fragilità non è causata dalle piattaforme, le cause preesistono, vengono prima, sono di altra origine. L’AI risponde nel contesto, ‘here and now’, la responsabilità dell’insegnante o dello psicologo si misura nel tempo”, ha chiarito Lapenta.

Madia (PD): “Serve una legge che stabilisca un’età minima di accesso a internet e social”

“Quando ci si occupa di diritti dei minori non si può strumentalizzare il problema come ‘di parte’, bisogna muoversi insieme e collaborare il più possibile. La nostra è stata una scelta etica di base, partita dal voler superare la cultura del divieto come metodo per risolvere i problemi. Se le imprese stesse pongono dei limiti di età per frequentare queste piattaforme, questi ‘luoghi’ di interazione, che offrono opportunità e nascondono dei rischi, che non possiamo ignorare, significa che il problema del rapporto tra minori e tecnologia sussiste e va affrontato”, ha dichiarato Marianna Madia, Deputata del Partito democratico e già Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

“La scienza ha dimostrato che un uso prematuro di questi strumenti può portare a varie forme di dipendenza, a forme di ansia e depressione, espone a truffe, bullismo digitale, violenza psicologica e purtroppo può portare a vere e proprie tragedie. Si può constatate inoltre un calo del livello di apprendimento, di attenzione, della vista – ha detto Madia – fino all’insorgere di disturbi endocrini, di obesità e di salute mentale. Nel momento in cui è dimostrato che il crollo del costo dello smartphone, che oggi è il regalo più diffuso per bambini di 10 anni, va di pari passo con la crescita esponenziale di accessi a neuropsichiatria infantile, noi ci chiediamo come rapportarci a questa tecnologia. Siamo dentro una bomba sociale, che è amplificata dall’uso prematuro di questi strumenti tecnologici”.

“Serve una legge nazionale che stabilisca un’età minima di accesso a internet e ai social network. Solo così possiamo garantire ai nostri bambini e ragazzi una reale tutela dai rischi online. Noi vogliamo introdurre nel nostro ordinamento una età minima per entrare sui social, i 15 anni. Lo ha detto anche la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non possono essere gli algoritmi ad educare i nostri figli. Noi italiani possiamo lavorare ad una legge pioneristica su questo”, ha concluso Madia.

Madia ha avviato un percorso parlamentare con un testo bipartisan insieme alla senatrice Lavinia Mennuni per regolare l’accesso a social e internet e introdurre un’età minima, con l’obiettivo di rendere effettive le leggi europee sul divieto di profilazione dei minori, che senza un chiaro limite di età ed efficaci sistemi di verifica diventano inapplicabili.

Mennuni (FdI): “Nel mini wallet digitale europeo le piattaforma dovranno verificare l’età degli utenti con un sistema unificato”

“Speriamo che la legge venga approvata. Abbiamo pareri favorevoli sul testo, ma un elemento molto positivo è stato che durante l’anno, a livello trasversale, i parlamentari si sono riconosciuti sul tema, grazie alla comunità scientifica che ha confermato l’importanza della proposta, ci sono tutti i presupposti perché l’iniziativa vada a buon fine”, ha dichiarato la stessa senatrice Lavinia Mennuni.

“In commissione bicamerale c’è stato un dibattito sui disturbi alimentari, che sono aumentati a dismisura da quando sono arrivati gli smartphone – ha proseguito Mennuni – perché i ragazzi hanno una fruizione delle notizie e delle conoscenze che prima non c’era. Vuoi dimagrire rapidamente, te lo spiega un chatbot, che può darti anche i migliori consigli per suicidarti, come se fosse la cosa più normale del mondo.
I ragazzi passano anche 7 ore al giorno sul telefono, molto di più che con i genitori, che di fatto non si accorgono di cosa accade nella vita dei figli, rapiti da queste tecnologie
”.

“È impossibile delegare il ruolo di controllo ai genitori. Le istituzioni devono intervenire e un limite minimo per la libertà di accesso è già un aiuto. A 15 anni c’è una maturità maggiore rispetto ai 13 previsti oggi per interagire con queste piattaforme. Sull’age verification l’Europa deve fare presto e meglio. L’Italia fa parte del programma pilota per la sperimentazione del mini wallet digitale europeo, dove le piattaforme, obbligate dal DSA, potranno verificare l’età degli utenti con maggiore facilità, tramite un sistema unificato valido per tutti. Un strumento in più contro le pratiche online che mettono a rischio i nostri figli”, ha sottolineato la senatrice.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/chatbot-e-social-la-proposta-madia-mennuni-per-leta-minima/547220/




AI nella PA, i progetti EUSAIR e BETTI di Lepida e Regione Emilia-Romagna

Rispondendo alla recente ricognizione dell’Unione europea sulle politiche per una data strategy efficace, Lepida e Regione Emilia-Romagna hanno contribuito segnalando rischi e opportunità. Tra i principali rischi evidenziati vi sono la necessità di prevenire divulgazioni, anche involontarie, di dati sensibili, evitare che gli algoritmi amplifichino discriminazioni e garantire il rispetto costante delle normative.

Sul fronte delle opportunità, invece, sono stati individuati strumenti tecnologici abilitanti, come soluzioni per la privacy, l’apprendimento federato, la blockchain e altre innovazioni, insieme alla possibilità di utilizzare ambienti protetti di sperimentazione (sandbox) da attivare prima di procedere a un’implementazione su larga scala.

Poiché rischi e opportunità variano a seconda dei settori, un approccio unico non è considerato adeguato. Anche la Pubblica Amministrazione deve poter sperimentare politiche mirate, utili alla definizione di standard tecnici condivisi e di un quadro normativo realmente interoperabile.

In questa prospettiva, Lepida e Regione stanno portando avanti iniziative concrete per affrontare gli scenari futuri. Da un lato sperimentare buone pratiche in ambienti protetti, come avviene con il progetto EUSAIR, dall’altro diffondendo buone pratiche attraverso iniziative quali il progetto BETTI, dedicato all’intelligenza artificiale generativa.

Queste azioni puntano a individuare rischi specifici da affrontare con opportune strategie per costruire regole chiare per garantire interoperabilità e libero flusso dei dati, con particolare attenzione al settore pubblico.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/ai-nella-pa-i-progetti-eusair-e-betti-di-lepida-e-regione-emilia-romagna/547199/




ChatGPT Targeted in Server-Side Data Theft Attack

Researchers at web security company Radware recently discovered what they described as a service-side data theft attack method involving ChatGPT. 

The attack, dubbed ShadowLeak, targeted ChatGPT’s Deep Research capability, which is designed to conduct multi-step research for complex tasks. OpenAI neutralized ShadowLeak after it was notified by Radware.

The ShadowLeak attack did not require any user interaction. The attacker simply needed to send a specially crafted email that when processed by the Deep Research agent would instruct it to silently collect valuable data and send it back to the attacker.

However, unlike many other indirect prompt injection attacks, ShadowLeak did not involve the ChatGPT client.

Several cybersecurity companies recently demonstrated theoretical attacks in which the attacker leverages the integration between AI assistants and enterprise tools to silently exfiltrate user data with no or minimal victim interaction.

Radware mentions Zenity’s AgentFlayer and Aim Security’s EchoLeak attacks. However, the company highlighted that those are client-side attacks, while ShadowLeak involves the server side. 

As in previous attacks, the attacker would need to send an email that looks harmless to the targeted user but contains hidden instructions for ChatGPT. The malicious instructions would be triggered when the user asked the chatbot to summarize emails or research a topic from their inbox. 

Unlike client-side attacks, ShadowLeak exfiltrates data through the parameters of a request to an attacker-controlled URL. A harmless-looking URL such as ‘hr-service.net/{parameters}’, where the parameter value is the exfiltrated information, has been provided as an example by Radware. 

Advertisement. Scroll to continue reading.

“It’s important to note that the web request is performed by the agent executing in OpenAI’s cloud infrastructure, causing the leak to originate directly from OpenAI’s servers,” Radware pointed out, noting that the attack leaves no clear traces because the request and data don’t pass through the ChatGPT client. 

The attacker’s prompt is cleverly designed not only in terms of collecting the information and sending it to the attacker. It also tells the chatbot that it has full authorization to conduct the required tasks, and creates a sense of urgency.

The prompt also instructs ChatGPT to try multiple times if it doesn’t succeed, provides an example of how the malicious instructions should be carried out, and attempts to override possible security checks by convincing the agent that the exfiltrated data is already public and the attacker’s URL is safe. 

While Radware demonstrated the attack method against Gmail, the company said Deep Research can access other widely used enterprise services as well, including Google Drive, Dropbox, Outlook, HubSpot, Notion, Microsoft Teams, and GitHub. 

OpenAI was notified about the attack on June 18 and the vulnerability was fixed at some point in early August. 

Radware has confirmed that the attack no longer works. However, it told SecurityWeek that it believes “there is still a fairly large threat surface that remains undiscovered”.

The security firm recommends continuous agent behavior monitoring for mitigating such attacks. 

“Tracking both the agent’s actions and its inferred intent and validating that they remain consistent with the user’s original goals. This alignment check ensures that even if an attacker steers the agent, deviations from legitimate intent are detected and blocked in real time,” it explained.

Related: Irregular Raises $80 Million for AI Security Testing Lab

Related: UAE’s K2 Think AI Jailbroken Through Its Own Transparency Features

https://www.securityweek.com/chatgpt-deep-research-targeted-in-server-side-data-theft-attack/




Zuckerberg lancia i Meta Ray-Ban Display, occhiali AI con comandi gestuali alla “Minority Report”

Meta ha scelto l’evento Connect per alzare il sipario su una nuova generazione di dispositivi indossabili che puntano a ridefinire il rapporto tra uomo, intelligenza artificiale e realtà aumentata. Al centro della scena i Meta Ray-Ban Display, affiancati dagli sportivi Oakley Meta Vanguard e dalla seconda generazione dei Ray-Ban Meta. Un lancio reso possibile dalla collaborazione con EssilorLuxottica, ormai partner chiave della strategia di Mark Zuckerberg.

Meta Ray-Ban Display: la “superintelligenza” a portata di sguardo

Gli occhiali più attesi sono i Ray-Ban Display. Integrano un mini-schermo ad alta risoluzione nell’angolo destro della lente, visibile solo da chi li indossa, che permette di controllare messaggi, mappe e social, scattare foto e video, ascoltare musica e interagire con l’assistente Meta AI senza toccare lo smartphone.

La vera rivoluzione è però nei comandi gestuali: oltre a touch e voce, entra in gioco il Meta Neural Band, un braccialetto che sfrutta l’elettromiografia per interpretare i segnali muscolari della mano. Con piccoli movimenti delle dita si naviga tra funzioni e contenuti, in uno stile che richiama l’iconico film con protagonista Tom Cruise: Minority Report. La batteria promette fino a 18 ore di utilizzo, con custodia-ricarica inclusa. Disponibili dal 30 settembre negli Stati Uniti a partire da 799 dollari, arriveranno nel resto del mondo dal 2026.

“Questi occhiali sono ideali per la superintelligenza – ha dichiarato Zuckerberg – perché ti permettono di restare nel presente sfruttando al massimo l’AI: memoria potenziata, comunicazione migliore e sensi ampliati”. Un entusiasmo condiviso da Francesco Milleri, presidente e CEO di EssilorLuxottica: “Con Meta stiamo disegnando orizzonti nuovi”.

La visione di Zuckerberg: dalla superintelligenza personale ai wearable

Già in passato Zuckerberg aveva parlato di una “superintelligenza personale” destinata a diventare l’assistente quotidiano di ogni individuo. Non a caso Meta ha investito miliardi in EssilorLuxottica, puntando a produrre fino a 10 milioni di unità l’anno entro il 2026, dopo aver già superato i 2 milioni di dispositivi venduti.

Oakley Meta Vanguard: la risposta per gli sportivi

Accanto ai Ray-Ban Display, Meta ha presentato gli Oakley Meta Vanguard, occhiali pensati per chi pratica sport. Resistenti all’acqua, stabili sul naso e compatibili con caschi da ciclismo, integrano fotocamere ad alta risoluzione con modalità slow motion e hyperlapse, audio immersivo e cinque microfoni che riducono il rumore del vento durante chiamate e comandi vocali. Non manca l’integrazione con piattaforme come Garmin e Strava, che permettono di ricevere riepiloghi degli allenamenti direttamente nell’app Meta AI. Offrono fino a 9 ore di autonomia e costeranno 499 dollari. Saranno disponibili anche in Italia.

Ray-Ban Meta Gen 2: più batteria e una fotocamera migliore

Completa il trittico la seconda generazione dei Ray-Ban Meta, evoluzione del modello 2023. Più autonomia (fino a 8 ore) e una fotocamera ultra grandangolare da 12 megapixel sono i punti forti. Disponibili anche in Italia, partiranno da 419 euro.

Zuckerberg considera gli occhiali intelligenti il primo passo verso la superintelligenza personale e per questo motivo è stato inserito nella Top 100 AI dal TIME, noi a proposito gli abbiamo dedicato anche un articolo qui.

Il problema più grande resta il nodo privacy: la capacità di registrare foto, video e conversazioni senza che gli altri se ne accorgano continua a sollevare dubbi tra utenti e autorità.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/zuckerberg-lancia-i-meta-ray-ban-display-occhiali-ai-con-comandi-gestuali-alla-minority-report/547108/




Sprint-Italia, l’innovazione amica delle persone. l’AI non fa paura ma va regolata

“L’intelligenza artificiale non spaventa gli italiani, purché sia regolata e orientata al bene comune“. È la conclusione emersa da “Sprint Room – L’innovazione amica delle persone”, l’evento organizzato oggi alla Camera dei Deputati da Sprint-Italia con il patrocinio di Unione Nazionale Consumatori, nell’ambito della Rome Future Week, di cui Key4Biz è media partner. 

Il convegno, ospitato dalla Vicepresidente della Camera Anna Ascani e introdotto da Massimiliano Dona (Presidente UNC), ha rappresentato un dialogo strutturato tra diversi stakeholder dell’innovazione.

Ascani: ‘Tecnologia deve aiutare le persone. Ma un fondo di paura resta’

“Si sente tanto parlare del ruolo sempre più pervasivo dell’AI nelle nostre vite – ha detto Anna Ascani, vice presidente della Camera – ma un fondo di paura resta sempre. L’AI ci può rubare il lavoro e l’innovazione, a volte ci può fregare, con tutte le truffe che si sentono. E’ per questo che bisogna parlare e usare la tecnologia sempre in modo trasparente anche per quanto riguarda gli algoritmi. La tecnologia va sempre usata come mezzo e mai come fine, soltanto a scopo di business”.

“Il progetto Sprint, promosso dall’Unione Nazionale Consumatori, esce dalla mera dimensione digitale e e valorizza contenuti ad alto impatto sociale”, ha detto il Presidente della UNC Massimiliano Dona, che ha fatto della tutela dei consumatori e della trasparenza digitale e nella lotta alle truffe digitali una battaglia di civiltà.

La ricerca: Gli italiani promuovono il digitale soprattutto in ambito di Sanità e Ambiente

E’ quanto emerge dalla ricerca “INNOVAZIONE AMICA Gli italiani promuovono l’innovazione quando supporta sanità e ambiente”, presentata da Gianni Bientinesi (Presidente Business Intelligence Group). “Attenzione al cosiddetto dislivello prometeico, vale a dire quando l’uomo, che ha creato la tecnologia, ne perde il controllo”, dice Bientinesi.

Dalla ricerca emerge che gli italiani promuovono l’innovazione quando supporta la sanità e l’ambiente.

 

I giovani sono più propensi all’ambiente, mentre gli adulti guardano di più alla salute per evidenti motivi anagrafici.

Nei prossimi 5 anni l’impatto positivo più evidente dell’Intelligenza Artificiale riguarderà il lavoro.  

Fra i maggiori timori la perdita del lavoro per il 26% del campione

C’è da dire che accanto all’uso improprio dei dati e alle fake news, un buon 26% degli intervistati, uno su quattro, teme di perdere il lavoro a causa dell’AI. Un dato tutto sommato inferiore alle aspettative, ma pur sempre da considerare.

C’è infine un tema importante che riguarda l’inclusione sociale dell’innovazione, con la necessità di non tagliare fuori nessuno. Non sarà facile.

Parola agli esperti

Per Jacopo Ierussi, Presidente Assoinfluencer, “l’innovazione è un dato sociale che ha dato vita alla content creation economy, migliaia di professionisti che hanno trasformato la creatività e l’uso delle piattaforme in una leva di crescita spesso anche culturale. La tecnologia non è un fine in sé, ma deve servire le persone”. Ierussi sottolinea poi l’importanza di avere un quadro di regole chiaro. “la certezza del diritto è importante, soprattutto con la crescita impetuosa nel contesto della content creation. Per molti l’influencer è un hobby, ma non è così. Per me è il contrario e quindi ben venga il codice Ateco e i codice di condotta Agcom, che per quanto non ve ne fosse bisogno (potevamo autoregolarci) ha comunque aperto la strada da percorrere che è ancora lunga”.

Per Fjona Cakalli, tech reporter e conduttrice Tv, “la tecnologia serve per darci una mano, è la tecnica evoluta attraverso la scienza – dice – di solito la proiettiamo nel futuro, ma in realtà è già presente fra noi. Ma la tecnologia è complessa. Bisogna darle il giusto peso, anche all’AI perché il rischio è di venirne investiti”. E questo vale a maggior ragione per il rischio di truffe. “Però faccio notre che le truffe ci sono da sempre, al tempo del Medioevo ad esempio c’era il fenomeno delle false reliquie. Oggi chi truffa conosce bene la psicologia delle persone e agisce sull’aspetto emozionale”.

Conferma Massimilano Dona, “oggi le truffe hacker sono più psicologiche che tecnologiche”, il tutto però arricchito dalla possibilità di falsificare in digitale voci e volti in modo molto semplice.

Stefano Rossi: ‘Noi non dobbiamo essere amici della tecnologia. Oggi c’è una fuga dalla realtà per il virtuale’

Critico l’intervento di Stefano Rossi Psicopedagogista, scrittore e divulgatore: “Noi non dobbiamo essere amici della tecnologia. Il virtuale e la tecnica si mangiano la realtà. La tecnologia non è neutra, il suo obiettivo è mangiarsi fette sempre più grosse della realtà. La tecnologia cambia il cervello dei bambini e quello degli adulti”. Il rischio di un abuso delle tecnologie è la fuga dalla realtà perché il virtuale “è più morbido, meno conflittuale”. Ma questo incide negativamente soprattutto sui ragazzi che perdono empatia e l’autostima crolla senza un consenso online. “Se fa tutto ChatGPT, che fine farà la creatività dei ragazzi?”, domanda Rossi. Attenzione quindi a idolatrare la tecnologia.

Sulla necessità di trovare una strategia condivisa per regolare l’uso dell’AI ha puntato il suo intervento Giulia Pastorella, deputata di Azione che ha parlato della nuova legge sull’AI, approvata ieri. “Ieri sono state approvate le regole in Parlamento con il via libera al DDL AI – ha detto – ma invece la strategia giace come lettera morta. Arginare la tecnologia in maniera preventiva è sbagliato, è anche una questione culturale”.

Del ruolo ambivalente dell’AI ha parlato Valerio Rosso, medico-chirurgo, psichiatra e psicoterapeuta: “Cos’è che rende un oggetto pericoloso? L’oggetto in sé non è pericoloso, ma l’uso che se ne fa”, ha detto facendo l’esempio della chetamina, inizialmente demonizzata per divenire poi un medicinale usatissimo se utilizzato nella maniera corretta. Lo stesso vale per il fentanyl. Ma lo stesso ragionamento vale anche per l’AI.  

Parola alle aziende

Per Anastasia Buda, Corporate Social Responsibility & Internal Communication Manager di Samsung Electronics Italia, “l’importanza del fattore umano resta centrale” anche nell’uso dell’AI. Molto spesso le persone non conoscono le tecnologie ed è per questo che Samsung, insieme con l’UNC, ha realizzato un progetto che si chiama 5 Tech Tips per aiutare ed includere le persone all’uso più consapevole del digitale. “L’ignoranza digitale è trasversale, l’unica soluzione è studiare e riflettere”, aggiunge Buda.

Attenzione profonda per la comunicazione da parte di Coca Cola, che dal 1956 ha una policy di marketing responsabile che, al netto dell’evoluzione dei media, mette al centro la tutela dei più piccoli. “Coca Cola non fa comunicazione ai minori di 13 anni, per loro serve l’intermediazione dei genitori, e noi non vendiamo i nostri prodotti nelle scuole elementari”, dice Cristina Camilli, Public Affairs, Communication and Sustainability Senior Director di Coca-Cola per l’Italia e l’Albania. Camilli ha poi raccontato del ruolo dei creator per la comunicazione Corporate, che l’azienda ha adottato per raccontare il cambiamento delle bottiglie fatte di materiale soltanto riciclato.  

E mentre il presidente della Fondazione Pensiero Solido, l’ex parlamentare Antonio Palmieri, elogia la lentezza “Noi siamo schiacciati dalla tecnologia, dobbiamo trovare il tempo di fermarci” e di mettere sempre il fattoee umano al centro dello sviluppo tecnologico, Filippo De Caterina, Director of Corporate Communications, Sustainability & Public Affairs L’Oréal Italia, racconta degli investimenti del maggior gruppo mondiale della cosmetica in innovazione, con il beauty tech e diversi device specifici: “il virtual try on e l’investimento in una startup che produce un doccino che consente di risparmiare il 30% di acqua. C’è anche un fondo di venture capital e un incubatore”.

iliad e la guerra al CLI spoofing

Dal canto suo, anche iliad è impegnata nella battaglia quotidiana alle truffe. “Noi siamo impegnati per dare strumenti di difesa alle persone, ad esempio contro lo spoofing – dice Michele Rillo, Chief of Staff and External Affairs Director di iliad Italia – la tecnologia è uno strumento in questo senso, ma la tecnica non è agnostica, la differenza la fanno sempre gli uomini anche con ChatGPT”.

Il caso dello spoofing è eclatante, si tratta della falsificazione dell’identità del chiamante. “AGCOM sta intervenendo, ha già bloccato le chiamate da fisso che arrivano dall’estero con prefisso italiano. Il filtro sulla linea mobile entrerà in vigore il 19 novembre, è più complicato che con il fisso”, aggiunge Rillo. “I truffatori poi si inventeranno qualcosa per aggirare i filtri, qualche escamotage tecnologico”. La battaglia continua.

Le piattaforme

Luana Lavecchia, responsabile delle relazioni pubbliche e istituzionali di Tik Tok per l’Italia, ha raccontato delle opportunità per le PMI date dalla piattaforma di eCommerce TikTok Shop. “Da noi non serve fare un video da influencer, ma basta fare dei contenuti da content creator”, ha detto Lavecchia. “Nel 2023 abbiamo lanciato un progetto con Confartigianato che è andato grazie al dietro le quinte e il come è fatto”, ha aggiunto. Dall’incontro fra creator e brand è nato il cosiddetto “discovery commerce”, un ibrido fra intrattenimento e business.

Dal canto suo, Facebook si è soffermato sull’impegno della piattaforma per la age verification, che deve essere centralizzata e non applicata soltanto ai social. Ma il filtro devono essere i genitori e la regolamentazione deve essere quanto meno a livello europeo. Facebook ha lanciato lo scorso anno il “teen account” destinato agli under 16 con tanto di limitazioni di interazione e contenuti. I genitori hanno la facoltà di sospendere l’attività dei figli e possono intervenire sullo screen time.

Mattia Tarelli, Government Affairs and Public Policy Manager di Google, ha parlato dei risultati di Youtube, che può persino fregiarsi del progetto di una collaborazione attiva con il Quirinale “Costituzione in shorts”. Si tratta di alcune video pillole su altrettanti articoli della Costituzione al quale ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha commentato l’articolo 1 consultabile sul canale Youtube del Quirinale.

Le conclusioni

Ha tirato le somme della giornata la senatrice Dolores Bevilacqua: “La tecnologia è nello stesso tempo amica per alcuni e nemica per altri e non è poi tanto neutra – ha detto – l’AI usata per la diagnosi precoce del tumore è fantastica, è una conquista fenomenale. Ma i ragazzi che si affidano all’AI per avere un consulto psicologico o che chiedono diagnosi allora non va bene. E’ per questo che servono le regole della politica. I ragazzi che usano ChatGPT per fare i compiti rischiano di perdere il loro pensiero critico. Bisogna adattarsi al cambiamento e il compito della politica è accompagnare le persone nel cambiamento”.   

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/sprint-italia-linnovazione-amica-delle-persone-lai-non-fa-paura-ma-va-regolata/547110/




AI Act, Draghi: “Sospenderlo per i sistemi ad alto rischio”. Benifei (PD): “Sbagliato”

Draghi: “Sospendere AI Act in settori come le infrastrutture critiche e la sanità per valutarne impatto”

È lunga la coda delle reazioni a quanto detto da Mario Draghi, ex Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese ed ex Presidente della Banca centrale europea (Bce), in occasione della Conferenza di alto livello organizzata dalla Commissione europea, dal titolo: “Un anno dopo il rapporto Draghi: cosa è stato realizzato, cosa è cambiato”.

Riguardo l’AI Act europeo, Draghi ha chiesto una sospensione temporanea dell’attuazione della fase più avanzata del regolamento, quella che riguarda i sistemi di intelligenza artificiale (AI) ad alto rischio, specialmente in settori come infrastrutture critiche e sanità. Draghi ha definito le norme in vigore una fonte di incertezza e ha suggerito di mettere in pausa questa fase dell’attuazione fino a quando non saranno meglio comprese le possibili conseguenze negative di queste regole.

“Le prime regole, che includevano il divieto di sistemi a “rischio inaccettabile”, sono state approvate senza particolari complicazioni. I codici di condotta firmati dalla maggior parte dei principali sviluppatori, insieme alle linee guida della Commissione di agosto, hanno chiarito le responsabilità. Ma la fase successiva, che riguarda i sistemi di IA ad alto rischio in settori come le infrastrutture critiche e la sanità – ha precisato Draghi – deve essere proporzionata e sostenere l’innovazione e lo sviluppo”.

Sospensione del regolamento AI condivisa da molte imprese europee

Secondo l’ex Premier italiano, in sintesi, “l’attuazione di questa fase dovrebbe essere sospesa fino a quando non ne comprenderemo meglio gli svantaggi”.
La riflessione riguarda la perdita di terreno dell’Ue rispetto a Stati Uniti e Cina nella competizione globale sull’intelligenza artificiale, anche a causa di problemi infrastrutturali, normative e costi energetici elevati. Draghi ha invitato a una riflessione approfondita prima di procedere oltre nell’implementazione delle regole, riflettendo una richiesta condivisa da molte aziende europee di una pausa per valutare meglio l’impatto della normativa.

Una posizione che diversi amministratori delegati di aziende del settore avevano già avanzato a luglio. Da ASML e Philips, da Siemens e Mistral, hanno chiesto una “sospensione di due anni” dell’AI Act. In una lettera alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, hanno affermato che ciò consentirebbe “sia un’attuazione ragionevole da parte delle aziende, sia un’ulteriore semplificazione delle nuove norme“.

Benifei (Parlamento Ue): “Necessario verificare i dati dell’addestramento, la cybersicurezza e la capacità di controllo umano sul sistema”

Intervistato da Arcangelo Rociola su La Repubblica, l’eurodeputato Brando Benifei, tra i relatori dell’AI Act, ha chiarito che un conto “è discutere del come e del quando”, un altro è proporre “di sospendere l’applicazione delle regole per i sistemi ad alto rischio che è prevista per agosto 2026”.

In poche parole, Benifei non è d’accordo con quanto affermato da Draghi, perché “se ad esempio un medico usa un sistema AI per fare diagnosi e elaborare terapie o una istituzione pubblica lo usa per stabilire quali profili scartare per delle assunzioni”, è fondamentale “verificare i dati dell’addestramento, la cybersicurezza e la capacità di controllo umano sul sistema”.

Un’operazione che “tocca agli sviluppatori a monte” fare, ha sottolineato l’eurodeputato italiano.

Semplificare non vuol dire deregolamentare

Nel frattempo, il vicepresidente esecutivo per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia della Commissione europea, Henna Virkkunen, ha annunciato che l’esecutivo dell’UE presenterà a dicembre un cosiddetto pacchetto omnibus digitale, che riesaminerà tutta la legislazione tecnologica esistente e potrebbe alleggerire l’onere per le aziende, riducendo ad esempio gli obblighi di rendicontazione o trasparenza.
Ciò riguarderebbe anche le norme dell’Unione in materia di intelligenza artificiale.

“L’agenda di ‘semplificazione’ dell’UE non dovrebbe essere utilizzata per promuovere la deregolamentazione, soprattutto in assenza di prove credibili che ciò sarebbe necessario o efficace“, si legge in un documento pubblicato da un gruppo di oltre 50 organizzazioni, tra cui Access Now, Centre for Democracy and Technology Europe (CDT) e l’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC).

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/ai-act-draghi-sospenderlo-per-i-sistemi-ad-alto-rischio-benifei-pd-sbagliato/547030/




AI, approvata la Legge italiana. Governance con ACN e AgID. I ruoli

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge italiana sull’Intelligenza Artificiale, rendendo l’Italia il primo Paese UE con un quadro nazionale pienamente allineato all’AI Act europeo. Dopo un iter durato due anni e tre letture parlamentari, il provvedimento entra ora in vigore con un impianto che disciplina sviluppo, adozione e controllo dell’AI nel rispetto dei diritti fondamentali e dei principi costituzionali.

Le modifiche apportate

Di seguito le diverse modifiche apportate dalla Camera:

  • L’articolo 3 specifica che l’uso dell’IA non deve interferire con il dibattito democratico e richiama la tutela della sovranità e dei diritti fondamentali nazionali ed europei;
  • L’articolo 4 richiede il consenso dei genitori per l’accesso dei minori di 14 anni e il trattamento dei loro dati personali;
  • L’articolo 5 introduce riferimenti alla robotica e al supporto alle micro, piccole e medie imprese nel settore IA.
  • La Camera ha soppresso l’obbligo di server nazionali per l’uso pubblico dell’IA (articolo 6) e l’approvazione dei trattamenti da parte dei comitati etici per la ricerca sanitaria (articolo 8).
  • Gli articoli 12, 16 e 19 riformulano clausole finanziarie e deleghe, istituendo l’Osservatorio sull’adozione dell’IA e il Comitato di coordinamento senza nuovi oneri per lo Stato.
  • L’articolo 20 disciplina il ruolo delle autorità pubbliche competenti in materia di IA, ferme restando le competenze del Garante per la privacy e dell’autorità per le comunicazioni.

La Governance

La legge introduce una governance basata su due autorità nazionali: l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), incaricata di vigilare con poteri ispettivi su sicurezza e adeguatezza dei sistemi, e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), responsabile della gestione delle notifiche e della promozione di casi d’uso sicuri per cittadini e imprese.

Il coordinamento generale spetta alla Presidenza del Consiglio attraverso la Strategia nazionale per l’IA, aggiornata ogni due anni e accompagnata da un monitoraggio annuale al Parlamento.

I punti chiave della Legge sull’AI

  • Principi e tutele: uso antropocentrico e sicuro; trasparenza, accessibilità e protezione dei dati.
  • Settori applicativi: sanità (centralità del medico, dati per ricerca), lavoro (osservatorio e dignità del lavoratore), PA e giustizia (supporto decisionale tracciabile), scuola e sport (formazione e inclusione).
  • Governance nazionale: ACN e AgID Autorità competenti; coordinamento presso la Presidenza del Consiglio; Strategia IA aggiornata ogni due anni e report annuale al Parlamento.

CDP sblocca i fondi per 1 miliardo di euro

Accanto al quadro normativo, il Governo ha previsto un pacchetto di risorse straordinarie per stimolare l’ecosistema innovativo nazionale. In particolare, Cassa Depositi e Prestiti (CDP), attraverso CDP Venture Capital, metterà a disposizione 1 miliardo di euro per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia. I fondi saranno impiegati per la creazione di un nuovo strumento dedicato alle startup e ai progetti di ricerca, per rafforzare fondi già esistenti nel digitale e per attrarre investimenti privati, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento tecnologico e valorizzare le filiere strategiche del Paese.

“Alle imprese diciamo con chiarezza: investite in Italia. Troverete una governance affidabile, regole trasparenti e un ecosistema pronto a sostenere progetti concreti” ha dichiarato il Sottosegretario Alessio Butti.

Per approfondire

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/ddl-ai-il-disegno-di-legge-in-terza-lettura-al-senato-attesa-approvazione-in-serata-o-domani/546963/




AI per la qualità delle leggi, il progetto SAVIA in Emilia-Romagna

SAVIA è il primo progetto di intelligenza artificiale (AI) per la qualità delle leggi, sviluppato dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna in collaborazione con Cineca.

Si tratta di uno strumento che permette di ricevere risposte a domande in linguaggio naturale relative al corpus normativo delle leggi regionali, alla loro attuazione da parte della Giunta regionale, di Comuni e Province nonché agli effetti da esse prodotti sul territorio.

Le applicazioni pratiche dello strumento sono state il focus di un convegno che si è tenuto lo scorso 30 giugno. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 sono state condotte diverse attività per testare le performance di MarghERita, la big data platform della Regione, nell’utilizzo di SAVIA.

In questa fase si è proceduto a configurare gli elementi necessari e ad aumentare il numero di GPU messe a disposizione del progetto. Nel corso del convegno è stato inoltre confermato che, all’inizio del 2026, SAVIA entrerà in produzione su MarghERita con un utilizzo inizialmente limitato, per poi essere reso disponibile a tutti attraverso l’AI Factory IT4LIA.

SAVIA supporterà l’Assemblea legislativa e le Amministrazioni del territorio nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, offrendo al tempo stesso alla comunità regionale strumenti di trasparenza e informazione sull’attività legislativa e amministrativa della Regione.

MarghERita è il nome del supercomputer che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni del territorio per orientare, interpretare e guidare le scelte delle politiche regionali e territoriali con i dati.
Il progetto è condotto all’interno del Settore Innovazione digitale, dati, tecnologia e polo archivistico – Direzione Generale Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni e grazie al supporto tecnologico di Lepida.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/ai-per-la-qualita-delle-leggi-il-progetto-savia-in-emilia-romagna/546834/