Sam Altman (OpenAI): “Una domanda a ChatGPT consuma energia quanto un forno acceso per un secondo”. Ma è davvero così?

Quanto ci costa in termini energetici e ambientali il futuro sognato da Altman?

Secondo le stime più recenti, ChatGPT elabora oltre 1 miliardo di query al giorno, il che equivale a più di 365 miliardi di richieste all’anno. Questo volume straordinario di utilizzo sottolinea l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale (AI) nella nostra vita quotidiana e solleva interrogativi significativi sull’impatto ambientale e sulle esigenze infrastrutturali associate a tali tecnologie.

In un lungo post sul suo blog personale, Sam Altman, CEO di OpenAI (proprietaria del chatbot AI GPT), ha finalmente fatto chiarezza sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, fornendo dati precisi sul consumo energetico e idrico di ChatGPT.

Altman ha spiegato: “Le persone sono curiose di sapere quanta energia consuma una domanda su ChatGPT. In media, ogni query utilizza circa 0,34 wattora, l’equivalente di quello che un forno consuma in poco più di un secondo o una lampadina ad alta efficienza in un paio di minuti”.

Riguardo all’acqua necessaria per il raffreddamento dei server, Altman ha aggiunto: “Ogni query utilizza circa 0,000085 galloni d’acqua, ovvero circa un quindicesimo di un cucchiaino”.

In più, ogni domanda a ChatGPT causa l’emissione di 4,3 grammi di CO2, ovvero oltre 20 volte il costo in termini di carbonio di una ricerca su Google.

Piccoli numeri, grandi conseguenze

Presi singolarmente, questi numeri sembrano trascurabili. Ma moltiplicati per centinaia di milioni di interrogazioni al giorno, il bilancio diventa significativo.

Tornando ai numeri iniziali e prendendo per buono il dato che ha fornito Altman, se ogni query consuma in media 0,34 wattora di energia, il consumo energetico annuale di ChatGPT può essere stimato in oltre 124 miliardi di wattora (124 gigawattora, o GWh)). Un dato paragonabile a quattro volte il consumo energetico annuale di circa 11.000 abitazioni italiane (partendo dai dati Arera, assumendo una media di 2.800 kWh per casa all’anno, il consumo totale per 11.000 abitazioni è stimabile in 30.800.000 kWh, cioè 30,8 GWh all’anno)

Lo stesso vale per l’acqua: secondo alcune indagini precedenti, come quella del Washington Post, la generazione di un’email da 100 parole con GPT-4 richiede più di una bottiglietta d’acqua, in base all’energia necessaria per il raffreddamento dei data center.

Altman: “L’intelligenza costerà quanto l’elettricità”

Nel suo intervento, Altman ha espresso una visione personale del futuro molto utopistica e allo stesso tempo ambiziosa: “Il costo dell’intelligenza dovrebbe convergere con quello dell’elettricità”.
Un’affermazione che apre un nuovo orizzonte: quello di un’AI onnipresente, accessibile e dal costo energetico proporzionato a quello di una utility.

Altman prevede che tra il 2030 e il 2040, l’intelligenza e l’energia diventeranno “abbondanti”, rompendo i limiti storici al progresso umano. Tuttavia, questa prospettiva dipenderà dalla capacità del sistema energetico di assorbire il crescente fabbisogno energetico dell’AI, senza compromettere la sostenibilità ambientale e senza considerare l’impatto sociale di questo nuovo paradigma tecno-politico (quali misure saranno realmente messe in campo per scongiurare una disoccupazione tecnologica di massa? In che modo si renderà questa tecnologica davvero democratica, sicura e inclusiva?).

Impatto sul sistema energetico e sostenibilità dell’AI

Se l’uso dell’intelligenza artificiale continuerà a crescere a ritmi attuali, il settore energetico dovrà affrontare nuove sfide, tra cui le principali sono: aumento della domanda elettrica, soprattutto nei pressi dei data center; necessità di reti intelligenti e sistemi di accumulo per gestire i picchi; espansione delle fonti rinnovabili e localizzazione strategica dei centri di calcolo vicino a fonti green.

Secondo alcuni studi, entro la fine del 2025 l’AI potrebbe superare il mining di Bitcoin in termini di consumo globale di elettricità.

La trasparenza offerta da Sam Altman rappresenta un passo fondamentale per affrontare la sfida della sostenibilità tecnologica. I dati forniti dimostrano che, sebbene ogni singola query consumi poco, l’impatto cumulativo è enorme.

L’AI può davvero trasformare il nostro mondo. Ma per farlo in modo giusto e durevole, sarà necessario un nuovo patto tra tecnologia, società, energia e ambiente. Serve una governance chiara, infrastrutture moderne e un impegno reale per integrare questo percorso nella più grande e irrinunciabile transizione ecologica.

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Terre rare, dazi e visti universitari, c’è l’accordo tra USA e Cina. Durerà?

Raggiunto l’accordo a Londra, nel ‘deal’ terre rare, tariffe e Università

Gli Stati Uniti e la Cina, le due maggiori economie del mondo, hanno raggiunto un accordo commerciale cruciale dopo due giorni di intensi negoziati a Londra.
Il deal, annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, promette di rimodellare la dinamica economica e le relazioni commerciali tra i due Paesi e non solo.

“Otteniamo un totale del 55% di dazi, la Cina il 10%. Il rapporto è eccellente!“, si legge nel posto firmato dal Presidente americano. La soglia del 55% citata da Trump sarebbe data dalla somma dei dazi statunitensi del 30% al momento in vigore sui prodotti cinesi e dei dazi del 25% su prodotti specifici, anch’essi già in vigore. 

Sebbene l’accordo sia soggetto all’approvazione finale, si legge nell’articolo di Peter Hoskins per la BBC, sia da parte del Presidente americano, Donald Trump, sia del leader cinese Xi Jinping, il testo rappresenta comunque un passo significativo per allentare le tensioni commerciali e affrontare questioni fondamentali come le terre rare, le tariffe e visti per gli studenti cinesi che così potranno frequentare scuole e università americane.

Secondo stime ufficiali dello US Geological Survey , in Cina sono concentrate quasi il 40% delle riserve mondiali di terre rare: 44 milioni di tonnellate su 110 complessive a livello mondiale (2 milioni di tonnellate negli Stati Uniti). Facile capire il perchè dell’interesse dimostrato da Trump e la sua amministrazione per questo tipo di merce.

Perchè l’ossessione per le terre rare e gli altri punti chiave dell’Accordo

  1. Minerali rari e magneti:
    Uno degli elementi centrali dell’accordo riguarda la fornitura di terre rare e magneti, che sono componenti cruciali per vari settori, in particolare per le tecnologie avanzate come smartphone, veicoli elettrici e dispositivi basati sull’intelligenza artificiale (AI). Un’ossessione per l’amministrazione Trump, che già con l’Ucraina è stata impegnata mesi nel definire, nel dettaglio, un accordo sempre legato alle terre rare.
    Gli Stati Uniti hanno a lungo criticato la Cina per aver limitato l’esportazione di questi materiali, ostacolando così la produzione americana. Con l’accordo, la Cina ha accettato di fornire agli Stati Uniti i minerali rari di cui hanno bisogno e in anticipo. Questo sviluppo viene visto come una vittoria da Washington, alleviando le preoccupazioni riguardo alla dipendenza da fonti estere.
  2. Studenti cinesi nelle università americane:
    Un altro componente dell’accordo riguarda i visti per studio. Trump ha sottolineato che gli studenti cinesi continueranno ad avere accesso alle università americane, una misura che ha visto come positiva per entrambe le parti.
  3. Riduzione delle tariffe e barriere non-tariffarie:
    L’accordo si concentra anche sulla riduzione delle tariffe commerciali e il ridimensionamento delle barriere non tariffarie (non dazi, ma misure che comunque che limitano il commercio tra i due paesi, come normative tecniche, standard di qualità, requisiti burocratici) che sono state fonte di tensione per anni. Dopo che Trump ha imposto tariffe significative sulle importazioni cinesi all’inizio dell’anno, Pechino ha risposto allo stesso modo sui beni americani. Questo ha portato a un’escalation reciproca, con tariffe che hanno raggiunto il 145%. Il nuovo accordo prevede la riduzione dei dazi, con entrambi i paesi che cercano di eliminare gli ostacoli al commercio, comprese le restrizioni su alcuni beni considerati di primaria importanza.
  4. Accordi di Ginevra:
    Altro punto chiave è l’attuazione degli “Accordi di Ginevra”. Secondo il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, i due paesi hanno concordato, in linea di principio, di rispettare quanto stabilito nei colloqui precedenti, mirando a una risoluzione più strutturata e a lungo termine delle dispute commerciali.

Implicazioni geopolitiche

L’accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, pur essendo principalmente economico, ha significative implicazioni geopolitiche. La risoluzione delle tensioni commerciali tra i due paesi rappresenta non solo una vittoria economica, ma anche una possibile svolta nell’equilibrio di potere globale. Ecco come l’accordo potrebbe influenzare lo scenario internazionale:

  1. Rafforzamento delle relazioni USA-Cina:
    L’accordo segnala un possibile allentamento delle tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina, due potenze economiche con una vasta influenza globale. Entrambi i paesi sono coinvolti in una guerra commerciale che ha travalicato altri ambiti di competizione, tra cui la tecnologia, la proprietà intellettuale e la geopolitica. Raggiungendo un accordo, entrambi stanno mostrando la volontà di negoziare e cooperare su questioni di interesse reciproco.
  2. Impatto sulle catene di approvvigionamento globali:
    I minerali rari e i magneti sono cruciali per la catena di approvvigionamento globale, in particolare nei settori tecnologico e dell’energia verde. Con la Cina che accetta di fornire questi materiali agli Stati Uniti, si potrebbero ridimensionare le carenze di approvvigionamento e si avrebbe una maggiore stabilizzazione dei prezzi. L’accordo commerciale potrebbe inoltre spingere altri paesi a riconsiderare le proprie politiche commerciali riguardanti le terre rare, con un impatto non indifferente sulle catene di approvvigionamento globali.
  3. Tensioni nel settore tecnologico e dell’AI:
    Sebbene l’accordo affronti il problema immediato delle esportazioni di terre rare, non risolve completamente la più ampia competizione tecnologica tra i due Paesi. Gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni sull’accesso della Cina a tecnologie avanzate come i semiconduttori e i componenti legati all’AI, principalmente per preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale. Sebbene l’accordo commerciale possa migliorare il quadro generale, la competizione a lungo termine nel settore tecnologico è destinata a persistere. Entrambi i paesi sono in corsa per essere leader nelle tecnologie emergenti, come l’AI, il 5G e il calcolo quantistico.
  4. Impatto sulle dinamiche commerciali globali:
    L’accordo commerciale USA-Cina ha il potenziale di rimodellare le dinamiche commerciali globali. Altri Paesi guardano con attenzione a quanto stanno facendo le due maggiori economie del mondo. I paesi coinvolti nel commercio con gli Stati Uniti o la Cina potrebbero vedere cambiamenti nelle tariffe e nelle politiche commerciali. Inoltre, l’accordo potrebbe incoraggiare altre nazioni a cercare i propri accordi o aggiustamenti con entrambe, modificando le alleanze globali e le rotte commerciali.
  5. Effetti politici
    Le ripercussioni politiche dell’accordo saranno avvertite sia negli Stati Uniti che in Cina. Per il presidente Trump, questo risultato potrebbe rappresentare una vittoria politica significativa, poiché dimostra la sua capacità di negoziare accordi con le potenze globali. In Cina, l’approvazione dell’accordo da parte di Xi Jinping potrebbe consolidare la sua leadership e offrire sollievo economico ai produttori e alle aziende cinesi che hanno subito gli effetti delle tariffe americane. Tuttavia, entrambi i leader dovranno affrontare pressioni interne riguardo ai termini dell’accordo e ai suoi effetti a lungo termine sulle rispettive economie.

Un accordo che reggerà?

A lungo termine, si prevede che l’accordo favorisca maggiore stabilità economica tra le due maggiori economie. Tuttavia, la più ampia rivalità geopolitica, in particolare nei settori tecnologico e della difesa, continuerà a mantenere alta la tensione politica. L’accordo commerciale è solo un capitolo della competizione globale in corso per il dominio economico, la leadership tecnologica e l’influenza geopolitica. Si è solo superato uno “stallo” che durata da settimane, non si è certo posto fine alla guerra commerciale in corso.

In fondo, siamo tornati solo alla situazione che c’era prima del 2 aprile 2025 e non era delle migliori. C’è da tenere a mente che i dazi imposti sono comunque più alti dell’era pre-Trump.

In più, la tensione militare attorno a Taiwan non è mai scemata, anzi, semmai è aumentata, con il dispiegamento di nuovi mezzi da guerra attorno all’isola. Pechino non ha la minima intenzione di farsi mettere all’angolo dagli Stati Uniti.
Secondo il Wall Street Journal, la Cina avrebbe imposto “un limite di sei mesi” alle 
licenze di esportazione di terre rare
 per le case automobilistiche e i produttori statunitensi. Un segnale chiaro di “distensione condizionata” da altri fattori strategici. Al primo passo falso di Washington i cinesi sono pronti a far saltare il tavolo dell’accordo (che in fondo non sarà mai da considerarsi chiuso definitivamente, né domani, né nei prossimi anni).

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With the launch of o3-pro, let’s talk about what AI “reasoning” actually does

On Tuesday, OpenAI announced that o3-pro, a new version of its most capable simulated reasoning model, is now available to ChatGPT Pro and Team users, replacing o1-pro in the model picker. The company also reduced API pricing for o3-pro by 87 percent compared to o1-pro while cutting o3 prices by 80 percent. While “reasoning” is useful for some analytical tasks, new studies have posed fundamental questions about what the word actually means when applied to these AI systems.

We’ll take a deeper look at “reasoning” in a minute, but first, let’s examine what’s new. While OpenAI originally launched o3 (non-pro) in April, the o3-pro model focuses on mathematics, science, and coding while adding new capabilities like web search, file analysis, image analysis, and Python execution. Since these tool integrations slow response times (longer than the already slow o1-pro), OpenAI recommends using the model for complex problems where accuracy matters more than speed. However, they do not necessarily confabulate less than “non-reasoning” AI models (they still introduce factual errors), which is a significant caveat when seeking accurate results.

Beyond the reported performance improvements, OpenAI announced a substantial price reduction for developers. O3-pro costs $20 per million input tokens and $80 per million output tokens in the API, making it 87 percent cheaper than o1-pro. The company also reduced the price of the standard o3 model by 80 percent.

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Scientists built a badminton-playing robot with AI-powered skills

Robots like Atlas, Spot, and Stretch have amazed people with natural, life-like agility and body balance. What they were lacking, though, was a way to quickly connect this natural movement to perception—the robotic equivalent of the reflexes that let you catch a ball or duck in an instant to avoid getting hit.

So, a team of scientists at ETH Zürich got busy fixing this problem. “I wanted to fuse perception and body movement,” said Yuntao Ma, a roboticist who led a team developing an AI-powered, badminton-playing robot.

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OpenAI, accordo con Google sul Cloud. Ma restano rivali nell’AI

OpenAI ha in programma di affidarsi ai servizi Cloud di Google per rispondere alla crescente domanda di capacità di calcolo. Lo scrive la Reuters, ventilando così una collaborazione fra i due big, arci concorrenti sul terreno dell’AI.

L’accordo sarebbe in discussione da mesi e sarebbe stato concluso a maggio, ridefinendo di fatto le dinamiche concorrenziali per lo sviluppo di modelli AI sempre più potenti.

L’intesa mostra altresì la volontà da parte di OpenAI di diversificare le sue fonti di calcolo al di là del suo principale fornitore, che è Microsoft Azure tramite Stargate.

Capacità di calcolo extra per OpenAI

La filiale Cloud di Google fornirà una capacità di calcolo ulteriore all’infrastruttura esistente di OpenAI per l’addestramento e l’esecuzione dei suoi modelli AI.

Questo accordo arriva anche se ChatGPT viene considerato da molti analisti come la principale minaccia di sempre all’attività delle ricerche online di Google.

Dal suo lancio nel 2022 ChatGPT deve fare i conti con la crescente domanda di capacità di calcolo necessaria per addestrare ed azionare i suoi grandi modelli.

OpenAI già partner di SoftBank e Oracle

In precedenza, sempre quest’anno, OpenAI aveva siglato un accordo con SoftBank e Oracle nel quadro del programma Stargate, il maxi piano da 500 miliardi di dollari e ha siglato un accordo pluriennale con CoreWeave per aumentare la sua capacità di calcolo.

Google Cloud, che ha registrato ricavi per 43 miliardi di dollari nel 2024, rappresenta il 12% del giro d’affari complessivo di Alphabet.

Pressione del mercato

Il colosso tecnologico statunitense si trova ad affrontare una crescente pressione di mercato per dimostrare la redditività dei suoi investimenti in intelligenza artificiale, che dovrebbero raggiungere i 75 miliardi di dollari quest’anno, preservando al contempo i propri ricavi di fronte alla concorrenza delle offerte di intelligenza artificiale rivali e ai rischi delle indagini antitrust.

Anche la divisione DeepMind AI di Google è in diretta competizione con OpenAI e Anthropic nella corsa allo sviluppo dei modelli migliori, con l’obiettivo di integrare questi progressi nelle applicazioni per i consumatori.

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After AI setbacks, Meta bets billions on undefined “superintelligence”

Meta has developed plans to create a new artificial intelligence research lab dedicated to pursuing “superintelligence,” according to reporting from The New York Times. The social media giant chose 28-year-old Alexandr Wang, founder and CEO of Scale AI, to join the new lab as part of a broader reorganization of Meta’s AI efforts under CEO Mark Zuckerberg.

Superintelligence refers to a hypothetical AI system that would exceed human cognitive abilities—a step beyond artificial general intelligence (AGI), which aims to match an intelligent human’s capability for learning new tasks without intensive specialized training.

However, much like AGI, superintelligence remains a nebulous term in the field. Since scientists still poorly understand the mechanics of human intelligence, and because human intelligence resists simple quantification with no single definition, identifying superintelligence when it arrives will present significant challenges.

Computers already far surpass humans in certain forms of information processing such as calculations, but this narrow superiority doesn’t qualify as superintelligence under most definitions. The pursuit assumes we’ll recognize it when we see it, despite the conceptual fuzziness.

Illustration of studious robot reading a book

AI researcher Dr. Margaret Mitchell told Ars Technica in April 2024 that there will “likely never be agreement on comparisons between human and machine intelligence” but predicted that “men in positions of power and influence, particularly ones with investments in AI, will declare that AI is smarter than humans” regardless of the reality.

The new lab represents Meta’s effort to remain competitive in the increasingly crowded AI race, where tech giants continue pouring billions into research and talent acquisition. Meta has reportedly offered compensation packages worth seven to nine figures to dozens of researchers from companies like OpenAI and Google, according to The New York Times, with some already agreeing to join the company.

Meta joins a growing list of tech giants making bold claims about advanced AI development. In January, OpenAI CEO Sam Altman wrote in a blog post that “we are now confident we know how to build AGI as we have traditionally understood it.” Earlier, in September 2024, Altman predicted that the AI industry might develop superintelligence “in a few thousand days.” Elon Musk made an even more aggressive prediction in April 2024, saying that AI would be “smarter than the smartest human” by “next year, within two years.”

https://arstechnica.com/information-technology/2025/06/after-ai-setbacks-meta-bets-billions-on-undefined-superintelligence/




AI assetata d’acqua, rischio stress idrico nelle zone aride d’Europa

La nuova minaccia idrica di molti agricoltori europei, che vivono e faticano in zone aride del Vecchio Continente, si sta rivelando essere l’intelligenza artificiale. Il cambiamento climatico picchia duro in diverse regioni europee, soprattutto laddove l’acqua un tempo era una commodity data per scontata.

Ora le cose sono cambiate e le Big Tech sono sempre più assetate di acqua.

Sempre più Data Center, crescono i consumi idrici

Su questo tema punta il dito Politico.eu, il sito specializzato che mette in evidenza come giganti del calibro di Microsoft e Amazon investono miliardi per strappare la terra necessaria ad ospitare i loro data center, che di norma hanno bisogno di milioni di litri di acqua all’anno per funzionare.

Eppure i governi sono entusiasti dei crescenti investimenti delle Big Tech sui territori dell’Unione. Il ministro spagnolo del Digitale ha da poco celebrato con entusiasmo la decisone di Amazon di investire nel paese, che “diventa così la punta di diamante dell’AI in Europa”.

Bruxelles vuole triplicare la capacità dei data center in 5-7 anni

La Commissione Europea vuole triplicare la capacità dei data center nei prossimi 5–7 anni.

Ma le comunità locali non sono affatto entusiaste di questo rinnovato attivismo delle Big Tech.

Mentre aziende come Amazon promettono oltre 15 miliardi di euro di investimenti, posti di lavoro, partnership con le scuole locali, programmi di educazione comunitaria, ammodernamenti delle infrastrutture idriche e “iniziative per la sostenibilità”, stanno nascendo gruppi di base, diffidenti nei confronti dei giganti della tecnologia che cercano di accaparrarsi le loro risorse idriche.

Agricoltori più a rischio

“Alla fine, l’agricoltore non vince mai”, ha detto Chechu Sánchez, un agricoltore aragonese, intervenendo a un evento sui data center a Saragozza, capitale dell’Aragona. “Ogni volta che c’è un saccheggio da parte di capitali stranieri, l’agricoltore, la gente dei comuni, non vinciamo mai, non ne beneficiamo affatto”.

L’attivista Aurora Gómez e il suo collettivo Tu Nube Seca Mi Río (che si traduce come “la tua nuvola sta prosciugando il mio fiume”) stanno guidando una campagna per una moratoria su tutti i nuovi data center in Spagna. Gli agricoltori, i maggiori consumatori d’acqua in Europa, sono tra i più vulnerabili, ha affermato Gómez, e – quando vengono a conoscenza dell’utilizzo di acqua da parte dei data center – sono i più indignati.

La stessa battaglia per l’acqua accomuna anche altre comunità agricole in Francia e Irlanda. Ponendo un discreto freno all’espansionismo delle Big Tech e mettendo in difficoltà anche i politici di Bruxelles.

Un’attività assetata

Sempre secondo Politico.eu, nel 2024, il settore dei data center in Europa ha consumato circa 62 milioni di metri cubi d’acqua, equivalenti a circa 24mila piscine olimpioniche.

Con la crescita del settore, si prevede che il consumo raggiungerà i 90 milioni di metri cubi entro il 2030, secondo Water Europe, la lobby del settore idrico.

Questo perché i data center generano molto calore e devono essere costantemente raffreddati. L’acqua è “fondamentalmente fondamentale per questi data center, che si tratti dell’intelligenza artificiale, di ogni volta che inviamo un’e-mail o un messaggio WhatsApp, o di ogni volta che facciamo una ricerca su Internet”, ha detto Kevin Grecksch, docente di scienze idriche all’Università di Oxford.

L’Europa sta affrontando periodi di siccità sempre più frequenti, che stanno distruggendo la salute del suolo, minacciando i raccolti e complicando il trasporto fluviale delle merci.

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Le grandi aziende tecnologiche, nel frattempo, hanno visto il loro consumo di acqua aumentare vertiginosamente. Il consumo di acqua di Microsoft è quasi raddoppiato nel triennio 2020-2023, raggiungendo quasi gli 8 milioni di metri cubi, la maggior parte dei quali destinati al raffreddamento dei data center. Amazon non rivela la sua impronta idrica totale.

Per le aziende, ha senso costruire data center in aree soggette a stress idrico, poiché per altri aspetti le regioni aride spesso offrono condizioni ottimali per la gestione di un data center, che necessita di molto terreno e bassi livelli di umidità, ha detto Grecksch. L’Aragona “è una zona in cui viaggio ogni anno con i miei studenti. Ci occupiamo del problema dell’acqua ed è un problema enorme”, ha aggiunto Grecksch.

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Aruba. Ecco la nuova campagna di ‘SuperSite’, ancora più accessibile grazie all’AI

Aruba,provider italiano di servizi cloud, data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, lancia la nuova campagna di comunicazione dedicata ad Aruba SuperSite, il servizio dedicato alla creazione di siti web, oggi ancora più rinnovato e accessibile grazie all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale e a un importante ampliamento delle funzionalità. 

La nuova campagna nasce per raccontare in modo originale e coinvolgente l’evoluzione del servizio: “Aruba SuperSite si rivolge a tutti – piccole e medie attività – che vogliono costruire il proprio sito, anche senza competenze tecniche specifiche, in pochi semplici passaggi”. 

Protagonista dello spot TV è un ragazzo qualunque che si trova inizialmente in un ambiente grigio e spoglio, mentre cerca di capire come realizzare un sito web. Attraverso Aruba SuperSite, l’ambiente in cui lavora si trasforma e colori saturi, animazioni dinamiche ed un’estetica che richiama l’età d’oro dei fumetti accompagnano la nascita del suo progetto online.

A chiusura dello spot, il protagonista indossa un mantello da supereroe, simbolo dei “superpoteri” acquisiti e della possibilità di realizzare qualcosa che sembrava fuori portata. È questo il messaggio chiave della campagna, racchiuso nel payoff: “Il sito che vuoi è possibile”. 

La campagna ruota attorno al concetto di empowerment digitale: oggi anche chi non ha alcuna esperienza in ambito tech o design può costruire la propria presenza online in modo semplice, intuitivo e professionale.
Lo storytelling punta a creare un forte legame emotivo con il pubblico, mostrando come la tecnologia, se ben progettata e resa accessibile, possa davvero abilitare chiunque. La creatività è firmata internamente.

Lo spot, disponibile nei formati da 47 e 15 secondi, è on air su La7 e Netflix, ed è supportato da un ampio piano media che include una campagna di digital performance su YouTube, Meta e Google Ads.
Inoltre, è in corso un’importante attività di Influencer Marketing realizzata tramite l’agenzia We Are Era, con il coinvolgimento di creator autorevoli e riconosciuti per la loro capacità di raccontare soluzioni tech in modo semplice e coinvolgente.
Tra i talent coinvolti: Barbascura X, Giampytek, Alessandro De Concini, Il Signor Franz, Greta Galli e Andrea Aschedamini.

Tra le nuove funzionalità che caratterizzano Aruba SuperSite spiccano:

  • Editor intuitivo: un’integrazione che permette di personalizzare il sito in modo semplice, creare ed aggiornare pagine, sezioni e moduli in poco tempo.
  • Creazione assistita dall’Intelligenza Artificiale: è sufficiente una breve descrizione dell’idea per generare automaticamente testi, immagini e struttura del sito, semplificando ogni passaggio creativo e tecnico.
  • E-commerce senza commissioni: una soluzione completa per vendere online in autonomia, senza commissioni aggiuntive sulle vendite da parte di Aruba, arricchita da strumenti avanzati di analisi e monitoraggio delle performance.
  • Strumenti dedicati al mondo della ristorazione: funzionalità progettate per portare online il proprio business e dare la possibilità ai propri clienti di gestire menu e prenotazioni online.
  • Moduli per il noleggio di beni e servizi: soluzioni versatili per attività che offrono il noleggio di attrezzature, mezzi, spazi o eventi, con strumenti integrati per prenotazioni e disponibilità.
  • Sistemi di booking per il settore hospitality: piattaforma su misura per B&B, agriturismi e hotel, pensate per semplificare la gestione delle prenotazioni, migliorare la visibilità online e offrire un’esperienza d’uso fluida agli ospiti.
  • Template professionali per ogni tipo di attività: un’ampia selezione di oltre mille layout studiati per liberi professionisti, e attività locali, per creare in pochi clic un sito efficace, elegante e su misura.
  • Funzionalità dedicate alle agenzie immobiliari: strumenti per inserire annunci, creare gallery fotografiche, gestire prenotazioni e valorizzare al meglio gli immobili online.

Lo spot TV è disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=3uecdyxcwas

Per ulteriori dettagli: https://hosting.aruba.it/supersite.aspx

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AI, ‘Il nostro modello Vitruvian-Smart-12B al primo posto secondo il benchmark della Bicocca’

Annunciamo Vitruvian-Smart-12B, al primo posto su Benchmark Italic, di CRISP, Milano Bicocca University.

Italic è un benchmark creato su di noi, sulla cultura italiana, sui nostri 6.000 anni di civilità, sulla nostra lingua. Italic non misura capacità casuali di risolvere problemi di matematica per studenti svogliati, quanto piuttosto la competenza di un LLM sulla nostra lingua.

Perché è importante?

Perché noi apprendiamo così. Nessun umano diventa campione di matematica senza avere solide basi di linguaggio, conoscenze profonde su cultura, storia, lessico, grammatica, etc. La nostra ragazza 12B è cresciuta in Italia, è stata allenata con approccio Curriculum, in SFT, RL, RLHF, Self Reflection, Entropy Control, migliorando ad ogni iterazione, diventando sempre più capace e competitiva. Come noi dopotutto.

Smart è un capolavoro di Ingegneria, poggia su un lastricato di tecnologia e su una capacità che hanno poche aziende al mondo, si contano su 2 mani.

Benvenuta Smart, la nostra ragazza 12B. Oggi, modello più avanzato in 🇮🇹, in attesa dei benchmark dei suoi fratelli più potenti, Il Professore e lo Scienziato che sono modelli reasoning e che andranno a sfidare su Italic i modelli più grandi del pianeta.

Smart ha ricevuto uno speciale allenamento sul settore legale, finanziario, della CyberSecurity, della manifattura industriale e della produzione documentale tecnica. Campione del mondo di RAG, efficiente come pochi, acuta e sveglia, già in servizio presso alcuni dei nostri più importanti clienti. La nostra ragazza geniale, potete provarla gratuitamente sul sito web di Vitruvian: https://lnkd.in/dcZ3ig6i

Così come il software degli ultimi 60 anni, Smart non si paga a Token; sono sufficienti alcune centinaia di euro per acquistare una licenza che si installa e poi si utilizza come si vuole, per tutto ciò di cui si abbia bisogno, senza la necessità di inviare il proprio know how in Cloud pubblico. Smart può funzionare su un notebook il HyperLocal-AI, o su un server dove una GPU è sufficiente per servire migliaia di utenti, o su Cloud Privato dove la corrente elettrica che farà risparmiare da sola pagherà lo sviluppo di tutto il resto del software che ci vorrete scrivere intorno.

Voi ci mettete l’hardware, o il vostro Cloud, noi ci mettiamo il software, AI.

Tutti vorremmo un LLM così, una ragazza Smart, il migliore modello linguistico sul mercato.

Benvenuta Smart. A breve verrà pubblicato anche il suo Technical Report.

Siamo impazienti di vedere come vorrete usare questo modello.

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Cina, agli esami non si bara. Alibaba, Tencent e ByteDance disattivano funzioni AI

Alibaba, Tencent, Moonshot e ByteDance disattivamente temporaneamente alcune funzioni AI

Negli ultimi anni, strumenti di intelligenza artificiale (AI) sempre più evoluti sono diventati accessibili a un vasto pubblico. Alcuni chatbot dotati di riconoscimento immagini, come Qwen di Alibaba, Yuanbao di Tencent, Kimi di Moonshot e Doubao di ByteDance, sono capaci di analizzare e risolvere problemi scolastici semplicemente caricando una foto della domanda.

Sebbene queste tecnologie siano pensate per supportare lo studio, esse rappresentano anche un potenziale strumento per barare durante esami importanti come il Gaokao. Proprio per evitare questo rischio, i principali fornitori cinesi di chatbot AI hanno temporaneamente disattivato le funzioni di riconoscimento delle immagini nei giorni delle prove, dal 7 al 10 giugno 2025.

Ad esempio:

  • Qwen ha sospeso la possibilità di caricare immagini durante le ore degli esami.
  • Yuanbao e Kimi hanno bloccato del tutto i servizi di riconoscimento fotografico.
  • Doubao ha segnalato le immagini caricate come “non conformi alle regole”.

Quando interrogati sul motivo della sospensione, i chatbot hanno risposto con frasi del tipo: “Per garantire l’equità dell’esame di ammissione, questa funzione non è disponibile durante il periodo delle prove..

Il Gaokao: l’esame più importante per milioni di studenti cinesi

In Italia giugno è il mese in cui termina l’anno scolastico e per gli alunni dell’ultimo ciclo di studi è tempo d’esami. Lo stesso accade in Cina. Ogni anno, nel mese che porta all’estate, milioni di studenti cinesi affrontano il Gaokao, l’esame nazionale di ammissione all’università.

Per il 2025 sono circa 13,4 milioni i candidati coinvolti. Il Gaokao è considerato una tappa decisiva nella vita di uno studente in Cina: rappresenta spesso l’unica possibilità concreta per accedere all’istruzione superiore, soprattutto per chi proviene da città di provincia o da famiglie con minori risorse economiche.

A differenza di paesi come gli Stati Uniti, dove l’ammissione all’università si basa su una combinazione di voti scolastici, saggi personali, attività extracurriculari e test standardizzati, in Cina il punteggio del Gaokao è quasi sempre l’unico criterio di selezione. Questo genera un’enorme pressione sugli studenti e le loro famiglie, che spesso iniziano la preparazione con anni di anticipo.

Una scelta a tutela dell’equità e della meritocrazia

La decisione è in linea con l’approccio rigoroso della Cina nel garantire la correttezza e l’integrità del Gaokao, che è uno degli esami più sorvegliati al mondo. I candidati non possono utilizzare dispositivi elettronici, e le aule d’esame sono sottoposte a stretti controlli di sicurezza.

Oltre alla sospensione delle funzioni dei chatbot più incriminate, per un controllo più stringente dei candidati durante le prove d’esame, diverse regioni hanno già annunciato l’utilizzo di “strumenti di monitoraggio basati sull’IA“ per individuare “comportamenti anomali“, come “suggerimenti sussurrati o segnali caratterizzati da guardi ripetuti tra studenti” si legge sul quotidiano britannico The Guardian.

Inoltre, il Ministero dell’Istruzione cinese ha recentemente introdotto nuove linee guida che vietano l’utilizzo di contenuti generati dall’IA nei compiti scolastici e negli esami. La direttiva riflette la necessità di bilanciare l’educazione digitale con il rispetto dell’etica accademica.

Cina avanti nel mondo per regolare l’AI in contesti scolastici

La sospensione temporanea delle funzioni AI dimostra l’attenzione delle autorità e delle aziende tecnologiche nel preservare la parità di condizioni per tutti gli studenti. In un sistema dove anche un piccolo vantaggio può determinare l’ammissione a un’università prestigiosa o l’obbligo di ripetere l’anno scolastico, evitare ogni possibile forma di aiuto improprio è essenziale.

L’iniziativa è anche un segnale importante in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente la scuola, il lavoro e la società nel suo insieme. La Cina si pone così come uno dei primi paesi a intervenire preventivamente per regolare l’uso dell’IA nel contesto educativo.

Con l’espansione delle tecnologie intelligenti, garantire l’equità negli esami ad alta posta in gioco diventerà sempre più complesso. La decisione della Cina di disattivare temporaneamente alcune funzioni AI durante il Gaokao è un passo decisivo verso una gestione responsabile dell’innovazione, e potrebbe diventare un modello anche per altri paesi in futuro.

Secondo un sondaggio condotto dall’UNESCO su 450 istituzioni nel mondo nel 2023, solo il 10% delle scuole e delle università ha attualmente un quadro di riferimento ufficiale per l’utilizzo dell’AI. A fine 2022, solo 7 paesi al mondo avevano sviluppato programmi strutturati di AI per i loro insegnanti, mentre solo 15 includevano obiettivi formativi in AI nei programmi nazionali.

L’immagine di copertina è stata generata tramite intelligenza artificiale

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