Labor dispute erupts over AI-voiced Darth Vader in Fortnite

For voice actors who previously portrayed Darth Vader in video games, the Fortnite feature starkly illustrates how AI voice synthesis could reshape their profession. While James Earl Jones created the iconic voice for films, at least 54 voice actors have performed as Vader in various media games over the years when Jones wasn’t available—work that could vanish if AI replicas become the industry standard.

The union strikes back

SAG-AFTRA’s labor complaint (which can be read online here) doesn’t focus on the AI feature’s technical problems or on permission from the Jones estate, which explicitly authorized the use of a synthesized version of his voice for the character in Fortnite. The late actor, who died in 2024, had signed over his Darth Vader voice rights before his death.

Instead, the union’s grievance centers on labor rights and collective bargaining. In the NLRB filing, SAG-AFTRA alleges that Llama Productions “failed and refused to bargain in good faith with the union by making unilateral changes to terms and conditions of employment, without providing notice to the union or the opportunity to bargain, by utilizing AI-generated voices to replace bargaining unit work on the Interactive Program Fortnite.”

The action comes amid SAG-AFTRA’s ongoing interactive media strike, which began in July 2024 after negotiations with video game producers stalled primarily over AI protections. The strike continues, with more than 100 games signing interim agreements, while others, including those from major publishers like Epic, remain in dispute.

https://arstechnica.com/ai/2025/05/fortnites-ai-darth-vader-spawns-unfair-labor-practice-charge-from-voice-union/




New portal calls out AI content with Google’s watermark

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https://arstechnica.com/ai/2025/05/google-launches-online-portal-to-detect-watermarked-ai-content/




Trump to sign law forcing platforms to remove revenge porn in 48 hours

Likely wearisome for victims, the law won’t be widely enforced for about a year, while any revenge porn already online continues spreading. Perhaps most frustrating, once the law kicks in, victims will still need to police their own revenge porn online. And the 48-hour window leaves time for content to be downloaded and reposted, leaving them vulnerable on any unmonitored platforms.

Some victims are already tired of fighting this fight. Last July, when Google started downranking deepfake porn apps to make AI-generated NCII less discoverable, one deepfake victim, Sabrina Javellana, told The New York Times that she spent months reporting harmful content on various platforms online. And that didn’t stop the fake images from spreading. Joe Morelle, a Democratic US representative who has talked to victims of deepfake porn and sponsored laws to help them, agreed that “these images live forever.”

“It just never ends,” Javellana said. “I just have to accept it.”

Andrea Powell—director of Alecto AI, an app founded by a revenge porn survivor that helps victims remove NCII online—warned on a 2024 panel that Ars attended that requiring victims to track down “their own imagery [and submit] multiple claims across different platforms [increases] their sense of isolation, shame, and fear.”

While the Take It Down Act seems flawed, passing a federal law imposing penalties for allowing deepfake porn posts could serve as a deterrent for bad actors or possibly spark a culture shift by making it clear that posting AI-generated NCII is harmful.

Victims have long suggested that consistency is key to keeping revenge porn offline, and the Take It Down Act certainly offers that, creating a moderately delayed delete button on every major platform.

Although it seems clear that the Take It Down Act will surely make it easier than ever to report NCII, whether the law will effectively reduce the spread of NCII online is an unknown and will likely hinge on the 48-hour timeline overcoming criticisms.

https://arstechnica.com/tech-policy/2025/05/trump-to-sign-law-forcing-platforms-to-remove-revenge-porn-in-48-hours/




Oltre la Brexit. Nuovo accordo Ue-UK su AI, interconnessione energetica, cyber difesa e sicurezza orbitale

Si è tenuto a Londra uno storico vertice bilaterale ‘post-Brexit’ tra Regno Unito e Unione europea che ha visto l’apertura di una nuova stagione di rapporti euro-britannici con la sigla di un partenariato strategico all’avanguardia.

L’accordo raggiunto e illustrato in alcuni documenti pubblicati dalla Commissione europea rappresenta una svolta nel rilancio della cooperazione economica, tecnologica e geopolitica tra le due sponde della Manica, ponendo al centro energia, intelligenza artificiale (AI), cybersicurezza, tecnologie emergenti e spazio.

Un’intesa che segna il superamento della fase post-Brexit e che punta a rafforzare la competitività, la sicurezza e la sovranità digitale del continente, in un contesto globale sempre più instabile e polarizzato.

Nel comunicato congiunto si parla di “una rinnovata agenda di cooperazione UE–Regno Unito, la Common Understanding concordata tra il Regno Unito e la Commissione Europea, che copre i nostri impegni in materia di sicurezza, difesa e cooperazione allo sviluppo, centralità delle persone, rafforzamento economico e sostenibilità ambientale, sicurezza interna, cooperazione giudiziaria e migrazione irregolare”.

Energia, verso un mercato elettrico integrato

Tra i pilastri dell’accordo emerge la volontà di esplorare il reinserimento del Regno Unito nel mercato elettrico interno dell’UE. Un passo strategico, che mira a raggiungere diversi obiettivi, anche molto ambiziosi.

Favorire l’interconnessione dei sistemi elettrici e la cooperazione sulle piattaforme di scambio di energia in tutte le fasce orarie, integrare il dialogo energetico nel quadro normativo del Windsor Framework, rafforzando la coerenza tra Gran Bretagna, Irlanda del Nord e UE, coordinare le politiche su aiuti di Stato, rinnovabili e tutela ambientale, con meccanismi di allineamento dinamico regolatorio e partecipazione ai processi decisionali, sono alcune delle sfide che Londra e Bruxelles hanno deciso di affrontare assieme.

L’obiettivo generale è ottimizzare l’efficienza della rete, ridurre le emissioni e attrarre investimenti sostenibili nel settore energetico continentale.

Un accordo “più che positivo per la stabilità dei flussi energetici. È positivo per la nostra sicurezza energetica comune, perché sappiamo che un mercato più ampio contribuirà anche ad abbassare i prezzi dell’energia e attirerà maggiori investimenti privati ​​grazie alla stabilità normativa e alla prevedibilità necessarie per sfruttare il vasto potenziale offerto dal Mare del Nord, in particolare per l’energia rinnovabile, economica e prodotta localmente”, ha sottolineato in conferenza stampa la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Raggiunto un accordo politico per prorogare progressivamente l’applicazione del titolo sull’energia dell’accordo di commercio e cooperazione e procedere con la prima di tali proroghe fino al 31 marzo 2027 e, successivamente, su base annuale. 

AI tra norme etiche e impiego nei settori della Difesa e della sicurezza

Per la prima volta, Gran Bretagna e Union europea avviano un confronto strutturato sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei settori della difesa e della sicurezza.

Il partenariato prevede anche qui diversi punti chiave, tra cui: scambi su standard normativi internazionali per un uso responsabile dell’IA; sviluppo congiunto di strategie per la resilienza tecnologica e la gestione dei rischi; promozione di un quadro etico europeo per l’utilizzo dell’IA in contesti critici.

Una scelta che punta a rendere Regno Unito e Ue protagonisti globali di un’innovazione tecnologica sicura, trasparente e rispettosa dei diritti fondamentali.

Cybersicurezza e Difesa digitale condivisa

Altro punto strategico del partenariato è la cybersicurezza, che assume un ruolo centrale tra le due sponde della Manica. I due partner si sono impegnati a scambiarsi analisi delle minacce e a confrontarsi su policy e strumenti normativi, a coordinare le risposte a cyberattacchi e sviluppare misure diplomatiche dissuasive e a collaborare nella formazione di capacità nei paesi terzi e in sede ONU.

La cooperazione si estende anche alla protezione delle infrastrutture critiche, alla lotta contro la disinformazione estera e al contrasto delle interferenze ibride nei processi democratici.

Collaborazione su tecnologie emergenti, industria della Difesa e mobilità militare

Ampio spazio è riservato alla collaborazione su tecnologie emergenti e industria della difesa, attraverso la partecipazione britannica al progetto europeo PESCO sulla mobilità militare e il dialogo con l’Agenzia Europea per la Difesa per future sinergie industriali e R&S.

“Abbiamo concluso il nostro partenariato per la sicurezza e la difesa. Ciò rafforzerà la nostra cooperazione nelle iniziative di sicurezza e difesa. Sono molti gli argomenti trattati, ad esempio l’industria della difesa, ma anche la mobilità militare, il consolidamento della pace, la gestione delle crisi o il contrasto alle minacce ibride, solo per citarne alcuni. E questo è il primo passo verso la partecipazione del Regno Unito al programma europeo di investimenti per la difesa. Lo chiamiamo SAFE. Si tratta di 150 miliardi di euro di prestiti per appalti congiunti. Questo partenariato per la sicurezza e la difesa apre le porte agli appalti congiunti”, ha precisato la von der Leyen.

Previste esercitazioni congiunte, simulazioni e formazione avanzata su scenari ad alta tecnologia.

Questa componente dell’accordo mira a rafforzare la prontezza operativa, ridurre duplicazioni e migliorare l’interoperabilità tra i sistemi difensivi delle due entità.

Sicurezza orbitale e governance globale

Lo spazio viene riconosciuto come dominio strategico e Londra e Bruxelles anche qui hanno preso diversi impegni.

Gran Bretagna e Ue avvieranno scambi regolari sulla sicurezza spaziale, comprese le minacce orbitanti e i detriti spaziali e collaboreranno nei contesti Nazioni Unite e UE-NATO per definire regole di comportamento responsabile nello spazio.

Si impegnano inoltre a promuovere l’uso civile e militare sicuro delle tecnologie satellitari e spaziali, fondamentali per la comunicazione, il monitoraggio climatico e la navigazione.

Un’alleanza per la sovranità tecnologica europea

Alla luce degli scenari di guerra tra Europa orientale e Medio Oriente, delle tensioni geopolitiche che attraversano ormai l’intero pianeta e della divisione a blocchi che si va delineando nei prossimi anni, senza dimenticare le politiche commerciali americane piuttosto aggressive di questi mesi, Londra e Bruxelles lavorano ad una transizione dal semplice allineamento normativo alla vera co-progettazione di politiche condivise.

Un percorso da molti auspicato, anche solo a livello di Paesi membri dell’Unione e che ora si va allargando anche alla Gran Bretagna, teso a rafforzare la sovranità tecnologica europea e che punta ad un ruolo attivo nella governance globale dell’innovazione.

Nel contesto di sfide geopolitiche, transizione verde e digitalizzazione accelerata, il rilancio dell’asse Londra-Bruxelles si pone infine come un modello di integrazione intelligente e resiliente, capace di coniugare competitività, sicurezza e valori democratici.

Le due parti hanno riconosciuto inoltre “l’importanza del multilateralismo, del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”, riaffermando il proprio impegno nello sviluppo sostenibile e nell’Agenda 2030.

Nel documento condiviso si parla di preparazione delle parti alla Quarta Conferenza sul Finanziamento dello Sviluppo (Siviglia, giugno-luglio 2025) e di collaborazione per il clima e la biodiversità, in vista anche della COP30 in Brasile.

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Garante Privacy sanziona Replika per 5 milioni di euro, aperta nuova istruttoria sull’addestramento dell’AI

Violazioni gravi nella gestione dei dati personali e criticità nei sistemi di verifica dell’età

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 5 milioni di euro alla società statunitense Luka Inc., responsabile del controverso chatbot “Replika”.
La decisione arriva dopo l’accertamento di gravi violazioni delle normative europee sulla privacy, già oggetto di un precedente blocco del servizio in Italia nel febbraio 2023.

Replika è un’applicazione di intelligenza artificiale (AI) generativa che permette agli utenti di creare un “amico virtuale” con cui interagire attraverso interfacce vocali e testuali. Il chatbot può assumere diversi ruoli emotivi e relazionali, da confidente a partner romantico, da mentore a presunto terapeuta.

Mancanza di basi giuridiche e privacy policy inadeguata

Nel corso dell’istruttoria, l’Autorità ha riscontrato che Luka Inc. non aveva individuato, alla data del 2 febbraio 2023, alcuna base giuridica per i trattamenti dei dati personali effettuati tramite Replika.
Inoltre, la privacy policy fornita agli utenti è stata giudicata inadeguata sotto molteplici profili, contravvenendo ai requisiti di trasparenza e completezza imposti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Minori a rischio: sistema di verifica dell’età insufficiente

Uno degli aspetti più critici evidenziati dal Garante riguarda la tutela dei minori. Nonostante la dichiarazione della società di escludere i minorenni dall’accesso al servizio, al momento dell’accertamento non era stato implementato alcun sistema efficace di verifica dell’età, né in fase di registrazione né durante l’utilizzo dell’app.

Anche le soluzioni tecniche successivamente introdotte da Luka sono state ritenute insufficienti: il sistema di verifica dell’età è risultato ancora oggi carente in molteplici aspetti, con evidenti rischi per la protezione dei dati dei più giovani.

Nuova istruttoria sull’intero ciclo di vita dell’intelligenza artificiale

Oltre al provvedimento sanzionatorio, il Garante ha avviato una nuova istruttoria per analizzare più a fondo le modalità di sviluppo, addestramento e funzionamento del modello di AI generativa alla base di Replika.

In particolare, l’Autorità ha richiesto chiarimenti circa:

  • Le misure di valutazione dei rischi adottate;
  • Le garanzie a tutela dei dati personali nelle varie fasi di sviluppo del modello linguistico;
  • Le tipologie e categorie di dati utilizzati durante l’addestramento dell’IA;
  • L’eventuale implementazione di tecniche di anonimizzazione o pseudonimizzazione.

Verso un rafforzamento della vigilanza sull’IA generativa

Il caso Replika si inserisce in un contesto di crescente attenzione delle autorità europee sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale generativa, soprattutto in relazione alla protezione dei dati personali e alla sicurezza degli utenti vulnerabili.

Il provvedimento del Garante italiano rappresenta un segnale forte a tutela dei diritti digitali dei cittadini, specialmente dei minori, e richiama le aziende sviluppatrici di IA a una maggiore responsabilità e trasparenza.

Il problema del trattamento dei dati personali

Sempre nel nostro Paese, ma anche in Francia e in Germania, non è la prima volta che si affrontano criticità serie nel rapporto tra l’AI e i dati personali degli utenti.

Nel marzo 2023, il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha disposto una limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di OpenAI, la società statunitense che gestisce ChatGPT.

Le motivazioni includevano:

  • Assenza di una base giuridica adeguata per il trattamento dei dati personali degli utenti;
  • Mancanza di sistemi efficaci per la verifica dell’età, esponendo i minori a contenuti potenzialmente inappropriati;
  • Violazioni del principio di trasparenza e degli obblighi informativi verso gli utenti.

Successivamente, OpenAI ha implementato misure correttive, tra cui l’introduzione di un sistema di verifica dell’età e l’aggiornamento dell’informativa sulla privacy, permettendo così la riattivazione del servizio in Italia. Tuttavia, nel dicembre 2024, il Garante ha concluso l’istruttoria infliggendo a OpenAI una sanzione di 15 milioni di euro per le violazioni riscontrate.

In Germania, le autorità regionali per la protezione dei dati hanno avviato indagini su ChatGPT, focalizzandosi su:

  • Modalità di raccolta e trattamento dei dati personali da parte di OpenAI;
  • Conformità degli algoritmi utilizzati alle disposizioni del GDPR .

Le autorità hanno inviato questionari a OpenAI per ottenere chiarimenti sulle pratiche di trattamento dei dati e sulla trasparenza delle informazioni fornite agli utenti.

In Francia, la startup Mistral AI è stata oggetto di una denuncia presentata alla Commission nationale de l’informatique et des libertés (CNIL) nel febbraio 2025.

La denuncia riguarda l’applicazione gratuita “Le Chat”, accusata di:

Raccolta illegale di dati personali degli utenti senza un’adeguata base giuridica;

Limitazione dell’esercizio del diritto di opposizione al trattamento dei dati, disponibile solo per gli utenti della versione a pagamento

La CNIL sta attualmente esaminando il caso per verificare la conformità dell’azienda al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

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Marcello Savarese (Wind Tre): ‘Data, AI e automazione: il motore di innovazione di Wind Tre’

Antenne, clienti e prodotti: per Wind Tre la data strategy, gli analytics e l’intelligenza artificiale sono diventati pilastri imprescindibili per governare l’azienda e far crescere il business. Questi strumenti presidiano non solo i processi interni, garantendo soluzioni data-driven in grado di anticipare esigenze e orientare decisioni strategiche, ma si estendono anche all’offerta rivolta ai clienti B2B facendo leva sull’enorme patrimonio informativo e sulle competenze acquisite.

Al centro di questo approccio c’è il Data, A.I. & Automation Office di Wind Tre, un reparto di oltre cento professionisti — tra Data Scientist, Data Engineer e Automation Expert — che trasforma quotidianamente grandi volumi di dati grezzi in insight operativi. I dati vengono opportunamente analizzati per generare valore mediante approcci di Intelligenza Artificiale: dalla gestione ottimizzata delle antenne sul territorio, ai sistemi di monitoraggio e assurance predittivi, alla cybersecurity, alle campagne di up-selling e cross-selling, ai motori di HR analytics fino all’automazione delle analisi delle PEC in arrivo.

Grazie a queste iniziative, il dipartimento non è solo un centro di competenza, ma un vero e proprio motore di innovazione, capace di delineare tendenze e definire le strategie future.

Ne abbiamo parlato con Marcello Savarese, Direttore del Data, A.I. & Automation Office di Wind Tre, che gestisce un team centralizzato e a servizio di tutta la azienda, testimonianza della crescente importanza delle tecnologie data-driven per il successo di un’azienda innovativa ed orientata al futuro.

Key4Biz. Quali sono le principali sfide che Wind Tre ha affrontato nella costruzione e nel governo della “data supply chain” e come queste sono state superate per garantire un’efficace integrazione dell’AI nei processi aziendali?

Marcello Savarese. Abilitare un approccio di data supply chain ha richiesto la creazione di una visione unificata del dato superando la frammentazione tra i vari silos organizzativi e tecnologici derivanti da operazioni di merge e di acquisizione negli anni passati. Questo approccio ci ha permesso di costruire un’unica piattaforma dati che accelera lo sviluppo di modelli di AI.

Di fondamentale importanza è stato poi il coinvolgimento sin dalle fasi iniziali funzioni operative nei processi di ideazione e sviluppo dei motori di AI, garantendo che le soluzioni rispondessero esattamente alle esigenze reali dell’azienda, massimizzando l’impatto sul campo.

Per sostenere questa evoluzione, abbiamo adottato un modello operativo bastato su un approccio fortemente collaborativo ed ibrido (agile e war room in base alla complessità del modello da realizzare).  I team cross-funzionali collaborano in modalità end-to-end per sviluppare, mettere in produzione, monitorare ed evolvere in continuo i modelli di AI, riducendo il time-to-market e aumentando la qualità delle soluzioni.

Key4Biz. Cosa distingue il modello di data supply chain di Wind Tre rispetto agli altri?

Marcello Savarese. Wind Tre si è dotata di un approccio di data supply chain che in sintesi è costituita da tre fasi: la raccolta del dato, la sua trasformazione mediante lo stack metodologico degli analytics e il consumo mediante automazione o industrializzazione. Tutto presente nello stesso dipartimento.  Ancora oggi ci sono pochissime aziende nel nostro paese che hanno un modello operativo così integrato. Dal punto di vista operativo abbiamo un modello Hub & Spoke. L’Hub centrale che è il reparto che io guido ha il compito di definire la strategia, garantire coerenza tecnologica, e sviluppare modelli di AI ed asset riutilizzabili (pipeline dati, componenti MLOps, policy etiche). Gli Spoke sono presenti in ogni dipartimento (che chiamiamo Data Adopter Unit) supportano l’adozione dell’AI sui loro processi e definiscono con l’HUB la priorità da affrontare.

Key4Biz. Come e da chi vengono usati gli analytics in azienda?

Marcello Savarese. Un’altra particolarità della nostra data supply chain è che è al centro dell’organizzazione e serve tutta l’azienda.  Ci sono casi d’uso di analytics ormai in ogni dipartimento.

Key4Biz. Ad esempio?

Marcello Savarese. Attività quotidiane come la gestione dell’upselling o il cross selling dei clienti, fornire cioè il giusto valore al cliente in modo altamente personalizzato. Si va da logiche di HR analytics ad attività più complesse come l’ottimizzazione delle antenne sul territorio ed un uso più efficiente dell’energia per ridurre l’impatto ambientale.

Key4Biz. Quanti modelli e use case avete elaborato finora?

Marcello Savarese. Di casi d’uso come quelli che ho menzionato ne abbiamo elaborati più di un centinaio e come dicevo ormai gli analyitcs e l’AI permeano l’intera organizzazione. Abbiamo 112 tra modelli di analytics, algoritmi, trigger, agenti AI che abilitano i casi d’uso di cui parlavo.

Key4Biz. E per quanto riguarda l’AI generativa a che punto siete?  

Marcello Savarese. Ci lavoriamo da circa un anno e mezzo. Ci sono già una decina di agenti attivi in azienda, soprattutto nell’ambito di customer operation. Area in cui su questi temi stiamo davvero investendo tanto. Questi strumenti tendono a rendere maggiormente efficace la comunicazione con i nostri clienti fino ad hyper-personalizzare i modelli di comunicazione.

Key4Biz. Qualche esempio di utilizzo?

Marcello Savarese. Ad esempio, la semplificazione dei processi di gestione delle Pec che ci arrivano tutti i giorni. I nostri agenti AI ora sono in grado di leggere la mail, capire cosa il cliente ci chiede, quali sono le informazioni necessarie e raccoglierle dai nostri sistemi, per poter poi generare una risposta. Un’attività complessa che oggi quindi viene svolta da agenti AI in grado di fare tutto ciò che ho raccontato con annessa risposta via mail pronta per il timbro finale dell’operatore umano, nella logica dello human end loop che chiude il cerchio.

Key4Biz. Un altro esempio?

Marcello Savarese. Un altro esempio è ormai parte del personale dei negozi di Wind Tre che noi chiamiamo Bill. Supporta i nostri dealer nel rispondere a domande su prodotti nuovi e particolari come i prodotti assicurativi di Wind Tre che richiedono una conoscenza approfondita della materia dovuta soprattutto ad alcune specificità: quale razza di cane posso assicurare? Quale è il massimale in caso di furto della valigia se sono in viaggio? Quanto tempo dopo l’acquisto posso richiedere il supporto assicurativo di Wind Tre per i miei elettrodomestici? Sono le tipiche domande che il cliente pone in negozio. Bill è un agente AI che supporta il personale a rispondere con rapidità.

Key4Biz. In percentuale quanta parte dell’attività del vostro Team è rivolta internamente a Wind Tre e quanto invece a clienti esterni?

Marcello Savarese. Questo è un ottimo punto: Wind Tre offre numerosi servizi alla nostra clientela B2B. Riusciamo pienamente a soddisfare le esigenze delle aziende clienti lavorando noi direttamente, o nel caso di problemi di capacity, visto che la componente interna ci dà molto da fare, supportati da professionisti del settore. Circa il 70% delle attività è dedicato ai dipartimenti interni, mentre il restante 30% serve clienti B2B. Forniamo loro dati ed analisi, conformi alle norme di privacy, sulla nostra customer base per elaborare strategie commerciali e supportare le decisioni aziendali. Ad esempio,  forniamo servizi di customer intelligence (distribuzioni socio demografiche dei clienti , turisti/stranieri, residenti, visitatori, logiche di pagamento) servizi di customer behaviour (livelli di digitalizzazione, comportamenti di spesa, aree di permanenza) o servizi di competitive intelligence per capire come si differenzia la popolazione dei miei clienti/prospect rispetto a quella dei competitor su misure sociodemo e comportamentali.

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https://www.key4biz.it/marcello-savarese-wind-tre-data-ai-e-automazione-il-motore-di-innovazione-di-wind-tre/532093/




Spotify caught hosting hundreds of fake podcasts that advertise selling drugs

This week, Spotify rushed to remove hundreds of obviously fake podcasts found to be marketing prescription drugs in violation of Spotify’s policies and, likely, federal law.

On Thursday, Business Insider (BI) reported that Spotify removed 200 podcasts advertising the sale of opioids and other drugs, but that wasn’t the end of the scandal. Today, CNN revealed that it easily uncovered dozens more fake podcasts peddling drugs.

Some of the podcasts may have raised a red flag for a human moderator—with titles like “My Adderall Store” or “Xtrapharma.com” and episodes titled “Order Codeine Online Safe Pharmacy Louisiana” or “Order Xanax 2 mg Online Big Deal On Christmas Season,” CNN reported.

But Spotify’s auto-detection did not flag the fake podcasts for removal. Some of them remained up for months, CNN reported, which could create trouble for the music streamer at a time when the US government is cracking down on illegal drug sales online.

“Multiple teens have died of overdoses from pills bought online,” CNN noted, sparking backlash against tech companies. And Donald Trump’s aggressive tariffs were specifically raised to stop deadly drugs from bombarding the US, which the president declared a national emergency.

BI found that many podcast episodes featured a computerized voice and were under a minute long, while CNN noted some episodes were as short as 10 seconds. Some of them didn’t contain any audio at all, BI reported.

https://arstechnica.com/tech-policy/2025/05/spotify-plays-whack-a-mole-with-fake-podcasts-selling-drugs-scamming-users/




The empire strikes back with F-bombs: AI Darth Vader goes rogue with profanity, slurs

In that sense, the vulgar Vader situation creates a touchy dilemma for Epic Games and Disney, which likely invested substantially in this high-profile collaboration. While Epic acted swiftly in response, maintaining the feature while preventing further Jedi mind tricks from players presents ongoing technical challenges for interactive AI speech of any kind.

AI language models like the one constructing responses for Vader are fairly easy to trick with exploits like prompt injections and jailbreaks, and that has limited their usefulness in some applications. Imagine a truly ChatGPT-like Siri or Alexa, for example, that could be tricked into saying racist things on behalf of Apple or Amazon.

David Prowse as Darth Vader and Carrie Fisher as Princess Leia filming the original Star Wars. Credit: Sunset Boulevard/Corbis via Getty Images

Beyond language models, the AI voice technology behind the AI Darth Vader voice in Fortnite comes from Respeecher, a Ukrainian startup we covered in 2022 that creates new conversations from revitalized old voice recordings. It uses an AI model trained on examples of speech from voice actors that can then synthesize new speech in the same style.

Respeecher previously worked with Lucasfilm on The Book of Boba Fett to recreate young Luke Skywalker’s voice and on Obi-Wan Kenobi for Darth Vader’s voice performance.

According to Variety, Jones’ family supported the Fortnite collaboration, stating: “James Earl felt that the voice of Darth Vader was inseparable from the story of Star Wars, and he always wanted fans of all ages to continue to experience it. We hope that this collaboration with Fortnite will allow both longtime fans of Darth Vader and newer generations to share in the enjoyment of this iconic character.”

This article was updated on May 16, 2025 at 4:25 PM to include information about an email sent out from Epic Games to parents.

https://arstechnica.com/information-technology/2025/05/the-empire-strikes-back-with-f-bombs-ai-darth-vader-goes-rogue-with-profanity-slurs/




Google to give app devs access to Gemini Nano for on-device AI

The rapid expansion of generative AI has changed the way Google and other tech giants design products, but most of the AI features you’ve used are running on remote servers with a ton of processing power. Your phone has a lot less power, but Google appears poised to give developers some important new mobile AI tools. At I/O next week, Google will likely announce a new set of APIs to let developers leverage the capabilities of Gemini Nano for on-device AI.

Google has quietly published documentation on big new AI features for developers. According to Android Authority, an update to the ML Kit SDK will add API support for on-device generative AI features via Gemini Nano. It’s built on AI Core, similar to the experimental Edge AI SDK, but it plugs into an existing model with a set of predefined features that should be easy for developers to implement.

Google says ML Kit’s GenAI APIs will enable apps to do summarization, proofreading, rewriting, and image description without sending data to the cloud. However, Gemini Nano doesn’t have as much power as the cloud-based version, so expect some limitations. For example, Google notes that summaries can only have a maximum of three bullet points, and image descriptions will only be available in English. The quality of outputs could also vary based on the version of Gemini Nano on a phone. The standard version (Gemini Nano XS) is about 100MB in size, but Gemini Nano XXS as seen on the Pixel 9a is a quarter of the size. It’s text-only and has a much smaller context window.

Not all versions of Gemini Nano are created equal.

Credit: Ryan Whitwam

Not all versions of Gemini Nano are created equal. Credit: Ryan Whitwam

This move is good for Android in general because ML Kit works on devices outside Google’s Pixel line. While Pixel devices use Gemini Nano extensively, several other phones are already designed to run this model, including the OnePlus 13, Samsung Galaxy S25, and Xiaomi 15. As more phones add support for Google’s AI model, developers will be able to target those devices with generative AI features.

https://arstechnica.com/google/2025/05/google-to-give-app-devs-access-to-gemini-nano-for-on-device-ai/




OpenAI introduces Codex, its first full-fledged AI agent for coding

We’ve been expecting it for a while, and now it’s here: OpenAI has introduced an agentic coding tool called Codex in research preview. The tool is meant to allow experienced developers to delegate rote and relatively simple programming tasks to an AI agent that will generate production-ready code and show its work along the way.

Codex is a unique interface (not to be confused with the Codex CLI tool introduced by OpenAI last month) that can be reached from the side bar in the ChatGPT web app. Users enter a prompt and then click either “code” to have it begin producing code, or “ask” to have it answer questions and advise.

Whenever it’s given a task, that task is performed in a distinct container that is preloaded with the user’s codebase and is meant to accurately reflect their development environment.

To make Codex more effective, developers can include an “AGENTS.md” file in the repo with custom instructions, for example to contextualize and explain the code base or to communicate standardizations and style practices for the project—kind of a README.md but for AI agents rather than humans.

Codex is built on codex-1, a fine-tuned variation of OpenAI’s o3 reasoning model that was trained using reinforcement learning on a wide range of coding tasks to analyze and generate code, and to iterate through tests along the way.

https://arstechnica.com/ai/2025/05/openai-introduces-codex-its-first-full-fledged-ai-agent-for-coding/