After a few years of embracing thickness, Apple reportedly plans thinner devices

Apple bragged about the thinness of the M4 iPad Pro; it's apparently a template for the company's designs going forward.
Enlarge / Apple bragged about the thinness of the M4 iPad Pro; it’s apparently a template for the company’s designs going forward.

Though Apple has a reputation for prioritizing thinness in its hardware designs, the company has actually spent the last few years learning to embrace a little extra size and/or weight in its hardware. The Apple Silicon MacBook Pro designs are both thicker and heavier than the Intel-era MacBook Pros they replaced. The MacBook Air gave up its distinctive taper. Even the iPhone 15 Pro was a shade thicker than its predecessor.

But Apple is apparently planning to return to emphasizing thinness in its devices, according to reporting from Bloomberg’s Mark Gurman (in a piece that is otherwise mostly about Apple’s phased rollout of the AI-powered features it announced at its Worldwide Developers Conference last week).

Gurman’s sources say that Apple is planning “a significantly skinnier iPhone in time for the iPhone 17 line in 2025,” which presumably means that we can expect the iPhone 16 to continue in the same vein as current iPhone 15 models. The Apple Watch and MacBook Pro are also apparently on the list of devices Apple is trying to make thinner.

Apple previewed this strategy with the introduction of the M4 iPad Pro a couple of months ago, which looked a lot like the previous-generation iPad Pro design but was a few hundredths of an inch thinner and (especially for the 13-inch model) noticeably lighter than before. Gurman says the new iPad Pro is “the beginning of a new class of Apple devices that should be the thinnest and lightest products in their categories across the whole tech industry.”

Thin-first design isn’t an inherently good or bad thing, but the issue in Apple’s case is that it has occasionally come at the expense of other more desirable features. A thinner device has less room for cooling hardware like fans and heatsinks, less room for batteries, and less room to fit ports.

The late-2010s-era MacBook Pro and Air redesigns were probably the nadir of this thin-first design, switching to all-Thunderbolt ports and a stiff-feeling butterfly switch keyboard design that also ended up being so breakage-prone that it spawned a long-running Apple repair program and a class-action lawsuit that the company settled. The 2020 and 2021 MacBooks reversed course on both decisions, reverting to a more traditional scissor-switch keyboard and restoring larger ports like MagSafe and HDMI.

Hopefully, Apple has learned the lessons of the last decade or so and is planning not to give up features people like just so it can craft thinner hardware. The new iPad Pros are a reason for optimism—they don’t really give up anything relative to older iPad models while still improving performance and screen quality. But iPad hardware is inherently more minimalist than the Mac and is less space-constrained than an iPhone or an Apple Watch. Here’s hoping Apple has figured out how to make a thinner, lighter Mac without giving up ports or keyboard quality or a thinner, lighter iPhone or Apple Watch without hurting battery life.

https://arstechnica.com/?p=2031910




ChatGPT in iPhone per far diventare Apple la più grande data-Company?

Ars Artificialis: una rubrica a cura di Nicola Grandis. Parlare e dialogare sulla migliore approssimazione di Arte Artificiale realizzata sin qui dall’uomo, quella che comunemente viene definita Intelligenza Artificiale. Per leggere tutti gli articoli clicca qui.

Chi avrà più dati? Chi vincerà?

Dopo il WWDC di Apple, stabilito che l’attuale tecnologia mobile non può fornire un supporto AI degno di questo nome all’esperienza utente, abbiamo appreso che l’AI di iOS18 verrà fornita dai server OpenAI.

Oggi Bloomberg rivela che non ci sarà un cambio economico, OpenAI fornirà AI ad 1.5 MLD di possessori IPhone circa, gratuitamente.

Al rollout di questa features, accadrà che OpenAI riceverà le richieste ed i dati di tutti questi soggetti per elaborarli e fornire risposte su:

  • traduzioni
  • sintesi
  • generazione di nuovi testi
  • vocali
  • man mano anche altro

OpenAI si prepara a ricevere di tutto, mail di CEO di grandi aziende, testi e domande di qualunque tipo, informazioni che spesso senza accorgersene l’utente invierà ai suoi server per chiedere dei servizi. Ma se le cose non stessero proprio, o solo, così?

In tutto questo processo, oltre agli aspetti squisitamente legali/contrattuali tra Utente, Apple ed OpenAI, è importante evidenziare come due singole aziende concentreranno un bagaglio di informazioni mai visto prima, ma chi ne avrà di più tra le due?

Per assurdo, la più esposta tra le due parti, è proprio OpenAI. L’azienda della Mela non dovrà fare altro che registrare per un periodo:

  • dati di ingresso
  • prompt
  • risposta

Per essere rapidamente in grado di allenare un modello molto più capace di quello della stessa OpenAI.

Se nel breve-immediato termine a rimetterci potrebbe essere la privacy dell’utente, nel medio-lungo termine il rischio cade tutto sul provider di AI. Le possibilità per Apple sono infinite, a suo vantaggio potrà arricchire il flusso dati scambiato con OpenAI di tutte le informazioni utente, istantanee e storiche, per utilizzi e generazione di modelli che OpenAI non può avere.

Seppur limitata e lontana dall’AGI, l’attuale AI si fonda sul possesso di dati. Più questi dati risultano curati, specifici, diversi e ricchi di contesto, tanto più il modello generato sarà capace. OpenAI ha dovuto pagare profumatamente accesso ai contenuti di StackOverflow, Reddit, Times … MA … Apple … può avere 1.5 MLD di persone che fungeranno da allenatori inconsapevoli di AI attraverso la raccolta diretta di feedback o l’analisi del comportamento dopo aver ricevuto una risposta AI.

Apple saprà che un utente italiano nella fascia 14-18, quando chiede un aiuto sui compiti servirà per Seneca, che le massaie over 40 usano AI per la ricerca di offerte sul web, che l’AD dell’azienda X cerca informazioni sul prodotto dell’azienda Y. Ed ogni volta che un utente chiederà di ripetere/integrare/approfondire Apple saprà che la risposta precedente non è stata il massimo.

L’AI si basa sui dati e chi ne ha di più, vince.

Negli affari non è mai un gioco a somma zero. Apple è prima di tutto una hardware company, poi è stata una software company, a breve potrebbe essere la più grande Data-Company del pianeta. Forse il vero motivo per cui all’annuncio è tornata la #1 del Nasdaq con un +9% e torna a 3.2 TRL$

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/chatgpt-in-iphone-per-far-diventare-apple-la-piu-grande-data-company/494076/




Apple risolve il primo bug specifico di Vision Pro


Il 10 giugno Apple ha pubblicato una serie di aggiornamenti di sicurezza per visionOS, aggiornando il sistema operativo alla versione 1.2. Tra i bug risolti spicca CVE-2024-27812, considerata potenzialmente la prima vulnerabilità legata nello specifico a Vision Pro.

“Questa sembra essere l’unica CVE specifica per l’headset Vision Pro, dal momento che non è presente negli advisory di altri prodotti Apple oltre a visionOS” fa notare Eduard Kovacs di Bleeping Computer.

La vulnerabilità in questione permetterebbe a un attaccante di eseguire un attacco di denial of service sfruttando dei contenuti web appositamente creati. Apple ha dichiarato di aver migliorare il protocollo per la gestione dei file, ma non ha fornito altri dettagli sul funzionamento dell’exploit.

A individuare la vulnerabilità è stato il ricercatore di sicurezza Ryan Pickren. Alla redazione di Bleeping Computer Pickren ha confermato che si tratta di un bug specifico di Vision Pro e che secondo lui è “il primo hack di spatial computing“.

L’aggiornamento dell’OS di Vision Pro comprende anche la risoluzione di otto vulnerabilità di WebKit e dei suoi componenti che possono portare all’esecuzione di codice arbitrario, al fingerprinting dell’utente e in un caso anche all’interruzione del servizio.

Apple ha risolto anche due vulnerabilità presenti in CoreMedia: la prima, la CVE-2024-27817, consente a un attaccante di eseguire codice arbitrario con privilegi di kernel; la seconda, la CVE-2024-27831 era un bug di out-of-bounds write che, quando viene processato un file, può portare alla chiusura improvvisa dell’applicazione o all’esecuzione di codice arbitrario.

Si consiglia agli utenti di aggiornare il prima possibile il sistema operativo.

Condividi l’articolo



Articoli correlati

Altro in questa categoria


https://www.securityinfo.it/2024/06/14/apple-risolve-il-primo-bug-specifico-di-vision-pro/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=apple-risolve-il-primo-bug-specifico-di-vision-pro




Report: Apple isn’t paying OpenAI for ChatGPT integration into OSes

The OpenAI and Apple logos together.
OpenAI / Apple / Benj Edwards

On Monday, Apple announced it would be integrating OpenAI’s ChatGPT AI assistant into upcoming versions of its iPhone, iPad, and Mac operating systems. It paves the way for future third-party AI model integrations, but given Google’s multi-billion-dollar deal with Apple for preferential web search, the OpenAI announcement inspired speculation about who is paying whom. According to a Bloomberg report published Wednesday, Apple considers ChatGPT’s placement on its devices as compensation enough.

“Apple isn’t paying OpenAI as part of the partnership,” writes Bloomberg reporter Mark Gurman, citing people familiar with the matter who wish to remain anonymous. “Instead, Apple believes pushing OpenAI’s brand and technology to hundreds of millions of its devices is of equal or greater value than monetary payments.”

The Bloomberg report states that neither company expects the agreement to generate meaningful revenue in the short term, and in fact, the partnership could burn extra money for OpenAI, because it pays Microsoft to host ChatGPT’s capabilities on its Azure cloud. However, OpenAI could benefit by converting free users to paid subscriptions, and Apple potentially benefits by providing easy, built-in access to ChatGPT during a time when its own in-house LLMs are still catching up.

And there’s another angle at play. Currently, OpenAI offers subscriptions (ChatGPT Plus, Enterprise, Team) that unlock additional features. If users subscribe to OpenAI through the ChatGPT app on an Apple device, the process will reportedly use Apple’s payment platform, which may give Apple a significant cut of the revenue. According to the report, Apple hopes to negotiate additional revenue-sharing deals with AI vendors in the future.

Why OpenAI

The rise of ChatGPT in the public eye over the past 18 months has made OpenAI a power player in the tech industry, allowing it to strike deals with publishers for AI training content—and ensure continued support from Microsoft in the form of investments that trade vital funding and compute for access to OpenAI’s large language model (LLM) technology like GPT-4.

Still, Apple’s choice of ChatGPT as Apple’s first external AI integration has led to widespread misunderstanding, especially since Apple buried the lede about its own in-house LLM technology that powers its new “Apple Intelligence” platform.

On Apple’s part, CEO Tim Cook told The Washington Post that it chose OpenAI as its first third-party AI partner because he thinks the company controls the leading LLM technology at the moment: “I think they’re a pioneer in the area, and today they have the best model,” he said. “We’re integrating with other people as well. But they’re first, and I think today it’s because they’re best.”

Apple’s choice also brings risk. OpenAI’s record isn’t spotless, racking up a string of public controversies over the past month that include an accusation from actress Scarlett Johansson that the company intentionally imitated her voice, resignations from a key scientist and safety personnel, the revelation of a restrictive NDA for ex-employees that prevented public criticism, and accusations against OpenAI CEO Sam Altman of “psychological abuse” related by a former member of the OpenAI board.

Meanwhile, critics of privacy issues related to gathering data for training AI models—including OpenAI foe Elon Musk, who took to X on Monday to spread misconceptions about how the ChatGPT integration might work—also worried that the Apple-OpenAI deal might expose personal data to the AI company, although both companies strongly deny that will be the case.

Looking ahead, Apple’s deal with OpenAI is not exclusive, and the company is already in talks to offer Google’s Gemini chatbot as an additional option later this year. Apple has also reportedly held talks with Anthropic (maker of Claude 3) as a potential chatbot partner, signaling its intention to provide users with a range of AI services, much like how the company offers various search engine options in Safari.

https://arstechnica.com/?p=2031318




Apple Intelligence, le prime reazioni: da lavoro “eccellente” ai dubbi sull’addestramento

Apple è stata tra i giganti della tecnologia più assenti – o almeno, di basso profilo – dalla mania dell’intelligenza artificiale generativa, almeno fino a qualche ora fa. Alla sua annuale Worldwide Developer Conference (WWDC 2024) a Cupertino, in California, l’azienda ha svelato il suo più grande passo avanti nel campo della GenAI: un nuovo servizio chiamato Apple Intelligence, che offrirà una varietà di funzionalità su tutti i dispositivi Apple tra cui computer Mac, iPhone, e iPad.

Il servizio non è un’app di per sé, ma piuttosto un insieme di funzionalità integrate in altre app popolari, dal browser web Safari (dove puoi riassumere articoli) a Mail (dove può riscrivere e suggerire miglioramenti grammaticali) a Foto (auto generare album fotografici su argomenti e argomenti specifici impostati sulla musica in base a un messaggio di testo) a Messaggi (dove può creare emoji e foto dei contatti generati dall’intelligenza artificiale, nonchè di eventi e di gruppo).

Come per quasi tutti i nuovi annunci, quello di Apple Intelligence ha ispirato pareri contrastanti, dal fantasmagorico al deludente.

Elogi da parte degli ex rivali

Steven Sinofsky, ex presidente della divisione Windows di Microsoft e attuale socio del consiglio di amministrazione di Andreessen Horowitz, ha definito Apple Intelligence “un lavoro davvero eccellente”. Ha detto che l’idea di intrecciare l’AI nelle varie app a marchio Apple è “esattamente la cosa giusta e ancora di più se combinata con la privacy sul dispositivo”.

E, come se la recensione favorevole non bastasse, Sinofsky ha anche colto l’occasione per criticare Google e il suo ex datore di lavoro Microsoft rispetto all’approccio di Apple. Allo stesso modo, Andrej Karpathy, uno stimato ricercatore che in precedenza è stato direttore dell’intelligenza artificiale e della visione del pilota automatico presso Tesla (dove ha gareggiato con il progetto abbandonato dell’auto a guida autonoma di Apple) e co-fondatore di OpenAI, ha detto in un post su X di aver trovato Apple Intelligence “super emozionante”.

Doppio standard?

Bilawal Sidhu, conduttore del Ted Talks AI Show ed ex ingegnere AR/VR di Google Maps, ha scritto un lungo post su X confrontando il modo in cui Apple Intelligence sfrutta i dati personali sul dispositivo in cui opera, nonché i cloud privati ​​virtuali, per servire sulle risposte dell’intelligenza artificiale: un approccio che ha considerato simile alla nuova funzionalità Recall di Microsoft per PC Windows Copilot+ che ha dovuto affrontare alcune critiche da parte di utenti e ricercatori per possibili rischi per la sicurezza dei dati. Microsoft Recall è stato, a partire dalla scorsa settimana, disabilitato per impostazione predefinita e ora deve essere attivato dall’utente durante l’installazione.

Domande sui dati di addestramento

Altri utenti di X, tra cui alcuni artisti, si sono chiesti come Apple avesse addestrato i suoi modelli di intelligenza artificiale. L’azienda ha menzionato sia i modelli linguistici che quelli di diffusione, riferendo alla testata Axios che i modelli sono stati addestrati su “dati dal web pubblico” combinati con informazioni concesse in licenza o pagate. Vari utenti hanno sottolineato che, integrando una serie di funzionalità AI nelle sue app native, Apple stava essenzialmente uccidendo app e servizi di terze parti basati sull’intelligenza artificiale. La sola funzionalità “rewrite”, per scrivere del testo da zero, modificarlo e scegliere il tono migliore, secondo alcuni taglia via dalla corsa almeno 57 startup. Mica poco.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/apple-intelligence-le-prime-reazioni-da-lavoro-eccellente-ai-dubbi-sulladdestramento/493712/




These are all the devices compatible with iOS 18 and iPadOS 18

These are all the devices compatible with iOS 18 and iPadOS 18

Apple’s new iOS 18 and iPadOS 18 updates are mostly good news for users of older Apple devices—with the exception of 2018’s sixth-generation iPad, the new updates will run on all the same hardware that can run iOS 17 and iPadOS 17.

For iPhones, that will cover everything from the iPhone XR/XS and newer, including the second-gen iPhone SE; the seventh-gen iPad and newer; the third-gen iPad Air and newer; the fifth-gen iPad mini and newer; all 11-inch iPad Pros; and the third-gen 12.9-inch iPad Pro and later. Here are the full support lists:

It’s a bit odd that the seventh-gen iPad makes the cutoff while the sixth-gen model does not, given that both use the same Apple A10 processor. But the seventh-gen iPad has 3GB of RAM instead of 2GB. This is the same amount as the third-gen iPad Air and fifth-gen iPad mini—apparently that extra gigabyte is crucial for running iPadOS 18’s new features.

While this support list is fairly generous, Apple’s headlining “Apple Intelligence” AI features will be restricted to newer devices on the list. The situation is worst for the iPhone, which only supports Apple Intelligence on the iPhone 15 Pro and its A17 Pro chip—the regular iPhone 15 isn’t getting these features, and older phones will miss out on them as well. On the iPad, you’ll need an iPad Air or Pro with an M1 chip or newer.

Aside from Apple Intelligence, the company lists a few other features that require a newer device to work. The Smart Script handwriting enhancement feature requires an iPad with Apple M-series chip or an A14, cutting out a handful of older models with A10, A12, and A13-series chips. On the iOS side, live audio transcription, the Eye Tracking accessibility feature, and the Vocal Shortcuts accessibility feature require an iPhone 12 or newer.

https://arstechnica.com/?p=2030142




Apple integrates ChatGPT into Siri, iOS, and macOS

Reports of Apple signing a deal with OpenAI are true: ChatGPT is coming to your Apple gear.

First up is Siri, which can tap into ChatGPT to answer voice questions. If Siri thinks ChatGPT can help answer your question, you’ll get a pop-up permission box asking if you want to send your question to the chatbot. The response will come back in a window indicating that the information came from an outside source. This is the same way Siri treats a search engine (namely, Google), so how exactly Siri draws a line between ChatGPT and a search engine will be interesting. In Apple’s lone example, there was a “help” intent, with the input saying to “help me plan a five-course meal” given certain ingredient limitations. That sort of ultra-specific input is something you can’t do with a traditional search engine.

Siri can also send photos to ChatGPT. In Apple’s example, the user snapped a picture of a wooden deck and asked Siri about decorating options. It sounds like the standard generative AI summary features will be here, too, with Apple SVP of Software Engineering Craig Federighi mentioning that “you can also ask questions about your documents, presentations, or PDFs.”

All of the system-wide writing tools are getting ChatGPT as an input option, too. Apple showed off a new context menu that seems to shoot out of the text input indicator. It has options for proofreading and what seems like a bunch of generative AI features. It can rewrite your text in “friendly,” “professional,” or “concise” styles, and it can make a summary, list, or table.

It’s unclear which AI (Apple’s or OpenAI’s) is in charge of these options, but at the bottom, a “compose” button specifically launched a ChatGPT input box. In the demo, Apple gets started on a document with a text prompt, and generative text is filled into the open app—in this case, Pages. ChatGPT can also generate and insert pictures. ChatGPT access is free without needing to make an account, but if you’re already a paying customer, you can connect your account and get access to premium features.

ChatGPT features are launching on iOS 18, iPad OS 18, and macOS Sequoia “later this year,” which does not necessarily mean they will be ready for launch. Apple said it might add “support for other AI models in the future.” That Bloomberg article mentioned that Apple was also negotiating with Google, so its chatbot is a good guess for the next one.

Listing image by Apple

https://arstechnica.com/?p=2030392




Apple unveils “Apple Intelligence” AI features for iOS, iPadOS, and macOS

Apple unveils “Apple Intelligence” AI features for iOS, iPadOS, and macOS

On Monday, Apple debuted “Apple Intelligence,” a new suite of free AI-powered features for iOS 18, iPadOS 18, macOS Sequoia that includes creating email summaries, generating images and emoji, and allowing Siri to take actions on your behalf. These features are achieved through a combination of on-device and cloud processing, with a strong emphasis on privacy. Apple says that Apple Intelligence features will be widely available later this year and will be available as a beta test for developers this summer.

The announcements came during a livestream WWDC keynote and a simultaneous event attended by the press on Apple’s campus in Cupertino, California. In an introduction, Apple CEO Tim Cook said the company has been using machine learning for years, but the introduction of large language models (LLMs) presents new opportunities to elevate the capabilities of Apple products. He emphasized the need for both personalization and privacy in Apple’s approach.

At last year’s WWDC, Apple avoided using the term “AI” completely, instead preferring terms like “machine learning” as Apple’s way of avoiding buzzy hype while integrating applications of AI into apps in useful ways. This year, Apple figured out a new way to largely avoid the abbreviation “AI” by coining “Apple Intelligence,” a catchall branding term that refers to a broad group of machine learning, LLM, and image generation technologies. By our count, the term “AI” was used sparingly in the keynote—most notably near the end of the presentation when Apple executive Craig Federighi said, “It’s AI for the rest of us.”

The Apple Intelligence umbrella includes a range of features that require an iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max, iPad with M1 or later, or Mac with M1 or later. Devices also must have Siri enabled and set to US English. The features include notification prioritization to minimize distractions, writing tools that can summarize text, change tone, or suggest edits, and the ability to generate personalized images for contacts. The system, through Siri, can also carry out tasks on the user’s behalf, such as retrieving files shared by a specific person or playing a podcast sent by a family member.

Siri’s new brain

In iOS 18, Siri will have a new look and new intelligence features.
Enlarge / In iOS 18, Siri will have a new look and new intelligence features.

Apple says that privacy is a key priority in the implementation of Apple Intelligence. For some AI features, on-device processing means that personal data is not transmitted or processed in data centers. For complex requests that can’t run locally on a pocket-sized LLM, Apple has developed “Private Cloud Compute,” which sends only relevant data to servers without retaining it. Apple claims this process is transparent and that experts can verify the server code to ensure privacy.

Under Apple Intelligence, Siri gets a big boost with a new logo and on-screen design, a new ability to understand more nuanced requests, and the ability to answer questions about the system state or take actions on the user’s behalf.

Users can communicate with Siri using either voice or text input, and Siri can maintain context between requests.

The redesigned Siri also reportedly demonstrates onscreen awareness, allowing it to perform actions related to information displayed on the screen, such as adding an address from a Messages conversation to a contact card. Apple says the new Siri can execute hundreds of new actions across both Apple and third-party apps, such as finding book recommendations sent by a friend in Messages or Mail, or sending specific photos to a contact mentioned in a request.

https://arstechnica.com/?p=2030143




Ecco Apple Intelligence, adesso Microsoft e Google cominciano a tremare

Finalmente è arrivata. Attesa, desiderata, paventata dalla concorrenza. La Mela ha svelato Apple Intelligence e il mondo dell’AI è pronto a essere rivoluzionato. La novità non è tanto nelle possibilità offerte dagli algoritmi di Cupertino né tantomeno dall’accordo con OpenAI per portare a bordo di iPhone, iPad e Mac, le risposte di ChatGpt senza soluzione di continuità. No, il vero sliding doors della tecnologia è l’infrastruttura dedicata che il colosso americano ha realizzato sopra cui costruire Apple Intelligence. Si chiama Private Cloud Computer ed è l’architettura di server che la società ha issato per far funzionare gli algoritmi e, contemporaneamente, preservare le informazioni dei suoi utenti, gestendo in prima persona l’infrastruttura. “Questa è l’IA di cui potete fidarvi” ha detto Tim Cook dal palco della WWDC 2024, la conferenza annaule per sviluppatori che quest’anno ha assunto un interesse particolare. Ma andiamo per step.

Capire il contesto

Apple Intelligence è in grado di comprendere e produrre testo e foto. Un esempio è la creazione di testi con il supporto di un chatbot che suggerisce le migliori frasi per un’email o un articolo. Per quanto riguarda le foto, l’IA riconosce le persone e le associa a informazioni come date di compleanno o conversazioni passate, proponendo grafiche dedicate come emoji di compleanno. Il tutto, secondo Apple, nel rispetto della privacy. Capire il contesto personale è stato fondamentale nello sviluppo dell’IA. Per questo, Apple Intelligence analizza i dati provenienti da app su smartphone, tablet e computer per capire le abitudini dell’utente e automatizzare diverse azioni, come organizzare appuntamenti, suggerire uscite o chiamate telefoniche. Stai scrivendo un’email di compleanno? Apple Intelligence suggerisce le frasi migliori per esprimere i tuoi auguri. Hai scattato una foto di gruppo? L’IA riconoscerà i tuoi amici e creerà automaticamente una grafica personalizzata per l’occasione. Hai un appuntamento importante? Apple Intelligence te lo ricorderà e ti suggerirà di chiamare il tuo contatto o di organizzare il tragitto.

L’Llm di Apple, restando sul dispositivo e condividendo pochissime informazioni con il cloud, crea una rete semantica per alimentare l’AI di bordo e farle capire sempre di più le abitudini dell’utente e ciò che succede nella sua vita digitale.

Siri diventa più intelligente e intuitiva

Siri, l’assistente vocale di Apple, riceve un importante aggiornamento con Apple Intelligence. Ora è in grado di comprendere il linguaggio naturale, interagire con le app installate per mostrare foto, creare appuntamenti o inviare email, trovare informazioni e suggerire azioni pertinenti all’interno delle app e dei servizi Apple.

Apple ha presentato diverse nuove app che sfruttano le capacità di Apple Intelligence.

Rewrite: Permette di riscrivere un testo usando parole diverse e sinonimi, con tre stili differenti tra cui scegliere.

Proofread: Formatta automaticamente i documenti, fornendo una sintesi e creando elenchi puntati.

Smart Reply: Suggerisce le migliori risposte alle email basandosi sul contesto del messaggio.

Genmoji: Crea nuove emoji partendo da descrizioni testuali.

Image Playground: Un’app per creare immagini personalizzate con l’aiuto di suggerimenti dall’IA.

Image Wand: Trasforma gli schizzi in vere e proprie opere d’arte.

iPhone e iPad

Il prossimo aggiornamento del software iPhone verrà distribuito agli utenti in autunno e, come previsto, uno dei cambiamenti più grandi è il supporto per Rich Communication Service o RCS. Il protocollo di messaggistica più sicuro offre molti miglioramenti rispetto agli SMS, inclusa la crittografia end-to-end, una migliore condivisione dei contenuti multimediali e il supporto per chat di gruppo adeguate. Apple aveva precedentemente dichiarato che avrebbe adottato il supporto per RCS nel 2024 per conformarsi alle normative UE, quindi non sorprende vederlo evidenziato nelle prossime funzionalità di iOS 18.

Un’altra novità di Messaggi sarà la possibilità di rispondere con “tapback” utilizzando emoji e adesivi, formattazione ed effetti del testo e la possibilità di inviare messaggi via satellite. Gli utenti iPhone avranno un maggiore controllo sulle loro schermate iniziali in iOS 18 grazie al fatto che non sarà più un sistema a griglia bloccata. Si potranno dunque spostare le icone delle app in modo più libero e modificare i colori delle icone. In termini di design e layout, questo è uno dei più grandi cambiamenti apportati alla schermata iniziale dell’iPhone negli ultimi anni e offre agli utenti iOS funzionalità simili ad Android.

Arriverà per la prima volta su iPad la “calcolatrice”, che per l’occasione si trasforma in uno strumento di calcolo avanzato. Basterà scrivere con la penna e disegnare grafici per avere soluzioni immediate, un paradiso per chi non ama troppo stare dietro a funzioni e operazioni. La funzionalità è chiamata Math Notes. iPadOS 18 presenterà anche una nuova barra delle schede, simile alla Dynamic Island sugli iPhone. Questa semplifica l’accesso ai controlli essenziali anche quando si è nelle app e, a seconda di cosa si sta facendo, e può essere visualizzata nella parte superiore dello schermo o come una sorta di barra laterale sulla sinistra del display. L’app Notes si aggiorna con Smart Script, che renderà automaticamente la scrittura degli utenti più leggibile e meno disordinata.

macOS

La prossima iterazione del software per computer di Apple si chiamerà macOS Sequoia. Oltre a molte delle funzionalità AI in arrivo su iOS e iPadOS 18 come parte di Apple Intelligence, il prossimo aggiornamento macOS includerà il mirroring dell’iPhone, per vedere e controllare lo schermo del proprio iPhone su uno schermo Mac. Tutto molto simile a quanto avviene da anni su Windows con smartphone Android. Vociferata giorni fa, arriva anche Passwords, app che si basa sulla tecnologia del portachiavi iCloud per salvare tutte le password e le credenziali di accesso degli utenti su dispositivi e piattaforme (sarà disponibile su Windows oltre a tutte le piattaforme Apple). Insieme alle password standard, la nuova app può salvare passkey, codici di verifica e altro ancora e offrire agli utenti la possibilità di condividere in modo sicuro le chiavi con altri.

watchOS

Training Load e una nuova app Vitals sono i due focus per Apple Watch. Il primo, in watchOS 11 utilizza essenzialmente molte delle metriche di salute e fitness raccolte durante il monitoraggio dell’allenamento per stimare ogni volta il livello di sforzo. Ogni allenamento riceverà una valutazione da uno (facile) a dieci (tutto completato) che stima quanto duramente l’utente ha lavorato durante quella particolare sessione. La nuova app Vitals mostrerà agli utenti di Apple Watch come i loro parametri vitali rilevati, inclusa la frequenza cardiaca, si confrontano con le misurazioni di base. Si spera che ciò consenta di capire meglio quando qualcosa potrebbe essere sbagliato e al di fuori del normale intervallo suggerito. Cambia l’app Attività su iPhone con cui personalizzare i dati che si vedono sulla home page in modo da poter mettere in primo piano le statistiche più importanti.

VisionPro

Finora, i visori Vision Pro di Apple erano disponibili solo negli Stati Uniti. Poche speranze di vederli in Italia e infatti gli accessori (costosi) debutteranno in Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Singapore e Regno Unito. Per quanto riguarda il software, visionOS 2 aggiungerà le foto spaziali, immagini con profondità di campo per essere “navigate” in realtà mista. INoltre, per la prima volta, Canon metterà in vendita delle lenti per la sua fotocamera Eos R7 apposta per registrare video spaziali.

I vari iOS 18, iPadOs 18, watchOS 11, VisionPro 2, macOS Sequoia, tvOs, arriveranno in autunno su dispositivi supportati. Apple Intelligence sarà un’esclusiva dagli iPhone 15 Pro in poi.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/ecco-apple-intelligence-adesso-microsoft-e-google-cominciano-a-tremare/493628/




La vera rivoluzione dell’iPhone 16 potrebbe essere l’AI

A pochi giorni dall’inizio della Worldwide Developers Conference di Apple, emergono sempre più rumors sulle novità legate alle nuove funzionalità di intelligenza artificiale in arrivo su iOS 18, opzione che potrebbe diventare il cavallo di battaglia per le vendite di iPhone 16.

L’IA come punto di forza di iPhone 16

Il forte investimento nell’intelligenza artificiale di Apple potrebbe scatenare un ciclo di vendite positive per iPhone 16, spingendo la società di analisi finanziarie Wedbush a rialzare il target price delle azioni Apple.

La nota di Wedbush sottolinea che la presentazione delle novità in ambito intelligenza artificiale da parte di Apple durante la WWDC potrebbe essere uno degli eventi più importanti del decennio per l’amministratore delegato Tim Cook. Questa mossa porrebbe le basi per un “superciclo” di iPhone 16, con i consumatori attratti sempre più da dispositivi dotati di funzionalità di intelligenza artificiale all’avanguardia.

Wedbush definisce le esclusive funzioni AI previste per iPhone 16 come l’inizio di una rinascita in ottica di forte crescita, che innescherà un ciclo di aggiornamenti massicci e attesi fino al 2025. Si prevede inoltre un’inversione di tendenza del rallentamento cinese, con giugno che dovrebbe essere l’ultimo trimestre con una crescita negativa e un ritorno a numeri positivi già dal mese di debutto dei nuovi modelli del 2024.

Le altre caratteristiche della linea 16

A pochi mesi dal lancio di iPhone 16 e 16 Pro saranno queste le novità:

  • I modelli Pro aumenteranno di dimensioni, passando da un display da 6,1″ a 6,3″ per il Pro e da 6,7″ a 6,9″ per il Pro Max;
  • Verrà aggiunto un nuovo pulsante di scatto sul lato destro di tutti i modelli 16 per abilitare controlli avanzati della fotocamera;
  • Come da tradizione, un chip A18 per i modelli Pro e A17 per i 16 e 16 Plus
  • Prestazioni migliorate in condizioni di scarsa illuminazione per la fotocamera principale del Pro;
  • Il 16 Pro erediterà la fotocamera con zoom ottico 5x attualmente esclusiva del 15 Pro Max.

Nel complesso, sembra un grande aggiornamento per i modelli Pro, mentre per i 16 e 16 Plus le novità sembrano più contenute.

L’altra novità di iPhone 16: i bordi

Secondo il leaker Setsuna Digital, che ha condiviso le informazioni tramite Weibo, il nuovo iPhone 16 Pro avrà cornici da 1.2mm, mentre il bordo dell’iPhone 16 Pro Max sarà da 1.15mm. A titolo di confronto, quelli dell’iPhone 15 Pro misurano 1.71mm e quelli dell’iPhone 14 Pro erano 2.15mm. Setsuna Digital afferma di aver misurato personalmente le cornici di questi dispositivi.

Per realizzare questi bordi così ridotti, Apple avrebbe impiegato una tecnologia denominata Border Reduction Structure (BRS). Questa nuova tecnologia non solo ridurrebbe gli spazi sui lati superiore, sinistro e destro, ma anche sul bordo inferiore, precedentemente considerato più problematico da ottimizzare. Il risultato è una struttura che rende possibile l’incremento delle dimensioni dello schermo sui modelli Pro senza un aumento proporzionale delle dimensioni fisiche dei dispositivi.

Nonostante le dimensioni fisiche degli iPhone 16 Pro e Pro Max saranno leggermente maggiori rispetto ai loro predecessori, il cambiamento sarà, dunque, meno evidente grazie alle estremità più sottili. Si è parlato in precedenza di difficoltà incontrate dai fornitori di Apple nel soddisfare queste nuove esigenze, ma sembra che tutti i problemi siano stati risolti.

Si prevede che la serie iPhone 16 sia pronta per il lancio, come da tradizione, nel mese di settembre.

https://www.key4biz.it/la-vera-rivoluzione-delliphone-16-potrebbe-essere-lai/493098/