Addio razzi chimici: gli USA svelano la propulsione elettro-nucleare per dominare lo spazio (e battere i rivali)

La nuova corsa allo spazzio non è fatta di lanci spettacolar e dal ritorno di un paio di tizi sulla Luna, ma verrà vinta da chi riuscirà a proporre un sistema di propulsione efficiente per giungere allo spazio cislunare, qualcosa che duri nello spazio e nel tempo e che sia relativamente leggero.

In questa realizzazione ad altissima tecnologia, gli Stati Uniti giocano una carta decisiva: la propulsione nucleare. Un recente annuncio consolida questa strategia: la U.S. Space Force ha affidato all’Università del Michigan la guida di un’iniziativa nazionale per lo sviluppo di sistemi propulsivi di nuova generazione, in partnership con l’azienda specializzata SpaceNukes.

Questa collaborazione si inserisce nel quadro del SPAR Institute (Space Power and Propulsion for Agility, Responsiveness, and Resilience) e mira a cambiare radicalmente le regole del gioco della mobilità spaziale, con profonde implicazioni economiche e militari.

La Tecnologia Rivoluzionaria: Propulsione Elettrica Nucleare (NEP)

Al centro del programma c’è lo sviluppo della propulsione elettrica nucleare (NEP). A differenza dei razzi chimici tradizionali, che offrono una spinta elevata ma per brevi periodi e con un enorme consumo di propellente, la tecnologia NEP è un campione di efficienza.

Il sistema funziona attraverso una catena tecnologica avanzata:

  • Un reattore a fissione nucleare compatto genera calore.
  • Questo calore viene convertito in energia elettrica.
  • L’elettricità alimenta propulsori elettrici (come i propulsori a effetto Hall o ionici), che accelerano gas inerti (come lo xeno o il kripton) a velocità elevatissime, generando una spinta lieve ma costante.

Il risultato è un’efficienza operativa dalle 5 alle 25 volte superiore a quella dei sistemi chimici. Questo vantaggio si traduce in una capacità quasi illimitata di manovra in orbita.

Il Pentagono ha coniato un’espressione per descrivere questo obiettivo strategico: “Maneuver Without Regret” (Manovrare Senza Rimpianti). Significa poter riposizionare un satellite per schivare un detrito o una minaccia, ispezionare un oggetto sospetto o cambiare orbita per esigenze tattiche, il tutto senza la preoccupazione di esaurire il prezioso carburante.

Ricordiamo che gli USA avevano già realizzato, alla fine degli anni 60 del secolo scorso, un sistema di propulsione nucleare con il progetto NERVA, che però utilizzava direttamente per scaldare e accelerare i gas l’energia prodotta dal reattore nuclare.

Implicazioni Strategiche ed Economiche

Le ricadute di questa tecnologia sono immense. Dal punto di vista militare, satelliti dotati di NEP diventano asset imprevedibili, dalla durata indefinita e non soggetti al problema del rifornimento in orbita. In un ambiente orbitale sempre più “contestato”, con la crescente presenza di asset russi e cinesi, la capacità di muoversi liberamente è un vantaggio strategico incolmabile. I reattori, essendo molto compatti, sono anche più difficili da rilevare rispetto a grandi pannelli solari, aumentando la sicurezza operativa.

Dal punto di vista economico, la propulsione nucleare è lo strumento necessario per l’esplorazione e lo sfruttamento minerario e la colonizzazione dello spazio profondo. Missioni commerciali che oggi sono pura fantascienza, come il mining di asteroidi, la logistica tra la Terra e la Luna o la manutenzione di infrastrutture su Marte, diventerebbero tecnicamente ed economicamente fattibili. Un veicolo NEP potrebbe trasportare carichi pesanti su lunghe distanze con una frazione del propellente oggi necessario, abbattendo i costi e aprendo nuovi mercati, cosa che poi era l’obiettivo del progetto NERVA, un rimorchiatore che avrebbe dovuto fare la spola fra la Terra e Marte.

Come era immaginata la missione NERVA con motore nucleare. Un concetto simile potrebbe essere utilizzato per il nuovo rimarchiatore con motore elettro nucleare

I Protagonisti: Esperienza Comprovata e Visione Futura

La scelta dei partner non è casuale. L‘Università del Michigan vanta una lunga tradizione di eccellenza nell’ingegneria aerospaziale e nucleare, e il suo ruolo garantirà la formazione di una nuova generazione di scienziati e ingegneri specializzati in questo settore critico. Inoltre l’unità vanta un’unità specifica sotto vuoto per i tst dei motori in condizioni simili allo spazio

Unità di teste dei mototri spaziali nel vuoto dell’Università del Michigan

SpaceNukes (Space Nuclear Power Corporation) è un attore unico nel panorama industriale americano. È l’unica azienda statunitense ad aver progettato, costruito e testato con successo un nuovo concetto di reattore spaziale negli ultimi 50 anni. Il suo reattore KRUSTY (Kilopower Reactor Using Stirling Technology), sviluppato in collaborazione con la NASA, è stato testato a terra nel 2018, generando 1 kilowatt di potenza, sufficiente per missioni robotiche sulla Luna o su Marte.

Ora, forte di quell’esperienza, SpaceNukes sta già collaborando con la Space Force per un sistema Kilopower da 12 kilowatt, un passo intermedio fondamentale verso una futura dimostrazione in volo. L’obiettivo finale è sviluppare reattori di seconda generazione ancora più leggeri, potenti e capaci di operare a temperature più elevate.

Il Contesto più Ampio: La Doppia Via USA al Nucleare Spaziale

L’iniziativa SPAR non è un caso isolato. Gli Stati Uniti stanno perseguendo una duplice strategia per la propulsione nucleare. Mentre il progetto guidato dall’Università del Michigan si concentra sulla NEP (bassa spinta, alta efficienza), un altro importante programma, DRACO (Demonstration Rocket for Agile Cislunar Operations), gestito dalla DARPA in collaborazione con la NASA, si focalizza sulla propulsione termica nucleare (NTP).

La tecnologia NTP usa il calore del reattore per surriscaldare direttamente un propellente liquido (come l’idrogeno) e espellerlo ad alta velocità, generando una spinta molto più elevata. È la tecnologia ideale per ridurre drasticamente i tempi di viaggio, ad esempio per una futura missione umana su Marte e non è altro che una ripresa del programma NERVA; aggiornata con le tecnologie attuali. Una modernizzazione di un progetto che, se non interrottoo da Nixon, ci vedrebbe già su Marte.

In questo modo gli USA stanno mobilitando tutte le risorse, pubbliche e private, per il mantenimento della supremazia nella tecnologia spaziale, ma la sfida si sta rivelando molto più difficile che in passato. 


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Rivoluzione Visiva: Le Nuove Lenti a Contatto ti Fanno Vedere l’Infrarosso!

Un giorno, molto prossimo, potremo vedere quello che non vediamo, perfino a palpebre chiuse! Un team internazionale guidato da scienziati cinesi ha sviluppato lenti a contatto innovative che consentono di vedere la luce nel vicino infrarosso, un progresso che potrebbe trasformare la diagnostica medica e le tecnologie di assistenza visiva. Lo studio, pubblicato giovedì sulla rivista Cell, unisce neuroscienze visive ed elementi delle terre rare per creare lenti trasparenti e indossabili, capaci di convertire la luce infrarossa invisibile in immagini visibili.

Vedere l’invisibile! Una nuova frontiera per la visione umana

L’occhio umano percepisce solo la luce con lunghezze d’onda tra 400 e 700 nanometri, limitando la nostra capacità di cogliere molte informazioni presenti in natura. La luce nel vicino infrarosso, con lunghezze d’onda tra 700 e 2.500 nanometri, è ideale per penetrare i tessuti biologici senza causare danni da radiazioni. Grazie a questa caratteristica, potrebbe rivoluzionare settori come la medicina e la sicurezza.

I ricercatori dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, dell’Università di Fudan e della Scuola di Medicina dell’Università del Massachusetts hanno utilizzato elementi delle terre rare per trasformare tre diverse lunghezze d’onda infrarosse in luce visibile rossa, verde e blu. I

n passato, lo stesso team aveva sviluppato un nanomateriale che, iniettato nella retina di animali, permetteva loro di vedere la luce infrarossa. Le iniezioni retiniche non sono praticabili per gli esseri umani per motivi di sicurezza, per cui il team ha puntato su una soluzione non invasiva: lenti a contatto morbide.

Come lo scritto scientifico originale pubblicato su glass interpreta il funzionamento dell’invenzione

Come funzionano le lenti

Il team ha modificato la superficie di nanoparticelle di terre rare, rendendole disperdibili in soluzioni polimeriche per creare lenti a contatto altamente trasparenti. Il cuore della tecnologia sono proprio le Nanoparticelle a Riconversione (UCNPs),  materiali speciali che hanno la capacità unica di assorbire fotoni di bassa energia (come la luce infrarossa vicina, NIR) e riemettere fotoni di energia più alta (come la luce visibile). In pratica, trasformano la luce invisibile (NIR) in luce visibile.

I volontari che le hanno indossate sono riusciti a distinguere modelli infrarossi, codici temporali e persino tre diversi “colori” di luce infrarossa, ampliando di fatto lo spettro visivo umano oltre i suoi limiti naturali.

Le incredibili applicazioni pratiche future

Dato che la luce infrarossa è in grado di penetrare i tessuti, queste lenti permettono, paradossalmente di “Vedere” anche con le palpebre chiuse. 

Questa tecnologia non invasiva ha un potenziale enorme in diversi ambiti:

  • Diagnostica medica: la capacità di vedere attraverso i tessuti biologici potrebbe migliorare le tecniche di imaging non invasive.
  • Sicurezza e operazioni di soccorso: le lenti permettono di vedere in condizioni di scarsa visibilità, come nebbia o polvere, senza bisogno di dispositivi ingombranti come i visori notturni.
  • Assistenza visiva: potrebbero aiutare persone con daltonismo o altri disturbi visivi, offrendo un’esperienza visiva più naturale rispetto alle tecnologie esistenti.

A differenza dei visori notturni, queste lenti non richiedono fonti di energia e offrono un’esperienza visiva fluida e confortevole. Sebbene la tecnologia sia ancora in fase sperimentale, i ricercatori sono ottimisti: le lenti potrebbero non solo aiutare chi ha problemi di vista, ma anche rivoluzionare il modo in cui interagiamo con lo spettro della luce invisibile. Si potrà vedere anche di notte, basandosi appunto sull’infrarosso.

Apriremo una nuova era della visione umana? Lo sapremo presto, ma sarebbe molto interessante poter vedere di notte.


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Il trucco navale cinese: una singola nave inganna i radar nemici apparendo come un’intera flotta.

Un gruppo di ricercatori cinesi ha messo a punto una tecnologia di guerra elettronica all’avanguardia, capace di trasformare una singola nave da guerra in un’illusione radar che sembra un’intera flotta.

In una simulazione condotta dal Beijing Research Institute of Telemetry, un missile antinave ha rilevato otto navi da guerra sui suoi schermi, ma in realtà si trattava di un solo vascello. Il segreto sta in quattro dispositivi di disturbo elettronico, i cosiddetti “1-bit jammers”, che generano segnali così realistici da ingannare anche i radar più avanzati, persino a grande distanza.

Lo studio, pubblicato il 28 febbraio sul Journal of Systems Engineering and Electronics, descrive questa tecnologia come “senza precedenti”. I jammers, molto più economici rispetto ai sistemi tradizionali, sfruttano un approccio innovativo: usano chip comparatori per convertire i segnali radar intercettati in impulsi digitali semplificati, registrando solo se le onde superano una soglia di voltaggio dinamica.

Questa semplificazione apparentemente rudimentale, ma efficace, permette di creare modelli di interferenza estremamente realistici e adattabili in tempo reale. Grazie ad algoritmi su misura, i quattro dispositivi lavorano in rete per generare “fantasmi” radar che possono coprire un intero campo di battaglia, simulando non solo singole navi, ma un intero ecosistema elettromagnetico.

“Con una modulazione precisa dell’array di jammers, possiamo creare scenari ingannevoli iper-realistici, scolpendo l’ambiente elettromagnetico al di là dei limiti della realtà fisica”, scrivono i ricercatori guidati da Hu Jijun. La chiave del successo sta nell’armonia dei segnali: regolando le soglie di voltaggio a frequenze specifiche, i jammers sfruttano interazioni non lineari per imitare non solo le firme elettromagnetiche delle navi moderne, ma anche l’ambiente circostante, rendendo l’illusione quasi perfetta.

Radar navale americano

I ricercatori ammettono l’esistenza di alcune limitazioni. I risultati derivano da simulazioni digitali controllate, non da test con missili reali, e il sistema potrebbe essere vulnerabile se i missili nemici fossero connessi in rete, condividendo dati in tempo reale. Poi la flotta fantasma esiste solo per i radar, non c’è in realtà, fisicamente, per cui l’osservazione satellitare, ad esempio, può vedere il bluff della flotta fantasma.

I disturbatori radar tradizionali normalmente utilizzanti spesso faticano a replicare le complesse firme elettromagnetiche delle navi moderne e richiedono un dispiegamento costoso e complesso. Al contrario, questa nuova tecnologia è non solo più economica, ma anche più agile, adattandosi dinamicamente alle condizioni del campo di battaglia.

Il team sta già guardando al futuro, lavorando per integrare l’intelligenza artificiale e altre tecnologie avanzate per migliorare le prestazioni dei jammers. “Questi sforzi garantiranno un vantaggio assoluto nella guerra elettronica”, affermano con decisione. Un’innovazione che potrebbe cambiare le regole della difesa navale, rendendo le flotte cinesi più sfuggenti e difficili da colpire, mentre i nemici inseguono ombre create ad arte.


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RISATE SOVRANE – Liberi dal debito con il Sire

Quando l’economia fa ridere (ma per davvero)

“L’economia è troppo complicata”, mi dicono. “Lascia perdere, è roba da esperti”.
E invece no. L’economia è come la vita: se non te ne occupi tu, lei si occuperà di te. E spesso, non con le carezze.

Per questo ho scritto Risate Sovrane: un libro ironico, colorato, scanzonato… ma anche tremendamente serio.
Perché l’economia riguarda tutti noi. Non è fatta solo di grafici, spread, e parole inglesi buttate a caso. È fatta di pane, affitti, lavoro, mutui, bollette e sogni. E anche di qualche incubo, se non capiamo bene come funziona.

E allora, com’è che funziona?

Io produco qualcosa, tu produci qualcos’altro. Ma se vogliamo scambiarci i nostri prodotti, ci serve un ponte: la moneta.
Il problema? Quel ponte lo costruiscono altri. E ce lo fanno pagare il pedaggio… con gli interessi.

Abbiamo lasciato il potere di creare denaro a soggetti privati che ce lo prestano… ma gliela dobbiamo restituire con gli interessi! Rendendoci schiavi del debito per tutta la vita. È un sistema in cui corri, corri, ma resti sempre sullo stesso posto. Come il criceto nella ruota.
Eppure, la soluzione è sotto il nostro naso: il denaro si crea con un click. È una convenzione. Possiamo usarlo per costruire benessere, non solo profitti per pochi.

E qui entri in scena tu

Con questo libro scoprirai che:

  • l’economia può essere umana: le persone prima dei profitti;

  • esiste il Sire, una moneta sovrana per il benessere di tutti, realizzabile già da domattina (sì, hai letto bene);

  • ridere è un atto rivoluzionario: perché se sei depresso non cambi il mondo, ma se ridi… forse sì;

  • il debito è una trappola e possiamo spezzarne le catene, insieme.

È un viaggio semiserio tra verità scomode e idee luminose. Con leggerezza, ironia, e una valigia piena di futuro.
Non servono più sacrifici. Servono consapevolezza, immaginazione… e una buona dose di risate.

Il libro esce il 16 maggio 2025

Ma se lo prenoti entro quella data, lo ricevi con uno sconto del 20%. Ecco il link magico:
👉 https://unmondopositivo.it/libri/2025-05-25_Fano_Libreria_Moneta_Positiva

2025-05-25_Fano_Libreria_Moneta_Positiva

E se vuoi sentire dalla mia voce tutto questo, il 25 maggio ti aspetto per la presentazione ufficiale a Fano, alla libreria Passaggi Libri e Caffè. Ci saranno le famose slide (quelle che parlano chiaro), una bella chiacchierata, e anche un po’ di “Un Mondo Positivo”, il mio libro gemello, più serioso ma altrettanto rivoluzionario.
Niente paura se sei lontano: ci sarà la diretta streaming, quindi nessuno resta escluso.

Cosa troverai nel libro?

  • Capitolo 1 – La caverna di Platone: perché siamo ancora lì, incatenati davanti a ombre (televisive) che ci fanno paura.

  • Capitolo 2 – L’inferno delle illusioni: come Dante, attraverseremo bugie economiche e illusioni finanziarie. Solo così si arriva al paradiso.

  • Capitolo 3 – Il purgatorio della consapevolezza: scopriamo come funzionano PIL, BES, sovranità monetaria e i nostri veri bisogni.

  • Capitolo 4 – Il paradiso del benessere: l’Italia ha tutto per stare bene. Scopriamo il Sire e le sue potenzialità concrete.

  • Capitolo 5 – Un mondo positivo: come si realizza, davvero, un futuro felice per tutti. Con un pizzico di sana follia.

Ogni sezione è breve, colorata, multimediale:
📱 c’è una slide per cominciare,
🎥 un QR Code per approfondire con un video serio,
😂 e in mezzo un tono ironico per farti sorridere mentre impari.

E sono anche in buona compagnia…

In questa piccola rivoluzione con il sorriso, mi accompagnano tre amici che da anni condividono questa avventura:

  • Alla prefazione, con “La tirannia della moneta” c’è Carlo Freccero, che di potere, media e manipolazione se ne intende parecchio.
  • In chiusura, due postfazioni d’eccezione: con “Una risata vi seppellirà” c’è Galileo Ferraresi e con “Sua Maestà il Sire” c’è Guido Grossi, che parlano di economia sovrana come altri parlano del meteo, con naturalezza e precisione.

Insomma, tre menti brillanti per un libro che vuole illuminare… ridendo.

In breve?

Con questo libro è impossibile restare ignoranti come certi politici.
E chissà, magari lo leggono anche loro…

Come diceva Margaret Mead:
“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini consapevoli e risoluti possa cambiare il mondo. In realtà, è sempre andata così.”

Fabio Conditi
Presidente dell’associazione Moneta Positiva
https://monetapositiva.it/
Movimento culturale “Un Mondo Positivo”
https://unmondopositivo.it
dove puoi trovare libri e corsi per diventare consapevole.
Documento sintetico sul Sire


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Alaska: un vulcano mette in allarme Anchorage Possibile una grande eruzione

L’Alaska Volcano Observatory (AVO) ha pubblicato un aggiornamento venerdì, affermando che il vulcano alto 11.000 piedi ha un livello di eruzione inferiore rispetto a quanto riportato all’inizio dell’anno, ma ha avvertito che l’evento è ancora possibile.

A marzo, l’AVO aveva lanciato l’allarme che il Monte Spurr avrebbe potuto eruttare nelle settimane successive, ma nell’ultimo mese la deformazione del terreno ha subito un rallentamento e la costa lungo il cratere non ha perso ghiaccio come sarebbe avvenuto se il magma fosse risalito in superficie.

Attività vulcanica e terremoti sul Monte Spurr (da AVO)

“La probabilità di un’eruzione è diminuita rispetto a marzo, ma il vulcano rimane in uno stato di elevata instabilità ed è ancora possibile che si verifichi un’eruzione esplosiva (o più eruzioni) come quelle avvenute nel 1953 e nel 1992”, ha comunicato l’AVO nell’aggiornamento.

“Ci aspettiamo di vedere settimane o più di attività sismica elevata che fornirebbe un preavviso di un’eruzione”.
Il Monte Spurr si trova a circa 110 km da Anchorage, dove vivono quasi 300.000 persone che si stanno preparando all’eruzione.

La popolazione locale si è affrettata a fare scorte di cibo e dispositivi di protezione nel caso in cui il vulcano eruttasse senza preavviso. Il pericolo principale è l’isolamento unito ai problemi che può causare la polvere vulcanica diffusa dall’esplosione, da cui la corsa agli strumenti di protezione.

Se l’eruzione dovesse verificarsi, il Monte Spurr emetterebbe diversi pennacchi di cenere che potrebbero raggiungere i 15 mila metridi altezza, ha dichiarato Matt Haney, scienziato responsabile dell’AVO presso l’US Geological Survey (USGS), al DailyMail.com.

Ogni episodio esplosivo con produzione di cenere durerebbe dalle tre alle quattro ore e la nube risultante potrebbe ricoprire la città di Anchorage e altre comunità vicine con uno spesso strato di polvere.

L’eruzione produrrebbe anche frane distruttive e valanghe di detriti vulcanici che scenderebbero lungo il fianco del vulcano a oltre 200 miglia all’ora, “ma fortunatamente non ci sono comunità in quel raggio che potrebbero essere colpite”, ha detto Haney.

Eruzione del 1992 del Monte Spurr (facebook)

Sebbene l’AVO abbia affermato che la probabilità di un’eruzione è diminuita, il numero di terremoti è rimasto costante per tutto il mese di aprile.

L’attività sismica è dovuta al magma che sale in superficie, causando stress e crepe nella roccia circostante.
L’AVO ha effettuato due voli sul vulcano questa settimana, uno dei quali, il 23 aprile, non è stato in grado di misurare le emissioni di gas a causa del forte vento.

Ma il volo di mercoledì ha permesso all’equipaggio di controllare il Monte Spurr, rilevando vapore proveniente dai condotti vicino alla cima e dal lago craterico. “Non sono stati osservati cambiamenti significativi sulla superficie del Crater Peak“, ha affermato l’AVO.

”I dati relativi al gas rilevati durante il volo sono ancora in fase di elaborazione, ma i tassi di emissione sembrano sostanzialmente simili o leggermente inferiori a quelli misurati a marzo”.

L’AVO ha osservato che “il vapore dalla cima continua a essere visibile nelle immagini delle webcam durante i periodi di condizioni di visibilità chiara”.

“L’AVO continua a monitorare attentamente l’attività del Monte Spurr alla ricerca di segnali che indichino che il vulcano si sta avvicinando a un’eruzione utilizzando stazioni sismiche, infrasoniche e GNSS (GPS) locali, webcam, misurazioni di gas dall’aria e da satellite, infrasuoni regionali, reti di rilevamento dei fulmini e immagini satellitari”, ha comunicato l’agenzia.

Eruzioni precedenti hanno portato anche alla chiusura dell’aereoporto internazionale di Anchorage per alcuni giorni.


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Triestre festeggia con il nuovo grande contratto a Fincantieri, il più grande cantiere per Navi da Crociera al mondo

Per fortuna, ogni tanto, ci sono delle buone notizie: la Fincantieri ha confermato di aver firmato un Memorandum of Agreement (MoA) con TUI AG per la progettazione e la costruzione di due nuove navi da crociera per il marchio Marella Cruises.

Il costruttore navale triestrino  ha definito l’accordo “molto importante”, anche perché il valore è di oltre due miliardi di euro.

Le navi, che saranno consegnate nel 2030 e nel 2032, saranno progettate specificamente per il mercato inglese e avranno un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, con un design raffinato, materiali di alta qualità e una varietà di alloggi spaziosi, ha dichiarato Fincantieri.

“Siamo orgogliosi di accogliere Marella Cruises come nuovo cliente e di supportare la sua visione nell’ingresso nel segmento delle nuove costruzioni”, ha dichiarato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri.

Questo accordo testimonia la capacità di Fincantieri di stringere partnership strategiche con una base di clienti in espansione, rafforzando la nostra visibilità a lungo termine e garantendo un alto livello di saturazione della capacità dei nostri cantieri”.

“Il progetto riunirà le nostre competenze in materia di progettazione navale, innovazione e sostenibilità per fornire navi che soddisfino le aspettative in continua evoluzione dei moderni crocieristi.”

Cantiere navale Fincantieri

Fincantieri, la regina delle navi da crociera

Anche se il fatto non ottiene il risalto che meriterebbe, Fincantieri è il primo cantiere navale al mondo per costruzione di navi da crociera, seguito dai finlandesi di Meyer Turku.

Dal 1990 ben 100 grandi navi sono state costruite nei cantieri italiani, il tutto per le maggiori linee di crociera mondiali, da MSC, a Carnival, a P&O, a Holland alla Cunard Lines. Una nave da crocierà è un prodotto di grandissima complessità, che richiede 135 mila ore di prgettazione e 2 milioni di ore per la sua realizzazione.

Questa attività inoltre muove un enorme indotto fatto di design, arredamento, servizi, attività tecniche complesse anche collegate alle progettazione e alla realizzazione di tutti i comfort e divertimenti offerti ai crocieristi. La ricaduta di questi contratti è quindi enorme per tutta l’Italia e per il Friuli Venezia Giulia.


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Antartide: il disstacco di un grande Iceberg rivela un nuovo mondo marino

Un evento straordinario ha permesso agli scienziati di esplorare una zona dell’Antartide precedentemente inaccessibile. Il 13 gennaio 2025, un iceberg imponente, grande quanto la città di Chicago, si è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Giorgio VI, una delle enormi distese di ghiaccio galleggianti collegate alla calotta glaciale della Penisola Antartica.

Ricercatori si imbattono nella scoperta durante una spedizione casuale

Un gruppo di ricercatori dello Schmidt Ocean Institute statunitense si trovava casualmente nel Mare di Bellinghausen quando l’iceberg, lungo circa 30 chilometri, si è staccato nelle vicinanze. Questo evento ha portato alla scoperta di una vasta area marina di circa 510 chilometri quadrati nell’Oceano Antartico, rimasta nascosta sotto la calotta glaciale per decenni, se non secoli. Ciò che è emerso ha sorpreso notevolmente gli scienziati.

Scoperto un ecosistema gigantesco e sconosciuto sotto la piattaforma di ghiaccio

Fino a poco tempo fa, si sapeva pochissimo degli habitat che si trovano sotto le piattaforme di ghiaccio galleggianti dell’Antartide. Nel 2021, ricercatori del British Antarctic Survey avevano segnalato per la prima volta tracce di vita sui fondali sotto la piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne, nel Mare di Weddell meridionale. Tuttavia, i risultati ottenuti ora vanno ben oltre queste precedenti scoperte.

La dott.ssa Patricia Esquete del Center for Environmental and Marine Studies (CESAM) e della Facoltà di Biologia (DBio) dell’Università di Aveiro, in Portogallo, co-leader della spedizione, ha dichiarato: “Non ci aspettavamo di trovare un ecosistema così bello e fiorente. A giudicare dalle dimensioni degli animali, le comunità che abbiamo osservato esistono da decenni, forse persino secoli”.

Durante otto giorni di esplorazione dei fondali marini, il team di ricerca ha scoperto ecosistemi rigogliosi fino a una profondità di 1.300 metri.

Cosa è stato trovato sotto la banchisa

Hanno osservato grandi coralli e spugne che ospitano una varietà di animali, tra cui pesci del ghiaccio, granchi ragno giganti e polpi. Questa scoperta fornisce nuove informazioni sul funzionamento degli ecosistemi che si trovano sotto le parti galleggianti della calotta glaciale antartica, come sottolineano i ricercatori.

Biodiversità sorprendente e potenziale scoperta di nuove specie

Secondo il sito web dello Schmidt Ocean Institute, il team è rimasto particolarmente sorpreso dalla biodiversità degli ecosistemi. Le prime valutazioni suggeriscono che potrebbero essere state scoperte diverse nuove specie.

Si spera che questa scoperta porti a una migliore comprensione dei meccanismi e del comportamento passato degli ecosistemi antartici. Il funzionamento dell’approvvigionamento idrico in queste aree, alcune delle quali sono state coperte per secoli da uno strato di ghiaccio spesso 150 metri e private dei nutrienti di superficie, era finora poco conosciuto. I ricercatori potrebbero anche ottenere nuove informazioni sui cambiamenti climatici e sui loro effetti.

Un polipo trovato sotto la banchisa

È importante notare che i ricercatori avvertono che il crescente scioglimento dei ghiacci potrebbe avere gravi conseguenze sulla corrente oceanica più potente del mondo.

Implicazioni importanti per le previsioni climatiche future

Sasha Montelli dell’University College di Londra (UCL), Regno Unito, capo della spedizione, ha affermato: “La perdita di ghiaccio dalla calotta glaciale antartica è uno dei principali fattori che contribuiscono all’innalzamento del livello globale del mare. Il nostro lavoro è fondamentale per collocare i recenti cambiamenti in un contesto a lungo termine e migliorare la nostra capacità di prevedere i cambiamenti futuri, previsioni che possono fungere da base per interventi politici attuabili. Senza dubbio otterremo nuove intuizioni mentre continuiamo ad analizzare questi dati importanti”.

I ricercatori al lavoro

Nell’ottobre 2023, gli scienziati avevano espresso preoccupazione per il fatto che oltre il 40 percento delle piattaforme di ghiaccio antartiche si fosse ridotto negli ultimi 25 anni, il che potrebbe accelerare l’innalzamento del livello del mare. Per ora però il rialzo dei mari è stato minimo, anzi centinaia di isole del Pacifico sono diventate più grandi.


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Dipartimento per la Sicurezza Nazionale USA toglie lo status di protezione a 530 mila migranti

Più di 530.000 immigrati che sono entrati negli Stati Uniti nell’ambito del programma di libertà condizionata umanitaria dell’ex amministrazione Biden vedranno revocato il loro status legale alla fine del mese prossimo, secondo quanto comunicato dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS) il 21 marzo.

Il segretario del DHS, Kristi Noem, ha dichiarato nella nota che il dipartimento porrà fine al programma biennale di libertà condizionata, noto come programma CHNV, lanciato nel 2022 dall’allora presidente Joe Biden per consentire l’ingresso di persone provenienti da Cuba, Haiti, Nicaragua e Venezuela, che avevano sponsor statunitensi.

Noem ha dichiarato che il DHS revocherà lo stato di libertà condizionata di questi immigrati il 24 aprile, o entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso nel Registro federale. La pubblicazione ufficiale dell’avviso è prevista per il 25 marzo.

Kristi Noem, Segretaruo al DHS

“Gli immigrati in libertà vigilata che non hanno una base legale per rimanere negli Stati Uniti in seguito alla revoca dei programmi di libertà vigilata CHNV devono lasciare gli Stati Uniti prima della data di revoca della loro libertà vigilata”, ha dichiarato la Noem.

L’avviso afferma che Noem può porre fine alla libertà condizionata se stabilisce che “né ragioni umanitarie urgenti né un beneficio pubblico significativo giustificano la permanenza dello straniero negli Stati Uniti” o quando “lo scopo per cui è stato autorizzato è stato raggiunto”.

Biden ha lanciato il programma di libertà condizionata CHNV per i venezuelani nell’ottobre 2022 per ridurre gli attraversamenti illegali delle frontiere facendo arrivare gli immigrati idonei direttamente negli Stati Uniti. Il programma è stato ampliato nel gennaio 2023 per includere gli immigrati provenienti da Cuba, Haiti e Nicaragua.

Il programma consente l’ingresso negli Stati Uniti di un massimo di 30.000 immigrati provenienti da questi quattro Paesi ogni mese, a condizione che soddisfino determinate condizioni, tra cui quella di avere uno sponsor negli Stati Uniti che fornisca loro un sostegno finanziario.

Venezuelani negli USA

Secondo l’avviso del DHS, dal 2022 circa 532.000 immigrati sono stati autorizzati a entrare nel Paese nell’ambito del programma CHNV, ma non è chiaro quanti siano ancora in possesso di uno status valido.

Nell’agosto del 2024, l’amministrazione Biden ha sospeso il programma di libertà condizionata dopo che le autorità hanno scoperto informazioni fraudolente in migliaia di moduli di richiesta presentati dagli sponsor.

Un rapporto interno dei Servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha scoperto che gli sponsor avevano utilizzato numeri di previdenza sociale falsi, numeri di previdenza sociale di persone morte e numeri di telefono falsi. Tutto per far entrare i migranti.

Più tardi, nello stesso anno, l’amministrazione Biden ha impedito ai beneficiari della libertà condizionata CHNV di estendere il loro status legale, ma ha continuato ad accettare nuove domande per il programma di libertà condizionata.

Migranti Haitiani

Dopo essersi insediato il 20 gennaio, il presidente Donald Trump ha firmato diverse azioni esecutive per scoraggiare e prevenire l’immigrazione clandestina, tra cui l’aumento delle deportazioni e la cessazione del servizio CBP One app, istituito dall’amministrazione Biden per consentire a coloro che non hanno documenti d’ingresso legali di fissare appuntamenti ai porti d’ingresso degli Stati Uniti.

A seguito dell’ordine di Trump, il segretario del DHS ad interim Benjamine Huffman ha emanato una direttiva per porre fine “all’ampio abuso della libertà condizionata umanitaria” e per eliminare gradualmente tutti i programmi di libertà condizionata che non si allineano alla politica di Trump.

L’amministrazione Biden-Harris ha abusato del programma di parole umanitarie per permettere indiscriminatamente a 1,5 milioni di migranti di entrare nel nostro Paese”, ha dichiarato Huffman il 21 gennaio. “Tutto questo è stato fermato il primo giorno dell’amministrazione Trump”.

Karen Tumlin, fondatrice e direttrice del Justice Action Center (JAC), un’organizzazione no-profit che difende i diritti degli immigrati, ha definito la mossa dell’amministrazione Trump di porre fine al programma CHNV “sconsiderata” e “crudele”.

Tumlin ha dichiarato in un comunicato che l’improvvisa revoca da parte del DHS dello status legale dei beneficiari del programma CHNV potrebbe causare “inutile caos e strazio per le famiglie e le comunità di tutto il Paese”.
“Il Justice Action Center continuerà a stare al fianco dei beneficiari e dei loro sponsor per proteggere la libertà condizionata umanitaria in tribunale, dove difenderemo la libertà condizionata umanitaria lunedì alle 11.00 a Boston”, ha dichiarato Tumlin.
Il JAC rappresenta un gruppo di beneficiari, sponsor e l’Haitian Bridge Alliance in un’azione legale presentata contro l’amministrazione Trump il 28 febbraio, in cui si contesta la cessazione del programma di parole umanitarie e gli sforzi per bloccare tutte le domande pendenti.


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Gli Atti di Biden? Tutti firmati dall’Autopen. Trump non pensa siano validi

Una decina di giorni dopo che l’Oversight Project della Heritage Foundation ha rivelato che quasi tutti i documenti che portavano la firma dell’ex presidente Biden durante il suo primo mandato erano stati firmati da un’autopen – tranne  uno– ci si è chiesti se gli ordini esecutivi e gli indulti potessero essere considerati non validi: questi ordini non sono stati firmati dal presidente, ma da una specie di robot, che ne imita la firma, di cui potete vedere un esempio dui sotto.

L’autopen non è altro che un meccanismo che, programmato inizialmente, imita la firma predisposta. Uno strumento già usato in passato, ma Biden ha firmato personalmente pochissimi documenti, soprattutto nelle sue fasi finali della presidenza. Nell’ultimo anno solo la rinuncia alla candidatura  presidenziale è stata firmata da lui.

Notiamo che Trump firma pubblicamente quasi tutti gli ordini esecutivi di persona, anzi ne fa un’occasione di comunicazione, in modo molto astuto, sepsso commentandoli. Nessuno potrebbe negare che si tratti di lui.

Si può dire lo stesso degli ordini esecutivi del precedecessore? Nel corso della scorsa notte, il Presidente Trump ha dichiarato che gli indulti dell’undicesima ora, compresi quelli concessi ai membri del Congresso che hanno indagato sull’insurrezione del 6 gennaio, erano “nulli, vacanti e privi di ulteriore forza o effetto, a causa del fatto che sono stati fatti tramite autopen”. Alcuni di questi condoni dell’ultimo minuto includono personaggi del Deep State, come l’ex rappresentante Liz Cheney, il generale in pensione Mark Milley e lo scienziato governativo Anthony Fauci.
I “condoni” che Joe Biden, addormentato, ha concesso al Comitato di delinquenti politici non selezionati, e a molti altri, sono con la presente dichiarati VUOTI, VUOTI, E NON PIU’ FORZA O EFFETTO, a causa del fatto che sono stati fatti con l’autopen”, ha scritto Trump su Truth Social nella tarda serata di domenica.
Il presidente ha proseguito: “In altre parole, Joe Biden non li ha firmati ma, soprattutto, non ne sapeva nulla! I necessari documenti di grazia non sono stati spiegati a Biden, né da lui approvati. Non ne sapeva nulla, e le persone che l’hanno fatto potrebbero aver commesso un crimine”.

Ha poi aggiunto che i membri della commissione della Camera sono “soggetti a indagini ai massimi livelli”…

Pertanto, coloro che fanno parte della commissione Unselect, che hanno distrutto e cancellato TUTTE le prove ottenute durante i due anni di caccia alle streghe nei miei confronti e in quelli di molte altre persone innocenti, dovrebbero comprendere appieno che sono soggetti a indagini al più alto livello”. Il fatto è che probabilmente sono responsabili dei documenti che sono stati firmati a loro nome senza la conoscenza o il consenso del peggior presidente della storia del nostro Paese, il corrotto Joe Biden!”.

Trump ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One nella tarda serata di ieri: “Non è una mia decisione – questo spetterà a un tribunale – ma direi che sono nulli e non validi, perché sono sicuro che Biden non aveva idea che stesse avvenendo, e che qualcuno stesse usando una penna automatica per firmare e dare la grazia”.

Quindi si preparano tempi duri per coloro che, grazia all grazia di Biden, pensavano di essersela cavata


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Scenari Economici nel ricordo dell’Avvocato Andrea Arman e di Mario Zambon

Ci lasciano due comuni eroi moderni, senza clamore, così come in questi anni in difesa di migliaia di risparmiatori traditi di tutta Italia, l’Avvocato Andrea Arman e Mario Zambon.
Scomparsi nel giro di pochi giorni, Scenari Economici vuole ribadire la stima per due persone che assieme agli altri fondatori delle associazioni dei risparmiatori traditi si sono spesi dedicando anima e corpo alla causa che nessuno in Italia immaginava che avrebbe potuto trovare successo.
E invece così è stato: la lunga battaglia ha visto prevalere i diritti dei risparmiatori, incappati nella fraudolenta condotta delle banche venete.
Tutto questo grazie a manipoli di pochi cittadini che tra la provincia di Vicenza e quella di Treviso, in particolare, hanno saputo catalizzare attorno ai principi di equità e di giustizia, migliaia di famiglie che erano state inizialmente abbandonate dalle banche, dallo Stato e dall’Unione Europea.

Due persone perbene che del coraggio e della generosità hanno fatto la propria indole, dando prova quotidianamente di dedizione ai valori della libertà e dei diritti del cittadino, senza lesinare neanche un minuto ai tantissimi che chiedevano aiuto.

Un pensiero particolare va alle famiglie e ai compagni di ventura che li hanno affiancati instancabilmente; in particolare a Daniele Marangoni e Luigi Ugone co-fondatori dell’Associazione, Noi che credevamo della Banca Popolare di Vicenza; a cui vanno le condoglianze di tutta la redazione e della grande famiglia dei lettori di scenarieconmici.it.

Mario Zambon e Andrea Arman verranno ricordati come due comunissimi eroi moderni, capaci di sfidare e di battere il potere prepotente di cui in tanti in Italia si lamentano, ma che ben pochi hanno il coraggio di affrontare.

Loro lo hanno saputo fare con la pacatezza e col sorriso sulle labbra che è solo dei forti; ricordando a noi e a migliaia di risparmiatori ristorati di parte delle perdite, che chi combatte può perdere, ma chi non combatte ha già perso in partenza.


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