S. Mele: “In cloud nazionale anche PMI strategiche per gli asset del Paese”

Per ridurre e mitigare gli attacchi informatici agli asset critici e strategici del Paese non sarà risolutivo fortificarli con il Polo Strategico Nazionale (PSN), ma è necessario pensare, ora, a una soluzione per evitare un potenziale ‘cavallo di Troia’, che può essere rappresentato, senza volerlo, dalle tante PMI che lavorano per le infrastrutture critiche dell’Italia, per esempio nei settori: energetico, bancario e finanziario, sanitario, delle telecomunicazioni, dei trasporti, delle infrastrutture digitali. 

Per risolvere il problema dell’anello debole non protetto all’interno nella filiera della cybersecurity, Stefano Mele, partner presso Gianni&Origoni, responsabile del dipartimento di cybersecurity law e co-responsabile del dipartimento privacy, ha lanciato, nel corso della 4^ edizione di 5G Italy, l’idea di estendere il PSN proprio alle PMI che lavorano per gli asset nazionali pregiati.

L’intervista a Stefano Mele sul cloud nazionale anche per le PMI

Key4biz. Perché ha lanciato questa proposta?

Stefano Mele. Le PMI rappresentano per l’Unione europea e ancor più per l’Italia una risorsa di inestimabile valore. I dati ufficiali del 2020 evidenziano come all’interno dei confini europei operino poco più di 21 milioni di micro, piccole e medie imprese, le quali producono il 53% della ricchezza e rappresentano ben il 99,8% delle società non finanziarie presenti nell’UE a 27 Stati. Inoltre, il 93% del numero complessivo delle PMI è formato in realtà da micro-PMI, ovvero indicativamente da quelle imprese che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. 

In Italia il dato è ancora più interessante. Con oltre 3 milioni e mezzo di PMI operanti nel 2020 (la quasi totalità delle quali classificabili come micro-PMI), questo settore produce il 64,3% della ricchezza del nostro Paese, attestandosi su una percentuale del 99,9% delle società non finanziarie presenti all’interno dei nostri confini. 

Key4biz. Quindi?

Stefano Mele. Anche solo dalla semplice lettura di questi dati, quindi, si può ben comprendere quanto fondamentale sia oggigiorno il tema della cybersecurity per la stabilità e la crescita di questo settore. Questo è vero, a maggior ragione, se riflettiamo anche su quanto siano sempre più rilevanti le PMI per le attività e il business dei grandi gruppi industriali, compresi quelli che prestano un servizio essenziale per gli interessi dello Stato (come, ad esempio, coloro che operano nei settori energetico, bancario e finanziario, sanitario, delle telecomunicazioni, dei trasporti, delle infrastrutture digitali, ecc.).

Nonostante ciò – e sono queste le ‘dolenti note’ –, nel corso degli ultimi dieci anni, la quasi totalità delle PMI non hanno investito nel settore della cybersecurity le risorse economiche utili a far fronte alla trasformazione digitale della società e al maggior livello di responsabilità richiesto. Questa situazione ha provocato oggi l’assenza nelle PMI di processi interni per la sicurezza realmente coerenti ed efficienti, la mancanza di professionisti specializzati all’interno delle loro strutture e, in sostanza, la carenza di quella giusta sensibilità e cultura nel settore della sicurezza cibernetica indispensabili per affrontare tutte le sfide odierne. 

Il risultato è che, da alcuni anni, le statistiche fotografano un panorama davvero preoccupante, in cui le PMI sono colpite da attacchi cibernetici di ogni genere – dallo spionaggio industriale e statale, fino agli attacchi ransomware – senza che se ne parli o che si cerchi di trovare delle soluzioni al problema realmente realizzabili, adeguate e soprattutto efficaci su ampia scala. Tutto ciò, ancora una volta, nonostante la rilevanza delle PMI sia sul piano economico, che nell’ecosistema di protezione dalle minacce cibernetiche degli asset nazionali “pregiati”.

Key4biz. Quale soluzione suggerisce per provare a risolvere questo problema?

Stefano Mele. Il governo, di recente, ha finalmente avvertito l’esigenza di affrontare in maniera seria un altro tema importantissimo: quello della sicurezza delle informazioni, delle reti, dei servizi e dei sistemi informatici della pubblica amministrazione italiana. Lo ha fatto, anzitutto, ponendo le basi di questo (inevitabilmente lungo) processo, ovvero elaborando e pubblicando la “Strategia Cloud Italia”.

Come si legge nel documento, questa strategia ha tra i suoi principali obiettivi quello di creare il Polo Strategico Nazionale (PSN), ovvero un’infrastruttura nazionale deputata ad erogare i servizi cloud per la pubblica amministrazione italiana, assicurando le più alte garanzie in termini di affidabilità, resilienza e indipendenza tecnologica.

La mia idea è che questa infrastruttura debba diventare quanto prima anche il “Cloud Nazionale per le PMI”: uno “spazio virtuale distribuito”, accessibile attraverso il pagamento di un contributo economico differente rispetto al livello di servizio richiesto, dove questo genere di imprese possano usufruire di default di un livello alto di sicurezza per i loro dati, i loro servizi e le loro infrastrutture tecnologiche. 

Infatti, se nel settore della cybersecurity il problema principale finora riscontrato per le PMI – così come per le pubbliche amministrazioni – è quello di un’incapacità nel riuscire a sostenere gli investimenti economici utili a mitigare quanto più possibile i rischi di attacchi cyber sempre più complessi e invasivi, l’unica soluzione efficiente e davvero scalabile appare essere, allora, quella di creare un “ambiente esterno” in cui sia il governo a garantire quelle caratteristiche di affidabilità, resilienza e indipendenza tecnologica oramai imprescindibili. 

La creazione di un “Cloud Nazionale per le PMI” appare quanto mai utile e, anzi, assolutamente urgente soprattutto per quelle PMI che già oggi supportano – in qualità di ‘terze parti’ – i grandi gruppi industriali soggetti ai numerosi obblighi normativi in materia di cybersecurity a livello europeo (es., Direttiva NIS) e nazionale (es., Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica), ovvero per quelle PMI che presto saranno incluse nell’orbita degli adempimenti della c.d. “Direttiva NIS 2”. Pertanto, il progetto pilota potrebbe partire e riguardare proprio questo sottoinsieme di PMI, per poi estendersi a tutto il settore, una volta verificatane la bontà.

Del resto, non è certamente un caso che la nuova strategia in materia di cybersecuritydell’Unione europea (“The EU’s Cybersecurity Strategy for the Digital Decade”) si focalizzi anche sulla sicurezza delle PMI, prevedendo nel quadro dei finanziamenti pluriennali 2021-2027 del Digital Europe Programme e di Horizon Europe ben 2 miliardi di euro proprio per il loro sostegno nel settore della sicurezza cibernetica, a cui si andranno ovviamente ad aggiungere gli investimenti degli Stati membri e dell’industria.

Key4biz. A chi spetterebbe la responsabilità di questo progetto?

Stefano Mele. Il governo dovrebbe affidare questo progetto alla neonata Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Nella sua veste di Autorità nazionale per la cybersicurezza, infatti, è a questa agenzia che spetta il compito di promuove la realizzazione di azioni comuni dirette ad assicurare la sicurezza e la resilienza cibernetica per lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni.

Peraltro, sempre all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) è affidato il compito di partecipare e supportare – come Centro nazionale di coordinamento – le attività del “Centro Europeo di Competenza per la Cibersicurezza nell’ambito Industriale, Tecnologico e della Ricerca”, che ha, tra i suoi numerosi compiti, proprio quello di sostenere le PMI nel settore della cybersecurity e promuovere ogni azione utile per contribuire a colmare il loro divario di competenze.

Key4biz. Infine, qual è il suo auspicio?

Stefano Mele. Il mio auspicio è che il governo Draghi e la politica tutta comprendano quanto prima il ruolo centrale della digitalizzazione e della cybersecurity nella “vita” di tutte le PMI italiane.

In tal senso, la creazione di un “Cloud Nazionale per le PMI” aiuterebbe in maniera tangibile questo settore non solo nella sua crescita, ma anche nel processo di supporto alle attività e al business dei grandi gruppi industriali e delle principali pubbliche amministrazioni. 

Ciò, peraltro, permetterebbe anche di centrare fin da subito uno dei più importanti obiettivi strategici nel settore della cybersecurity pianificati dall’Unione europea nella sua nuova strategia.

La videointervista di Stefano Mele al 5G Italy

[embedded content]

https://www.key4biz.it/s-mele-in-cloud-nazionale-anche-pmi-strategiche-per-gli-asset-del-paese/385320/




Entrepreneurs Working From Home Should Upgrade Their Router

Disclosure: Our goal is to feature products and services that we think you’ll find interesting and useful. If you purchase them, Entrepreneur may get a small share of the revenue from the sale from our commerce partners.

Entrepreneurs — especially new ones — are no strangers to challenges. But in this remote working world, some of those challenges have gotten a little different. Perhaps the biggest hurdle for any entrepreneur working from home? Your internet.

FlashRouters

Make sure you have the speed and security you need with the enterprise-level FlashRouter Netgear R6400 DD-WRT VPN Privacy Router. It’s on sale for nearly 20 percent off. 

FlashRouter’s Netgear R6400 DD-WRT VPN Privacy App is a wireless network centerpiece that gives you the power to upgrade your Wi-Fi network for the latest Wireless-AC devices, while providing full support for Wireless-G and Wireless-N legacy devices. It’s an outstanding upgrade for anyone who works on their mobile device a lot, the company says. Same goes for browsing via laptops and desktops.

The three external antennas handle browsing, streaming, and anything in between with ease. And with a powerful 1GHz dual-core processor, it’s uniquely suited to VPN users looking to encrypt and decrypt their data. It’s compatible with all ISPs and offers custom firmware upgrade on-demand to give you enterprise-level networking features at a consumer price should you need. Plus, it’s extremely easy to use, set up, and get support from a U.S.-based tech service team, the company says. With the FlashRouter’s privacy app, you can even get simplified and controlled VPN service connectivity, so you won’t have to futz around with any complicated software or connections.

Upgrade your home internet connection to something that makes sense for the power and privacy your business needs. It’s a one-time investment that will pay dividends in performance over time. For a limited time, you can get the FlashRouter Netgear R6400 DD-WRT VPN Privacy Router for 19 percent off $274 at just $219.99. The VPN isn’t included, but you’ll have all the support you need for any existing or future VPN service you use.

Prices are subject to change.

https://www.entrepreneur.com/article/401088




Chilean startup Camel Secure extends its solutions to Latam

This article was translated from our Spanish edition using AI technologies. Errors may exist due to this process.

You’re reading Entrepreneur United States, an international franchise of Entrepreneur Media.

A report prepared by Schneider Electric during September 2021 indicated that, this year, 60% of companies in the region will invest in digitization, a number that will rise to 75% by 2023. This growing interest of companies to get on The digital transformation train brings with it great opportunities, but also dangers that can generate mistrust in organizations.

Cortesía

It is in this context that Camel Secure, specialized in cybersecurity, was born in 2018 in Chile. The startup was created by Fabián Rodríguez and Luis Montenegro who began to work on the idea of a security system at the level of large companies in the world.

After several months of intense work, they began delivering their services in Chile, and then expanding and making their way also in Panama, Colombia, Mexico -among other countries in the region-, after raising 2 million dollars in two rounds of investment.

How did they achieve their rapid growth?

“Today the most common cyberattacks in the region at a business level are those related to ransomware and at a personal level, phishing. The increase in online purchases or operations in supposed fintech, as well as the rapid expansion of telecommuting have opened possibilities for “hackers”, who were previously more difficult to transfer, ”explains Fabián Rodríguez, CEO of Camel Secure.

This is where one of the solutions developed by this company dedicated to cybersecurity appears. It is Camel 360 , a real-time, business-focused technology risk management platform.

And, the second development is Camel Vulnerability Manager and which is aimed at discovering, visualizing and managing the technological vulnerabilities of organizations from the perspective of the company, allowing the discovery and administration of the client’s IT infrastructure, as well as analyzing and managing their vulnerabilities.

“Camel Secure seeks to be a fundamental support in the management of cybersecurity and technological risk of its clients. The impact on customers is very high, since we make them know the state of their company, that they can be proactive regarding their risk, making appropriate decisions before any problem or attack occurs. In addition, Camel helps them to organize the information that different platforms give them, and also to comply with the regulations that require them depending on their field, ”says its CEO.

It is in this sense that they define themselves as the ‘Google Analytics of cybersecurity’, since their software is capable of concentrating all the information necessary to improve procedures, decision-making and also help customers through their partners.

Cybersecurity concepts must be democratized

According to a study prepared by March and Microsoft, more than 30% of LATAM companies perceived a 31% increase in cyberattacks as a consequence of the new social and labor regulations implemented during the pandemic, with the industries most susceptible to attacks: finance, mining, retail, government and health. However, the most worrying thing is that more than 40% of companies in different sectors still do not have cybersecurity mitigation and evaluation plans.


Photo: Courtesy

“The concepts of cybersecurity must be democratized, since the threat is everywhere, not only in companies, but also in homes and in the usual behavior of people, especially today that technology is so part of our day to day, ”says Rodríguez.

But can cyberattacks be prevented? “One of the factors that cybercriminals take into account when attacking are the control and automation systems that companies have. If their equipment and software are obsolete, the chances of being victims grow considerably, compared to those that have a stable risk assessment and management system ”, says the founder of Camel Secure.

Looking to 2022

Given the good reception in the cybersecurity market, the startup intends to expand even more throughout the region, mainly in countries such as Mexico, Brazil and the USA (this year they will open an office in Florida, USA), and achieve a turnover by 2022 about USD 30MM. Camel Secure currently has 40 clients, mainly through its two products, specialized in technological risk management and in strengthening the cybersecurity of companies.

https://www.entrepreneur.com/article/400036




See the passwords that you should never use for your security

This article was translated from our Spanish edition using AI technologies. Errors may exist due to this process.

You’re reading Entrepreneur United States, an international franchise of Entrepreneur Media.

Cybersecurity is an aspect that must always be taken care of, especially in this era in which users carry out a good part of their activities through platforms and applications , from which it can be easy for cybercriminals to extract information .

depositphotos.com

One of the activities to which special care must be taken is the creation of passwords to access the profiles or accounts of the various platforms. According to figures from the World Economic Forum , up to $ 6 million has been lost so far in 2021 due to the theft of information. In addition, Mexico ranks second in cyberattacks .

For its part, the firm Nordpass , which is dedicated to password management, carried out a study around the world in which it analyzed the most common passwords in more than 50 countries, considering factors such as gender.

They found that the most used words to create passwords are:

  • User names
  • One direction
  • Liverpool
  • Car brands like Ferrari and Porsche
  • Big words, especially men
  • Dolphin
  • Phrases like iloveyou
  • Sports names like Hockey
  • Band names like Metallica or Slipknot

The easiest passwords to crack in Mexico

The Nordpass study in Mexico found that the most common and easiest passwords for cybercriminals to crack are:

  • Sequences of numbers that can go from 1 to 4 or 1 to 9: 123, 1234, 12345, 123456789, abc123
  • Words like hello, mexico, america, password, qwerty, chivas
  • Names of people like Alejandro, Carlos, Alejandra, Estrella and Daniel

It may interest you: Senate proposes Cybersecurity Law: Mexico ranks 52 on the list of countries most vulnerable to cyber attacks

How to create and maintain more secure passwords?

Institutions such as the Information Security Coordination of the UNAM give some tips to keep passwords safe and, therefore, user information , among these:

  • Do not recycle or reuse passwords
  • Do not use the same password for all accounts
  • Do not take back elements of existing passwords, such as numbers and words for the creation of new passwords
  • Do not write passwords on pieces of paper that can be seen by other people
  • Do not write passwords in the last pages of the notebooks, it is one of the most predictable places to write down passwords and therefore easier to find
  • Do not share passwords with anyone no matter how much trust there is
  • Use tools like two-step authentication to reduce the risk of a cyber attack.
  • Lock devices such as computers and cell phones when not in use

For its part, Nordpass recommends some actions to create more secure passwords :

  • Create passwords of at least 12 characters and combine uppercase and lowercase letters, numbers and symbols.
  • Password generators are a good option for creating complex passwords.
  • Change passwords every 90 days to keep accounts safe and secure from cybercriminals.
  • Periodically evaluate the status of passwords.
  • Identify weak, reused, or old passwords and strengthen online security by creating new passwords.
  • Use a password manager to store and access passwords securely.

It may interest you: Cybersecurity Checklist to protect your online business: a priority for MSMEs in their post-COVID digital transformation

https://www.entrepreneur.com/article/398146




How to Help Protect Your Identity by Utilizing Next-Level Security Over Your Credit Report

Disclosure: Our goal is to feature products and services that we think you’ll find interesting and useful. If you purchase them, Entrepreneur may get a small share of the revenue from the sale from our commerce partners.

You’re reading Entrepreneur United States, an international franchise of Entrepreneur Media.

If you aren’t concerned about where and how your personal information is being gathered across the web, then you definitely aren’t paying attention. In just the last several days, data breaches revealed against organizations like global IT giant Accenture and 3-D printing site Thingiverse compromised account information from literally millions of their customers. And that’s just in a matter of days.

Aura

Then there’s what those companies do when you aren’t looking. Over 95 percent of Americans say they’re worried about businesses collecting and selling their personal information without permission. Another 80 are concerned about businesses accessing the data they share on social media platforms. However, barely half say they’re actually looking for new ways to protect their personal data. 

Everybody is worried. Yet many aren’t doing anything about it. And when it comes to financial details and the state of each person’s vital credit, complacency could be disastrous.

Professionals and business owners who have worked tirelessly to build their nest eggs already have all the digital tools for managing those finances effortlessly. Aura thinks you should also have that same level of convenience and assuredness when it comes to protecting that money.

While you could set up your own web of credit monitoring, password protections, VPN coverage and more, Aura takes personal information security to the next level, providing all of these tools to help keep your personal data safe everywhere you go online.

Aura provides tools to help bolster your account security and other protection measures, and also proactively scans for signs of your data being compromised, then issues near real-time alerts to stop those efforts dead in their tracks.

Aura coverage begins with a staunch array of device security tools, deploying powerful antivirus and Wi-Fi safeguards to block malware and malicious sites, secure your Wi-Fi connection, strengthen passwords, and close up potential opportunities for cyber snoops to skim any personal details about you, the company says.

Aura looks for potentially suspicious spending activity tied to your registered accounts, catching early signs of fraud. They also send alerts in near–real-time for new inquiries on your credit file, including items like new credit cards or bank loans. And if anything suspicious is afoot, Aura makes it simple to lock and unlock your Experian credit file to prevent unwanted inquiries to your credit history.  Aura plan features vary depending on which plan you choose.

Meanwhile, Aura protection extends in every direction, proactively scanning for instances where your name, personal data, or financial details show up in public records. From court cases to criminal activity, Aura alerts you if your Social Security Number, bank accounts, or other data tied to you is used somewhere else, then they let you know immediately, with fraud alerts up to four times faster than competitors¹.

Aura is ready to back up its protection bonafides too, and has partnered with a third party insurer to offer up to $1 million in identity theft insurance* to cover eligible losses and fees due to identity theft.

Aura’s team is staffed by experienced financial fraud investigators, each with an average of seven years experience who have collectively handled more than 150,000 cases of identity theft and fraud.

That no-nonsense approach also extends to Aura’s membership, where one transparent monthly price provides an all-in-one cybersecurity suite without any unexpected extra charges. Right now, Aura is offering its services for up to 50 percent for new customers.

Prices subject to change

¹ ath Power Consulting, 2018

* Identity Theft Insurance underwritten by insurance company subsidiaries or affiliates of American International Group‚ Inc. or Assurant. The description herein is a summary and intended for informational purposes only and does not include all terms, conditions and exclusions of the policies described. Please refer to the actual policies for terms, conditions, and exclusions of coverage. Coverage may not be available in all jurisdictions.

https://www.entrepreneur.com/article/396284




Soluzioni cyberphysical per le infrastrutture critiche, il progetto UE Precinct e il Living Lab italiano

Centralità delle infrastrutture critiche

Le infrastrutture critiche rappresentano ormai un ambito di risorse di valore altamente strategico per ogni Paese.

Partendo da quelle principali, possiamo considerare tali gli impianti e le reti energetiche; i sistemi di comunicazione, la tecnologia dell’informazione e le reti informatiche; la finanza; il sistema sanitario; l’approvvigionamento alimentare e idrico; i trasporti; la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di sostanze pericolose; l’amministrazione pubblica soprattutto nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali.

Un insieme di asset fondamentali che se danneggiati o messi fuori uso causerebbero gravi ripercussioni sul funzionamento della nostra società, tra cui la catena di approvvigionamenti, la salute, la sicurezza e il benessere economico o sociale dello Stato e della popolazione.

L’elenco delle infrastrutture critiche secondo il ministero dell’Interno

Il progetto europeo “Precinct” e il Living Lab italiano

Per questo è prioritario garantire in maniera continuativa e permanente la sicurezza e l’integrità di tali infrastrutture critiche e in Europa c’è il progetto Precinct (acronimo inglese per “Preparedness and Resilience Enforcement for Critical INfrastructure Cascading Cyberphysical Threats”) avviato lo scorso mese  e finanziato dal programma Horizon 2020.

L’obiettivo di PRECINCT, come spiegato nel sito ufficiale, è quello di mettere a sistema e connettere le parti che compongono le infrastrutture critiche (pubbliche e private) di una specifica area geografica, e quindi fornire sicurezza informatica e fisica (“cyber-fisica”) con un comune approccio, che possa garantire protezione al territorio, ai cittadini e alle infrastrutture.

Un progetto con al centro diverse tecnologie, tra cui intelligenza artificiale, machine learning, serious games, capacity building e digital twins, con l’obiettivo di proporsi come modello e ad essere replicato in modo efficiente per un’Unione europea più sicura.

Un’iniziativa internazionale coordinata da Inlecom Irlanda, che avrà il compito di dimostrare il concetto di PRECINCT Smart Resilient in 4 Living Labs in Grecia, Belgio, Slovenia e Italia.

Il Living Lab italiano sarà realizzato a Bologna con il coinvolgimento di Lepida, Aeroporto di Bologna, Fondazione ITL, Engineering, FSTechnologie e Ferrovie dello Stato.

“Lepida qui approccia i temi di sicurezza da attacchi phidigital uscendo dal perimetro della singola organizzazione, con scenari di gestione del rischio basati sulla conoscenza delle interrelazioni tra diverse infrastrutture critiche, la simulazione degli effetti a cascata e la elaborazione di possibili risposte coordinate ad eventi avversi. Questi temi sono di fortissima attualità”, ha detto a Key4biz Gianluca Mazzini, Direttore Generale di Lepida.

Il modello “Digital Twins”

Per anticipare minacce alla sicurezza fisica e informatica, rilevare anomalie ed incentivare risposte coordinate tra le infrastrutture critiche in situazioni di emergenza, il presupposto è che le organizzazioni sviluppino conoscenze approfondite sulle risorse tecnologiche aziendali e sui propri sistemi di tecnologie operative.

Come riportato da Lepida, prioritaria è l’acquisizione della visibilità in tempo reale sulle risorse IT (Information Technology) e OT (Operations Technology) delle reti, implementando un sistema di Digital Twin che attraverso azioni di monitoraggio, simulazione e valutazione dei diversi scenari, consenta di mitigare l’impatto di un attacco e sia di supporto alle decisioni nelle fasi di crisi.

Il Digital Twin, o gemello digitale, è la riproduzione digitale di un qualunque asset, sia esso un prodotto, un processo, un servizio o un sistema, si legge in una scheda riassuntiva di Engineering.

L’interconnessione tra mondi fisici e virtuali consente il monitoraggio costante di entrambi i sistemi e permette di prevenire le criticità, sviluppare nuove opportunità e investigare il futuro attraverso simulazioni.

Il gemello digitale offre quindi un ambiente affidabile e privo di rischi, soprattutto per ricercare e valutare gli scenari operativi ottimali.

https://www.key4biz.it/cybersecurity-per-le-infrastrutture-critiche-il-progetto-ue-precinct/380437/




Commissione Ue, nuovi obblighi di cybersecurity sui dispositivi wireless

La Commissione Ue ha annunciato nuovi piani per introdurre nuove regole che impongono ai produttori di prevedere misure di cybersecurity nei nuovi dispositivi wireless.  

L’emendamento alla direttiva Radio Equipment (RED) riguarda tutti i dispositivi wireless, compresi i telefonini, gli smart watch, i tablet, i tracker per il fitness, e tutti gli altri dispositivi elettronici che trasmettono intenzionalmente e/o trasmettono onde radio a scopo di comunicazione.

Con l’installazione di misure di cybersecurity dalla base, la Commissione spera di migliorare la privacy dei consumatori, di migliorare la resilienza delle reti di comunicazione, e di ridurre il rischio di frodi finanziarie e monetarie.

La proposta di legge è stata approvata ufficialmente venerdì scorso.

La proposta di regolamento resterà in consultazione per due mesi prima di entrare ufficialmente in vigore.

Dopodiché, i produttori avranno 30 mesi di transizione per attuare i cambiamenti richiesti per mettersi in regola con le nuove richieste.

Scarica la bozza di regolamento in PDF

Bozza di regolamento in consultazione

Il regolamento entrerà direttamente in vigore senza bisogno di trasposizione nella legislazione nazionale.

In futuro, i nuovi dispositivi wireless dovranno avere funzionalità per garantire la protezione dei dati personali e la tutela dei diritti dei bambini. Dispositivi come i baby monitor dovranno implementare nuove misure conformi che impediscano l’accesso non autorizzato o la trasmissione di dati personali.

Esistono diversi tipi di dispositivi esclusi dalle nuove regole. Questi includono: veicoli a motore, sistemi di pedaggio stradale elettronico, apparecchiature per il controllo remoto di aeromobili senza equipaggio e apparecchiature radio specifiche non aviotrasportate che possono essere installate sugli aeromobili. La CE ha affermato che la sicurezza informatica di questi dispositivi è già adeguatamente coperta dalla legislazione UE esistente.

Dal punto di vista della resilienza delle reti, i dispositivi devono avere delle caratteristiche che prevengano in modo specifico la possibilità che i dispositivi possano essere usati per interrompere il funzionamento di siti web e altri servizi.

La nuova legge prevede anche un’autenticazione dell’utente più forte quando si tratta di effettuare pagamenti elettronici, con la speranza di ridurre al minimo il rischio di frode.

Breton: standard di sicurezza europei per il wireless

“Le minacce informatiche si evolvono rapidamente; sono sempre più complesse e adattabili”, ha affermato Thierry Breton, commissario per il mercato interno. “Con i requisiti che stiamo introducendo oggi, miglioreremo notevolmente la sicurezza di un’ampia gamma di prodotti e rafforzeremo la nostra resilienza contro le minacce informatiche, in linea con le nostre ambizioni digitali in Europa. Questo è un passo significativo nella creazione di una serie completa di standard europei comuni di sicurezza informatica per i prodotti (compresi gli oggetti connessi) e i servizi introdotti nel nostro mercato”.

Mentre la Commissione Europea ha affermato che i nuovi requisiti saranno formulati in termini generali come obiettivi da raggiungere, piuttosto che protocolli o misure specifici da applicare in ciascun dispositivo, lancerà una richiesta di normazione agli organismi europei di normazione al fine di sviluppare norme armonizzate a sostegno di questo atto legislativo.

Per dimostrare la conformità, i produttori potranno scegliere se presentare un’autovalutazione o fare affidamento su una valutazione di terze parti eseguita da un organismo di ispezione indipendente.

Vestager: Nuovi obblighi legali

“Vuoi che i tuoi prodotti connessi siano sicuri. Altrimenti come fare affidamento su di loro per la tua comunicazione aziendale o privata”, ha affermato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo per un’Europa pronta per l’era digitale. “Stiamo ora introducendo nuovi obblighi legali per la salvaguardia della sicurezza informatica dei dispositivi elettronici”.

Alcuni angoli del settore hanno affermato che l’introduzione delle regole non si concentra sulle aree giuste, affermando che i principi di sicurezza in base alla progettazione dovrebbero essere applicati ai produttori di componenti in modo che i produttori di apparecchiature (OEM) possano produrre dispositivi sicuri per impostazione predefinita.

“Le dinamiche di mercato non consentono agli utenti della tecnologia di influenzare in questo modo gli OEM tecnologici”, ha affermato John Goodacre, direttore della sicurezza digitale per progettazione dell’UKRI e professore di architetture informatiche presso l’Università di Manchester. “Legislazione DCMS Secure by design per i produttori di tecnologia IoT porta questa influenza nello stesso modo in cui questa legislazione suggerisce per i dispositivi wireless.

“È generalmente accettato che le tecnologie mobili vengano riviste ogni 2 o 3 anni, tuttavia questo è incrementale e qualsiasi cambiamento fondamentale sarà difficile. Ciò che deve accadere è che anche le tecnologie fornite ai produttori (OEM) siano protette dalla progettazione in modo che l’OEM possa proteggere i loro prodotti per impostazione predefinita.Ecco perché il governo del Regno Unito sta lavorando attraverso il programma Digital Security by Design (DSbD) con i principali fornitori di tecnologia per portare Digital Security by Design nei componenti utilizzati all’interno dei dispositivi wireless. “

Von der Leyen: Niente difesa senza cyber

L’atto adottato arriva dopo che il presidente von der Leyen ha annunciato a settembre l’intenzione di introdurre una legge sulla resilienza informatica, che mirerà ad attuare misure su una serie più ampia di dispositivi elettronici, coprendo l’intero ciclo di vita.

Nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo a settembre, von der Leyen ha dichiarato: “Non possiamo parlare di difesa senza parlare di cyber. Se tutto è connesso, tutto può essere hackerato. Dato che le risorse sono scarse, abbiamo unire le nostre forze e non dovremmo solo accontentarci di affrontare la minaccia informatica, ma anche sforzarci di diventare leader nella sicurezza informatica.

“Dovrebbe essere qui in Europa dove vengono sviluppati gli strumenti di ciberdifesa. Ecco perché abbiamo bisogno di una politica europea di ciberdifesa, che includa una legislazione su standard comuni nell’ambito di una nuova legge europea sulla resilienza informatica”.

Scarica la bozza di regolamento in PDF

Di questi temi si parlerà al 5G Italy, la conferenza dedicata organizzata dal CNIT, che si terrà dal 30 novembre al 2 dicembre.

ISCRIVITI AL 5G ITALY

https://www.key4biz.it/commissione-ue-nuovi-obblighi-di-cybersecurity-sui-dispositivi-wireless/380170/




“Dalla sicurezza aziendale alla sicurezza collettiva”, l’evento a Roma il 15 ottobre

Geopolitica, affari esteri, sicurezza, intelligence, pandemia e salute: come avvicinare i lettori ai temi di grande attualità? È il grande tema che sarà oggetto dell’appuntamento del 15 ottobre a Roma, nell’ambito della conferenza organizzata dalla società di consulenza in ambito di sicurezza e cybersecurity Humint Consulting. La serata è stata voluta per avvicinare le imprese italiane e non solo, a una migliore consapevolezza delle buone pratiche nella gestione della sicurezza, una sfida sempre più attuale. Non a caso, il motto della Humint è proprio: «Dalla sicurezza aziendale alla Sicurezza Collettiva».

A Villa Orsini Taverna, un panel d’eccellenza sviscererà le tematiche di maggior interesse in campo securitario dei prossimi dieci anni. Ecco il programma e gli ospiti, che sarà moderato dal giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Ludovico: dalle ore 15:30, il benvenuto di Matteo Sironi, CEO Humint Consulting, e i saluti introduttivi di Roberto Baldoni, Direttore Generale Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

A seguire, dalle 15:45 alle 16:30 la tavola rotonda sul tema: “La sicurezza aziendale nel mondo digitale: rischi e opportunità” alla quale parteciperanno: Carlo Calabria, chairman CMC CAPITAL LIMITED; Andrea Chittaro, Presidente, AIPSA – Senior e Vice President Global Security &Cyber Defence di SNAM; Massimo Ravenna, Head of Cyber Security di ACEA; Luigi Recupero, Presidente L&T Advisors, Data Protection Officer ed esperto di transizione digitale; Andrea Salpietro, Chief Security Officer di Leonardo.

Dalle 16:30 alle 17:30 sarà il momento della tavola rotonda e interventi istituzionali sul tema: “La cooperazione come ponte tra la sicurezza aziendale e la sicurezza collettiva” Thomas Smitham, incaricato d’Affari a.i., Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia; Camillo Sperzagni, Board Member, Istituto Modelli di Comunicazione – esperto di dinamiche sistemiche in ambito organizzativo e di intelligence; Giulio Terzi di Sant’Agata, Ambasciatore e già Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Fondazione Einaudi.

Dalle 17:30 alle 18:30, sarà invece il momento degli interventi istituzionali, che verteranno sul tema: “La sicurezza collettiva nello spazio cibernetico”, e vedranno impegnati nella discussione: Pasquale Angelosanto, Generale D. e Comandante Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri (ROS); Adolfo Urso, Presidente, COPASIR; attesi anche esponenti di vertice del DIS.

Le Conclusione dei lavori e saluti finali saranno affidati a Stefano Mele, Board Member di Humint Consulting & Head of Cybersecurity Department per la Gianni&Origoni Law Firm. Main sponsor dell’evento RanD, partner dell’evento L&T Advisors.

L’evento si terrà su invito a porte chiuse.

Per approfondire: https://www.humint-consulting.it/

Per scaricare il programma clicca qui.

https://www.key4biz.it/dalla-sicurezza-aziendale-alla-sicurezza-collettiva-levento-a-roma-il-15-ottobre/377385/




Data breach a Twitch (di proprietà di Amazon). Pubblicati 128 GB di dati sottratti

È stata hackerata Twitch.tv, la piattaforma di livestreaming di eventi e competizioni eSports di proprietà di Amazon. E così è pubblicato il torrent dei 128 GB di dati sottratti.

Individui che affermano di far parte del collettivo di hacker Anonymous hanno divulgato il codice sorgente e i dati aziendali della piattaforma di streaming video Twitch tramite un file torrent pubblicato oggi sul forum di discussione di 4chan.

The Record  ha scaricato parti del file torrent da 128 GB condiviso dai leaker per confermarne l’autenticità.

I dati rubati riguardano:

  • L’intero sito twitch.tv, inclusa la cronologia degli aggiornamenti con tutto il codice sorgente dall’inizio del progetto.
  • Sono incluse anche le versioni per smartphone, desktop e console del client Twitch. 
  • Un concorrente Steam inedito di Amazon Game Studios.
  • Strumenti di Red Teaming interni di Twitch SOC.
  • I pagamenti dei migliori creator-streamer dal 2019 fino ad ora. Questo reddito è dichiarato al Fisco?

Nel momento in cui scriviamo, Twitch non ha confermato di aver subìto attacchi di hacking e i soliti esperti di sicurezza informatica sembrano cauti.

Diversi ricercatori di sicurezza informatica invitano gli utenti a modificare le loro password e abilitare una soluzione di autenticazione a più fattori per il loro account come precauzione.

https://www.key4biz.it/data-breach-ai-danni-di-twitch-di-proprieta-di-amazon-pubblicati-128-gb-di-dati-sottratti-tra-cui-i-soldi-ricevuti-dai-creator/376643/




New Yubico security keys let you use fingerprints instead of passwords

You can use the keys to skip passwords or as a second form of authentication.
Enlarge / You can use the keys to skip passwords or as a second form of authentication.

Security experts have long abhorred passwords. They’re hackable, forgettable, and, sometimes, guessable (looking at you, password1). As companies like Microsoft and Google move to embrace password-less logins, Yubico thinks it has the key to keeping things simple. The YubiKey Bio Series announced today is the company’s first hardware security key to offer fingerprint logins.

Yubico’s Bio Series introduces biometric authentication to the hardware security key-maker’s lineup. The new keys support the latest FIDO2/WebAuthn and U2Fopen authentication standards to which Yubico contributes.

Fits either your USB-C (left) or USB-A (right) port.
Fits either your USB-C (left) or USB-A (right) port.

The keys target desktop PCs, which are typically stationary, making it easy to leave the key in a USB Type-A or USB-C port, depending on the model you pick. Each key has a built-in fingerprint reader, so you can log in with the tap of a finger instead of having to remember your password. The key could also serve as a form of two-factor authentication. 

The Bio Series follows last month’s announcement that you can now go password-less with Microsoft accounts. In May, Google shared its plans to eradicate passwords, too, and said today that it will make two-factor authentication mandatory on 150 million more accounts this year. 

The Bio Series keys have a three-chip architecture, where the fingerprint is stored separately and securely, which Yubico claims helps further protect against physical attacks. 

Windows, macOS, ChromeOS, and Linux-compatible.
Enlarge / Windows, macOS, ChromeOS, and Linux-compatible.

YubiKey’s new keys can represent a single root of trust via secure hardware across various browsers, applications, desktops, and even operating systems, Yubico says. The keys work with OSes supporting WebAuthn, including Windows, macOS, Linux, and ChromeOS, and browsers based on Chromium, including Google Chrome and Microsoft Edge. Yubico also promises the keys will work out of the box with various enterprise-facing platforms, including Microsoft 365, Microsoft Azure Directory, Citrix Workspace, Okta, and Duo. But note that these keys don’t support near-field communication for logging in by tapping the key to a device. For that, you’d have to turn to YubiKey’s 5 Series. 

A loop on top of each YubiKey Bio makes it a keychain, so you never have to leave home without it. Additionally, the injection-molded frame is supposed to be “crush resistant” and “water resistant.” 

The keys should be able to handle a little water.
Enlarge / The keys should be able to handle a little water.

These keys don’t have any drivers, batteries, or software, but you can add or delete fingerprints to the hardware via an app Yubico made for Windows, macOS, and Linux. 

The USB-C version of YubiKey Bio is currently available for $85, while the USB-A version is $80. 

Listing image by Yubico

https://arstechnica.com/?p=1801126