Russia arrests cybersecurity expert on treason charge
Enlarge/ KAZAN, RUSSIA – JULY 9, 2020: Group-IB CEO and founder Ilya Sachkov speaks during a panel discussion with representatives of the IT industry at Innopolis’ Popov Technopark.
Dmitry Astakhov | Getty Images
The founder of one of Russia’s largest cybersecurity companies has been arrested on suspicion of state treason and will be held in a notorious prison run by the security services for the next two months, a Moscow court said on Wednesday.
The charges against Ilya Sachkov, founder of Group-IB, are classified and details of them were not immediately clear. State-run news agency Tass cited an anonymous source who said Sachkov denied passing on secret information to foreign intelligence services.
Group-IB, which specializes in preventing cybercrime and ransomware, confirmed that law enforcement raided its officers yesterday but said it did not know the reason for Sachkov’s arrest.
“Group-IB’s team is confident in the innocence of the company’s CEO and his business integrity,” the company said in a statement.
Dmitry Volkov, Group-IB’s cofounder, will assume Sachkov’s leadership responsibilities, it added.
RIA Novosti, another state newswire, reported that investigators searched Group-IB’s office in St Petersburg and other unspecified premises on Wednesday.
The company, which is headquartered in Singapore, is an official partner of Interpol and Europol and has hosted senior international law enforcement officials at its conferences in Moscow. Its private sector clients include BP, Microsoft, DHL, and several major Russian state-owned companies.
Group-IB said it was continuing to operate as normal. “The decentralized infrastructure of Group-IB allows us to keep our customer’s data safe, maintain business operations and work without interruption across our offices in Russia and around the world,” the company said.
Dmitry Peskov, president Vladimir Putin’s spokesman, told reporters on Wednesday that Sachkov’s arrest “had nothing to do with the business and investment climate in our country,” according to Interfax.
“He was in a grey area because of the industry he worked in. The secret services consider cybersecurity to be part of their territory. So either he crossed a line, or he crossed somebody’s interests,” said a person who has worked with Sachkov.
Russia’s FSB, the successor agency to the KGB, has arrested several prominent scientists, cybersecurity officials, and a former journalist in recent years on treason charges, which carry a sentence of up to 20 years in prison.
Convictions on the various counter-intelligence related-statues, which have significantly expanded the definitions of state secrets and potentially qualify nearly all contacts with foreign organisations as treason, have risen fivefold since 2009, according to Mediazona, an independent news site that covers Russia’s criminal justice system.
In 2019, a court sentenced a former top FSB cyber security official to 22 years on treason charges for passing information along to the US. A former senior executive at Kaspersky Lab, Russia’s top cyber security firm, was sentenced to 14 years in prison in the same case, details of which were not made public.
Anonymous buca Epik, la società di hosting che ospita Parler e gli altri social sovranisti pro Trump
Anonymous ha bucato le infrastrutture di Epik, l’azienda sui cui server sono ospitati molti social a favore di Trump, come The Donald, e dell’estrema destra, tra cui Parler, ma anche Gab e 8chan.
L’operazione di hacking, che sulla base dei dati forniti sarebbe avvenuta lo scorso 28 febbraio, è stata confermata sul forum degli attivisti 4chan. A parlarne per primo è stato il giornalista statunitense StevenMonacelli, con il post condiviso su Twitter e allegato di seguito, che fa riferimento alla Operation Epik Fail messa a segno dal gruppo, portando alla sottrazione di dati relativi a un intero decennio.
SCOOP: a group of “hackers on steroids” gained access to a large dataset belonging to Epik, the web host of the Texas GOP website, Texas Right to Life website, and anti-abortion snitch website. pic.twitter.com/2meRX9CAPm
Anonymous ha affermato che la perdita contiene i dettagli di ogni dominio ospitato o registrato dall’infrastruttura e ha esortato giornalisti, attivisti e ricercatori di sicurezza a setacciare la fuga di informazioni, per favorire le indagini su attività terroristiche e filo-naziste. Una copia dei dati sottratti è attualmente distribuita tramite il portale di giornalismo investigativo indipendente DDoSecrets, un progetto diventato famoso per aver diffuso BlueLeaks, una raccolta di 296 GB di dati interni delle forze dell’ordine statunitensi ottenuti e trapelati da Anonymous nel giugno 2020 a seguito delle proteste Black Lives Matter.
Questa volta l’hack, dal nome in codice EpikFail, fa parte di #OperationJane, una campagna volta a protestare contro la legge del Senato del Texas recentemente approvata, che limita severamente il diritto all’aborto delle donne. Prima dell’azione contro Epik, il gruppo aveva preso di mira il sito web del partito repubblicano del Texas, che ha contribuito, con i suoi voti, al passaggio della legge statale sull’aborto.
Parler: cos’è e come funziona
Fondato nel 2018 da due imprenditori informatici statunitensi John Matze e Jared Thompson, Parler (dal francese parlare) è un social network senza censura che tratta di politica, sport e intrattenimento.
Il social sembra aver acquisito una certa fama soprattutto tra gli attuali esponenti di destra americani che l’hanno considerato una valida alternativa a Twitter. Il modello del social infatti appare molto simile a quello di Twitter ma con la netta differenza che Parler si autoproclama social senza censura e a favore della libertà di parola.
Così come su Twitter, anche su Parler, si possono pubblicare messaggi fino a mille caratteri, “votando” o condividendo con i propri follower quelli degli altri.
I termini di servizio sui contenuti permessi sono un po’ vaghi e contraddittori, ma in generale la politica di Parler è di non rimuovere né segnalare quelli che diffondono bufale, lasciando semmai il compito di smentirle agli altri utenti.
A testimonianza di ciò, le parole del senatore statunitense Ted Cruz che si dichiara orgoglioso di farne parte “Parliamo liberamente e mettiamo fine alla censura della Silicon Valley”. Il social network lo scorso giugno ha pubblicato una vera e propria dichiarazione di indipendenza di internet contro il “tecnofascismo” e i tiranni della tecnologia come Twitter, colpevoli, secondo la dichiarazione di indipendenza, di calpestare le libertà degli individui attraverso le censure e accusandoli di non essere più una piazza per il popolo ma soltanto degli editori.
Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Nunzia Ciardi vice direttore generale
La nomina è stata deliberata dal Consiglio dei ministri, su proposta del premier Mario Draghi. Così Nunzia Ciardi è il vice direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale guidata dal professor Roberto Baldoni.
Nunzia Ciardi, vice direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale
Annunziata Ciardi, detta Nunzia, 61 anni, romana con radici napoletane è il vice direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La decisione è stata comunicata al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) e alle commissioni parlamentari competenti.
Ciardi è dirigente superiore della polizia di Stato: lascia il ruolo di direttrice del Servizio polizia postale e delle Comunicazioni.
Il profilo di Nunzia Ciardi
Laureata in giurisprudenza, con anni di esperienza nel contrasto al cybercrime, ha coordinato le unità specializzate della Polizia di Stato nel contrasto al cyberterrorismo, al financial cybercrime, alla pedopornografia on-line, alla tutela delle infrastrutture critiche informatiche nazionali, all’hacking e ai crimini informatici in generale. È il rappresentante nazionale per l’Italia in diverse organizzazioni e riunioni internazionali sulla criminalità informatica. In ambito nazionale, è componente di numerosi organismi con particolare riferimento agli aspetti della sicurezza cibernetica. Svolge attività di docenza presso diverse scuole di Polizia e delle Forze Armate, nonché presso università ed enti. Infine, è anche autrice di libri e pubblicazioni a carattere scientifico in materia di cybercrime.
Attacco informatico Ospedale San Giovanni di Roma, dopo 4 giorni sistemi IT ancora in down. Impossibili le prenotazione online
Dopo quasi 4 giorni dall’attacco informatico di tipo “ransomware” che ha preso in ostaggio i server e l’infrastruttura IT, il sistema informatico dell’ospedale San Giovanni-Addolorata di Roma non mostra segni di vita. Da lunedì scorso, infatti, medici e infermieri si sono dovuti attrezzare con “carta e penna” per gestire l’enorme mole di dati quotidiani. Fuori uso da giorni anche il sito web dell’ospedale hsangiovanni.roma.it, con l’impossibilità di prendere appuntamenti.
Secondo le testimonianze del personale sanitario “Stiamo trascrivendo tutto a mano su fogli di carta, esami ematici, richieste di trasfusioni o di camera operatoria, siamo in un mare di guai”. Sono fuori uso anche le email aziendali e tutte le comunicazioni vengono svolte su telefono privato e Whatsapp. “Non è nemmeno disponibile, ovviamente, la modulistica per prescrivere le terapie, anche quella si fa online”.
— Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (@AO_SanGiovanni) September 14, 2021
Attacco informatico San Giovanni: i social le uniche pagine rimaste online
“Ci scusiamo per il disagio. Stiamo lavorando per riattivare al più presto le linee telefoniche tradizionalmente dedicate”, ha scritto l’azienda indicando i nuovi numeri provvisori (Centralino H24: 334.1130268 – 338.472194) e rilanciando sulle uniche pagine internet rimaste online, quelle sui social network: “La Comunicazione non si ferma: sui nostri profili social puoi trovare tutte le informazioni utili sulle attività dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata»). Attività che continuano a risentire pesantemente dei sistemi informatici bloccati, con gli inevitabili disagi per l’utenza: “Daremo comunicazione del graduale ripristino informatizzato delle attività”, assicura la direzione aziendale in una comunicazione inviata ai dipendenti, ringraziandoli per «il lavoro di tutto il personale per garantire frattanto assistenza ai pazienti con procedure manuali fino a ripristino dei singoli sistemi informatici”.
— Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (@AO_SanGiovanni) September 15, 2021
Secondo le fonti l’azienda non vuole pagare nessun riscatto
Secondo quanto riporta Il Tempo, gli inquirenti stanno lavorando sul messaggio apparso sui monitor dell’azienda ospedaliera, con tanto di proposta per la trattativa sul riscatto comparsa in inglese («Your files are encrypted. Moon. Don’t worry, you can return all your files. If you want to restore them, write to the mail …. If you have not answered by mail within 12 hours, write to us by another mail. Attention! We recommend tou contact us directly to avoid overpaying agents»): «I tuoi file sono crittografati. Non preoccuparti, puoi riavere tutti i tuoi file. Se vuoi ripristinarli, scrivi alla mail …. Se non hai risposto per posta entro 12 ore, scrivici con un’altra mail. Attenzione! Ti consigliamo di contattarci direttamente per evitare di pagare in eccesso».
Ma l’azienda ospedaliera, come già accaduto per la Regione nell’analogo attacco di fine luglio inflitto alla rete laziale (che risulta ancora incompleta nel ripristino di alcuni servizi, con i siti tuttora provvisori), non ha alcuna intenzione di trattare con i pirati informatici.
La sanità resta il settore più colpita dal cybercrime
Il fenomeno degli attacchi informatici al settore sanitario è in fortissima crescita e non va assolutamente trascurato, risulta essere la vittima ideale per tanti motivi. Innanzitutto, molti ospedali hanno grandi problemi di budget da destinare all’infrastruttura informatica e questo li ha portati a costruirla man mano negli anni, aggiungendo prodotti nuovi ad altri già esistenti e senza mai pensare a come normalizzare i dispositivi. Il personale interno di gestione è scarso e il parco macchine un enorme minestrone di sistemi operativi, periferiche e software installati, il tutto tenuto insieme da una rete interna cresciuta nello stesso modo.
La riprogettazione da zero sarebbe necessaria, ma è un lusso che i responsabili IT interni non possono permettersi senza rischiare di rallentare o addirittura fermare il lavoro quotidiano di medici, infermieri e altri impiegati. Purtroppo, una rete che non viene progettata per essere sicura da subito non può che risultare estremamente vulnerabile e molti ospedali sono in queste condizioni. Ricordiamo che il ransomware Wannacry ha letteralmente messo in ginocchio una parte consistente del sistema sanitario nazionale britannico perché ancora molto basato su Windows XP.
Secondo Corrado Giustozzi, senior cybersecurity strategist, “l’unica contro misura è che tutti i sistemi informativi siano costantemente aggiornarti. L’agenzia per l’Italia digitale (AgID) nel 2017 ha emanato delle norme obbligatorie per tutte le Pubbliche amministrazioni, “misure minime per la sicurezza” nel controllo 10.4.1: “almeno una copia del backup deve essere mantenuta offline, per evitare che una eventuale minaccia comprometta anche i backup”. Una misura obbligatoria e fondamentale, che, al momento, non applica nessuno”, conclude l’esperto.
Talk “Ransomware, l’IA a supporto della cybersecurity nella PA e nelle imprese”. 24 settembre ore 11
La minaccia dei ransomware è divenuta, ormai, una problematica che ogni struttura, dalla piccola azienda alla grande fino alle Pubbliche amministrazioni, deve affrontare quotidianamente.
Non solo multinazionali, ma anche ospedali, ASL e piattaforme di prenotazioni vaccini anti-Covid sono stati, recentemente, presi di mira, in quanto i dati sanitari sono, attualmente, tra i più gettonati dai criminali informatici.
Oltre al data breach e al rischio di dover pagare riscatti per migliaia di dollari, non si tiene in considerazione il danno reputazionale che subisce un’azienda o una PA vittima di un attacco informatico effettuato con successo. In che modo l’Intelligenza Artificiale può essere di supporto alla cybersecurity nella Pubblica Amministrazione e nelle Imprese per essere resilienti ed in grado di difendersi dagli attacchi ransomware?
A questa domanda cercheranno di rispondere gli speaker dell’Executive webinar organizzato da Cybersecurity Italia “Ransomware, l’intelligenza artificiale a supporto della cybersecurity nella PA e nelle imprese”.
Agenda:
Rita Forsi, già direttore generale dell’Istituto Superiore Comunicazioni e Tecnologie ISCOM – MISE
The Budget-Friendly Way to Secure Your Business Against Cybercrime
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Cybersecurity is one of the most important investments that any small business can make. In 2020, 88 percent of small businesses felt their businesses were vulnerable to cyber attacks. While it may be too expensive to hire an entire IT team or upgrade your entire business network with enterprise-level security, you can learn cybersecurity skills yourself.
This five-course bundle is led by ITU Online Training. Since 2012, ITU Online has provided IT training to more than 650,000 individuals, 200 companies, and 50 public entities — all entirely online. This convenient training method has earned ITU Online multiple industry awards, including recognition at the Best in Biz Awards and the Cybersecurity Excellence Awards.
Through this series, you’ll get on the certification track in five leading cybersecurity exams, including CompTIA Security+ SY0-501, Cisco 210-260 IINS: Implementing Cisco Network Security, Cloud Computing Security Knowledge (CCSK), Certified Information Security Manager (CISM), and Certified Information Systems Auditor (CISA). You’ll learn information security basics, understand how to develop a security infrastructure, learn how to recognize threats and vulnerabilities, and know how to mitigate those threats. You’ll also gain a thorough understanding of cloud security fundamentals, learn how to develop and manage an enterprise information security program, and understand how to leverage standards, ensure compliance throughout the organization, and more. It’s the kind of comprehensive cybersecurity training that you would have to go to many different places to get, all boiled into a single bundle.
Microsoft Outlook shows real person’s contact info for IDN phishing emails
If you receive an email from someone@arstechnіca.com, is it really from someone at Ars? Most definitely not—the domain in that email address is not the same arstechnica.com that you know. The ‘і’ character in there is from the Cyrillic script and not the Latin alphabet.
This isn’t a novel problem, either. Up until a few years ago (but not anymore), modern browsers did not make any visible distinction when domains containing mixed character sets were typed into the address bar.
And it turns out Microsoft Outlook is no exception, but the problem just got worse: emails originating from a lookalike domain in Outlook would show the contact card of a real person, who is actually registered to the legitimate domain, not the lookalike address.
Outlook shows real contact’s info for spoofed IDN domains
This week, infosec professional and pentester DobbyWanKenobi demonstrated how they were able to trick the Address Book component of Microsoft Office to display a real person’s contact info for a spoofed sender email address by using IDNs. Internationalized Domain Names (IDNs) are domains consisting of a mixed Unicode character set, such as letters from both Latin and Cyrillic alphabets that could make the domain appear identical to a regular ASCII domain.
The concept of IDN was proposed in 1996 to expand the domain name space to non-Latin languages and to deal with the aforementioned ambiguity of different characters that look identical (“homoglyphs”) to humans. IDNs can also easily be represented purely in ASCII format—the “punycode” version of the domain, which leaves no room for ambiguity between two lookalike domains.
For example, copy-pasting the lookalike “arstechnіca.com” into the address bar of the latest Chrome browser would immediately turn it into its punycode representation to prevent ambiguity: xn--arstechnca-42i.com. This does not happen when actual arstechnica.com—already in ASCII and without the Cyrillic ‘і’, is typed into the address bar. Such visible distinction is necessary to protect the end users who may inadvertently land on imposter websites, used as part of phishing campaigns.
But recently, DobbyWanKenobi found this wasn’t quite obvious with Microsoft Outlook for Windows. And the Address Book feature would make no distinction when showing the contact details of the person.
“I recently discovered a vulnerability that affects the Address Book component of Microsoft Office for Windows that could allow anyone on the internet to spoof contact details of employees within an organization using an external look-alike Internationalized Domain Name (IDN),” wrote the pentester in a blog post. “This means if a company’s domain is ‘somecompany[.]com’, an attacker that registers an IDN such as ‘ѕomecompany[.]com’ (xn--omecompany-l2i[.]com) could take advantage of this bug and send convincing phishing emails to employees within ‘somecompany.com’ that used Microsoft Outlook for Windows.”
Coincidentally, the following day, another report on the topic emerged from Mike Manzotti, a senior consultant at Dionach. For a contact created on Manzotti’s “onmìcrosoft.com” domain (notice the ì), Outlook displayed valid contact details of the person whose email address contained the real “onmicrosoft.com” domain.
“In other words, the phishing email targets the user NestorW@….onmìcrosoft.com, however, valid Active Directory details and image of NestorW@….onmicrosoft.com are displayed as if the email was coming from a trusted source,” says Manzotti.
Manzotti has traced the cause of the issue to Outlook not correctly validating email addresses in Multipurpose Internet Mail Extensions (MIME) headers.
“When you send an HTML email you can specify the SMTP ‘mail from’ address, and the Mime ‘from’ address,” explains Manzotti.
“This is because the MIME headers are encapsulated into the SMTP protocol. MIME is used for extending simple text messages, for example when sending HTML emails,” he explained with an illustration:
But, according to Manzotti, Microsoft Outlook for Office 365 does not correctly verify the punycode domain, letting an attacker impersonate any valid contact in the target organization.
IDN phishing: An old problem revived
The problem of IDN-based phishing websites gained the spotlight in 2017 when web application developer Xudong Zheng demonstrated how modern browsers, at the time, failed to distinguish his аpple.com look-alike site (an IDN) from the real apple.com.
Zheng was concerned that IDNs could be abused by attackers for various nefarious purposes such as phishing:
From a security perspective, Unicode domains can be problematic because many Unicode characters are difficult to distinguish from common ASCII characters. It is possible to register domains such as “xn--pple-43d.com”, which is equivalent to “аpple.com”. It may not be obvious at first glance, but “аpple.com” uses the Cyrillic “а” (U+0430) rather than the ASCII “a” (U+0061). This is known as a homograph attack.
But the problem in Outlook is that for a phishing email sent from an IDN, the recipient may not only fail to distinguish between the spoofed email address and the real one but also see the contact card of a legitimate contact, therefore falling victim to the attack.
It is unclear if Microsoft is inclined to fix the issue in Outlook at this time:
“We’ve finished going over your case, but in this instance, it was decided that we will not be fixing this vulnerability in the current version,” a Microsoft staff member is seen telling DobbyWanKenobi in an email.
“While spoofing could occur, the sender’s identity cannot be trusted without a digital signature. The changes needed are likely to cause false positives and issues in other ways,” continued the email seen by Ars:
Microsoft has not responded to Ars’ request for comment sent out in advance.
Researchers have seen this vulnerability impacting both 32-bit and 64-bit versions of the latest Microsoft Outlook for Microsoft 365 versions, although it appears the issue was no longer reproducible on version 16.0.14228.20216 after Manzotti notified Microsoft.
Oddly enough, Microsoft’s response to Manzotti maintained that the vulnerability will not be fixed. Additionally, Manzotti notes this type of phishing attack won’t succeed on Outlook Web Access (OWA).
Taking advantage of security features such as “external sender” email warnings and email signing are a few steps organizations can take to deter spoofing attacks.
https://arstechnica.com/?p=1792195
TeamItaly, ecco la nazionale italiana degli hacker etici
Il prossimo 10 settembre alle 14:30 il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica) svelerà ufficialmente la nuova rosa del TeamItaly, la nazionale italiana degli hacker etici. L’incontro, in presenza a Torino nelle sale del Centro di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e trasmesso in streaming sui canali del Laboratorio, concluderà la settimana di ritiro della nazionale, nella quale gli azzurri della sicurezza informatica metteranno a punto schemi e strategie in vista della European cyber security challenge, sfida europea tra i più giovani e qualificati esperti di cybersicurezza del Continente, che avrà inizio il 28 settembre a Praga.
La selezione
I venti ragazzi e ragazze convocati nel TeamItaly sono stati scelti per essersi particolarmente distinti durante CyberChallenge.IT, percorso altamente avanzato di formazione, della durata di 12 settimane che annualmente offre a centinaia di giovani tra i 16 e i 23 anni l’opportunità di rafforzare le proprie competenze di cybersicurezza, sempre più al centro degli interessi politici e industriali nazionali.
Cyberchallenge.IT, insieme alle Olimpiadi italiane di cybersicurezza e al TeamItaly sono coordinati dal Laboratorio nazionale di cybersecurity, istituzione che concorre alla creazione dell’ecosistema nazionale della sicurezza informatica, mettendo a sistema le eccellenze della ricerca in questo campo e offrendo a decisori pubblici e istituzionali il proprio contributo per mettere in sicurezza il cyberspazio italiano e aumentare la competitività del sistema Paese.
L’agenda degli interventi e delle istituzioni che presenzieranno sarà divulgata nei prossimi giorni. È possibile partecipare in presenza, previa esibizione del green pass e con posti limitati, inviando una mail all’indirizzo comunicazione.cybersecurity@consorzio-cini.it.
Che Cos’è il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity – CINI
Il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI coordina attività di ricerca e formazione sui temi della sicurezza informatica a livello nazionale e internazionale per aiutare il “sistema paese” a essere più resiliente alla minaccia cibernetica. Il Laboratorio si impegna quindi a migliorare le misure di protezione della pubblica amministrazione e delle imprese da attacchi informatici supportando anche i processi di definizione degli standard e dei framework metodologici a livello nazionale.
Cybercrime e vacanze, 5 consigli di sicurezza per un’estate sicura
Furto dei dati, violazione della privacy e perdite di denaro, dalla pubblica amministrazione alla finanza passando per la sanità. Se il 2020 è stato un annus horribilis per l’intero pianeta a causa della pandemia, nel 2021 stiamo vedendo che non è certo andata meglio nel mondo della sicurezza informatica a causa degli effetti collaterali della pandemia stessa. Tra la migrazione forzata del lavoro nelle case e l’emergenza vissuta negli ospedali, i criminali informatici hanno infatti avuto la vita più facile del solito. E a tendere il rischio è che, in assenza di contromisure adeguate, la forbice tra attacco e difesa possa allargarsi ulteriormente.
Adesso, in piena estate, il rischio aumenta. I criminali informatici infatti amano questi periodi, durante i quali le persone si svagano e calano la propria attenzione. E allora ecco i 5 consigli per non cadere vittima degli attacchi informatici durante le vacanze:
Evita i Wi-Fi pubblici. L’accesso wi-fi gratuito è allettante, ma può anche rappresentare una seria minaccia per la sicurezza. È possibile che gli hacker attendano ai bar o negli aeroporti, che i viaggiatori si connettano al wi-fi pubblico, in modo da poter colpire gli ingenui. Evita le reti wi-fi non criptate: deve essere sempre richiesto un protocollo di sicurezza prima di connettersi al web. Sii molto prudente quando usi il wi-fi gratuito – e, se devi usarlo, evita di accedere ad account personali o dati sensibili.
Fai attenzione ai curiosi. La persona seduta accanto a te sull’aereo o mentre aspetti l’imbarco potrebbe avere cattive intenzioni. Qualcuno può guardarti alle spalle mentre inserisci i dati della carta di credito o mentre ti registri sui social media. Procurati una protezione per la privacy dello schermo, che aiuta a nascondere il tuo dispositivo da occhi indiscreti.
Controlla due volte i siti web su cui prenoti i viaggi. Questi attacchi possono verificarsi anche prima che il viaggio inizi: assicurati che il sito web per le varie prenotazioni sia affidabile. I truffatori amano imitare i siti autentici e fingere di offrire vacanze di lusso o viaggi scontati, al fine di rubare le tue informazioni personali. Se un affare sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. Prima di andare avanti, fate una ricerca approfondita sull’azienda che offre l’affare. Usa una carta di credito per i pagamenti piuttosto che la tua carta di debito. Le carte di credito spesso hanno protezioni contro le frodi nel caso in cui tu cada vittima di un cyber crimine; mentre con una carta di debito, i tuoi soldi probabilmente li perderai.
Diffida dei bancomat. Evita di prelevare denaro da qualsiasi bancomat. Gli hacker, specialmente nelle zone turistiche, sono noti per inserire dei sistemi di furto delle credenziali delle carte di credito nei bancomat indipendenti. Usa i bancomat ufficiali della banca, preferibilmente quelli situati nell’atrio della tua banca di fiducia.
Non condividere la tua posizione. Condividere la tua posizione con i tuoi amici sui social media è divertente, ma è anche pericoloso. Evita di annunciare le date e il luogo delle tue vacanze sui social media e negli “out of office”. Questo non è solo un invito a tutti i criminali “offline”, ma fornisce anche indizi agli hacker per mettere in scena attacchi informatici.
Cybersecurity Academy Bootcamp, al via la nuova edizione del corso di formazione cyber
Atlantica Digital in collaborazione con S&you Italia ha annunciato la partecipazione alla nuova edizione del Cybersecurity Academy Bootcamp, il progetto di formazione e certificazione cyber guidato da esperti israeliani di livello mondiale.
Il corso, che inizierà il 27 settembre 2021, prevede 250 ore di formazione per i candidati in possesso di lauree tecniche. I partecipanti saranno formati per ricoprire i seguenti ruoli junior:
Analista sicurezza/SOC (livello I+)
Ingegnere/Architetto della sicurezza
Tester di penetrazione
Amministratore di sistema
Analista di threat intelligence
Consulente per la sicurezza informatica
Responsabile tecnico della sicurezza
Al termine della formazione, i migliori partecipanti saranno assunti dall’azienda.
Cybersecurity Academy Bootcamp: per informazioni e iscrizioni