Torino, consulenti lavoro: da bilancio Pop investire sul futuro a partire dai giovani

(Adnkronos) – Un ordine professionale che sceglie di investire sul futuro del lavoro partendo dalle nuove generazioni. E’ questo il messaggio che emerge dal bilancio Pop 2025 dell’Ordine dei consulenti del lavoro della Provincia di Torino, presentato dal presidente Fabrizio Bontempo nel corso dell’Assemblea degli iscritti che ha approvato il rendiconto consuntivo dell’esercizio 2025. Tra i dati più significativi del documento spicca l’impegno dedicato all’orientamento e alla diffusione della cultura del lavoro: nel corso del 2025 l’Ordine ha incontrato oltre 3.000 studenti attraverso il progetto Genl- Generazione legalità e numerose iniziative realizzate nelle scuole, nelle università e nei principali eventi dedicati ai giovani, tra cui il Salone internazionale del libro, il Truck Tour, le Universiadi e il Torino Comics. L’obiettivo è portare tra le nuove generazioni i temi del lavoro regolare, della legalità, della sicurezza, dei diritti e dei doveri, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza prima ancora dell’ingresso nel mondo del lavoro. 

Il Bilancio Pop racconta, inoltre, le altre scelte che hanno caratterizzato l’attività dell’Ordine nel 2025: il rafforzamento delle Commissioni, il crescente coinvolgimento dei praticanti, lo sviluppo della commissione di Certificazione e conciliazione, il consolidamento dei rapporti con Università, Politecnico, Inps, Inail, Ispettorato del Lavoro, Regione Piemonte, Camera di commercio e con gli altri ordini professionali del territorio.  

Il documento, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, restituisce inoltre un quadro incoraggiante per il futuro della professione. I più recenti dati dell’Università evidenziano infatti una crescita del 67% delle immatricolazioni al Corso di laurea in Consulenza del lavoro e gestione delle risorse umane, segnale di un interesse crescente verso una professione sempre più centrale nell’evoluzione del mercato del lavoro. 

“Con il Bilancio Pop abbiamo scelto di raccontare non solo quello che abbiamo fatto, ma le scelte che abbiamo compiuto come Ordine. Dietro ogni numero ci sono persone, progetti e relazioni: è questo il valore che, ogni giorno, cerchiamo di creare per la professione, per gli iscritti e per il territorio”, dichiara il presidente Fabrizio Bontempo. 

“Nel 2025 – continua Bontempo – abbiamo incontrato oltre 3.000 studenti Parlare con i giovani di lavoro, legalità e sicurezza significa investire nel futuro. Come consulenti del lavoro sentiamo la responsabilità di contribuire a formare cittadini e lavoratori più consapevoli, ancora prima del loro ingresso nel mondo del lavoro. I dati dell’Università ci dicono che sempre più giovani guardano con interesse alla nostra professione. E’ un segnale importante che ci incoraggia a continuare a investire nell’orientamento, nella formazione e nel dialogo con il mondo della scuola e dell’università”. 

Nel corso dell’assemblea il presidente ha ringraziato il Consiglio dell’ordine, composto da Roberto Pizziconi, Stefania Russo, Simone Cenni, Massimiliano Fico, Claudio Larocca, Paola Maria Lucia Tecla Natoli, Stefania Vettorello e Claudia Gianna Viale. Un particolare ringraziamento è stato rivolto al vicepresidente del Cno dei Consulenti del lavoro, Giovanni Marcantonio, per la costante vicinanza e il supporto alle iniziative del consiglio provinciale di Torino. Il presidente ha inoltre espresso la propria gratitudine al Collegio dei revisori dei conti, composto dalla presidente Laidi Kertusha e dai revisori Gian Luca Bongiovanni e Giuseppina Giaccone, oltre al consiglio di disciplina, alla Fondazione Studi Torino, al Centro studi, al Comitato scientifico, ai componenti delle Commissioni, all’Associazione giovani consulenti del lavoro di Torino, all’Ancl UP Torino, ai praticanti, alle collaboratrici dell’Ordine e a tutti i colleghi che hanno contribuito alle attività dell’Ordine nel corso del 2025. 

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Danieli, un francobollo per celebrare la storia industriale di Buttrio

(Adnkronos) – Un francobollo per raccontare una storia industriale italiana. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica ‘Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy’, dedicato a Danieli Officine Meccaniche Spa, gruppo le cui origini risalgono al 1914 e il cui sviluppo è profondamente legato a Buttrio, in Friuli Venezia Giulia, dove l’impresa ha costruito nel tempo il proprio baricentro industriale, tecnologico e umano.  

L’emissione “rappresenta un riconoscimento alla tradizione manifatturiera di Danieli, alla continuità del suo radicamento nel territorio friulano e alla capacità di trasformare cultura del lavoro, ingegneria, competenza tecnica e innovazione in un percorso industriale di lungo periodo”, si legge in una nota del gruppo. “È il tributo a un campione nazionale della meccanica pesante e dell’impiantistica siderurgica, cresciuto senza perdere il legame con la propria officina originaria e con una comunità di persone, tecnici, specialisti e ingegneri che ne hanno accompagnato l’evoluzione”.  

“Con queste emissioni riconosciamo imprese che rappresentano la qualità, la capacità manifatturiera e la forza del Made in Italy nel mondo. Storie industriali diverse, ma unite da un tratto comune: il legame con il territorio, la continuità della tradizione e la capacità di innovare. Il piano filatelico è anche questo: uno strumento per raccontare l’identità industriale della nazione e consegnare alla memoria collettiva le eccellenze che hanno contribuito alla crescita dell’Italia”, ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. 

La vignetta del francobollo raffigura una reinterpretazione artistica di una fotografia che mostra un tecnico Danieli impegnato nella lavorazione del cristallizzatore ottagonale Mida, una lingottiera Danieli a otto lati per la colata continua dell’acciaio. Accanto alla figura del tecnico compaiono elementi informatici, a richiamare il dialogo tra manifattura, tecnologia e digitalizzazione che caratterizza l’evoluzione dell’azienda. Lo sfondo, in tonalità rosa metallizzato con riflessi satinati, richiama l’acciaio, materiale al centro della storia e dell’identità industriale Danieli. In alto a destra è presente il logo dell’azienda.  

“Questo francobollo ci onora perché racconta una storia costruita nel tempo, con il lavoro di molte generazioni di persone. Danieli è cresciuta a Buttrio portando nel mondo una cultura industriale fatta di officina, ingegneria, competenza e attenzione al futuro. L’acciaio è cambiato e continuerà a cambiare: la nostra responsabilità è contribuire a renderlo più efficiente, sostenibile e competitivo, restando fedeli a quella che per Danieli è sempre stata l’arte dell’acciaio”, ha affermato Giacomo Mareschi Danieli, smministratore delegato del gruppo. 

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FiberCop e Nokia siglano protocollo d’intesa sul fiber sensing per trasformare la rete in fibra ottica in piattaforma di monitoraggio intelligente

(Adnkronos) – Non solo connessione, ma anche monitoraggio del territorio. FiberCop e Nokia hanno avviato una collaborazione per sperimentare tecnologie capaci di trasformare la rete in fibra ottica in una piattaforma intelligente di rilevamento. Grazie al fiber sensing e al supporto dell’intelligenza artificiale, infatti, la rete potrà individuare in tempo reale eventi come frane, lavori stradali, atti vandalici o variazioni ambientali. Un’innovazione che punta a migliorare la sicurezza delle infrastrutture, la continuità dei servizi e la capacità di osservare ciò che accade sul territorio. 

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Piano Mattei, Flavio Cattaneo e Fabrizio Saggio siglano protocollo d’intesa per rafforzare impegno in transizione energetica e sviluppo Paesi africani

(Adnkronos) – Il Coordinatore della Struttura per l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa Fabrizio Saggio e il Presidente di Enel Foundation e CEO del Gruppo Enel Flavio Cattaneo hanno siglato un protocollo d’intesa per rafforzare l’impegno per la transizione energetica e lo sviluppo dei Paesi africani. L’obiettivo è creare percorsi di formazione sempre più rispondenti ai bisogni dei territori con particolare attenzione alle giovani generazioni, all’empowerment femminile e all’accesso al mercato del lavoro, valorizzando le competenze locali e contribuendo alla crescita di professionisti in grado di guidare il cambiamento in campo energetico. 

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Al via i lavori della Fiera Ice Arena, dà forma alla legacy di Milano-Cortina 2026

(Adnkronos) – Con la posa del primo pilastro avvenuta oggi prendono ufficialmente il via i lavori della Fiera Ice Arena, la nuova struttura dedicata agli sport del ghiaccio che sorgerà nel quartiere espositivo di Fieramilano Rho grazie a un investimento di 7 milioni di euro interamente sostenuti da Fondazione Fiera Milano. L’impianto sarà operativo dal prossimo ottobre e, in occasione dell’avvio del cantiere, è stata presentata la società che lo avrà in gestione, completando così il percorso che accompagna il progetto dalla fase di ideazione a quella di realizzazione e futura gestione. All’avvio del cantiere erano presenti il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il sindaco di Rho Andrea Orlandi, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e il presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio Andrea Gios insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e dei partner del progetto. I lavori si articoleranno in diverse fasi che porteranno al completamento dell’impianto entro il prossimo ottobre, nel rispetto del cronoprogramma previsto. Dopo le attività preliminari di allestimento del cantiere e la posa del primo pilastro, i lavori proseguiranno con il completamento della struttura portante dell’arena. Successivamente saranno realizzati la copertura, gli impianti tecnologici e il sistema di refrigerazione, quindi la pista del ghiaccio, le tribune e gli spazi destinati ad atleti, pubblico e servizi. Nel dettaglio, entro fine agosto sarà completata la struttura portante e la posa del telo della tendostruttura per consentire gli allestimenti degli interni della Fiera Ice Arena. Nel mese di settembre, prenderanno forma le tribune, gli impianti di illuminazione e condizionamento e nelle ultime settimane, verrà attivato il sistema refrigerante per la formazione del ghiaccio della pista. La progressione dei lavori ha come obiettivo consentire l’avvio delle attività sportive del Milano Hockey Club secondo il calendario programmato, che prevede il primo match casalingo il 10 o 11 ottobre prossimo. 

“A poco più di tre mesi dalla presentazione del progetto, la posa del primo pilastro segna il passaggio dalla progettazione alla realizzazione della Fiera Ice Arena. È una delle prime e più concrete espressioni della legacy olimpica di Milano Cortina 2026 e un tassello della strategia con cui vogliamo rendere Fieramilano un luogo sempre più vivo durante tutto l’anno e, allo stesso tempo, offrire importanti benefici al territorio, in termini economici, sociali e di visibilità e marketing territoriale a livello internazionale. L’interesse che il progetto sta già suscitando, dal Campionato del Mondo di hockey femminile alle numerose richieste di utilizzo dell’impianto, conferma che stiamo rispondendo a un’esigenza reale del territorio e creando nuove opportunità per lo sport e per il quartiere fieristico”, dichiara Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano. 

“La posa del primo pilastro di Fiera Ice Arena suscita grandi emozioni che richiamano quelle vissute pochi mesi fa assistendo alle gare olimpiche. Ringrazio il Sindaco Beppe Sala e il presidente Attilio Fontana: è grazie a loro se i Giochi Olimpici si sono svolti a Milano. Un grazie va alla notevole capacità organizzative di Fiera Milano. Qui abbiamo conquistato 5 delle 30 medaglie olimpiche, 3 dei 10 ori. Sono state emozioni incredibili sotto gli sguardi di un pubblico formato da tanti popoli. C’è stato da subito uno sguardo al futuro come venne fatto da Expo pensando già a Mind. Saper far fronte a una grande macchina organizzativa e contemporaneamente guardare al futuro è una carta vincente. L’Italia come sistema Paese ha dato il meglio e ora lascia una casa per molti sport sul ghiaccio, si colma una assenza grazie alla legacy olimpica. Qui si potrà mettere lo sport al centro ai massimi livelli, contando anche sulla rinascita dell’Hockey Club Milano. Si svilupperanno relazioni e si favorirà la crescita dei valori dello sport, quelli che rendono migliori cittadine e cittadini di oggi e di domani”, dichiara Andrea Orlandi, Sindaco di Rho. 

“Con l’apertura del cantiere della Fiera Ice Arena – afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala – prende forma una delle eredità tangibili di Milano Cortina 2026. L’entusiasmo e l’energia con cui sono state seguite le gare di pattinaggio, di hockey e para ice hockey durante i Giochi invernali hanno messo in luce la grande passione che Milano ha per gli sport del ghiaccio. Grazie a questa struttura temporanea nell’area della fiera, potremo offrire uno spazio nuovo e adeguato ad accogliere chi ama praticare e seguire queste discipline nel nostro territorio. L’impegno di Fondazione Fiera Milano, della FISG e delle realtà che collaboreranno alla gestione sportiva dell’impianto sarà sicuramente apprezzato e ripagato dalla soddisfazione di atleti e tifosi”. Secondo il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, “l’avvio dei lavori della Fiera Ice Arena rappresenta un passaggio particolarmente significativo, che dimostra come l’eredità di Milano Cortina 2026 possa evolvere e generare opportunità ulteriori rispetto a quelle inizialmente previste. Questo progetto è nato dal confronto con il Presidente della FISG Gios e, soprattutto, dalla consapevolezza dell’entusiasmo che gli sport del ghiaccio hanno saputo suscitare in tutta la Lombardia, anche a Milano durante i Giochi. Da qui è nata la volontà di dare continuità a questa esperienza, coinvolgendo Fondazione Fiera Milano, alla quale abbiamo chiesto di collaborare per trasformare questa opportunità in un progetto concreto. Ringrazio il Presidente Bozzetti per la disponibilità dimostrata nel realizzare questa struttura che, nell’immediato, contribuirà a colmare la mancanza di un impianto dedicato alla città di Milano. La Fiera Ice Arena ospiterà le partite di hockey, ma soprattutto offrirà a bambini e ragazzi uno spazio adeguato per allenarsi e avvicinarsi a una disciplina che ha conquistato l’interesse e l’apprezzamento di un pubblico sempre più ampio”. 

La Fiera Ice Arena sarà realizzata all’interno di una tendostruttura di 5.190 mq, per una superficie complessiva interessata dall’intervento di 7.800 mq, dotata di area di riscaldamento pre-gara, 8 spogliatoi per gli atleti da circa 30 metri quadrati ciascuno e sistemi di ultima generazione per il trattamento dell’aria e la deumidificazione. In linea con un approccio orientato alla sostenibilità, gran parte delle strutture e delle tecnologie impiegate sarà successivamente riutilizzata nel quartiere fieristico o integrata nel futuro palazzetto del ghiaccio permanente, garantendo continuità e valorizzazione dell’investimento nel tempo. “Il nuovo centro federale del ghiaccio di Rho Fiera rappresenta molto più di un’infrastruttura sportiva: è un investimento sul futuro degli sport del ghiaccio italiani e una delle più significative eredità permanenti che i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 lasceranno al nostro Paese. Grazie alla collaborazione tra FISG e Fondazione Fiera Milano stiamo dando vita a un polo di riferimento nazionale per lo sviluppo, la promozione e l’organizzazione degli sport del ghiaccio, un centro federale multidisciplinare capace di accogliere diverse discipline e di valorizzarne le rispettive specificità. La nostra missione è realizzare un impianto moderno, sostenibile e aperto, dove possano convivere l’alto livello, la formazione dei giovani atleti, l’avviamento di nuovi praticanti, la promozione sportiva e il coinvolgimento del territorio. Un modello replicabile anche in altri centri urbani. Sarà la casa del futuro del nostro movimento, un luogo dedicato alla crescita dei talenti, ma anche una sede in grado di ospitare eventi nazionali e internazionali, manifestazioni sportive e iniziative promozionali, contribuendo a rafforzare la cultura degli sport del ghiaccio in Italia anche oltre l’appuntamento olimpico», dichiara Andrea Gios, presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio. 

A guidare il percorso di sviluppo delle attività sportive del nuovo impianto del ghiaccio di Rho Fiera sarà FRIA SSD a r.l. – Fiera Rho Ice Academy, società partecipata dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e da Fondazione Fiera Milano, costituita con l’obiettivo di gestire e promuovere la pratica degli sport del ghiaccio all’interno della struttura e guidata da Diego Cattani, nominato Amministratore Unico della società. Il progetto ha già riscosso un importante interesse da parte del territorio e del movimento sportivo: circa il 70% delle ore disponibili nel planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all’utilizzo dell’impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all’1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città. L’impianto accoglierà competizioni di hockey su ghiaccio, para ice hockey e pattinaggio di figura ma anche corsi di avviamento delle discipline appena citate e dello short track, con una intensa sinergia con le scuole del territorio. Aperta anche la possibilità di organizzare tornei di curling così come di eventi e spettacoli on ice. Per le attività dedicate alle squadre giovanili e amatoriali di hockey sono in corso interlocuzioni con Milano Prospect, mentre il pattinaggio sincronizzato farà riferimento a Ladybirds. Tutte le informazioni sui corsi saranno disponibili sul sito fria.org e all’indirizzo corsi@fria.org. L’inaugurazione ufficiale dell’impianto è prevista nel mese di ottobre con un galà di pattinaggio che coinciderà con le celebrazioni del centenario della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, sottolineando il valore simbolico e istituzionale di un progetto destinato a rappresentare un nuovo polo di eccellenza per gli sport del ghiaccio in Italia. 

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Mobilità sostenibile e città intelligenti, presentato a Roma la quarta edizione di Eco Festival

(Adnkronos) – Mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, innovazione tecnologica e qualità della vita nelle città saranno al centro della quarta edizione di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma il 15 e 16 settembre a Roma Eventi – Piazza di Spagna. L’iniziativa è stata presentata nella sede nazionale dell’Anci, a Roma, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e dei partner della manifestazione. Il Festival si propone come occasione di confronto tra amministrazioni, imprese, associazioni ed esperti sui principali temi della transizione ecologica della mobilità. Tra gli argomenti che saranno affrontati figurano intermodalità, mobilità elettrica, sicurezza urbana, economia circolare, forestazione, innovazione digitale e intelligenza artificiale applicata ai trasporti e alla logistica. Tra le novità dell’edizione 2026 anche un’anticipazione dello studio dell’Osservatorio Audimob di Isfort sulla domanda di mobilità degli italiani. Nel corso della presentazione, i rappresentanti di Confcommercio, Fondazione Caracciolo e Trenitalia hanno evidenziato il ruolo della rigenerazione dei centri storici, dell’innovazione tecnologica per la sicurezza stradale e del potenziamento dell’intermodalità e del trasporto ferroviario regionale come strumenti per costruire città più sostenibili, accessibili e orientare alle esigenze delle persone. 

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Carburanti, stop taglio accise: +1,4 miliardi l’anno per automobilisti. Prezzi benzina e gasolio in rialzo

(Adnkronos) – Il mancato rinnovo del taglio delle accise sui carburanti potrebbe costare agli automobilisti italiani circa 1,4 miliardi di euro l’anno solo per i rifornimenti sulla rete stradale e autostradale. È la stima diffusa da Codacons, che commenta i recenti rialzi dei listini di benzina e gasolio. 

Secondo l’associazione, sulla rete ordinaria vengono venduti oltre 64 milioni di litri di carburante al giorno. Ne deriva un impatto stimato di circa 3,9 milioni di euro quotidiani, pari a oltre 1,42 miliardi su base annua, indipendentemente dall’andamento delle quotazioni internazionali. 

Il Codacons sottolinea inoltre come gli aumenti si inseriscano nel periodo estivo, tradizionalmente caratterizzato da un maggior uso dell’auto per gli spostamenti, nonostante il petrolio abbia registrato un calo di circa il 25% dall’inizio di giugno. 

Sul fronte delle associazioni dei consumatori, la Unione Nazionale Consumatori parla di un impatto immediato sui pieni di carburante, stimando rincari fino a circa 2 euro per un pieno da 50 litri in pochi giorni. L’associazione critica inoltre la scelta del mancato rinnovo dello sconto sulle accise, definendola una “stangata” per gli automobilisti. 

Intanto, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del self service oggi è pari a 1,841 euro/litro per la benzina e 1,922 euro/litro per il gasolio sulla rete stradale. In autostrada si sale rispettivamente a 1,932 euro/litro per la benzina e 2,004 euro/litro per il gasolio. 

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OPS Trevi: l’operazione che mette in luce l’assenza di una politica industriale dello Stato

L’Offerta Pubblica di Scambio promossa da ICOP su Trevi offre lo spunto per una riflessione che va ben oltre la singola operazione societaria. Il punto, infatti, non è stabilire se l’OPS sia industrialmente valida  o meno ma chiedersi se il sistema pubblico voglia valorizzare fino in fondo il percorso che esso stesso aveva contribuito ad avviare.

Quando, tra il 2018 e il 2019, Trevi attraversò una gravissima crisi finanziaria che ne metteva a rischio la stessa sopravvivenza, Cassa Depositi e Prestiti ebbe il merito di comprendere che non si trattava soltanto di salvare un’impresa, ma di preservare un patrimonio di competenze e di know-how costruito in decenni di attività. Attraverso CDP Equity sostenne il piano di ricapitalizzazione e affidò il rilancio del gruppo a un management di altissimo profilo tecnico e finanziario.

Quella scelta si è rivelata vincente.

Nel giro di pochi anni Trevi è tornata a essere un gruppo competitivo, ha riportato in ordine i propri conti, ha ricostruito la redditività, ha rafforzato il portafoglio ordini e, con il recente aumento di capitale da 100 milioni di euro, ha definitivamente consolidato la propria struttura patrimoniale. Oggi opera in oltre novanta Paesi e continua a rappresentare una delle principali eccellenze mondiali nelle fondazioni speciali e nell’ingegneria del sottosuolo.

È proprio da questo successo che nasce il vero interrogativo.

Se Cassa Depositi e Prestiti aveva giustamente intuito che un patrimonio industriale di questo livello non dovesse andare disperso, perché quella stessa visione non può continuare a svilupparsi nella fase successiva?

Il risanamento puo’ rappresentare non il punto di arrivo, ma il punto di partenza di una strategia industriale di medio-lungo periodo. Una strategia capace di creare un grande polo nazionale, insieme ad altre società operanti nel settore delle infrastrutture e dell’ingegneria, riconducibili direttamente o indirettamente al sistema delle partecipazioni pubbliche.

Un polo di eccellenze italiane nel quale ogni società avrebbe continuato a mantenere la propria indipendenza ed identità industriale, operando però all’interno di una piattaforma comune in grado di sviluppare sinergie, massa critica e capacità finanziaria.

È proprio la dimensione e la presenza nel mondo che oggi rappresenta uno dei principali limiti delle imprese italiane sui mercati internazionali.

Le competenze non mancano. Il know-how neppure. Molte aziende italiane sono ai vertici mondiali nei rispettivi settori. Ciò che spesso manca è la forza patrimoniale, organizzativa necessaria e la presenza locale stabile per competere nelle grandi gare internazionali, dove i principali concorrenti sono gruppi statunitensi, francesi, tedeschi e britannici dotati di dimensioni ben superiori.

Un polo nazionale trasversale costruito mettendo a sistema queste eccellenze potrebbe colmare proprio questo divario, consentendo all’Italia di presentarsi sui mercati esteri con una capacità competitiva completamente diversa, in un comparto destinato a crescere nei prossimi decenni grazie agli investimenti nelle infrastrutture, nella transizione energetica e nella sicurezza del territorio.

L’OPS di ICOP non cambia questa realtà.

Darà probabilmente vita a un operatore italiano privato più forte dell’attuale sfruttando la consolidata presenza di Trevi nel mondo, ma difficilmente a un gruppo con le dimensioni necessarie per confrontarsi ad armi pari con i grandi player mondiali. È qui che emerge la differenza tra un’aggregazione privata, del tutto legittima, e una strategia industriale nazionale.

Non vi è alcuna critica nei confronti di ICOP. Un operatore privato ha individuato un’opportunità industriale e intravvedendo la possibilità di espandersi beneficiando del mercato in cui opera Trevi ha deciso di coglierla. È la naturale logica del mercato.

La riflessione riguarda piuttosto come vuole reagire il principale azionista di Trevi.

Dopo aver contribuito al salvataggio dell’azienda e averne sostenuto il rilancio, non sarebbe opportuno chiedersi quale ruolo strategico quella società potrebbe svolgere all’interno di un progetto industriale più ampio?

Anche perché Trevi possiede una divisione il cui valore va ben oltre quello espresso dalla capitalizzazione di Borsa. Basti pensare a Soilmec, fra i principali leader mondiali nella progettazione e produzione di macchine per perforazioni e fondazioni speciali, il cui patrimonio tecnologico rappresenta una componente essenziale del valore industriale di Trevi.

L’operazione, inoltre, è costruita essenzialmente “carta contro carta”, attraverso uno scambio di azioni. Una modalità perfettamente legittima nelle operazioni straordinarie, ma che conferma come sia possibile acquisire il controllo di una società ormai risanata facendo leva soprattutto su un’operazione societaria, dopo che il settore pubblico aveva sostenuto il rischio della fase più difficile.

Anche la posizione espressa dal Ministero dell’Economia sembra limitarsi ad apprezzare gli effetti favorevoli per una aggregazione con capitali privati, senza cogliere l’occasione per aprire una riflessione più ampia sulla valorizzazione ulteriore di un asset partecipato dallo Stato, sulla possibilità di costruire, attraverso il sistema delle partecipazioni pubbliche, un grande polo nazionale delle infrastrutture e dell’ingegneria.

È probabilmente questo il vero nodo della vicenda.

La politica industriale non si esaurisce nel salvare un’impresa strategica quando è in difficoltà. Si misura soprattutto nella capacità di valorizzarla quando torna a creare ricchezza, trasformandola in uno strumento di crescita per l’intero sistema produttivo.

Nel caso di Trevi, Cassa Depositi e Prestiti ha dimostrato lungimiranza nella fase più difficile. Ciò che sarà necessario è la prosecuzione di quella stessa visione, trasformando un brillante intervento di salvataggio nell’occasione per costruire un progetto industriale di dimensione internazionale.

È probabilmente questa la vera riflessione che l’OPS di ICOP consegna oggi al dibattito economico italiano: non se l’operazione sia valida o meno, ma se il Paese abbia rinunciato, troppo presto, a un’ambizione ben più grande.

Antonio Maria Rinaldi

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Mediterraneo, D’Ancona: “Pantelleria continui a svolgere ruolo strategico”

(Adnkronos) – “Pantelleria è sempre stata centro del Mediterraneo, scambio di culture e dominazioni, popoli che sono arrivati qui dal mare. Per noi è importante che Pantelleria continui a svolgere il suo ruolo strategico nel Mediterraneo e che con questa nuova visione Pantelleria abbia le giuste attenzioni all’interno del panorama istituzionale, regionale e nazionale”. Lo ha detto il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, che ha partecipato alla manifestazione ‘Mediterraneo – Pantelleria d’autore’, ideata da Myrta Merlino e Valentina Fontana per Vis Factor, e ha ringraziato il presidente del Senato Ignazio La Russa per la sua visita nell’Isola.  

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Ecobonus, quando comunicare all’Enea? Ecco cosa prevede la legge

(Adnkronos) –
A poter beneficiare dell’ecobonus sono i contribuenti che eseguono interventi di efficientamento energetico degli edifici esistenti. Dalla conclusione dei lavori, la legge fissa un termine di 90 giorni entro i quali è obbligatorio trasmettere la comunicazione all’Enea. 

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