Enel, la direttrice People & Organization Colacchia riceve il prestigioso Premio Marisa Bellisario

(Adnkronos) – Elisabetta Colacchia, Direttrice People & Organization del Gruppo Enel, è stata insignita del prestigioso Premio Marisa Bellisario “Donne che fanno la differenza”.  

Il premio, istituito 38 anni fa in memoria di Marisa Bellisario, una delle prime dirigenti d’azienda italiane e icona dell’imprenditoria tecnologica, celebra il talento, la leadership e il contributo femminile nei mondi dell’impresa, delle istituzioni, della scienza, dell’informazione, della cultura e del sociale.  

La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma lo scorso 27 giugno alla presenza di esponenti delle istituzioni, dell’economia, della cultura, dell’informazione e dello spettacolo, confermando ancora una volta il Premio Marisa Bellisario come uno dei più autorevoli appuntamenti dedicati alla valorizzazione del merito e della leadership femminile.  

La manager di Enel ha ricevuto la Mela d’Oro, un’opera d’arte in metalli preziosi a forma di mela cotogna, simbolo di determinazione, unicità e personalità, che ogni anno la Fondazione Marisa Bellisario conferisce alle donne distintesi per talento e visione. Il riconoscimento le è stato consegnato direttamente dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, sulle note della colonna sonora del film La mia Africa, tratto dall’omonima opera di Karen Blixen, scrittrice considerata un esempio di emancipazione femminile ante litteram.  

«La Fondazione assegna il premio a Elisabetta Colacchia, Direttrice People & Organization del Gruppo Enel, per avere tracciato una rotta fatta di competenza e determinazione fino ai vertici di uno dei più grandi gruppi energetici al mondo. Una leader risoluta che ha mostrato come la valorizzazione dei talenti, senza distinzione di genere, sia la più potente leva strategica di sviluppo globale». Queste le motivazioni con cui la giuria della Fondazione Marisa Bellisario ha conferito il riconoscimento.  

La manager di Enel vanta un percorso di eccellenza professionale, con una carriera che ha spaziato dai vertici della finanza a quelli delle infrastrutture, delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia. Chiamata da Flavio Cattaneo a dirigere la funzione People & Organization del Gruppo Enel nel 2023, Colacchia ha contribuito a posizionare la multinazionale dell’energia tra le imprese più innovative per le politiche di valorizzazione dei talenti e per le azioni concrete a favore della parità di genere.  

La multinazionale dell’energia ha infatti trasformato negli ultimi anni il welfare in un fattore strategico di crescita sociale e inclusione, capace di migliorare il benessere e la produttività delle persone.  

Recentemente il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha arricchito il novero delle iniziative a favore dei propri dipendenti con un nuovo programma di prevenzione sanitaria rivolto ai circa 32 mila lavoratori del perimetro Italia. Grazie a un accordo con le organizzazioni sindacali, nel biennio 2026-2027 i dipendenti e i loro familiari fiscalmente a carico potranno accedere gratuitamente a un pacchetto di visite specialistiche ed esami diagnostici, interamente coperto dall’azienda.  

Con questo programma Enel intende diffondere la cultura della prevenzione e rafforzare ulteriormente il proprio sistema di assistenza sanitaria integrativa che, grazie al Fondo sanitario Fisde, già eroga contributi per visite mediche, esami diagnostici e una vasta gamma di interventi sanitari, incluse le operazioni chirurgiche, con particolare attenzione alla disabilità e alla non autosufficienza.  

Le misure a sostegno dei lavoratori non sono circoscritte al solo ambito della prevenzione sanitaria. Un altro elemento di eccellenza del sistema di welfare di Enel è rappresentato dagli strumenti che sostengono concretamente la genitorialità e l’equilibrio tra vita privata e lavoro. Il Gruppo prevede infatti numerosi benefit: congedo di maternità retribuito al 100%; congedo di paternità esteso di ulteriori 20 giorni rispetto ai 10 previsti dalla legge; maggiorazione della retribuzione durante il congedo parentale; permessi retribuiti per i genitori in occasione della laurea o del diploma dei figli; permessi retribuiti per i caregiver impegnati nell’assistenza ai genitori anziani; possibilità di iscrivere tutti i figli fiscalmente a carico al fondo pensione del Gruppo Enel, con un contributo una tantum di 200 euro da parte dell’azienda; asilo nido aziendale presso la sede romana di piazza Verdi, in grado di accogliere oltre 40 bambini, con una retta coperta al 50% dall’azienda; contributi e agevolazioni per l’intero percorso scolastico e formativo dei figli.  

Misure che rappresentano anche una risposta concreta alla ridotta partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Un maggiore sostegno alla genitorialità significa infatti offrire sia alle donne sia agli uomini strumenti più efficaci per conciliare famiglia e carriera.  

L’azienda si è inoltre dotata di policy innovative con l’obiettivo di ridurre il gender gap e contribuire a creare ambienti di lavoro sempre più inclusivi, liberi da pregiudizi e discriminazioni.  

Non meno rilevante è l’investimento che Enel dedica alla formazione delle proprie persone, una leva imprescindibile per accrescere la competitività del Gruppo e il benessere dei dipendenti.  

Nel 2025 sono state erogate a livello globale oltre 3,3 milioni di ore di formazione, mentre nel 2026 è stata lanciata la prima Leadership School di Gruppo, pensata per formare una nuova generazione di leader capaci di interpretare scenari complessi e tradurli in decisioni e risultati concreti.  

La prima edizione della Leadership School è partita in Italia a giugno e sarà estesa a livello globale entro l’anno. Il progetto prevede oltre 120 ore di formazione distribuite nell’arco di otto mesi e coinvolge circa 60 leader emergenti ad alto potenziale, con una significativa presenza di giovani under 36 e una particolare attenzione all’equilibrio di genere.  

Un ulteriore segnale di come il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo si stia distinguendo tra le aziende più innovative per le proprie politiche di welfare e di valorizzazione dei talenti. 

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Pmi, Camisa (Confapi): “Piano Marshall per sostenerle e agire per trattenere giovani”

(Adnkronos) – “Penso che noi siamo in un periodo epocale di svolta e la digitalizzazione e il ruolo dei manager è estremamente importante. Noi lavoriamo con i manager da anni, abbiamo fatto tanti correttivi che lavorano assieme e in un momento in cui l’età media dell’imprenditore continua ad alzarsi e molto spesso gli imprenditori sono ancora in territori analogici, poter pensare di essere all’interno delle nostre aziende sempre più manager digitali, questo sicuramente aiuterà le nostre aziende”. A dirlo Cristian Camisa, presidente Confapi, al Forum nazionale di Federmanager in corso a Roma. 

“In queste settimane – ha spiegato – abbiamo lanciato diverse proposte. La prima è un piano Marshall per le pmi. Noi abbiamo necessità assoluta di investimenti sul nostro mondo. Le aziende italiane sono tra le più super capitalizzate al mondo, quindi è necessario che vengano investite delle risorse all’interno del sistema, all’interno dell’azienda”. Come? “Oggi – ha affermato – sono circa 500 miliardi i titoli pubblici che vengono sottoscritti ogni anno. Se solo uno 0,5% venisse destinato all’aumento e all’investimento nelle aziende, noi avremmo 2,5 miliardi. Per 5 anni parleremo di 12,5 miliardi che attirerebbero anche con l’effetto leva dei fondi, quindi si arriverebbe a 25 miliardi nel giro di 5 anni. 25 miliardi investiti nelle aziende, aumentando la capitalizzazione, sarebbe questo uno strumento straordinario per poter rinnovare, investire, digitalizzare e quindi agganciarci alla competizione globale”.  

“Altra proposta che stiamo lanciando – ha aggiunto – è per i giovani. Noi non possiamo continuare ad avere giovani che vanno all’estero. Negli ultimi 5 anni circa 100.000 giovani sono andati all’estero senza rientrare in Italia e nel momento in cui noi stiamo formando questi giovani che costano alle casse dello Stato tra i 130 e i 200.000 euro nel percorso scolastico, ci vengono poi a mancare delle risorse fondamentali per la nostra crescita. Quindi anche su questo invitiamo il governo a intervenire perchè senza giovani non c’è impresa, senza impresa non c’è ricchezza”. 

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Innovazione e comunità, torna Cresco Award Città Sostenibili

(Adnkronos) – Fondazione Sodalitas, con il patrocinio di Anci e insieme alle imprese associate partner impegnate nella sostenibilità, lancia il bando dell’undicesima edizione di ‘Cresco Award Città Sostenibili’, il riconoscimento che valorizza l’impegno degli enti locali italiani nella costruzione di comunità più inclusive, resilienti e sostenibili, in coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

Promosso da Fondazione Sodalitas sin dal 2016, nelle prime dieci edizioni il concorso ha coinvolto 901 enti, con la candidatura di 1.187 progetti, contribuendo a diffondere esperienze innovative e replicabili sui territori. La partecipazione è aperta a Comuni, Province, Città Metropolitane, Unioni e Raggruppamenti di Comuni e Comunità Montane, che potranno candidare uno o più progetti già realizzati, recentemente conclusi o in fase avanzata di sviluppo, riconducibili a uno o più dei 17 Sdgs dell’Agenda 2030. 

Tutti i progetti presentati entreranno a far parte di Mondo Cresco – Biblioteca Cresco, la piattaforma digitale che raccoglie e diffonde le migliori esperienze di sostenibilità territoriale, favorendo la condivisione di modelli e soluzioni tra le amministrazioni locali.  

Anche nel 2026, accanto ai riconoscimenti assegnati da Fondazione Sodalitas nelle diverse classi demografiche, saranno conferiti i Premi Impresa promossi dalle aziende partner dell’iniziativa. I premi valorizzeranno progetti dedicati a temi quali biodiversità, mobilità sostenibile, inclusione sociale, innovazione digitale, intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici, resilienza climatica, gestione sostenibile delle risorse idriche, educazione e sviluppo delle comunità locali. Quest’anno le aziende partner dell’iniziativa sono: Alstom, Altea Federation, Aragorn, Bureau Veritas Italia, Cellnex, Certiquality, Confida, Consulnet, Dab Sistemi Integrati Effai, FedEx, Intesa Sanpaolo, Kpmg, Let’s Donation, Mapei, Pirelli, Poste Italiane, Sias, STMicroelectronics, Ubs, Wise Engineering. 

Le candidature potranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma Idea360 fino al 30 settembre 2026. I progetti saranno valutati da commissioni di esperti indipendenti e da una Giuria composta da rappresentanti di Anci, Assolombarda, Centro Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Politecnico di Milano, Sda Bocconi, Università Bocconi e Università degli Studi di Milano. La Giuria sarà presieduta dalla Rettrice del Politecnico di Milano. 

“Con l’edizione 2026 il Cresco Award entra nella fase più importante del percorso verso il 2030. Gli enti locali sono protagonisti della transizione sostenibile e svolgono un ruolo determinante nel trasformare gli obiettivi globali in risultati concreti per cittadini e comunità. Valorizzare e diffondere le loro esperienze significa accelerare il cambiamento e rafforzare la capacità dei territori di affrontare le sfide del futuro”, dichiara Giorgio Germani, consigliere delegato di Fondazione Sodalitas. 

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Saldi, sabato al via in quasi tutta Italia ma ribassi già iniziati

(Adnkronos) – Al via sabato i saldi estivi in quasi tutta Italia, tranne per Bolzano e Trento. Attesi da famiglie ed esercenti gli sconti arrivano in una fase di ripresa del reddito disponibile delle famiglie e dei consumi che, secondo l’Istat, segnano rispettivamente +1,6% e +1,4% nel primo trimestre rispetto al precedente. Da vedere se questo rinnovato slancio si tradurrà in una crescita delle spese o del risparmio.  

Ma le promozioni di fatto sono già partite: secondo un’indagine Ipsos per Fismo, la Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti, più di un terzo degli italiani, il 36%, ha acquistato a prezzo scontato prima dell’apertura ufficiale. Ad acquistare in anticipo è soprattutto il Mezzogiorno, dove la quota sale al 42%, contro il 33% del Nord e il 32% del Centro. Nel dettaglio territoriale il picco è al Sud e nelle Isole (42%) e nel Nord-Est (40%), più contenuto il Nord-Ovest (28%). Per fasce d’età l’anticipo riguarda quasi un under 35 su due (48%), contro il 31% degli over 35; tra gli uomini (38%) di poco più che tra le donne (35%). Un fenomeno diffuso che, per Fismo, misura un sistema da rivedere. 

Sullo sfondo, un comparto in sofferenza strutturale. Tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature, un calo del 13,5%, con circa 17mila posti di lavoro persi. La spesa delle famiglie per moda e calzature è scesa dal 7% al 3,7% dei consumi. I negozi indipendenti, che restano circa la metà dei punti vendita, oggi pesano per il 20-25% del mercato, contro oltre il 75% degli anni Ottanta. 

Calendario alla mano, i saldi dureranno al massimo fino al primo settembre. Nel distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina l’intervallo per beneficiare degli sconti andrà dal 16 luglio al 13 agosto; in alcuni comuni, tra i quali Ortisei, dal 21 agosto al 18 settembre. Mani libere in Trentino, la regione autonoma non è tenuta ad una data unica di inizio delle svendite. Intanto c’è grande attesa tra gli esercenti romani: secondo le stime della Confcommercio oltre 8 cittadini su 10 si avvarranno dei saldi (81,4 %). 

E la stagione degli sconti quest’anno si apre sotto la spinta anche della tassa di tre euro sui pacchi extra-Ue, accolta con favore dagli esercenti per contenere l’ondata dell’ultra fast fashion, come Shein. “I saldi estivi sono uno degli appuntamenti più attesi da famiglie, turisti e imprese con l’obiettivo di sostenere i consumi, valorizzare il commercio di prossimità e rafforzare un pilastro fondamentale della filiera della moda”, sottolinea in una nota il presidente di Federmoda-Confcommercio Giulio Felloni. “Anche l’introduzione, da oggi, 1° luglio, del dazio di 3 euro sui piccoli pacchi extra Ue è un segnale importante per riequilibrare il mercato all’insegna del principio ‘stesso mercato stesse regole’. Una misura che Federazione Moda Italia-Confcommercio ha fortemente voluto a livello europeo e che va nella direzione di contrastare gli squilibri generati dall’ultra fast fashion”, aggiunge, annunciando per domani la presentazione di un pacchetto di proposte in occasione dell’incontro sul retail della Moda al ministero per le Imprese ed il Made in Italy.  

Ma sulla ripresa del reddito e della spesa delle famiglie, al +1,6% e +1,4% nel primo trimestre secondo l’Istat, c’è la diffidenza dei consumatori che parlano di dati superati ed ‘erosi’ dal caro-energia. “Nel primo trimestre 2026 non si erano ancora dispiegati gli effetti nefasti dovuti all’effetto Iran. A marzo l’inflazione era ancora contenuta, sotto il 2%: 1,7%, da 1,5% di febbraio. E’ da aprile che è decollata da 1,7 a 2,7, con un’inflazione congiunturale dell’1,1%, un primato su base mensile che non si aveva addirittura dall’ottobre del 2022 al tempo della guerra in Ucraina”, osserva il presidente dell’Unione nazionale dei consumatori Massimiliano Dona. “Nel secondo trimestre questi dati, ora relativamente positivi, sono destinati, purtroppo, a peggiorare. Senza contare che comunque – avverte – non possono essere considerati entusiasmanti. Il fatto che il reddito disponibile salga più dei consumi, vuol dire che anche le famiglie che potrebbero permettersi di spendere di più, preferiscono mettere i soldi sotto al materasso e risparmiare, per mancanza di fiducia nel loro futuro, a scopo precauzionale”. 

Dai cambi ai pagamenti, i decaloghi anti-fregatura danno una serie di indicazioni per non incorrere in brutte sorprese. Tra questi la possibilità di sostituire un capo dopo l’acquisto, entro il massimo di un mese, a meno che il prodotto non sia stato danneggiato. Nel caso di prodotto difettoso il negoziante è tenuto alla sostituzione o il rimborso se impossibilitato a sostituirlo. Nell’e-commerce invece si può chiedere il rimborso del prodotto in ogni caso, quando anche non è difettoso. Sul fronte dei pagamenti, il negoziante è tenuto ad accettare le carte ove richiesto. Quanto al prodotto in vendita, deve avere carattere stagionale e non dovrebbe essere un’occasione per ‘svuotare’ il magazzino. D’obbligo la massima trasparenza sui prezzi: sul cartellino va indicato il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. (di Luana Cimino) 

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Imprese, Lucini (Generali): “Cresce un welfare sempre più integrato nella strategia d’impresa”

(Adnkronos) – “Dieci anni di Welfare Index Pmi raccontano una trasformazione ormai matura del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese italiane”. Lo ha affermato Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia, a margine della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2026, promossa da Generali a Palazzo della Cancelleria a Roma. “Il dato che colpisce maggiormente è la crescita della qualità del welfare. La quota delle imprese con un livello alto o molto alto è più che triplicata dall’avvio dell’iniziativa e oggi raggiunge circa il 34%. Si tratta di aziende che non si limitano a introdurre singole iniziative, ma inseriscono il welfare nella strategia complessiva dell’impresa”, ha spiegato. 

Secondo Lucini, il welfare maturo supera la funzione di integrazione del reddito. “Quando è sviluppato in modo strutturato diventa parte dell’insieme delle politiche sociali dell’azienda, rivolte non solo ai dipendenti ma anche alle loro famiglie e alle comunità”. La responsabile Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia ha evidenziato l’evoluzione degli strumenti adottati dalle imprese. “Assistiamo a una crescita dei percorsi di sanità integrativa, della prevenzione, dei servizi alla persona, della flessibilità organizzativa e del sostegno ai caregiver. Il welfare accompagna le persone durante tutto l’arco della vita lavorativa, adattandosi ai bisogni che cambiano nel tempo”. 

Lucini ha infine sottolineato il crescente coinvolgimento dei lavoratori. “Oggi i dipendenti apprezzano e utilizzano molto di più i servizi di welfare perché sono costruiti insieme a loro. Le imprese che sanno progettare un’offerta strutturata, dotarsi delle competenze necessarie e comunicare efficacemente le iniziative sono quelle che riescono a rispondere meglio ai bisogni reali e a generare un impatto sociale significativo”. 

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Imprese, Monacelli (Generali): “Welfare aziendale leva strategica di competitività”

(Adnkronos) – “Dieci anni di Welfare Index Pmi dimostrano una crescita costante del welfare aziendale e il suo contributo alla competitività delle imprese”. Lo ha affermato Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, a margine della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2026, promossa da Generali a Palazzo della Cancelleria a Roma. “Rispetto agli inizi oggi circa il 75% delle imprese ha raggiunto almeno un livello medio di welfare e quasi il 30% presenta un livello evoluto. È un’evoluzione quantitativa, ma soprattutto qualitativa”, ha osservato. 

Monacelli ha evidenziato la relazione tra sviluppo del welfare e risultati economici. “Le aziende con un welfare più evoluto registrano una produttività superiore del 20% e una redditività più alta del 40%. Questo conferma che il welfare genera valore diffuso: valore per le persone, per le imprese e per l’intero sistema Paese, contribuendo al benessere dei cittadini in modo complementare al sistema pubblico”. 

Secondo il General Manager di Generali Italia, il cambiamento più rilevante riguarda l’approccio delle imprese. “Il dato più significativo è il continuo aumento delle aziende che considerano il welfare una leva strategica della propria crescita. All’inizio era uno strumento più tattico, legato a singoli servizi; oggi è diventato un elemento distintivo per attrarre persone, favorire inclusione e integrazione e rendere le imprese più competitive”. Monacelli ha infine sottolineato la portata sociale del fenomeno. “Le imprese private raggiungono direttamente, o attraverso le famiglie dei dipendenti, quasi un italiano su due. Per questo il potenziale del welfare aziendale è enorme e può contribuire in maniera significativa allo sviluppo del Paese”. 

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Imprese, Fancel (Generali): “Coinvolgere sempre più Pmi nel percorso di crescita”

(Adnkronos) – “Il welfare aziendale oggi è un ecosistema composto da molti elementi che sostengono non solo i lavoratori, ma anche le loro famiglie”. Lo ha affermato Giancarlo Fancel, Country manager & Ceo Generali Italia, a margine della presentazione del Rapporto Welfare Index Pmi 2026, promossa da Generali a Palazzo della Cancelleria a Roma, nell’ambito della decima edizione dell’iniziativa dedicata all’evoluzione del welfare nelle piccole e medie imprese italiane. “Negli anni il welfare è partito come integrazione economica, ma si è progressivamente trasformato in un sistema molto più articolato. Per questo oggi lo definiamo un ecosistema: comprende strumenti di premialità, sostegno e servizi che accompagnano la vita dei lavoratori e delle loro famiglie”, ha spiegato Fancel, sottolineando come il decimo anniversario dell’indice rappresenti un’occasione per misurare la crescita del fenomeno. 

“Quest’anno hanno partecipato circa 7mila imprese. È un dato molto importante perché ci consente di comprendere non solo come si evolvono le aziende, ma anche quanto sia cresciuta la diffusione della cultura del welfare”. Guardando ai prossimi anni, il Country Manager ha indicato l’obiettivo di ampliare ulteriormente il coinvolgimento delle Pmi. “Mi aspetto un’accelerazione proprio tra le piccole e medie imprese. La base costruita finora può rappresentare un esempio per chi non ha ancora sviluppato un welfare strutturato. Sono ottimista perché gli strumenti di welfare rispondono a bisogni reali delle famiglie e dei lavoratori”. 

Infine Fancel ha ribadito il ruolo del Gruppo Generali: “Vogliamo continuare ad amplificare questa alleanza tra iniziativa privata e benessere. Fa parte della nostra responsabilità sociale: non ci consideriamo soltanto assicuratori, ma partner del Paese”. Sul dato che ritiene più significativo del Rapporto ha concluso: “Il numero crescente di imprese partecipanti è l’indicatore più importante, perché dimostra la capacità del modello di fare da esempio e di coinvolgere sempre più aziende”. 

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Energia: indagine, per 44% governo deve incentivare rinnovabili

(Adnkronos) – Per contrastare la crisi climatica, ridurre la dipendenza dall’estero e il costo della bolletta, e al tempo stesso fronteggiare la ‘cooling poverty’, la Penisola deve accelerare su rinnovabili, accumuli e reti. A chiederlo al governo è il 44% dei cittadini secondo i quali l’esecutivo deve incentivare la produzione e l’impiego delle fonti pulite (è la risposta più caldeggiata dal campione), mentre il 69% si dichiara favorevole ad avere impianti eolici o fotovoltaici nelle vicinanze: in particolare il 38% dice che li accetterebbe entro i 10 km da casa, e il 31% li accoglierebbe entro i 50 km di distanza. È quanto emerge in sintesi dal nuovo sondaggio Ipsos ‘Rigenerare il futuro’ realizzato per la XIII edizione dell”Ecoforum nazionale sull’economia circolare’ di Legambiente, Kyoto Club, Nuova Ecologia e presentato oggi a Roma. 

Sul fronte delle azioni politiche, serve un lavoro corale e di squadra da parte di governo e amministrazioni locali: quest’ultime per il 35% degli intervistati devono snellire i processi autorizzativi. Bocciata, invece, la politica energetica pro fossili e nucleare del governo. Per il 65% del campione l’Italia paga lo scotto di una forte dipendenza dal petrolio e dalle fonti fossili. Sui potenziali benefici del nucleare, per oltre il 50% degli intervistati l’atomo non porterà benefici immediati ma proiettati a lungo termine (tra i 10 e i 20 anni) non rispondendo così alle urgenze del presente per famiglie e imprese. Inoltre, la stragrande maggioranza del campione (66%), conferma di non volere centrali: il 32% non le vuole per niente, mentre il 34% le vuole oltre i 100 km di distanza. 

A questi dati si aggiungono quelli sull’economia circolare. In generale cresce la conoscenza dei cittadini sull’economia circolare che passa dal 70% dello scorso anno all’attuale 78%. Inoltre, per il 45% degli intervistati andrebbe valorizzato il primato Ue dell’Italia, paese con la più alta percentuale di riciclo dei rifiuti totali (urbani e speciali, pari al 92,6%). “Un dato in generale importante, anche se non bisogna dimenticare che ad oggi l’Italia – denuncia Legambiente – è ancora lontana dal target del 65% di avvio al riciclo dei rifiuti urbani entro il 2035 dettato dalle normative europee e questo si traduce in una mancanza di materiali per far lavorare a regime gli impianti e in un inadeguato recupero di materie prime critiche strategiche”. 

“In un contesto globale caratterizzato da crisi climatica, guerre, instabilità geopolitica, crescita dei costi energetici e delle materie prime – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è importante che l’Italia investa su politiche e investimenti che mettano al centro l’obiettivo dell’indipendenza dall’estero, puntando su innovazione, fonti pulite ed economia circolare. Come emerge anche dal nostro sondaggio, in Italia c’è una maggioranza silenziosa che vuole che il paese imbocchi la via maestra tracciata da rinnovabili e circolarità per portare benefici ai territori, ridurre i costi e aumentare la competitività del Paese. Le istituzioni nazionali, regionali e locali non devono farsi trascinare dagli slogan della minoranza rumorosa che non vuole gli impianti. È fondamentale, a tal proposito, snellire gli iter autorizzativi degli impianti a fonti rinnovabili e istituire un’unità di missione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per aumentare l’approvvigionamento delle materie prime critiche da riciclo dei Raee”. 

“Oggi sembra di moda attaccare il Green Deal europeo come se fosse la causa delle crisi – economiche e sociali – e non invece una ricetta di concreta politica industriale mirata a tutelare e promuovere il nostro sistema. L’economia circolare lo dimostra molto bene: chi ha investito su sostenibilità e uso efficiente delle risorse ha anche i migliori risultati in termini economici e occupazionali e contribuisce a far sì che l’Italia sia leader in Europa sulla strada della circolarità. Oggi, nel post Pnrr, una strada ancora più obbligata per un Paese povero di materie prime come l’Italia, se vogliamo tutelare la competitività delle nostre imprese e ridurre le dipendenze in questa economia globalizzata”, commenta Francesco Ferrante vicepresidente del Kyoto Club. 

Tornando al sondaggio Ipsos, commissionato da Legambiente e Conou, altro tema importante riguarda quello della gestione dell’olio minerale esausto. Dal sondaggio emerge che l’82% degli intervistati ritiene importanti e vantaggiosi raccolta e rigenerazione dell’olio usato. Per quasi un cittadino su due, il vantaggio principale è la “riduzione dell’inquinamento”. Segue, a distanza, la consapevolezza del valore economico e strategico del recupero, con il 22% che indica il “risparmio di petrolio e materie prime”. “Gli italiani non immaginano che il loro Paese sia di gran lunga più avanzato nella circolarità degli oli minerali anche di Europa e Stati Uniti. Dovrebbero invece sapere che ciò accade perché la circolarità non è affidata solo al libero mercato e al profitto, ma a un Consorzio che non ha fine di lucro che ogni mattina si sveglia e, pensando alla circolarità, indica la via alle imprese della filiera”, dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou. 

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Cisambiente Confindustria sceglie la Calabria: al Parco Biometano Ecoross il confronto sul futuro dell’energia

(Adnkronos) – Il Parco Biometano Ecoross di Corigliano Rossano ha ospitato l’Assemblea generale 2026 di Cisambiente Confindustria, dedicata alle politiche energetiche e al futuro delle rinnovabili. L’impianto rappresenta un esempio di economia circolare, trasformando i rifiuti organici domestici in biometano, un gas 100% rinnovabile. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Walter Pulignano amministratore unico Ecoross, Donato Notarangelo presidente Cisambiente Confindustria e Roberta Toffanin, esperto consulente del Mase e membro del Cda del Gse. La moderazione è stata affidata a Lucia Leonessi direttore generale Cisambiente Confindustria. 

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Econocom acquisisce il 51% di Bagnetti e si rafforza nel centro Italia

(Adnkronos) – Econocom acquisisce il 51% di Bagnetti, azienda romana specializzata nella fornitura di soluzioni IT e servizi professionali, con un fatturato di oltre 30 milioni di euro. L’accordo prevede un percorso che porterà progressivamente all’acquisizione del 100% del capitale della società. “La guida – annuncia il gruppo – resterà affidata all’attuale management, composto dai soci Giancarlo Bagnetti, Daniela Fefè e Claudio Bagnetti, a conferma della volontà di Econocom di garantire continuità e di investire nel consolidamento e nello sviluppo di una piattaforma sempre più solida e specializzata nel mercato italiano dell’Ict. In questo contesto, Giancarlo Bagnetti e Daniela Fefè ricopriranno il ruolo di Managing Director, con responsabilità rispettivamente sulle funzioni gestionali e di supporto e sulle attività commerciali e operative”.  

L’operazione si inserisce nella strategia di crescita per linee esterne perseguita da Econocom, che individua nelle acquisizioni una leva chiave per ampliare la copertura territoriale, rafforzare le competenze distintive e consolidare il proprio ruolo di abilitatore della trasformazione digitale. 

Fondata nel 1979 e con sede a Roma, Bagnetti è uno storico operatore del settore Ict italiano con una consolidata presenza nel mercato privato e nella Pubblica Amministrazione. L’acquisizione consente a Econocom – gruppo internazionale attivo nel mercato della Digital Transformation, quotato a Bruxelles, con circa 3 miliardi di euro di ricavi e oltre 8.000 collaboratori – di rafforzare il proprio presidio nell’area di Roma e nel Centro Italia. L’operazione permetterà inoltre di sviluppare significative sinergie commerciali attraverso attività di cross e up-selling sulla base clienti, valorizzando le rispettive specializzazioni tecnologiche e settoriali e ampliando la capacità di risposta alle esigenze di trasformazione digitale delle organizzazioni pubbliche e private. 

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