Si chiude l’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile

(Adnkronos) – Sono il Direttore Leonardo Becchetti, il Presidente di Federcasse-BCC Augusto dell’Erba e il Presidente Confcooperative Maurizio Gardini a tirare le somme alla conclusione dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile ospitato a Firenze. 

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Salone Nautico: Perrelli (America’s Cup Partnership), ‘Entusiasmo incredibile e ascolti record, premesse fantastiche per il 2027’

(Adnkronos) – “Grazie all’accordo siglato lo scorso anno tra Team New Zealand e Confindustria Nautica, la Coppa America è arrivata a Genova e noi oggi raccogliamo il testimone per proseguire un dialogo in forte crescita. Il riscontro del pubblico è straordinario: registriamo già un primo bagno di folla e un entusiasmo travolgente. Guardando al 2027 le prospettive sono eccellenti, forti dei grandi successi organizzativi e sportivi ottenuti a Cagliari e Napoli, dove la risposta dei territori e gli ascolti televisivi nazionali hanno superato ogni aspettativa. L’anno prossimo saprà essere ancora meglio”. Lo ha dichiarato Marzio Perrelli, Chief Executive Officer dell’America’s Cup Partnership, intervenendo al 66esimo Salone Nautico di Genova, in svolgimento fino al 6 ottobre e intitolato ‘We are made of sea’. 

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Festival Nazionale dell’Economia Civile: partecipazione femminile e premiazioni sul palco dell’ultima giornata

(Adnkronos) – 80 anni di partecipazione femminile e nuove economie della democrazia, poi spazio a due premi sul palco del Festival nazionale dell’economia civile, giunto all’ultima giornata. Politiche di genere al centro con la giornalista Marianna Aprile, la Professoressa di Diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Firenze Maria Paola Monaco e il collega Enrico Marone. Spazio poi al premio Nazionale Comuni di Economia Civile 2026 e Premio Amministrazione Condivisa con Valentina Avantaggiato, Sindaca di Melpignano, e Marco Ciarulli, Presidente Legambiente Marche. 

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Nautica, Pozzi (min.Sport): “Grandi eventi volano per territori e pratica sportiva, America’s Cup scommessa vinta”

(Adnkronos) – “In questi quattro anni di governo non sono mancati grandi eventi sportivi in Italia, dalla Ryder Cup alle Olimpiadi invernali fino ai Giochi del Mediterraneo a Taranto. Credere e investire nei grandi eventi serve a rilanciare gli indotti, i tessuti sociali dei territori e l’aumento del movimento sportivo. C’è un dato molto importante: nella sola settimana della regata preliminare a Napoli, la Federazione Italiana Vela ha registrato in Campania un +17% di tesserati, con la maggior parte dei ragazzi sotto i 14 anni. Uno dei motivi per cui il governo investe nei grandi eventi è proprio il potenziamento della pratica sportiva. Se è vero che Bagnoli sarà una legacy e che l’indotto economico di un appuntamento come l’America’s Cup è stato determinante nella decisione di candidarci ad ospitare la 38esima edizione, dall’altro lato l’obiettivo è far crescere la vela, un modus operandi che applichiamo ad ogni grande evento. I primi dati arrivati da Napoli ci confermano che sull’America’s Cup abbiamo creduto fortemente e stanno già arrivando le prime risposte”. Lo ha detto Mario Pozzi, capo della segreteria tecnica del ministero dello Sport e i Giovani, intervenendo nell’ambito del 66esimo Salone Nautico di Genova, in corso fino al 6 ottobre e intitolato ‘We are made of sea’. 

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Nautica, Perrelli (America’s Cup Partnership): “ntusiamo incredibile, premesse fantatische per 2027”

(Adnkronos) – “Lo scorso anno il team New Zealand, che era il Defender che ha strutturato e definito l’accordo col Governo per portare la Coppa America a Napoli, ha siglato un accordo con Confindustria Nautica. Quindi qui a Genova ha portato la Coppa America e noi abbiamo preso il testimone: oggi continuiamo questo dialogo che sta crescendo insieme a tutto il percorso della Coppa America. Che aspettative ci sono per il 2027? Le premesse sono fantastiche. Sono state bellissime le regate, l’organizzazione e il successo sia di Cagliari sia ovviamente quello che abbiamo visto il weekend scorso a Napoli. Le risposte del territorio, ma anche dell’audience televisiva in tutto il paese, sono state superiori alle aspettative. Possiamo immaginare che l’anno prossimo sarà ancora meglio”. Lo ha detto Marzio Perrelli, Chief Executive Officer dell’America’s Cup Partnership, durante la sua visita al 66esimo Salone Nautico di Genova, in svolgimento fino al 6 ottobre e intitolato ‘We are made of sea’. 

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Cucinelli: “Tra social e tecnologia abbiamo dimenticato il valore dell’umano”

(Adnkronos) – L’intervista allo stilista e imprenditore Brunello Cucinelli a margine del suo intervento alla maratona digitale di Digithon a Bisceglie. 

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Festival nazionale economia civile, Mario Mantovani: “Democrazia energetica passa anche dall’Amazzonia”

(Adnkronos) – “Democrazia energetica” al centro del programma pomeridiano della terza giornata di lavori al Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze, giunto all’ottava edizione. Durante il panel è stata presentata la ricerca sull’impatto delle Comunità Energetiche Rinnovabili, collegata al think tank sulle CERIS con l’Osservatorio Nazionale sulla Nuova Economia Sociale e Civile (https://onesc.nexteconomia.org). La ricerca ha mappato 351 CER, comprese CER Solidali e a Impatto Sociale: “Si sviluppano soprattutto dove esistono reti associative e istituzionali forti. I modelli più efficaci sono partecipativi e multistakeholder. Producono risparmio energetico, contrasto alla povertà, investimenti locali e capitale sociale. Restano però poco conosciute: l’indice NESC sulla conoscenza è appena 0,32/1, il valore più basso. Si propone di riconoscere le CER come soggetti economici, con accesso alle risorse, trasparenza e accountability”. Mario Mantovani (ambientalista e Presidente della Fundação Florestal do Estado de São Paulo), ha portato il suo contributo sul tema di democrazia energetica portando l’esempio dell’Amazzonia: “Dove vivono circa 20 milioni di persone: tra i 2 e i 4 milioni risiedono nelle città principali, mentre tutte le altre vivono nella foresta. Anche queste comunità devono poter accedere all’energia: è una questione di democrazia. L’obiettivo dell’associazione che rappresento è quello di portare in questi luoghi pannelli solari, connessione internet e altri strumenti indispensabili per favorire l’integrazione delle popolazioni locali. L’obiettivo è anche aiutare le comunità a valorizzare le proprie attività estrattive e di raccolta dei prodotti della foresta, come le noci del Brasile o le materie prime destinate, per esempio, alla produzione di cosmetici. Cerchiamo di sostenere le persone in ogni fase di questo processo, affinché non siano sfruttate da chi acquista i loro prodotti al prezzo più basso. Vogliamo che conoscano il valore di mercato internazionale delle loro merci, che sappiano quanto valgono e che possano ottenere le certificazioni necessarie per valorizzarle. Si tratta di costruire un’intera filiera economica capace di favorire lo sviluppo”. A commentare il lavoro, Nicola Armaroli (dirigente di ricerca CNR e divulgatore): “Il 90% delle tecnologie che servono per la transizione le abbiamo già. Aspettare sempre la tecnologia che ci salverà, la fusione o la CCS, è un modo per continuare a ritardare una transizione che possiamo già fare. In Italia ci sono 300 GW di richieste di allacciamento presso Terna solo per le rinnovabili, a fronte di una potenza di picco tra i 45 e i 50 GW: se ne realizzassimo un decimo sarebbe già un successo. Il problema è principalmente culturale: vogliamo fare la transizione elettrica, ma ci mancano banalmente gli elettricisti”. 

Nel panel “Chi resta indietro? Abitare insieme in un mondo che cambia”, a confronto i contributi di Alessandro Maggioni (Presidente CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori), Anna Meli (Presidente di COSPE), Lorenzo Terzani (Presidente Consorzio Fabrica) e Alessandro Santoni (Coordinatore Nazionale della Consulta dei Piccoli Comuni dell’ANCI e Sindaco Comune di San Benedetto Val di Sambro). “Fabrica – ha detto Terzani – si occupa del tema dell’abitare a favore delle popolazioni delle fasce più deboli. Molti ci guardavano un po’ di traverso perché si era convinti che le cooperative sociali si debbano occupare di infanzia e di anziani, ma non di politiche abitative. Invece già 15 anni fa ci era chiaro che questo tema era centrale perché riguarda le fasce più deboli della popolazione”. Quindi Meli: “La crisi abitativa non colpisce tutti allo stesso modo: colpisce precari, giovani, studenti, redditi bassi e medio-bassi, ma quando alla fragilità economica si somma anche un cognome straniero, un colore della pelle diverso, un permesso di soggiorno, le difficoltà aumentano in maniera significativa: c’è un intreccio incredibile fra disuguaglianza e discriminazione”. Infine Santoni: “Chi resta indietro non è necessariamente chi è lontano, ma chi non può scegliere: i piccoli comuni, che rappresentano circa il 70% dei comuni italiani, e il resto del Paese sono due facce della stessa medaglia, e su questo si gioca molto del nostro futuro”. 

E’ arrivato poi il momento del “Premio Nazionale Prepararsi al Futuro 2026”, dedicato a tutti gli aspiranti startupper o alle startup costituite da meno di 36 mesi che hanno fatto dello sviluppo sostenibile la loro chiave di business. Silvia Rossi (Direttrice Fondosviluppo) spiega così il senso del premio: “Tra radicamento territoriale e competitività non c’è contraddizione: anzi, il legame con il territorio può diventare un forte fattore distintivo. Da solo però quel legame non basta più: per competere servono innovazione, capacità manageriale, investimenti, competenze digitali, sostenibilità economica e soprattutto la capacità di attrarre le nuove generazioni. La sfida è trasformare l’identità cooperativa in un modo nuovo di fare impresa, forte e radicato nei territori: il fondo mutualistico è uno strumento attivo in questa direzione”. Proprio a questo proposito, Franco Ferrarini (Vicepresidente Fondazione del Credito Cooperativo Tertio Millennio ETS) ha aggiunto: “I dati sulla mutualità ci indicano la rotta: il Credito Cooperativo non si limita a rispondere a un bisogno specifico, ma offre da tempo a cooperative e startup una gamma completa di sostegno e accompagnamento. Secondo l’Istituto Tagliacarne, i clienti del Credito Cooperativo crescono il 12% in più degli altri e fanno più rete: è il segno della qualità di questo accompagnamento. Con la Fondazione Tertio Millennio seguiamo da anni le cooperative di giovani e da cinque anni anche le startup, offrendo alle selezionate un corso di formazione imprenditoriale”. 

La startup premiata è risultata quindi “Atipiche” di Collalto Sabino (Rieti). Si tratta una cooperativa che fa della fermentazione un gesto culturale prima ancora che produttivo. Attorno alla filiera corta e alla valorizzazione delle produzioni locali costruisce un ecosistema di attività agroalimentari, laboratori, percorsi di educazione alimentare, catering ed esperienze territoriali. È un modello economico partecipativo e radicato nella comunità, che trasforma il saper fare contadino in una leva concreta di rigenerazione rurale e di presidio dei luoghi. 

Stefano Zamagni (Professore Emerito di Economia Politica, Università di Bologna e già Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali 2019-2023) è intervenuto all’interno del panel “Economia Sociale ed Economia Civile: due traiettorie per un futuro comune”, spiegando: “L’economia civile è un paradigma, cioè uno sguardo sulla realtà, ed è la derivazione nella modernità del pensiero francescano. È come un grande ombrello sotto il quale possono trovare spazio modelli diversi, come l’economia sociale, che ne applicano i principi in un determinato contesto storico e geografico”. Parole alle quali Gabriele Sepio (avvocato tributarista e Segretario Generale della Fondazione Terzjus) ha aggiunto: “I modelli che oggi chiamiamo economia sociale sono il portato storico dell’economia civile: organismi senza scopo di lucro che prendono in carico i bisogni della collettività e si 

governano in modo democratico e partecipativo. Un modello economico e giuridico non si costruisce sulla sabbia: se lo vogliamo fondato su reciprocità, gratuità e mutualità, dobbiamo raccogliere gli insegnamenti che arrivano dal Settecento e che oggi trovano attuazione nel Piano nazionale per l’economia sociale”. 

All’interno di un Festival al quale è stato dato ampio risalto alla cultura e al suo valore all’interno di tematiche economiche, è Matteo Spanò (Presidente Fondazione MUS.E Firenze) a spiegarne il significato: “Il festival è stato contaminato dalla cultura, ma è normale se si parla di un evento di economia civile come questo. Io credo che la cultura, analizzata da un lato sotto l’aspetto della quantità, dei numeri, degli aspetti dell’incidenza sul PIL, diventa fondamentale nell’osservare i processi e i metodi. Quindi è bene che anche qui si parli di cultura come settore importante e trainante del PIL, ma anche come metodo di partecipazione”. 

Il Festival nasce da un’idea di Federcasse (Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen), promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, SEC – Scuola di Economia Civile, Gioosto.com e la Fondazione MUS.E e il patrocinio del Comune di Firenze. 

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Festival nazionale economia civile, il rumore della cultura: quanto impatta l’arte nel contesto economico e sociale?

(Adnkronos) – In occasione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, ritorna il confronto sul ruolo e sulla forza delle espressioni artistiche nel produrre consapevolezza, empatia e impatto concreto: grazie all’impegno di Fondazione MUS.E nel provare a misurare quello che per sua natura è intangibile, abbiamo una stima di quanto valga davvero un’attività culturale, al di là della sola circolazione di denaro che produce. 

Andare a una mostra, a teatro o a un concerto non si limita a far “girare l’economia”, ma arricchisce il tessuto sociale e culturale della comunità. A testimoniarlo sono i dati misurati attraverso l’algoritmo del Civil Impact®, che per la Fondazione MUS.E registra un valore pari a 3,57: ciò significa che, per ogni euro investito, si realizza un beneficio sociale pari a 3,57 euro. A fronte di un input complessivo pari a € 7.946.702,00, il valore sociale generato sul territorio da MUS.E sfiora i 28,4 milioni di euro (€ 28.383.133,54). 

Accanto alla traduzione economica, si è cercato di misurare anche il profilo di generatività dell’organizzazione stessa, ovvero come i diversi livelli di azione interna ed esterna creano nuove possibilità di relazioni e benessere per le persone e le organizzazioni coinvolte. Questa rilevazione, unica nel suo genere tra le Fondazioni culturali italiane, riporta un profilo di generatività complessivamente medio-alto, attestato da un indice sintetico pari a 6,89 su 10. Il risultato descrive un’organizzazione dotata di una solida consapevolezza del proprio ruolo, di prassi consolidate di sostenibilità e di una spiccata capacità di riflettere sul senso della propria azione istituzionale. 

Nel corso del 2025, inoltre, Fondazione MUS.E ha avviato un percorso formativo e partecipativo promosso dal Presidente e dal Consiglio di Amministrazione per definire la propria Carta dei Valori. L’iniziativa ha coinvolto sia gli organi di governance sia l’intera comunità professionale (68 persone per un totale di 6 incontri, 18 ore di formazione e 36 ore di laboratorio) per costruire una cultura organizzativa condivisa e trasparente. 

I sei valori identitari individuati ed entrati a far parte della vita organizzativa sono: 

● Persona: riconoscimento dell’unicità, valorizzazione delle potenzialità e rispetto delle diversità. 

● Trasparenza: comunicazione chiara di scelte e obiettivi per costruire relazioni autentiche. 

● Passione: l’energia che nutre l’entusiasmo e unisce verso obiettivi comuni. 

● Responsabilità: consapevolezza delle proprie azioni e impegno nel portarle a termine. 

● Collaborazione: condivisione di competenze per migliorare il lavoro di squadra e i risultati. 

● Ascolto: apertura e attenzione per favorire il confronto e l’innovazione. 

Infine, nell’ottica di un continuo miglioramento delle condizioni di benessere e partecipazione dei lavoratori, la Fondazione ha misurato il proprio clima interno tramite l’indagine BESt Work Life® (promossa da NeXt Economia e coerente con il framework BES dell’Istat), registrando un punteggio pari a 5,8 su 10. Un punto di partenza fondamentale per guidare le future strategie di gestione interna e rafforzare l’adesione ai valori aziendali. 

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Nautica, Zanetti (Confindustria): “Economia del mare oltre 220 mld, risorsa chiave per competitività paese”

(Adnkronos) – “Il mare è rimasto per molto tempo una risorsa quasi nascosta per il nostro paese, ma negli ultimi anni registriamo un interesse sempre più evidente e fortemente supportato dai numeri. L’economia del mare sta crescendo anno dopo anno: siamo arrivati a superare i 220 miliardi di euro di valore aggiunto, che equivalgono a oltre l’11% del PIL italiano, entrando così di diritto nell’agenda economica e politica nazionale. C’è ancora molto lavoro da fare e la competitività è la nostra parola d’ordine, perché rafforzare le imprese del settore significa rafforzare l’intero paese. Come Confindustria intendiamo continuare a concentrarci sulle tre priorità strategiche per lo sviluppo: l’adeguamento delle infrastrutture e dei porti, la valorizzazione delle persone e delle competenze per sostenere la crescita dell’occupazione, e infine il rinnovamento tecnologico delle flotte, unendo la grande tradizione marittima all’innovazione”. È quanto ha sottolineato Mario Zanetti, Special Advisor Confindustria per l’Economia del Mare, intervenendo al convegno ‘L’economia del mare e l’impatto economico dello yachting’, promosso da Confindustria Economia del Mare e Confindustria Nautica nel quadro del 66esimo Salone Nautico Internazionale di Genova, la kermesse leader mondiale del settore in svolgimento presso il nuovo Waterfront di Levante fino al 6 ottobre sotto l’emblema e il pay-off ‘We are made of sea’. 

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Nautica: Zanetti (Confindustria), ‘Economia del mare vale l’11% del PIL, puntare su porti, competenze e flotte’

(Adnkronos) – “L’economia del mare sta uscendo da una condizione di risorsa sommersa e oggi, forte di un valore aggiunto che supera i 220 miliardi di euro pari a oltre l’11% del PIL nazionale, si attesta al centro delle agende economiche e politiche del paese. Per garantire la competitività del sistema Italia occorre spingere su tre pilastri strategici individuati da Confindustria: il potenziamento delle infrastrutture portuali, l’investimento sulla forza lavoro e sulle competenze indispensabili per generare nuovo valore, e la modernizzazione tecnologica delle flotte nel segno dell’innovazione e della grande tradizione marittima”. A rimarcarlo è Mario Zanetti, Special Advisor Confindustria per l’Economia del Mare, intervenendo al convegno ‘L’economia del mare e l’impatto economico dello yachting’, promosso da Confindustria Economia del Mare e Confindustria Nautica nell’ambito del 66esimo Salone Nautico di Genova, in svolgimento fino al 6 ottobre e intitolato ‘We are made of sea’. 

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