Carburanti, l’allarme del presidente di FederPetroli Italia: “Tra un mese il pieno potrebbe costare 30 euro in più”

(Adnkronos) – “Con la situazione di incremento giornaliero dei prezzi alla pompa per benzina e gasolio, tra un mese, se la situazione non dovesse avere freno, saremo costretti a fare un pieno con un costo dal 28 al 32%, circa 30 euro di maggiorazione su un rifornimento base di automobile”. A dirlo all’Adnkronos è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, commentando i nuovi rincari.  

“Abbiamo da circa due mesi un -36% sull’erogato diesel sui mezzi pesanti”, continua Marsiglia, che sottolinea: “Le aziende di trasporto hanno cambiato le proprie politiche logistiche a causa del caro gasolio: con la situazione paradossale che già la filiera inizia a essere intaccata e si iniziano a vedere meno prodotti sugli scaffali”. 

“Una situazione insostenibile se si pensa che da novembre 2025 un camion oggi ha un surplus mensile di circa euro 1.100”, conclude. 

 

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Ex Ilva, licenziamenti sospesi fino a sentenza: governo apre a partecipazione pubblica

(Adnkronos) –
Tregua sui 2.500 licenziamenti dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto: Aigi e Aepi, che raccolgono le imprese che gravitano attorno al polo siderurgico, hanno acconsentito alla richiesta del governo di sospenderli. Ma è una tregua breve, durerà finché non si capirà il destino dell’area a caldo, cioè fino alla sentenza della Corte d’Appello di Milano che deciderà sull’istanza di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia e Ilva in As per il decreto di fermata. Intanto, il governo apre alla possibilità di una partecipazione pubblica a patto, però, che ci sia un piano industriale solido.  

È quanto è emerso dall’incontro di ieri a Palazzo Chigi che, presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, ha impegnato l’esecutivo in tre round per un totale di quasi sei ore: prima gli enti locali, poi le associazioni datoriali, infine i sindacati. Insieme a Mantovano, una fitta pattuglia di ministri: delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, degli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, la ministra del Lavoro Marina Calderone, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra e il consigliere per i rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro.  

Il passaggio è delicatissimo, la situazione spinosa. Oggi è prevista l’udienza di fronte al tribunale meneghino (la decisione finale non dovrebbe tardare di molto ad arrivare). “Nel caso la Corte confermasse il decreto di sospensione dell’area caldo – assicura Mantovano – l’intenzione del governo è provare a trasformare una situazione complicata e difficile in un’occasione per il rilancio dell’area”.  

Il primo passo è lo stop temporaneo ai licenziamenti, con un richiamo alla responsabilità “a cui non ci siamo potuti sottrarre, di fronte anche alle garanzie sulla continuità produttiva e di un nuovo tipo di acciaio green e forni Dri”, ha detto Nicola Convertino, presidente di Aigi; cui fanno eco le parole del presidente di Aepi, Mino Dinoi: “Avere l’unità verso un appello del governo di sospendere i licenziamenti è anche un atto di apertura da parte nostra, perché il nostro obiettivo non era licenziare ma far arrivare il grido di allarme che c’è a Taranto”.  

L’incertezza tuttavia rimane, e i metalmeccanici sono inquieti. Il confronto tra esecutivo e tute blu sconta quelle che fonti sindacali hanno definito “forti tensioni”, dovute allo stallo sulle differenti posizioni in merito alla vicenda dell’acciaieria, che portano ad una pausa di circa un’ora. Alla fine non si trova la quadra, ma si mette il tavolo in standby: entro un paio di giorni – quindi dopo l’udienza della Corte d’Appello – ci sarà un aggiornamento. Più tempo, quindi, per fare degli “approfondimenti”, spiega il segretario Uilm, Davide Sperti. “Siamo stati a un passo dalla rottura, i due giorni presi dal governo sono necessari a trovare gli strumenti nel caso in cui la magistratura confermasse di chiudere l’area a caldo”, dice il leader Fiom, Michele De Palma. E gli strumenti, i sindacati lo dicono con chiarezza, devono tutelare i lavoratori: “Per ora i licenziamenti sono solo sospesi, per noi il blocco dei licenziamenti è fondamentale”, dichiara Ferdinando Uliano, segretario generale Fim. 

Il governo “non è rassegnato” anche se la situazione è difficile, e Mantovano indica tre direttrici su cui lavorare anche nell’eventualità in cui il tribunale meneghino dovesse confermare la sospensione: le prospettive della gara per individuare il nuovo acquirente e la valutazione del piano industriale che sarà presentato; l’individuazione di misure di carattere sociale, dalla Cigs a percorsi di esodo incentivati; lo sviluppo dei progetti di reindustrializzazione, e quindi di assorbimento degli eventuali esuberi, non solo per i dipendenti Ex Ilva ma anche delle aziende dell’indotto.  

Sul fronte del bando internazionale non ci sono novità: la proposta di Jindal è sul tavolo, mentre gli italiani della cordata di Federacciai sono ancora nella fase di due diligence. Occorreranno, nei calcoli del governo, un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione, seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva.  

Nel mentre si apre lo spiraglio della partecipazione pubblica dello Stato. L’esecutivo infatti non la esclude, a patto però che ci sia un piano industriale solido e credibile, avrebbe affermato il sottosegretario. In ogni caso, l’unico futuro dell’acciaio in Italia è un futuro green. Quindi forni elettrici alimentati a Dri: le risorse ci sono, il governo le userà, avrebbe affermato Mantovano (il miliardo stanziato dal governo Draghi per il Dri, successivamente ridotto a circa 700 milioni, era stato dirottato dal decreto infrastrutture, diventato legge lo scorso 7 agosto, nei capitoli del Mimit con obiettivi, più generali, di decarbonizzazione siderurgica, rendendo possibile per questi fondi ‘rientrare dalla finestra’). 

Per un rilancio vero, però, il raggio d’azione però deve essere più ampio della sola Ilva. Per questo da Palazzo Chigi arriva la proposta di un tavolo permanente sull’area di Taranto, sul modello di quanto fatto per la realizzazione delle opere del Giubileo 2025 o, ancora, per gli interventi nella cosiddetta Terra dei Fuochi in Campania. La convocazione potrebbe arrivare già dai prossimi giorni, e l’obiettivo, spiega il sottosegretario, dovrà essere quello di “favorire l’assunzione di una responsabilità condivisa, evitando la frammentazione degli interventi e affrontando il futuro dell’area attraverso un disegno d’insieme”.  

L’idea piace alle imprese e agli enti territoriali, che insistono sulla necessità di mettere a terra una legge speciale per Taranto: “Abbiamo condiviso l’idea di costituire un tavolo interistituzionale di monitoraggio con ministeri ed enti locali, associazioni datoriali e sindacali, per individuare le soluzioni che possono poi diventare un provvedimento”, dice il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Gelida, invece, la reazione delle tute blu: “Non siamo una falegnameria, vogliamo risposte”, è la chiosa di Sperti. (di Martina Regis) 

 

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Pensioni, Fornero: “Giorgetti si contraddice, anche la proposta della Lega crea disparità di trattamento”

(Adnkronos) – “Giorgetti conferma il profilo sempre molto pacato delle sue dichiarazioni, ma mi sembra di poter dire che questa ultima è un po’ in contraddizione rispetto ad altre sue affermazioni sulla riforma del nostro governo: in particolare, di fronte ai cambiamenti demografici mi pare avesse detto che una controriforma della Fornero, diciamo così, non sarebbe stata possibile, visto per l’appunto l’invecchiamento della popolazione, il deterioramento molto rapido e molto forte che avremo nei prossimi decenni tra il numero delle persone anziane e il numero delle persone in età di lavoro. Quindi qualche volta ci si contraddice, anche questo è possibile in politica”. La professoressa Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del governo Monti, commenta con l’Adnkronos le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che – parlando dal palco dell’iniziativa della Lega ‘A tua difesa – Verso la Finanziaria 2027’ – ha definito di “buon senso” la proposta del Carroccio di un’uscita anticipata a 64 anni anche per chi ha cominciato a lavorare prima del 1996”, ravvisando “una distorsione” nella legge Fornero.  

Professoressa Fornero, la sua riforma, ha detto Giorgetti, tratta peggio chi ha iniziato a lavorare prima del ’96, rispetto a chi ha iniziato dopo, sostenendo che “anche costituzionalmente c’è qualche difetto”. Serve una “sorta di equità tra tutti i lavoratori”, ha affermato.
 

“Ahimè, qualche volta bisogna correggere delle distorsioni implicite in leggi passate e di fronte a una crisi chiedere sacrifici a quelli che arrivano dopo e che devono pagare scelte poco assennate precedenti. E’ vero che si trattano magari diversamente generazioni diverse, ma purtroppo questo può dipendere proprio dal fatto che il legislatore precedente non ha fatto i conti con le misure approvate, e quindi ha imposto costi a quelli che vengono dopo”.  

E quindi che bisogna fare?  

“Quando i costi sono eccessivi bisogna cercare di ridurli, non si possono abolire le pensioni del passato, ma si può chiedere alle persone di lavorare di più e si può anche correggere le formule pensionistiche”. 

La flessibilità è un obiettivo perseguibile in un sistema già sotto pressione?  

“La flessibilità è sempre una buona cosa. Ma l’ultima proposta della Lega dice che la flessibilità i lavoratori se la devono pagare, e quindi permette loro di andare in pensione ma sostanzialmente con l’applicazione della formula contributiva che è molto meno generosa di quella applicata ai lavoratori che sono andati in pensione con una fetta importante di formula retributiva. E anche questa è una diversità di trattamento, quindi l’osservazione che Giorgetti fa alla nostra legge vale anche per questa, perché comunque le persone vanno in pensione ma non con il beneficio che avevano coloro che ci sono andate finora, con una fetta più o meno rilevante di pensione calcolata con una formula più generosa. Quindi, purtroppo, quando ci sono costi da pagare qualcuno deve farlo”. 

Che impatto avrebbe sui conti pubblici la proposta della Lega?  

“Aumenterà la spesa previdenziale, perché se le persone escono aumenta la spesa per le pensioni, e diminuiscono le persone che lavorano, il che non mi sembra la ricetta migliore per la crescita della quale abbiamo bisogno. Inoltre, saranno pensioni più povere che costringeranno magari domani futuri governi a intervenire per alzarle. Non mi sembra francamente una proposta saggia e quindi rimango dell’opinione che il governo farebbe bene a rifletterci e che debba farlo anche il ministro del Tesoro”.  

Quale sarebbe la ricetta più adeguata?  

“C’è una transizione difficile e complicata proprio dagli errori del passato, se noi avessimo già fatto tutta questa transizione non avremmo dovuto affrontare le difficoltà che da tempo abbiamo, ripeto per la generosità del passato. Anch’io sarei d’accordissimo nel dire che si può andare in pensione in maniera flessibile, purché ci sia un minimo di importo altrimenti poi la pensione è troppo bassa e i cittadini non ce la fanno, ma in questo momento credo che sia ancora prematuro”. 

Quali sono le condizioni per poter introdurre maggiore flessibilità?  

“Quando le pensioni saranno calcolate interamente col contributivo la flessibilità ci sarà senza distorsioni, che anche questa ipotesi della Lega mantiene”.  

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Giorgetti: “Ipotesi flat tax per gli stipendi dei giovani. Pensione a 64 anni? Bisogna garantire equilibrio conti”

(Adnkronos) – Ipotesi di “accordo con gli imprenditori per una flat tax” sugli “aumenti degli stipendi dei giovani”. E’ l’idea lanciata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’evento ‘A tua difesa’ organizzato dalla Lega.  

“C’è l’opportunità di elevare ancora il limite per quanto riguarda la flat tax, che passa attraverso un limite piuttosto astruso e a mio giudizio ingiustificato, dell’Europa con cui bisogna negoziare”, ha continuato sull’impegno della Lega per rialzare a 100mila euro il tetto dei ricavi per la flat tax delle partite Iva oggi a 85mila euro. 

Per quanto riguarda il sistema pensionistico “deve garantire un equilibrio dei conti e una equità di trattamento” mentre “la proposta della Lega dei 64 anni deve essere letta nel modo corretto”, afferma, osservando che “nella riforma Fornero c’è, non dico un’ingiustizia, ma una distorsione tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, che sostanzialmente viene trattato peggio, e chi viene dopo che viene trattato in modo diverso”, spiega. 

Pensioni, Fornero: “Giorgetti si contraddice, anche la proposta della Lega crea disparità di trattamento”
 

Sul fronte deficit, “non faccio una malattia del 3%, stare sopra o sotto, il problema è che la storia corre molto più veloce delle istituzioni europee che sono ferme a dei trattati siglati 20-30 anni fa”. In Europa “o c’è la capacità di cambiare, di aggiornare, oppure inevitabilmente come una pentola a pressione prima o poi da qualche parte sfiata ed è quello che accade ogni volta che si va a votare in giro per l’Europa lo dimostra. Quindi è l’ennesimo campanello d’allarme, campanone, per svegliarsi, però non è che mi faccia molte illusioni”. 

Se ci fosse più “concorrenza” gli extra profitti delle banche “automaticamente” si abbasserebbero, continua quindi il ministro. “Ma c’è concorrenza nelle banche? C’è competizione? C’è competizione nell’andare a offrire ad un povero imprenditore che non trova niente” di prestiti, è la domanda retorica posta da Giorgetti dal palco dell’evento. “O se ci mettiamo invece nei panni di un pensionato che volesse trasferire il suo conto, quanto impiega a trasferirlo da una banca all’altra?”, insiste il ministro. “Se tu introduci questi elementi concorrenza vedi che alcuni extra-profitti automaticamente si abbassano a beneficio della collettività”, afferma. 

Il governo in quattro anni ha attuato “una politica di galleggiamento, cioè tenere la barca in acque sicure con gli interventi che ci hanno reso coerenti con la nostra impostazione e il nostro modo di vedere le cose”. Ora, continua Giorgetti, “faremo di più ma quello che deve essere chiaro è il principio di realismo, fare tutto il possibile in un principio di realtà, altrimenti i rischi sono dietro l’angolo”. 

“In questi quattro anni – spiega – credo che il governo abbia messo in sicurezza, non soltanto salvando, ma anche dando una prospettiva a situazioni che da tanto tempo si erano incancrenite. Alcune sono diciamo così di maggiore ribalta, altre sono come la vicenda di Tim che con l’operazione che è stata lanciata, a mio giudizio, dà una visione in un settore tecnologicamente fondamentale per lo sviluppo dell’economia”. 

 

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Pensione anticipata a 64 anni, cosa dice la Cgil: la simulazione

(Adnkronos) – L’eventuale possibilità di accedere alla pensione anticipata a 64 anni sarebbe accompagnata dal ricalcolo dell’intera pensione con il sistema contributivo, afferma la Cgil. Le simulazioni del sindacato mostrano che, con 40 anni di contributi e una retribuzione annua di 35mila euro, l’assegno calcolato con il sistema misto sarebbe di circa 1.726 euro mensili. 

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Affitti brevi: è scontro aperto tra Ue, proprietari di case e piattaforme turistiche

(Adnkronos) – La Commissione europea si accinge a dare battaglia
agli affitti brevi per affrontare la crisi delle locazioni e del caro-prezzi delle abitazioni. Il veicolo scelto è un regolamento denominato ‘Affordable Housing Act’ (Legge sugli alloggi a prezzi accessibili). Ma c’è stata già una levata di scudi in Italia da parte di chi opera nel settore extralberghiero e dei proprietari di case contro l’intervento legislativo che sarà presentato proprio domani, 9 settembre, a Bruxelles, del quale è circolata una bozza nei giorni scorsi. Bruxelles intanto ha avviato una consultazione pubblica. C’è l’intenzione di lasciare alle autorità locali, in particolare ai sindaci, il compito di stabilire come intervenire nelle cosiddette “aree soggette a stress abitativo”, dove il prezzo medio di acquisto di una casa, rapportato al reddito disponibile medio della popolazione ivi residente, dovrà essere pari o superiore a otto volte il reddito. L’Adnkronos ha raccolto le voci di chi si oppone al provvedimento ancor prima della sua nascita ufficiale, a cominciare dalle principali piattaforme online di alloggi e servizi turistici.  

“Booking.com sostiene un mercato unico europeo forte, come motore di crescita e prosperità. La proposta rischia di andare contro questa ambizione e di creare, invece, un precedente preoccupante per il suo indebolimento. Insieme alla maggioranza degli stakeholder che hanno partecipato alla consultazione pubblica, compresi gli Stati membri dell’Ue, riteniamo che non vi sia necessità di un intervento legislativo a livello europeo e avremmo preferito linee guida aggiornate nell’ambito della Direttiva Servizi – fanno sapere da Booking.com – Siamo pronti a collaborare con i colegislatori per garantire che la proposta preservi i pilastri fondamentali del mercato unico: sussidiarietà, non discriminazione e proporzionalità”.  

Più cauta la presa di posizione di Airbnb anche se puntuale. “La crisi abitativa in Europa richiede soluzioni strutturali e l’attuazione di questo regolamento dovrebbe puntare ad aumentare l’offerta di case. Lavoreremo con gli Stati membri per garantire che le misure adottate siano proporzionate e basate sui dati reali, a tutela di host, ospiti e comunità che dagli affitti brevi dipendono”. 

La stretta sugli affitti brevi è all’attenzione anche di Aigo – Associazione Italiana Gestori Ospitalità diffusa di Confesercenti. “Siamo preoccupati, anche se è vero che si tratta di una proposta e che non appena inizierà l’iter parlamentare europeo ci sarà la possibilità di interloquire con gli eurodeputati anche mediante il nostro ministero del Turismo” afferma Claudio Cuomo, presidente di Aigo. Inoltre, rimarca “sulla piattaforma europea della proposta normativa viene data la possibilità ai singoli gestori di intervenire per dare il proprio parere, noi inviteremo i nostri associati a farlo”. Perplessità tuttavia rimangono. “La domanda che ci poniamo come associazione è questa: limitare gli affitti brevi produrrà davvero più abitazioni disponibili per le famiglie? Perché – puntualizza – non dimentichiamo che, secondo gli ultimi dati Istat del 2024, ci sono ancora 9 milioni di abitazioni non affittate in Italia, né come affitti brevi né sotto forma di altro affitto”.  

Secondo Aigo infatti, il problema della scarsità di locazioni, specialmente in alcuni grandi centri urbani, nelle città d’arte e universitarie, da Firenze a Roma, da Venezia a Napoli e Bologna, risiede in un altro aspetto. “Il costo delle operazioni straordinarie per i condomini e quindi per i proprietari di immobili è salito tantissimo e spesso – spiega Cuomo – non c’è sicurezza del pagamento di un affitto o che l’immobile sia liberato a breve termine. L’unica sicurezza è che le tasse su quel contratto di affitto vanno comunque pagate”.  

Anche i proprietari di case si sono fatti sentire e la Confedilizia, che li rappresenta, ha lanciato un appello alla politica. La bozza del regolamento europeo prevede “l’attribuzione alla ‘autorità competente’ di ogni Paese Ue del potere di adottare misure per limitare le locazioni brevi nonché l’acquisto o l’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale. Occorre che tutte le forze politiche responsabili si adoperino, sia in sede nazionale, sia in sede europea per scongiurare l’approvazione di un regolamento che rappresenterebbe un’inaccettabile invasione di campo dell’Unione europea” commenta il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. 

Dura anche la posizione di Fimaa, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari di Confcommercio, che ritiene la bozza della normativa “irricevibile, lesiva del diritto di proprietà e della libertà contrattuale”. “Il testo è studiato per limitare gli affitti brevi e consente di introdurre limitazioni anche all’acquisto e all’utilizzo di unità immobiliari non destinate ad abitazione principale”. Oltretutto le locazioni di breve periodo, in Italia, riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali. “Il regolamento – prosegue Fimaa Italia – colpirebbe i piccoli proprietari che si ritroverebbero nell’impossibilità di mettere a reddito le proprie unità immobiliari. Il rischio è ancora più concreto se si considera che il testo è un regolamento e non una direttiva: una norma cioè direttamente applicabile in Italia senza alcun passaggio parlamentare”. 

Critiche, infine, anche dall’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari (Uppi). “Se una casa rimane vuota dovremmo domandarci perché il proprietario preferisca non affittarla a residenti. Aggiungere obblighi e divieti rischia di ottenere l’effetto contrario: meno proprietari disposti a mettere il proprio immobile sul mercato” taglia corto il presidente nazionale Fabio Pucci. L’Uppi propone da tempo di cambiare approccio e di incentivare il ritorno delle abitazioni alla locazione residenziale, attraverso quattro interventi: introdurre una detassazione parziale per chi rimette in locazione un immobile oggi sfitto; ridurre le lungaggini nelle procedure di rilascio degli immobili, garantendo tempi certi per il recupero dell’abitazione; stabilizzare le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni, offrendo un quadro fiscale certo e duraturo; facilitare la regolarizzazione delle irregolarità edilizie e impiantistiche sanabili che impediscono di destinare gli immobili alla locazione, anche a fronte dell’impegno ad applicare canoni calmierati. 

 

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Al Salone Margherita di Napoli il Forum Innovazione & Sostenibilità 2026

(Adnkronos) – Il 17 settembre, presso il Teatro Salone Margherita di Napoli, si terrà la decima edizione del Forum Innovazione & Sostenibilità, l’evento annuale di Comunicazione Italiana dedicato ai temi dell’innovazione sostenibile, della valorizzazione dei territori, della blue economy e del rapporto tra imprese, istituzioni e comunità nei processi di transizione. Promosso dall’Associazione For Human Community, il Forum costituisce la seconda tappa della Blue Green Week 2026, che prenderà il via il 16 settembre con la cerimonia di premiazione della terza edizione del Blue Green Economy Award e si concluderà dal 18 al 20 settembre con l’appuntamento velistico B2B Forum Sailing Cup. 

La giornata del 17 settembre si aprirà alle 9:15 con i saluti istituzionali di rappresentanti della Giunta comunale. Alle 9:30 prenderà quindi il via l’Opening Talk Show “Sustainability Voice: Istituzioni, territori e transizione: le sfide di chi governa il cambiamento”. A condurre il confronto sarà Simone Tani, senior fellow della School of Governance della Luiss Guido Carli. Interverranno Antonio Coviello, ricercatore del Cnr e docente dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Benino Maddaluno, direttore generale di Asia Napoli; Chiara Marciani, assessore alle Politiche Sociali, Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; e Carlo Marfisi, direttore territoriale di Enac. Il programma proseguirà mettendo in relazione esperienze, politiche e modelli di innovazione sostenibile: i progetti premiati al Blue Green Economy Award 2026 saranno presentati come casi di impatto e possibili benchmark per imprese, città e comunità, in un momento condotto da Tullia Cautiello, presidente dell’Associazione For Human Community, e Assia Viola, delegata Ferpi Campania. Le altre sessioni affronteranno temi come la credibilità della comunicazione Esg, il rapporto tra impatto dichiarato e reale, la mobilità sostenibile e la valorizzazione dei territori. 

Il Forum è organizzato con il patrocinio del Comune di Napoli. L’evento si pregia della collaborazione di Azienda Napoletana Mobilità A.N.M. in qualità di Official Partner, Adnkronos in qualità di Main Media Partner, nCore HR e Spods in qualità di Content Partner, Tinexta Infocert in qualità di Forum Partner, DiVita Tours in qualità di Partner Associativo, Canale Energia e FASI.eu in qualità di Media Partner. 

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Nautica, Anastassov (Ferretti):”Nostri brand sono i pilastri della strategia”

(Adnkronos) –  

Sono le parole di Stassi Anastassov, Global Chief Executive Officer, Ferretti Group, alla conferenza stampa organizzata oggi in occasione del primo giorno di lavori del Cannes Yachting Festival 2026, la manifestazione che apre la stagione dei saloni del Mediterraneo.  

L’incontro è stata l’occasione per affermare la visione strategica dell’Ad che da maggio di quest’anno è alla guida del Gruppo e per presentare le novità di prodotto portate alla prestigiosa esposizione nautica francese dove Ferretti si presenta con circa 20 Yacht. Sono quattro le world premier presentate da Ferretti per i marchi Itama, Riva e Custom Line. 

 

“Sono fermamente convinto che disponiamo di sette marchi unici che ci distinguono da tutti gli altri – afferma Ferretti – Non è qualcosa che abbiamo creato noi, è qualcosa che abbiamo ereditato. Nessuno possiede marchi che, come Riva, esistono dal 1842. Nessuno ha marchi iconici come Pershing o Wally, che hanno rivoluzionato il mercato, o come Ferretti, che di per sé rappresentava l’emblema stesso di ciò che uno yacht doveva essere. 

E, per le imbarcazioni di dimensioni maggiori, c’è Custom Line – aggiunge – Inoltre, abbiamo una categoria di clienti che desidera realizzare il proprio sogno personale, e siamo in grado di farlo attraverso Crn.” 

 

E continua: “Abbiamo poi qualcosa che considero un vero dono: ogni anno non abbiamo 200mila o 2 milioni di clienti. Abbiamo tra i 200 e i 250 armatori. Alcuni di loro hanno già posseduto yacht dei nostri marchi e tornano ad acquistare da noi. Il nostro compito è rendere straordinaria l’esperienza di ogni singolo armatore – afferma – Ogni interazione con ciascuno di loro deve farli innamorare del nostro marchio, spingerli a raccomandarlo ai loro amici e portarli a tornare anno dopo anno, diventando parte della famiglia Ferretti. Tutto questo è supportato da una grande organizzazione”. 

 

Una grande organizzazione fatta di persone e talenti, che per Anastassov sono il cuore pulsante del Gruppo. Una visione racchiusa anche nel nuovo claim “We Are Yachting”.  

 

“Le nostre persone hanno passione per il settore, passione per i marchi. E la passione è qualcosa che non si può fingere. Nella vita si può imparare qualsiasi cosa. Si possono frequentare le migliori università del mondo, ma c’è una cosa che non si può imparare né simulare: la passione – osserva – Abbiamo passione per i nostri clienti e passione per l’innovazione. È questo che continuerà a distinguere il Gruppo Ferretti e i suoi marchi da tutti gli altri”. 

 

“Mi sento fortunato perché ho avuto modo di incontrare così tante delle nostre persone, dal team di leadership fino a chi lavora sul campo – si sofferma ancora – Questa mattina ero con i nostri comandanti e con chi stava allestendo gli stand qui a Cannes. Sono quelle persone che di solito nessuno ringrazia. Io ero lì alle sei del mattino per vedere come lavoravano appositamente per ringraziarli del grande lavoro che svolgono, perché in tanti mantengono viva questa straordinaria azienda e dedicano la propria vita a rendere l’esperienza dei nostri armatori sempre migliore”, conclude. 

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Nuova stagione per Ferretti group comincia da Cannes, 4 world première e novità per clienti

(Adnkronos) – Prende il via la stagione dei saloni del Mediterraneo e Ferretti Group si presenta al Cannes Yachting Festival con una flotta di 22 imbarcazioni, tra cui quattro world première per i marchi Itama, Riva, Custom Line. Ad accogliere i visitatori all’ingresso del Salone anche Riva Iseo  

L’evento conferma la capacità del Gruppo di presidiare tutti i principali segmenti della nautica di lusso grazie all’ampiezza e alla forte identità dei suoi sette brand, uniti da innovazione costante, qualità assoluta ed eccellenza Made in Italy. Il Salone francese, tra gli appuntamenti più prestigiosi della nautica internazionale e in programma fino al 13 settembre, si è aperto con la tradizionale conferenza stampa di Ferretti Group, occasione per presentare le principali novità e condividere le direttrici strategiche della nuova stagione nautica. Al centro della strategia continua a esserci la capacità di interpretare l’evoluzione del mercato attraverso prodotti sempre più distintivi, sostenuti da competenze, investimenti e da un patrimonio di persone e talenti che rappresentano uno degli asset fondamentali del Gruppo. 

È proprio questo il significato del nuovo claim “We Are Yachting”, che accompagna Ferretti Group in questa fase: mettere al centro le persone e i talenti di un gruppo nautico protagonista a livello internazionale. Un patrimonio fatto di competenze, passione, cultura del prodotto ed eccellenza manifatturiera: elementi che ogni giorno danno forma a barche iconiche. Sul piano del rapporto con la clientela, Ferretti Group rafforza il legame con gli armatori annunciando un importante ampliamento della tutela ufficiale prevista sulle nuove imbarcazioni. Alla garanzia standard si affianca infatti l’estensione limitata “+1 Year Ferretti Quality Promise”, che aggiunge un ulteriore anno di copertura sulle barche dei brand del Gruppo. Questo periodo supplementare è stato concepito per tutelare in modo mirato gli ambiti in cui Ferretti Group esercita il controllo diretto su progettazione, maestria artigianale, installazione e affidabilità complessiva del prodotto. Una scelta che consolida ulteriormente la promessa di qualità del Gruppo e la relazione di fiducia con i propri armatori.  

 

 

“Cannes è il luogo in cui il mondo della nautica si ritrova e dove Ferretti Group presenta quello che sette brand straordinari, sette cantieri italiani e migliaia di persone di talento sanno creare. Quest’anno arriviamo con quattro première mondiali e oltre 20 yacht, ma per me il vero messaggio va ben oltre il numero di barche. La nostra ambizione è molto semplice: condurre Ferretti Group dall’eccellenza al primato assoluto. Questo significa brand più forti e distintivi, un processo di innovazione più rapido, una qualità senza compromessi e, soprattutto, un’esperienza armatoriale che non si conclude alla consegna dello yacht. Non ci limitiamo a costruire yacht, ma creiamo tempo, ricordi e serenità, che sono fra i lussi più rari al mondo. Da Cannes a Monaco, continueremo ad elevare gli standard che i nostri armatori si aspettano da noi. Ecco cosa significa davvero per me “We Are Yachting”: sette brand diversi, migliaia di svariati talenti, un’unica passione e ambizione: essere il punto di riferimento per questo settore”, ha commentato Stassi Anastassov, Global Chief Executive Officer, Ferretti Group.  

Le world première presenti a Cannes: innovazione, stile e visione progettuale Riva si prepara a conquistare la scena dei grandi saloni nautici internazionali con due nuovi modelli che raccontano, su dimensioni e concept diversi, la capacità unica e inconfondibile di reinterpretare costantemente lo stile e la visione progettuale. Al Cannes Yachting Festival, Riva presenta in anteprima mondiale Riva 56’ Rivale Super e Riva 96’ Argo Super, due evoluzioni di modelli di grande successo che esprimono in chiave contemporanea la perfetta combinazione di sportività, eleganza e connessione con il mare che caratterizza il brand.  

Itama 70 è invece il secondo modello del percorso di rinnovamento della gamma, un nuovo yacht da 70 piedi che esalta la vivibilità a bordo attraverso soluzioni che massimizzano il comfort, mantenendo intatto il carattere sportivo e l’eleganza senza tempo, tipici di Itama. In una cornice di assoluto prestigio, Custom Line celebra il suo trentesimo anniversario presentando la world première Custom Line Navetta 35, nuovo capolavoro della linea dislocante. Con 34,5 metri di lunghezza e 7,7 metri di baglio, Custom Line Navetta 35 nasce dalla collaborazione tra il Comitato Strategico di Prodotto e il Dipartimento Engineering di Ferretti Group, con la consulenza strategica di Custom Line Atelier, che ha accompagnato la definizione e lo sviluppo dello stile degli interni. Il design degli esterni è firmato dall’architetto Filippo Salvetti, mentre l’interior architecture è stata sviluppato dallo studio ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel. 

 

 

Si affianca alle world première anche la nuova versione di Ferretti Yachts 720, uno dei modelli di maggior successo della gamma flybridge, che sviluppa ulteriormente il concetto “Just Like Home” attraverso ambienti ancora più luminosi, spaziosi e funzionali – frutto della collaborazione fra il Comitato Strategico di Prodotto e il Dipartimento Engineering Ferretti Group, con il contributo dell’architetto Filippo Salvetti per gli esterni e di IdeaeItalia per gli interni. 

Grande attesa anche per Pershing GTX90, presentato in conferenza stampa, che amplia la gamma GTX con un nuovo modello nel segmento 90-100 piedi. Uno Sport Utility Yacht che racchiude tutti gli elementi distintivi della serie dando vita a una perfetta combinazione di comfort, vivibilità e sportività. 

Come ogni anno, ad accompagnare Ferretti Group nei giorni di Salone ci sarà un’esclusiva selezione di brand del lusso nazionali e internazionali: Range Rover, partner automotive ufficiale, che trasporterà a bordo dei suoi modelli di punta clienti ed armatori, Flexjet, leader nella business aviation, seguiti da Frette, Venini, Lanerossi e Zimmer+Rohde, mentre RODA e Nodoitalia firmano gli eleganti arredi da esterno. Tra i partner italiani, Dolce&Gabbana, che ha fornito le uniformi per il team Ferretti Group, Lavazza con le nuove intense creazioni, insieme a La Scolca e Ruinart che proporranno selezioni pregiate di vini e champagne. Completano il gruppo dei partner lo Yacht Club de Monaco, Bang & Olufsen, Atelier Rebul con i diffusori e i prodotti bagno, Cassigoli, e Limentani per soft decor, e Seabob con i water toys personalizzati.  

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Vicenzaoro September 2026, nuovo padiglione e strategia internazionale determinano la crescita

(Adnkronos) – Vicenzaoro September ancora in crescita. L’edizione settembrina del 2026 del salone di Italian Exhibition Group, ridisegnato dal nuovo Padiglione 2, chiude oggi con +4% di presenze complessive e una crescita del 9% della componente estera rispetto al settembre 2025. A conferma del consolidamento internazionale della manifestazione, le maggiori presenze estere arrivano da Regno Unito, Germania, Cina, India, Romania. Seguite da: Svizzera, Spagna, Danimarca, Colombia e Belgio. A segnare la crescita più alta sono Corea del Sud, Singapore, Kuwait, Sudafrica, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Indonesia, Cipro e Arabia Saudita. Continua anche la crescita dei paesi presenti in fiera: 136, con un aumento del 4% sullo scorso settembre; Europa in crescita del 9% e altrettanta percentuale per i Paesi extraeuropei, che salgono a 91. In leggero aumento anche le presenze dagli Stati Uniti a quota +2%. 

 Nell’anno del suo decennale, IEG mantiene la promessa fatta alla business community della gioielleria e al territorio, con la nuova infrastruttura del quartiere fieristico di Vicenza che dà il via a una nuova fase storica. “Una crescita che conferma il lavoro fatto durante le edizioni di transizione con il cantiere del nuovo Padiglione 2. Dal settembre ’24 la visitazione estera è aumentata costantemente, e ora con la spinta di T.Gold, sino al 12%, pur in un contesto internazionale complesso e incerto. Vicenzaoro muove i mercati più dinamici grazie alla sinergia con Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale e ICE Agenzia. Un lavoro di selezione che punta non soltanto sulla quantità, ma sulla giusta conoscenza delle aziende espositrici e dei loro mercati di riferimento”, commenta Matteo Farsura, a capo della divisione Jewellery & Fashion di IEG. Il programma di incoming con MAECI e ICE Agenzia, per questa edizione, ha portato a Vicenza 700 buyer esteri ospitati cui si aggiungono 210 italiani, per un totale record di 910 operatori. Un potenziamento rilevante costruito grazie all’attivazione di circa 70 uffici ICE nel mondo sotto la guida del presidente Matteo Zoppas. 

Con un layout in linea con le esigenze contemporanee di business grazie all’apertura del nuovo Padiglione 2, con la formula del Boutique Show Vicenzaoro concentra in un unico luogo l’intera filiera: dalle tecnologie di T.Gold al prodotto finito con 1.300 brand espositori e rafforza il proprio ruolo di piattaforma per il business internazionale. A scenari incerti, Vicenzaoro risponde con una proposta capace di attrarre il mercato, mostrare l’innovazione e anticipare i trend destinati a orientare il settore nei prossimi anni. 

 

  

CIBJO, la Confederazione mondiale della gioielleria guidata dal presidente Gaetano Cavalieri, punto di riferimento globale per la definizione di standard, nomenclature e best practice del settore, ha scelto di tenere a Vicenza il congresso del suo centenario. Con oltre 600 delegati, tutti figure chiave dell’industry come gruppi del lusso internazionale, operatori delle miniere e top retailer globali, l’evento ha confermato la centralità di Vicenzaoro come piattaforma di riferimento internazionale. Istituzioni e filiera condividono prospettive e strumenti per affrontare il cambiamento. Il calendario degli eventi creati assieme agli stakeholder e alle figure più competenti del settore, ha contribuito ad aggiornare gli operatori con strumenti per leggere l’evoluzione dei mercati, dell’innovazione, dei consumi e dei modelli distributivi, edizione dopo edizione. 

 La capacità di generare relazioni resta uno degli elementi distintivi di Vicenzaoro. Una piattaforma nella quale l’incontro professionale va oltre il momento strettamente commerciale e costruisce occasioni di confronto tra aziende, buyer, istituzioni, associazioni e protagonisti internazionali del settore. Infine, il successo di VO Vintage, con 53 espositori selezionati per la gioielleria e orologeria d’epoca e di modernariato, alla 9ª edizione, si è confermato evento di riferimento, che amplia l’esperienza di Vicenzaoro anche al pubblico non business con offerta di pregio e un calendario di appuntamenti per accrescere la cultura orologiera con voci esperte. 

 Partner strategici di VO sono MAECI e ICE Agenzia per l’attività di incoming di buyers dai mercati chiave. Partner internazionali sono CIBJO – Confederazione Mondiale della Gioielleria, GJEPC India – Gem and Jewellery Export Promotion Council, HKJJA – Hong Kong Jewellery & Jade Manufacturers Association, Francéclat. Partner nazionali: Confindustria Federorafi, Confcommercio Federpreziosi Confartigianato Orafi, CNA Orafi, Club degli Orafi Italia, Confimi Industria Categoria Orafa ed Argentiera, Assogemme, Assocoral, AFEMO – Associazione Fabbricanti Esportatori Macchinari per Oreficeria. Rappresentanze istituzionali: Regione Sicilia e Regione Campania. La Jewellery Agenda di IEG prosegue con il JGTD – Jewelry, Gems and Technology in Dubai dal 27 al 29 ottobre. Per l’Italia l’industry del gioiello si ritroverà nei distretti produttivi per il Valenza Gem Forum il 22 ottobre, e al Summit del Gioiello Italiano ad Arezzo il 3 dicembre. Vicenzaoro e T.Gold danno appuntamento dal 15 al 19 gennaio 2027. VO Vintage dal 15 al 18 gennaio. 

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