La Banca d’Inghilterra svela un piano per sostenere con acquisti i titoli di stato. Questi precipitano

La Banca d’Inghilterra ha presentato misure per evitare vendite eccessive di titoli da parte dei fondi pensione nel tentativo di stabilizzare i mercati finanziari britannici, mentre il Tesoro britannico ha cercato di tranquillizzare i mercati anticipando al 31 ottobre il tanto atteso piano fiscale, il tutto soprattutto per limitare la caduta di valore, e quindi l’incremento di interessi, dei titoli di stato britannici.

La banca ha anche annunciato le nuove regole, più morbide per il riacquisto dei titoli di stato inglesi, che entreranno in vigore venerdì al termine del programma di emergenza da 65 miliardi messo in atto la scorsa settimana.  Poco dopo, il Cancelliere Kwasi Kwarteng ha confermato che avrebbe anticipato il suo piano fiscale a medio termine rispetto alla data precedentemente prevista del 23 novembre e avrebbe chiesto all’indipendente Office for Budget Responsibility di fornire previsioni fiscali ed economiche nella stessa data.

In una dichiarazione rilasciata prima dell’apertura dei mercati di lunedì, la BoE ha affermato che questa settimana aumenterà il limite degli acquisti di debito pubblico britannico e lancerà una nuova linea di finanziamento a breve termine per affrontare la crisi di liquidità del settore pensionistico del Regno Unito.

L’ultimo intervento arriva in un periodo di turbolenza dei mercati finanziari britannici dopo il “mini” bilancio di Kwarteng del 23 settembre, in cui il cancelliere ha annunciato 45 miliardi di sterline di tagli fiscali non finanziati, cioè di nuovo debito o di scommessa sulla crescita. Questo, iniseme alle tensioni internazionali,  ha fatto cadere iol valore dei titoli e costretto la BoE ad intervenire in emergenza.  Quindi lunedì la BoE ha dichiarato di essere pronta ad aumentare l’entità dei suoi acquisti giornalieri di titoli di Stato britannici per “garantire una capacità sufficiente per gli acquisti di gilt” prima che il programma termini venerdì. Sebbene la banca centrale possa acquistare un massimo di 5 miliardi di sterline di gilt al giorno durante il suo intervento, nei primi otto giorni ha acquistato un totale cumulativo di meno di 4 miliardi di sterline, il che significa che conserva uno spazio significativo per ulteriori acquisti se necessario questa settimana.

Quindi la BoE “Avrebbe fatto i compiti” per garantire la stabilità del mercato dei titoli di stato britannici. Tutto questo è servito? No, non è servito praticamente a nulla. I titoli di stato a 10 anni inglesi, i Gilt, sono precipitati ancora di valore al livello della crisi della scorsa settimana e i rendimenti sono andati  di nuovo al 4,5%.

Attualmente solo  a, 4,502%. La BoE ha  fatto quasi tutto giusto, ma le aspettative negative sono tali per cui anche la sua azione è stata inutile, anzi è apparsa una conferma della debolezza dei titoli di stato britannici. Nello stesso tempo i sistemi monetari sono comunque collegati e, in questo caso, si sconta anche la politica restrittiva annunciata della BCE che influenza  gli interessi in Sterline.

Probabilmente la BoE dovrà “Fare di più”. Magari iniziare ad agire potentemente sul mercato, anche a costo di mettersi in tasca una  fetta consistente del debito britannico.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/la-banca-dinghilterra-svela-un-piano-per-sostenere-con-acquisti-i-titoli-di-stato-questi-precipitano/




Francia: c’è aria di unione fra i partiti di centrodestra. Cosa ne pensa la base

I terremoti elettorali in Italia e Svezia, con la vittoria del centrodestra, hanno portato a una serie di sommovimenti anche nella divisa e litigiosa destra francese. Marion Marenchal, nipote di Marine le Pen, ha parlato anche in un’intervista di questa opportunità. Per la Francia l’Unione, o anche l’alleanza stabile, fra i partiti del centrodestra sarebbe una grande, rivoluzionaria, novità: il sistema due turni non favorisce le alleanze, spesso incentivate anche da radici culturali diverse, per cui quello che non è sinistra è sempre stato frazionato e diviso.

Eppure qualcosa sta cambiando e ora si parla di collaborazione o unione, sul modello svedese e italiano. Cosa ne pensano gli elettori? Uno studio dell’istituto di sondaggi Cluster 17 in collaborazione con Le Point, pubblicato l’8 ottobre, si è posto l’obiettivo di verificare la possibilità di un’unione della destra in Francia. Su circa 2.000 elettori intervistati, i sostenitori del RN e di Riconquista! sono i più favorevoli a un’alleanza tra i loro partiti. È anche quasi unanimemente sostenuto dall’elettorato di Éric Zemmour, con il 94% di pareri favorevoli. In generale, lo studio mostra che più un elettore vota a destra, più propende per un’alleanza. In RN la situazione è meno radicale verso l’unione, ma, comunque, l’85% dei suoi elettori riteneva necessaria l’unione della destra per trionfare, nonostante le differenze con Riconquista!

E i repubblicani “Les Republicaines” ex gollisti?. Sul versante LR, la questione dell’alleanza della destra è molto più divisiva. Il motivo è che la famiglia politica è divisa tra l’elettorato “classico” che rifiuta questa alleanza con l’”estrema destra” e l’elettorato più conservatore che sarebbe tentato. Il 67% dell’elettorato LR, la parte che è “conservatrice”, “più anziana della media” e spesso ” rurale”, sarebbe favorevole a un’alleanza con gli altri partiti di destra. Questo potrebbe ripercuotersi nelle prossime elezioni interne: se vincesse un conservatore come Ciotti, allora l’unione alternativa del centrodestra sarebbe molto più vicina.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/francia-ce-aria-di-unione-fra-i-partiti-di-centrodestra-cosa-ne-pensa-la-base/




Il governo USA sta cercando di comprare 290 milioni di un farmaco anti-radiazioni

Il governo degli USA, tramite un proprio organo ufficiale, ha deciso di comprare 290 milioni di Dollari di un farmaco che dovrebbe ridurre i danni da radiazioni, soprattutto nei bambini. Eccovi un estratto del comunicato stampa dell’Health and Human service

PER IL RILASCIO IMMEDIATO
4 ottobre 2022

Contattare l’Ufficio stampa dell’HHS
202-821-9446
asprmedia@hhs.gov
www.hhs.gov/news
Twitter: @HHSgov

L’HHS acquista un farmaco da utilizzare nelle emergenze radiologiche e nucleari

Nell’ambito di un impegno costante e di lunga data per essere meglio preparati a salvare vite umane in caso di emergenze radiologiche e nucleari, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti sta acquistando da Amgen USA Inc. una fornitura del farmaco Nplate, approvato per il trattamento delle lesioni alle cellule del sangue che accompagnano la sindrome acuta da radiazioni nei pazienti adulti e pediatrici (ARS).

Amgen, con sede a Thousands Oaks, California, ha sviluppato Nplate per la ARS con il supporto dell’Autorità per la Ricerca Avanzata e lo Sviluppo Biomedico (BARDA), parte dell’Amministrazione per la Preparazione e la Risposta Strategica (ASPR) dell’HHS, nonché dell’Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive, parte degli Istituti Nazionali di Sanità.

Per l’acquisto di questa fornitura di farmaco, il BARDA si avvale dell’autorità conferitagli dal Project Bioshield Act del 2004 e di 290 milioni di dollari di finanziamenti designati dal Project BioShield. Amgen manterrà questa fornitura in un inventario gestito dal fornitore. Questo approccio riduce i costi di gestione del ciclo di vita per i contribuenti, in quanto le dosi prossime alla scadenza possono essere ruotate nel mercato commerciale per un uso rapido prima della scadenza e nuove dosi possono essere aggiunte alla fornitura governativa.

L’ARS, nota anche come malattia da radiazioni, si verifica quando l’intero corpo di una persona è esposto a una dose elevata di radiazioni penetranti, che raggiungono gli organi interni in pochi secondi. I sintomi delle lesioni da radiazioni includono un’alterazione della coagulazione del sangue a causa del basso numero di piastrine, che può portare a emorragie incontrollate e pericolose per la vita.

Per ridurre il sanguinamento indotto dalle radiazioni, Nplate stimola la produzione di piastrine da parte dell’organismo. Il farmaco può essere utilizzato per il trattamento di adulti e bambini.

Nplate è approvato anche per i pazienti adulti e pediatrici affetti da trombocitopenia immunitaria, una malattia del sangue che comporta un basso numero di piastrine. La riproposizione di farmaci per la sindrome da radiazioni acute approvati anche per un’indicazione commerciale aiuta a sostenere la disponibilità del prodotto e migliora la familiarità degli operatori sanitari con il farmaco.

Ufficialmente questo acquisto NON è legato alla guerra in Ucraina, ma farebbe parte del continuo processo di aggiornamento delle procedure preventive per eventuali problemi legati a fughe di radiazioni o incidenti nucleari, ma è curioso che questo accada proprio ora, appena dopo le minacce di utilizzo delle armi nucleari da parte di Putin. Non è che sanno qualcosa in più di noi?


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/il-governo-usa-sta-cercando-di-comprare-290-milioni-di-un-farmaco-anti-radiazioni/




Bulgaria: partito non ostile alla Russia ed eurocritico vince le elezioni politiche

Il partito di centro-destra bulgaro GERB – guidato dall’ex primo ministro di lungo corso Boyko Borissov – è destinato a vincere le elezioni di domenica, le quarte in meno di due anni, secondo i risultati parziali, ma le sue possibilità di formare un governo di coalizione rimangono incerte. Borissov ha una profonda esperienza di governo e in passato è stato vicino a Vladimir Putin, pur essendo ora parte del PPE, per cui molti confidano nella sua esperienza diplomatica per sbrogliare i complessi rapporti con la Russia, soprattutto dal punto di vista energetico.

Con il 99% delle schede scrutinate lunedì mattina, i risultati ufficiali parziali hanno mostrato la vittoria di GERB con il 25,4%.

Il suo principale rivale, il riformista Noi continuiamo il cambiamento dell’ex primo ministro Kiril Petkov, il cui gabinetto di coalizione è crollato a giugno, è arrivato secondo con il 20,2%. La bassa affluenza alle urne riflette l’apatia e la profonda sfiducia  degli elettori.

I risultati lasciano presagire difficili colloqui di coalizione in un parlamento frammentato o addirittura un’altra elezione lampo nello Stato che è il più povero membro della UE.

Entrambi i casi prolungherebbero l’instabilità politica tra l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni di consumo e la guerra in Ucraina e aumenterebbero la prospettiva che la Bulgaria non riesca ad entrare nell’area dell’euro con la moneta unica entro il 2024. Si prevede che altri cinque partiti siano entrati nella camera dei 240 posti.

Si tratta del partito di etnia turca MRF con una proiezione del 13,7%, del partito filo-russo Vazrazhdane con il 10,2%, del partito socialista con il 9,3%, del gruppo liberale anti-corruzione Bulgaria Democratica con il 7,5% e del partito nazionalista bulgaro Rise di recente formazione con il 4,6%.

I risultati ufficiali definitivi sono attesi per giovedì.

Si prevede che gli sforzi per mettere insieme una coalizione funzionante saranno complicati dal fatto che molti degli avversari politici di Borissov lo accusano di aver permesso una corruzione diffusa durante i suoi 10 anni di governo, terminati lo scorso anno. Ovviamente l’interessato respinge le accuse.

Alcuni elettori dello Stato membro più povero dell’UE sostengono che Borissov offra stabilità e abbia l’esperienza diplomatica necessaria per gestire le complesse relazioni della Bulgaria con la Russia. Inoltre le posizioni di Borissov sono state spesso di critica alla UE per la totale mancanza di solidarietà sul tema dei migranti, uno dei problemi che attanaglia la Bulgaria.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/bulgaria-partito-non-ostile-alla-russia-ed-eurocritico-vince-le-elezioni-politiche/




Rinaldi: con il tetto sul prezzo del gas la Germania dà un aiuto di stato contrario alle norme UE

Antonio Maria Rinaldi ha preso il toro per le corna e ha presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione per sapere se il “tetto del prezzo” della Germania, che intende spendere 200 miliardi per abbattere le bollette di famiglie e imprese, non si configuri come un aiuto di stato illegittimo secondo le norma del TFUE che regila l’Unione Europea.

La risposta è ovvia ed è un si: la Germania sovvenziona le proprie aziende con un aiuto non concordato che provoca una fortissima distorsione del mercato comunitario, falsandone la concorrenza. Le nostre aziende, che per una serie di motivi non godono dello stesso aiuto, o non ancora, sono spiazzate dalla concorrenza tedesca.

Tutto questo è evidente come il sole, ma sappiamo che a Bruxelles vale una vecchia regola italiana: “Le norme si interpretano per gli amici e si applicano agli avversari”. Così noi siamo stati puniti per gli “Aiuti di stato” in tantissimi casi, dalle banche a Alitalia. La Germania dà 200 miliardi e va tutto bene.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/rinaldi-con-il-tetto-sul-prezzo-del-gas-la-germania-da-un-aiuto-di-stato-contrario-alle-norme-ue/




L’Austria si frega il gas destinato all’Italia? Pare di si

L’italiana Eni ha dichiarato questo fine settimana di non aver ricevuto il gas naturale previsto dal contratto con la russa Gazprom né per sabato né per domenica e ha avvertito che la situazione potrebbe estendersi anche a lunedì. Però la responsabilità pare sia austriaca.

Le due società hanno dichiarato ai media di essere al lavoro per risolvere il problema, che secondo Gazprom ha a che fare con gli aggiornamenti normativi in Austria. Sabato il colosso statale russo ha dichiarato che l’operatore di rete austriaco si era rifiutato di confermare le nomine di transito, inducendo Gazprom a sospendere il flusso di gas attraverso il Paese, come riportato da Reuters.

“Gazprom ci ha comunicato di non essere in grado di confermare la consegna dei volumi richiesti per oggi, adducendo l’impossibilità di trasportare il gas attraverso l’Austria”, ha dichiarato Eni in un comunicato, citato dall’AFP.

La parte austriaca, da parte sua, ha affermato che Gazprom non ha firmato i contratti necessari per continuare a trasportare il gas attraverso l’Austria. “All’inizio di ogni anno del gas, entrano in vigore vari cambiamenti tecnici nel modello di mercato”, ha dichiarato domenica il ministero dell’Energia austriaco in un comunicato, come riportato da Reuters.

“Per questo sono necessarie modifiche contrattuali. Questi contratti non sono ancora stati firmati da Gazprom. Le nomine di trasporto per oggi non possono quindi essere accettate. Attualmente si sta lavorando a una soluzione a livello tecnico a pieno ritmo”.

Il problema per l’Eni è che il gas russo entra bene in Austria ma non ne esce in direzione dell’Italia, secondo un portavoce dell’azienda. Un portavoce della major energetica austriaca OMV ha confermato che le consegne sono stabili. Quindi il gas si ferma in Austria, e si tratta di gas conveniente, a prezzi di accordi vecchi fa Gazprom e ENI. 

“I volumi nominati per il giorno del gas di oggi sono stati significativamente più alti per OMV oggi rispetto agli ultimi tempi”, ha detto il portavoce, come citato da Reuters. Quindi l’austriaca OMV si impossessa del gas destina all’Italia. L’Austria aveva uno dei livelli di riserve più bassi d’Europa e, a quanto pare, ha deciso di riempirli a scapito nostro.

L’Italia e l’Austria ricevono gas naturale dalla Russia attraverso il gasdotto Yamal-Europe che passa per l’Ucraina e poi attraverso il gasdotto Trans Austria.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/laustria-si-frega-il-gas-destinato-allitalia-pare-di-si/




Princeton modella il plasma e accelera la strada verso la fusione nucleare

I fisici del Princeton Plasma Physics Laboratory (PPPL) del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) hanno compiuto un passo fondamentale verso la fusione nucleare, individuando la fonte del crollo di energia termica che precede le interruzioni del processo di fusione che possono danneggiare gli impianti di fusione tokamak, secondo un comunicato stampa dell’istituto pubblicato martedì. Questo sviluppo potrebbe superare una delle sfide più critiche che le future strutture di fusione devono affrontare ora e in futuro.

Gli scienziati hanno ricondotto il collasso al disordine tridimensionale dei forti campi magnetici del tokamak. “Abbiamo proposto un modo nuovo per comprendere le linee di campo [disordinate], che di solito sono state ignorate o mal modellate negli studi precedenti”, ha dichiarato Min-Gu Yoo, ricercatore post-dottorato presso il PPPL e autore principale del nuovo studio.

I campi magnetici sono utilizzati negli impianti di fusione come sostituti della potente gravità che mantiene le reazioni di fusione nei corpi celesti. Tuttavia, negli esperimenti di laboratorio questi campi sono disordinati dall’instabilità del plasma, con il risultato di un plasma supercaldo che sfugge rapidamente al confinamento. Il calore che ne deriva può danneggiare le pareti degli impianti di fusione. Il problema era che questo tipo di comportamento era sino a ora non prevedibile, esponendo gli impianti a pericolosi, e costosi incidenti:

“Nel caso di una grave perturbazione, le linee di campo diventano totalmente [disordinate] come spaghetti e si collegano rapidamente alla parete con lunghezze molto diverse”, ha detto il fisico ricercatore principale Weixing Wang. “Questo porta l’enorme energia termica del plasma contro la parete”.

Poter prevedere il comportamento dei campi magnetici permette di rendere il processo di preparazione della fusione poco rischioso e, soprattutto prevedibile, anche attraverso la tecnica tradizione dei

Gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando per catturare e dirigere il processo di fusione atomica sulla Terra, al fine di sviluppare una fonte di energia pulita, priva di emissioni di carbonio e possibilmente inesauribile, in grado di generare elettricità.

Un ostacolo finora sconosciuto era la forma tridimensionale, o topologia, delle linee di campo disordinate causate dall’instabilità turbolenta. Questa topologia è all’origine della creazione di piccole “colline” e “avvallamenti” in cui alcune particelle rimangono intrappolate, mentre le altre si schiantano contro le pareti della macchina.

“L’esistenza di queste colline è responsabile del rapido crollo della temperatura, il cosiddetto quench termico, in quanto consentono a un maggior numero di particelle di sfuggire alla parete del tokamak”, ha detto Yoo. “Quello che abbiamo mostrato nell’articolo è come disegnare una buona mappa per comprendere la topologia delle linee di campo. Senza colline magnetiche, la maggior parte degli elettroni sarebbe rimasta intrappolata nel flusso magnetico. e non avrebbe potuto produrre il thermal quench osservato negli esperimenti”.

La modellizzazione del plasma permetterà quindi di accelerare notevolmente il processo di concentrazione del plasma e la possibilità di ottenere una fusione anche con le tecnologie più diffuse dei tokamak.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/princeton-modella-il-plasma-e-accelera-la-strada-verso-la-fusione-nucleare/




Traffico ferroviario USA in Calo: segno di un’economia che tira poco

Un indicatore dell’andamento economico previsionale rispetto al PIL è il traffico merci ferroviario, soprattutto  nei paesi dove questo strumento è estremamente utilizzato, come gli USA, dove lunghissimi treni merci a due piani sono parte del paesaggio del Midwest. Ecco che allora questo indicatore inizia a suonare l’allarme.  Secondo i dati dell‘Association of American Railroads, nella settimana conclusasi il 24 settembre il traffico ferroviario statunitense è diminuito del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, raggiungendo solo i 489.111 vagoni carichi. 

Le ferrovie hanno registrato 231.258 carichi di vagoni merci, in calo del 3,2%, e 257.853 container e rimorchi, in calo del 5,4%.

Tre dei 10 gruppi di merci a carico che l’AAR traccia settimanalmente hanno registrato aumenti. Si tratta di veicoli a motore e parti di ricambio, con un aumento di 1.610 carichi a 13.165; carbone, con un aumento di 819 carichi a 70.697; e minerali non metalliferi, con un aumento di 372 carichi a 34.436. Il carbone è interessante perché mostra il ritorno della fonte fossile energetica più antica.

I gruppi di prodotti che hanno registrato una diminuzione rispetto alla stessa settimana del 2021 sono stati i minerali metallici e i metalli, con un calo di 3.405 carichi a 20.708; i cereali, con un calo di 2.276 carichi a 19.540; e i prodotti chimici, con un calo di 1.758 carichi a 30.261.

Per le prime 38 settimane del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021:

  • Le ferrovie statunitensi hanno registrato un volume cumulativo di 18.782.988 carichi e unità intermodali, in calo del 2,7%;
  • Le ferrovie canadesi hanno registrato 5.499.480 carichi di vagoni, container e rimorchi, con un calo del 2,4%;
  • le ferrovie messicane hanno registrato 1.417.850 carichi di auto e container intermodali e rimorchi, con un aumento del 2,5%.

Nel frattempo, le ferrovie canadesi hanno registrato 79.152 carichi di vagoni, in calo dell’1,2%, e 68.448 unità intermodali, in calo del 3,6%. Le ferrovie messicane hanno registrato 22.855 carichi di auto, con un aumento del 22,4%, e 15.718 unità intermodali, con un aumento del 15,3%.

Quindi sia USA sia Canada mostrano un sensibile calo del traffico merchi che non mancherà di ripercuotersi presto sull’attività economica.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/traffico-ferroviario-usa-in-calo-segno-di-uneconomia-che-tira-poco/




La Cina realizzerà il magnete pulsante più potente al mondo

Supermagnete di Los Alamos

Questa settimana la Cina ha avviato la costruzione del magnete pulsante più potente del mondo nella città di Wuhan. L’impianto ad alto campo magnetico pulsante della Huazhong University of Science and Technology produrrà un campo magnetico breve – ma estremamente forte – di 110 Tesla, più di due milioni di volte più forte di quello della Terra.
L’attuale record di campo magnetico pulsato, pari a 100 Tesla, è detenuto da un impianto del Los Alamos National Laboratory, nello Stato americano del New Mexico.
Il campo magnetico pulsato più forte che la Cina può generare attualmente è di 70 Tesla.
La Cina detiene già il record del campo magnetico fisso più forte mai prodotto sulla Terra dall’uomo. Il Laboratorio per l’alto campo magnetico dell’Accademia delle Scienze cinese a Hefei, nella provincia di Anhui, ha dichiarato in agosto di aver creato un campo magnetico stabile di 45,22 Tesla per ricerche che richiedono lunghi periodi di funzionamento.
La pistola più potente del mondo viene testata in Cina

La costruzione del nuovo impianto cinese richiederà cinque anni e costerà più di 2 miliardi di yuan (276 milioni di dollari), ha riferito il Science and Technology Daily.
Secondo il giornale ufficiale del Ministero della Scienza e della Tecnologia,  vi è già una lunga fila di scienziati interessati ad utilizzarlo per i propri esperimenti.
Tra questi vi sono ingegneri che lavorano a “progetti elettromagnetici ad alta potenza” classificati, scienziati che sviluppano nuovi superconduttori e semiconduttori, ricercatori che si occupano della tecnologia di comunicazione 6G di prossima generazione e scienziati che sperano di svelare i segreti della biologia umana.
Un campo magnetico pulsante è stato progettato per consentire agli scienziati di osservare le strutture dei materiali, il comportamento delle particelle subatomiche e i processi vitali in un ambiente estremo. Gli esperti affermano che tali osservazioni scientifiche sarebbero impossibili da effettuare in circostanze normali.
Utilizzando il campo magnetico pulsante più forte mai creato, gli scienziati sperano di fare progressi in aree di ricerca che vanno dai chip per computer a base di carbonio e dalla tecnologia stealth alle armi a microonde ad alta potenza e ai nuovi farmaci salvavita.

La finalità di questa calamita da record è ovviamente anche di propaganda della capacità tecnica e scientifica del Partito Comunista Cinese: “Attualmente, la stragrande maggioranza del personale del centro è composta da membri del Partito Comunista. Gli obiettivi della costruzione del partito e della ricerca scientifica vanno nella stessa direzione. Con un funzionamento aperto, la ricerca scientifica e la formazione dei talenti, il ‘magnete rosso’ avrà un maggiore appeal globale”, ha dichiarato il team, in un’ottica di propaganda molto nazionale.
La costruzione del nuovo magnete si preannuncia impegnativa e rischiosa. Secondo il rapporto, gli operai dovranno avvolgere sottili fili metallici intorno al magnete indossando tute protettive per diverse ore in un ambiente sigillato e dove l’atmosfera è densa di gas velenosi.  pieno di gas velenosi.
Creare un campo magnetico così forte è difficile. Il magnete richiede un generatore elettrico in grado di produrre più di un gigawatt di potenza e materiali speciali in grado di assorbire il calore e le spinte generate dall’impulso.

Condurre esperimenti magnetici può anche essere pericoloso. Nel 2018, un gruppo di ricerca giapponese ha creato per breve tempo il più forte campo magnetico controllabile della storia, pari a 1.200 Tesla. Ma l’esperimento è stato così potente da distruggere il magnete stesso e far saltare il laboratorio.


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/la-cina-realizzera-il-magnete-pulsante-piu-potente-al-mondo/




Il Belgio ferma uno dei suoi quattro reattori nucleari, anche se rischia di restare al buio

Il Belgio ha annunciato venerdì che il suo reattore nucleare Doel 3 si scollegherà dalla rete e cesserà le operazioni, anche se il Paese teme blackout quest’inverno. Si tratta di uno dei quattro reattori dell’impianto di Doel, vicino al porto di Anversa, ed è il primo reattore nucleare a essere spento nell’ambito del piano del Belgio per uscire completamente dal nucleare.

La mossa si muove anche quando migliaia di belgi sono scesi in piazza mercoledì per protestare contro l’impennata dei prezzi dell’elettricità e l’alto costo della vita. Secondo un recente sondaggio dei media belgi, il 64% dei belgi teme di non riuscire a pagare le bollette dell’energia.

La notizia arriva anche quando l’azienda belga Aperam, produttrice di acciaio inossidabile, è stata costretta a interrompere la produzione a causa dei prezzi elevati dell’energia, divenuti insostenibili.

La decisione di chiudere i reattori è stata presa anni fa, ben prima che la crisi energetica europea prendesse piede. Nel 2011 è stato deciso di chiudere i reattori più vecchi del Belgio entro il 2015 e gli altri entro il 2025. A quel tempo, l’energia nucleare rappresentava oltre la metà del consumo energetico del Paese. Inoltre, secondo la legge belga, i reattori nucleari devono smettere di produrre elettricità 40 anni dopo l’installazione, anche se ad alcuni reattori del Paese è stata concessa una proroga. Il Ministro degli Interni federale ha chiesto una proroga per Doel 3, ma non è stata concessa. Quindi chiude, anche a costo di lasciare il paese al buio.

Il piano per l’uscita dal nucleare del Belgio, elaborato nel 2011, avrebbe dovuto essere subordinato al reperimento di una quantità di energia sufficiente da fonti alternative per evitare carenze di energia.

Le chiusure sono destinate a continuare anche dopo Doel 3. A febbraio, il Belgio ha in programma la chiusura di Tihange 2, un reattore nucleare che ha la sfortunata particolarità di trovarsi vicino al confine con la Germania, dove l’energia nucleare è decisamente fuori luogo, e come tale si è trovato nel mirino degli attivisti.

Per il Belgio, la situazione energetica è disastrosa. All’inizio di questa settimana, Bart De Wever, sindaco di Anversa e leader del partito nazionalista Nuova Alleanza Fiamminga, ha dichiarato che la crisi europea non può essere attribuita a Putin. Al contrario, si tratta di una crisi “che l’Europa si è procurata da sola, eliminando gradualmente la propria produzione di energia primaria in questo secolo”. Chi può dargli torto?


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito ⇐


Minds

https://scenarieconomici.it/il-belgio-ferma-uno-dei-suoi-quattro-reattori-nucleari-anche-se-rischia-di-restare-al-buio/