Tim, Cda Poste alza il prezzo dell’offerta di 0,30 euro per azione

(Adnkronos) – Il Consiglio di Amministrazione di Poste ha deliberato di incrementare il Corrispettivo dell’Offerta su Tim mediante il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari 0,30 euro per ciascuna Azione TIM portata in adesione all’Offerta. E’ quanto si legge in una nota della società. 

Pertanto, al perfezionamento dell’Offerta, per ciascuna Azione TIM portata in adesione, il corrispettivo sarà complessivamente costituito da 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione; e la componente in denaro già prevista dal Documento di Offerta, pari a 1,67 euro, incrementata della Componente Aggiuntiva in Denaro pari a 0,30 euro e quindi pari a complessivi 1,97 euro per azione. 

Con l’incremento del Corrispettivo, il Consiglio di Amministrazione dell’Offerente intende confermare “la rilevanza strategica e industriale dell’Offerta”. I benefici economici e finanziari per gli azionisti di Poste abilitati dall’Offerta rimarranno “sostanzialmente immutati a seguito del riconoscimento del Corrispettivo Unitario Incrementato, con un impatto positivo confermato sull’utile per azione di Poste a partire dall’esercizio 2027 e previsto a doppia cifra nel 2028”. 

La leva finanziaria pro-forma del nuovo Gruppo, inclusiva dell’impatto della Componente Aggiuntiva in Denaro, è prevista attestarsi su 1,5x a fine 2026. Si conferma, altresì, la politica di dividendi di Poste relativa all’esercizio 2026 su base stand-alone e l’impegno ad una politica di dividendi accrescitiva a partire dal 2027. Gli azionisti di TIM che aderiranno all’Offerta riceveranno l’acconto sul dividendo di Poste relativo all’esercizio 2026, che sarà corrisposto in data 25 novembre 2026. 

L’Offerente precisa che il Corrispettivo Unitario Incrementato “rappresenta il corrispettivo finale dell’Offerta e che non si procederà ad ulteriori incrementi dello stesso”. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Poste rilevato alla chiusura del 4 settembre 2026, pari a Euro 26,90 e incrementato del 25% dalla Data di Riferimento, il Corrispettivo Unitario Incrementato esprime una valorizzazione monetaria implicita pari a Euro 7,83 per ciascuna Azione TIM. 

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Cgil: “Pensione anticipata a 64 anni con Tfr è folle, costo su lavoratori”

(Adnkronos) –
L’ipotesi di utilizzare il Tfr per consentire l’uscita anticipata a 64 anni è “sbagliata e, alla prova dei numeri, addirittura folle: non amplia realmente la flessibilità del sistema previdenziale, ma scarica interamente il costo dell’anticipo sulle lavoratrici e sui lavoratori, che per poter andare prima in pensione dovrebbero accettare un assegno più basso per tutta la vita e, in alcuni casi, utilizzare anche il proprio Tfr per raggiungere la soglia richiesta”. È quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio previdenza della Cgil nazionale.  

Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto che è diventato “progressivamente più difficile raggiungere il requisito economico necessario per andare in pensione anticipata nel sistema contributivo”, sottolinea il responsabile delle politiche previdenziali della Cgil, Ezio Cigna. Nel 2026 la soglia ordinaria è salita a tre volte l’assegno sociale, pari a 1.638,72 euro mensili; e i numeri mostrano che tra il 2022 e il 2026 l’asticella si è alzata di circa 328 euro al mese. Per raggiungere questa cifra, servirebbe un montante contributivo in più pari a 83.851 euro, che equivale a una maggiore retribuzione di quasi 254.000 euro. Ancora, nel 2030, secondo la simulazione dell’Osservatorio, la soglia si alza fino a 508 euro e il montante necessario in più salirebbe a 129.863 euro che equivale a una maggiore retribuzione per quasi 394.000 euro.  

In generale, comunque, secondo le analisi di Corso d’Italia, il Tfr potrebbe non bastare. L’analisi prende a riferimento l’ultima retribuzione media annua comunicata dall’Inps per il 2024 per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi il settore agricolo e il lavoro domestico – colf e badanti – pari a 24.486 euro lordi annui. “Con una retribuzione annua di 30 mila euro e 30 anni di contribuzione la pensione simulata a 64 anni è di circa 1.110 euro mensili, molto lontana dai 1.638,72 euro richiesti nel 2026. Anche aggiungendo il Tfr stimato, il montante complessivo rimarrebbe insufficiente a raggiungere la soglia”, viene evidenziato.  

Si pone poi il problema del ricalcolo dell’intera pensione con il sistema contributivo: “Con 40 anni di contribuzione e una retribuzione annua di 35 mila euro, la pensione calcolata con il sistema misto sarebbe di circa 1.726 euro mensili; con il ricalcolo contributivo scenderebbe a circa 1.543 euro: oltre 182 euro in meno ogni mese, pari a una riduzione del 10,6%. Con una retribuzione di 50 mila euro la perdita salirebbe a 261 euro al mese e con 70 mila euro a oltre 365 euro mensili”, si evidenzia nell’analisi. 

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Narwal a Ifa 2026, Ai per una casa sempre più intelligente

(Adnkronos) – Dalla pulizia automatizzata alla capacità di comprendere gli ambienti domestici e adattarsi alle abitudini di chi li vive. È questa la direzione indicata da Narwal per il prossimo decennio della robotica domestica. L’azienda, specializzata nelle tecnologie per la pulizia intelligente, ha presentato oggi a Berlino, in occasione di IFA 2026, la nuova gamma autunnale, che comprende il flagship Flow 2, illustrando al tempo stesso la propria strategia di sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla casa. (VIDEO) 

All’evento hanno partecipato media, partner e stakeholder provenienti da diversi mercati europei e internazionali. Per la prima volta in occasione di un evento internazionale in Europa era presente anche il fondatore e Ceo di Narwal, Junbin Zhang, che ha condiviso la propria visione sull’evoluzione della robotica domestica, ripercorrendo i dieci anni di sviluppo dell’azienda e il percorso di espansione globale. 

“Da dieci anni ci poniamo sempre la stessa domanda: come possiamo migliorare la vita di tutti i giorni?”, ha dichiarato Zhang. “Non sviluppiamo una tecnologia per poi cercare un problema da risolvere. Partiamo dalle persone, dalle loro case, dalle loro abitudini e da quelle piccole difficoltà che incontrano ogni giorno. È da qui che nasce la nostra tecnologia: dall’osservazione della vita reale e dal desiderio di renderla più semplice. È questo approccio che ha guidato l’evoluzione di Narwal negli ultimi dieci anni e che continuerà a guidarci nel prossimo decennio”. 

 

 

Narwal ha ricordato il percorso iniziato nel 2019 con il primo robot lavapavimenti autopulente, sottolineando come la robotica per la pulizia sia progressivamente passata dall’automazione delle attività ripetitive al riconoscimento dei diversi tipi di sporco, dalla navigazione in ambienti complessi alla capacità di adattarsi alle caratteristiche della casa. 

La nuova fase punta ora sulla comprensione del contesto. Al centro c’è il sistema NarMind Pro Autonomous System 2.0, che combina doppie fotocamere RGB, un chip AI da 10 TOPS e la tecnologia TrueView 3D Mapping. L’obiettivo è andare oltre il semplice rilevamento degli ostacoli e consentire al robot di comprendere ciò che accade nell’ambiente e modificare di conseguenza il proprio comportamento. 

Tra gli esempi indicati da Narwal, la possibilità di aumentare la potenza di aspirazione nelle aree in cui mangia un animale domestico, ridurre il rumore quando il robot si trova vicino alla cameretta di un bambino oppure distinguere tra sporco umido e asciutto per stabilire se sia necessario aspirare o lavare il pavimento. Una prospettiva che, secondo l’azienda, segna il passaggio “dall’evitare gli ostacoli alla comprensione degli ambienti” e dal seguire routine predefinite all’adattamento al modo in cui le persone vivono realmente la propria casa. 

 

 

Il lavaggio dei pavimenti rimane intanto uno degli ambiti centrali della ricerca di Narwal. Il nuovo Flow 2 combina una potenza di aspirazione di 31.000 Pa con il sistema di lavaggio FlowWash, che consente al rullo di essere lavato continuamente con acqua calda durante la pulizia. Il sistema è ulteriormente potenziato dalla tecnologia CarpetFocus, per la pulizia dei tappeti, e dal DualFlow Tangle-Free System, progettato per ridurre l’avvolgimento dei capelli attorno alla spazzola. 

Invece di considerare il lavaggio come una funzione aggiuntiva dell’aspirapolvere robot, Narwal continua ad affrontarlo come una vera e propria sfida ingegneristica, nella quale pressione, temperatura dell’acqua, area di contatto, rimozione dello sporco e manutenzione del mop concorrono al risultato finale della pulizia. L’approccio riflette la filosofia di prodotto dell’azienda, secondo cui una pulizia profonda non dovrebbe richiedere un maggiore impegno da parte dell’utente. 

Accanto a Flow 2, Narwal ha presentato la nuova gamma autunnale, articolata su diverse esigenze di pulizia domestica. Freo 20 e Freo 20 Edge ampliano l’offerta di robot aspirapolvere, portando tecnologie di lavaggio di livello flagship e funzioni di pulizia intelligente a un numero maggiore di abitazioni, con prezzi più accessibili. V50 Cube è un’ aspirapolvere portatile leggero progettato per la pulizia quotidiana e dotato di una stazione ultra-compatta con funzioni di manutenzione automatica. U50 amplia invece l’offerta per la cura dei materassi e la rimozione degli acari della polvere, con rilevamento intelligente e sistema sigillato per la gestione della polvere. Completa la gamma una nuova linea di lavapavimenti che combina aspirazione, pulizia ad acqua calda e tecnologie a vapore per affrontare lo sporco quotidiano. 

 

 

Nel complesso, la strategia di Narwal punta a sviluppare una tecnologia capace di adattarsi alle persone, alle loro esigenze e alle loro abitudini, integrandosi nella vita quotidiana. L’azienda sottolinea in particolare l’integrazione tra tecnologia ed estetica e tra vita e persone, considerando parte dell’esperienza anche il modo in cui un robot si muove attorno ai mobili, viene mantenuto il mocio, viene riposto un’aspirapolvere portatile o l’utente interagisce fisicamente con un dispositivo. 

“Prestiamo grande attenzione a ogni dettaglio, perché sono spesso le piccole esigenze della vita quotidiana a fare la differenza”, ha aggiunto Zhang. “Molte delle nostre innovazioni nascono dall’osservazione di situazioni reali e da una domanda fondamentale: perché questa attività richiede ancora uno sforzo da parte dell’utente? È da queste domande che ripartiamo per ripensare la tecnologia e creare soluzioni sempre più semplici, intuitive e naturali”. 

Questo approccio ha accompagnato Narwal nel passaggio da startup pionieristica a realtà globale nel settore della tecnologia per la pulizia. Oggi l’azienda conta oltre 6 milioni di utenti in più di 30 Paesi e regioni e una squadra di oltre 700 ingegneri impegnati nella ricerca e sviluppo. 

 

 

Per il prossimo decennio Narwal immagina un’evoluzione della robotica domestica articolata in tre fasi: dalla comprensione intelligente dei pavimenti, con robot sempre più autonomi ed efficaci nella pulizia, alla comprensione dello spazio domestico, con macchine capaci di interpretare e interagire con l’ambiente circostante, fino a una vera intelligenza domestica, nella quale i sistemi robotici potranno coordinare diverse attività all’interno della casa. 

In questa prospettiva si inserisce anche la ricerca di Narwal nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai robot umanoidi, attraverso tecnologie dedicate alla comprensione degli spazi, al riconoscimento e alla gestione degli oggetti. L’obiettivo di lungo periodo è sviluppare robot capaci di svolgere attività che vadano ben oltre quelle oggi affidate ai robot dedicati alla pulizia dei pavimenti. 

Per Narwal, tuttavia, il futuro non consiste nell’aggiungere tecnologia fine a sé stessa, ma nel rendere l’intelligenza sempre più utile, naturale e invisibile nella vita quotidiana. Una filosofia racchiusa nella visione dell’azienda per il prossimo decennio: “Inspired by Life. Innovating for Life.” 

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AI, dai selfie delle celebrità alle persone comuni, 19enne italiano lancia startup innovativa negli Usa

(Adnkronos) – I budget pubblicitari si stanno spostando dai selfie delle celebrità ai test scientifici generati dall’IA sui dati estrapolati da centinaia di video realizzati da persone comuni. Parola di un diciannovenne italiano che dagli Usa sta rivoluzionando il modo di fare pubblicità digitale con Ugc Roster, una neonata piattaforma software B2B basata sull’intelligenza artificiale che automatizza l’intera catena di montaggio della creatività pubblicitaria umana collegandosi direttamente agli account di Meta e TikTok. Lui si chiama Gabriele Muratori ed è di Como dove ha frequentato il Pontificio Collegio Gallo, la scuola più antica d’Europa. Istituto che ha scelto però di abbandonare definitivamente, in seguito ad un exchange program in Ohio ad appena 15 anni, per terminare negli Usa, lontano dalla famiglia, sia gli studi scolastici che quelli universitari. 

Genitori contenti della fuga oltreoceano? “Erano molto preoccupati – risponde raggiunto telefonicamente a San Francisco dall’Adnkronos – Apprezzo che mi abbiano lasciato libero sacrificando la loro felicità”. Un sacrificio di cui pare sia valsa la pena dal momento che le recenti tesi di Gabriele Muratori sul superamento dell’influencer marketing tradizionale a favore dei contenuti scalabili e guidati dai dati Ugc (User Generated Content), realizzati cioè dai cosiddetti creator (persone comuni che sanno registrare video fatti in casa con il telefono), hanno trovato spazio su importanti testate tecnologiche internazionali e la piattaforma Roster, ultima iniziativa imprenditoriale che il teenager ha fondato poco meno di un anno fa, “ha raggiunto 400mila dollari di Arr (fatturato annuo ricorrente), con un trend di crescita mensile del 100 per cento. Lo scorso agosto la revenue è stata di 35mila dollari, il mese prossimo prevediamo di fatturarne 70mila e di arrivare nel mese di dicembre a 250mila”, ci racconta.  

Come ti è venuta l’idea di questa start up? “Da un esperimento imprenditoriale precedente tentato con un collega universitario – risponde Gabriele che ha conseguito il bachelor in Computer Science al New Jersey Institute of Technology – Avevamo fondato ‘App studio’, una start up che realizzava app su ‘App Store’. Avevamo il prodotto ma ci mancava il marketing, senza cui nulla funziona. Dai consumer hot spot a New York, avevamo compreso che l’era degli influencer era giunta al capolinea e che prendeva piede la figura dei creator marketing. Ci siamo rivolti a loro ma facevamo fatica a gestirli perché mancava l’infrastruttura attraverso cui comunicare convogliando dati e strategie. Quindi ho creato Roster, la piattaforma per il marketing Ugc. Indispensabile, perché oggi creare un prodotto non è difficile, la differenza la fanno marketing e distribution”. 

Dalla tua esperienza, è veramente in atto un cambio di fase in cui i grandi brand abbandonano le celebrità per volumi enormi di video autentici realizzati dall’uomo di strada? “Non c’è bisogno di credere alla parola di un teenager – risponde umilmente Gabriele che si cimenta in iniziative imprenditoriali nel mondo informatico da quando aveva 12 anni – Basta osservare come si muovono i budget pubblicitari. Si stanno orientando verso tutto ciò che aiuta un brand a capire rapidamente cosa convince davvero i propri clienti e questo non è certo il selfie di una web star – rimarca – Dal mio punto di vista infatti l’errore marketing più grande è volere pubblicità perfette, non capire il valore della autenticità. Un video fatto su un divano avrà molto più successo di uno realizzato da professionisti in giacca e cravatta”.  

Come funziona Roster? “Abbiamo una piattaforma su cui operano 30mila creator i cui video sono gestiti da agenti IA. Il brand che vuole pubblicizzare un proprio prodotto si connette alla nostra piattaforma con il proprio store/sito e la propria richiesta. Chiede ad esempio che siano prodotti 10 video di successo. La piattaforma automatizza l’intera catena di montaggio: gestisce i contratti con i creator, a cui fornisce format di riferimento dopo aver analizzato tutti i possibili video esistenti relati. I creator quindi si attivano producendo nuovi video originali. La scala di produzione è enorme: se il brand ingaggia 50 creator per la produzione di 30 video a testa mensili, in una settimana ha 350 video immessi sui social”.  

Questa automazione non rischia di penalizzare i creatori di contenuti? “Ho creato una piattaforma per creator umani, non per creator IA – precisa Gabriele senza esitazioni – Io ho messo l’IA a servizio della creatività umana. Noi non rimpiazziamo il creativo, rimpiazziamo l’uomo con la IA sull’analisi dei dati”.  

E’ attraverso l’analisi dei dati che capite se la campagna marketing sta funzionando e come continuare? “Sì. La piattaforma ti mostra chi è il creator migliore e chi è il creator peggiore. Lo fa controllando le visualizzazioni sui social. Quando i creator postano i video salvano infatti il loro account su Roster che attraverso il relativo codice recupera i dati. Il brand quindi apprende che spendendo X ha ottenuto tot visualizzazioni; inoltre gli agenti IA, identificando i contenuti più efficaci e meno efficaci sulla piattaforma, ottimizzano progressivamente le campagne successive, perché il marketing è un loop continuo”. Quanto costa a un brand avviare su Roster una campagna ad esempio con 10 creator? “7000 dollari. Ogni creator è pagato 700 dollari al mese per circa 30 video”. Quindi Roster è pensato solo per business già avviati? “Credo ci sia spazio per provare a ‘marketizzare’ anche prodotti di individui o piccole società, gratuitamente. Vorrei capire se riescono a guadagnare e a impiantarsi nel mercato attraverso questa piattaforma. Questa potrebbe essere la mia prossima sfida”, ipotizza cogliendo al volo opportunità in altri segmenti di mercato. 

Il successo attuale di Roster non deve nascondere comunque un panorama competitivo affollato nel settore. Il software del teenager italiano deve confrontarsi con giganti della ‘creator economy’ come SideShift (operativa dal 2024, 20 milioni di dollari fatturato nel 2025, stima di 100 milioni di fatturato entro un anno e un esercito di un milione di creator al fronte) il cui core business è nelle consumer app, in una sfida aperta all’ultima funzionalità che chissà come andrà a finire. Ma Gabriele non ha paura. “Negli Usa se fallisci la gente ti incoraggia, è quasi un ‘badge’, un dire ‘ha avuto il coraggio di provare senza timore di fallire’. Se dovessi ritrovarmi con il conto in rosso a – 100mila dollari, avrò tanti anni per rimettermi in piedi. Non bisogna buttarsi giù quando si riparte da zero”. Quindi guarda all’Italia: “Vorrei dire ai miei coetanei italiani non abbiate paura di sperimentare, di sbagliare, di esplorare i vostri interessi, anche se non sono condivisi da altri. Se avete curiosità, non aspettate conferme. Provate. Per mia esperienza le cose di cui sono più fiero sono proprio quelle che ho scelto di fare nonostante tutti mi dicessero di avere sbagliato”.  

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Libia: Ghribi, ‘rapporto con l’Italia strategico, grandi opportunità per le nostre imprese’

(Adnkronos) – “Italia e Libia sono unite da una relazione che affonda le proprie radici nella storia e nella geografia del Mediterraneo e che oggi può trasformarsi in una straordinaria opportunità di sviluppo condiviso. Esistono spazi importanti per una presenza sempre più qualificata delle imprese italiane, dalla sanità alle infrastrutture, dall’energia alla formazione e all’innovazione”. Lo afferma Kamel Ghribi, Chairman di Gksd e Vicepresidente di Gsd (Gruppo San Donato), a margine della sua partecipazione alla cerimonia di inaugurazione dell’Università di Bengasi. Ghribi ha preso parte all’evento su invito dell’Ingegnere Belqasim Haftar, Presidente del Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo della Libia, incontrando nell’occasione anche il Generale Khalifa Haftar. 

  

“L’inaugurazione di un grande polo universitario è un investimento sul capitale più prezioso di una nazione: le nuove generazioni. Formazione, conoscenza e ricerca sono condizioni essenziali per accompagnare la crescita economica e sociale della Libia”, sottolinea Ghribi, esprimendo apprezzamento per “la visione e la determinazione con cui l’Ingegnere Belqasim Haftar sta portando avanti il processo di ricostruzione e modernizzazione”. Secondo Ghribi, la fase di sviluppo che sta attraversando la Libia può rappresentare una significativa occasione anche per il sistema produttivo italiano. “Le nostre imprese possiedono competenze riconosciute a livello internazionale nei settori di cui la Libia ha maggiore necessità. Occorre trasformare questa complementarità in progetti, investimenti e partnership di lungo periodo, capaci di produrre valore per entrambi i Paesi”. 

  

“Il Piano Mattei offre una cornice particolarmente importante perché interpreta il rapporto con l’Africa secondo una logica di partenariato, rispetto reciproco e crescita condivisa. La Libia, per la sua posizione, per le sue risorse e per la profondità dei rapporti con l’Italia, può assumere un ruolo centrale in questa prospettiva”, prosegue Ghribi. Il Chairman di Gksd richiama in particolare l’esperienza maturata dal gruppo nel settore sanitario in Libia: “La nostra presenza dimostra che la collaborazione tra competenze italiane e istituzioni libiche può tradursi in iniziative concrete. È un modello che può essere esteso ad altri settori strategici, coinvolgendo un numero crescente di imprese italiane”. Per Ghribi, il rafforzamento della relazione economica deve procedere parallelamente a quella istituzionale: “Italia e Libia hanno interesse a costruire una partnership sempre più solida. Una Libia stabile, prospera, capace di investire nella propria popolazione e nelle proprie infrastrutture è nell’interesse dell’intero Mediterraneo e rappresenta per l’Italia un partner naturale e strategico”. 

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Europa volatile, Francoforte giù dopo la vittoria dell’Afd

(Adnkronos) – Borse in Europa senza direzione, orfane di Wall Street chiusa per il Labor Day. In calo il Dax. Attesa il 10 settembre per la riunione della Bce. Il punto con la vicedirettrice Adnkronos Jole Saggese. 

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Longo (Astrazeneca): “Innovazione a rischio, Europa ha perso terreno”

(Adnkronos) – “Il settore della farmaceutica vive un contesto di alta competitività in cui vanno portati avanti investimenti in ricerca e sviluppo e in cui è a rischio l’accesso all’innovazione”. Lo ha detto all’Adnkronos, durante il Forum Ambrosetti, Claudio Longo, Ad di Astrazeneca Italia 

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Mps, Giorgetti a Cernobbio: “Noi neutrali rispetto a operazioni, avremmo già dismesso quota”

(Adnkronos) – “Noi abbiamo detto e ribadito che siamo totalmente neutrali rispetto alle operazioni” su Mps. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine del Forum Teha a Cernobbio. “Avremmo già dismesso la nostra quota in Mps, poi sono partite le operazioni, adesso siamo congelati: oggi ho anche letto dichiarazioni scomposte, ma siamo assolutamente neutrali”, conclude. Su Vannacci ha poi aggiunto: “In democrazia ognuno dice quello che gli pare, poi ci sono cose che si possono fare e altre irrealizzabili. Io sto cercando di fare il sovranista in modo pragmatico e negli interessi del Paese”. 

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Rufini (Olidata): “Partita data center è sulla sicurezza del dato”

(Adnkronos) – “In questo momento si sente parlare sempre di più di guerra ibrida. Il quantum è un ulteriore elemento di questo e credo che la percezione sia ancora molto bassa, ma il rischio non è lontano. Si sta avvicinando un futuro in cui prendere decisioni veloci”. Lo ha detto Cristiano Rufini, presidente Olidata, in un’intervista con Adnkronos durante il Forum Ambrosetti. 

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Terza giornata a Teha Ambrosetti: la sintesi dell’intervento di Giorgetti

(Adnkronos) – Dall’appuntamento con l’Europa sulla procedura d’infrazione alla manovra di bilancio: le prossime sfide del Governo nell’intervenuto del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti. Il punto della vicedirettrice Jole Saggese. 

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