Fallisce NorthVolt negli USA. Il sogno della batteria europea in difficoltà

Northvolt, la grande speranza europea nel campo delle batterie, ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti dopo aver fallito nel tentativo di risollevare le proprie sorti, mentre il mercato dei veicoli elettrici continua a deludere gli appassionati.

Northvolt è in difficoltà da un po’ di tempo e il governo svedese ha escluso un eventuale salvataggio. Le vendite sono state problematiche, i costi elevati e BMW ha dato un duro colpo all’azienda quando si è ritirata da un contratto a lungo termine da 2 miliardi di dollari per le batterie, affermando che Northvolt non era riuscita a consegnare i prodotti in tempo.

“Il quadro di liquidità di Northvolt è diventato disastroso”, ha dichiarato l’azienda nella sua richiesta di protezione dal fallimento ai sensi del Capitolo 11, come riportato da Reuters.

La pubblicazione ha rilevato che Northvolt dispone di appena 30 milioni di dollari in contanti, mentre il suo carico di debito ammonta a 5,8 miliardi di dollari.

Tuttavia, Northvolt è riuscita a trovare un prestito di 100 milioni di dollari per la sua ristrutturazione, ha dichiarato la società. Il denaro proviene dal suo principale cliente, la major svedese dei camion Scania, che è anche azionista della società.

Il prestito è destinato a garantire il proseguimento della produzione di celle per batterie nello stabilimento svedese di Northvolt.

Nonostante tutto, per ora, NorthVolt tieni duro, ma fino a quando?


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C’è un tesoro di idrogeno sotto i Grandi Laghi Nordamericani?

Secondo ricercatori americani la Midcontient Rift, la faglia che origina i Grandi laghj Nord Americani, potrebbe nascondere un preziosissimo tesoro sotto forma di Idrogeno “Bianco” o “Dorato”.

Il Midcontinent Rift si estende sotto il Lago Superiore e copre alcune zone del Minnesota, Michigan, Wisconsin, Iowa, Nebraska e Kansas.

I ricercatori dell’Università del Nebraska-Lincoln sostengono che questa spaccatura potrebbe essere una ricca fonte di idrogeno naturale.

Il team sta esplorando i modi per accedere a questo idrogeno prodotto nella spaccatura. Tuttavia, le conoscenze in materia sono attualmente limitate.

“La nostra comprensione dei processi che regolano la produzione, la migrazione e l’accumulo dell’idrogeno naturale evasivo nel sottosuolo continentale profondo è ancora agli inizi”, ha dichiarato Seunghee Kim, uno dei ricercatori principali del progetto.

Lago Superiore

Crescente domanda di idrogeno

La domanda di idrogeno è in aumento in quanto le nazioni si stanno orientando verso l’energia pulita per mitigare le emissioni di anidride carbonica.  L’idrogeno offre una promettente alternativa ai combustibili fossili grazie al suo potenziale di riduzione delle emissioni di carbonio.

Si rigenera costantemente nel sottosuolo quando l’acqua interagisce con la roccia vulcanica, rendendolo una fonte di energia sostenibile, ma il problema è che questo gas tende subito a migrare fuori dall’atmosfera.

Midcontinental Rift

Il Midcontinent Rift – un tratto di 1.200 miglia di rocce vulcaniche – si è formato quando il continente nordamericano si è quasi diviso circa 1,1 miliardi di anni fa. La spaccatura si trova a 3.000-5.000 piedi di profondità.
“Potrebbe essere abbastanza profondo da essere immagazzinato, ma abbastanza poco profondo da poterci accedere. La geologia è a nostro favore”, ha dichiarato Karrie Weber, professore di Scienze della Terra e dell’Atmosfera e di Scienze Biologiche e altro ricercatore del progetto.

Cinque anni fa, i ricercatori hanno perforato un pozzo per valutare la fattibilità della produzione di idrogeno nel Midcontinent Rift. I dati raccolti da questo pozzo hanno rivelato segni promettenti di accumulo di idrogeno, suggerendo il potenziale per un’estrazione significativa.

Sovvenzione per studiare l’utilizzabilità dell’estrazione dal Midcontinental Rift

Il Servizio geologico degli Stati Uniti ha rivelato che la crosta terrestre contiene da decine di milioni a decine di miliardi di megatoni di idrogeno. Potrebbe contribuire a soddisfare il fabbisogno energetico globale per migliaia di anni.

Tuttavia, la sua posizione profonda ne rende difficile l’accesso e l’estrazione. Per questo motivo, i siti di rift sono emersi come un’alternativa promettente per attingere all’idrogeno naturale.

È possibile che anche altre fratture sotterranee presenti in Francia, Germania, Russia e nel continente africano possano essere potenziali fonti di idrogeno.

Secondo il comunicato stampa, il team ha ottenuto una sovvenzione di 1 milione di dollari per cinque anni attraverso l’iniziativa Research Advanced by Interdisciplinary Science and Engineering (RAISE) della National Science Foundation.

La sovvenzione consentirà a Kim e al team di approfondire diversi aspetti dell’idrogeno, tra cui il flusso e l’infiltrazione dal sottosuolo, le opzioni di stoccaggio, le interazioni con i materiali geologici e i tassi di consumo microbico.

I ricercatori ipotizzano che le specifiche condizioni geologiche e biogeochimiche all’interno del Midcontinent Rift possano contribuire alla conservazione dell’idrogeno generato naturalmente. Questo potrebbe portare a un accumulo significativo di idrogeno, economicamente conveniente da estrarre. Il team creerà anche dei modelli informatici per analizzare i dati.
Nei prossimi anni, i ricercatori continueranno a svelare i segreti di questa regione ricca di idrogeno.

In caso di successo, questa ricerca potrebbe aprire la strada a un’economia dell’idrogeno, riducendo la nostra dipendenza dai combustibili fossili e combattendo il cambiamento climatico.


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Accensione riscaldamenti, le date in tutta Italia e i consigli per risparmiare

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Con l’arrivo di ottobre e l’abbassamento graduale delle temperature in Italia si inizia a parlare di accensione dei riscaldamenti. A disciplinare le date e le ore di accensione per condomini e impianti di riscaldamento centralizzati è una normativa nazionale. A questa possono derogare le ordinanze comunali e le decisioni prese dalle assemblee di condominio, che possono stabilire delle regole personalizzate in merito.

Per non avere brutte sorprese quando si legge la bolletta, è bene arrivare preparati al momento dell’accensione dei riscaldamenti. Per farlo, è utile verificare se sul mercato libero ci sono offerte gas più convenienti rispetto a quella attivata. Con il comparatore di SOStariffe.it si può fare un confronto gratuito e rapido e analizzare le proposte di più operatori partner del servizio per individuare la tariffa più economica e alleggerire le bollette.

Quali sono le date e i limiti per l’accensione del riscaldamento

Le date a partire dalle quali si possono accendere i riscaldamenti non sono uguali in tutta Italia. Il territorio è infatti diviso in 6 zone climatiche, in base alla temperatura media registrata nel corso dell’anno.

La suddivisione in zone e, di conseguenza, le date di accensione dei riscaldamenti e il numero di ore di accensione, è disciplinata da due norme: il DPR 74/2013 e il DPR n. 412/1993. La normativa nazionale definisce le regole generali da seguire, ma può essere derogata dai singoli Comuni, che possono decidere di anticipare o posticipare le date di accensione a seconda delle condizioni climatiche. Anche le assemblee condominiali, a maggioranza, possono stabilire delle regole di accensione autonome, rispettando comunque quanto stabilito a livello nazionale.

Le 6 zone climatiche sono:

  • Zona F, che comprende l’area alpina. In questa zona l’accensione è possibile durante tutto l’anno e senza limiti di orario;
  • Zona E, che comprende gran parte del nord Italia e delle zone appenniniche. L’accensione è possibile tra il 15 ottobre e il 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno;
  • Zona D, nella quale rientrano gran parte del centro Italia e alcune zone interne delle regioni del sud. Il periodo di accensione è compreso tra il 1° novembre e il 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno;
  • Zona C, comprendente alcune aree costiere del centro e le parti meridionali delle regioni del sud. L’accensione in questo caso è possibile tra il 15 novembre e il 31 marzo, per 10 ore al giorno;
  • Zona B, a cui appartengono principalmente i Comuni delle isole. In questo caso l’accensione è possibile dal 1° dicembre e fino al 31 marzo, per 8 ore al giorno;
  • Zona A, relativa ai Comuni di Porto Empedocle, Lampedusa e Linosa. In questi Comuni siciliani l’accensione è consentita tra il 1° dicembre e il 15 marzo e per un massimo di 6 ore al giorno.

Accensione riscaldamenti: cosa fare per risparmiare sulle spese

Rispettare gli orari di accensione non è l’unico strumento a disposizione per risparmiare sui costi del riscaldamento.

Per contenere la bolletta del gas e non spendere più del necessario, innanzitutto, è essenziale saper scegliere l’offerta giusta. Sul mercato libero sono disponibili tantissime tariffe, tra offerte a prezzo bloccato e offerte indicizzate. Inserendo una stima dei propri consumi su SOStariffe.it si può avere un’indicazione delle migliori offerte gas del periodo proposte dai fornitori che sono partner del comparatore. Per dei risultati ancora più precisi si può anche usare il servizio di analisi della bolletta, che verifica costi e consumi e suggerisce le tariffe che garantiscono il maggiore risparmio. Oltre ad attivare l’offerta gas più adatta ai propri consumi, è fondamentale anche fare manutenzione all’impianto di riscaldamento prima dell’accensione. Per ottimizzare i consumi ed evitare gli sprechi è consigliato l’uso di pannelli riflettenti che riducono la dispersione del calore e l’uso di infissi che garantiscono l’isolamento termico della casa. È altrettanto importante, anche per evitare sanzioni, non superare la temperatura massima consentita per gli interni delle abitazioni, fissata a 19 gradi. Ricorrendo a un termostatosmart, inoltre, è possibile avere un controllo maggiore sull’impianto, gestendone il funzionamento anche da remoto ed evitando sprechi.

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“L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. Intervista a Enrico Giovannini (ASviS)

Presentato a Roma il nono Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) dal titolo “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, presso la Sala dell’Acquario Romano. Energia Italia News ha intervistato il Direttore scientifico dell’Associazione, Enrico Giovannini.

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Manovra 2025, cosa cambia in ambito energetico

Presentato il dl Bilancio 2025

Il Governo ha presentato, su proposta del ministro delle finanze e dell’economia Giancarlo Giorgetti, il disegno di legge di Bilancio per il 2025 e il documento programmatico di bilancio per il triennio 2025-2027

La riforma delle accise sull’energia

Con un costo di circa 30 miliardi nel 2025, più di 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027, la manovra nel suo insieme contempla anche gli introiti provenienti dalla riforma delle accise proposta con decreto legislativo nell’ultimo Consiglio dei Ministri […].

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Nucleare, Legge delega nel 2025 e Deposito unico entro il 2039

Valutare la necessità di istituire un soggetto attuatore nazionale, monitorare l’attuazione del Programma nucleare, coordinarne le attività, assicurare una corretta informazione a tutti i livelli e realizzare un Deposito unico nazionale per le scorie radioattive. Sono le priorità indicate dal Governo riguardo allo sviluppo di un programma nucleare in Italia. I tempi stimati sono di, meno di un anno per la legge delega che abilita la produzione da SMR, AMR e microreattori e più di dieci anni per un Deposito Unico Nazionale dei rifiuti radioattivi.

Piattaforma per un nucleare sostenibile

Stiamo lavorando ad un’ipotesi di istituzionalizzazione della Piattaforma per un nucleare sostenibile, come organismo tecnico-consultivo del Governo e presidio delle più importanti competenze italiane nel nucleare” riferisce alla Camera il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, che fa sapere di aver dato mandato al Prof. Guzzetta, ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico presso l’Università Tor Vergata di Roma, di coordinare un gruppo di lavoro con l’obiettivo di riordinare la legislazione di settore, definire le proposte legislative e un quadro delle azioni da intraprendere, che tengano conto dello sviluppo delle tecnologie nucleari innovative a livello globale e delle indicazioni delle agenzie internazionali […].

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Solare termico a concentrazione, Fratin “tecnologia cruciale per il Pianeta”. La Conferenza a Roma

Al via la SolarPaces Conference

Prende il via a Roma, all’Auditorium della Tecnica, la SolarPACES Conference, l’evento mondiale di riferimento per le tecnologie del solare termico a concentrazione. La presidenza di questa trentesima edizione, come annunciato diversi mesi fa, è affidata a ENEA, che rimette al centro l’Europa dopo oltre un decennio fuori dal Continente.

L’intervento del Ministro Gilberto Pichetto Fratin

Ad aprire i lavori della Conferenza, il Ministro dell’energia e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha definito il solare termico a concentrazione  uno dei temi cruciali per il futuro del nostro pianeta. […].

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Presto potremmo vedere aerei elettrici per il trasporto locale

Eviation Aircraft, l’innovativa azienda che ha sviluppato il primo velivolo completamente elettrico al mondo, Alice, ha annunciato una nuova partnership con UrbanLink Air Mobility, con sede nel sud della Florida.

La collaborazione prevede l’impegno a fornire 10 velivoli pendolari Alice a UrbanLink, a dimostrazione di un importante progresso nel campo della mobilità aerea avanzata.

L’accordo prevede anche un’opzione per l’acquisto di altri dieci aerei. Quindi in Florida vedremo presto un servizio a breve raggio di aerei elettrici.

Aerei completamente elettrici

I nuovi aerei sosterranno l’impegno di UrbanLink a sviluppare una flotta completamente elettrica di aerei, imbarcazioni e veicoli di terra per fornire un trasporto a emissioni zero end-to-end.

UrbanLink, che opera dalle sue città hub di Miami, Los Angeles e San Juan, Porto Rico, impiegherà Alice come parte delle sue soluzioni di mobilità urbana.

Con ordini per un totale di oltre 5 miliardi di dollari, l’Alice completamente elettrico inaugura una nuova era di viaggi aerei sostenibili.
Le versioni commuter e cargo a 9 posti di Alice sono state progettate per utilizzare una tecnologia innovativa e un design accattivante, offrendo al contempo viaggi point-to-point a zero emissioni e a costi contenuti.

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Batteria da 4 tonnellate, velocità di 287 mp/h, 460 km/h

L’aereo Alice, lungo 19 metri, è alimentato da batterie da 4 tonnellate.
Con una tecnologia delle batterie simile a quella di un’auto elettrica o di un telefono cellulare e 30 minuti di ricarica, l’Alice a nove passeggeri può volare per circa 750 km.

L’aereo ha una velocità massima di crociera di 250 nodi o 287 miglia all’ora, 460km/h, praticamente la metà di un jet, ma anche adatta ai collegamente di feeding per gli aeroporti principali da aeroporti secondari.

Eviation Aircraft, che si occupa esclusivamente di viaggi aerei elettrici, spera che gli aerei elettrici in grado di ospitare da 20 a 40 passeggeri diventino una realtà entro sette-dieci anni.

UrbanLink impiegherà Alice nella sua flotta di trasporto regionale completamente elettrica.

Eviation Alice , l’aereo elettrico

Per aiutare gli Stati Uniti a raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero

L’obiettivo degli Stati Uniti per le emissioni nette zero è quello di arrivare a zero emissioni di gas serra (GHG) entro il 2050.

“Eviation e UrbanLink condividono il sogno di rendere i viaggi aerei elettrici una realtà quotidiana”, ha dichiarato Andre Stein, CEO di Eviation.

“Mentre Alice continua il suo percorso verso l’entrata in servizio, collaborazioni come questa garantiranno un futuro del volo che offre ai viaggiatori viaggi aerei comodi, accessibili e convenienti, nel rispetto del pianeta”.

“Il nostro ordine di velivoli Eviation Alice completa la terza fase del nostro piano operativo completamente elettrico, dandoci la possibilità di offrire voli a 9 posti e a emissioni zero su tutta la nostra rete”, ha dichiarato Ed Wegel, fondatore e presidente di UrbanLink

“Insieme ai nostri aerei regionali eVTOL e alle navi elettriche, Alice ci permette di offrire opzioni di viaggio sostenibili e senza soluzione di continuità nelle regioni che serviamo”.


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Il tempo può scorrere al contrario, ma solo per i fotoni

È possibile uscire da una stanza prima di entrarvi? Può sembrare un’idea folle, ma nel “tempo negativo” potrebbe essere possibile, almeno per i fotoni.

In uno studio pubblicato di recente, un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto sostiene di aver osservato i fotoni uscire da un materiale prima di entrarvi. È la prima volta che gli scienziati si imbattono in prove di tempo negativo.

“Un ritardo temporale negativo può sembrare paradossale, ma significa che se si costruisse un orologio ‘quantistico’ per misurare quanto tempo gli atomi trascorrono nello stato eccitato, la lancetta dell’orologio, in determinate circostanze, si sposterebbe all’indietro anziché in avanti”, ha dichiarato a Scientific American Josiah Sinclair, ricercatore postdoc del MIT che ha precedentemente collaborato con gli autori dello studio.

Individuare il ritardo temporale negativo

Negli ultimi sette anni, gli autori dello studio hanno studiato l’eccitazione atomica, un fenomeno che si verifica in seguito all’interazione tra luce e materia.

Durante l’eccitazione atomica, gli elettroni di un atomo assorbono energia dalla luce e saltano a un livello energetico superiore. Tuttavia, questo aumento di energia non è permanente e presto gli elettroni tornano ai loro livelli precedenti e rilasciano fotoni.

Questo processo provoca un ritardo, facendo sì che la luce impieghi più tempo a passare attraverso il materiale rispetto a quando non viene assorbita e riemessa dagli atomi.

Grafico che mostra il tempo negativo

Gli autori dello studio hanno condotto un esperimento per esaminare questo ritardo (detto anche ritardo di gruppo) nei fotoni. Hanno sparato fotoni in atomi di rubidio estremamente freddi e hanno studiato l’eccitazione atomica. L’esperimento ha portato a un’osservazione sorprendente.

I ricercatori hanno notato che alcuni fotoni passavano attraverso gli atomi più velocemente di quanto il processo di eccitazione atomica potesse completare. Il risultato è stato un tempo di transito negativo, che fa sembrare che i fotoni siano usciti dal materiale prima di esservi entrati.

Sembra assurdo, lo so. Ci è voluta una quantità di tempo positiva, ma il nostro esperimento che osserva che i fotoni possono far sembrare che gli atomi trascorrano una quantità di tempo *negativa* nello stato eccitato è andato in porto!”. Aephraim Steinberg, uno degli autori dello studio e fisico quantistico dell’Università di Toronto, ha scritto su X.

Il tempo negativo influenza la fisica, ma non noi

Questo esperimento è stata un’impresa di fisica sperimentale, quel ramo della fisica che studia come svolgere gli esperimenti che confemano una teoria.  Per esempio, l’apparato in cui i fotoni hanno interagito con atomi di rubidio ultrafreddi ha richiesto tre anni di lavoro.

I risultati di questo esperimento “suggeriscono che i valori negativi assunti da tempi come il ritardo di gruppo hanno un significato fisico maggiore di quello generalmente apprezzato”, secondo i ricercatori.

Un punto importante da notare è che i fotoni dell’esperimento non trasportavano alcuna informazione sulla natura del tempo. I risultati di questo esperimento non contraddicono quindi la nostra comprensione del tempo e dei fotoni nell’ambito della teoria della relatività speciale.

Non influenzerà la nostra esperienza con il tempo e quindi il concetto di tempo continuerà a rimanere lo stesso per noi.

Tuttavia, poiché il ritardo temporale negativo esiste nel caso dei fotoni, è probabile che influisca su ulteriori ricerche volte a comprendere i dettagli del mondo quantistico. A questo punto è necessario approfondire se ci sono altri casi in cui il tempo assume valori negativi, e quindi si muove al contrario.


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Testo Unico FER, “ostruzionismo legalizzato” secondo GreenPeace. Le audizioni

Nucleare vs FER

Mentre alla Camera si  vaneggia di nucleare, discutendo sul contributo che quest’ultimo è effettivamente in grado di dare al settore industriale, nonostante tutti i dubbi relativi all’approvvigionamento dell’uranio e delle materie prime critiche necessarie alla realizzazione delle suddette tecnologie, in Commissione Ambiente continuano le audizioni sul tanto atteso quanto discusso, decreto legislativo FER, recante disciplina in materia di regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili […].

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