Elettricità: prezzi più alti per i clienti vulnerabili da ottobre 2024

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Il servizio di Maggior Tutela è terminato: per le forniture di energia elettrica, i clienti che non hanno scelto un fornitore del Mercato Libero sono passati al regime transitorio detto “Servizio a Tutele Graduali” che avrà durata di tre anni. Oltre a questo regime, però, c’è il servizio di tutela della vulnerabilità. Per i clienti vulnerabili, infatti, il regime tutelato continua e le condizioni della fornitura sono regolate da ARERA che aggiornerà il costo dell’energia su base trimestrale.

Per il quarto trimestre del 2024 è previsto un aumento della spesa per la bolletta, pari al +8,8% per il cliente “tipo” con consumo annuo di 2.000 kWh. Il modo più efficace per contrastare gli aumenti è passare al Mercato Libero e scegliere una tariffa a prezzo bloccato, in modo da proteggersi da ulteriori rincari futuri. La scelta della tariffa più vantaggiosa può avvenire consultando il comparatore di SOStariffe.it per offerte luce e gas da cui sarà anche possibile attivare l’offerta desiderata.

Chi sono i clienti vulnerabili?

Per le forniture di energia elettrica, rientrano nella condizione di “cliente vulnerabile” tutti i clienti per cui vale almeno una di queste condizioni:

  • età di almeno 75 anni
  • beneficiario del Bonus Luce per disagio economico, rispettando i requisiti ISEE, oppure del Bonus Luce per disagio fisico
  • soggetto con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/92
  • utenza situata in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi
  • utenza situata su un’isola minore non interconnessa

È possibile verificare se il regime di fornitura è quello del servizio di Tutela della vulnerabilità consultando la prima pagina della bolletta.

Cosa succede da ottobre 2024

Come annunciato da ARERA, a partire dal mese di ottobre 2024 e per tutto il quarto trimestre dell’anno, è previsto un aumento della spesa per l’energia elettrica, con un rincaro del +8,8% rispetto al trimestre precedente e un prezzo di riferimento dell’energia elettrica pari a 26,46 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, per il cliente “tipo”.

 In sostanza, l’aumento annunciato da ARERA si tradurrà in bollette più alte (a parità di consumi) nel corso del quarto trimestre del 2024, in confronto con il trimestre precedente. Come indicato da ARERA nel comunicato ufficiale con cui è stato ufficializzato l’aumento della spesa, il principale fattore che ha contribuito alla crescita del prezzo è stato il costo del gas naturale, materia prima utilizzata per la produzione di energia elettrica.

L’aumento del costo di questa materia prima ha avuto un impatto significativo sulle bollette. Si tratta di un’ulteriore conferma dell’instabilità del mercato energetico che, di mese in mese (o di trimestre in trimestre per i clienti vulnerabili), può registrare improvvisi aumenti del costo dell’energia. Da notare, in ogni caso, che la spesa annuale del 2024 risulta inferiore del 27% a quella del 2023, pur non tornando ai livelli pre-crisi.

Come evitare gli aumenti bloccando il prezzo

Per evitare gli aumenti in bolletta, chi si trova nel servizio di tutela della vulnerabilità può passare al Mercato Libero. Restando nel mercato tutelato, infatti, non c’è alcun controllo sul costo dell’energia e bisognerà attendere gli aggiornamenti da parte di ARERA che, di trimestre in trimestre, annuncerà le nuove condizioni tariffarie del servizio.

Con il Mercato Libero, invece, è possibile attivare una tariffa a prezzo bloccato per almeno 12 mesi. In questo modo si può bloccare il costo al chilowattora dell’energia elettrica, evitando ulteriori rincari per un lungo periodo di tempo. Il prezzo bloccato è uno dei principali punti di forza delle offerte del Mercato Libero, disponibili anche in versione indicizzata, con aggiornamenti mensili del prezzo sulla base del PUN.

Per passare al Mercato Libero, chi è in Tutela, non deve fare altro che scegliere l’offerta luce da attivare, ad esempio affidandosi al comparatore di SOStariffe.it per individuare l’opzione giusta. Una volta scelta la tariffa, questa potrà essere attivata direttamente online. L’attivazione è gratuita. Per completare l’attivazione di una tariffa del Mercato Libero è sufficiente avere a disposizione i dati anagrafici e un documento di identità dell’intestatario della fornitura oltre al codice identificato della fornitura, POD, riportato nell’ultima bolletta.

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Perché preferire il metano sintetico al gas naturale per il trasporto dell’idrogeno. Lo studio

Lo studio di Frontier Economics

Un recente studio realizzato dalla società di consulenza internazionale Frontier Economics, dimostra come il gas naturale sintetico (o metano sintetico), più comunemente chiamato e-NG, nel panorama energetico esistente si distingua come tecnologia più efficace per il trasporto dell’idrogeno. La valutazione, commissionata dalla Tree Energy Solutions (TES) uno dei più grandi player di settore, capitanato da Marco Alverà, ex Ceo di Snam, fa riferimento al mercato tedesco. Ad oggi, infatti, la Germania, insieme al Giappone, si classifica come principale importatore dell’idrogeno, incorporando pienamente tale tecnologia nel processo nazionale di decarbonizzazione.

Che cos’è l’e-NG

L’e-NG è un carburante definito “sostenibile”, in quanto prodotto artificialmente, in grado di sostituire perfettamente il gas naturale fossile. È possibile generarlo su larga scala combinando idrogeno verde e CO2, creando una miscela identica, a livello molecolare, al gas naturale. […]

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Situazione energetica nazionale, la Relazione. Pichetto Fratin: “Avanti verso la sicurezza energetica e e rinnovabili”

La Relazione

L’Italia riduce la sua dipendenza energetica da fornitori esteri, aumenta leggermente i consumi e soprattutto cresce in termini di generazione da fonti energetiche rinnovabili. Sono questi i dati salienti rilevati dalla “Relazione Annuale sulla Situazione energetica nazionale 2024” realizzata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica […]

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Uragano Helene: quattro milioni di americani senza luce, ritardi epici negli aeroporti

L’uragano Helene si è abbattuto sulla zona di Big Bend in Florida nella tarda serata di giovedì come una potente tempesta di categoria 4, ma si è indebolito fino a diventare un sistema tropicale nella prima mattinata di venerdì sopra la Georgia e dirigersi verso Nord sulle Carolina. Quindi dovrebbe dirigersi verso l’area del Medio Atlantico

Secondo Poweroutage.us, oltre quattro milioni di clienti sono rimasti senza corrente all’1.00 ET. 7 CET.  a causa della tempesta tropicale Helene. La maggior parte dei guasti si è verificata in South Carolina, Florida, Georgia e North Carolina. Un discreto disatro, perché ha colpito aree molto ampie, con estesi allagamenti.

La seguente mappa mostra il numero di interruzioni elettriche per stato. L’area interssanta è ben visibile.

Per quanto riguarda i viaggi di questa mattina, il sito web di monitoraggio dei voli FlightAware mostra 1.625 voli in ritardo e 1.137 voli cancellati, principalmente negli aeroporti del sud-est degli Stati Uniti. Gli stati più colpiti sono Georgia, dove Atlanta, sede della Delta, ha il 60% dei voli in ritardo e Charlotte, che vede oltre 80% dei voli in ritardo.  Ovviamente poi i disagi si ripercuotono anche altrove

I modelli meteorologici prevedono che Helene invertirà la direzione sopra il Kentucky e poi attraverserà la regione degli Appalachi fino all’area del Medio Atlantico.

“Inondazioni catastrofiche, pericolose per la vita, da record, e inondazioni urbane. Mentre Helene continua a muoversi verso l’interno, continueranno le raffiche di vento dannose, in particolare sugli Appalachi meridionali ad alta quota”, ha avvertito l’NHC.

L’agenzia meteorologica ha osservato: “In particolare, i rischi di vento nell’entroterra di Helene sono evidenziati dal nuovo cono sperimentale. Un’area diffusa di allerta per tempeste tropicali è ancora in vigore per la Florida settentrionale, la maggior parte della Georgia, tutta la Carolina del Sud e la Carolina del Nord occidentale”.


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Batterie e pannelli solari, negli USA sovvenzioni federali per la produzione di polisilicio

Una Gigafactory da 1 miliardo di dollari

Una struttura di circa  370 mila metri quadrati per un costo complessivo di 1 miliardo di dollari. Si tratta dell’enorme Gigafactory che Highland Materials, leader globale nella produzione di materiali per il fotovoltaico, si appresta a realizzare nello stato del Tennessee, grazie alla sovvenzione federale ricevuta dall’ Inflation Reduction Act. 

La produzione del polisilicio

La struttura, che dovrebbe sorgere presso il Phipps Bend Industrial Park, a Surgoinsville, sarà specializzata nella produzione green di polisilicio, un elemento fondamentale per le celle fotovoltaiche.

Più nel dettaglio, l’impianto è pensato per ampliare ad una temperatura decisamente inferiore, e dunque con un minore impatto ambientale, il processo di fusione di alluminio-silicio, che in genere avviene a circa 800 gradi Celsius.

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Bonus bollette luce e gas 2025: cosa cambierà dal prossimo anno

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Il Bonus Sociale, detto anche Bonus Bollette Luce e Gas, è un’importante agevolazione che garantisce alle famiglie in difficoltà economica la possibilità di ottenere un contributo per pagare le bollette, sotto forma di uno sconto sull’importo totale da pagare.

Si tratta di una misura che ha ricoperto un ruolo chiave durante la crisi energetica, tra la fine del 2021, il 2022 e la prima parte del 2023, grazie anche alle misure del Governo che hanno potenziato l’agevolazione, incrementando l’importo dello sconto e ampliando la platea di beneficiari.

Il Bonus Bollette è un’agevolazione che tornerà anche nel 2025, continuando a garantire un contributo per le famiglie in difficoltà economica. Il meccanismo non cambierà ma all’orizzonte potrebbero esserci alcune novità che interesseranno i beneficiari.

A prescindere dalla possibilità di poter accedere o meno al Bonus Sociale, per minimizzare l’importo da pagare è necessario ridurre al minimo il costo dell’energia. Per raggiungere quest’obiettivo è possibile affidarsi alle migliori offerte luce e gas, individuabili tramite il comparatore di SOStariffe.it.

Cosa cambierà per il Bonus Bollette nel 2025?

Il Bonus Bollette rientra, al momento, tra le agevolazioni per le famiglie che saranno confermate anche nel corso del 2025. Di conseguenza, anche per il prossimo anno è prevista l’erogazione di un bonus in bolletta, che diventerà un vero e proprio sconto sul totale da pagare. Al momento, non ci sono indicazioni in merito a interventi normativi mirati alla modifica della struttura del Bonus.

La struttura dovrebbe essere confermata: per accedere al bonus per disagio economico servirà rientrare nelle categorie ISEE individuate dalla normativa. Sarà confermato anche il Bonus Luce per disagio fisico, riservato alle famiglie che sono costrette ad utilizzare un’apparecchiatura elettromedicale in casa.

Questo bonus, cumulabile con il bonus per disagio economico, è accessibile presentando una domanda al Comune o al Caf, con in allegato un certificato ASL che attesti la necessità di utilizzo di un’apparecchiatura elettromedicale. I bonus per disagio economico sono riconosciuti in automatico: basta aver richiesto l’ISEE e rientrare nei requisiti.

Il Bonus Bollette 2025 potrebbe cambiare in due aspetti: potrebbero essere riviste le soglie ISEE per l’accesso e potrebbero essere rivisti, sulla base dei fondi disponibili, gli importi delle agevolazioni, con uno stanziamento diverso delle risorse. A meno di sorprese, queste potrebbero essere le uniche novità in arrivo per quest’agevolazione.

Come funziona oggi il Bonus Bollette

Per accedere oggi al Bonus Bollette (per disagio economico) è necessario rispettare un requisito ISEE. In particolare, è necessario avere un ISEE non superiore a 9.530 euro. Solo per le famiglie numerose (con almeno 4 figli a carico) è prevista una soglia ISEE più alta, pari a 20.000 euro. Il mancato rispetto dei requisiti ISEE renderà impossibile l’accesso al bonus.

Queste soglie, per contrastare la crisi energetica, sono state incrementate tra il 2022 e il 2023, con modifiche non strutturali alla normativa. Terminata la crisi (o quanto meno terminati gli aiuti del Governo), è stato ripristinato il bonus ordinario. Da notare che è necessario che la fornitura sia intestata a un membro della famiglia incluso nell’ISEE. In caso contrario, infatti, il bonus non sarà riconosciuto.

Per quanto riguarda l’importo dell’agevolazione, invece, si devono considerare diversi fattori. L’importo del Bonus Luce si basa esclusivamente sul numero di componenti del nucleo familiare. Per quanto riguarda il Bonus Gas, invece, è necessario considerare tre fattori: oltre al numero di componenti del nucleo familiare, infatti, entrano in gioco anche la zona climatica dove è ubicata la fornitura e il tipo di uso del gas (cottura, acqua calda e/o riscaldamento).

I bonus sono riconosciuti sotto forma di sconto in bolletta: l’importo complessivo dell’agevolazione viene suddiviso in 12 mesi. Per le forniture indirette, come le forniture di gas condominiale, è possibile ricevere l’agevolazione tramite bonifico domiciliato. Gli importi effettivi vengono stabiliti da ARERA su base trimestrale, anche in base alla stagionalità. Ad esempio, il bonus gas ha un importo più alto nei mesi invernali. I consumatori hanno la possibilità di ottenere tutte le informazioni sul Bonus Sociale tramite il sito di ARERA.

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IRENA: l’81% delle nuove rinnovabili del 2023, costate meno delle alternative fossili

Un confronto competitivo

Secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), il 2023 ha rappresentato un anno di grande competitività per le rinnovabili installate. In totale, sui 473 Gigawatt (GW) aggiunitivi, l’81% – ossia 382 GW – ha avuto costi inferiori rispetto alle alternative nel campo del fossile.

Questa, la conclusione del Renewable Power Generation Costs in 2023, rapporto che la stessa IRENA ha presentato in occasione dei lavori della 79° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nello specifico, la cornice è stata quella dell’incontro sulle rinnovabili (Global Renewables Summit).

L’Agenzia ha posto l’accento sull’importanza del 2023. Un anno record per la transizione ‘verde’. Dati alla mano, infatti, gli scorsi dodici mesi hanno rappresentato una pietra miliare per la diffusione delle rinnovabili, con il solare e l’eolico a svettare […]

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Iran. Tragedia in miniera, 51 morti per esplosione di gas

Una fuga di gas che ha causato un’esplosione in una miniera di carbone iraniana ha provocato 51 vittime, hanno riferito i media statali iraniani, precisando che le operazioni di salvataggio delle persone sopravvissute nella miniera sono state impegnative.

L’esplosione è avvenuta in due blocchi della miniera di Madanjoo a Tabas, nel Khorasan meridionale, nell’Iran orientale. La miniera è gestita da una società privata locale, la Madanjoo Company.

“È troppo presto per trarre conclusioni sull’incidente, ma i miei 30 anni di esperienza suggeriscono che un’improvvisa esplosione di gas è probabilmente la causa di questo incidente su larga scala”, ha dichiarato Saeed Samadi, segretario dell’associazione iraniana dell’industria del carbone, citato dal Financial Times.

“L’incidente nella miniera di Tabas sembra essersi verificato sopra i lavoratori in uno dei laboratori e l’esplosione è stata così estesa da provocare un elevato numero di vittime, tra cui la morte del responsabile della sicurezza della miniera”, ha aggiunto.

Nella parte della miniera in cui si è verificata l’esplosione, che ha portato al soffocamento di almeno 34 persone, c’erano 69 lavoratori in totale, ha riferito l’IRNA. Le operazioni di salvataggio sono in corso, “ma la realtà è che è un compito difficile salvare i feriti da una profondità di 700 metri in diagonale e 250 metri in verticale nel sottosuolo”, ha dichiarato il capo del dipartimento locale dei servizi di emergenza all’agenzia di stampa statale.

Operazioni di soccorso presso la miniera

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato un’indagine sull’incidente. Ha inoltre ordinato l’invio di ulteriore personale di soccorso sul luogo dell’esplosione.

Secondo il rapporto dell’IRNA, i lavoratori sono intrappolati dietro le camere della miniera che sono ancora piene di livelli pericolosamente alti di metano.

“Il 76% del carbone del Paese proviene da questa regione e circa 8-10 grandi aziende lavorano nella regione, tra cui l’azienda Madanjoo”, ha dichiarato il governatore della provincia di South Khorasan, citato dalla Reuters.

Il Grisù, il pericolo sempre presente nelle miniere di carbone

Un grande pericolo sempre presente nelle miniere di carbone, sin dall’inizio del loro sfruttamento, è il “Gas di Miniera”, chiamato anche Grisù in italiano.

Il gas delle miniere di carbone si sviluppa durante la conversione geochimica di sostanze organiche in carbone. È presente nelle fessure, nelle faglie e nei pori dei giacimenti di carbone e come gas assorbito nella superficie interna del carbone e della roccia adiacente. Il pericolo sussiste quando questo gas, altamente infiammabile, si concentra il fessure o spazi vuoti presenti nel carbone, perché il suo mescolarsi con l’ossigeno presente nella miniera creando una miscela altamente esplosiva.  Per questo esistono dei rilevatori di gas nelle miniere.

Ora ci sono perfino soluzioni che puntano a sfruttare questo gas per generare energia elettrica.


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La Russia mette in linea altri due Tesla Cybertruck armati di mitragliatrice. Perché, e dove se li procura?

Almeno due Cybertruck della Tesla armati di mitragliatrici montate sul corpo sono stati dispiegati nelle unità cecene che fanno parte dell’esercito russo.

Un nuovo video su Internet mostra i Cybertrucks che “pattugliano” e sparano a un drone. Questo video sembra più una manovra di marketing per evidenziare le prestazioni e la velocità dei veicoli di Elon Musk piuttosto che rappresentare eventi reali in prima linea in Ucraina.

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Il primo Tesla Cybertruck armato in Cecenia, guidato da Ramzan Kadyrov, ha fatto il suo debutto pubblico il 17 agosto 2024. Kadyrov ha pubblicato un video di se stesso alla guida del veicolo, con una mitragliatrice montata. Questa modifica ha trasformato il camion elettrico in una risorsa militare destinata a sostenere le forze russe nel conflitto in Ucraina.

Kadyrov ha espresso grande soddisfazione per il Cybertruck, soprannominandolo “Cyberbeast” per la sua notevole velocità, manovrabilità e durata. Ha elogiato l’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, per l’avanzata tecnologia, sottolineando che il veicolo sarà dispiegato nella zona di guerra in Ucraina per supportare i suoi soldati. Ha elogiato grandemente il mezzo giungendo perfino a invitare Elon Musk in Cecenia.

Pare che poi il leader ceceno, ultrà putiniano, sia rimasto meno soddisfatto, perché la Tesla è riuscita a disattivare da remoto il suo mezzo, fatto che però Elon Musk ha smentito categoricamente, come aveva smentito di aver mai fornito un Cybertruck a Kadirov. probabilmente la provenienza del mezzo è dall’Asia Centrale o dai PAesi del Golfo. COn le sanzioni in atto è un po’ complesso farsi spedire un Cybertruck direttamente dagli USA.

Ciò solleva notevoli dubbi sulla legittimità delle affermazioni di Kadyrov. Inoltre, i dettagli oscuri sulle modalità di acquisto di questi veicoli fanno sospettare un possibile contrabbando o altre violazioni delle sanzioni.

Cybertruck in Ucraina?

I media statali russi hanno dato seguito alle notizie che suggeriscono l’intenzione di Kadyrov di inviare altri Cybertrucks nella zona del conflitto. Gli ultimi mezzi Tesla sono dipinti di verde, come il colore primario della mimetica dell’esercito russo. Non si sa se questi rappresentino due nuovi Cybertrucks o se uno di essi sia il veicolo ridipinto precedentemente evidenziato da Kadyrov in agosto.

L’efficacia di veicoli come il Cybertruck in scenari di combattimento è ancora oggetto di dibattito. Ramzan Kadyrov ne enfatizza le prestazioni in prima linea, sottolineandone in particolare la manovrabilità e la protezione offerta agli equipaggi. Tuttavia, è importante notare che il Tesla Cybertruck non è stato progettato per uso militare, anche se lo stesso Musk ne ha vantato la capacità di essere un mezzo leggermente protetto, blindato.

Ciò solleva legittime preoccupazioni circa la sua durata in condizioni di combattimento intenso, dove di solito vengono impiegati veicoli blindati specializzati. Inoltre, problemi tecnici come la diminuzione della durata della batteria in ambienti difficili o le difficoltà di manutenzione sul campo potrebbero rappresentare inconvenienti significativi.

Il presunto “spegnimento a distanza” di un Cybertruck da parte di Elon Musk porta alla luce anche questioni cruciali di cybersicurezza e potenziali vulnerabilità di questi veicoli connessi. Questo incidente dimostra come la tecnologia di accesso remoto possa intersecarsi con le esigenze militari, ponendo potenzialmente rischi significativi. Se l’attivazione remota è possibile, ciò potrebbe introdurre nuove strategie di attacco ibride in cui la guerra informatica gioca un ruolo fondamentale, con un impatto sulle operazioni dei veicoli militari.

La possibilità che altri veicoli elettrici o autonomi vengano impiegati nei conflitti militari è un’altra area cruciale di indagine. La tendenza all’automazione e all’elettrificazione in guerra sta avanzando rapidamente, con droni e sistemi autonomi che hanno già dimostrato la loro efficacia.

Sebbene veicoli come il Cybertruck non siano tipicamente visti in combattimento, questo scenario sottolinea il ruolo potenziale dei veicoli elettrici nei conflitti futuri e la necessità di adattare la tecnologia ai vari requisiti militari. Nello stesso tempo però caricare un mezzo vorace di energia che ha batterie  che partono da 125 KW per arrivare, in prospettiva, a 230 KW. Nei campi di battaglia non sono presenti, normalmente, colonnine di ricarica rapida. Centro, si può pensare a centri di ricarica mobile che, però, a loro volta, avranno bisogno di carburante. La soluzione non è semplice. Poi perché portare un mezzo da 120 mila dollari, complesso e delicato, su un campo di battaglia?

Su scala più ampia, questa situazione comporta significative ramificazioni geopolitiche. Se dovesse essere confermato che Tesla o altre tecnologie occidentali sono state utilizzate dalle forze russe, ciò potrebbe ulteriormente inasprire le relazioni tra l’Occidente e la Russia.

L’avvistamento di un’auto elettrica Tesla in una zona di conflitto ha già suscitato discussioni su come le sanzioni potrebbero essere aggirate e sulle implicazioni della responsabilità aziendale per le grandi aziende tecnologiche in contesti militari. Questo incidente solleva anche preoccupazioni sull’efficacia dei regolamenti internazionali nel controllare la distribuzione di tecnologie sensibili in aree di conflitto.


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Germania: -69% vendita auto elettriche. Recessione e rifiuto dell’elettrico

La Germania sta scivolando verso la recessione, quella dura, con i licenziamenti, con l’ultimo indicatore che lampeggia in rosso. Secondo l’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA), i nuovi dati di agosto mostrano un crollo della domanda di veicoli elettrici.

L’ACEA ha registrato un crollo del 69% delle consegne di veicoli elettrici in Germania il mese scorso, con poco più di 27.000 unità. In tutta la regione si è registrato un calo del 36%. Il crollo della domanda avviene dopo che la Germania ha tagliato gli incentivi, rendendo i veicoli elettrici meno accessibili per la classe operaia.

L’articolo di Bloomberg sul crollo dei veicoli elettrici in Germania il mese scorso fornisce una realtà inquietante per lo spazio dei veicoli elettrici e mette in evidenza i problemi che stanno aumentando per la più grande economia europea.

In tutto il continente, le immatricolazioni di nuove auto sono crollate del 16,5% rispetto a un anno fa.


Bloomberg: “La flessione dei veicoli elettrici sta mettendo case automobilistiche come VW e Renault SA a rischio di pesanti multe, dato che l’anno prossimo entreranno in vigore norme più severe dell’Unione Europea sulle emissioni delle flotte”, ha osservato Bloomberg. Perchè la UE ha messo delle quote obbligatorie per la produzione di auto elettriche

L’ACEA ha avvertito: “La continua tendenza alla riduzione della quota di mercato delle auto elettriche a batteria nell’UE invia un segnale estremamente preoccupante all’industria e ai politici“, aggiungendo che le case automobilistiche di tutto il blocco devono “invitare le istituzioni dell’UE a presentare misure urgenti di soccorso prima dell’entrata in vigore dei nuovi obiettivi di CO2 per auto e furgoni“.

Il crollo delle vendite di nuovi veicoli elettrici potrebbe far deragliare le scadenze dell’UE per le emissioni zero nei prossimi anni. Questo ha anche spinto Volkswagen a considerare la possibilità di chiudere le fabbriche per la prima volta in assoluto.

Inoltre, la tempistica della flessione dei veicoli elettrici nell’UE arriva quando l’economia tedesca potrebbe già essere in recessione.

La Bundesbank ha dichiarato giovedì che “l’economia tedesca sta ancora navigando in acque agitate”, aggiungendo che il terzo trimestre è stato un “inizio molto debole” per l’industria manifatturiera e l’edilizia e ha deluso la spesa delle famiglie.

Il mix di crisi economica e di rifiuto delle auto elettriche, troppo costose, conduce a una situazione paradossale, in cui la crisi delle vendite obbliga a produrre da un lato sempre meno auto elettriche e quindi a multe per non aver raggiunto la quota minima di vendita di eletriche. Una situazione che sarebbe comica , se non rischiasse di veder licenziati decine, se non centinaia , di migliaia di lavoratori in tutta la UE.

E tutto questo è una conseguenza della UE stessa.


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