“Il flop delle auto elettriche”, anatomia di una caduta in Italia e in Europa

Un mercato in crisi? Quali i fattori che pesano di più sui numeri dell’auto elettrica

L’auto elettrica ci interessa ancora? Il mercato è davvero in crisi? Che ruolo hanno i consumatori, i produttori e la politica in questa fase così critica della transizione energetica dell’automobile? Sappiamo tutti che questa industria occupa un ruolo a dir poco vitale nella nostra economia, sia nazionale, sia europea (per non dire mondiale), ma sappiamo anche che il cambiamento è necessario e che a conti fatti è già iniziato.

Ora si deve capire come procedere per completarlo e non è una questione da poco, a sentire tutti gli attori in gioco.

In Italia, le nuove immatricolazioni di auto elettriche a batteria sono praticamente crollate nel mese di agosto 2024, con un -36% su base annuale, secondo gli ultimi dati dell’Unrae.

In Europa, con i dati di luglio, già si registrava un calo dell’11%.

Se guardiamo invece alle auto elettriche ibride, il discorso cambia, con un dato opposto nel nostro Paese, dove si è stimato un incremento delle nuove immatricolazioni attorno al +40% nel mese di agosto.

Le ibride in Europa vedono crescere le nuove immatricolazioni del 25%.

Sono segmenti dell’elettrico da tenere ben distinti, ma è chiaro che i consumatori stanno facendo delle scelte chiare, anche in considerazione dei fattori negativi che accompagnano il mercato e non da ora: prezzi troppo elevati, incentivi insufficienti, scarsità dei punti di ricarica, un mercato dell’energia che rimane incerto, solo per citare i più discussi.

25 settembre vertice UE sul futuro dell’elettrificazione dell’auto

Se non tutta, una gran parte della corsa all’elettrificazione dell’automobile si giocherà il prossimo 25 settembre a Bruxelles, in occasione di un vertice dell’Unione europea sul settore promosso dall’Ungheria.

Fin qui i numeri, che già ci dicono molto. Poi c’è la politica nazionale, che non da l’impressione di aver trovato la strada giusta per affrontare la transizione energetica dell’auto e allo stesso tempo punta (giustamente) a sollevare il problema direttamente a Bruxelles.

Giustamente, perché l’auto elettrica è frutto di linee politiche decise a Bruxelles e perché è ormai acclarata la crisi economica dell’ormai ex locomotiva dell’economia europea, la Germania.

Su questo il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato la presentazione di una proposta per anticipare alla prima parte del 2025 la revisione dello stop alla produzione di auto termiche entro il 2035: “Ho intenzione di parlarne nel meeting che la presidenza di turno ungherese ha organizzato per il 25 settembre a Bruxelles sul settore e il giorno successivo la presenterò al consiglio sulla competitività che si terrà sempre a Bruxelles”.

L’annuncio è arrivato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, con la proposta del ministro di anticipare alla prima parte del 2025 la revisione sullo stop alla produzione di veicoli endotermici al 2035, prevista originariamente per il 2026 nell’ambito del ‘Green Deal’ europeo.

Urso chiede di anticipare la clausola di revisione al 2025

Il Green Deal, ha detto Urso, “lo fai con il cambio di modalità operativa e lavorativa“, aggiungendo che “il processo del green deal prevede una clausola di revisione entro la fine del 2026, ma chiunque conosca il sistema produttivo sa che gli investimenti si fanno se c’è certezza“. Avanti di questo passo, a suo dire, diventa un problema la sopravvivenza dell’intera industria automobilistica europea, “incapace di sostenere il rischio che le è stato imposto senza adeguate risorse e investimenti pubblici”. “Chiedo di anticipare questa decisione – ha sottolineato – perché se lasciamo l’incertezza fino al 2026, si rischia un’ondata di scioperi e proteste europee come hanno fatto gli agricoltori e rischiamo il collasso dell’industria“. 

Urso dovrebbe rilanciare la proposta il giorno successivo al consiglio dell’Ue sulla competitività e prevede di contattare gli altri ministri europei, ma prima si deve insediare il nuovo governo francese.

La chiave incentivi

Il problema è però anche legato alla domanda che finché è stata sostenuta dagli incentivi ha fatto lievitare le nuove immatricolazioni di motori elettrici. Incentivi che sono decisi dal ministero guidato da Urso e che nell’ultima tranche sono stati esauriti in meno di 24 ore.

Il ministro delle imprese su questo ha già detto che non si deve fare troppo affidamento sugli incentivi, ma sostenere il made in Italy, lavorando sul lato dell’offerta nazionale (un percorso certamente virtuoso, ma dai tempi incerti vista la leadership cinese nel settore e la nostra dipendenza dagli approvvigionamenti esteri di batterie, componentistica e materie prime).

Secondo quanto dichiarato dal presidente di Motus-E, Fabio Pressi: “I dati indicano nuovamente un andamento molto confuso del mercato, con gli straordinari picchi seguiti alla messa a terra dell’Ecobonus alternati a momenti di apparente stallo, in cui gli automobilisti interessati a passare all’elettrico restano alla finestra per comprendere l’evoluzione dello scenario”.

In quest’ottica – ha precisato Pressi – per evitare un pericoloso andamento a strappi del mercato diventa fondamentale una rapida e chiara pianificazione degli strumenti incentivanti discussi nell’ultima riunione del Tavolo Automotive, per i quali sarà indispensabile anche la massima cautela nelle comunicazioni ai cittadini, che con l’esaurimento in un solo giorno dei bonus per le auto elettriche hanno già dimostrato una grande attenzione verso questa tecnologia”.

Sulle pagine del Mimit si legge che “per quanto riguarda la programmazione degli incentivi, il fondo automotive può contare ancora su una dotazione di 750 milioni per il 2025 e di un miliardo annuo dal 2026 al 2030. In parallelo al concretizzarsi della politica di attrazione di nuovi player e alla necessità di accompagnare il processo di riqualificazione della componentistica italiana verrà incrementata la quota destinata all’offerta pari a 50 milioni nel 2022 e 350 milioni annui nel successivo biennio”.

Un destino in bilico, in attesa dei nuovi commissari europei

Siamo in grado come Paese e come Unione europea di realizzare una nuova industria automobilistica orientata alle zero emissioni, made in EU e in grado di creare occupazione?
La politica riuscirà a dare risposte puntuali e tempestive su questo tema così centrale per l’economia continentale?

Sappiamo solo che l’industria automobilistica, che impiega 12 milioni di persone e rappresenta circa il 4% del PIL dell’UE, rappresentando il più grande investitore privato in ricerca e sviluppo dell’UE, secondo la Commissione europea deve sottoporsi a cambiamenti rapidi e profondi per restare competitiva sul mercato mondiale, riconoscendo l’importanza della transizione verso tecnologie più sostenibili e nuovi modelli imprenditoriali.

Per saperne di più sui futuri sviluppi della transizione energetica dell’automobile in Europa sicuramente bisognerà attendere il prossimo 11 settembre, quando Ursula von der Leyen, presenterà la sua lista dei commissari europei (nomi e portafogli) per la nuova Commissione europea, che potrebbe insediarsi già a novembre.

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La California lancia il primo treno passeggeri alimentato da idrogeno americano

San Bernardino, una città della California meridionale, ha svelato il primo treno passeggeri a energia idrogeno negli Stati Uniti, una pietra miliare importante mentre la California aumenta gli sforzi per raggiungere i suoi obiettivi di neutralità del carbonio 2045.

Soprannominato Zemu per unità multipla a emissioni zero, il treno da $ 20 milioni utilizza una cella a combustibile idrogeno ibrida e un sistema di batterie per alimentare il veicolo leggero in grado di trasportare i passeggeri a 108 posti su una linea di 9 miglia nota come corridoio della freccia. San Bernardino è noto per la sua scarsa qualità dell’aria grazie ad un’alta concentrazione di autostrade, cantieri ferroviari e strutture industriali.

La città ha recentemente non superato l’analisi dell’American Lung Association, un test basato sul numero di giorni in cui l’inquinamento da ozono e particelle ha superato i livelli di sicurezza. È probabile che Zemu appello ai ciclisti non solo per le sue credenziali verdi, ma anche perché funzionerà più silenziosa rispetto ai treni passeggeri convenzionali.

“Tutto quello che sentirai è un paio di soffianti HVAC e fan del raffreddamento”, ha dichiarato Kaden Killpack, un project manager commerciale presso Stadler US che supervisiona l’autorità di transito della contea di San Bernardino (SBCTA), come riportato dal Guardian.

Le cellule a combustibile idrogeno combinano molecole di idrogeno e ossigeno per generare elettricità e vapore acqueo come sottoprodotto. Zemu diventerà il primo treno passeggeri in Nord America a soddisfare i requisiti della Federal Railroad Administration (FRA) quando andrà nel 2025. Zemu è stato in corso anni, con i funzionari SBCTA che hanno contratto il produttore di ferrovie svizzere Stadler Inc per consegnare una tecnologia che alleggerirà La scarsa qualità dell’aria della zona e riduce lo stress sulle strade della contea.

“Una volta preso quel veicolo e aggiungi idrogeno ad esso, consenti di avere zero tecnologie di emissione sugli stessi corridoi in cui Union Pacific e NSF funzionano”, ha detto Killpack. “Questo è ciò che è veramente folle e bello in questo”. È probabile che Zemu funga da prova del concetto che altri stati possono adottare per rendere le loro reti di trasporto più verdi. La California, tuttavia, non sta perdendo tempo ad aumentare il suo sistema di treni idrogeno, con Caltrans-il Dipartimento dei trasporti dello stato-ha commissionato a Stadler per costruire versioni più lunghe dei treni a propulsione da idrogeno che funzionano tra Merced e Sacramento nel centro Valle. Caltrans ha già ordinato 10 unità dei treni più grandi, con la possibilità di acquistarne altri altri secondo i termini del contratto da $ 80 milioni.

Ecco un video con l’arrivo del treno:

L’idrogeno. una soluzione ancora dai costi elevati

Come spesso accade, è probabile che gli alti costi siano la più grande barriera alla rapida adozione della tecnologia idrogeno nel settore dei trasporti degli Stati Uniti e anche in altri settori. Il mese scorso, Bloomberg New Energy Finance (BNEF) ha riferito che solo il 12% degli impianti di idrogeno ha clienti con accordi di acquisizione, con la maggior parte di accordi vaghi e non leganti che possono essere scartati in silenzio se i potenziali acquirenti si ritirano. Il grosso problema qui è che molte industrie che potrebbero potenzialmente funzionare sull’idrogeno richiedono un costoso riorganizzazione per renderlo una realtà, un salto che la maggior parte non è disposta a fare.
In effetti, è proibitivamente costoso retrofinare le linee di trasporto negli Stati Uniti “Devi vendere almeno centinaia [di treni] per iniziare a ottenere alcune economie in scala e ridurre tali costi”, ha dichiarato Lewis Fulton, direttore del programma di futures energetica presso l’Istituto per i trasporti della UC Davis. L’idrogeno verde realizzato dall’elettrolisi di acqua utilizzando l’energia rinnovabile costa quasi quattro volte come idrogeno grigio creato da gas naturale o metano, usando la riforma del metano a vapore ma senza catturare i gas serra emessi nel processo.

Normalmente, è difficile costruire infrastrutture idrogeno quando la domanda potrebbe non materializzarsi per anni. “Nessuno sviluppatore di progetti sano inizierà a produrre idrogeno senza avere un acquirente per questo, e nessun banchiere sano presenterà denaro a uno sviluppatore di progetti senza ragionevole fiducia che qualcuno acquisterà l’idrogeno”, osserva l’analista di BNEF Martin Tengler. “Non è diverso da qualsiasi altro sviluppo energetico su larga scala. Le condutture di gas naturale non sono state costruite senza clienti “, afferma Laura Luce, amministratore delegato di Hy Stor Energy.

Questa società ha ottenuto una lettera esclusiva di intenti di fornire idrogeno an acciaieria che la SSAB SA della Svezia ha in programma di costruire in Mississippi. Il costo è comunque enorme, perfino per l’Europa ossessionata dalle energie rinnovabili, “Se realizziamo la metà degli impianti sperati saremo soddisfatti. Lo saremo perfino con un quarto degli impianti stessi”, ha detto a BNEF Andy Marsh, CEO di Plug Power Inc., riferendosi agli ordini per  4,5 Gigawatt di commesse ingegneristiche e  di design in corso su progetti europei per generare idrogeno verde.

Secondo Marsh, gli Stati membri dell’UE stanno ancora incorporando le loro tabelle di marcia idrogeno nei propri regolamenti, ritardando gli investimenti privati.


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Saipem e Newcleo firmano un accordo per sviluppare centrali nucleari SMR galleggianti

SAIPEM e Newcleo hanno firmato un accordo di collaborazione per identificare soluzioni per l’applicazione offshore della tecnologia SMR per produrre energia nucleare.

L’obiettivo di questo accordo è studiare l’applicazione della tecnologia Small Modular Lead-cooled Fast Reactor (SM-LFR) di newcleos per fornire elettricità e calore di processo a emissioni zero alle installazioni offshore di petrolio e gas, migliorando così le loro prestazioni di sostenibilità.

L’accordo prevede anche la possibilità di estendere l’uso della tecnologia Newcleo per produrre elettricità a emissioni zero attraverso unità nucleari galleggianti, collegate alla rete elettrica a terra o ad altri utenti.

La collaborazione tra le due aziende, che unirà le loro competenze, esperienze e conoscenze, prevede la creazione di un’analisi di fattibilità sul possibile sviluppo di prototipi della tecnologia newcleos SM-LFR per applicazioni offshore.

Una nuova tecnologia innovativa

La tecnologia Newcleo sfrutta i sistemi di sicurezza passiva (ossia lo sfruttamento di forze o fenomeni naturali senza richiedere meccanismi attivi), che sarebbero unici nell’ambiente marino, consentendo un’efficienza molto maggiore nell’utilizzo dell’uranio estratto rispetto ad altri tipi di reattori a fissione convenzionali.

Reattore NewcleoReattore Newcleo

Reattore Newcleo in sezione

Un reattore a neutroni veloci può utilizzare il comustibile esaurito dai reattori convenzionali. L’utilizzo del metallo fuso come sistemi di raffreddamento garantisce che, in caso di fallimento dei sistemi di raffreddamento, il reattore si fermi per la solidificazione del piombo.

L’interesse di Saipem per l’energia nucleare fa parte del suo programma di sviluppo tecnologico, dedicato alla transizione energetica, con l’obiettivo di contribuire a raggiungere gli obiettivi Net Zero entro il 2050.  L’energia nucleare è, infatti, una fonte energetica che può supportare in modo efficiente e sostenibile il crescente fabbisogno energetico e garantire la diversificazione e la sicurezza dell’approvvigionamento energetico.

La soluzione dei reattori nucleari modulari offshore potrebbe anche superare il problema, sempre presente con questo tipo di impianti, del “NIMBY”, not in my  backyard, non nel miovicinato. Saipem, società nota a livello mondiale per l’engineering del settore petrolifero, non ha sicuramennte problemi nel gestire una situazione di produzione di energia nucleare offshore.

NewCleo, nel 2023, aveva già concluso un accordo con Fincantieri e con il RINA per lo studio dell’utilizzo dell’energia nucleare nell’ambito della propulsione marittima ad emissioni zero.

Il reattore nucleare Newcleo opera a pressione atmosferica,e questo elimina na necessità di un contenitore a pressione molto elevato. Il combustibile utilizzato è FR-MOX, un mix di ossidi di plutonio e uranio, già disponibile come residuo di funzionamento delle centrali francesi. Combustibile e raffreddamento s0no chimicamente neutri, abbassando ulteriormente il rischio di incidenti.

L’attuale governo sta valutando il ritorno all’energia nucleare proprio tramite la realizzazione di una ventina di reattori SMR di piccole dimensioni.


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Agrivoltaico, boom di richieste. Vincono i sistemi ibridi

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

Richieste per 920 milioni di euro

Saturato il contingente di potenza disponibile per gli impianti agrivoltaici, di qualsiasi potenza, realizzati sul territorio italiano.

A comunicarlo sono il Gestore dei Servizi Energetici e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a chiusura del bando PNRR che, come scopo primario, aveva proprio quello di incentivare lo sviluppo dell’ agrivoltaico innovativo.

Complessivamente, annunciano le Istituzioni, sono giunte dagli operatori 643 richieste di partecipazione alle procedure di selezione delle iniziative, per un ammontare di 920 milioni di euro.

Una contraddizione rispetto a quanto disposto dal DL Agricoltura?

Un successo che sembra contraddire quanto disposto dal più recente DL Agricoltura, che al contestato Art.5 prevede il divieto di installazione, nelle zone classificate come agricole, di nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra e il divieto di aumentare l’estensione di quelli già esistenti.

Quanto c’è di vero?

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Elettricità, nuovi rincari in arrivo. Italia maglia nera in Europa

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Il PUN continua a crescere e questo significa che l’elettricità sarà più cara per i consumatori italiani. Ad agosto il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha toccato il valore più alto da ottobre 2023 e le contrattazioni nei primi giorni di settembre hanno fatto segnare nuovi rialzi.

Per chi ha un’offerta di tipo indicizzato questo andamento dei prezzi significa costi in bolletta più alti. In vista della seconda metà dell’anno, è utile tenere sott’occhio le offerte luce del mercato libero e valutare la convenienza di un’offerta a prezzo bloccato.

Con il supporto del comparatore di SOStariffe.it è possibile conoscere le offerte dei fornitori partner e controllare se le tariffe a prezzo fisso possono essere d’aiuto per risparmiare.

PUN ancora in rialzo

Il PUN ad agosto ha toccato il valore più alto dell’anno, attestandosi a 128,44 €/MWh. Il dato segna un nuovo aumento su base mensile, con un rialzo di circa il 14% rispetto al mese di luglio.

Il trend di crescita del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica prosegue già da diversi mesi: il dato mensile del PUN cresce infatti ininterrottamente da aprile 2024. Sulla base delle contrattazioni registrate nei primi giorni di settembre, anche per il mese in corso ci si aspetta un’ulteriore crescita dei prezzi.

Osservando le evoluzioni recenti del PUN si nota come attualmente il costo dell’energia elettrica sia superiore rispetto a quello registrato lo scorso anno, ma anche rispetto al 2021, il periodo pre-crisi energetica.

In Italia l’elettricità più cara dell’UE

L’Italia non è l’unico Paese europeo che sta registrando un aumento del costo dell’elettricità, ma è quello in cui l’energia elettrica costa di più. Anche le altre principali economie del Vecchio Continente stanno registrando aumenti nei prezzi all’ingrosso della luce, ma i valori di riferimento sono sensibilmente inferiori rispetto a quelli italiani.

A spendere meno per l’elettricità è la Francia: malgrado un aumento dei prezzi del 16% tra luglio e agosto, il costo dell’elettricità è attorno ai 55 €/MWh. L’elettricità è poco più cara in Germania, dove il prezzo all’ingrosso nel mese di agosto è stato di circa 82 €/MWh (con un +21% rispetto a luglio). In Spagna l’elettricità ha invece toccato quota 91 €/MWh nel mese di agosto, in aumento del 26% su base mensile.

Osservando la situazione italiana si nota come l’incremento mensile del prezzo all’ingrosso dell’elettricità sia stato più contenuto, ma il PUN rimane stabilmente più alto – anche fino a più del doppio – rispetto ai prezzi all’ingrosso degli altri Paesi UE.

A incidere sul rialzo del costo dell’elettricità è soprattutto la crescita del prezzo del gas, che viene usato per la produzione di circa metà dell’energia elettrica consumata in Italia. Per attenuare le differenze di costo tra i diversi Paesi dell’Unione Europea si sta facendo sempre più forte la necessità di introdurre un prezzo unico dell’energia a livello comunitario, di cui potranno beneficiare sia le famiglie sia le imprese italiane.

Cosa fare per evitare i rialzi dei prezzi della bolletta della luce

La tendenza all’aumento del PUN non accenna a diminuire ed è lecito aspettarsi ulteriori aumenti da qui alla fine dell’anno. Per evitare forti rialzi nelle bollette si possono attuare diverse strategie:

  • Chi è cliente del mercato libero ma rientra in una delle categorie di vulnerabilità può richiedere il rientro nel mercato tutelato, se le condizioni di fornitura risultassero più convenienti; in questo caso, il prezzo viene aggiornato ogni 3 mesi
  • Chi è nel mercato tutelato o nel Servizio a Tutele Graduali può considerare le offerte disponibili sul mercato libero e scegliere quella che garantisce il maggiore risparmio;
  • Chi è nel mercato libero può considerare l’idea di cambiare fornitore o offerta, passando ad esempio a una tariffa luce a prezzo bloccato.

Per fare tutte queste valutazioni e capire che tipo di offerta risponde meglio alle proprie esigenze si può usare il comparatore di SOStariffe.it. Mettendo a confronto le tariffe luce di più operatori partner del servizio, si può fare una classifica delle offerte migliori del periodo e verificare qual è la convenienza di ogni soluzione.

In un momento come questo in cui il PUN è in salita, meritano particolare attenzione le tariffe a prezzo bloccato, che prevedono il pagamento di un prezzo della componente energia predeterminato e invariabile per almeno 12 mesi. Anche in caso di aumento del prezzo all’ingrosso, il costo dell’energia rimane costante fino alla scadenza del periodo promozionale.

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Arriva il “Decreto rigassificazione”. 30 milioni all’anno fino al 2043

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

30 milioni di euro all’anno

È ormai alle porte l’entrata in vigore del Decreto rigassificazione, il provvedimento che stanzia 30 milioni di euro all’anno, a partire dal 2024 fino al 2043, per il servizio di rigassificazione di impianti esistenti o la realizzazione di nuove strutture adibite alla rigassificazione del GNL.

Più nel dettaglio la normativa fa riferimento alle “opere, aventi carattere di strategicità, pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, finalizzate all’incremento della capacità di rigassificazione nazionale mediante unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione e le connesse infrastrutture”.

Decreto attuativo del DL Aiuti

Destinando risorse ad uno specifico Fondo, volto a “rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico nazionale e a contribuire al perseguimento degli obiettivi strategici di riduzione della dipendenza dai combustibili fossili provenienti dal territorio della Federazione russa” , il Decreto rigassificazione è stato emanato nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato. Si tratta, infatti, del decreto attuativo del DL AIUTI del 2022, che per l’appunto all’articolo 5, contiene disposizioni per la realizzazione di nuova capacità di rigassificazione.   

La misura è in linea con la posizione indicata in più occasioni dal Governo Meloni e dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che in tema di diversificazione degli approvvigionamenti energetici mette in primo piano il processo di rigassificazione. Volontà ulteriormente confermata dalla riattivazione degli impianti di Piombino e Ravenna.

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IEA, Birol in Corea per inaugurare il World Climate Industry Expo di Busan

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

L’inaugurazione del World Climate Industry Expo

Al via la seconda edizione dell’EXPO mondiale dell’industria climatica, il World Climate Industry Expo 2024 (WCE), in programma dal 4 settembre. La kermesse inaugurata a Busan lo scorso anno, vede nuovamente protagonista la città portuale della Corea del Sud, divenuta sede per discussioni internazionali nei settori del clima e dell’energia a livello mondiale.

Ad aprire i lavori 2024 sarà Fatih Birol, Direttore esecutivo IEA (Agenzia Internazionale per l’energia), al quale il presidente coreano Yoon Suk Yeol, ha voluto conferire in questi giorni la più alta onorificenza diplomatica della Corea. Il titolo, assegnato durante una cerimonia speciale a Seul, è un riconoscimento per gli importanti contributi del dottor Birol sulle questioni internazionali relative all’energia e al clima.

Il Direttore dell’Agenzia, che pronuncerà il discorso di apertura del WCE, si fermerà nel Paese per una settimana tenendo incontri bilaterali con il presidente Yoon, il ministro del Commercio, dell’Industria e dell’Energia Ahn Duk-geun e diversi leader aziendali.

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Superbonus, mancano i dettagli dei decreti attuativi

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

Superbonus, i temi sul tavolo

A distanza di 4 mesi dalla pubblicazione del Decreto Superbonus, sono ancora diversi i temi del provvedimento oggetto di discussione.

Si tratta delle misure che, per essere applicate correttamente alle categorie che ancora possono usufruire dell’agevolazione che consente di migliorare le abitazioni anche in termini di efficientamento energetico, necessitano dei decreti attuativi, per ora inesistenti.

In particolare, gli argomenti che destano i maggiori dubbi sono quelli riguardanti la tassa sugli immobili ristrutturati, a carico di chi ha ristrutturato casa e vuole vendere l’immobile prima di 10 anni, la comunicazione antifrode, la polizza catastrofe e la comunicazione anti-usura.  

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Data Center, ecco le Linee guida del Mase per la realizzazione e la gestione sostenibile. Gava: “Iniziativa storica, unica a livello europeo”

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha adottato le Linee guida per la realizzazione e la gestione sostenibile dei Data Center.

“Si tratta di una iniziativa storica, unica a livello europeo, giunta dopo serrato confronto della Commissione VIA – VAS con i maggiori proponenti a livello nazionale ed internazionale. I Data Center rappresentano, infatti, quasi il 3 % della domanda di elettricità dell’UE, percentuale destinata ad aumentare nei prossimi anni. Da qui la necessità di indirizzarli verso una maggiore efficienza ai fini della sostenibilità, portando un robusto contributo al raggiungimento degli obiettivi ambientali prefissati”. Così ha commentato il viceministro all’Ambiente e Sicurezza energetica Vannia Gava.

Scarica le Linee Guida

Queste Linee guida sono un passo fondamentale. Il prossimo è l’approvazione della legge di riferimento “con regole chiare e semplici per attrarre investimenti e competenze”.

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Il Ghana sceglie NuScale per la propria prima centrale nucleare

Il Ghana ha firmato giovedì un accordo con uno sviluppatore statunitense per un reattore nucleare che utilizza la tecnologia di NuScale Power , ha dichiarato giovedì il Dipartimento di Stato americano, mentre il Paese cerca di entrare nell’era atomica con la propria prima centrale nucleare.

Nuclear Power Ghana e Regnum Technology Group hanno firmato l’accordo per l’installazione di un reattore modulare, SMR, NuScale VOYGR-12,  in occasione di un vertice sull’energia nucleare tra Stati Uniti e Africa tenutosi a Nairobi.

Gli SMR sono più piccoli degli attuali reattori e possono essere costruiti in fabbrica, coin un ciclo non di serie, ma per lotto di singolo prodotto, comunque con costi molto inferiori rispetto alla costruzione in loco.  Allo stato attuale ci sono però ancora alcuni dubbi  sulla loro effettiva efficacia operativa ed economica, principalmente perché il raggiungimento del punto di pareggio richiede che sia realizzato un numero minimo di reattori che, per ora, nessuna società occidentale ha nel proprio parco ordini.

L’energia nucleare, d’altra parte, produce scorie nucleari di lunga durata che il Ghana, con questo tipo di reattore, dovrà gestire. NuScale è l’unica azienda con una licenza per costruire un SMR negli Stati Uniti. L’anno scorso ha cancellato il suo unico progetto negli Stati Uniti a causa dell’aumento dei costi.

Tra gli altri concorrenti per l’impianto c’erano la francese EDF e la China National Nuclear Corporation, ha detto a maggio un funzionario del ministero dell’Energia del Ghana. Anche la sudcoreana Kepco e la sua controllata Korea Hydro Nuclear Power Corporation, così come la russa ROSATOM, erano in lizza per il contratto che dovrebbe estendersi per il prossimo decennio, erano state in gara per la realizzazione di questo impianto. Se queste vie saranno veramente chiuse, allora avremo il primo caso in cui una società che produce solo SMR riesce a battere, almeno nelle offerte, le  tradizionali società energetiche nucleari.


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