I livelli di Plutonio vicino a Los Alamos sono al livello di Chernobyl, ma le autorità dicono “Tutto a posto”

Los Alamos, luogo di nascita della bomba atomica americana nell’ambito del Progetto Manhattan guidato da Robert Oppenheimer, si trova ora di fronte a una preoccupante rivelazione. Secondo un recente studio della Northern Arizona University, i livelli di plutonio nell’area sono allarmanti, paragonabili a quelli riscontrati nel sito del disastro nucleare di Chernobyl.

Il Guardian ha riferito che “concentrazioni estreme” di plutonio sono state rilevate nel suolo, nelle piante e nell’acqua intorno a Los Alamos, una località del New Mexico che un tempo era il centro dello sviluppo di armi nucleari negli Stati Uniti.

Questi risultati fanno parte di uno studio guidato dallo scienziato Michael Ketterer, il quale ha rilevato che i livelli di questo materiale radioattivo sono “tra i più alti” mai trovati in un’area accessibile al pubblico negli Stati Uniti.

La sua ricerca indica che questi livelli sono simili a quelli osservati a Chornobyl, in Ucraina, il luogo della catastrofica fuoriuscita di materiale nucleare durante l’era sovietica.

Ketterer ha espresso sconcerto per la scoperta, affermando: “È una delle cose più scioccanti in cui mi sia mai imbattuto in vita mia”. Ha sottolineato che questi isotopi radioattivi si “nascondono in bella vista”, rappresentando un rischio ambientale significativo.

Storicamente, dagli anni ’40 al 1963, il Los Alamos National Laboratory ha smaltito i rifiuti radioattivi in un canyon vicino, che alla fine si è guadagnato il soprannome di Acid Canyon a causa della sua grave contaminazione.

In seguito, la Commissione per l’energia atomica e il Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti hanno avviato una massiccia opera di bonifica, costata almeno 2 miliardi di dollari, che avrebbe portato l’area in conformità con gli standard federali di bonifica entro gli anni Ottanta.

Il terreno è stato successivamente ceduto alla Contea di Los Alamos, che lo ha trasformato in un popolare sentiero sterrato per ciclisti, escursionisti e corridori.

Nonostante gli alti livelli di plutonio rilevati, Ketterer ha dichiarato che il pericolo immediato per gli utenti del sentiero è basso. Tuttavia, ha avvertito che i rischi ambientali rimangono significativi.

La contaminazione da plutonio può potenzialmente infiltrarsi nelle riserve idriche, finendo per confluire nel Rio Grande, e può entrare nella catena alimentare attraverso le piante. Inoltre, in caso di incendio, il plutonio potrebbe disperdersi ampiamente sotto forma di cenere.

Antica entrata a Los Alamos

I sostenitori della salute pubblica stanno anche sollecitando il governo ad affiggere una segnaletica che avvisi i visitatori della contaminazione, in modo da consentire loro di prendere decisioni informate sull’utilizzo del sentiero.

Tina Cordova, del Tularosa Basin Downwinders Consortium, ha affermato che i risultati servono a ricordare le sfide radioattive a lungo termine del Nuovo Messico.

Ha sottolineato che la presenza persistente di plutonio, che ha un tempo di dimezzamento di 24.000 anni, sottolinea una “terribile eredità” lasciata dalla bomba Trinity, che fu notevolmente inefficiente e lasciò dietro di sé una quantità sostanziale di plutonio non scisso.

Nessun problema per il Dipartimento dell’Energia

Il Dipartimento dell’Energia, in risposta alle preoccupazioni, ha dichiarato che i livelli di plutonio rilevati a Los Alamos sono “molto bassi e ben all’interno della gamma di esposizione sicura”.

Allo stesso modo, l’Environmental Management Los Alamos Field Office del Dipartimento dell’Energia statunitense sostiene che le preoccupazioni sollevate da Ketterer e Nuclear Watch sono in linea con i dati accessibili al pubblico da anni e afferma che il canyon rimane sicuro per un uso illimitato.

Il Dipartimento fa riferimento a uno studio del 2018 che stima che le persone che frequentano il canyon sono esposte a meno di 0,1 milligrammi di radiazioni all’anno.

Questo livello è notevolmente inferiore rispetto alla dose media annua di radiazioni di 620 millirems da tutte le fonti, come riportato dalla Nuclear Regulatory Commission statunitense.

Questo studio indica che l’esposizione alle radiazioni nel canyon è ben al di sotto della media generale, evidenziando il rischio relativamente basso per coloro che utilizzano l’area per scopi ricreativi.

Tuttavia, Ketterer e il suo collega Jay Coghlan, direttore di Nuclear Watch, avvertono che mentre i rischi immediati per la salute possono essere minimi, ci sono problemi in corso per quanto riguarda la migrazione a valle del plutonio, il suo assorbimento da parte delle piante e la potenziale diffusione di ceneri contaminate dagli incendi selvatici.

Ketterer ha descritto la situazione come una situazione che non può essere completamente risolta, paragonando i tentativi di pulizia dell’area al tentativo di rimuovere il sale da un tappeto di lana.

Ha sottolineato l’importanza della trasparenza, suggerendo che informare residenti e visitatori sulla contaminazione è fondamentale, anche se il problema in sé non può essere completamente risolto.

Inoltre il plutonio non è solo pericoloso dal punto di vista radiologico, ma è anche tossico chimicamente per il corpo umano, per cui la sua presenzaè duplicemente da tenere sotto stretto controllo.

Nel frattempo, la pubblicazione dello studio arriva in concomitanza con l’annuncio del Dipartimento della Difesa di aumentare la produzione di plutonio a Los Alamos, un componente chiave delle armi nucleari. Un disegno di legge sulla difesa recentemente approvato dal Senato degli Stati Uniti prevede un ampliamento dei finanziamenti per le persone colpite dalle scorie radioattive del governo, ma esclude in particolare l’area di Los Alamos, una decisione che ha scatenato l’indignazione dei sostenitori della salute locali.


Telegram

Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


MindsMinds

https://scenarieconomici.it/i-livelli-di-plutonio-vicino-a-los-alamos-sono-al-livello-di-chernobyl-ma-le-autorita-dicono-tutto-a-posto/




La Terra rallentò fortemente durante l’ultima estinzione di massa

La velocità con cui il mondo gira è rallentata drammaticamente due volte centinaia di milioni di anni fa, e una volta ha coinciso con il più grande evento di estinzione di massa, secondo una nuova ricerca.

L’altro incidente è avvenuto durante la rapida espansione della vita sulla Terra, nota come esplosione del Cambriano, ha concluso il team guidato dalla Cina.

Sebbene il mondo sembri ruotare a un ritmo costante, la tempistica esatta può variare e non è precisamente di 24 ore.

I cambiamenti di gravità causati dalle variazioni della distanza tra la Luna e la Terra sono noti per provocare le maree oceaniche, ma l’attrito tra le maree e la superficie terrestre causa anche una leggera decelerazione della rotazione. Allo stesso tempo, la Terra trasferisce slancio alla luna, facendola spostare gradualmente verso l’esterno.

Secondo lo studio, la rotazione della Terra si è decelerata a causa di questo fenomeno nel corso della sua storia, ma questo tasso è variato nel tempo.

Dopo due anni di analisi, il team, guidato da Ma Chao dell’Istituto di Geologia Sedimentaria della Chengdu University of Technology, ha concluso che tra 700 milioni e 200 milioni di anni fa, la distanza tra la Terra e la Luna è aumentata di circa 20.000 km (12.000 miglia), causando un aumento della durata del giorno di circa 2,2 ore.

Il team, che comprendeva anche astronomi francesi e geologi tedeschi e irlandesi, ha scoperto che la decelerazione rotazionale della Terra non è un processo regolare, ma comprende periodi di rapida decelerazione seguiti da intervalli di stabilità.
“Nello specifico, ci sono due intervalli con una pronunciata decelerazione della rotazione terrestre: tra 650 e 500 milioni di anni fa (Mya), e tra 350 e 280 Mya, separati da un periodo di decelerazione in stallo da 500 a 350 Mya”, ha scritto il team in un documento pubblicato negli Atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze questo mese.

Il primo spostamento ha coinciso con l’esplosione del Cambriano, quando le forme di vita complesse si diversificarono rapidamente, compresi gli antenati di molte specie moderne.

Il secondo cambiamento, circa 250 milioni di anni fa, coincide con la “Grande Morte”, un evento conosciuto anche come l’evento di estinzione Permiano-Triassico, che ha spazzato via il 90 percento della vita sulla Terra.

La ricerca suggerisce che l’attività vulcanica – insieme ai cambiamenti del clima, dei livelli del mare e dei livelli di sale – furono le cause principali.

Ma ha collegato i cambiamenti delle condizioni del mare all’improvviso cambiamento della rotazione terrestre, dicendo a Science and Technology Daily: “I due grandi periodi di decelerazione ‘veloce-lento’ potrebbero aver fornito le condizioni necessarie per la prima evoluzione degli ecosistemi marini”.

Gli scienziati ritengono già che determinati processi geologici possano essere correlati ai cambiamenti della rotazione terrestre e stanno cercando possibili collegamenti. Le diverse velocità con cui il ciclo notte-giorno si alternano, anche a livello minimo, possono aver contribuito allo sviluppo prima e all’interruzione dopo della vita. Oppure il mutamento della velocità della terra è stata la conseguenza di qualche altro fenomeno, ancora non identificato, che può aver influenzato la vita umana.


Telegram

Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


MindsMinds

https://scenarieconomici.it/la-terra-rallento-fortemente-durante-lultima-estinzione-di-massa/




Università britannica crea nanogeneratori flessibili ad alta efficienza che potranno ricaricare oggetti con i movimenti quotidiani

Grazie a una nuova nanotecnologia sviluppata dall’Università del Surrey, la vostra corsa mattutina potrebbe presto aiutarvi a raccogliere l’elettricità sufficiente per alimentare i vostri dispositivi indossabili.

L’Advanced Technology Institute (ATI) del Surrey ha sviluppato nanogeneratori flessibili ad alta efficienza energetica che dimostrano una densità di potenza 140 volte superiore rispetto ai nanogeneratori convenzionali. I ricercatori dell’ATI ritengono che questo sviluppo potrebbe portare a nano-dispositivi efficienti quanto le attuali celle solari.

Il problema della conversione dell’energia

I dispositivi del Surrey possono convertire piccole quantità di energia meccanica quotidiana, come il movimento, in una potenza elettrica significativamente più elevata, in modo simile a come un amplificatore potenzia il suono in un sistema elettronico.

Ad esempio, se un nanogeneratore tradizionale produce dieci milliwatt di potenza, questa nuova tecnologia potrebbe aumentarla fino a oltre 1.000 milliwatt, rendendolo adatto alla raccolta di energia in varie applicazioni quotidiane.

Il nanogeneratore dell’ATI funziona come una squadra di staffetta – invece di un elettrodo (il corridore) che passa energia (carica) da solo. Ogni corridore raccoglie un testimone di enerrgia (carica), ne aggiunge altri e poi li passa tuti assieme al corridore successivo, aumentando l’energia complessiva raccolta in un processo chiamato effetto di rigenerazione della carica.

“Il sogno dei nanogeneratori è catturare e utilizzare l’energia dei movimenti quotidiani, come la corsa mattutina, le vibrazioni meccaniche, le onde dell’oceano o l’apertura di una porta. L’innovazione chiave del nostro nanogeneratore è che abbiamo messo a punto la tecnologia con 34 minuscoli collettori di energia utilizzando una tecnica laser che può essere scalata per la produzione per aumentare ulteriormente l’efficienza energetica”, ha dichiarato Md Delowar Hussain, studente di ricerca post-laurea presso l’ATI.

Ha aggiunto che l’aspetto entusiasmante è che il nostro piccolo dispositivo con un’alta densità di raccolta di energia potrebbe un giorno rivaleggiare con la potenza dei pannelli solari ed essere utilizzato per far funzionare qualsiasi cosa, dai sensori autoalimentati ai sistemi domestici intelligenti che funzionano senza bisogno di cambiare la batteria”.

Il dispositivo è un nanogeneratore triboelettrico (TENG) in grado di catturare e trasformare l’energia di semplici movimenti quotidiani in elettricità.

Utilizza materiali che si caricano elettricamente quando entrano in contatto e poi si separano, come quando si strofina un palloncino sui capelli, che si attacca a causa dell’elettricità statica.

esempio di generaore triboeletrico

“Presto lanceremo un’azienda che si occuperà di sensori sanitari autoalimentati e non invasivi che utilizzano la tecnologia triboelettrica. Innovazioni come queste ci permetteranno di promuovere nuove attività di spin-out nel campo della tecnologia sanitaria sostenibile, di migliorare la sensibilità e di enfatizzare la scalabilità industriale”, ha dichiarato il dottor Bhaskar Dudem, ricercatore.

Con la tecnologia in costante aumento che ci circonda, si prevede che nei prossimi anni avremo oltre 50 miliardi di dispositivi Internet of Things (IoT) che avranno bisogno di energia per essere alimentati.

Sono necessarie soluzioni energetiche verdi locali e questa potrebbe essere una comoda tecnologia wireless che sfrutta l’energia di qualsiasi movimento meccanico per alimentare piccoli dispositivi.

Questo permette alla comunità scientifica e ingegneristica di trovare soluzioni innovative e sostenibili alle sfide globali.

“Siamo incredibilmente entusiasti del potenziale di questi nanogeneratori nel trasformare il modo in cui pensiamo all’energia. Si può anche immaginare che questi dispositivi vengano utilizzati in sistemi intelligenti autoalimentati basati sull’IoT, come le operazioni wireless autonome, il monitoraggio della sicurezza e i sistemi domestici intelligenti, o anche per sostenere i pazienti affetti da demenza, un settore in cui l’Università del Surrey ha una grande esperienza”, ha dichiarato il professor Ravi Silva, direttore dell’Advanced Technology Institute (ATI) e responsabile del Centro di NanoElettronica.


Telegram

Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


MindsMinds

https://scenarieconomici.it/universita-britannica-crea-nanogeneratori-flessibili-ad-alta-efficienza-che-potranno-ricaricare-oggetti-con-i-movimenti-quotidiani/




Maersk sta studiando la fattibilità delle propulsione nucleare nella propria flotta mercantile

Il gigante del trasporto marittimo e della logistica A.P Moller – Maersk si è unito a uno studio sulla fattibilità del trasporto marittimo di container a propulsione nucleare.

La ricerca è condotta dalla società di classificazione e conformità marittima Lloyd’s Register e dalla società di ingegneria nucleare Core Power e si occuperà della fattibilità normativa e delle strutture necessarie per il trasporto marittimo di container a propulsione nucleare.

L’industria ha da tempo preso in considerazione il combustibile nucleare per il trasporto marittimo commerciale come una via per ridurre le emissioni di carbonio, ma è stata un’area contestata a causa delle preoccupazioni sulla sicurezza e sulla gestione dei rifiuti.

Valutare la praticabilità dell’energia nucleare

Per accertare la praticabilità del trasporto merci a propulsione nucleare, lo studio valuterà le strutture necessarie per una nave portacontainer che utilizzerebbe un reattore nucleare di quarta generazione in Europa.

Il Lloyd’s Register ha spiegato che lo studio congiunto cercherà di capire quali requisiti di sicurezza dovrebbero essere previsti per il combustibile nucleare e di comprendere le operazioni.

Lo studio spera anche di fornire informazioni ad altre aziende della catena di valore marittima interessate ad esplorare i casi commerciali per l’energia nucleare come via per raggiungere lo zero netto.

Il trasporto navale nucleare per il net zero Essendo un’industria ad alto contenuto di carbonio, con il trasporto navale che rappresenta circa il 3% delle emissioni globali, il settore è sotto pressione per trovare soluzioni a basso contenuto di carbonio.

Nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e sulla logistica del combustibile nucleare per il trasporto merci, Mikal Bøe, amministratore delegato di Core Power, ha dichiarato che è improbabile che le ambizioni di zero netto per il settore possano essere raggiunte senza l’uso dell’energia nucleare.

“Non c’è zero netto senza nucleare”, ha dichiarato.

“Una chiave cruciale per sbloccare il vasto potenziale dell’energia nucleare di trasformare il modo in cui il settore marittimo è alimentato è il quadro normativo per l’assicurabilità commerciale delle centrali nucleari galleggianti e delle navi a propulsione nucleare che opererebbero in ambienti vicini alla costa, nei porti e nelle vie d’acqua”.

Anche Ole Graa Jakobsen, responsabile della tecnologia della flotta di Maersk, ha sottolineato l’importanza di questo studio che valuta la validità di questa strada per la decarbonizzazione.

Osservando le sfide legate alla sicurezza, alla gestione delle scorie e all’accettazione delle normative, ha spiegato che se questi ostacoli potessero essere affrontati attraverso lo sviluppo di nuovi reattori di quarta generazione, “l’energia nucleare potrebbe potenzialmente diventare un’altra possibile via di decarbonizzazione per l’industria logistica da qui a 10-15 anni”.

Un problema non tecnico, ma di regolamentazione ed economico

Il problema dell’uso dell’energia nucleare nel settore marittimo non è tecnica: sono esistiti ed esistono diversi esempi di navi mercantili o civili in generale. I problemi sono autorizzativi ed economici.

In promo luogo ci sono problemi di carattere autorizzativo per la realizzazione della nave a propulsione nucleare e, talvolta, anche per la sua operatività in determinati porti. Questo primo problema è poi collegato al secondo, cioè quello economico: l’operatività di una nave a propulsione nucleare deve essere economicamente conveniente, quindi il costo degli impianti di propulsione deve presentare un’economicità coerente con il settore privato.


Telegram

Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


MindsMinds

https://scenarieconomici.it/maersk-sta-studiando-la-fattibilita-della-propulsione-nucleare-nella-flotta-mercantile/




Aperta una nuova area di studio per raggiungere la superconduttività a temperatura ambiente

I ricercatori  dello SLAC National Accelerator Laboratory, Stanford University,  hanno fatto una scoperta rivoluzionaria che potrebbe portare alla creazione di superconduttori in grado di funzionare a temperature più elevate.

Hanno rilevato l’accoppiamento degli elettroni, una caratteristica cruciale della superconduttività, che si verifica a temperature precedentemente considerate troppo elevate per questo fenomeno.

Sorprendentemente, il fenomeno è stato osservato in un isolante antiferromagnetico, un tipo di materiale che meno ci si aspettava potesse esibire tale comportamento, perché appunto utilizzato per isolare dagli effetti elettromagnetici.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science.

Anche se il materiale non ha dimostrato di possedere una resistenza pari a zero, caratteristica che contraddistingue la superconduttività, questa scoperta apre nuove possibilità di sviluppare materiali simili in superconduttori in grado di funzionare a temperature più elevate.

La danza degli elettroni

Nell’ultimo secolo gli scienziati hanno imparato molto sul funzionamento dei superconduttori. Sanno che, affinché un materiale sia superconduttore, gli elettroni devono accoppiarsi e che queste coppie devono essere coerenti – i loro movimenti devono essere sincronizzati.

Ke-Jun Xu, studente laureato a Stanford e coautore del lavoro, ha usato un’analogia per spiegare il fenomeno.

“Le coppie di elettroni ci dicono che sono pronte a diventare superconduttrici, ma qualcosa le ferma”, ha detto.

“Se riuscissimo a trovare un nuovo metodo per sincronizzare le coppie, potremmo applicarlo per costruire superconduttori a temperature più elevate”.

Interpretazione grafiica di come gli elettroni possono passare dal non essere sincroni al’essere sincroni nella superconduttività

Superconduttori convenzionali e non convenzionali

I superconduttori convenzionali, che sono ben conosciuti, funzionano a temperature tipicamente vicine allo zero assoluto.

In questi materiali, le vibrazioni del reticolo fanno sì che gli elettroni si accoppino e “danzino” in modo sincronizzato.

I superconduttori non convenzionali, invece, funzionano a temperature molto più elevate.

In questi materiali, si ritiene che qualcosa di più delle vibrazioni reticolari aiuti ad accoppiare gli elettroni. Sebbene i ricercatori non sappiano esattamente cosa ci sia dietro, il candidato principale è la fluttuazione degli spin degli elettroni.

Lo studio attuale

Nello studio attuale, i ricercatori si sono concentrati su una famiglia di cuprati che non era stata studiata a fondo perché la sua temperatura massima di superconduzione era relativamente bassa rispetto ad altri cuprati.

I ricercatori hanno utilizzato la luce ultravioletta su campioni di materiale cuprato per studiarne la struttura atomica. Questo processo provoca l’emissione di elettroni dal materiale.

Quando questi elettroni sono in uno stato appaiato, sono un po’ più difficili da espellere, creando un “gap energetico”.

Questo gap è rimasto presente fino a 150 Kelvin, indicando che l’appaiamento degli elettroni avviene a temperature significativamente più elevate rispetto allo stato di resistenza zero, che appare a circa 25 Kelvin.

Una nuova strada di studio e di ricerca

Anche se il cuprato oggetto dello studio potrebbe non essere il materiale in grado di raggiungere la superconduttività a temperatura ambiente, i risultati aprono una strada potenzialmente nuova.

“I nostri risultati aprono una strada potenzialmente ricca di novità. Abbiamo in programma di studiare questo gap di accoppiamento in futuro per aiutare a progettare superconduttori con nuovi metodi”, ha concluso Zhi-Xun Shen, professore di Stanford che ha supervisionato la ricerca.


Telegram

Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


MindsMinds

https://scenarieconomici.it/aperta-una-nuova-area-di-studio-per-raggiungere-la-superconduttivita-a-temperatura-ambiente/




Rinnovabili, ok in Cdm allo schema di decreto per semplificare iter amministrativi. Le novità

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

Via libera dal Cdm allo schema di testo unico per le rinnovabili

Il video

Semaforo verde dal Consiglio dei ministri di oggi, in via preliminare, allo schema di decreto legislativo in materia di regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Un testo unico che risponde all’esigenza di centrare gli obiettivi di semplificazione già individuati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che consente di raccogliere, unificare e consolidare tutte le norme che disciplinano la realizzazione degli impianti FER (Fonti energetiche rinnovabili).

Una cornice unitaria e armonica – ha spiegato il Ministrodell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin – e strategica in un settore come quello delle rinnovabili, decisivo per il futuro del Paese. Oggi poniamo le basi per una riforma di sistema, orientata agli obiettivi del PNIEC con pragmatismo e senza far venire meno le tutele ambientali” […]

Leggi il resto della notizia sulla testata Energia Italia News

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/rinnovabili-ok-in-cdm-allo-schema-di-decreto-per-semplificare-iter-amministrativi-le-novita/501188/




Il Quaderno ASviS sulle città italiane e i “Climate city contract”. Focus su Roma, Milano e Firenze

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

Il Quaderno ASviS sui “Climate City Contract

Nove città italiane hanno aderito alla Missione “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030” del programma Horizon Europe”, con l’obiettivo di pianificare ed accelerare un percorso urbano di neutralità climatica.

Il Quaderno ASviS dal titolo  I ‘Climate City Contract’ delle nove città italiane della Missione Ue sulla neutralità climatica entro il 2030”, curato da Giovanni Fini (Urban@it) e Daniela Luise (Coordinamento Agende 21 locali), moderatori del Sottogruppo sulle Politiche climatiche per il Goal 11 “Città e comunità sostenibili“, descrive e racconta i primi risultati, raggiunti in questa direzione, da Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino.

Un capitolo per ogni città esaminata. Questa la struttura del documento, che offre alle realtà urbane e alle comunità che si occupano di sostenibilità ambientale, innovazione e transizione, dei validi punti di vista sull’operato delle amministrazioni coinvolte […]

Leggi il resto della notizia sulla testata Energia Italia News

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/il-quaderno-asvis-sulle-citta-italiane-e-i-climate-city-contract-focus-su-roma-milano-e-firenze/500591/




Gas, arriva la proroga per l’offerta PLACET in deroga. Cosa cambia per i consumatori

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Con un’apposita delibera, ARERA ha comunicato un’importante novità che riguarda i clienti non vulnerabili che sono fuoriusciti a inizio anno dal mercato tutelato (terminato a inizio gennaio 2024) e che non hanno fatto il passaggio al mercato libero del gas. Per queste utenze è stata decisa la proroga per tutto il 2025 dell’applicazione delle offerte PLACET in deroga.

Ciò vuol dire che il prossimo anno i clienti potranno decidere se continuare a pagare bollette calcolate in base alle condizioni delle offerte PLACET in deroga o se scegliere un’offerta gas sul mercato libero. Per capire qual è la soluzione più conveniente si può fare affidamento al comparatore di SOStariffe.it, che mette a confronto le offerte a prezzo fisso e a prezzo variabile di più fornitori partner e consente di stimare il risparmio ottenibile in bolletta.

Come funzionano le offerte PLACET in deroga

Il mercato tutelato del gas è terminato a inizio 2024 e per i clienti non vulnerabili che non hanno scelto un fornitore sul mercato libero è stata prevista l’applicazione di un’offerta PLACET in deroga.

A differenza delle offerte PLACET ordinarie, in cui le condizioni contrattuali sono definite dall’ARERA e le condizioni economiche sono definite liberamente dal fornitore, in quelle in deroga anche le condizioni economiche sono stabilite da ARERA e il fornitore può fissare liberamente solo il parametro Pfix, relativo alla quota fissa annuale addebitata in bolletta.

Inizialmente le offerte PLACET in deroga sarebbero dovute rimanere in vigore solo per il 2024 e, a partire dal 2025, ci sarebbe stato il passaggio generalizzato dei clienti non vulnerabili al mercato libero.

Con la delibera n. 309/2024 ARERA ha comunicato la proroga di un anno della validità delle offerte PLACET in deroga, fino a fine 2025. In questo modo i consumatori hanno più tempo per raccogliere informazioni e per scegliere la tariffa gas migliore per le proprie necessità. 

Le novità per la bolletta gas 2025 per i clienti non vulnerabili

Nella sua delibera, ARERA definisce gli obblighi informativi che i fornitori del gas sono chiamati a rispettare. In particolare, i fornitori devono informare con un preavviso di almeno 3 mesi le eventuali modifiche alle condizioni economiche della fornitura.

Entro fine settembre 2024, dunque, i clienti non vulnerabili alle cui bollette viene applicata un’offerta PLACET in deroga riceveranno una comunicazione dedicata che conterrà l’aggiornamento della tariffa gas per il 2025. La comunicazione dovrà specificare le condizioni contrattuali e l’importo della quota fissa annuale decisa dall’operatore, oltre a una stima della spesa complessiva.

Nel caso in cui non ci fossero variazioni rispetto alle condizioni economiche previste per il 2024 gli operatori potranno informare del rinnovo dell’offerta PLACET in deroga già con la prima bolletta utile.

Per il prossimo anno, quindi, i clienti non vulnerabili fuoriusciti dal mercato tutelato del gas potranno trovarsi in una delle tre condizioni seguenti:

  • Continuerà a essere applicata l’offerta PLACET in deroga introdotta nel 2024;
  • Sarà applicata un’offerta PLACET in deroga aggiornata;
  • I consumi saranno calcolati in base all’offerta del mercato libero scelta.

L’aggiornamento dell’offerta PLACET in deroga potrà essere al rialzo o al ribasso rispetto al 2024. La variazione del parametro Pfix è legata all’andamento delle offerte PLACET ordinarie a prezzo variabile applicate dal fornitore. Se l’offerta ordinaria è più conveniente rispetto a quella in deroga dovranno essere applicate le condizioni migliori per il cliente.

I clienti non vulnerabili possono, in qualsiasi momento, decidere di passare al mercato libero: in questo caso potranno continuare a essere serviti dallo stesso fornitore, con un’offerta gas a prezzo fisso o a prezzo bloccato, oppure cambiare fornitore. Il passaggio al mercato libero è gratuito, non c’è bisogno di sostituire il contatore e si continua a usare il gas senza interruzioni.

Per capire se le offerte PLACET in deroga sono convenienti o se si può risparmiare passando al mercato libero è importante controllare regolarmente le offerte dei fornitori. Il comparatore di SOStariffe.it velocizza e semplifica questo passaggio, perché permette di conoscere in pochi clic le soluzioni tariffarie migliori dei fornitori partner. Inoltre, la funzione di analisi della bolletta consente di ottenere un risultato ancora più personalizzato e su misura.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/gas-arriva-la-proroga-per-lofferta-placet-in-deroga-cosa-cambia-per-i-consumatori/500463/




Poste Italiane, la flotta terrestre e aerea viaggerà con i biocarburanti di Enilive

La flotta terrestre e aerea di Poste Italiane viaggerà con i biocarburanti di Enilive, la società di Eni dedicata ai servizi e prodotti per la mobilità, accelerando così il cammino dell’azienda verso la transizione energetica e la neutralità carbonica prevista entro il 2030.

Il Direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, e il Direttore generale Energy Evolution di Eni, Giuseppe Ricci, hanno firmato una Lettera di Intenti che avvia la collaborazione nella fornitura di biocarburanti prodotti prevalentemente da scarti, come oli esausti da cucina e grassi animali, e da residui dell’industria agroalimentare che Enilive lavora nelle proprie bioraffinerie.

In particolare, per il trasporto su gomma, l’accordo prevede la fornitura del diesel da materie prime rinnovabili HVOlution, disponibile in oltre 1.000 stazioni di servizio in Italia, che sarà gestita attraverso Multicard, il servizio di carte commerciali di Enilive.

Per il trasporto aereo, inoltre, la collaborazione riguarda la fornitura presso alcuni aeroporti nazionali italiani di JET A1+Eni Biojet, la cui componente di SAF (Sustainable Aviation Fuel, cioè carburante sostenibile per l’aviazione) è prodotto da Enilive al 100% da materie biologiche e idoneo ad essere utilizzato in miscela con il jet convenzionale, fino al 50%.

La collaborazione con Enilive apre un capitolo nuovo del nostro percorso di integrazione dei principi ESG nelle strategie aziendali – ha commentato il Direttore generale di Poste Italiane Giuseppe LascoL’intesa ci permette di far muovere la nostra flotta, che è la più grande del Paese, con biocarburanti, una soluzione grazie alla quale potremo ridurre sempre più rapidamente l’uso di carburanti di origine fossile. L’accordo favorirà le nostre politiche per l’ambiente e fornirà un forte impulso alla diminuzione della nostra impronta carbonica, contribuendo al processo di transizione green dell’economia”.

La firma di questo accordo segna l’avvio di una collaborazione tra Enilive, la società costituita da Eni per valorizzare al meglio i prodotti e i servizi per la mobilità, e un’azienda di straordinaria rilevanza per il Paese, Poste Italiane, con l’obiettivo comune di contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti stradali e aerei attraverso l’utilizzo di biocarburanti. Gli impianti e le tecnologie che abbiamo sviluppato nell’ultimo decennio consentono a Enilive di produrre le quantità di HVOlution e SAF necessarie a soddisfare le esigenze del mercato e, per quanto riguarda il trasporto aereo, anche di rispondere alle indicazioni delle normative come ReFuelEU dell’Unione Europea, che mira ad estendere progressivamente l’adozione dei SAF, fino a raggiungere il 70% nel 2050”, ha dichiarato Giuseppe Ricci, Direttore generale di Energy Evolution di Eni.

L’accordo tra le due società partecipate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze vuol contribuire alla transizione energetica del Paese, muovendosi in coerenza con le priorità ambientali del Piano Strategico di Poste Italiane tra cui la sostituzione del suo intero parco mezzi con veicoli più sostenibili ed il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2030, anticipando di vent’anni i già ambiziosi obiettivi fissati dalla normativa Europea.

L’intesa potrà essere oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto della normativa applicabile, ivi inclusa quella in materia di operazioni tra parti correlate.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/poste-italiane-la-flotta-terrestre-e-aerea-viaggera-con-i-biocarburanti-di-enilive/500396/




Il SMR di Rolls Royce supera la fase di valutazioni delle autorità britanniche

Il progetto del reattore modulare di piccole dimensioni da 470 megawatt elettrici (MWe) di Rolls-Royce ha superato la seconda fase della valutazione generica del progetto, secondo l’Agenzia per l’ambiente, l’Office for Nuclear Regulation (ONR) e Natural Resources Wales (NRW).

L’ONR e il NRW hanno annunciato martedì che il reattore modulare di piccole dimensioni è passato alla terza fase della valutazione.

La valutazione generica del progetto (GDA) viene effettuata per garantire che le nuove centrali nucleari soddisfino elevati standard di sicurezza, protezione ambientale e gestione dei rifiuti.

Inoltre, fornisce all’azienda, in questo caso Rolls-Royce SMR, i mezzi per ridurre i rischi complessivi del progetto e ottenere livelli crescenti di fiducia da parte delle autorità di regolamentazione prima che vengano presentate proposte specifiche per il sito.

Il reattore nucleare di Rolls-Royce

La seconda fase di valutazione nell’ambito della GDA per il progetto di reattore modulare di piccole dimensioni da 470 MWe di Rolls-Royce è iniziata nell’aprile 2023, secondo quanto comunicato dall’Agenzia per l’ambiente del Regno Unito.

È interessante notare che questa è la prima volta che un progetto ha superato la seconda fase del processo GDA da quando è stato lanciato.

La fase 2 è la prima fase di valutazione tecnica sostanziale del GDA, che si basa sul lavoro per concordare l’ambito e le modalità del progetto intrapreso durante la fase 1″, si legge nel comunicato.

Con questo, è iniziata la terza fase della GDA per il piccolo reattore nucleare modulare di Rolls-Royce.

Sezione SMR Rolls Royce (da Rolls Royce)

L’ente regolatore ha inoltre dichiarato che l’azienda ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti durante il processo.

Saffron Price-Finnerty, responsabile del programma Nuovi reattori dell’Agenzia per l’ambiente, ha dichiarato: “Siamo lieti di annunciare che, dopo un grande lavoro da parte di tutte le parti, abbiamo completato con successo la fase 2, la valutazione fondamentale del progetto SMR di Rolls-Royce, rispettando i tempi previsti dal programma dell’azienda”.

“Al momento non abbiamo identificato alcun problema o preoccupazione significativa con il progetto e Rolls-Royce SMR Limited è stata in grado di dimostrare che la protezione dell’ambiente e la gestione dei rifiuti radioattivi sono aree chiave di attenzione per il suo progetto in via di sviluppo”.

Inoltre, ha ricordato che durante la terza fase verrà effettuata una valutazione dettagliata del progetto. Si procederà anche a consultazioni con il pubblico e le altre parti interessate in merito all’accettabilità del progetto.

La spinta della Gran Bretagna verso l’energia nucleare Già nel gennaio 2024, il governo britannico aveva annunciato un investimento di 382,79 milioni di dollari (300 milioni di sterline) per la produzione nazionale di uranio a basso arricchimento ad alto dosaggio (HALEU), per l’alimentazione dei reattori nucleari più piccoli. HALEU è una forma di uranio a basso arricchimento, dal 5% al 20% a seconda del tipo, spesso sotto forma di pallina coperta di materiale non fissile, e che verrà usato nei reattori più avanzati.


Telegram

Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


MindsMinds

https://scenarieconomici.it/il-smr-di-rolls-royce-supera-la-fase-di-valutazioni-delle-autorita-britanniche/