AI. Google aumenta del 50% le sue emissioni di gas serra, ma crescono i consumi energetici di tutte le Big Tech

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

Tutte le cosiddette Big Tech, cioè Google, Amazon, Meta, Microsoft ed Apple (solo per citare le più popolari, ma potremmo benissimo inserire anche Nvidia), continuano a registrare aumenti dei consumi energetici ed idrici, soprattutto per la crescita costante del traffico dati e per lo sviluppo dei modelli di AI. Le stime per il futuro.

Google vuole primeggiare nell’AI e aumenta consumi ed emissioni

Ci hanno raccontato che buona parte dei consumi energetici delle grandi aziende tecnologiche sono ormai soddisfatti da fonti energetiche rinnovabili e che comunque, per compensare l’impego sempre massiccio dei combustibili fossili, stanno aumentando anche l’utilizzo di tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale e rimuovere CO2.

È sicuramente un fatto, qualcosa sta accadendo, il problema è che la crescita esponenziale del traffico di dati internet globale e l’accelerazione dello sviluppo di sempre nuovi modelli di intelligenza artificiale (AI) spostano sempre in avanti l’asticella dei consumi energetici […].

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India: la produzione di carbone nazionale è cresciuta del 14,5%

La produzione di carbone dell’India è aumentata del 14,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 84,63 milioni di tonnellate nel mese di giugno, come mostrano i dati provvisori del Governo, mentre il secondo consumatore di carbone al mondo sta portando avanti un piano per incrementare la produzione nazionale di carbone termico.

Il mese scorso, Coal India Ltd – che rappresenta circa l’80% di tutta la produzione di carbone nel Paese – ha visto la sua produzione aumentare a 63,10 milioni di tonnellate, con un incremento dell’8,9% rispetto a giugno 2023.
Inoltre, le aziende indiane e le centrali termiche hanno aumentato i volumi delle scorte di carbone che detenevano nel giugno 2024, rispettivamente del 42% e del 30% rispetto al giugno 2023.

Il Ministero del Carbone indiano ha dichiarato la scorsa settimana che il Paese ha registrato un calo record nella quota di carbone importato nell’ultimo decennio, notando che “il carbone termico di grado medio e basso è abbondantemente disponibile a livello nazionale, il che rende imperativo per il Paese una produzione sufficiente a soddisfare la domanda interna”. Il paese cerca di sostituire la dipendenza dall’estero con la produzione nazionale.

Il mese scorso, il Ministro indiano del Carbone e delle Miniere, G. Kishan Reddy, ha dichiarato che l’India intende aumentare la produzione interna di carbone e ridurre le importazioni.

All’inizio di quest’anno, Rajat Handa, vicepresidente del commercio internazionale di Agarwal Coal, ha dichiarato a Reuters che le importazioni di carbone dell’India “non saranno superiori a 160 milioni di tonnellate” nel 2024.

Molti utilizzatori di carbone che prima importavano carbone hanno iniziato a passare all’approvvigionamento interno, ha detto Handa.
Di conseguenza, i funzionari dell’industria carbonifera indiana si aspettano che le importazioni di carbone termico del Paese – quello utilizzato per la generazione di energia – diminuiscano nel 2024 per la prima volta dall’inizio del COVID-19, a causa dell’aumento della produzione interna di carbone e dei livelli record delle scorte.

Nell’anno fiscale 2023-2024 conclusosi a marzo 2024, la produzione totale di carbone dell’India è aumentata dell’11,65% a 997,25 milioni di tonnellate, secondo i dati del Ministero del Carbone.

All’inizio di quest’anno sono state accese più unità a carbone nel Paese, in mezzo a un’ondata di calore prolungata con temperature superiori alla norma, che ha fatto aumentare il consumo di elettricità. La domanda di energia elettrica ha continuato ad aumentare con l’espansione della crescita economica. L’India ha bisogni di fonti energetiche stabili per il proprio futuro industriale, anche se provengono dallo sporco carbone.


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Quali sono le principali sfide oggi per un quotidiano che si occupa di scenari energetici?

Intervista a Valentina Barretta, direttore responsabile di Energia Italia News, in occasione del “NEXT Corporate Summer Party”, in cui abbiamo presentato il nostro Gruppo editoriale, composto dalle tre testate Key4biz, Cybersecurity Italia, EnergiaItaliaNews, e i nostri prossimi eventi. L’evento si è tenuto presso Casina Valadier a Roma, il punto più alto e panoramico del Pincio, il 26 giugno 2024.

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Gli USA stanno producento molta più energia di quanto ne consumino

Per decenni, gli Stati Uniti sono stati un consumatore netto di energia, consumando più energia di quella prodotta, ma la situazione è cambiata recentmente. Negli scorsi anni il forte aumento della produzione di petrolio e gas in seguito al boom dello shale e la rivoluzione delle energie rinnovabili in corso hanno contribuito a cambiare la traiettoria energetica negli ultimi 15 anni.

Ora la U.S. Energy Information Administration (EIA) ha riferito che la produzione di energia degli Stati Uniti ha superato  il consuma un livello record nel 2023.

Secondo l’EIA, la produzione energetica degli Stati Uniti è aumentata del 4%, raggiungendo quasi 103 quadrilioni di unità termiche britanniche (quad) nel 2023, un record per il Paese. D’altra parte, il consumo di energia è sceso dell’1% a 94 quadrilioni nello stesso periodo, il che significa che la produzione ha superato il consumo di 9 quadrilioni, il margine più ampio dal 1949.

La produzione di gas naturale secco è aumentata del 4% nel 2023 e del 58% dal 2013, mentre la produzione di petrolio greggio è cresciuta del 9% dal 2022 e del 69% dal 2013. Nel frattempo, la produzione di energia rinnovabile è aumentata dell’1% rispetto all’anno precedente e del 28% dal 2013, raggiungendo otto quadranti di energia. La produzione di energia solare ha registrato un’impressionante crescita del 15% su base annua nel 2023, mentre la produzione di energia eolica è diminuita del 2%. Ecco il grafico di come sia cresciuta la domanda e l’offerta di energia negli USA

produzione consumo di energia negli USA

Sul versante opposto, il consumo energetico degli Stati Uniti è sceso dell’1%, in gran parte guidato da un calo del 17% del consumo di carbone. La domanda di carbone ha subito una flessione per anni, raggiungendo il livello più basso in oltre un secolo, in gran parte a causa della riduzione del suo ruolo nella generazione di elettricità, dovuta all’elevata impronta di carbonio.

“La produzione di gas naturale ha continuato ad aumentare nonostante i prezzi più bassi, perché il gas naturale viene prodotto come sottoprodotto della produzione di petrolio greggio. Questo è particolarmente vero nel Bacino Permiano, che rappresenta quasi la metà della produzione di petrolio greggio degli Stati Uniti”, ha detto Chris Higginbotham, portavoce dell’EIA.

Negli anni vi è stata, ovviamente, una variazione nel mix energetico americano negli anni, e qui potete valutare l’evoluzione.

Nel frattempo la domanda dei combustibili fossili inizia a muoversi. Il prezzo del petrolio WTI è rimbalzato e sta superando gli 81 doollari a barile, sulla pressione delle preoccupazioni di un’offerta non adeguata rispetto alla domanda. Allo stesso modo il prezzo TTF europeo si è stabilizzato.


I futures sul gas naturale degli Stati Uniti sono scesi sotto i 2,61 dollari/MMBtu nella sessione intraday di venerdì, dopo il rapporto dell’EIA sull’accumulo di stoccaggio. Secondo il rapporto, le utility statunitensi hanno iniettato 52 miliardi di piedi cubi di gas naturale nello stoccaggio la scorsa settimana, leggermente al di sotto dell’accumulo previsto di 53 bcf.

Le scorte di gas degli Stati Uniti sono ora del 20,6% al di sopra della norma stagionale. I prezzi del gas naturale si avviano verso la terza settimana consecutiva di ribassi a causa dell’aumento della produzione, dopo che un precedente aumento ha spinto alcuni produttori a riprednere le trivellazione. Quindi il gas è abbondante negli USA; e non solo, molto conveniente.


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In Brasile si termina la costruzione di un reattore nucleare iniziata nel 1984

L’utility nucleare brasiliana Eletronuclear, una filiale del gruppo elettrico nazionale Eletrobras, ha vinto il suo ricorso presso la Corte di Giustizia di Rio de Janeiro per rimuovere un embargo sui lavori di completamento della terza unità da 1.350 MW della centrale nucleare di Angra, situata ad Angra dos Reis, in Brasile. Un reattore grande, ma piuttosto vintage.

La costruzione di Angra-3, che prevede un reattore ad acqua pressurizzata Siemens/AEG/KWU, è iniziata nel 1984, ma è stata sospesa dopo due anni, quando ormai praticamente tutti i componenti erano stati già inviati.. Quindi si tratta di reattore ad acqua pressurizzata il cui concetto e costruzione sono fvecchi d quarant’anni. Solo un paio di questi reattori sono ancora in funzione, fra cui la seconda unità di Agra in Brasile. Gli ultimi attivi in Germania sono stati dismessi con la fine del nucleare tedesco.

Questo reattore, di concetto è più vecchio di molti di voi che leggete, e quindi il progetto richiede un po’ di revisione.

Schema di funzionamento di un reattore KWU ad acqua pressurizzata

Il progetto è ripreso nel 2006 e il primo getto di cemento è stato effettuato nel 2010. Ma i lavori sono stati nuovamente interrotti nel 2015 a seguito di accuse di corruzione relative a contratti governativi. Nel 2022, Eletronuclear ha ordinato la ripresa della costruzione; tuttavia, nell’aprile del 2023, il governo della città di Angra dos Reis ha ordinato di fermare nuovamente i lavori.

Adesso il tribunale ha autorizzato la ripresa dei lavori, sperando che si trovino tutti i pezzi e che sappiano ancora come metterli assieme. Diciamo è che come se si cercasse di assemblare oggi un’Opel Kadett degli anni ottanta avendo tutti i pezzi: l’impresa è possibile, ma ha ancora senso?

Auto della stessa età del reattore in costruzione a Brasile

L’unica centrale nucleare del Brasile dispone di altri due reattori (Angra 1 e 2), che hanno una capacità totale di circa 2 GW. Alla fine del 2023, il nucleare rappresentava meno dell’1% della capacità installata del Brasile e il 2% della sua produzione di energia con 14,5 TWh. Angra 2 è uno dei pochi reattori PWR KWU ancora attivi.


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I polacchi potrebbero sequestrare tutti i pagamenti europei a Gazprom

L’azienda energetica polacca Orlen ha avvertito le aziende del gas di altri tre Paesi dell’Europa centrale che potrebbe sequestrare i loro pagamenti a Gazprom per le importazioni di gas naturale, come parte di un risarcimento contro il gigante del gas russo per le perdite subite dalla Polonia, ha riferito giovedì Reuters, citando fonti a conoscenza della questione.

Gazprom ha interrotto la fornitura di gas alla Polonia nel 2022, poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina, dopo aver chiesto ai clienti di pagare la fornitura di gas russo in rubli. La Polonia e diversi altri Paesi dell’UE si sono rifiutati di pagare in rubli e Gazprom ha interrotto le forniture.

Ma il gigante russo ha continuato a fornire gas all’Ungheria, all’Austria e alla Slovacchia, e le aziende del gas di questi Paesi sono state avvertite dalla Orlen della Polonia che potrebbe sequestrare i loro pagamenti a Gazprom.

Nella primavera del 2023, Europol Gaz, di proprietà esclusiva di Orlen, ha presentato una richiesta di risarcimento di 1,45 miliardi di dollari contro Gazprom in una causa di arbitrato per ottenere i pagamenti arretrati per la trasmissione del gas. Europol Gaz possiede la sezione polacca del gasdotto Yamal dalla Russia.

Ora, nelle lettere inviate all’ungherese MVM CEEnergy, alla slovacca SPP e ad una società austriaca, la polacca Orlen ha avvertito che i loro pagamenti a Gazprom potrebbero essere sequestrati. La Slovacchia e l’Ungheria hanno recentemente adottato decreti e leggi che proteggono le loro aziende del gas da potenziali rivendicazioni e sequestri dei pagamenti.

Gli avvertimenti e le rivendicazioni non sono rassicuranti per l’approvvigionamento energetico dell’Europa ed evidenziano le divisioni tra gli Stati membri dell’UE sulla base della loro dipendenza dalla fornitura di gas ancora disponibile di Gazprom ai Paesi dell’UE.
L’incertezza sulla fornitura di gas russo ha portato a brevi picchi dei prezzi di riferimento del gas in Europa all’inizio di questo mese, dopo che il gigante tedesco dell’energia Uniper ha terminato la sua fornitura di gas russo a lungo termine. La decisione è stata resa possibile dopo che un tribunale arbitrale ha riconosciuto a Uniper il diritto di rescindere i contratti e le ha riconosciuto oltre 14 miliardi di dollari (13 miliardi di euro) di danni per i volumi di gas che Gazprom Export non ha fornito dalla metà del 2022.

Il mese scorso, OMV ha avvertito che Gazprom potrebbe interrompere la fornitura di gas all’Austria a causa di una sentenza di un tribunale straniero che potrebbe interrompere i pagamenti di OMV a Gazprom Export, senza specificare il caso.

Il sequestro potrebbe portare all’interruzione dei pagamenti a Gazprom e quindi, ovviamente, dell forniture.


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Fine Tutela luce: cosa succede dal 1° luglio

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Si avvicina la data che segnerà la definitiva liberalizzazione del mercato italiano dell’elettricità: il 1° luglio è infatti la data che sancisce la fine della tutela della luce. Cosa succederà dunque dal mese di luglio per i clienti che erano serviti in tutela? I possibili scenari sono diversi a seconda che l’utenza rientri tra quelle considerate vulnerabili o meno. In questo articolo vedremo caso per caso cosa succederà.

A prescindere dalla situazione specifica nella quale ci si trova, è sempre possibile attivare una delle offerte luce disponibili nel mercato libero. Per trovare le tariffe migliori e verificare quanto si può risparmiare sulla bolletta si può fare una ricerca usando il comparatore di SOStariffe.it: il servizio confronta gratuitamente le proposte di più fornitori partner e permette di identificare le offerte più economiche.

Cosa cambia con la fine della tutela della luce per i clienti vulnerabili

Iniziamo subito col dire che per i clienti vulnerabili non cambia nulla: anche dopo il 1° luglio continueranno a essere serviti nel mercato tutelato, con condizioni economiche e contrattuali definite da ARERA.

Sono considerati vulnerabili:

  • Gli over 75:
  • I disabili che rientrano nell’ambito della legge n. 104/92;
  • I nuclei familiari in una situazione di disagio economico (ad esempio quelli che percepiscono il bonus sociale luce);
  • I nuclei familiari in una situazione di disagio fisico (ad esempio perché hanno la necessità di usare apparecchi elettromedicali salvavita);
  • Chi vive in un’abitazione di emergenza a seguito di una calamità naturale;
  • Chi vive in un’isola minore non interconnessa.

Per alcune di queste categorie il riconoscimento della vulnerabilità è automatico, mentre in altri casi è necessario comunicare il proprio stato al fornitore competente per zona, compilando il modello di autodichiarazione di vulnerabilità. I clienti vulnerabili possono chiedere di essere serviti in tutela anche dopo il 1° luglio. 

Cosa succede con la fine del mercato tutelato della luce per i clienti non vulnerabili

Nel caso dei clienti che non rientrano nelle categorie di vulnerabilità, il cambiamento interessa solo chi al 30 giugno risultava servito nel mercato tutelato. Questi clienti dal 1° luglio passeranno automaticamente al Servizio a Tutele Graduali.

Come accadeva nel mercato a maggior tutela, anche nel Servizio a Tutele Graduali le condizioni contrattuali ed economiche saranno definite da ARERA, ma seguendo meccanismi di calcolo diversi.

Nei mesi scorsi sono state organizzate delle aste territoriali che hanno permesso di identificare i fornitori che serviranno gli utenti fuoriusciti dal mercato tutelato e hanno permesso di definire il prezzo dell’elettricità che sarà applicato a livello nazionale.

Il Servizio a Tutele Graduali è un mercato transitorio che rimarrà attivo fino al 31 marzo 2027. Dopo quella data i clienti che non avranno ancora attivato un’offerta sul mercato libero continueranno a essere serviti dallo stesso fornitore, ma alle condizioni previste da una delle offerte luce del mercato libero.

Chi è attualmente nel regime tutelato e non vuole ancora passare al mercato libero non deve fare nulla: l’attivazione dell’offerta del Servizio a Tutele Graduali è automatica e non ci saranno interruzioni nel servizio. Chi invece è già passato al mercato libero e vuole tornare nel mercato tutelato ha tempo per farlo fino al 30 giugno. Per esercitare questa opzione è necessario fare domanda di rientro in tutela inviando il modulo di richiesta al fornitore che effettua il servizio di tutela nella propria città.

La fine tutela della luce non comporta nessun cambiamento per chi è già passato al mercato libero e non vuole rientrare in tutela. In questo caso le condizioni contrattuali fissate dal proprio fornitore rimangono invariate.

Quale regime scegliere?

Con l’avvicinarsi della fine della tutela della luce è importante chiedersi qual è il mercato che offre le condizioni migliori e che permette di spendere meno sulla base delle proprie necessità.

Anche se ogni regime ha dei pro e dei contro e sulla scelta incidono tanti fattori diversi che possono avere un peso più o meno forte a seconda della condizione in cui ci si trova, si possono comunque fare delle considerazioni generali.

I clienti vulnerabili possono scegliere tra regime a maggior tutela e mercato libero. Il primo offre più garanzie di stabilità dei prezzi, mentre il secondo offre maggiore flessibilità e maggiore possibilità di scelta.

I clienti non vulnerabili possono invece scegliere tra Servizio a Tutele Graduali e mercato libero. Se nel Servizio a Tutele Graduali il ruolo di ARERA assicura stabilità e controllo delle condizioni contrattuali, nel mercato libero si ha la possibilità di attivare un’offerta che risponde esattamente ai propri bisogni.

Il tipo di tariffa luce applicato è uno degli aspetti più importanti da valutare. Nel regime a maggior tutela e nel Servizio a Tutele Graduali la tariffa luce è di tipo indicizzato e viene aggiornata ogni mese sulla base dell’andamento del PUN. Se si preferisce pagare l’elettricità a un prezzo fisso la soluzione è attivare una delle offerte a prezzo bloccato del mercato libero. Per sapere quali sono i fornitori che le propongono e quali sono le condizioni applicate si può fare affidamento a SOStariffe.it.

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Enel- Sosteneo, partnership per lo sviluppo di sistemi di accumulo di energia

Enel Italia ha perfezionato la cessione a Sosteneo Energy Transition, per 1,1 miliardi di euro, della quota di minoranza pari al 49% del capitale sociale di Enel Libra Flexsys, società costituita per la realizzazione e la gestione di un portafoglio di progetti destinati ai servizi regolati di capacità, nello specifico:

  • 23 progetti di stoccaggio di energia a batteria (Battery Energy Storage Systems, BESS) per una capacità totale pari a 1,7 GW;
  • 3 progetti di rifacimento di impianti a gas a ciclo aperto (Open Cycle Gas Turbines, OCGT) per una capacità totale pari a 0,9 GW.

L’operazione è in linea con il modello di “Partnership” delineato nel Piano Strategico 2024-2026 del Gruppo Enel, con la finalità di mantenere il controllo degli asset strategici e massimizzare la produttività e i ritorni sul capitale investito.

La vendita della quota genera complessivamente una riduzione dell’indebitamento finanziario netto consolidato di Gruppo pari a circa 1,1 miliardi di euro, mentre non genera impatti sui risultati economici del Gruppo in quanto Enel continua a mantenere il controllo di Enel Libra Flexsys S.r.l. e, pertanto, a consolidarla integralmente.

Il perfezionamento della vendita fa seguito a quanto previsto nell’accordo di compravendita annunciato il 1° marzo 2024 in attuazione del quale Sosteneo Energy Transition 1 ha versato per l’acquisto del 49% del capitale sociale di Enel Libra Flexsys S.r.l. un corrispettivo di circa 1,1 miliardi di euro, soggetto a un meccanismo di aggiustamento post-closing tipico per operazioni di questo genere. L’Enterprise Value riferito al 100% di Enel Libra Flexsys S.r.l. al completamento del ciclo di investimenti previsto dal progetto è stato valutato a circa 2,5 miliardi di euro.

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Riforma mercato elettrico, misure approvate: dal 16 Luglio in vigore il Regolamento Ue

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente sulla testata giornalistica Energia Italia News

I provvedimenti intervengono in particolare su investimenti, condivisione dell’energia, protezione dalle interruzioni di fornitura e accessibilità all’energia durante una crisi. La normativa, inoltre si riferisce a Cdf per impianti da fonte rinnovabile e nucleare, capacity market,e limiti alle emissioni di CO2.

  • IL TESTO INTEGRALE DELLA DIRETTIVA
  • IL TESTO INTEGRALE DEL REGOLAMENTO

Riforma approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale

La riforma del mercato elettrico europeo è finalmente ufficiale. Sono stati, infatti, pubblicati in Gazzetta dell’Unione i due provvedimenti volti a migliorare le configurazioni nazionali del mercato dell’energia elettrica […]

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Corea del Sud: 20 morti in un incendio in fabbrica di batterie al litio

Circa 20 corpi senza vita sono stati trovati sul luogo dell’incendio di un impianto di batterie al litio a Hwaseong, a sud di Seul, secondo le notizie diffuse dai vigili del fuoco e riprese dall’agenzia di stampa sud coreana Yonhap. 

Si ritiene che le persone decedute siano tra le 23 persone disperse nell’incendio, con il timore quindi che il bilancio possa anche essere più elevato. Di questi 23 dispersi 20 erano stranieri, principalmente cinesi, anche se l’elenco delle presenze dei lavoratori è andato distrutti nell’incendio incredibilmente intenso.

L’incendio è scoppiato nell’impianto del produttore di batterie al litio Aricell a Hwaseong, 45 chilometri a sud di Seoul, intorno alle 10.30, hanno detto, notando che l’incendio principale era sotto controllo alle 15.00.

In precedenza, i filmati televisivi hanno mostrato piccole esplosioni che continuavano a verificarsi, con una pioggia di scintille nell’impianto in fiamme. Ecco come appariva l’incendio ai soccorritori:

I vigili del fuoco hanno riportato l’incendio sotto controllo intorno alle 15.10,, ora di Seul, circa le 7.10 in Italia,  più di quattro ore dopo il suo inizio, e sono entrati nell’impianto trovando i corpi.

All’inizio della giornata, un altro operaio deceduto è morto dopo essere stato portato in ospedale in seguito ad un arresto cardiaco, mentre un secondo è stato gravemente ferito e due hanno riportato ferite minori, hanno detto.

Secondo quanto riferito, l’incendio si è verificato per motivi sconosciuti nell’edificio a tre piani, in cemento armato, con una superficie totale di circa 2.300 metri quadrati.

Secondo quanto riferito, i vigili del fuoco hanno avuto difficoltà a spegnere completamente l’incendio perché le batterie al litio in fiamme sono difficili da gestire con i metodi di estinzione convenzionali. Ricordiamo che gli incendi delle batterie al litio, in teoria, possono essere spenti con acqua e schiuma, ma il problema è l’altissima temperatura raggiungibile dalle batterie stesse, che deve essere abbassata usando quantità d’acqua importanti.

Mezzi di soccorso alla fabbrica in fiamme

Un testimone, che è fuggito dal secondo piano dell’impianto, ha raccontato alla stazione dei vigili del fuoco di Hwaseong che al momento dell’incendio si è verificata una combustione esplosiva in una cella della batteria.

I vigili hanno confermato che l’incendio si è diffuso rapidamente poiché le celle delle batterie all’interno sono esplose continuamente, rendendo difficile per i soccorritori entrare e cercare. Si ritiene che almeno 35.000 batterie si trovino all’interno dell’impianto.

Il Governo ha convocato una riunione d’emergenza della Sede Centrale per i Disastri e le Contromisure di Sicurezza nel pomeriggio per discutere le misure per ridurre al minimo le vittime del disastro.


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