Ricomincia il ciclo istituzionale europeo, il delicato processo di equilibrismo politico che fa seguito alle elezioni del Parlamento comunitario. Ogni cinque anni si rimescolano le carte per tutte le principali istituzioni del blocco, e anche questa volta l’assegnazione delle poltrone di prestigio, i cosiddetti top jobs (presidenza della Commissione, quella del Consiglio europeo e la carica di Alto rappresentante), risponderà ad una strategia di compromesso ben precisa. Con diversi volti nuovi, molte conferme, alcuni “esperti” in materie energetiche e ambientali, si va configurando la delegazione dei 76 eurodeputati italiani per la legislatura 2024-2029.
Gli esperti di energia di Fdi
Per Fdi la novità più rilevante è l’elezione di Piergiacomo Sibiano detto Piga, dirigente di Illumia e vice presidente di Aiget. Confermati, invece, il responsabile energia Nicola Procaccini (FdI) e Carlo Fidanza, capo delegazione e membro della Commissione Trasporti. Dentro anche Pietro Fiocchi, già membro della commissione Envi. Confermato anche Sergio Berlato, già in commissione Envi .
Nasce Space It Up, il sistema spaziale italiano pronto alla sfida “multiplanetaria”. 13 Università, 10 centri di ricerca e 10 imprese per 9 linee di ricerca
Al via l’iniziativa italiana “Space It Up” finanziata da Asi e Mur
Tredici Università, dieci centri di ricerca pubblici e privati, 10 imprese (Leonardo, TAS-I, Telespazio, Altec, E-Geos, Cira, Sitael, Argotec, TYVAk e Mapsat) per la più grande iniziativa nazionale nel settore spaziale: “Space It Up”.
A quattro mesi dal suo lancio, inizia così a muovere i suoi primi passi il partenariato esteso da cui è nata la Società consortile a responsabilità limitata (Scarl) Space It Up, che ha già ottenuto un finanziamento di 80 milioni di euro dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dal ministero dell’Università e della ricerca (Mur).
Il progetto è coordinato dal Politecnico di Torino: “Lavoreremo in stretta collaborazione con tutti i partner, enti di ricerca e industrie del settore, per posizionare l’ecosistema nazionale del settore spazio come leader a livello europeo e internazionale. Strategico sarà inoltre il contributo del nostro territorio, in grado di coprire tutta la filiera dello spazio, dall’upstream al downstream, grazie alle sue consolidate competenze di ricerca, innovazione e industriali e alla forte sinergia tra tutti gli attori coinvolti. Un elemento chiave sarà lo sviluppo di infrastrutture di innovazione congiunte tra mondo della ricerca e mondo dell’industria, un playground condiviso in cui far crescere saperi, prodotti e servizi”, ha commentato il Rettore Stefano Corgnati.
“Space It Up è un’iniziativa unica che per la prima volta vede tutti gli attori italiani lavorare insieme sui temi più rilevanti dello spazio. Questa risposta del sistema spaziale italiano alle richieste del PNRR mira a creare un progetto ambizioso e unitario, proiettato oltre il 2026, che possa competere a livello nazionale ed internazionale”, ha affermato il Professor Erasmo Carrera, coordinatore del progetto e referente per il Politecnico.
La prima convocazione del Cda, presieduto dal professor Carrera, avrà all’ordine del giorno la nomina del Direttore Generale e, quindi, la partenza delle attività.
Le 9 linee di ricerca (o Spoke)
Come illustrato nel comunicato di lancio, saranno centinaia i ricercatori impegnati nelle 9 linee di ricerca (Spoke) individuate dalla struttura Hub dedicata alle attività di lavoro, con sede sempre nel Politenico:
nuove missioni per la protezione e lo sviluppo sostenibile del pianeta e missioni di esplorazione planetaria (Spoke 1);
sviluppo della tecnologia per la creazione di “Digital twins”, i cosiddetti gemelli digitali (Spoke 2);
la ricerca nel telerilevamento spaziale (Spoke 3);
la progettazione, lo sviluppo e la qualificazione di sistemi di rilevamento miniaturizzati ad alta risoluzione per le missioni satellitari dei prossimi decenni che osservano le radiazioni ionizzanti attorno alla Terra e i serbatoi d’acqua sul Pianeta (Spoke 4);
la frontiera della mitigazione dei rischi naturali e geologici della Terra (Spoke 5);
l’indagine sui problemi scientifici e tecnologici nell’ambito della rete di processi fisici che collegano il Sole alla società terrestre (Spoke 6);
la ricerca sulla sostenibilità delle attività umane per garantire salute alle persone e al pianeta, ora e in futuro (Spoke 7);
attività di ricerca e sviluppo a sostegno delle future missioni umane nello spazio (Spoke 8);
ricerca inerente il viaggio e la permanenza nello spazio e sui corpi celesti extraterrestri in particolare la Luna e Marte (Spoke 9).
Gli obiettivi di Space It Up
Diversi gli obiettivi che più in generale dovranno rappresentare dei veri e propri fari guida per i ricercatori impegnati in Space It Up, tra cui: promuovere l’innovazione e ampliare le conoscenze fondamentali come i modelli numerici, le architetture e le costellazioni satellitari innovative, i nuovi profili di missione, la strumentazione avanzata e le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale; promuovere un futuro sostenibile grazie a tecnologie spaziali innovative che consentirebbero di osservare i cambiamenti climatici e di prevedere gli eventi meteorologici estremi; garantire la permanenza umana a lungo termine nello spazio extraterrestre verso una società “multiplanetaria”; rafforzare lo spazio come “ecosistema” in Italia coprendo l’intera catena del valore della ricerca e dello sviluppo in campo spaziale, grazie a un efficace coordinamento tra Università, Enti di ricerca e un sistema di piccole, medie e grandi industrie.
I 33 partner del progetto coordinato dal Politecnico di Torino
Ecco i 33 partner del progetto: Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, La Sapienza-Università di Roma, Università di Padova, Università degli Studi di Trento, Gran Sasso Science Institute, Università di Bologna, Università di Pisa, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Firenze, Università della Calabria e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Centro Nazionale delle Ricerche-CNR, Istituto Nazionale di Astrofisica-INAF, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-INGV, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica-INRiM, Istituto Italiano di Tecnologia-IIT, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici-CMCC, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile-ENEA, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione LINKS; Leonardo, TAS-I, Telespazio, Altec, E-Geos, Cira, Sitael, Argotec, TYVAk e Mapsat.
PUN in aumento, è il momento di bloccare il prezzo? Come risparmiare sulle bollette in estate
Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.
Dopo una discesa del prezzo dell’energia elettrica durata almeno sei mesi, il PUN, il Prezzo Unico Nazionale dato dall’incontro tra domanda e offerta sul mercato all’ingrosso mostra dei segnali di rialzo. A maggio, in particolare, il PUN è risultato più alto rispetto al mese di aprile, e anche nei primi giorni di giugno i valori sembrano confermare l’aumento. Tenere sotto controllo l’andamento del PUN è importante per capire quanto saranno pesanti le bollette della luce nei prossimi mesi. Il PUN è infatti il parametro più usato per determinare le offerte luce a prezzo indicizzato e uno dei più importanti usati dai fornitori per stabilire il prezzo nelle tariffe bloccate.
Come sempre, per evitare brutte sorprese al momento della lettura della bolletta è utile confrontare la propria offerta con le migliori offerte luce del mercato libero verificabili con SOStariffe.it. Basta inserire il dato relativo ai propri consumi annui e alcune informazioni sulle proprie abitudini di consumo per sapere quali sono i migliori prezzi dell’energia elettrica delle compagnie partner.
Come è cambiato il valore del PUN nell’ultimo anno
A partire dal 2022 il mercato dell’energia elettrica è sotto ai riflettori. La crisi energetica iniziata nell’autunno 2022 ha determinato un aumento record dei prezzi e per la loro stabilizzazione sono serviti parecchi mesi.
Osservando l’andamento storico del PUN mensile si nota come quasi per tutto il 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica sia sceso. Toccando il valore minimo tra maggio e giugno. Dopo un leggero rialzo nel corso dell’autunno, i prezzi sono tornati a scendere e da gennaio 2024 la discesa è stata lenta e costante.
Il PUN di aprile 2024 è stato il più basso degli ultimi due anni, ma poi a maggio si è osservato un nuovo rialzo del prezzo all’ingrosso della luce, passato da circa 86 €/MWh a quasi 95 €/MWh. Per trovare un valore così alto è necessario tornare proprio a gennaio 2024.
Perché è importante controllare se il PUN è in aumento
PUN è l’acronimo di prezzo unico nazionale ed è il valore di riferimento usato per determinare il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. Il PUN si forma dall’incontro tra domanda e offerta sulla borsa elettrica italiana e cambia in continuazione per effetto delle oscillazioni che caratterizzano la quantità di energia elettrica prodotta e quella domandata.
Il PUN giornaliero comunicato dal GSE, il gestore dei servizi elettrici, è un valore sintetico dato dalla media del prezzo calcolato in diversi momenti della giornata. Il PUN mensile è poi dato dalla media dei PUN giornalieri e fornisce una fotografia dell’andamento del mercato elettrico.
Attualmente il valore del PUN risulta di poco inferiore rispetto a quello dello stesso periodo del 2023. A influenzare l’andamento dei prezzi dell’energia elettrica è una lunga lista di fattori: alcuni legati all’andamento della domanda e dell’offerta nazionali, altri legati a dinamiche esterne al mercato italiano.
Dal momento che siamo alla vigilia dell’estate e che nei prossimi mesi ci si aspetta un aumento dei consumi dovuto all’uso di condizionatori e di climatizzatori, questo è un buon momento per guardarsi intorno e per verificare se è possibile risparmiare cambiando fornitore.
Quando si decide di attivare una diversa offerta luce è importante considerare che il prezzo dell’energia elettrica segue un andamento stagionale e che in alcuni periodi dell’anno il costo della luce è più alto che in altri. Tipicamente, i periodi dell’anno in cui i costi aumentano sono l’inverno e l’estate.
Incrociando le informazioni riguardanti l’andamento del PUN e quelle relative alle offerte luce attive sul mercato libero si può decidere che tipo di tariffa attivare e a quale fornitore affidare la propria utenza. Usare il comparatore di SOStariffe.it aiuta a fare questa ricerca, perché permette di confrontare in un’unica schermata le offerte dei fornitori partner e a valutarne convenienza e costi.
Quando si tratta di scegliere una nuova offerta luce si possono prendere in considerazione le tariffe a prezzo indicizzato, in cui il costo della luce è determinato dal PUN e da uno spread applicato dal fornitore, oppure le tariffe a prezzo bloccato, in cui il costo della luce è fisso e tiene conto dell’andamento attuale e delle previsioni future di crescita o di diminuzione del PUN e di altri parametri considerati rilevanti.
Se le tariffe a prezzo indicizzato sono l’ideale nei momenti in cui ci si aspettano prezzi in discesa, quelle a prezzo bloccato possono far risparmiare in caso di aumenti futuri dei prezzi. Tenuto conto dell’andamento recente del PUN, la vigilia dell’estate potrebbe essere il momento giusto per bloccare il prezzo.
NTT investe nelle stazioni in stratosfera (HAPS), anche per la connettività 5G
NTT investe nel business spaziale con la nuova costellazione 89
Il gigante giapponese delle telecomunicazioni intensifica le attività e i progetti associati allo spazio, ai satelliti e in particolare alle HAPS, High Altitude Platform Stations, lanciando il suo marchio per il business spaziale, NTT Constellation 89, o C89 (la nuova costellazione da aggiungere idealmente alle 88 riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale)
Le piattaforme stratosferiche, o pseudo-satelliti, rappresentano oggi una vera e propria industria alternativa a quella dei sistemi satellitari, considerata una soluzione più efficiente e più conveniente, in termini di persistenza e prossimità, anche a costi più contenuti.
Un modulo HAPS può coprire un’area di 200 km circa, fornendo connettività a banda larga tramite droni di varia grandezza alimentati con pannelli fotovoltaici, in grado di volare attorno ai 20-25 km di altezza, in stratosfera bassa.
L’iniziativa nasce da diversi fattori che incoraggiano la crescita delle comunicazioni spaziali, tra cui la riduzione dei costi per i lanci satellitari, la crescente domanda di servizi forniti da piattaforme spaziali e le iniziative di politica spaziale del governo giapponese.
“Abbiamo in programma di lanciare servizi di comunicazione utilizzando soluzioni HAPS e di fornire comunicazioni intersatellitari (servizi di trasmissione ottica di dati) per le attività di osservazione della Terra”, si legge nel comunicato stampa.
L’orbita bassa, l’accordo con Amazon e la piattaforma Zephyr per il 5G
Per sviluppare le attività di C89, NTT prevede di sfruttare maggiormente i propri satelliti in orbita geostazionaria (GEO), i satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) per servizi di osservazione e raccolta dati e i sistemi HAPS.
Per i satelliti LEO abilitati servizi di comunicazione, l’operatore ha annunciato che farà affidamento su partner e, in effetti, la sua divisione mobile NTT Docomo ha già stretto una partnership con il progetto Kuiper di Amazon.
A fine maggio, NTT ha effettuato con successo un test HAPS da 5 km di altezza per comunicazioni 5G. contestualmente ha annunciato l’entrata in un consorzio di aziende giapponesi partecipando all’investimento di 100 milioni di dollari in AALTO HAPS, filiale di Airbus che produce la piattaforma Zephyr HAPS alimentata ad energia solare.
Zephyrs è stato immaginato come una “torre spaziale per il 5G”. L’obiettivo qui è sviluppare e commercializzare servizi di connettività di ultima generazione e di osservazione della Terra tramite HAPS in tutta l’Asia, Giappone compreso.
Spazio. Il lanciatore Ariane 6 pronto per il 9 luglio, il razzo-vettore italiano Vega-C entro fine anno
Tutto pronto per l’Ariane 6, fissata la data di lancio
L’annuncio è arrivato direttamente dal Direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, in occasione di un suo intervento all’ILA Berlin Air Show: il primo lancio di Ariane 6 è stato fissato per il 9 luglio 2024.
Ariane 6 (alto circa 62 metri, con un diametro di oltre 5 metri) sostituirà il suo predecessore di grande successo, Ariane 5, come lanciatore europeo di grandi dimensioni. Modulare e agile, è spiegato in un articolo dedicato sul sito dell’Esa, Ariane 6 ha uno stadio superiore riaccendibile che gli consente di lanciare più veicoli spaziali su orbite diverse in un singolo volo.
Ariane 6
Assieme ad Aschbacher c’erano anche i partner della Task Force Ariane 6, il CEO di ArianeGroup, Martin Sion, il CEO del CNES, Philippe Baptiste, e il CEO di Arianespace, Stéphane Israël.
“Ariane 6 segna una nuova era di viaggi spaziali europei autonomi e versatili. Questo potente razzo è il culmine di molti anni di dedizione e ingegno da parte di migliaia di persone in tutta Europa e, con il suo lancio – ha spiegato Aschbacher – ripristinerà l’accesso indipendente dell’Europa allo spazio. Sono lieto di annunciare che il primo tentativo di lancio avrà luogo il 9 luglio. Vorrei ringraziare le squadre sul campo per il loro lavoro instancabile, sinergia e dedizione in questo ultimo tratto della campagna inaugurale. Ariane 6 è il razzo europeo in grado di rispondere alle nostre esigenze odierne e adattarsi alle nostre ambizioni future”.
Competere nel nuovo mercato dei lanci commerciali
Alla base di lancio europea nella Guyana francese, numerosi carichi utili sono stati integrati sull’alloggiamento di Ariane 6 a loro dedicato e protetto dall’ogiva. L’ultimo grande traguardo prima del lancio sarà la prova di ripetizione generale che include l’uso dei propellenti. Completata questa attività, la Task Force di Ariane 6 fornirà un aggiornamento congiunto sul volo inaugurale.
Ariane 6 è un lanciatore di ultima generazione che consentirà all’Esa e ad ArianeGroup di competere con altre imprese internazionali, come SpeceX, nel nascente mercato dei lanci spaziali commerciali.
L’ArianeGroup ha deciso di puntare a un design non riutilizzabile ma di tipo modulare, che permette di diminuire i costi operativi (basta pensare che il P120C, oltre a essere il booster dell’Ariane 6, è anche il primo stadio del Vega C).
Il lanciatore italiano Vega-C verso il ritorno in volo
Vega-C
E a proposito di Vega-C, è andato bene il test del motore a propellente solido Zefiro-40 a Salto di Quirra, in Sardegna. Un risultato fondamentale, che autorizza l’Agenzia spaziale italiane ad annunciare il ritorno al volo del lanciatore Vega-C entro la fine del 2024.
Lo Zefiro-40 è un motore a razzo alto 7,6 metri, caricato con oltre 36 tonnellate di propellente solido. Per questo test, il motore è stato installato sul suo banco di prova orizzontale. Il motore Zefiro-40 è sviluppato e prodotto da Avio nello stabilimento di Colleferro, vicino Roma.
Un secondo test sarà effettuato dopo l’estate per confermare gli ultimi dati raccolti, probabilmente ad ottobre, come una delle tappe finali di avvicinamento allo spazioporto europeo nella Guyana francese.
Vega-C è una versione potenziata della famiglia dei lanciatori Vega. Il Vega originale è stato lanciato nel 2012 ed ha volato 21 volte. L’ultimo volo Vega è previsto quest’estate, dopodiché il modello sarà ritirato e gli subentrerà Vega-C. La variante Vega più piccola non utilizza lo stadio Zefiro-40.
I tempi per l’adozione del decreto Fer-X, l’interrogazione del sottosegretario del Mase Barbaro
“Per quanto riguarda l’adozione dello schema di decreto Fer-X, si rappresenta che lo stesso è stato trasmesso nel mese di aprile all’ARERA ai fini dell’acquisizione del parere, atteso per l’inizio di giugno”, ha affermato il Sottosegretario del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), Claudio Barbaro, rispondendo all’interrogazione presentata dal deputato Vinicio Peluffo in X Commissione della Camera dei Deputati sui tempi per l’adozione del decreto Fer-X.
Successivamente, ha spiegato il sottosegretario, “si provvederà ad acquisire anche il necessario parere della Conferenza unificata, a valle del quale sarà possibile procedere con la notifica formale del provvedimento in Commissione europea per la verifica dei profili di compatibilità con la disciplina in materia di Aiuti di Stato” […]
Bollette luce e gas difficili da leggere: dove trovare le informazioni che servono
Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.
Più di un italiano su due trova la bolletta difficile da leggere e si limita a carpire le due informazioni più importanti: l’importo da pagare e la scadenza. In realtà, nelle diverse pagine delle bollette sono contenuti tanti dati che è utile saper riconoscere e interpretare. Controllare i propri consumi e i costi applicati dal fornitore, ad esempio, aiuta a capire meglio la spesa per le bollette e valutare la convenienza delle offerte luce e gas del mercato libero. In pochi minuti e bolletta alla mano, usando il comparatore di SOStariffe.it si riesce verificare il risparmio assicurato dalle offerte migliori del periodo dei fornitori partner del servizio.
Cosa sapere sulle bollette luce e gas
Ogni fornitore ha adottato una propria struttura per le bollette luce e gas. Di conseguenza, può capitare che le informazioni rilevanti riguardanti l’offerta sottoscritta o i consumi si trovino in pagine diverse della bolletta.
Questa poca uniformità delle bollette crea qualche difficoltà ai consumatori, che spesso si limitano a dare un’occhiata veloce alla prima pagina del documento, senza scendere nel dettaglio.
Secondo quanto rivelato da Consumerismo No profit e Assium riprendendo i risultati di un sondaggio commissionato da ARERA, più del 50% dei consumatori si limita a controllare soltanto l’importo da pagare e la scadenza. Quasi il 60% delle persone intervistate trova complesso interpretare lo schema che riporta il dettaglio dei costi fissi e di quelli variabili addebitati in bolletta e il 55% fatica a capire le diverse voci di spesa che compongono il totale da pagare.
Tra gli aspetti meno chiari delle bollette c’è anche il dettaglio delle tariffe luce e gas applicate dai fornitori: il 52% del campione intervistato non riesce a individuare il tipo di tariffa applicato al contratto di fornitura.
Anche per superare queste difficoltà di comprensione, ARERA ha proposto una riforma delle bollette luce e gas che punta a introdurre uno schema uniforme, in modo da favorire la trasparenza e la chiarezza delle bollette. Questa soluzione trova favorevole ben il 70% dei consumatori.
Nell’attesa che la riforma delle bollette diventi realtà, è importante sapere in quali sezioni della bolletta concentrare l’attenzione per trovare rapidamente le informazioni più importanti. In caso di difficoltà nell’individuazione di queste informazioni, è sempre possibile contattare il Servizio Clienti del proprio fornitore.
Dove si trovano le informazioni più importanti della bolletta della luce
La prima pagina della bolletta della luce contiene già molte delle informazioni che è bene verificare. Tra tutti i dati contenuti nella prima pagina quelli su cui concentrare di più l’attenzione sono:
L’indicazione del regime tariffario nel quale ci si trova (regime tutelato, Servizio a Tutele Graduali, mercato libero);
Il numero di telefono del fornitore, da contattare in caso di guasti o emergenze;
Il codice POD, che identifica la fornitura e va comunicato in caso di segnalazioni relative all’utenza o se si vuole cambiare fornitore luce;
Il periodo di fatturazione della bolletta;
L’importo da pagare;
La scadenza del pagamento.
Nelle pagine successive si trovano altre informazioni di dettaglio che è utile leggere, per conoscere meglio i consumi e i costi applicati dal fornitore.
Nello schema di riepilogo dei consumi si può controllare se si ha una tariffa monoraria oppure una tariffa bioraria o trioraria. Se la tariffa è differenziata in base alle fasce orarie, leggendo la bolletta si può capire in quali momenti della giornata si concentrano maggiormente i consumi e verificare se questo tipo di tariffa è più adatto alle proprie abitudini.
Il prospetto da leggere con più attenzione è però quello che riporta il dettaglio delle voci di spesa della bolletta della luce. In questa sezione la distinzione è tra:
Costi per la materia energia, distinti in una quota fissa e in una quota variabile legata ai consumi; qui è riportato il “corrispettivo luce” ovvero il costo unitario dell’energia elettrica (€/kWh) che rappresenta il parametro più importante per valutare una tariffa
Costi per il trasporto e la gestione del contatore, distinti in una quota fissa, una quota energia e una quota potenza;
Oneri di sistema;
Eventuali ricalcoli;
Altre patite;
Bonus sociale;
Imposte;
Canone Rai.
Questa sezione della bolletta aiuta a capire quanta energia è stata consumata, quanto incidono le diverse voci e come si arriva all’importo complessivo da pagare.
Come leggere correttamente la bolletta del gas
La struttura della bolletta del gas è simile a quella della luce, ma ci sono alcune differenze rilevanti di cui tenere conto.
Innanzitutto, ci sono due differenze nella parte iniziale della bolletta:
Il tipo di offerta sottoscritta e il mercato da cui si è serviti. I clienti vulnerabili sono serviti dal regime di tutela della vulnerabilità, chi è fuoriuscito dal regime tutelato senza passare al mercato libero è servito da un’offerta PLACET, mentre tutti gli altri si trovano nel mercato libero;
Il codice identificativo della fornitura è il PDR, punto di ritiro. Come accade nel caso della luce, il codice va usato per segnalare guasti o per cambiare tariffa o fornitore.
A cambiare nella bolletta del gas, rispetto a quella della luce, sono anche le voci di spesa che compongono il totale da pagare. La bolletta contiene infatti la spesa per:
Materia gas naturale, distinta in quota fissa e in quota energia; qui è riportato il corrispettivo gas ovvero il costo unitario della materia prima gas naturale, espresso in €/Smc, che rappresenta il parametro principale per valutare una tariffa
Trasporto e gestione del contatore, distinta in quota fissa e quota energia;
Oneri di sistema;
Ricalcoli;
Altre partite;
Bonus sociale;
Imposte.
Analizzando le diverse voci di spesa e controllando l’andamento dei propri consumi si può verificare in dettaglio quanto si spende per l’energia elettrica e per il gas. Per sapere se il proprio livello di spesa è in linea con quello di mercato o se si sta spendendo di più è utile usare il comparatore di SOStariffe.it e verificare quali sono le migliori offerte luce e gas a prezzo bloccato o a prezzo indicizzato del periodo offerte dai fornitori partner.
Grandi manovre: CONOCO vuole acquistare Marathon Oil
ConocoPhillips ha dichiarato mercoledì che acquisterà Marathon Oil in un accordo interamente per azioni con un valore aziendale di 22,5 miliardi di dollari, inclusi 5,4 miliardi di dollari di debito netto, nell’ultima operazione di fusione nel settore dello shale statunitense.
Secondo i termini dell’accordo definitivo, gli azionisti di Marathon Oil riceveranno 0,2550 azioni ordinarie di ConocoPhillips per ogni azione ordinaria di Marathon Oil, il che rappresenta un premio del 14,7% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni di Marathon Oil il 28 maggio 2024 e un premio del 16,0% rispetto al prezzo medio ponderato per il volume di 10 giorni precedente.
A godere di questo grasso premio sarà soprattutto Warren Buffett che, tramite Bershire Hathaway dal marzo 2023 controllava il 27% di Marathoil Oil.
“Questa acquisizione di Marathon Oil approfondisce ulteriormente il nostro portafoglio e si adatta al nostro quadro finanziario, aggiungendo un inventario di alta qualità e a basso costo di approvvigionamento, adiacente alla nostra posizione leader negli Stati Uniti non convenzionali”, ha dichiarato il Presidente e CEO di ConocoPhillips, Ryan Lance, in un comunicato.
“La transazione è immediatamente accrescitiva per gli utili, i flussi di cassa e le distribuzioni per azione, e vediamo un significativo potenziale di sinergia”.
L’accordo concordato è soggetto all’approvazione degli azionisti di Marathon Oil, all’autorizzazione normativa e ad altre condizioni di chiusura abituali. La chiusura è prevista per il quarto trimestre del 2024, ha dichiarato ConocoPhillips.
Alla chiusura della transazione e ipotizzando i recenti prezzi delle materie prime, ConocoPhillips prevede di riacquistare più di 7 miliardi di dollari in azioni nel primo anno completo, rispetto a più di 5 miliardi di dollari da sola, e di riacquistare più di 20 miliardi di dollari in azioni nei primi tre anni.
Indipendentemente dall’accordo previsto, ConocoPhillips prevede di aumentare il suo dividendo ordinario di base del 34% a 78 centesimi per azione a partire dal quarto trimestre del 2024.
L’accordo ConocoPhillips-Marathon Oil è l’ultimo di una serie di transazioni nel settore dello shale statunitense, che ha registrato un boom lo scorso anno e all’inizio di quest’anno.
Le aziende upstream statunitensi hanno speso 234 miliardi di dollari in fusioni e acquisizioni l’anno scorso, la cifra più alta dal 2012, ha dichiarato l’Energy Information Administration (EIA) all’inizio di quest’anno.
Anche il 2024 è iniziato con una nota positiva: le aziende hanno annunciato un record di 51 miliardi di dollari di operazioni nel primo trimestre, guidate – ancora una volta – dalle operazioni nel Permiano, secondo Enverus Intelligence Research (EIR).
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I dati sulla cybersicurezza del settore energetico evidenziati nell’ultimo Rapporto Clusit 2024, dimostrano che mai come adesso sia fondamentale tutelare le infrastrutture strategiche da possibili rischi di manipolazione.
LEGGI IL RAPPORTO CLUSIT 2024
Il Security Summit Energy & Utilities
Sono raddoppiati gli attacchi cyber alle infrastrutture energetiche critiche andati a buon fine negli ultimi quattro anni. A dirlo è il Rapporto Clusit 2024, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica. Più nel dettaglio, in base ai dati rilevati ed illustrati dall’Associazione che aggiorna lo scenario semestralmente, nel primo trimestre 2024, si è verificato oltre il 50% degli incidenti rispetto all’intero anno precedente. L’informazione shock è emersa contestualmente al Security Summit Energy & Utilities, appuntamento di approfondimento annuale, svoltosi a Milano il 28 Maggio, che ha visto la partecipazione tra gli altri, di AIPSA, Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale e Utilitalia, Federazione delle imprese idriche, energetiche e ambientali […]
La batteria che può anche ridurre l’ossido di ferro: una tecnologia permette di cogliere due piccioni con una fava
Un’azienda di energia pulita ha scoperto per caso che la tecnologia utilizzata nelle batterie ferro aria potrebbe essere utilizzata anche diversamente, per de ossidare il metallo e prepararlo per la lavorazione siderurgica. Un processo che, normalmente, risulta costoso dal punto di vista energgetico e che utilizza grandi quantità di carbone.
La batteria di Form Energy purifica il minerale di ferro per la produzione di acciaio con un processo a basse emissioni, sostituendo potenzialmente il carbone da coke altamente inquinante e con una tecnologia facilmente scalabile.
Il fornitore di energia verde, con sede nel Massachusetts, utilizza un’innovativa batteria ‘iron air’per immagazzinare energia pulita a intervalli più lunghi rispetto a quanto possono fare le batterie standard agli ioni di litio. La batteria immagazzina l’energia pulita convertendo la ruggine in ferro puro e la reimmette nella rete trasformando il ferro in ruggine.
Il processo però è utilizzato anche per un’altra finalità: per purificare il ferro che deve poi essere utilizzato l’industria siderurgica, tra l’altro senza l’uso del carbonio.
In genere, il processo di purificazione dell’ossido e dell’idrossido di ferro richiede grandi quantità di carbone da coke ad alte emissioni. Di conseguenza, la produzione di acciaio è il settore manifatturiero con le maggiori emissioni del pianeta, responsabile di almeno il 7% di tutte le emissioni di gas serra prodotte dall’uomo.
Ciclo di carico e scarico della batteria
Esistono già alcune opzioni per ripulire l’industria siderurgica, ma nessuna è ideale, dal punto di vista ambientale, ma il team che sta dietro alla nuova scoperta della batteria ferro-aria afferma che ha il potenziale per essere quel tipo di soluzione dirompente. La nuova tecnologia mette il minerale di ferro in polvere in una soluzione alcalina a bassa temperatura. Quando viene attraversata da una corrente elettrica, si produce ferro metallico in polvere e libera ossigeno.
Il team di Form Energy afferma che questo processo può essere eseguito in modo continuo e ad alta efficienza. Infatti, sostengono che ha il potenziale per competere finanziariamente con le tecnologie di forno convenzionali alimentate a combustibili fossili. Anche se Form deve ancora dimostrare che è commercialmente fattibile, il suo potenziale competitivo è significativo. “I forni comportano un investimento minimo di miliardi di dollari”, riporta Canary Media. “La tecnica elettrolitica di Form potrebbe essere più facile da implementare perché può essere scalata in incrementi più piccoli”.
“Abbiamo trovato un processo più economico, più scalabile e più efficiente per la produzione di ferro verde”, ha dichiarato a Canary Media Mateo Jaramillo, cofondatore e CEO di Form Energy. Sappiamo che ha la possibilità di creare una tonnellata di valore, quindi lo perseguiremo”. L’iniziativa del ferro pulito di Form Energy è stata uno dei 13 progetti selezionati per ricevere un finanziamento dall’Advanced Research Projects Agency-Energy (ARPA-E) del Dipartimento dell’Energia il mese scorso.
Il potenziale del processo è notevole perché, con una giusta programmazione, si può alternare l’accumulazione energetica, quando necessario, con la riduzione dell’ossido di ferro, a seconda di quale processo sia più conveniente.
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