Rinnovabili, reti e procurement. Enel si adegua all’AI ACT

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente a firma di Valentina Barretta sulla testata giornalistica Energia Italia News

Le applicazioni dell’AI nel settore energia

L’utilizzo dell’AI nel comparto energetico è sempre più esteso. Dall’analisi costante delle condizioni delle reti elettriche, in grado di fornire simulazioni di grande utilità, allo sviluppo di modelli predittivi per la disponibilità delle materie prime, alle stime delle diverse variabili di mercato, come i volumi di domanda ed offerta e l’andamento dei prezzi, l’Intelligenza artificiale ha numerose applicazioni nel campo dell’energia.

Un nuovo comitato per la Governance

Proprio in virtù delle nuove esigenze determinate dall’implementazione dell’AI nel settore, il Gruppo Enel si è organizzato per coordinare e rendere efficace l’impiego dell’ Intelligenza Artificiale nel rispetto del quadro normativo delineatosi a livello internazionale. Il nuovo comitato per la governance dell’intelligenza artificiale tradizionale e generativa, presieduto da Stefano Ciurli, responsabile Global Services, ha la funzione di gestire i processi relativi all’AI, soprattutto in seguito all’emanazione da parte della Commissione europea dell’AI Act […]

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Ghana selezionerà il costruttore della propria centrale nucleare entro dicembre

L’energia nucleare si avvicina sempre di più all’Africa Occidentale, con tanto di cronoprogramma per la realizzazione dell’opera.  Il Ghana selezionerà un’azienda per costruire la sua prima centrale nucleare entro dicembre, tra i possibili fornitori che includono la francese EDF, le statunitensi NuScale Power e Regnum Technology Group, e la China National Nuclear Corporation (CNNC), ha riferito la Reuters citando Robert Sogbadji, vicedirettore per l’energia responsabile del nucleare e delle energie alternative. Altri contendenti includono la sudcoreana Kepco e la sua filiale Korea Hydro & Nuclear Power (KHNP), nonché la russa Rosatom.

Sogbadji ha detto a Reuters che il gabinetto approverà la scelta finale. “Può essere un fornitore o due nazioni; dipenderà dal modello finanziario e dai dettagli tecnici”. Sogbadji ha detto che 16 Paesi e aziende hanno risposto alla richiesta di fornitori del Governo, ma un team tecnico di agenzie statali guidato dal Ministero dell’Energia ha ristretto il campo alle attuali cinque nazioni.

Sogbadji ha detto che il Ghana mira ad aggiungere circa 1.000 MWe di energia nucleare al suo mix di elettricità entro il 2034. Sogbadji ha detto che il Governo si è già assicurato un sito con capacità di ospitare fino a cinque reattori. Ha aggiunto che preferirebbe un accordo di “costruzione, proprietà, gestione e trasferimento” con spazio per una partecipazione azionaria locale.

Ad aprile, Nuclear Power Ghana (NPG) e CNNC Overseas Limited hanno firmato un accordo di cooperazione e quadro a margine del 26° Congresso Mondiale dell’Energia a Rotterdam per la costruzione di un progetto di energia nucleare HPR-1000 (Hualong One) e l’aggiornamento della rete del Ghana. Tra l’altro per 10 di questi reattori è stata approvata la costruzione in Cina.

Il Ghana ha ristrutturato il suo programma nucleare nel 2008 per soddisfare l’aumento previsto della domanda di energia. Nuclear Power Ghana è stata fondata nel 2018 come Proprietario/Operatore della prima centrale nucleare proposta in Ghana.


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Autostrade per l’Italia accelera sull’infrastruttura di ricarica, entro il 2024 altre gare per coprire l’intera rete

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente a firma di Laura Miraglia sulla testata giornalistica Energia Italia News.

Un altro passo di Autostrade per l’Italia verso la mobilità elettrica. La società infatti è riuscita ad aggiudicarsi 8 procedure competitive per la realizzazione di nuove stazioni di ricarica ultrafast, affidate però ad Atlante, società del gruppo Nhoa.

Investire nella mobilità sostenibile

Investire nella mobilità sostenibile è sempre più importante in vista di quelli che sono i prossimi obiettivi da raggiungere in ambito decarbonizzazione e neutralità climatica. Autostrade per l’Italia lo sta facendo con altre otto procedure competitive aggiudicate per nuove stazioni di ricarica ultrafast, da parte di un importante player italiano del settore.

Stiamo parlando del gruppo Nhoa che vanta record importanti anche in altri Paesi, con l’entrata in servizio dei sistemi di accumulo in Asia che ha toccato quota 975 MWh online nel 2024, con oltre 1 GWh di capacità di stoccaggio in costruzione e ricavi pari a 40 milioni di euro (+19% rispetto al primo trimestre 2023).

Roberto Tomasi, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, ha descritto il gruppo come leader nazionale delle infrastrutture per i veicoli elettrici, riuscendo a chiudere il 2023 con l’installazione di 100 stazioni di ricarica. Ma dove saranno collocate quelle nuove? […]

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Plastica monouso, dati, spazio marittimo, una sfilza di procedure d’infrazione per l’Italia

Il Pacchetto infrazioni di maggio

Bruxelles avvia procedura d’infrazione contro Roma sulla plastica monouso

Un mese fa preciso l’Italia celebrava la Giornata mondiale della Terra (Earth Day) 2024, invitando tutti a ridurre di almeno il 60% la produzione globale di plastica entro il 2040. Oggi ci ritroviamo sotto una procedura di infrazione per non aver recepito, o averlo fatto parzialmente e male, la direttiva dell’Unione europea contro la plastica monouso.

La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia ( INFR(2024)2053) per non aver recepito completamente e correttamente la direttiva sulla plastica monouso ( direttiva (UE) 2019/904 ) e per aver violato gli obblighi previsti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico ( direttiva (UE) 2015/1535 )”, si legge sul sito della Commissione.

Un’iniziativa legislativa che Bruxelles considera fondamentale per contrastare la produzione, la diffusione e la trasformazione in rifiuto della plastica monouso. Un materiale che rappresenta una enorme minaccia per la salute umana e dell’ambiente. Ridurne la produzione significa abbattere emissioni di CO2 e favorire la piena transizione verso un’economia circolare.

Il non aver recepito pienamente questa direttiva, secondo Bruxelles, ne limita applicazione ed effetti benefici.

Due mesi per rimediare

l’Italia avrebbe “violato la direttiva sulla trasparenza del mercato unico adottando la legislazione che recepisce la direttiva sulla plastica monouso durante il periodo di sospensione di tre mesi obbligatorio tra la notifica del progetto di regola tecnica e la sua adozione, quando il dialogo con Bruxelles era ancora in corso”.

Di fatto, ora la Commissione invierà a Roma una lettera di costituzione in mora. Il nostro Paese avrà da quel momento in poi circa due mesi per rispondere e colmare le carenze individuate e sollevate da Bruxelles: “In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato”.

Roma deferita alla Corte di Giustizia Ue per mancata attuazione della direttiva pesca

La Commissione ha poi deciso di deferire l’Italia (INFR(2021)2223) alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per non aver garantito la corretta attuazione della direttiva che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo ( Direttiva 2014/89 /UE ).

La direttiva in questione definisce un approccio comune per i paesi dell’Unione per pianificare e organizzare le attività umane nelle aree marine in modo sostenibile.

La corretta attuazione della legge è essenziale per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo.

Processo equo, inviato parere motivato all’Italia

È stato inoltre inviato anche un parere motivato all’Italia ( INFR(2023)2006) per non aver recepito correttamente nella legislazione nazionale la direttiva sul diritto di accesso a un difensore e di comunicazione in caso di arresto ( direttiva 2013/48/UE ).

Il termine ultimo per il recepimento della direttiva da parte degli Stati membri era il 27 novembre 2016.

La direttiva è una delle sei direttive che costituiscono il quadro giuridico dell’UE sulle norme minime comuni per processi equi, garantendo che i diritti degli indagati e imputati siano sufficientemente tutelati rafforza la fiducia degli Stati membri nei reciproci sistemi di giustizia penale e facilita così il riconoscimento reciproco delle decisioni in materia penale.

Roma invitata a conformarsi alla legge sulla Ue governance dei dati

Infine è stata aperta anche una procedura di infrazione all’Italia e ad altri 17 Stati con l’invito a conformarsi alla legge sulla governance dei dati dell’Ue.

La normativa mira a facilitare la condivisione dei dati tra settori e paesi dell’Ue a vantaggio dei cittadini e delle imprese, con regole per la neutralità degli intermediari di dati che collegano individui e aziende con gli utenti dei dati.

Con la lettera di costituzione in mora gli Stati hanno due mesi per rispondere e colmare le carenze sollevate dall’esecutivo comunitario e in assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.

In 10 anni abbiamo pagato più di 800 milioni di euro

Secondo il Rapporto annuale della Corte dei Conti dell’anno passato, l’Italia è il Paese che più di altri deve affrontare procedure di infrazione allo stadio avanzato, cioè ormai vicine al sanzionamento.

Negli ultimi dieci anni abbiamo già pagato 830 milioni di euro di multe comminate per il mancato adeguamento alle leggi dell’Unione europea

https://www.key4biz.it/plastica-monouso-dati-spazio-marittimo-una-sfilza-di-procedure-dinfrazione-per-litalia/491633/




I numeri del fotovoltaico in Italia: la crescita non si ferma

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Il settore del solare fotovoltaico è più attivo che mai: i dati contenuti nel rapporto elaborato dal GSE ci dicono infatti che nel 2023 sia le installazioni sia la produzione sono in crescita. Con oltre 1,6 milioni di impianti e una produzione annuale che supera i 30 GWh, il fotovoltaico è una realtà solida e che convince sempre più italiani. Nella maggior parte dei casi chi sceglie un impianto fotovoltaico lo fa con l’obiettivo di ridurre le bollette, grazie all’autoconsumo immediato o reso possibile dall’uso di sistemi di accumulo.

Il settore del fotovoltaico in Italia

Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha pubblicato il rapporto 2023 sul solare fotovoltaico in Italia. Come ogni anno, il rapporto analizza la situazione, riportando tutta una serie di dati che permettono di comprendere la diffusione e l’utilizzo degli impianti fotovoltaici nel Paese.

Le informazioni elaborate da GSE aiutano a capire sia la diffusione geografica degli impianti e le aree in cui si produce più elettricità grazie al sole, sia informazioni di dettaglio sulla potenza degli impianti, sulla percentuale di energia indirizzata all’autoconsumo, sulle ore di utilizzo dei pannelli e sulla superficie di terreno occupata dalle installazioni.

Attualmente gli impianti attivi in Italia sono poco meno di 1,6 milioni (1 milione dei quali installati nel corso degli ultimi 10 anni) e in oltre il 94% dei casi si tratta di strutture di piccole dimensioni, con una potenza installata fino a 20 kW. Nel complesso, i piccoli impianti producono poco meno del 30% del totale dell’energia elettrica di origine fotovoltaica.

La quasi totalità dei piccoli impianti è installata sui tetti degli edifici, mentre solo una quota minoritaria è installata a terra (la superficie di terreno coperta da pannelli solari è di circa 16.400 ettari).

Quasi la metà degli impianti attivi (il 48%) è concentrata nelle regioni del nord Italia, con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna ai primi posti della classifica. Seguono le regioni del sud Italia, nelle quali si concentra il 35% degli impianti attivi e chiudono le regioni del centro Italia, che ospitano solo il 17% degli impianti fotovoltaici.  

Se fino a qualche anno fa l’autoconsumo era possibile essenzialmente grazie all’utilizzo immediato dell’energia prodotta dai pannelli, da qualche tempo si sta diffondendo, anche per i piccoli impianti a uso domestico, l’uso di sistemi di accumulo. La crescita si è concentrata soprattutto a partire dal 2022 e nell’ultimo anno i sistemi installati sono più che raddoppiati.

Circa un terzo degli impianti attivi (grossomodo 536.000 su 1.600.000) è dotato di batterie o sistemi di accumulo che permettono l’uso differito dell’energia elettrica prodotta durante il giorno.

Nuovi impianti fotovoltaici in Italia e produzione in aumento

Nel 2023 sia il numero di impianti fotovoltaici sia la produzione annua sono cresciuti rispetto all’anno precedente. Le nuove installazioni avvenute lo scorso anno sono state 371.500, pari a una potenza totale di 5,2 GW. La potenza dei nuovi impianti installati nel 2023 è stata il doppio rispetto a quella registrata nell’anno precedente.

A crescere sono state le installazioni di ogni genere di impianto, a partire dai più piccoli, con potenza fino a 3 kW, fino ai più grandi, con potenza superiore a 5.000 kW. In termini percentuali la crescita più elevata (quasi il 42%) è relativa alle installazioni di pannelli con potenza compresa tra 3 e 20 kW.

Grazie ai nuovi impianti, complessivamente i pannelli fotovoltaici attivi in Italia raggiungono una potenza di oltre 30 GW e permettono di produrre più di 30.000 GWh di energia. Nel corso del 2023 la quantità di energia elettrica prodotta attraverso il fotovoltaico è stata il 9,2% superiore rispetto a quella registrata nell’anno precedente.

Rispetto al totale dell’energia prodotta, il rapporto del GSE evidenzia che circa un quarto è destinato all’autoconsumo. Negli impianti che non cedono alla rete elettrica l’energia prodotta, invece, circa la metà dell’elettricità generata dai pannelli fotovoltaici viene consumata direttamente.

Chi ha scelto di installare un impianto fotovoltaico a casa può beneficiare di una forte riduzione della bolletta elettrica. Grazie all’autoconsumo e all’uso di sistemi di accumulo si riesce infatti a sfruttare l’energia prodotta senza prelevarla dalla rete. In più, se si produce una quantità di energia che supera il fabbisogno della propria famiglia si può ricorrere allo scambio sul posto o al ritiro dedicato e ottenere una remunerazione per l’energia immessa in rete. Per minimizzare la spesa per la bolletta elettrica, poi, è utile attivare un’offerta luce conveniente. Per scoprire le offerte disponibili sul mercato libero si può usare il comparatore di SOStariffe.it e metter a confronto le tariffe indicizzate e a prezzo fisso proposte dai fornitori partner della compagnia.

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Comunità energetiche e autoconsumo, le regole per Comuni e PA

Estratto dell’articolo pubblicato originariamente a firma di Valentina Barretta sulla testata giornalistica Energia Italia News.

Il nuovo vademecum ANCI-GSE

Con la pubblicazione del Vademecum Anci-GSE, i sentieri dell’autoconsumo e delle Comunità energetiche rinnovabili dovrebbero essere meno intricati per tutti, in modo particolare per gli Enti locali. Il documento ufficiale apre, infatti, la strada alla diffusione dell’autoconsumo in Italia, affidato in buona parte a Comuni ed amministrazioni provinciali, in forma singola o associata. 

Il nuovo modello di produzione diffusa e il ruolo degli Enti locali

Il nuovo modello di produzione diffusa dell’energia, basato sul ricorso a fonti locali e rinnovabili, rende gli Enti promotori, attori principali insieme agli autoconsumatori, ovvero i soggetti che producono e consumano energia (prosumers). Dopo un’attesa di quasi due anni, le pubbliche amministrazioni territoriali potranno finalmente assolvere al compito di promuovere e incentivare le nuove forme di autoconsumo, in funzione degli elementi che caratterizzano il proprio contesto […]

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La Marina greca chiude il Golfo di Laconia, per evitare che le petroliere trasferiscano il petrolio russo

La Marina greca ha creato un ostacolo temporaneo nel Golfo di Laconia, a circa 180 km a sud-ovest di Atene, per interrompere una quella che, per un po’ di tempo, è stata una ‘base petrolifera galleggiante’ utilizzata dalle petroliere russe per i trasferimenti da nave a nave di petrolio greggio e prodotti correlati.

Questi prodotti vengono poi caricati su altre petroliere e trasportati in Asia. Questa azione fa parte della strategia dell’Occidente per limitare la capacità di Mosca di fornire energia ai clienti che eludono le sanzioni occidentali, limitando così i finanziamenti per l’operazione speciale in Ucraina.

Bloomberg ha riferito che la Marina greca ha “ripubblicato un avviso che prevedeva l’esecuzione di esercitazioni” nell’area del Golfo di Laconia. Le esercitazioni annunciate in precedenza sono state prorogate fino al 3 giugno. Ogni avviso obbliga le imbarcazioni nella regione a uscire in base al diritto marittimo.

Questo mese, tuttavia, la Marina greca ha iniziato a svolgere esercitazioni nell’area, nel tentativo di fermare un’attività che aiuta la macchina delle esportazioni di Mosca a continuare a funzionare. -BBG

Ecco una mappa del luogo in cui si terranno le esercitazioni militari.

“C’è uno spazio tra il Golfo Laconico e l’area appena aggiunta, dove ora sono raggruppate molte petroliere”, ha osservato Bloomberg.

In realtà la famosa “Flotta ombra” russa si era spostata  lentamente fuori dal Golfo di Laconia già da qualhe giorno, muovendosi verso su, e questo probabilmente perché erano stati avvertiti di questa mossa.

I funzionari greci non hanno dichiarato pubblicamente che stanno utilizzando l’arma dello spazio marittimo chiuso per le esercitazioni militari contro la flotta di petroliere commerciali russe per scoraggiare i trasferimenti STS di greggio e prodotti correlati nell’area protetta del Golfo Laconico.

All’inizio del mese abbiamo riportato che il sito TankerTrackers ha riferito che le petroliere che effettuavano trasferimenti STS hanno abbandonato bruscamente il Golfo Laconico per “motivi sconosciuti”.

I trasferimenti STS russi dal Golfo Laconico sono finiti a migliaia di chilometri di distanza, in Asia. Tuttavia, secondo il Gruppo del Mar Nero, una parte è finita nei porti europei a causa della cattiva gestione delle sanzioni da parte di Bruxelles:

“Il 68% del petrolio è stato portato nel Golfo Laconico in Grecia per il trasbordo, mentre il resto è stato esportato direttamente nei porti dell’UE a causa della cattiva gestione delle sanzioni”, ha scritto il ricercatore Bohdan Ben in una nota.

In un rapporto separato Bloomberg ha notato che i trasferimenti STS di greggio russo potrebbero spostarsi verso il Mar Rosso:

“Ci sono altri segnali di cambiamento nel modo in cui il petrolio russo si muove. Una petroliera ha anche rovesciato un carico di greggio su un’altra nave nel Mar Rosso il mese scorso. La Panta Rei 1 ha trasferito il suo carico sulla Odysseus, che ha poi trasportato il suo carico in India. Si tratta del primo scambio mai osservato in quella località nei dati di tracciamento delle navi compilati da Bloomberg”.


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La chiusura del Mar Rosso porta alla frantumazione del mercato globale del Gas Naturale

L’ultima nave metaniera che ha attraversato lo stretto di Bab el Mandeb, al largo della costa yemenita, lo ha fatto a febbraio. Da quel mese, non c’è stato più traffico di GNL attraverso il punto di strozzatura dell’energia, un tempo importante, poiché le navi hanno deviato verso l’Africa o hanno cambiato completamente destinazione. Del resto far passare una cisterna di gas liquefatto in un’area in cui sono possibili attacchi missilistici è correre dei rischi francamente inaccettabili.

Quando gli attacchi degli Houthi alle navi che attraversavano il Mar Rosso hanno provocato il reindirizzamento del commercio marittimo nell’area, diversi analisti hanno cercato di valutare il significato degli eventi. La maggior parte sembrava concordare sul fatto che il reindirizzamento del trasporto marittimo avrebbe reso le merci più costose e le consegne più lente. L’LNG non ha fatto eccezione, con gli analisti che hanno indicato una riduzione dell’offerta di navi metaniere a causa dei viaggi più lunghi e del potenziale di frammentazione del mercato.

Ad oggi, questa frammentazione è un dato di fatto. Il gas naturale liquefatto del Qatar è ora destinato principalmente all’Asia e il GNL russo all’Europa. Il GNL statunitense va in entrambi i luoghi, ma ora alcuni meteorologi avvertono che un’interruzione delle forniture in qualsiasi luogo avrebbe un impatto sul mercato più grave di quello che avrebbe avuto prima di febbraio.

L’Oxford Institute for Energy Studies ha affermato, in un’analisi della situazione di febbraio, che la deviazione delle navi del Mar Rosso renderebbe l’Europa più dipendente dal GNL statunitense, in quanto il GNL del Qatar diventerebbe più difficile da trasportare, mentre lo stesso GNL del Qatar andrebbe maggiormente in Asia. Questo è esattamente ciò che è accaduto. Il Qatar sta vendendo più gas liquefatto agli acquirenti asiatici, mentre l’Europa sta acquistando più gas statunitense e russo.

Bloomberg questa settimana ha riportato i dati di spedizione che mostrano che le esportazioni di GNL del Qatar verso i Paesi asiatici sono aumentate quest’anno ai massimi dal 2017, mentre la Russia ha aumentato le sue spedizioni di GNL verso l’Europa, nonostante le minacce dell’UE di sanzioni e divieti su queste importazioni. Tuttavia, il rapporto ha anche suonato una nota di cautela: se si verificasse un’interruzione della produzione in uno dei principali Paesi produttori, la compensazione da parte di un altro produttore sarebbe più difficile di quanto non fosse prima di febbraio.

Terminal di carico GNL in Australia

Ciò significa che il GNL globale è diventato più fragile di prima, con picchi di prezzo più probabili in caso di cambiamenti nell’equilibrio tra domanda e offerta. La recente interruzione dell’impianto Freeport LNG, che ha portato ad un aumento dei prezzi del GNL statunitense, ne è stato un buon esempio. Ora, il progetto Gorgon LNG in Australia è stato sospeso a causa di un guasto meccanico e i prezzi sono di nuovo in aumento, perché l’interruzione ha coinciso con l’aumento stagionale della domanda in Asia.

Secondo Bloomberg, la soluzione in queste situazioni prevede lo scambio di carichi, con i produttori statunitensi che inviano il proprio GNL in Europa e acquistano altri carichi, probabilmente mediorientali, per i loro clienti in Asia, ad esempio, per adempiere ai loro obblighi contrattuali. Questa sembra essere la nuova normalità per le esportazioni di GNL, dato che non sembra che gli Houthi stiano per smettere di sparare alle navi nel Mar Rosso.

Tra l’altro l’invio del GNL USA verso l’Europa permette alle navi si evitare il collo di bottiglia del Canale di Panama, la cui capaciptà è limitata dalle siccità che hanno prosciugato i laghi intermendi.

Per ora, la situazione sembra essere relativamente facilmente gestibile. Sebbene l’offerta di navi metaniere possa essere un po’ più ristretta rispetto al passato, a causa dei viaggi più lunghi di alcune di queste petroliere, la frammentazione del mercato suggerisce che la maggior parte è impiegata in viaggi regionali più brevi. Ma si prevede che la domanda di gas aumenterà ulteriormente con l’inizio dell’estate nell’emisfero settentrionale e l’aumento della domanda di aria condizionata. Ciò potrebbe richiedere un maggior numero di scambi di carichi, ha suggerito il rapporto Bloomberg. E questo, a sua volta, potrebbe portare ad un aumento dei prezzi.

Secondo PetroChina, la Cina, il più grande acquirente di GNL al mondo, potrebbe registrare un altro anno record per le importazioni. L’azienda energetica statale ha previsto un aumento annuale delle importazioni tra il 9% e il 12%. Solo nel primo trimestre, la Cina ha importato 20 milioni di tonnellate di carburante super refrigerato.

Nel frattempo, le sanzioni dell’UE contro l’industria russa del GNL potrebbero interrompere, o rendere complesse, alcune forniture, rendendo più difficile per Novatek l’invio di carichi in Asia. Questo, secondo gli analisti citati da Bloomberg, significherebbe che più GNL russo rimarrebbe in Europa, in un modo piuttosto ironico, e meno andrebbe in India e in Cina, a meno che Novatek non faccia più scambi di carichi.

Tuttavia, le sanzioni dell’UE sul GNL russo influirebbero anche sui commercianti internazionali di GNL, come Shell, TotalEnergies e la nuova entità statale tedesca Securing Energy for Europe GmbH, che dovrebbero trovare forniture alternative per i loro clienti non europei, se i carichi russi diventassero troppo problematici da acquistare. Per alcune di queste entità, come Shell, Total o ENI, che hanno progetti in sviluppo distribuiti in diverse aree, dal Sud America all’Africa all’Indonesia, non avranno grossi problemi.

E il Mar Rosso rimarrà chiuso per il trasporto di GNL per il futuro prossimo e, per il momento, prevedibile.

Sembra quindi che il mercato del GNL rimarrà nel suo attuale stato frammentato almeno per qualche altro mese o anche di più se la guerra tra Israele e Hamas dovesse prolungarsi oltre il 2024. L’industria si adatterà, come ha fatto finora. Tuttavia, la sicurezza delle forniture potrebbe diventare un po’ più impegnativa per i mercati chiave di importazione. In questa situazione, per perturbare il mercato basterebbe un’interruzione della produzione del tipo che sembra essere abbastanza frequente nei grandi progetti di GNL.


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Fine del mercato tutelato della luce, come funziona “Il Servizio a Tutele Graduali”

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

Mancano poche settimane alla data che segnerà la fine del mercato tutelato della luce per i clienti domestici non vulnerabili. A partire dal 1° luglio, infatti, entrerà in vigore il Servizio a Tutele Graduali (STG).

Questo regime, di natura transitoria, permetterà agli utenti di avere una fornitura a condizioni regolate da ARERA anche dopo la fine del servizio tutelato e in attesa di passare al mercato libero. Il servizio in questione durerà un massimo di tre anni ed è già stato avviato per i clienti non domestici.

 Per verificare se la soluzione migliore è scegliere il STG o passare subito al mercato libero si può usare il comparatore di SOStariffe.it e monitorare le offerte luce più convenienti dei partner della compagnia.

Come funziona il Servizio a Tutele Graduali

Il Servizio a Tutele Graduali è il regime mercato che debutterà a luglio, quando anche per i clienti domestici del mercato elettrico terminerà il servizio di maggior tutela. Nel STG le condizioni economiche e contrattuali rappresentano in un certo senso una via di mezzo tra le condizioni di maggior tutela e quelle del mercato libero.

Le condizioni contrattuali della fornitura nel STG sono definite dall’ARERA e sono equiparate a quelle in vigore per le offerte PLACET. Le condizioni economiche del contratto sono invece definite dai fornitori individuati tramite delle aste concorsuali.

Le aste sono state organizzate da Acquirente Unico SpA, che ha definito i criteri di partecipazione e ha raccolto le proposte dei fornitori aderenti. L’Italia è stata suddivisa in 26 zone e, complessivamente, sono stati selezionati 7 operatori che si occuperanno della gestione delle forniture domestiche non vulnerabili che passeranno al STG.

Il prezzo dell’energia elettrica che sarà applicato in bolletta varierà a seconda dell’andamento del PUN mensile. Per determinare il costo dell’energia elettrica si terrà conto anche di un prezzo fisso dato dalla media dei prezzi di aggiudicazione delle aste territoriali, che sarà lo stesso per tutta Italia. Grazie a questo sistema di calcolo, il prezzo previsto per i clienti nel STG risulta più conveniente rispetto a quello applicato nel regime di maggior tutela.

Chi è interessato al passaggio

Passeranno in automatico al Servizio a Tutele Graduali i clienti domestici non vulnerabili che, a partire dal 1° luglio 2024, non saranno serviti da un fornitore nel mercato libero. Chi è già passato al mercato libero ma desidera tornare al mercato tutelato ha tempo fino al 30 giugno per fare domanda all’operatore che esercita il servizio a maggior tutela nella propria città.

Chi invece rientra nella categoria dei clienti vulnerabili può continuare a essere servito alle condizioni di tutela anche dopo luglio. Per alcuni clienti il rientro in tutela è automatico, mentre per altre categorie è necessario presentare richiesta al fornitore competente per territorio.

Rientrano nella categoria dei clienti vulnerabili del mercato dell’energia elettrica:

  • Gli over 75;
  • I clienti che hanno una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge n.104/92;
  • Chi vive in un’abitazione di emergenza a seguito di una calamità;
  • Chi vive in un’isola minore non interconnessa;
  • Chi percepisce il bonus sociale per disagio fisico e/o per disagio economico.

Per tutti gli altri clienti domestici la fine tutela è fissata per il 30 giugno. Da luglio chi non è passato al mercato libero sarà servito dal fornitore del Servizio a Tutele Graduali che ha vinto l’asta per la propria zona di residenza.

Il Servizio a Tutele Graduali durerà al massimo tre anni e, al termine di questo periodo, i clienti domestici passeranno automaticamente al mercato libero. Grazie a un meccanismo di silenzio-assenso chi è nel STG continuerà a essere servito dallo stesso fornitore anche nel mercato libero, a meno che non scelga una diversa offerta.

In qualsiasi momento chi è nel regime tutelato o nel STG può decidere di passare al mercato libero, senza costi e senza dover cambiare contatore. Basta aderire a una delle offerte degli operatori attivi in questo mercato: per verificare se il passaggio al mercato libero è conveniente sul piano dei costi si può usare il comparatore di SOStariffe.it, che mette a confronto più offerte dei fornitori partner e facilita l’individuazione di quelle più economiche.

https://www.key4biz.it/fine-del-mercato-tutelato-della-luce-come-funziona-il-servizio-a-tutele-graduali/490643/




AI e nucleare, la fame di energia spinge in alto la domanda di uranio. Gli USA investono 2,7 miliardi di dollari

Stop all’import di uranio dalla Russia, gli USA a caccia di nuove forniture per potenziare il nucleare e alimentare i data center nel Paese

Il Presidente degli Stati Uniti d’America ha firmato un nuovo provvedimento di legge per rafforzare la sicurezza e l’autonomia energetica nazionale riducendo drasticamente la dipendenza dalla Russia di materie prime per il nucleare civile, a partire dall’uranio, fondamentale per alimentare i reattori.

Un kg di uranio infatti fornisce la stessa energia di 60 tonnellate di gas naturale, 80 di petrolio o 120 di carbone.

Il Governo americano ha quindi annunciato 2,7 miliardi di dollari di investimenti proprio per rafforzare l’approvvigionamento di questa materia prima e il suo arricchimento per usi civili, un passo ritenuto inevitabile dall’amministrazione Biden per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione, garantire alti livelli di efficienza energetica, abbattere le emissioni inquinanti e completare così la transizione energetica ed ecologica.

Il nucleare per generare energia elettrica è un tema di cui si parla costantemente negli Stati Uniti, molto più che in Europa. Le grandi aziende tecnologiche, come Google, Microsoft, Amazon e Meta, hanno più volte commentato favorevolmente l’impiego di reattori nucleari per alimentare i loro data center.

La domanda mondiale di uranio aumenterà del 28% entro il 2030, per poi arrivare a raddoppiare entro il 2040.

Le rinnovabili non bastano, accelerare su piccoli reattori e fusione

Le rinnovabili svolgono e svolgeranno un ruolo fondamentale per decarbonizzare queste infrastrutture IT così centrali per l’internet economy e per lo sviluppo delle intelligenze artificiali (AI), ma a quanto pare non bastano e in tanti hanno iniziato a suggerire da qualche anno l’impiego del nucleare.

Il problema, però, è che, l’energia nucleare attualmente rappresenta il 10% circa della generazione di energia elettrica nel mondo, si può arrivare al 20% solo nelle economie avanzate, come gli Stati Uniti. Da qui la necessità di aumentare la capacità nucleare per scopi energetici e l’aumento della domanda di uranio.

Le stesse Big Tech si stanno muovendo rapidamente in questo campo. Gli obiettivi di massima sono la realizzazione di piccoli reattori smart e, guardando avanti, la fusione nucleare (teoricamente un’eterna fonte di energia pulita e quasi rinnovabile a zero emissioni).

A marzo, il Segretario americano dell’Energia, Jennifer Granholm, ha incontrato i rappresentanti di diverse aziende tecnologiche, tra cui Amazon, Google e Microsoft, per esplorare strade alternative che consentissero di coprire il crescente fabbisogno energetico delle loro infrastrutture. Uno degli argomenti discussi è stata la possibilità di utilizzare piccoli reattori nucleari nei data center.

L’AI consuma troppa energia

Oggi l’AI consuma l’8% dell’energia elettrica generata in tutto il mondo in un anno. I nuovi modelli di ChatGPT, Gemini e Copilot che stanno per arrivare richiederanno sempre più energia.

La maggior parte dei data center utilizza processori avanzati chiamati GPU per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. Le GPU richiedono molta energia per funzionare, circa cinque volte di più delle CPU (processori convenzionali). L’addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni richiede decine di migliaia di GPU, che devono funzionare giorno e notte per settimane o mesi.

Stando a quanto riportato su El Pais, secondo un recente rapporto dell’Università di Stanford, il modello Gemini Ultra di Google, uno dei più avanzati oggi, ha richiesto 50 miliardi di petaflop per addestrarlo. Il costo associato a questa formazione è stato di 191 milioni di dollari, in gran parte attribuibile all’energia consumata.

Silicon Valley o Nuclear Valley?

Dirigenti senior di Google hanno dichiarato al Wall Street Journal che stanno valutando la possibilità di firmare un accordo di acquisto di energia (PPA) con alcuni sviluppatori di piccoli reattori modulari (SMR).

Google ha recentemente firmato un accordo con Microsoft e Nucor per accelerare le tecnologie avanzate di energia pulita, compreso il “nucleare avanzato”.

Nell’ottobre 2023, Microsoft ha chiuso dei PPA con la società americana Helion Energy affinché quest’ultima le fornisca l’energia ottenuta dalla fusione nucleare a partire dal 2028.

AWS, la divisione di cloud computing di Amazon, ha recentemente acquistato un grande data center negli Stati Uniti situato accanto alla sesta centrale nucleare più grande del paese, che fornisce il 100% della sua energia a un prezzo fisso.

Sam Altman ha investito 375 milioni di dollari sempre in Helion Energy, pioniera della fusione nucleare. Lo stesso Altman presiede anche una startup, Oklo, che mira a progettare e produrre reattori a fissione nucleare come quelli usati oggi, ma molto più piccoli (sempre tipo gli SMR).

TerraPower di Bill Gates sta lavorando a un reattore nucleare al sodio, una variante sperimentale che, in caso di successo, promette di essere 25 volte più economica della fissione nucleare.

Il capo ingegnere dell’intelligenza artificiale generativa di Meta, Sergey Edunov, ha affermato alcuni mesi fa che sarebbero necessari solo due grandi reattori nucleari per coprire l’intera domanda energetica globale prevista per il 2024 in termini di intelligenza artificiale, compreso l’alimentazione di modelli già operativi e l’addestramento di nuovi.

Il punto è sempre uno: il problema non è generare tanta energia, ma quanta ne serve per fare tutto quello che riteniamo necessario per il nostro benessere, la crescita economia e per la tutela degli interessi nazionali. La perdita della misura potrebbe segnare drasticamente il nostro presente e minacciare come non mai il nostro futuro. Come i nostri antenati, non smetteremo mai di cercare la panacea ad ogni male.

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