Sport invernali e innovazione digital: accordo tra AgID e Regione Lombardia per mappare le aree sciabili

Praticare gli sport invernali in maggiore sicurezza, grazie a dati aggiornati e accessibili: è questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e Regione Lombardia per la creazione di un data model dedicato alle “Aree sciabili attrezzate” del territorio alpino.
L’iniziativa, nata anche in vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, mira a migliorare la conoscenza, la gestione e la pianificazione delle infrastrutture sportive di montagna, integrando innovazione digitale e governo del territorio.

Un modello digitale per le aree sciistiche lombarde

L’accordo si concentra sulla modellazione dei dati geospaziali regionali, con un primo focus proprio sulle aree sciabili e sui relativi impianti di risalita.
Regione Lombardia dispone già di un Database GeoTopografico (DBGT) conforme alle specifiche nazionali e intende rafforzare il proprio ruolo di coordinamento e governance delle banche dati georeferenziate, costruite anche con il contributo degli enti locali.

Grazie alla collaborazione con AgID, i dati georeferenziati sulle aree sciabili saranno ora resi disponibili attraverso il Geoportale regionale, offrendo una visione più completa e integrata delle informazioni territoriali e statistiche. Questo permetterà di migliorare la programmazione degli interventi infrastrutturali, la gestione della mobilità, la sicurezza delle piste e la destagionalizzazione turistica nei comprensori montani.

Obiettivi e finalità dell’accordo

L’intesa si inserisce nel quadro normativo nazionale ed europeo sui dati geospaziali (direttiva INSPIRE, Open Data, Codice dell’Amministrazione Digitale, Piano Triennale per l’Informatica nella PA).
Tra gli obiettivi principali vanno annoverati:

  • definizione di un modello georeferenziato standard per le aree sciabili;
  • creazione di specifiche regionali integrative per uniformare i dati ambientali e territoriali;
  • promozione dell’interoperabilità tra enti e amministrazioni;
  • diffusione dei risultati a livello nazionale ed europeo.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale negli sport invernali

L’accordo valorizza anche il potenziale dell’intelligenza artificiale applicata ai dati aperti.
Quando le informazioni territoriali vengono rese accessibili, strutturate e standardizzate, diventano una risorsa per algoritmi e sistemi di IA, che possono fornire analisi più accurate, decisioni informate e servizi pubblici più efficienti e trasparenti.

Le attività previste comprendono incontri tecnici, scambio di dataset e modelli, webinar e laboratori dedicati alla valorizzazione del patrimonio informativo e alla formazione degli operatori.

Un passo concreto verso la trasparenza dei dati geospaziali

Alessio Butti, Sottosegretario all’Innovazione, ha sottolineato:

“L’accordo tra AgID e Regione Lombardia rappresenta un passo strategico per rafforzare la qualità, l’interoperabilità e la condivisione dei dati territoriali. Dati standardizzati e facilmente accessibili consentono di supportare la pianificazione, la progettazione delle infrastrutture, la mobilità e la sicurezza pubblica, garantendo un’eredità digitale utile anche oltre l’evento olimpico.”

Risultati attesi

L’accordo punta, quindi, a creare un modello di riferimento nazionale per la gestione e la rappresentazione delle aree sciabili attrezzate, migliorando la qualità, interoperabilità e fruibilità dei dati territoriali.
Tra gli esiti attesi anche la realizzazione di un documento unico regionale che integri dati ambientali e territoriali, il rafforzamento della governance dei dati geospaziali, e la diffusione di una cultura della condivisione e dell’uso intelligente dei dati nella pubblica amministrazione.

In prospettiva, l’iniziativa contribuirà agli obiettivi del Piano Triennale per l’Informatica nella PA, in particolare in materia di apertura, standardizzazione e interoperabilità dei dati pubblici.

Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, ha commentato:

“Con questo accordo valorizziamo il grande patrimonio informativo contenuto nel Database GeoTopografico regionale. La Lombardia continua a rafforzare la propria capacità di programmazione e di governo del territorio, mettendo a disposizione dati sempre più accessibili e utili a cittadini e amministrazioni.”

Mario Nobile, Direttore Generale di AgID, ha invece sottolineato l’importanza di questo passo nel percorso verso una maggiore standardizzazione e trasparenza dei dati geospaziali. Ha ribadito come l’accordo rappresenti un esempio concreto della missione di AgID: supportare le amministrazioni pubbliche nella valorizzazione del patrimonio informativo, promuovendo un’azione condivisa, efficiente e trasparente, orientata al servizio dei cittadini.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/sport-invernali-e-innovazione-digital-accordo-tra-agid-e-regione-lombardia-per-mappare-le-aree-sciabili/550433/




Social media, per Google il bando in Australia degli under 16 molto difficile da realizzare

Da anni il dibattito sulla cosiddetta age verification tiene banco, e ora gli occhi di tutto il mondo sono puntati sull’Australia, che lo scorso dicembre è stato il primo paese a varare una legge ad hoc per bloccare l’suo dei social media per gli Under 16.

Procedura di verifica in mano all’AI

Le piattaforme di social media non saranno tenute a condurre procedure di verifica dell’età; invece, dovranno utilizzare l’intelligenza artificiale e i dati comportamentali per dedurre l’età in modo affidabile.

Lunedì, in un’audizione parlamentare sulle norme di sicurezza online, Rachel Lord, responsabile senior degli affari governativi di YouTube in Australia, ha affermato che il programma governativo era ben intenzionato, ma potrebbe avere “conseguenze indesiderate”.

“La legislazione non solo sarà estremamente difficile da applicare, ma non mantiene nemmeno la promessa di rendere i bambini più sicuri online”, ha detto Lord.

Il presidente Albanese incontra Trump

Alla domanda se Google stesse facendo pressioni sui funzionari di Washington affinché sollevassero la questione quando il Primo Ministro australiano Anthony Albanese incontrerà il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington la prossima settimana, Stef Lovett, responsabile degli affari governativi di Google Australia, ha affermato che i suoi colleghi statunitensi erano a conoscenza dei problemi che l’azienda deve affrontare in Australia.

Anche Youtube nel novero dei social media

A luglio, l’Australia ha aggiunto YouTube all’elenco dei siti coperti dalla legislazione, ribaltando una precedente decisione di esentarlo a causa della sua popolarità tra gli insegnanti, a seguito di lamentele da parte di altre aziende tecnologiche. Google sostiene che YouTube sia un sito di condivisione video, non una piattaforma di social media.

“Una legislazione ben congegnata può essere uno strumento efficace per rafforzare gli sforzi del settore volti a garantire la sicurezza dei bambini online”, ha detto Lord. “Ma la soluzione per garantire la sicurezza dei bambini online non è impedire loro di navigare”.

Al contrario, ha aggiunto, gli strumenti di sicurezza online devono essere utilizzati per proteggere i bambini e i genitori dovrebbero avere il controllo necessario per guidare le loro esperienze online.

Una questione di salute mentale dei ragazzi

L’Australia, preoccupata per l’impatto dei social media sulla salute mentale dei giovani, ha approvato il suo Emendamento sulla Sicurezza Online nel novembre 2024. Ha concesso alle aziende un anno di tempo per adeguarsi, ma la scadenza per disattivare gli account degli utenti minorenni è il 10 dicembre.

.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/social-media-per-google-il-bando-in-australia-degli-under-16-molto-difficile-da-realizzare/550399/




Thinking Machines Lab, il co-fondatore Andrew Tulloch lascia l’azienda per ritornare da Meta

Andrew Tulloch, co-fondatore di Thinking Machines Lab insieme a Mira Murati, ha deciso di abbandonare la startup per tornare tra le fila di Meta Platforms.

Tulloch, considerato uno dei geni rivoluzionari dell’AI, ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo iniziale della nuova società, contribuendo in modo significativo alla sua crescita e alla creazione di ‘Tinker’, un’API per il fine-tuning dei modelli linguistici su larga scala.

Thinking Machines Lab è considerata una delle realtà più promettenti dell’AI

Thinking Machines Lab è la startup fondata nel 2025 da Mira Murati, ex CTO di OpenAI, insieme ad Andrew Tulloch, con l’obiettivo di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale multimodali e collaborativi, capaci di combinare trasparenza, controllo e potenza computazionale.

Finanziata da Andreessen Horowitz, Nvidia e altri colossi tecnologici per oltre 2 miliardi di dollari, la società ha introdotto Tinker, un’API per il fine-tuning dei modelli linguistici su larga scala.

Considerata una delle realtà più promettenti dell’AI, Thinking Machines Lab unisce la ricerca accademica all’approccio industriale, promuovendo un modello di sviluppo aperto e orientato alla sicurezza delle tecnologie generative.

La guerra dei talenti AI di Meta

Dopo un precedente incarico di undici anni presso la stessa Meta e una breve esperienza in OpenAI, Tulloch ritorna nell’azienda di Mark Zuckerberg. Il fondatore e CEO di Meta si sta occupando personalmente di una strategia che negli ultimi mesi ha intensificato gli sforzi per attrarre ricercatori d’élite nel campo dell’AI, contattandoli direttamente e proponendo offerte economiche estremamente competitive.

Meta ha recentemente assunto oltre 50 professionisti provenienti da realtà come OpenAI, DeepMind, Apple, Anthropic e xAI, riorganizzando le proprie divisioni interne nella nuova struttura chiamata ‘Superintelligence Labs’.

Nonostante un’offerta che, secondo alcune fonti, avrebbe potuto superare 1,5 miliardi di dollari in bonus e azioni (smentita però da Meta). Le condizioni economiche non sono state diffuse.

La mossa evidenzia la crescente competizione per i talenti nel settore AI, con Meta pronta a investire fino a 72 miliardi di dollari per infrastrutture e risorse strategiche, consolidando la sua posizione nel panorama delle big tech con ambizioni di leadership nell’intelligenza artificiale avanzata.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/thinking-machines-lab-il-co-fondatore-andrew-tulloch-lascia-lazienda-per-ritornare-da-meta/550323/




Premio Nobel per l’Economia: è l’innovazione tecnologica a guidare la crescita. I vincitori

Premio Nobel per l’Economia 2025 a Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt

Il binomio economia-innovazione tecnologica è stato alla base della grande crescita economica e finanziaria che ha caratterizzato progressivamente tutto il mondo negli ultimi 150 anni. Per questo l’Accademia reale svedese delle scienze ha voluto assegnare il premio Nobel per l’Economia a Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt: “per aver spiegato la crescita economica guidata dall’innovazione”.

Il riconoscimento è andato all’olandese Mokyr (Northwestern University), “per aver individuato i prerequisiti per una crescita sostenuta attraverso il progresso tecnologico”, ex equo con il frencese Aghion (Collège de France e INSEAD, The London School of Economics and Political Science) e il canadese Howitt (Brown University), “per la teoria della crescita sostenuta attraverso la distruzione creativa”.

“Il lavoro dei vincitori dimostra che la crescita economica non può essere data per scontata. Dobbiamo sostenere i meccanismi alla base della distruzione creatrice, per non ricadere nella stagnazione“, afferma John Hassler, Presidente del Comitato per il premio in scienze economiche.

L’innovazione tecnologica, si legge nel comunicato, è il motore fondamentale per una crescita economica sostenibile, e di conseguenza, per un progressivo miglioramento del tenore di vita, della salute e della qualità della vita a livello globale.

Economia e “distruzione creativa”: il ciclo dell’innovazione

Il rapporto tra tecnologia e crescita non è lineare, ma segue un ciclo di “distruzione creativa”. Gli economisti Philippe Aghion e Peter Howitt hanno elaborato un modello matematico per descrivere questo processo:

  1. un nuovo e migliore prodotto o metodo di produzione entra nel mercato (creazione);
  2. le aziende che vendono la tecnologia più vecchia subiscono perdite e vengono superate dalla concorrenza (distruzione).

Questo ciclo ininterrotto di sostituzione del vecchio con il nuovo. è sottolineato nelle motivazioni che sono alla base dell’assegnazione del premio, è la chiave per evitare la stagnazione, che, come sottolineato dallo storico economico Joel Mokyr, è stata la norma per la maggior parte della storia umana.

I presupposti per la crescita continua

Perché questo meccanismo generi una crescita sostenuta e non si esaurisca, sono necessarie due condizioni fondamentali: la comprensione scientifica, una società aperta alle nuove idee e che sappia gestire i conflitti.

Non basta che un’innovazione funzioni, si legge nel comunicato dell’assegnazione del premio, è essenziale conoscerne anche le spiegazioni scientifiche del “perché”. Questa comprensione permette di costruire e di basarsi su nuove scoperte e invenzioni, alimentando un processo autogenerante di innovazione.

L’altra condizione di base è che una società deve essere aperta alle nuove idee e disposta al cambiamento. La distruzione creativa genera inevitabilmente conflitti, in quanto le aziende consolidate e i gruppi di interesse rischiano di essere svantaggiati. Se questi conflitti non vengono gestiti in modo costruttivo, l’innovazione rischia di essere bloccata, facendo ricadere l’economia nella stagnazione.

La centralità dell’innovazione e della tecnologia come forza trainante del progresso umano e della crescita economica è stata ribadita nei giorni scorsi anche con l’assegnazione del premio Nobel per la Fisica a John Clarke, Michel H. Devoret e John M. Martinis riconosciuti come padri fondatori dei computer quantistici a superconduttori.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/nobel-per-leconomia-e-linnovazione-tecnologica-a-guidare-la-crescita-i-vincitori/550346/




AI, Basso e Nicita (Pd): ‘A Genova l’Autorità per l’Intelligenza Artificiale e le neuroscienze’

  • Istituire a Genova la Autorità per l’Intelligenza Artificiale e le neuroscienze, con compiti di vigilanza e corretta promozione del mercato.
  • La proposta dem sarebbe in linea con la candidatura di Genova per l’AI Gigafactory europea.  

La proposta

Istituire l’Agenzia per l’Intelligenza Artificiale e le neurotecnologie a Genova. La proposta arriva dai Senatori Lorenzo Basso ed Antonio Nicita (Pd), in un emendamento al DDL Concorrenza che punta sul capoluogo ligure anche in linea con la candidatura della città per l’AI Gigafactory europea.  

I compiti della nuova Autorità

La nuova Autorità, si legge nella proposta dei senatori dem, avrebbe compiti di vigilanza e presidio sanzionatorio “rivolti agli enti di diritto pubblico e privato per la corretta attuazione di tutta la normativa nazionale ed europea concernente il corretto utilizzo e lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale e neurotecnologie, operando con prontezza e precisione a tutela dei cittadini, del lavoro e dell’iniziativa economica”.

Potere sanzionatorio

L’Autorità, si legge nell’emendamento, svolgerebbe indagini conoscitive, controllerebbe l’applicazione dell’AI in tutti gli ambiti, adottando le contromisure necessari per ridurre i rischi derivanti dall’uso di software AI per l’integrità, la privacy, la parità di trattamento, in particolare tra donne e uomini, e altri diritti fondamentali che potrebbero essere compromessi dall’uso improprio dei sistemi di intelligenza artificiale. Tra le altre cose, irroga sanzioni amministrative pecuniarie in caso di violazione dei provvedimenti della stessa Autorità determinate in considerazione della gravità e della durata dell’infrazione

Interfaccia

L’Autorità è designata quale interfaccia unica per l’utente. L’Agenzia per il digitale (AgID), l’Autorità nazionale per la Cybersicurezza (ACN), l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), il Garante per la protezione dei dati personali (Garante privacy), l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), l’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), gli organi centrali della pubblica amministrazione e le altre pubbliche amministrazioni, nonché con enti ad essi collegati o dipendenti, nell’ambito delle rispettive competenze, assicurano ogni necessaria collaborazione ai fini dell’esercizio da parte dell’Autorità.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/ai-basso-e-nicita-pd-a-genova-lautorita-per-lintelligenza-artificiale-e-le-neuroscienze/550325/




In Cina i giovani si affidano alla terapia con l’AI in alternativa alla terapia tradizionale

In Cina, sempre più giovani si rivolgono a chatbot basati su AI per affrontare problemi legati alla salute mentale, in alternativa alla terapia tradizionale.

Modelli come DeepSeek, Doubao e PsychSnail offrono supporto immediato, continuo e gratuito, rappresentando un’opzione accessibile in un sistema sanitario dove la psicoterapia è costosa, scarsamente regolamentata e poco disponibile, soprattutto nelle aree rurali. Piattaforme come Xiaohongshu ospitano migliaia di testimonianze di utenti commossi dall’empatia digitale dei chatbot, diventati per molti una sorta di ‘amico elettronico’.

La crescita di questa pratica è favorita dallo stigma ancora presente attorno ai disturbi psicologici e da un mercato del lavoro incerto che rende proibitivi i costi delle sedute con terapeuti umani.

Tuttavia, gli esperti mettono in guardia sui rischi dell’uso non supervisionato dell’AI nel trattamento di ansia, depressione e ideazioni suicidarie. I modelli linguistici tendono a confermare passivamente i pensieri degli utenti, rischiando di rafforzare comportamenti dannosi.

In alcuni casi internazionali, ciò ha portato a gravi conseguenze, spingendo le autorità a riflettere sulla necessità di una regolamentazione specifica. In risposta, alcune startup cinesi, come PsychSnail, stanno sviluppando soluzioni più sicure, con protocolli di emergenza e sistemi di allerta per i casi critici.

Eppure, la normativa attuale si concentra più sulla disinformazione che sulla protezione della salute mentale. Intanto, la dipendenza affettiva da questi sistemi sta sollevando interrogativi etici e sociali: se l’AI dovesse spegnersi, molti utenti si troverebbero privati del loro unico punto di conforto emotivo.

Per maggiori informazioni, clicca per l’articolo originale.

Perché l’America crea fidanzate AI e la Cina fidanzati AI

Negli Stati Uniti e in Cina, l’evoluzione delle relazioni uomo-macchina sta assumendo forme divergenti e culturalmente marcate: mentre l’America sviluppa prevalentemente chatbot con fattezze femminili per utenti maschili, la Cina promuove companion AI maschili, destinati a un pubblico femminile.

Questa biforcazione riflette profonde differenze nei valori sociali, nei quadri regolatori e nelle priorità politiche dei due paesi.

Negli USA, la diffusione di chatbot romantici come Replika o Character AI risponde alla domanda di giovani uomini timorosi del rifiuto o influenzati dalla ‘manosphere’, alla ricerca di relazioni virtuali docili, sessualmente disponibili e prive di giudizio.

Circa il 31% degli uomini americani tra i 18 e i 30 anni interagisce regolarmente con fidanzate AI.

In Cina, invece, la crescente popolarità dei fidanzati virtuali si lega al declino dei matrimoni, all’urbanizzazione femminile e a un contesto in cui molte donne altamente istruite scelgono di evitare le relazioni tradizionali.

App come Xingye o Zhumengdao incorporano elementi dei gacha games giapponesi e offrono un’esperienza immersiva, spesso pensata per utenti donne tra i 25 e i 40 anni.

Tuttavia, il governo cinese osserva con diffidenza questi fenomeni: la preoccupazione per il calo delle nascite e il potenziale impatto degli AI companions sulla struttura sociale ha portato a interventi normativi mirati e a strette censure sui contenuti sessuali.

Sia negli USA che in Cina, il tema dell’intimità digitale solleva interrogativi cruciali: questi strumenti colmano un vuoto affettivo o lo amplificano? Sono davvero sicuri, o rischiano di manipolare la vulnerabilità emotiva degli utenti?

Dietro l’apparente innovazione si nasconde un nodo sociale irrisolto: la crescente insoddisfazione verso le relazioni umane.

Le AI companion non sono solo prodotti tecnologici, ma specchi culturali che riflettono crisi affettive, diseguaglianze di genere e un diffuso bisogno di connessione emotiva.

Per maggiori informazioni, clicca per l’articolo originale.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/in-cina-i-giovani-si-affidano-alla-terapia-con-lai-in-alternativa-alla-terapia-tradizionale/550269/




Angelo Fanizza nuovo Segretario generale del Garante Privacy

Angelo Fanizza, magistrato presso il Tar del Lazio, è il nuovo Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali nominato dal Collegio dell’Autorità, composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/angelo-fanizza-nuovo-segretario-generale-del-garante-privacy/550194/




Minori online non protetti, UE avvia indagine su YouTube, Snapchat e le app di Apple e Google

L’Ue vuole proteggere i minori online, la notizia in breve

  • La Commissione Europea ha avviato le prime azioni investigative formali nel quadro del Digital Services Act (DSA) nei confronti di Snapchat, YouTube, Apple e Google, per valutare l’efficacia delle loro misure a tutela dei minori e la loro conformità con gli obblighi di legge;
  • L’indagine si concentra in particolare sui sistemi di verifica dell’età degli utenti, sui meccanismi atti a impedire l’accesso a prodotti e contenuti illegali o dannosi (come vapes, droghe e materiale che promuove disturbi alimentari) e sul controllo della disponibilità di app pericolose (come quelle per il gioco d’azzardo e le ‘nudify apps’) sugli app store.

Minori online a rischio, l’indagine Ue su Snapchat, Google e Apple

La Commissione europea ha dato il via alle prime azioni investigative formali nel quadro del Digital Services Act (DSA), inviando richieste di informazioni a giganti del web come Snapchat, YouTube, Apple e Google.

L’obiettivo è stringere i controlli e valutare l’efficacia delle misure adottate dalle piattaforme per la protezione dei minori dai crescenti pericoli della rete. Questo passaggio, fondamentale nell’applicazione del DSA, mira a verificare se i minori siano adeguatamente tutelati da accessi non consentiti, contenuti dannosi e la vendita di prodotti illegali.

I ministri dell’UE si sono riuniti a Horsens, in Danimarca, per discutere della protezione dei minori online, una priorità assoluta per Copenaghen e molti altri Paesi europei, tra cui l’Italia.

Virkkunen: “Faremo tutto il necessario per garantire il benessere fisico e mentale di bambini e adolescenti online”

“Oggi abbiamo avviato le prime azioni investigative ai sensi delle Linee guida sulla protezione dei minori contenute nella Legge sui servizi digitali, richiedendo informazioni a Snapchat, YouTube, Apple App Store e Google Play”, ha dichiarato Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica.

“Faremo tutto il necessario per garantire il benessere fisico e mentale di bambini e adolescenti online. Si inizia dalle piattaforme online – ha proseguito Virkkunen – che hanno l’obbligo di garantire la sicurezza dei minori che accedono ai loro servizi, sia attraverso misure incluse nelle linee guida sulla protezione dei minori, sia attraverso misure altrettanto efficaci di loro scelta”.

“Oggi – ha sottolineato la vicepresidente della Commissione – insieme alle autorità nazionali degli Stati membri, stiamo valutando se le misure adottate finora dalle piattaforme stiano effettivamente proteggendo i minori“.

Sempre la vicepresidente esecutiva della Commissione ha scritto sui social: “La tecnologia deve lavorare per i nostri figli, non contro di loro. Garantire uno spazio online sicuro per i minori, dove possano imparare, giocare e socializzare in sicurezza, rimane una priorità per la Commissione europea.
Le piattaforme online hanno l’obbligo di garantire un elevato livello di sicurezza e privacy dei minori che le utilizzano, come previsto dalla legge sui servizi digitali dell’UE, DSA. Questo però non sta accadendo oggi
”.

DSA e la sicurezza dei minori: sotto esame i sistemi di accesso e verifica dell’età

L’iniziativa segna un punto di svolta: non più solo linee guida, ma un’indagine concreta sui meccanismi di accesso e controllo. Le aziende sono chiamate a dimostrare come stanno adempiendo all’obbligo di garantire il benessere fisico e mentale dei minori online.

Il focus principale è sui sistemi di verifica dell’età (age verification) e sui meccanismi per impedire che i giovani utenti entrino in contatto con contenuti o prodotti pericolosi, come droghe, sigarette elettroniche (vapes) o materiale che promuove disturbi alimentari.

I rischi per i bambini su ogni piattaforma: dalle droghe alle scommesse online

L’indagine della Commissione ha formulato richieste specifiche per ciascuna delle piattaforme, toccando i punti di maggiore criticità per i minori:

  • Snapchat: È chiamata a chiarire i suoi sistemi per bloccare l’accesso ai bambini sotto i 13 anni, violando i termini di servizio della stessa app. Inoltre, la Commissione chiede conto delle misure per impedire la vendita di prodotti illegali per i minori, quali droghe o vapes, spesso promossi tramite la piattaforma.
  • YouTube: Oltre al sistema di verifica dell’età per la protezione dei minori, la Commissione chiede dettagli sul sistema di raccomandazione. Il timore è che l’algoritmo di YouTube possa indirizzare attivamente i giovani utenti verso contenuti dannosi, aggravando i rischi per la loro salute mentale.
  • Apple App Store e Google Play: L’attenzione è rivolta alla gestione del rischio legato al download di applicazioni pericolose. La Commissione vuole sapere come i due store impediscano ai minori di scaricare app illegali o dannose, in particolare le app per il gioco d’azzardo e gli odiosi ‘nudify apps’, strumenti utilizzati per creare contenuti sessualizzati non consensuali. Si richiede inoltre la massima trasparenza sull’applicazione delle classificazioni di età (age rating).

Italia in prima fila

Nel nostro Paese, tra le diverse presentate nell’ultimo anno, c’è una proposta di legge bipartisan, fortemente voluta da Fratelli d’Italia e il Partito democratico, che si pone l’obiettivo di imporre alle piattaforme social la verifica dell’età di chi accede, con il divieto di autorizzazione per chi ha meno di 14 o 15 anni.

L’obiettivo del ddl “Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale“, presentato al Senato da Lavinia Mennuni (FdI) e alla Camera da Marianna Madia (Pd), è “elevare il livello di protezione della salute psico-fisica dei minori rispetto alle conseguenze derivanti dall’utilizzo di servizi di social network online e alle piattaforme di condivisione di video“.

La Commissione rafforza l’impegno per la tutela dei minori

Questa prima azione investigativa non è isolata. La Commissione sta lavorando in stretto coordinamento con le autorità nazionali per identificare tutte le piattaforme che, a prescindere dalle loro dimensioni, possono rappresentare il rischio più elevato per la sicurezza dei minori.

Il messaggio è chiaro: l’epoca dell’autoregolamentazione è finita. L’UE sta attuando un rigoroso “stress test” sul DSA, determinata a trasformare la protezione dei minori online da promessa a realtà vincolante. Le piattaforme dovranno fornire le informazioni richieste con urgenza, pena l’avvio di ulteriori procedimenti e potenziali sanzioni per la mancata tutela dei bambini e degli adolescenti in rete.

***

Tutela dei minori online. Domande frequenti (FAQ) sull’indagine Ue

1. Che cos’è l’indagine avviata dalla Commissione Europea?
È la prima azione investigativa formale ai sensi delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori. L’obiettivo è verificare se le piattaforme Big Tech stiano rispettando gli obblighi di legge per garantire un ambiente online sicuro per i bambini e gli adolescenti.

2. Quali piattaforme sono coinvolte e perché?
Sono coinvolte:

  • Snapchat: sotto esame per l’accesso dei minori di 13 anni e la vendita di prodotti illegali (come droghe o vapes);
  • YouTube: sotto esame per i sistemi di verifica dell’età e il ruolo dei suoi algoritmi di raccomandazione nella diffusione di contenuti dannosi;
  • Apple App Store e Google Play: sotto esame per come gestiscono il rischio di download di app pericolose (es. gioco d’azzardo, ‘nudify apps’) e per l’applicazione delle classificazioni di età.

3. Qual è l’obiettivo principale della Commissione?
L’obiettivo è garantire il benessere fisico e mentale dei minori online. La Commissione vuole prove concrete che i sistemi delle piattaforme (come la verifica dell’età e la moderazione dei contenuti) siano efficaci e non lascino i giovani esposti a contenuti, prodotti o strumenti che possono arrecare danno.

5. Che cos’è il DSA e perché è importante per questa indagine?
Il Digital Services Act (DSA) è il nuovo regolamento europeo che stabilisce le responsabilità delle piattaforme online sui contenuti che ospitano. È cruciale perché impone alle grandi piattaforme obblighi specifici, come la valutazione e la mitigazione dei rischi sistemici, inclusi quelli legati alla tutela dei minori. Questa indagine è la prima applicazione di tali obblighi in questo settore.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/minori-online-non-protetti-ue-avvia-indagine-su-youtube-snapchat-e-le-app-di-apple-e-google/550179/




Infrastrutture strategiche: stimata spesa di 44 trilioni di dollari per energia, digitale e Difesa entro il 2040

Investire in infrastrutture moderne per trasformerà il mondo

Il mondo sta entrando in una nuova era caratterizzata da infrastrutture avanzate dall’alto valore strategico, in cui energia, digitale e Difesa diventano i pilastri su cui si costruirà la prossima economia globale.
Secondo il Report di McKinsey & Company dal titolo “The infrastructure moment“, entro il 2040 sono stimati come necessari 106 trilioni di dollari di investimenti cumulativi per costruire, aggiornare e digitalizzare le infrastrutture strategiche globali.

Di questi, 44 trilioni di dollari saranno concentrati su tre comparti centrali: energia, digitale e Difesa. Un asse strategico che ridefinirà la crescita industriale e gli equilibri geopolitici dei prossimi decenni.

Infrastrutture energetiche: 23 trilioni per sostenere la transizione e la sicurezza

Le infrastrutture energetiche rappresentano il cuore della trasformazione. McKinsey stima un fabbisogno di 23 trilioni di dollari entro il 2040, spinti dall’aumento della domanda, dalla crescita urbana e dalla corsa alla decarbonizzazione.

Due le priorità principali:

  • rafforzare le reti elettriche per renderle più resilienti;
  • modernizzare la trasmissione e lo stoccaggio per integrare la generazione rinnovabile.

Tra il 2010 e il 2023, la capacità installata di eolico e solare è aumentata in media del 20% l’anno. Nello stesso periodo:

  • la flotta mondiale di veicoli elettrici è cresciuta del 79% annuo;
  • le pompe di calore del 6%.

Tuttavia, la transizione non è lineare. Nel primo trimestre 2025, gli investimenti in solare e storage sono calati rispettivamente del 40% e dell’80% rispetto all’anno precedente, riflesso di incertezze fiscali e regolatorie, ma anche della volontà politica, in alcuni casi, di ‘affossare’ i programmi green.

Nonostante la volatilità e alcune resistenze, la direzione è chiara: chi investirà in batterie grid-scale, idrogeno verde, acciaio low-carbon e nucleare modulare garantirà un vantaggio competitivo di lungo periodo.
La sicurezza energetica torna così al centro delle politiche industriali e militari globali.

Infrastrutture digitali: 19 trilioni per alimentare l’intelligenza artificiale

Il secondo grande asse è rappresentato dalle infrastrutture digitali, destinate a mobilitare 19 trilioni di dollari entro il 2040.
Il boom dell’intelligenza artificiale (AI) e del cloud computing sta riscrivendo le priorità di investimento di governi e grandi gruppi industriali.

Nel 2025, Amazon, Google, Meta e Microsoft è stimato investiranno oltre 400 miliardi di dollari in data center e reti AI.
La domanda globale di potenza di calcolo aumenterà del 50% entro il 2027, con impianti sempre più energivori: oggi i data center raggiungono i 200 megawatt, contro i 30 di un decennio fa.

In Irlanda, queste infrastrutture assorbono già il 21% dei consumi elettrici nazionali, tanto da spingere il Governo a imporre un blocco alle nuove connessioni fino al 2028 per evitare sovraccarichi di rete.

Energia e digitale: la convergenza inevitabile

La linea di confine tra infrastrutture energetiche e digitali è ormai scomparsa.
Nel 2024 è nato il Global AI Infrastructure Investment Partnership, promosso da BlackRock, Global Infrastructure Partners, MGX e Microsoft, con l’obiettivo di raccogliere 100 miliardi di dollari, di cui 30 miliardi già stanziati, per costruire campus AI alimentati da rinnovabili e sistemi di storage.

In parallelo, il fondo sovrano ADQ di Abu Dhabi, insieme a Energy Capital Partners, ha annunciato 25 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti per sviluppare 25 gigawatt di capacità elettrica destinata ai data center.

Il messaggio è evidente: il digitale è diventato infrastruttura critica e non può più esistere senza una solida base energetica.
In questo, è da tenere in conto che la Cina sta delineando una strategia ambiziosa per imporsi come leader globale nell’applicazione dell’AI al settore energetico entro il 2030.

Infrastrutture per la Difesa: 2 trilioni per la sicurezza del futuro

Il terzo pilastro riguarda le infrastrutture per la Difesa, con investimenti stimati in 2 trilioni di dollari entro il 2040.
La sicurezza nazionale non si misura più solo in armamenti, ma nella resilienza delle reti, nella protezione dei dati e nella digitalizzazione delle basi militari.

Paesi come Australia, Giappone e i membri della NATO stanno investendo in basi modulari, hub di comunicazione sicuri e reti radar avanzate.
Le nuove infrastrutture difensive sono progettate per uso duale, capaci di operare sia in ambito militare sia civile, a supporto di emergenze o catastrofi naturali.

Tecnologie come la stampa 3D, l’Internet of Things e i sistemi di monitoraggio predittivo stanno già rivoluzionando la costruzione e la manutenzione di queste infrastrutture strategiche.

Asia al centro: 70 trilioni di dollari di investimenti infrastrutturali

L’asse degli investimenti si sposta a Est.
L’Asia assorbirà oltre 70 trilioni di dollari, pari a circa due terzi del totale mondiale.
Seguono le Americhe con 16 trilioni e l’Europa con 13 trilioni, focalizzati su rinnovabili, reti intelligenti e digitalizzazione del tessuto produttivo.

Il continente asiatico sarà il motore delle nuove infrastrutture globali, trainato da urbanizzazione, industrializzazione e crescente domanda tecnologica.
La Cina ospita il maggior numero al mondo di poli territoriali ad alta densità di ricerca, imprese e università (innovation cluster).
Una dinamica che ridisegnerà anche le catene di fornitura globali, spostando centri decisionali e industriali verso l’Indo-Pacifico. Caratterizzando l’area con tensioni geopolitiche crescenti.

Infrastrutture interconnesse: il futuro è nelle convergenze

Le infrastrutture del XXI secolo non sono più settoriali, ma interconnesse.
Energia, digitale e Difesa convergono in un unico ecosistema tecnologico e operativo:

  • la rete elettrica diventa piattaforma per l’intelligenza artificiale;
  • il data center si trasforma in infrastruttura energetica;
  • le basi militari diventano hub di innovazione.

Nel biennio 2023-2024, il 75% dei capitali raccolti dai principali fondi infrastrutturali è stato destinato a strategie multi-settoriali.
Esempi di rilievo sono l’EQT Infrastructure VI (21,5 miliardi di euro) e l’Antin Fund V (10,2 miliardi di euro), entrambi focalizzati su progetti che combinano energia, digitale e trasporti.

Le infrastrutture come fondamento della nuova geopolitica

Non è solo una corsa economica, ma una nuova competizione geopolitica: chi controllerà le infrastrutture del futuro — Stati Uniti, Cina, Europa o India — controllerà anche i flussi energetici, informativi e strategici del pianeta.

Le infrastrutture sono dunque il terreno su cui si costruisce la sovranità industriale del XXI secolo, dove intelligenza artificiale, energia pulita e sicurezza nazionale diventano asset critici in grado di plasmare il futuro del mondo e delle nostre società.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/infrastrutture-strategiche-stimata-spesa-di-44-trilioni-di-dollari-per-energia-digitale-e-difesa-entro-il-2040/550124/




Gli Stati Uniti approvano vendite di chip AI Nvidia per miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti

Il governo statunitense ha autorizzato l’esportazione di chip AI prodotti da Nvidia verso gli Emirati Arabi Uniti, per un valore di diversi miliardi di dollari, in quello che rappresenta il primo passo concreto di un accordo bilaterale volto a rafforzare la cooperazione tecnologica tra Washington e Abu Dhabi.

Le licenze di esportazione, rilasciate dal Dipartimento del Commercio, sono parte di un patto strategico firmato a maggio, che prevede un massiccio investimento reciproco: gli Emirati si sono impegnati a destinare fino a 1,4 trilioni di dollari agli Stati Uniti nel prossimo decennio, in parallelo all’acquisto di semiconduttori avanzati.

Il piano comprende la costruzione di un data center da cinque gigawatt ad Abu Dhabi, con OpenAI come principale partner operativo.

Tuttavia, l’intesa ha suscitato perplessità tra alcuni membri dell’amministrazione Trump e del Congresso, preoccupati per i rischi di sicurezza legati alle strette relazioni economiche tra la regione del Golfo e la Cina.

Gli Stati Uniti intendono garantire che i chip vengano gestiti esclusivamente da operatori cloud approvati a livello nazionale, riducendo così la possibilità di deviazioni tecnologiche verso Pechino.

La nuova politica segna un’inversione rispetto all’approccio restrittivo dell’amministrazione Biden, che aveva rallentato l’approvazione di licenze per l’esportazione di hardware AI.

Con Trump, l’obiettivo è duplice: attirare investimenti esteri nel settore tecnologico americano e impedire alla Cina di consolidare la propria influenza in Medio Oriente. Gli Emirati, nel frattempo, si posizionano come uno dei principali hub globali per l’AI, investendo massicciamente in infrastrutture e innovazione.

Per maggiori informazioni, clicca per l’articolo originale.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/gli-stati-uniti-approvano-vendite-di-chip-ai-nvidia-per-miliardi-di-dollari-agli-emirati-arabi-uniti/550107/