Allianz tra le aziende Top Employers Italia 2022 e EDGE Move
Allianz S.p.A. ha ottenuto la prestigiosa certificazione Top Employers Italia 2022, già conseguita anche nel 2021, che la riconosce tra le eccellenze aziendali nelle politiche, nelle strategie e nelle pratiche HR.
Allianz si riconferma così employer of choice, riconosciuto dal Top Employers Institute – l’ente certificatore globale che ne ha analizzato e valutato 6 macro-aree in ambito HR – ossia come datore di lavoro in grado di promuovere le condizioni di lavoro, i benefit, i piani di carriera, gli investimenti in formazione e sviluppo, le politiche HR focalizzate sulla crescita professionale e personale e sul benessere delle persone.
In tale indagine, Allianz si è particolarmente distinta nelle aree: Business Strategy, Organization & Change, Engagement, Valori, Etica & Integrità.
Legata agli importanti temi dell’inclusione e della meritocrazia, strategici all’interno del Gruppo, Allianz ha anche ricevuto una valutazione esterna approfondita sulla parità di genere tramite il processo di valutazione globale EDGE (Economic Dividends for Gender Equality). Sviluppato dalla Edge Certified Foundation, e lanciato in occasione del World Economic Forum nel 2011, il percorso valutativo ha fornito un’analisi delle politiche e delle pratiche aziendali della Compagnia mirate alla gender equality. Questo processo, che ha coinvolto 26 entità operative del Gruppo Allianz nel mondo, si è concluso con l’assegnazione ad Allianz S.p.A. della certificazione EDGE Move, che rappresenta un ulteriore autorevole riconoscimento e l’opportunità di poter continuamente migliorare a partire dai risultati finora ottenuti.
LetiziaBarbi, Direttore delle Risorse Umane di Allianz S.p.A. ha dichiarato: “Queste due certificazioni confermano che abbiamo proseguito a mettere le nostre persone al centro della strategia aziendale, volendo assicurare loro un ambiente etico, meritocratico e inclusivo in cui poter esprimere e migliorare costantemente le proprie capacità e competenze, anche in un periodo così impegnativo”.
“I due riconoscimenti ottenuti” – ha aggiunto Letizia Barbi – “ci confermano che stiamo lavorando nella giusta direzione per lo sviluppo e la gestione delle nostre risorse e ci forniscono un utile quadro di riferimento anche internazionale per comprendere come continuare a progredire ulteriormente come employer of choice”.
Qualità e sicurezza: Lepida conferma le 5 certificazioni ISO
Anche nel 2021 Lepida conferma le 5 certificazioni ISO di cui dispone ormai da anni, dimostrando l’impegno costante nel miglioramento continuo dei propri standard.
A fine novembre, infatti, sono state rinnovate con successo le certificazioni ISO 9001:2015 (Sistema di Gestione per la Qualità), ISO/IEC 27001:2014 (Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni) – e le relative linee guida ISO/IEC 27017 e 27018 per i servizi di Cloud Service Providing – e per ultima, ma non meno importante, la ISO 45001:2018 (Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro), che consentono di mantenere attivi un set di norme con i relativi certificati, di assoluto prestigio per una azienda in house di più di 600 dipendenti come la in-house della Regione Emilia Romagna.
La novità più rilevante dell’anno è stata l’aggiunta della sede operativa Datacenter di Modena nel perimetro ricadente nelle suddette norme, ad appena 4 mesi dalla presa in gestione della sede da parte di Lepida.
Più in generale quello della certificazione ISO 45001 invece, è un percorso iniziato l’anno scorso con il primo conseguimento, che prosegue step dopo step con l’acquisizione di una sempre maggior consapevolezza in materia di tutela della salute e sicurezza da parte dei lavoratori e con l’aumento al tempo stesso del livello di sicurezza nei luoghi di lavoro (uffici e sedi operative) attraverso una costante riduzione del rischio di incidenti/infortuni.
Tali risultati non sono affatto scontati in un periodo di pandemia e di emergenza sanitaria (dovuto all’ormai famoso virus Sars-Cov-2 che non accenna a scomparire, ma semmai a mutare con nuove varianti), in cui le attività sono state molto impegnative e hanno visto coinvolto tutto il personale aziendale con ruoli nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione della sicurezza, dal Datore di Lavoro fino ai lavoratori passando per i direttori dirigenti della sicurezza e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Applicazioni spaziali come acceleratore della transizione verde: accordo fra Comune di Genova, Esa e Enel
È stato firmato questa mattina a Palazzo Tursi il Protocollo d’Intenti fra Comune di Genova, Esa (European Space Agency) ed Enel Italia.
La cooperazione si concentra sulla promozione dello sviluppo di tecnologie spaziali per accelerare l’innovazione verde e migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso lo sviluppo economico sostenibile, accompagnando la trasformazione della città e la sua crescita socio-economica.
Le parti metteranno a disposizione le proprie competenze e si impegneranno in azioni congiunte per raggiungere gli obiettivi condivisi e accelerare lo sviluppo di applicazioni innovative che utilizzano lo spazio relative la blue economy, la mobilità green, lo sviluppo del porto e delle infrastrutture.
L’accordo strategico per la città prevede l’avvio a gennaio di una serie di attività correlate a sostegno delle acque regionali genovesi. Genova sarà il punto di arrivo della prossima edizione di The Ocean Race nel 2023, un evento che ha una forte attenzione alla sostenibilità.
“Abbiamo aderito con convinzione ed entusiasmo a questo progetto – ha dichiarato Nicola Lanzetta, Direttore Enel Italia. L’Azienda è fortemente impegnata nello sviluppo di fonti di energia rinnovabile e sempre alla ricerca di nuove tecnologie ecocompatibili. Il nostro contributo, unito alla conoscenza del territorio, alle innovazioni tecnologiche e all’esperienza degli altri soggetti interessati, porterà indubbi benefici alla città di Genova e al suo mare, e valore condiviso per tutti gli stakeholder”.
“Sono lieta di annunciare questa collaborazione di successo che creerà nuove opportunità di cooperazione intersettoriale, per facilitare lo sviluppo di tecnologie e applicazioni spaziali innovative che permetteranno di accelerare l’innovazione verde per le città sostenibili“, ha affermato Elodie Viau, Direttrice delle telecomunicazioni e delle applicazioni integrate dell’ESA.
“Siamo orgogliosi che Genova sia stata scelta come città pilota per questo progetto – ha dichiarato il sindaco Marco Bucci – Ogni azione che incentiva l’innovazione e migliora la qualità di vita è fondamentale per la città del futuro. Questo memorandum rappresenta un’opportunità importante di collaborazione tra il Comune di Genova, Enel e l’Agenzia Spaziale Europea. Il confronto tra le tre differenti realtà permetterà di fondere competenze e visioni per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ringrazio Enel ed Esa per aver scelto Genova come prima città in Italia per l’applicazione di un progetto di questo tipo, una decisione che ci onora. Con la firma di oggi iniziamo un percorso entusiasmante che aprirà nuovi orizzonti di crescita e sviluppo“.
Consultazioni UE sulla strategia Drone 2.0. Tra i riferimenti il Piano Nazionale per la mobilità aerea avanzata di Enac
La Commissione Europea apprezza l’ENAC per il Piano Strategico Nazionale Advanced Air Mobility – AAM (2021-2030) tanto che sarà preso come riferimento per individuare una road map comune per trasformare i droni e, in generale, i mezzi senza pilota, in strumenti al servizio della mobilità intelligente e sostenibile nel prossimo futuro.
Nell’ambito, infatti, delle attività dell’Unione Europea per garantire lo sviluppo sicuro ed efficiente di un ecosistema di droni, la Commissione ha annunciato il piano per adottare nel corso del 2022 una strategia Drone 2.0.
A tal fine ha avviato una serie di consultazioni pubbliche con le autorità per l’aviazione civile dei Paesi della UE, tra cui l’ENAC, per raccogliere informazioni e feedback dalle parti interessate su come la politica dell’UE sui droni e mezzi autonomi può contribuire a nuove forme di servizi aerei sostenibili e di trasporto.
L’iniziativa è stata annunciata dalla Commissione nell’ambito della “Strategia per la mobilità sostenibile e intelligente” e del “Piano d’azione sulle sinergie tra industrie civili, della difesa e spaziali“, che hanno lanciato il progetto “Drones Technologies Flagship“.
L’ENAC, tra le autorità europee maggiormente impegnate in questo settore emergente, è considerato un esempio da seguire nel panorama europeo.
“L’ENAC ha rivisto la sua organizzazione per accompagnare lo sviluppo tecnologico nel settore dell’aviazione civile – evidenzia il Presidente dell’ENAC, Avvocato dello Stato, Pierluigi Di Palma – e auspico che a livello nazionale non si perda il vantaggio competitivo acquisito rispetto alle altre autorità europee. A tal fine stiamo organizzando una presentazione per il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini e per il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Vittorio Colao perché il sistema Italia possa giocare un ruolo fondamentale nel disegno di una nuova mobilità intelligente e sostenibile. Si tratta di un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere per il futuro della nostra industria e delle nuove generazioni”.
L’ENAC, infatti, ha già pubblicato un piano strategico nazionale per la mobilità aerea avanzata con la road map e il relativo Business Plan.
Sia l’EASA, Agenzia dell’unione Europea per la sicurezza aerea, sia dalla EC DG Move hanno ritenuto l’esperienza italiana esportabile come contributo importante per costruire la strategia comune.
In accordo alla vision ENAC per il passaggio dal trasporto aereo al comparto aerospaziale, inoltre, nel nuovo Piano Nazionale Aeroporti in corso di elaborazione da parte dell’Ente, verrà dedicato un focus per l’implementazione di forme intermodali innovative, come previsto nel Piano Strategico Nazionale per la Mobilità Aerea Avanzata, per l’integrazione di nuove tipologie di mezzi e di servizi a favore dei territori e dei cittadini, nel rispetto dell’ambiente.
Sky acquisisce i diritti del Fia World Rally Championship per la stagione 2022
Su Sky e NOW è in arrivo una grande novità per tutti gli appassionati di Rally: Sky ha infatti acquisito i diritti del campionato FIA World Rally Championship, per la stagione 2022, che andrà ad arricchire la grande offerta motori di Sky Sport.
Il canale di riferimento sarà Sky Sport Action (ch 206), dove sarà possibile godere lo spettacolo di tuttii13 Round del FIA WRC: si parte con il Round di Monte-Carlo, live dal 20 al 23 gennaio, che inaugurerà ufficialmente la 50^edizione del Mondiale di Rally, per arrivare al round conclusivo che si terrà in Giappone il 10-13 novembre. Nel corso della stagione verranno realizzati anche magazine, rubriche e finestre di highlights, per vivere il Mondiale in tutte le sue sfaccettature.
Sempre su Sky Sport Action, nel corso della stagione potranno trovare spazio alcuni contenuti del FIA European Rally Championship e del FIA World Rallycross Championship. Tra questi, da non perdere la tappa italianadel Campionato Europeo di Rally, il FIA ERC: il Rally Capitale di Roma, in programma questa estate il 23 e 24 luglio.
Un’anteprima della stagione 2022 di Rally è in programma domenica 16 gennaio alle 19.30 su Sky Sport Action e in streaming su NOW, che manderà in onda integralmente l’evento inaugurale “Season Launch WRC 2022”: dall’aeroporto di Salisburgo verranno infatti presentate macchine e piloti della nuova stagione, con un focus speciale sull’introduzione delle vetture ibride e sul debutto della nuova categoria Rally1. Il 2022 sarà infatti un anno rivoluzionario per il WRC, con l’introduzione di auto completamente nuove che affiancheranno la spinta elettrica al motore termico, superando così in alcune fasi di gara i 500 cavalli. Le case automobilistiche impegnate in questo storico cambiamento saranno Ford che sostituisce la Fiesta WRC con la nuovissima Puma messa in strada dal team M-Sport, Toyota con la Yaris e Hyundai con la i20.
Tutti gli appassionati non vedono l’ora di scoprire cosa riusciranno a fare su queste nuove auto i due piloti più vincenti della storia del WRC: il 47enne Sebastien Loeb, nove titoli conquistati in carriera e pronto per una nuova sfida con Ford, con il sogno di tornare a trionfare, e Sebastien Ogier, otto volte Campione del Mondo, che non lotterà per il titolo ma sarà impegnato part-time nei rally più importanti dell’anno con la sua Toyota. Entrambi saranno presenti all’evento di apertura del campionato nel Principato di Monaco.
C’è chi cerca di avere sempre qualcosa in più – anche se ha già tutto – e chi invece è soddisfatto di quello che ha e non ha bisogno di cercare altro. Al centro del nuovo spot ho. Mobile, in onda sulle principali emittenti televisive a partire da domenica 16 gennaio, ci sono la semplicità di tutta l’offerta ho. e la soddisfazione dei suoi clienti. Perché, come recita il claim della nuova campagna: “al mondo c’è chi ha e chi… ho“.
Sulle note del brano Dopamine – feat Eyelar dei Purple Disco Machine, il nuovo spot di ho. Mobile, ricercato e inclusivo, racconta una moltitudine di persone ognuna immersa nella sua quotidianità: chi non sa quali scarpe o quale colore scegliere fra centinaia di possibilità, e chi invece si gode la semplicità di un tramonto sulla città insieme alla persona amata.
Semplicità che, ricorda lo spot, è il cuore dell’offerta ho. Mobile che è possibile gestire interamente e comodamente da smartphone tramite l’app ufficiale “ho.”: dall’attivazione della SIM in soli 5 minuti caricando un semplice video-selfie, alla possibilità di controllare il credito residuo, il rinnovo dell’offerta, i minuti, gli sms e i giga ancora disponibili, o ancora ricaricare con un gesto.
La campagna, in onda sulle principali emittenti televisive in formati da 30” e 20”, è stata ideata da Utopia e realizzata da Mercurio.
Clima: oceani sempre più caldi, è allarme anche per il Mediterraneo
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences, nel 2021 le temperature dell’Oceano hanno segnato un nuovo record, raggiungendo i valori più caldi mai misurati per il sesto anno consecutivo; e, ancor più allarmante è la situazione del Mediterraneo che si conferma il bacino che si scalda più velocemente.
L’articolo “Another record: Ocean warming continues through 2021 Despite La Niña Conditions” è firmato da un team internazionale di 23 ricercatori di 14 istituzioni (tra i quali Simona Simoncelli dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Franco Reseghetti di ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ed è stato realizzato utilizzando i dati disponibili al 31 dicembre 2021, ma contiene anche una revisione degli anni precedenti, sulla base delle nuove conoscenze acquisite nel frattempo.
I ricercatori evidenziano che la variazione del contenuto termico degli oceani nel 2021 è equivalente all’energia che si otterrebbe facendo esplodere 7 bombe atomiche ogni secondo per tutta la durata dell’anno. E il nuovo record, avvertono, è stato toccato nonostante nel 2021 si sia manifestato il fenomeno conosciuto come La Niña che ha contribuito a limitare il riscaldamento nell’oceano Pacifico.
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Per il Mediterraneo, ai dati risultati allarmanti illustrati nello studio, si affiancano quelli del monitoraggio della temperatura nei mari Ligure e Tirreno, ripreso nel 2021, nell’ambito del progetto MACMAP dell’INGV, cui partecipa ENEA. Dal 1999, sfruttando navi commerciali che percorrono la rotta tra Genova e Palermo, sono stati acquisiti dati di temperatura che hanno consentito di analizzare le variazioni termiche nel tempo. Partner fondamentale di questa attività è la compagnia di navigazione italiana GNV S.p.A. (Grandi Navi Veloci) dalle cui navi vengono lanciate le sonde che misurano la temperatura.
“È molto importante sottolineare che l’Oceano assorbe poco meno di un terzo della CO2 emessa dall’uomo, ma il riscaldamento delle acque riduce l’efficienza di questo processo, lasciandone una percentuale maggiore in atmosfera. Il monitoraggio e la comprensione di come evolvono nelle acque oceaniche la componente termica e quella legata alla CO2, sia individualmente che in sinergia, sono molto importanti per giungere ad un piano di mitigazione che rispetti gli obbiettivi approvati per limitare gli effetti del cambiamento climatico –sottolinea Simona Simoncelli dell’INGV – Ad esempio, in conseguenza del riscaldamento delle acque degli oceani (tralasciando l’apporto dell’acqua di fusione dei ghiacciai), sta aumentando il volume e quindi il livello del mare con ripercussioni drammatiche per gli atolli del Pacifico e stati insulari come le isole Maldive ma anche per le nostre aree costiere. Inoltre, acque degli oceani sempre più calde creano le condizioni per tempeste e uragani sempre più violenti e numerosi, abbinati a periodi di caldo esasperato in zone sempre più estese. E, tutto questo, senza considerare gli effetti biologici: l’acqua più calda è meno ricca in ossigeno influisce sulla catena alimentare, così come acqua con acidità più elevata ha effetti anche pesanti sulle forme viventi.”
“Durante l’ultima campagna di rilevamento dati, a metà dicembre 2021, sono rimasto prima sconcertato e poi sempre più sconfortato dai dati che comparivano sul monitor del sistema di acquisizione – afferma Franco Reseghetti dell’ENEA.
“Nel mar Tirreno trovavo l’isoterma T = 14°C quasi sempre sotto i 700 m, talvolta anche intorno a 800 m, valori di profondità che mi hanno sorpreso. In pratica ha iniziato a scaldarsi in modo evidente anche una zona più profonda rispetto al passato. Ho ricontrollato a lungo questi dati di dicembre con Simona Simoncelli, cercando conferme anche in dataset ottenuti da altri strumenti di misura nella medesima area e nel medesimo periodo. Ma purtroppo i nostri risultati erano in buon accordo con gli altri e l’unica conclusione è stata: c’è un nuovo record (anche se ne avremmo fatto volentieri a meno).”
“Questa acqua calda ha iniziato ad ‘invadere’ il Tirreno da sud, partendo dalle isole Egadi e la costa nord-ovest della Sicilia, e ha proseguito verso nord, interessando una zona di mare sempre più ampia e a profondità crescenti. Purtroppo – continua Reseghetti – per il 2022 non siamo in grado di fornire previsioni, anche se la strada intrapresa negli ultimi anni dal mar Mediterraneo sembra abbastanza chiara con valori sempre crescenti di energia presente nelle sue acque che rimane a disposizione per l’interazione con l’atmosfera dando sempre più spesso origine ad episodi meteo estremi come ondate di calore e violenti fenomeni precipitativi sconosciuti in precedenza in queste zone. Il 2021 è stato un manifesto di tutto questo: il caldo in Sicilia ad agosto, la pioggia in Liguria, i ‘medicanes’, gli uragani del Mediterraneo a fine novembre ancora in Sicilia, solo per fare un esempio.”
Più nel dettaglio, le serie temporali delle temperature nel Mediterraneo mostrano aumenti più intensi rispetto a quelli osservati alle medesime profondità intermedie in altre zone dell’oceano globale.
“Dalla primavera 2013, constatiamo un riscaldamento progressivo nello strato tra 150 e 450 m di profondità (ma i valori di temperatura sono in aumento anche a profondità maggiori), con una crescita ancora più evidente tra il 2014 e il 2017, seguita da un leggero calo nel 2018-2019 e una risalita ulteriore nel 2021”, sottolinea Simona Simoncelli.
“Per i mari Tirreno e Ligure, nel periodo 1999-2021 la variazione di temperatura è stata pari a 0.028°C/anno, coerente con quanto registrato nel Canale di Sicilia dalla strumentazione CNR che acquisisce valori dal 1993. Nei loro dati l’aumento della temperatura è stimato in 0.026°C/anno su tutto il periodo, ma con una crescita di 0.034°C/anno dopo il 2011. Nei nostri dati complessivamente la variazione media della temperatura nello strato 150-450 m è di circa 0.6°C (passando da 13.8°C a 14.4°C)”.
“Questo ulteriore riscaldamento, che può essere visto come indicatore del perdurare del cambiamento climatico, è arrivato, per ironia della sorte, al termine del primo anno del “Decennio del Mare” (https://decenniodelmare.it/), l’iniziativa indetta dalle Nazioni Unite per mobilitare tutti i settori della società civile e promuovere un cambiamento radicale nel modo in cui studiamo e gestiamo l’oceano, per uno sviluppo realmente sostenibile che preservi un buono stato ambientale dell’ecosistema e di tutte le risorse che l’oceano ci fornisce”, concludono Simoncelli e Reseghetti.
Temperature registrate con sonde XBT da navi di opportunità lungo la tratta MX04 Genova-Palermo nel periodo 1999–2021: (a) anomalie di temperatura tra la superficie e 800 metri di profondità ottenute sottraendo la corrispondente media mensile 1999–2021 da ciascuna campagna; (b) anomalie di temperatura tra la superficie e 800 metri di profondità ottenute sottraendo la corrispondente media mensile IAP/CAS 1981–2010 da ciascuna campagna;(c) valori medi di temperatura e relativa tendenza lineare nello strato delle acque intermedie 150–450 m; (d) mappa di distribuzione dei campionamenti nel Mar Ligure e Tirreno.
“Driving Energy 2021”: il libro fotografico di Terna
Oltre 80 scatti fotografici per tracciare un viaggio nelle tante professionalità di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale: questo è Driving Energy, il volume realizzato a fine 2021 da Terna, che racconta, attraverso i volti delle sue persone, l’impegno, i valori e le alte competenze che 24 ore al giorno, tutto l’anno, vengono messe in campo per le attività di pianificazione, sviluppo e manutenzione della rete elettrica nazionale. Il volume rappresenta la seconda edizione della collana “Driving Energy”, inaugurata a dicembre del 2020 con la realizzazione del libro dedicato alle grandi infrastrutture elettriche.
L’occhio della macchina fotografica ritrae i tecnici di Terna, operativi su tutto il territorio nazionale, mentre svolgono il loro lavoro quotidiano al servizio del Paese, con passione, dedizione e spirito di squadra. In particolare, le immagini d’autore, realizzate negli otto dipartimenti/distretti del gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, raccontano la straordinaria varietà di interventi che impegnano le persone di Terna: dalle manutenzioni ordinarie alle delicate e approfondite analisi dei laboratori chimici; dalle soluzioni tecnologiche, uniche in Europa, per l’ispezione degli asset, agli spettacolari interventi in quota sui tralicci; dalla gestione di innovazioni uniche al mondo, brevettate da Terna, alle best practice in tema di sicurezza sul lavoro, passando per attività di grande interesse e rilevanza, a volte poco conosciute. Alla suggestione delle immagini, si accompagna il valore profondo del lavoro di squadra, ovvero l’importanza delle relazioni umane, l’empatia e la collaborazione sul luogo di lavoro.
Valentina Bosetti, Presidente di Terna, ha commentato: “Per raggiungere gli importanti obiettivi che abbiamo davanti, Terna sta facendo leva sulla valorizzazione della diversità, di età, di genere, di professionalità, di nazionalità, di collocazione geografica, di competenza delle sue persone. Per questo diamo loro la massima attenzione per promuovere una cultura dell’inclusività e della sostenibilità, per tutelare e sviluppare la varietà delle professionalità, delle competenze e dei saperi raccontati dalle immagini di questo libro”.
Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato di Terna, ha evidenziato che “questo volume è dedicato alle persone di Terna: scorrendo le immagini che seguono ci ritroviamo sul campo, con loro, a stretto contatto con la varietà e la complessità delle competenze che 365 giorni l’anno, da nord a sud fino alle isole, impieghiamo in un grande lavoro di squadra per dare al nostro Paese l’energia di cui ha bisogno. È qualcosa che ci rende orgogliosi, perché le nostre persone incarnano perfettamente lo spirito di servizio, la consapevolezza del proprio compito e la passione per assolverlo”.
Le persone sono l’asset più importante di Terna, principale fattore abilitante del Piano Industriale “Driving Energy”. Le competenze e le esperienze di ognuno contribuiscono a far crescere il valore dell’azienda nel ruolo di regista e abilitatore del sistema energetico italiano e della transizione ecologica: Terna ha, infatti, impresso una forte accelerazione degli investimenti su tecnologia e digitalizzazione, e sulle proprie risorse umane. In Terna oggi lavorano 5.000 persone, con professionalità eterogenee e competenze di vario genere, fortemente orientate al lavoro in team. Per Terna è fondamentale avere in squadra i migliori talenti e, per questo, la società guidata da Stefano Donnarumma ha individuato percorsi di lavoro innovativi, creando condizioni di lavoro e di benessere aziendale ancor più produttive e soddisfacenti.
Le persone sono al centro del New Ways of Working, un ambizioso progetto di evoluzione culturale orientato al mindset, che ha la finalità di proporre una nuova modalità di lavoro attraverso il coinvolgimento attivo e consapevole delle persone al fine di abilitare il raggiungimento degli sfidanti obiettivi del Piano Industriale “Driving Energy”. Il programma “NexTerna”, avviato nel 2021, è articolato in 7 cantieri di lavoro: Leadership inclusiva, People care e competenze, Soluzioni agili applicate ai processi, Sostenibilità e comunicazione, Tecnologia e digitalizzazione, Spazi virtuali e fisici e Nuove relazioni industriali. Gli strumenti impiegati sono finalizzati a porre al centro dell’attenzione la sostenibilità, la professionalità e il benessere delle persone.
La centralità delle persone costituisce una parte importante dell’impegno di Terna, a 360°, nella sostenibilità, vero e proprio driver strategico dell’attività del gruppo. La rilevanza della sostenibilità nel business si concretizza nel Piano Industriale “Driving Energy” attraverso la definizione di specifici obiettivi, finalizzati alla creazione di valore nel medio-lungo termine. I target sono articolati in quattro dimensioni – Risorse umane; Stakeholder e territorio; Integrità, responsabilità e trasparenza; Ambiente – e declinati in 14 obiettivi, a cui afferiscono oltre 120 attività distribuite nell’intero arco temporale di Piano. La leadership di Terna nel campo della sostenibilità – recentemente riconosciuta anche da CDP (ex Carbon Disclosure Project) – è testimoniata anche a livello mondiale dalla presenza della società nei principali indici ESG e nelle più importanti classifiche, tra i quali Dow Jones Sustainability Index, Bloomberg Gender Equality Index, FTSE4Good, Euronext Vigeo Eiris, ECPI, MIB 40 ESG, MSCI, GLIO/GRESB ESG Index e Stoxx Global ESG Leaders.
Il volume “Driving Energy” 2021 è a cura di Marco Delogu.
Fotografie di Michele Ardu, Marco Delogu, Simone Mizzotti, Luca Nostri e Flavio Scollo.
EmiliaRomagnaWIFi supera i 10 mila punti di accesso
Quota 10.000 raggiunta e superata! Sono passati 4 anni esatti da quando, su questa newsletter, veniva annunciato il nuovo avviso rivolto agli Enti soci per la diffusione della rete WiFi regionale (che dal 2019 si chiama “emiliaromagnawifi wifiprivacy.it”).
La Regione aveva deciso con Delibera di Giunta 137/2017 di procedere, dando mandato a Lepida, alla diffusione di una rete WiFi regionale pubblica, libera e gratuita, e aveva fissato, tra gli obiettivi dell’Agenda Digitale, di avere almeno un punto di accesso ogni 1.000 abitanti entro il 2019.
Come è stato possibile raggiungere e superare questo obiettivo in pochi anni? È stata decisiva la forte convergenza e integrazione di diverse iniziative che avevano come riferimento una strategia comune della Regione Emilia-Romagna e degli enti soci.
Ecco quindi diversi bandi regionali (e anche il bando europeo WIFI4EU) con cui sono stati attivati, finora, oltre 1.400 Access Point e soprattutto la collaborazione con Unioni di Comuni e aziende ospedaliere e sanitarie, attraverso le quali è stato possibile integrare nel sistema WiFi regionale reti costituite da centinaia di punti.
L’approccio adottato prevede la stipula di una convenzione non onerosa con Lepida, che risponde alle esigenze normative del Codice delle Comunicazioni e fissa le condizioni tecniche alle quali viene garantita l’esperienza della navigazione in Banda Ultra Larga sulla rete “EmiliaRomagnaWiFi wifiprivacy.it”.
A tutto ciò si aggiungono ulteriori iniziative come il progetto Piazza WiFi Italia, un’azione congiunta di
Regione, Lepida e Infratel Italia, che prevede la diffusione di punti WiFi presso i comuni ancora sprovvisti della rete regionale nelle zone turistiche sulla linea costiera adriatica e presso gli impianti sportivi e il progetto “Adotta un WiFi”, iniziativa che prevede la sponsorizzazione, da parte di privati, di punti WiFi da mettere a disposizione della propria comunità.
Questo quadro evoluto pone la Regione Emilia-Romagna all’avanguardia a livello nazionale ed europeo e rende concreta, grazie a un accesso così diffuso, la crescita di un sistema integrato di servizi digitali rivolti alla cittadinanza.
Enel porta a termine l’acquisizione dell’idroelettrico ERG
Facendo seguito a quanto annunciato con il comunicato stampa del 2 agosto 2021, Enel informa che la controllata Enel Produzione, in seguito all’avveramento delle condizioni sospensive previste nell’accordo di compravendita, ha perfezionato in data odierna l’acquisizione dell’intero capitale sociale di ERG Hydro da ERG Power Generation.
In linea con l’accordo sopra indicato, Enel Produzione ha riconosciuto un corrispettivo di circa 1.039 milioni di euro, a cui si è aggiunto al closing un primo aggiustamento prezzo di circa 226 milioni di euro concernente la valorizzazione del mark to market di alcuni derivati di copertura di ERG Power Generation relativi a parte dell’energia prodotta in futuro dagli impianti di ERG Hydro.
L’accordo di compravendita prevede inoltre un ulteriore aggiustamento del corrispettivo nei prossimi mesi, che sarà effettuato principalmente in base alla variazione di capitale circolante netto e posizione finanziaria netta di ERG Hydro e all’effettivo livello delle riserve d’acqua di alcuni bacini inclusi nel perimetro.
Gli impianti detenuti da ERG Hydro, situati tra Umbria, Lazio e Marche, hanno una capacità installata di 527 MW e una produzione media annua di circa 1,5 TWh. A seguito dell’operazione, entreranno a far parte del Gruppo Enel 113 addetti tra tecnici specializzati nella gestione operativa degli impianti, specialisti di energy management e staff dedicate.
In linea con l’attuale Piano Strategico, l’operazione contribuisce a rafforzare il percorso di crescita nelle rinnovabili del Gruppo Enel, con un ulteriore aumento della relativa capacità installata in Italia. In seguito all’operazione, il Gruppo Enel raggiunge infatti nel Paese circa 13 GW di capacità idroelettrica installata, per una capacità rinnovabile complessiva, compresa quella geotermica, eolica e fotovoltaica, pari a circa 14,5 GW.