Apple TV+ arriva su Sky Q, i contenuti esclusivi da vedere

Apple TV+ è arrivata finalmente su Sky Q anche in Italia, oltre al Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria. Nel Regno Unito è disponibile anche su Sky Glass, il nuovo TV in streaming con dentro Sky.

I contenuti esclusivi da vedere

Dalla pluripremiata commedia Ted Lasso all’imperdibile The Morning Show, gli abbonati a entrambi i servizi potranno accedere agli Apple Original direttamente da Sky Q, con nuovi contenuti esclusivi ogni mese, senza pubblicità e on demand.

Gli abbonati Sky Q possono trovare Apple TV+ nella sezione App e possono accedervi ancora più facilmente attraverso il controllo vocale di Sky Q tramite il comando “Apri Apple TV+”. 

I contenuti Apple Original più amati sono integrati nell’esperienza Sky Q e facili da scoprire e vedere: gli abbonati a entrambi i servizi potranno infatti passare, in modo semplice e senza cambiare dispositivo, da una serie Sky Original a un contenuto Apple TV+ e trovare una selezione di titoli Apple direttamente nella Home di Q. 

Apple TV+ è disponibile su Sky Q accanto alle principali app in streaming tra cui Disney+, Netflix e Prime Video di Amazon, rendendo sempre di più Sky Q il punto di riferimento per l’intrattenimento di tutta la famiglia, con la possibilità di avere accesso ai propri programmi preferiti con un’esperienza di visione semplice, coinvolgente e un’offerta ricchissima di contenuti.

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Partita la fibra di Aruba, ecco la promo valida fino a gennaio 2022

La fibra che connette (e che manca)

La copertura in fibra del nostro Paese si può verificare solo facendo due distinte valutazioni: se prendiamo la banda ultralarga ad almeno 30 Mb, raggiungiamo una copertura del 66% dell’Italia, se invece ci riferiamo alla banda ultralarga a 100 Mb, allora non si supera il 40% del territorio nazionale.

Si tratta di dati del ministero dello Sviluppo economico relativi a quest’anno e ci consentono di stimare il gap interno al Paese e quello che ci separa dal resto d’Europa, soprattutto per quel che riguarda gli obiettivi del Governo per la gigabit society da realizzarsi entro il 2026.

La partnership OpenFiber-Aruba

Grazie alla partnership firmata lo scorso marzo con OpenFiber, anche Aruba ha iniziato ad offrire fibra ottica sul modello di rete FTTH, cioè Fiber to the Home, che arriva dritta all’interno di casa e degli uffici o dei negozi.

Quella fibra da 1 Gbps di cui il ministro dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale, Vittorio Colao, vorrebbe diffusa in tutto il Paese il prima possibile.

Un’offerta rivolta sia a privati, sia ad aziende, come prolungamento di una infrastruttura che oggi conta già oltre 11 milioni di unità immobiliari collegate, i cui servizi di connettività sono disponibili ad oggi in oltre 2100 comuni italiani. 

“La nostra società ha mosso i primi passi come Internet Service Provider alla fine del 1996 offrendo un servizio di accesso ad Internet tramite tradizionali linee telefoniche” ha commentato qualche mese fa Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba.

“È per noi quindi un passo naturale abbracciare la fibra ottica e tornare alle nostre origini offrendo accesso ad Internet tramite la tecnologia che è davvero la soluzione a prova di futuro. Per farlo abbiamo scelto Open Fiber la cui visione e missione si sposano perfettamente con il nostro progetto”, ha aggiunto l’ad Aruba.

“Grazie a questa partnership, tutta italiana, i collegamenti in fibra permettono la massima velocità di connessione a Internet e, allo stesso tempo, consentono di beneficiare delle migliori prestazioni di accesso a tutti i servizi, le risorse e i siti dei milioni di clienti ospitati presso i nostri Data Center”, ha precisato Cecconi.

La promo “Fibra di Aruba”

Lo scorso 6 dicembre è partita l’offerta “Promo Fibra di Arbuba”, che rimarrà valida fino al 31 gennaio 2022.

La Fibra di Aruba è quindi già disponibile per i privati a 17,49 euro al mese, per 12 mesi (invece di 26,47 euro), mentre quella per aziende e professionisti è attivabile a 14,34 euro al mese, per 12 mesi (anziché 21,70 euro).

La fibra ottica, lo ricordiamo, rappresenta la tecnologia definitiva per connettere la propria casa e sta sostituendo le reti ADSL e FTTC (Fiber to the Cabinet), più lente e meno convenienti.

Tra i diversi utilizzi, la fibra di Aruba consente a tutti di guardare film in streaming, portare avanti video conferenze sostenendo sessioni simultanee di home working e didattica a distanza, o giocare online come gamer professionisti, anche con più dispositivi connessi contemporaneamente.

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Elettrificazione della blue economy: accordo tra Cnr, Enel e Garbage Service

Mitigare l’impatto ambientale dei gas serra nella blue economy, ridurre l’inquinamento nelle aree portuali e in ambienti marini grazie a soluzioni tecnologiche che favoriscano l’utilizzo di energia elettrica per l’alimentazione delle imbarcazioni in banchina e in mare. Sono le linee d’azione del protocollo siglato dalla Presidente del CNR Maria Chiara Carrozza, dal Presidente Enel Italia e Responsabile Progetto PNRR Carlo Tamburi e dall’Amministratore unico di Garbage Service Paolo Baldoni. L’intesa valorizza le rispettive competenze con l’obiettivo di aumentare la sostenibilità del settore della blue economy.

“L’elettrificazione – ha commentato Carlo Tamburi, Presidente Enel Italia e Responsabile Progetto PNRR – è una delle leve strategiche della transizione energetica. Sviluppare soluzioni dedicate alla blue economy consentirà al settore portuale un salto in avanti della sostenibilità, generando ricadute virtuose di riduzione dei costi, delle emissioni climalteranti e dell’inquinamento, a beneficio degli operatori e della collettività”.

Maria Chiara Carrozza, Presidente del CNR, ha sottolineato: “Gli studi sull’efficientamento energetico dell’attività di pesca svolti dal Cnr-Irbim di Ancona, Istituto in prima linea nella ricerca marina, con riferimento particolare alla pesca e alla mitigazione dei relativi impatti ambientali, rappresentano una delle opportunità di capitalizzare a livello nazionale le esperienze testate e realizzate sul territorio che un Ente di ricerca diffuso come il CNR può offrire al Sistema paese per ispirare nuove progettualità”.

“Oggi è un giorno importante per l’azienda che rappresento – ha dichiarato Paolo Baldoni, Amministratore unico di Garbage Service – figlio di un percorso che nasce da lontano e che, a livello regionale, aveva già ottenuto un ragguardevole traguardo con l’inaugurazione, nel luglio del 2020, del BER Blue Economy Research anche grazie ad un protocollo di intesa siglato in piena pandemia con il CNR – Irbim di Ancona. L’intesa firmata oggi ci permetterà di mettere a sistema tutta una serie di professionalità di altissimo livello nell’ ambito della Crescita Blu e della Blue Economy. Da parte nostra porremo a disposizione tutto il know how maturato in oltre 60 anni di attività in mare ed a “ciglio banchina”, con l’obiettivo di mitigare l’impatto ambientale derivante dalle attività antropiche in ambito portuale”.

L’accordo prevede in particolare la collaborazione per l’individuazione di soluzioni per l’elettrificazione delle banchine destinate alle attività de i pescherecci; l’efficientamento energetico delle marine e dei porti, attraverso l’integrazione con impianti di produzione da fonti rinnovabili, favorendo la creazione di comunità energetiche portuali.

La collaborazione verrà inoltre estesa ad attività di efficientamento energetico applicate ad altre tipologie di unità navali minori come quelle dei servizi tecnico nautici, bettoline, chiatte, pontoni e battelli; lo sviluppo di progetti per la tutela dell’ambiente marino per mitigare e prevenire la dispersione in mare di materiali; la creazione di metodologie operative e gestionali per il recupero funzionale delle plastiche nelle aree portuali e in mare aperto applicando i principi di economia circolare.

CNR, Enel e Garbage Service promuoveranno inoltre attività di comunicazione congiunte per favorire l’elettrificazione e l’efficientamento energetico e per sensibilizzare i cittadini sui temi della riduzione dell’inquinamento marino e per attività di divulgazione scientifica nelle scuole.

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Intesa ENAC – Regione Veneto per la mobilità aerea avanzata e sostenibile

Approvato oggi, 9 dicembre 2021, il Protocollo d’Intesa tra l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e la Regione Veneto per la realizzazione di attività comuni a favore dello sviluppo dei nuovi concetti di mobilità aerea avanzata e sostenibile, la Advanced Air Mobility.

Il Protocollo, primo nel suo genere tra ENAC e una Regione, fa parte del percorso avviato dall’Ente con le Regioni e le città metropolitane per raccogliere le loro esigenze e contribuire a sviluppare un ecosistema per la graduale implementazione di una mobilità aerea intelligente, che sia al servizio del cittadino e della comunità.

L’intesa disciplina le modalità di collaborazione tra le parti per lo scambio reciproco di informazioni e per l’organizzazione di iniziative e servizi congiunti, che siano efficienti, sicuri, sostenibili e interoperabili con le infrastrutture aeroportuali e con quelle di trasporto pubblico nel territorio veneto.

“Il sistema Paese è pronto per le nuove frontiere della mobilità – ha dichiarato il Presidente dell’ENAC Avvocato dello Stato, Pierluigi Di Palma – che cambieranno il concetto del viaggio. L’ENAC ha una propria visione strategica, condivisa dal Ministro di riferimento, per realizzare la transizione dal trasporto aereo al comparto aerospaziale. Tra gli strumenti che renderanno realtà quello che fino a pochi anni fa era considerato fantascienza, ci sono i nuovi modelli integrati e intermodali di mobilità intelligente, sia aerea, sia terrestre. Svilupperanno soluzioni innovative ed ecosostenibili su cui si baseranno nuovi scenari di business per la realizzazione, in un futuro che è già presente, di servizi che per le nuove generazioni saranno elementi naturali e quotidiani”.

“Il Veneto si dimostra ancora una volta una regione capofila – afferma il Presidente della Regione, Luca Zaia – Il Protocollo infatti è il primo nel suo genere tra ENAC e una Regione e fa parte del percorso avviato dall’Ente con le Regioni e le città metropolitane per contribuire a realizzare il graduale raggiungimento di una mobilità aerea intelligente, che sia al servizio del cittadino e della comunità”.

“L’intesa siglata con ENAC pone le basi per una nuova dimensione della mobilità urbana, che può offrire a livello regionale un’alternativa alla mobilità terrestre, promuovendo l’innovazione tecnologica, la mobilità sostenibile e l’integrazione tra la mobilità pubblica e quella privata – prosegue il Presidente Zaia – Oltre alle applicazioni in ambito logistico, legate in particolare all’uso di droni, questa ‘terza dimensione’ della mobilità si rivela fondamentale per lo studio di nuove tecnologie per il trasporto di forniture medicali: l’Ulss 3 ha già sperimentato il sistema con risultati positivi, particolarmente significativi proprio in uno dei settori chiave, quello sanitario, per affrontare l’emergenza Covid”.

L’obiettivo comune è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini armonizzando l’innovazione con la sostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale.

La Advanced Air Mobility è, infatti, un concetto tecnologico e operativo in fase di sviluppo per consentire il trasporto di persone, merci e forniture, anche medicali, attraverso l’utilizzo di velivoli elettrici, particolarmente innovativi e sostenibili dal punto di vista ambientale, a decollo e atterraggio verticale (denominati VTOL – vertical take off landing), instradati in corridoi aerei dedicati ai loro spostamenti, ottimizzando i tempi di viaggio, riducendo i consumi e le emissioni.

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Enel X porta la ricarica ultra rapida presso i punti vendita di Mondo Convenienza

Elettrificare i punti vendita di Mondo Convenienza installando le infrastrutture di ricarica di Enel X che permettono ai clienti di fare il pieno di energia all’auto in modo rapido e comodo. È l’obiettivo della partnership tra la business line globale di Enel che offre servizi che accelerano l’innovazione e guidano la transizione energetica e la multinazionale italiana leader nella grande distribuzione organizzata di mobili e complementi d’arredo.

“La mobilità elettrica non è più una scommessa, ma una realtà consolidata come indicato dai più importanti trend del settore che puntano verso una rapida decarbonizzazione dei trasporti,” ha dichiarato Federico Caleno, Responsabile e-Mobility Enel X Italia. “Enel X è convinta che sia questa l’unica strada da percorrere ed è così che nasce la collaborazione con Mondo Convenienza, una delle più importanti realtà del Paese, grazie alla quale saremo in grado di offrire ai clienti soluzioni di ricarica innovative che garantiscono un’esperienza di guida rapida, facile e sicura”.

“La partnership con Enel X rappresenta per il gruppo Mondo Convenienza un passo importante nell’impegno per la corporate social responsability. Unendo le nostre forze apriremo la strada verso un futuro più sostenibile, fornendo alle persone un servizio di ricarica elettrica all’avanguardia e contribuendo concretamente alla diffusione della mobilità elettrica in Italia, facendo leva sulla nostra capillare presenza sul territorio,” ha dichiarato Dario Carosi, CIO di Mondo Convenienza.

L’accordo prevede l’attivazione da parte di Enel X di almeno 10 hub di ricarica ultrarapida con caricatori HPC (High Power Charging) presso i punti vendita di Mondo Convenienza del Piemonte, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Abruzzo, Umbria, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, con la possibilità di ampliare la rete di ricarica ultrafast ad altri negozi interessati. Oltre alle stazioni fino a 300 kW, Mondo Convenienza avrà a disposizione le JuiceBox per la ricarica domestica; le JuicePole, da 22 kW per la ricarica pubblica, le JuicePump, stazioni di ricarica pubbliche con una potenza fino a 150 kW e l’innovativo JuiceMedia, che combina il servizio di ricarica con quelli di advertising grazie a un pannello digitale.

Il piano di installazioni segue Recharge Partner, la formula che Enel X ha studiato per le imprese che vogliono installare infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico nelle proprie aree di parcheggio riducendone drasticamente i tempi per la messa in esercizio, evitando la richiesta di una nuova fornitura. Mondo Convenienza inoltre potrà ottenere un ricavo dai kWh erogati dalle JuicePole e dai JuiceMedia.

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Nuova immagine per l’osservatorio Tuttimedia/Mediaduemila. Il nuovo logo in collaborazione con lo IED

Nel corso di NewsMedia4Good, lo scorso 1 dicembre, la 13esima edizione di Nostalgia di Futuro (https://www.media2000.it/newsmedia4good-metaverso-nostalgia-di-futuro-2021/) organizzato con la Media Partnership di Avvenire da Osservatorio TuttiMedia, il network europeo che riunisce media e aziende attenti alla transizione digitale della comunicazione e ha come fine l’aggiornamento, l’acquisizione di conoscenze e la divulgazione di tematiche connesse alla cultura digitale, è stato presentato il nuovo logo dell’Osservatorio TuttiMedia/MediaDuemila.

La formazione al centro

La nuova identità visiva è stata concepita e realizzata dagli studenti del Master in Graphic Design Scuola Postgraduate dello IED di Milano. Presente all’incontro, oltre ai ragazzi, Carlo Branzaglia (Coordinatore Scientifico Scuola Postgraduate IED), che nel suo intervento si è soffermato sul tema dei beni comuni, beni comuni che non sono solo quelli su cui si è lavorato molto finora, e cioè gli spazi urbani in termini di cittadinanza, ma la stessa infosfera della comunicazione, fondamentale anche nella gestione dei diritti allargati. La stessa autorialità dell’informazione viene messa oggi in discussione con rigidità minori di quanto non fosse in precedenza. E altrettanto fondamentale è il tema della responsabilità, che non è solo oggi di chi produce l’informazione mainstream, ma anche di chi produce news e contenuti distribuendoli sulle piattaforme che permettono di farlo. E la responsabilità individuale, così come la relazione tra la responsabilità individuale e la libertà collettiva, necessita di una formazione e la nostra formazione, forse, non è sufficientemente finanziata per affrontare questo tipo di sfida. Viviamo oggi di fatto – ha detto Branzaglia – in un’economia di relazione.

“Da uomo di formazione – alla Scuola Postgraduate dello IED di Milano il motto  è “Design yourself”, progettati prima che ti progetti qualcun altro –  – sono consapevole che ci sono delle leve che possono essere utilizzate nei confronti di ragazzi in crescita che appunto vivono in un’economia di relazione, che è fatta di quello che è chiamato comunemente “phigital”, che alla fine si gioca su tre/quattro piattaforme da loro usate in maniera spettacolare, ognuno secondo le proprie abilità, e su attività fisiche. “Relazione” anche perché noi raramente vediamo i nostri ragazzi nelle aule e anche nelle nostre case che non considerino concetti molto individuali, come il concetto stesso di libertà, la loro libertà individuale, in relazione con quella di qualcun altro. Andando oltre la metafora e gli scenari ragionevolmente foschi di un Matrix, è indubbio che l’economia di relazione fa sì che ci siano delle attività che stanno trasformando enormemente il sistema con il quale non solo fruiamo di informazione, ma con cui la produciamo,  informazione – e l’esempio del mondo musicale è illuminante – sempre più nelle mani dei piccoli produttori, di quelli che si muovono quasi in maniera fai da te sul mercato e che rispondono poi in modo innovativo anche ad alcune problematiche di gestione dei diritti, come il diritto d’autore ad esempio, affidandosi agli algoritmi e a soluzioni tecnologiche come la blockchain. Importante, quindi, far crescere chi è in grado di rileggere questi sistemi di fruizione e produzione dei contenuti”. Come sostiene Franco Siddi, Presidente OTM: “Da giornalista, chiamato a diverse esperienze, ripeto che i piccoli e grandi cambiamenti devono essere affrontati apertamente. Aggiornarsi è determinante”.

La nuova identità visiva

Sono stati quindi gli studenti del Master in Graphic Design Scuola Postgraduate dello  IED, Istituto Europeo di Design, di Milano gli artefici del nuovo logo e del nuovo brand dell’Osservatorio TuttiMedia/MediaDuemila. Alcuni di loro intervenuti alla presentazione tra cui Luisa Bersi che ha condiviso con Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia e Direttrice Media Duemila) l’entusiasmo con cui il gruppo ha affrontato il progetto di rebranding, per l’opportunità di entrare in contatto e comprendere le finalità di una realtà come OTM. Lucia Montanari è entrata poi nel merito del concept della nuova identità visiva dell’Osservatorio, nata da una riflessione sul concetto di “Rumors of the future”, il payoff di OTM, e di come potesse essere rappresentato. Tali segnali sono stati interpretati come vibrazioni, frequenze, che l’Osservatorio capta e rende comprensibili e accessibili a tutti in modo da poter prevedere i cambiamenti del futuro e poterli vivere attivamente nel presente. A livello formale sono stati intesi come onde sonore, realizzando un marchio formato da 5 elementi verticali, di cui 4 rivolti verso l’alto a significare la tensione verso il futuro ed uno rivolto verso il basso ad indicare la volontà dell’Osservatorio di mantenere comunque un rapporto con la tradizione. Come colore identitario è stato scelto l’arancione, che è il colore che simboleggia il futuro, l’innovazione e la creatività, che sono valori importanti per l’Osservatorio.

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Lotta al cambiamento climatico. A Poste Italiane rating “A-” nella classifica annuale di CDP (ex Carbon Disclosure Project)

Poste Italiane ottiene il rating “A-” nella classifica annuale di CDP (ex Carbon Disclosure Project) rientrando per il secondo anno consecutivo nella fascia “Leadership” e confermando così il suo ruolo di azienda in prima linea nel contrasto al cambiamento climatico. La certificazione ottenuta da Poste Italiane riveste particolare rilievo in considerazione del prestigio mondiale di CDP, ente non profit riconosciuto ‘gold standard’ internazionale di reporting ambientale nella valutazione dell’efficacia delle performance e delle strategie aziendali. Oltre 13.000 aziende a livello globale, nel 2021, hanno fornito disclosure ambientale richiesta da oltre 590 investitori, che rappresentano 110 trilioni di US dollari di asset gestiti.

Il punteggio “A-” assegnato da CDP a Poste Italiane è superiore alla media regionale europea e alla media del settore Trasporto intermodale e Logistica; è la sintesi della valutazione compiuta sull’accuratezza dei dati pubblicati, sulla consapevolezza degli effetti legati al cambiamento climatico, sui progressi conseguiti nella lotta al ‘Climate Change’ e sugli obiettivi e target definiti nella strategia ESG.

In particolare, il rating attribuito a Poste Italiane è calcolato in base all’adozione di soluzioni di pianificazione strategica e di gestione dei rischi, delle opportunità legate al clima, alla capacità di rendicontare le varie tipologie di emissioni di gas serra e alle iniziative di riduzione dell’impatto ambientale in relazione all’intera catena del valore. 

“L’inclusione nella fascia “Leadership” per il secondo anno consecutivo certifica il nostro impegno concreto nella lotta al cambiamento climatico, centrale nelle politiche di sostenibilità del Gruppo – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante – Il riconoscimento ci aiuta ad accelerare sugli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati dal Piano Industriale “2024 Sustain & Innovate” e sul traguardo della Carbon neutrality che vogliamo tagliare entro il 2030, in largo anticipo rispetto all’orizzonte temporale definito dall’Accordo di Parigi sul clima”. 

“La valutazione di CDP – ha commentato Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane – ha riconosciuto ancora una volta la validità della nostra strategia sul clima basata su una gestione efficace dei rischi e delle opportunità, sulla rendicontazione trasparente delle emissioni di Co2 e sulla chiarezza nel documentare i progressi nella decarbonizzazione. Il rating ottenuto ci spinge a proseguire con convinzione nel nostro percorso sostenibile creando valore condiviso per i nostri stakeholder e il Paese”.

Il rating attribuito al Gruppo da CDP è solo l’ultimo di una serie di riconoscimenti che hanno visto l’ingresso di Poste Italiane nei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali: la conferma, per il terzo anno consecutivo, nei Dow Jones Sustainability Indices, i primati nella graduatoria MIB® ESG e nell’indice di Euronext Vigeo-Eiris World 120. Poste Italiane ha inoltre ottenuto il rating “A” da parte di MSCI per i grandi progressi compiuti in ambito sociale ed è presente in indici altrettanto prestigiosi, tra i quali Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) e FTSE4GOOD.

Infine, Poste Italiane ha ottenuto il “badge 5 star” nella classifica Webranking Europe 500” di Comprend, per la qualità dell’informazione sui media digitali delle 500 principali aziende quotate in Europa e sale per la prima volta sul podio al terzo posto, scalando 261 posizioni in 5 anni, e al primo nel settore assicurativo. Inoltre Poste Italiane viene indicata tra le eccellenze per le sezioni del sito aziendale dedicate alle relazioni con gli Investitori, alla Sostenibilità e alla ricerca di nuovi talenti.

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Pubblicata l’ottava edizione del Bilancio Sociale di Lepida

Riceviamo e pubblichiamo il commento del Presidente di Lepida, Alfredo Peri, alla presentazione del Bilancio Sociale 2020 della società.

“Nel presentare il Bilancio Sociale 2020 non si può che partire dal carattere straordinario, inedito, delle sfide che Lepida ha dovuto affrontare. La pandemia da COVID-19 ha alterato tutti i parametri e le condizioni della Comunità a cui ci riferiamo, costringendoci ad una emergenza globale tutt’altro che superata. Tutta la Pubblica Amministrazione, a partire dal comparto della sanità e dei servizi sociali; il mondo della scuola e in genere dei servizi formativi; le attività produttive, il turismo, la cultura e la mobilità; la comunicazione e le relazioni fra le persone; complessivamente tutti i settori della società hanno visto mutare radicalmente le regole, le esigenze e le aspettative. Tutti i servizi, le attività e le infrastrutture gestiti da Lepida per conto dei Soci sono stati sottoposti ad una tensione e ad uno sforzo straordinario per sostenere le Istituzioni Pubbliche e i cittadini in questa inedita condizione di emergenza. In tale contesto si devono leggere i dati e i risultati raggiunti nel corso del 2020, avendo piena consapevolezza che il settore nel quale operiamo ha subito una profonda trasformazione anche per come viene percepito, dal momento che i servizi di ICT e di relazione digitale sono diventati, in rapida diffusione, indispensabile supporto e spesso un surrogato alle normali relazioni sociali. Al solito non è questa la sede e non spetta a noi il giudizio sulle prestazioni fornite da Lepida. Si può, e per tanti versi si deve apprezzare lo sforzo che si è compiuto da parte di tutti i collaboratori di Lepida per garantire alla nostra Società di essere all’altezza della sfida. I numeri, i parametri, gli indicatori contenuti in questo Bilancio rendono conto e aiutano a capire la qualità e la dimensione del lavoro svolto e forniscono preziosi elementi su cosa, quanto e come si può migliorare. L’esperienza di questo anno, per tanti versi drammatico, ci dice anche quanto la tecnologia, nella sua evoluzione così incessante e pervasiva, sia un indispensabile supporto da garantire a tutti, con regole, diritti e trasparenza, e nello stesso tempo debba essere guidata, segnata, orientata alle finalità dello Stato di Diritto, alle sue regole democratiche e costituzionali. Anche per questo i numeri non dicono tutto ed è giusto e doveroso sottolineare come l’impegno di Lepida, dei suoi collaboratori, dei Soci, si sia orientato in questo 2020 in primo luogo e soprattutto ad aiutare le persone della nostra Comunità”.

Alfredo Peri, Presidente di Lepida

https://www.key4biz.it/pubblicata-lottava-edizione-del-bilancio-sociale-di-lepida/384874/




INWIT, un riconoscimento alla lotta contro i cambiamenti climatici

Il percorso verso un business sostenibile intrapreso da INWIT fa un altro importante passo avanti con il riconoscimento, da parte dell’organizzazione no profit internazionale CDP, della trasparenza nell’impegno ai cambiamenti climatici.

L’analisi

Il primo Tower operator italiano è tra le oltre 13.000 aziende analizzate sulla base di informazioni in termini di governance, impatti, rischi e opportunità legati al cambiamento climatico. INWIT ha ottenuto uno score pari a B, per il quale risultano rilevanti la governance e la completezza sulla rendicontazione delle proprie emissioni CO2.

Per INWIT, la divulgazione dei propri dati ambientali tramite la piattaforma CDP Climate Change, rappresenta un tassello della propria strategia climatica avviata nell’ultimo anno, che passa anche attraverso una disclosure trasparente dei propri impatti.

Carbon neutrality entro il 2025

L’azienda ha fissato l’obiettivo della carbon neutrality entro il 2025, e in linea con le indicazioni dell’Accordo di Parigi del 2015 e come ribadito nella COP26 – UN Climate Change Conference di Glasgow, che puntano a mantenere il riscaldamento globale sotto 1.5 °C, si è impegnata a sviluppare un target complessivo di riduzione di emissioni CO2.

“Nel nostro Piano di Sostenibilità abbiamo individuato una serie di iniziative coerenti tra di loro, a partire dalla realizzazione di un’analisi di scenario Climate Change, per stimolare la società a sviluppare una visione strategica di lungo periodo, che consideri i rischi e le opportunità associati al cambiamento climatico – ha dichiarato Giovanni Ferigo, AD di INWIT -. Nel percorso verso il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2025, ci siamo posti l’obiettivo del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili a partire dal 2022 e ci siamo impegnati a sviluppare un target complessivo di riduzione di emissioni CO2 in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi”.

https://www.key4biz.it/inwit-un-riconoscimento-alla-lotta-contro-i-cambiamenti-climatici/384809/




PNRR, gara Consip per l’acquisto di 2 mila apparecchiature tecnologiche per strutture sanitarie pubbliche

Consip ha pubblicato un nuovo Accordo Quadro per l’acquisizione di oltre 2mila ecotomografi destinati alle strutture sanitarie pubbliche, di cui quasi il 50% (928 apparecchiature) riservato agli acquisti delle PA finanziati attraverso i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Si tratta della prima di una serie di gare Consip che contribuiranno alla realizzazione del PNRR e l’iniziativa odierna si inserisce nella Missione 6 (Salute) – componente 2 “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale” – “Investimento 1.1 – Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero”. Ad essa seguiranno ulteriori procedure sulla diagnostica per immagini.

Ciascuno dei quattro lotti della gara – suddivisi in base alla tipologia di apparecchiatura – è articolato in due sub-lotti, di cui uno dedicato alla sostituzione del parco macchine obsoleto tramite i fondi PNRR a seguito della raccolta dei fabbisogni effettuata dal Ministero della Salute con Regioni e Province autonome:

Lotto 1 – Ecotomografi Multidisciplinari

Lotto 2 – Ecotomografi Cardiologici 3D

Lotto 3 – Ecotomografi Cardiologici

Lotto 4 – Ecotomografi Ginecologici

Per gli ecotomografi oggetto di gara si richiedono caratteristiche tecniche di ultima generazione in grado di eseguire esami diagnostici di elevata accuratezza.

L’Accordo quadro con più aggiudicatari – del valore di 145 mln/€ e una durata di 12 mesi durante i quali le strutture sanitarie potranno stipulare appalti specifici – garantisce ampia possibilità di scelta degli ecotomografi attraverso il “criterio della priorità” in base alla graduatoria di merito o il “criterio della scelta tecnica” che consentirà di ordinare da qualsiasi aggiudicatario in presenza di ragioni tecniche o cliniche (es. tempi di consegna, specifici accessori per la diagnosi clinica, etc.).

La gara prevede la valutazione delle apparecchiature attraverso verifica tecnica sull’ecotomografo e analisi delle bioimmagini, secondo i protocolli specifici redatti in collaborazione con la Società Italiana di Ultrasuonologia in Medicina e Biologia (SIUMB), la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) e la Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica (SIEOG).

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