Al via il ciclo di webinar di HDFI sull’ascesa della Tv via internet

E’ boom per la tv via internet. Dopo aver esordito come strumento tipicamente legato ai device mobili come pc, smartphone e tablet, oggi l’uso della cosiddetta tecnologia OTT (Over The Top) ha invaso gli schermi televisivi, anche con eventi premium e on-demand come il grande calcio, mettendo in discussione la tradizionale distribuzione broadcast (digitale terrestre e satellite), ma evidenziando anche i possibili limiti della rete web. È questo un tema di grandissima attualità a cui saranno dedicati quattro appuntamenti organizzati dall’associazione HD Forum Italia (HDFI), l’organismo di filiera che riunisce venticinque aziende leader nel settore dell’audiovisivo e delle telecomunicazioni, per celebrare i quindici anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 2006. Questa iniziativa, intitolata “Tv lineare di massa via OTT”, prevede tre webinar in live streaming, che si svolgeranno a partire dal prossimo 25 giugno, e si concluderà con una conferenza in programma a Roma il 4 novembre.

I tre seminari online – previsti nei giorni 25 giugno, 16 luglio e 8 ottobre (dalle ore 11 alle 13) – affronteranno diversi temi-chiave: innanzitutto, le ragioni del successo dell’OTT e le problematiche della protezione e distribuzione dei contenuti in questa modalità; poi la scalabilità e la latenza, con uno sguardo all’architettura dei Content Delivery Network (CDN) e al loro impatto economico; e infine il confronto tra OTT e broadcasting tradizionale sul fronte della “quality of experience” e della regolamentazione. Questi webinar, che saranno introdotti da Manlio Benito Mari, presidente di HDFI, e condotti da Giovanni Venuti, coordinatore di questa iniziativa, vedranno la partecipazione dei principali attori del mercato televisivo e delle tecnologie ad esso connesse. Il programma si concluderà, quindi, il 4 novembre a Roma presso l’hotel The Westin Excelsior (via V. Veneto 125) con una conferenza in presenza che verrà trasmessa anche in streaming, che consentirà di approfondire tutti i principali temi affrontati nei tre webinar.

“L’uso di internet per la distribuzione televisiva costituisce senza dubbio uno degli scenari evolutivi di maggiore impatto sul classico modello organizzativo e di business del mondo broadcast, ma, non di meno, impatta in modo determinante anche nel campo dei manufacturer”, ha dichiarato Manlio Benito Mari, presidente di HDFI. “Con questi eventi, oltre a celebrare i primi tre lustri di attività della nostra associazione, intendiamo approfondire l’OTT in tutte le sue sfaccettature tecniche e anche interrogarci su quali siano le rimanenti barriere tecniche, commerciali e normative da superare perché la tv lineare via web possa divenire un’alternativa alla trasmissione broadcast tradizionale per il mercato di massa”.

Sarà possibile partecipare a questi eventi online attraverso la piattaforma di matching b2b di HD Forum Italia, che andrà a costituire la prima “virtual community” dell’innovazione tecnologica della tv in Italia. La partecipazione è aperta a tutti ed è gratuita, previa registrazione sul sito: https://www.hdforumitalia.it/webinar2021/. L’app della community è scaricabile da qualsiasi app store all’indirizzo HDFI Network.

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Open Fiber-Vodafone, a Catania la prima connessione FTTH a 10 Gbps

La prima connessione in Italia a 10 Gbps su rete FTTH disponibile a Catania grazie a Open Fiber e Vodafone.   

La tecnologia innovativa di Open Fiber e l’esperienza di Vodafone nel gestire servizi ad alta capacità consentono di raggiungere una velocità simmetrica (download/upload) a 10 Gbps, ovvero 100 volte 100 Mbps.

Il servizio realizzato per “Isola”, l’innovativo spazio catanese di Palazzo Biscari, prevede infatti l’uso della nuova tecnologia XGS-PON attraverso la rete FTTH di Open Fiber e i servizi di connettività di Vodafone.

Business e Consumer

Si tratta della prima applicazione sul campo raggiunta al termine della sperimentazione avviata oltre due anni fa, quando il servizio fu testato con successo sulla rete Open Fiber di Milano. Tale tecnologia è a beneficio di utenti sia business che consumer. Grazie alla potenza e all’affidabilità dei servizi di connettività di Vodafone, imprese e start up presenti nell’hub siciliano potranno così avere accesso a un numero sempre maggiore di servizi ed accelerare i loro processi di trasformazione digitale.

Open Fiber è il primo operatore in Italia (e fra i primi in Europa) con 11,7 milioni di unità immobiliari connesse in modalità FTTH. Una rete capillare e dall’architettura flessibile, già pronta a sostenere le evoluzioni tecnologiche del futuro come dimostrato dall’avvio del servizio di accesso broadband XGS-PON da 10 Gigabit al secondo simmetrici.

Vodafone mette a disposizione l’esperienza consolidata nell’implementare e nel gestire servizi innovativi ultra-broadband per imprese e PA, grazie ad apparati e interfacce di rete che garantiscono elevate prestazioni sulla rete IP.

“L’innovazione, la sperimentazione, l’utilizzo delle ultime tecnologie disponibili sul mercato sono l’essenza stessa di Open Fiber – afferma Simone Bonannini, Direttore Marketing e Commerciale di Open Fiber –. Tutti concetti oggi tradotti in realtà nel progetto di Isola Catania. Spazio nel quale non poteva mancare l’infrastruttura con le più alte performance tecnologiche disponibili sul mercato”.

“La connettività rappresenta la base su cui sviluppare servizi digitali, motore di crescita per le imprese ed i territori – commenta Giorgio Migliarina, Direttore Vodafone Business. – La soluzione realizzata per Isola permetterà di creare uno spazio aperto di sviluppo con le migliori tecnologie digitali, rappresentando lo spirito di ripartenza di un territorio ad alta vocazione tecnologica e imprenditoriale”.

https://www.key4biz.it/open-fiber-vodafone-a-catania-la-prima-connessione-ftth-a-10-gbps/365340/




E-Distribuzione: nuova piattaforma di simulazione per la diffusione della mobilità elettrica

Favorire la diffusione della mobilità elettrica supportando gli operatori nella scelta dei punti dove installare le infrastrutture di ricarica, ottimizzando e semplificando il processo attraverso la possibilità di conoscere in anticipo la tipologia di lavori necessari per la connessione alla rete.

Con questi obiettivi E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce le reti elettriche di media e bassa tensione, ha lanciato una nuova soluzione a disposizione dei CPO (Charging Point Operator) accessibile comodamente tramite la sezione del sito dedicata. La piattaforma è stata sviluppata insieme ai principali player di servizi di ricarica e a Motus-e, la prima associazione in Italia costituita da operatori industriali per accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica. 

“E-Distribuzione – ha commentato Vincenzo Ranieri, Amministratore Delegato di E-Distribuzione –  è impegnata a favorire la transizione energetica attraverso innovazioni, soluzioni e tecnologie che vanno da reti e contatori intelligenti a sistemi avanzati di supporto al cliente. Con il nuovo simulatore di mobilità elettrica vogliamo andare incontro alle esigenze degli operatori del settore, che possono orientare meglio le proprie scelte, e dell’ambiente, contribuendo ad accelerare l’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, necessaria per una rapida diffusione della mobilità a zero emissioni in tutto il Paese”.

Sulla base della potenza indicata e delle coordinate selezionate all’interno di una mappa geografica, il simulatore mostra la tipologia di lavori necessari per installare e connettere alla rete un’infrastruttura di ricarica in bassa tensione. La connessione alla rete è uno dei passaggi fondamentali per i gli operatori, poiché permette di attivare il servizio e renderlo disponibile a chi decide di utilizzare un veicolo elettrico.

Chi intende installare colonnine di ricarica in uno degli oltre 7400 comuni connessi alla rete di E-Distribuzione potrà sapere in anticipo la tipologia di lavori necessari, l’eventuale necessità di modifiche agli impianti e le tempistiche per effettuare le operazioni. Attraverso una procedura semplice e interamente digitale, E-Distribuzione intende così supportare e favorire lo sviluppo di una rete di ricarica che contribuisce a ridisegnare il sistema dei trasporti e la mobilità urbana, in un’ottica di sviluppo sostenibile per il Paese.

https://www.key4biz.it/e-distribuzione-nuova-piattaforma-di-simulazione-per-la-diffusione-della-mobilita-elettrica/365333/




Fondazione Vodafone, Favij testimonial di LV8 la app per stimolare i Neet verso nuove competenze

“Adesso che ho veramente capito cosa significa essere invisibile… vi assicuro che non è una cosa bella”. Dopo quattro giorni di “invisibilità”, Favij – content creator e youtuber con oltre 6 milioni di iscritti – svela ai suoi follower il motivo della sua assenza da YouTube e dai social: attirare l’attenzione sui giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training).

A loro, che spesso si sentono “invisibili” nella società, è dedicata LV8 (si legge Level8), la nuova app di Fondazione Vodafone Italia per coinvolgerli in percorsi di formazione digitale attraverso l’esperienza del videogioco che consente di acquisire competenze certificate. Competenze digitali che diventano la chiave per tornare ad avere un ruolo attivo nella società, riuscendo così a uscire spesso dalla “invisibilità” e solitudine.

La campagna social – creata insieme a We Are Social – di sensibilizzazione per LV8 con Lorenzo Ostuni, in arte Favij, come protagonista ha avuto inizio domenica 13 giugno, quando lo youtuber ha pubblicato sul suo canale un video dal titolo “Sono diventato INVISIBILE” in cui afferma – voce fuori campo sull’immagine di una sedia vuota – di essere diventato invisibile senza nemmeno accorgersene.

I quattro giorni di assenza dell’influencer – che ha costruito la sua carriera proprio sulla sua quotidiana presenza sui social – non sono di certo passati inosservati. Migliaia i commenti spaesati, dispiaciuti, di supporto e di vicinanza dei follower allo youtuber misteriosamente sparito. Con un post su Instagram il 17 giugno un primo disvelamento: “In questi giorni mi avete chiesto in tanti perché sono sparito. L’ho fatto per raccontarvi che a molte persone spesso capita di sentirsi invisibili o di non vedere un percorso per il futuro. Per dire proprio a queste persone che non sono sole, che è una sensazione diffusa più di quanto pensiamo. Per questo vi parlerò di una nuova opportunità: si tratta di un gioco, e si chiama LV8. Nessuno di noi è meno di chiunque altro, anzi abbiamo tutti tanto potenziale da sfruttare” scrive il gamer dando appuntamento alla live sul suo profilo Instagram andata in onda il 18 giugno insieme a Giorgio “Pow3r” Calandrelli, e-sport pro player (che si è collegato in diretta dal profilo Instagram di LV8), per parlare del nuovo progetto di Fondazione Vodafone.

LV8 è un “learning game” che permette attraverso l’esperienza del videogioco di acquisire conoscenze digitali di base e di alcuni applicativi. Con il superamento di livelli di difficoltà crescente e sfide di vario genere, LV8 prevede il rilascio di 3 Open Badge, certificazioni digitali su blockchain delle competenze acquisite da valorizzare nel proprio curriculum vitae. Le competenze – uso di Google e dei suoi applicativi Google Workspace, Canva per creare grafiche e post, basi di SEO, basi di Social Media Strategy, Fogli Google, introduzione ai CMS, introduzione al coding HTML e altro ancora – sono definite all’interno del DigComp 2.1, il quadro di riferimento europeo delle competenze digitali. La realizzazione di LV8 è stata possibile grazie al coinvolgimento diretto – in 3 diverse edizioni pilota – di circa 400 ragazze e ragazzi del Nord (Torino) e Sud Italia (Catania, Cagliari), chiamati a esprimere la loro opinione sulla definizione del concept e a testare il gioco.

Durante l’appuntamento social è stato descritto il funzionamento di LV8 e le opportunità che si aprono ai giocatori al termine del percorso di gioco: al livello 8 sono proposti test di autovalutazione per dare ai ragazzi la possibilità di comprendere le proprie potenzialità, come quelli offerti da Vodafone Future Job Finder www.futurejobfinder.com, che apre ai giovani una porta d’accesso a nuove competenze e opportunità di lavoro nella digital economy, oppure da Knackapp, piattaforma che combina la scienza cognitiva, il gioco e l’Intelligenza Artificiale per liberare il potenziale dei giovani partecipanti. Alla fine del percorso è possibile inoltre accedere a corsi gratuiti mirati e altre opportunità promossi dai partner di LV8: Fondazione Cariplo con la seconda edizione del progetto NEETwork che propone percorsi di avvicinamento al mercato del lavoro e tirocini retribuiti, Binario F from Facebook, che ha offerto anche importanti contenuti sviluppati ad hoc per il gioco, Generation Italy, fondazione nata da McKinsey & Company, Google e Repubblica Digitale, alla quale Fondazione Vodafone aderisce con il progetto LV8. 

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Lepida a supporto dei Responsabili della trasformazione digitale in Emilia Romagna

Il Responsabile per la transizione al digitale (RTD) è una figura prevista dalla normativa per tutte le pubbliche amministrazioni. La figura del RTD, introdotta con i D.lgs. 179/2016 e 217/2017 di modifica al CAD, è disciplinata dall’articolo 17 del CAD al comma 1, che definisce le caratteristiche dell’Ufficio per la transizione alla modalità operativa digitale, elencandone le funzioni e inquadrando la figura del suo responsabile.

È stata inoltre emessa dal Ministero per la Pubblica Amministrazione la circolare n. 3/2018 che richiama l’attenzione su alcuni aspetti di particolare rilevanza connessi alla sua nomina, ribadendo anche la strategicità dei compiti affidati all’Ufficio della Transizione Digitale e al suo responsabile.

Lepida supporta i RTD degli Enti Soci mettendo a disposizione un team multidisciplinare in grado di fornire competenze e soluzioni per affrontare le specifiche tematiche di ambito, all’interno di una visione complessiva e coerente con quanto previsto dalla normativa.

Fra i compiti principali del RTD vi è la redazione del Piano Triennale ICT specifico dell’Ente, la predisposizione degli atti necessari alla sua programmazione e alla realizzazione, oltre che del monitoraggio nell’arco temporale. In questa ottica, è stata avviata una collaborazione con AIPo, l’Agenzia Interregionale del fiume Po, che è recentemente entrata a far parte della compagine societaria di Lepida.

L’attività è stata avviata nei primi mesi dell’anno, strutturando da subito il percorso per la redazione del Piano Triennale ICT, affrontando le varie tematiche previste (servizi, dati, piattaforme, infrastrutture,

interoperabilità, sicurezza informatica e governance). Le attività proseguiranno con il supporto a tutti gli altri compiti del RTD, come delineati all’interno dell’art. 17 comma 1 del CAD.

https://www.key4biz.it/lepida-a-supporto-dei-responsabili-della-trasformazione-digitale-in-emilia-romagna/365011/




Lead generation e geolocalizzazione, Spinup rafforza l’alleanza con Linkem

Spinup, la media tech company italiana attiva nel campo della lead generation, rafforza la propria partnership con Linkem, l’operatore 5G specializzato nel settore della banda ultralarga wireless, attraverso “Hyper Local Ads”, il format adv per le piattaforme social che consente una targettizzazione degli utenti.

“Hyper Local Ads” è uno strumento personalizzabile di lead generation ideata da Spinup che consente di ottenere lead qualificate su base geolocalizzata tramite l’utilizzo di algoritmi proprietari sviluppati da Spinup. Il sistema genera automaticamente campagne adv ottimizzate complete di creatività declinate per i social.

L’approccio media tech distintivo di Spinup,unisce lo sviluppo di tool tecnologici e strategie di marketing consente di massimizzare le sinergie rispetto agli obiettivi delle aziende partner, come Linkem,  e di raggiungere ottimi risultati.

Spinup, prima martech company italiana, è il media hub che supporta Linkem nel raggiungimento dei propri obiettivi commerciali con una forte attenzione alla capillarità dell’offerta.  Spinup mette a disposizione di Linkem le tecnologie più adatte, pensate in ottica custom made, per la maggiore efficacia possibile delle campagne.

“Siamo orgogliosi di poter contribuire tramite le nostre tecnologie a supportare Linkem nella sua strategia di espansione territoriale”, afferma Antonio Romano fondatore e CEO di Spinup, ““Hyper Local Ads” per noi non è solo uno strumento tecnologico, bensì la dimostrazione di come Spinup possa essere un prezioso alleato nel raggiungimento di obiettivi strategici come è per Linkem una più efficace penetrazione sul territorio della propria offerta”.

“Oggi consolidiamo ulteriormente il nostro rapporto di lungo periodo con Spinup – ha commentato Francesco Sortino, Chief Marketing Officer di Linkem – Nostra prerogativa è proprio una forte vocazione innovativa e al tempo stesso di valorizzazione territoriale. Abbiamo scelto Spinup per il loro approccio che coniuga in maniera efficace e distintiva competenze e risorse tecnologiche oltre a quelle in ambito marketing e advertising”.

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E-Distribuzione lancia il progetto “Grid Futurability Matera”

Una rete elettrica sempre più digitale, sostenibile, resiliente e partecipativa, realizzata in uno dei comuni più belli d’Italia, che integra il territorio e la tradizione con l’innovazione: è il progetto Grid Futurability Matera di E-Distribuzione, presentato oggi in un evento digitale moderato dal direttore di Italian Tech de La Repubblica, Riccardo Luna, cui hanno partecipato il sindaco di Matera Domenico Bennardi, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; Antonio Cammisecra, Direttore Global Infrastructure & Networks di Enel, Vincenzo Ranieri, Amministratore Delegato di E-Distribuzione e Massimo Ricci, Direttore della Divisione Energia di Arera.

L’evento ha previsto inoltre il contributo della Ricercatrice dell’Enea ed esperta in Smart Grid, Maria Laura di Somma e, per l’approfondimento tecnologico sul progetto, della Responsabile di Tecnologie di Rete di E-Distribuzione, Marina Lombardi.

“La scelta di una città come Matera per sperimentare la rete elettrica del futuro non è casuale – ha spiegato Vincenzo Ranieri, Amministratore Delegato di E-Distribuzione – il progetto, che potrà essere replicato in altre aree del Paese, permetterà di mettere in campo tecnologie, energie e risorse per rispondere alle esigenze specifiche del Comune e della sua straordinaria conformazione urbana, abilitando la trasformazione in una vera e propria smart city e dimostrando come la bellezza del territorio possa convivere e integrarsi perfettamente con l’innovazione”. 

“Matera sta realizzando un modello di sviluppo sostenibile del territorio in grado di preservare il patrimonio e le risorse ambientali e naturali – ha commentato il sindaco di Matera Domenico Bennardi – E’ un modello che punta sull’innovazione, intesa come capacità di avere uno sguardo e un punto di vista nuovi per la crescita dell’intero sistema. La collaborazione tra cultura tradizionale e smart city supera l’effetto di una semplice iniezione di tecnologie per l’efficienza della città, e può generare un processo che si adatta alla forma della comunità e del territorio urbano“.

La rete elettrica di distribuzione è un’infrastruttura che abilita il processo di transizione energetica, in grado di sviluppare e fornire nuovi servizi per i cittadini e accogliere sempre di più l’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’obiettivo è trasformarla in una rete flessibile, aperta alla collaborazione e sempre più digitale garantendo qualità e affidabilità del servizio, tutto in un’ottica sostenibile per massimizzare il valore economico e ridurre gli impatti ambientali. Grid Futurability è quindi il modello per la trasformazione delle reti di distribuzione in Smart Grid attraverso la combinazione di sistemi tradizionali e soluzioni digitali avanzate che le rendono più affidabili ed efficienti, aperte alla partecipazione degli stakeholder e sostenibili.

Il progetto Grid Futurability Matera avrà la durata di 5 anni (2021-2025), con investimenti pari a 27 milioni di euro. Gli interventi interesseranno circa 9000 km di linee, 31 impianti primari e 2412 impianti secondari, con benefici per oltre 129.000 clienti. Lo sviluppo del progetto dimostrerà tutti i vantaggi derivanti dall’’implementazione delle reti digitali a favore di clienti, imprese e comunità.

A Matera saranno introdotte nuove tecnologie come il Qed (Quantum Edge Device), dispositivo per la digitalizzazione delle cabine secondarie dotato di elevata capacità computazionale e intelligenza che integrerà in un unico device le funzionalità più importanti per l’automazione della rete elettrica, o la Smart street box, cassetta stradale di nuova generazione dotata di sensori e di apparati intelligenti in grado di fornire informazioni in tempo reale sullo stato della rete. Inoltre, grazie ai nuovi canali di comunicazione dell’Open Meter come la Chain 3 sarà possibile abilitare nuovi servizi e una più ampia partecipazione delle comunità al mondo dell’energia.

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Pirelli ed Enel X portano le infrastrutture di ricarica per le auto elettriche nei gommisti driver

Pirelli ed Enel X annunciano l’avvio di un progetto che porterà all’installazione di infrastrutture ricarica della global business line innovativa del Gruppo Enel per auto elettriche, in alcuni punti vendita della rete di gommisti Driver. La firma dell’accordo, in occasione del Milano – Monza Motor Show, dà il via alla collaborazione che coinvolgerà da subito numerose officine Pirelli in Italia, poi sarà la volta della Spagna e di altri paesi europei con una roadmap in definizione.

Questo progetto si inserisce nelle diverse attività che Pirelli realizza nel campo della sostenibilità, di cui è leader mondiale per il settore Automobiles & Components in base agli indici Dow Jones Sustainability World e Europe e rappresentaun contributo per sostenere la diffusione delle auto elettriche che oggi trova il primo limite nella mancanza di capillarità dell’infrastruttura di ricarica

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Daniele Deambrogio, CEO Pirelli Italia: “Pirelli prosegue con sempre maggiore decisione sulla strada della sostenibilità, a partire dal prodotto con la massima attenzione al suo intero ciclo di vita, che inizia con scelte attente sui materiali utilizzati e si conclude con la possibilità di recuperare parti del pneumatico una volta dismesso. Il contributo che assieme a Enel X daremo all’infrastruttura di ricarica per le auto elettriche, primo problema nella diffusione di questi veicoli, è una nuova tappa del percorso di Pirelli verso un impatto ambientale sempre inferiore e conferma la visione ampia dell’azienda nei confronti della sostenibilità”.

 Augusto Raggi, Responsabile Enel X Italia: “La strategia di Enel X per una rapida diffusione della mobilità elettrica passa necessariamente attraverso partnership con i più importanti operatori del settore. L’accordo con Pirelli è la naturale conseguenza di questo approccio, perché si tratta di un partner con il quale condividiamo la visione della mobilità sostenibile del presente e del futuro. Porteremo le tecnologie avanzate di ricarica nei gommisti driver dando la possibilità di ricaricare i veicoli facilmente e in totale comodità, offrendo un servizio che ci permetterà di avvicinare ancora di più le persone al mondo dell’elettrico”.

RICARICA E SERVIZI DI ASSISTENZA

La collaborazione tra Pirelli ed Enel X si inserisce all’interno di un progetto europeo di sviluppo dei servizi Driver per la e-mobility, segmento in costante crescita e a cui le officine Driver Pirelli dedicheranno sempre più attenzione nell’offerta di servizi. Il progetto prevede, infatti, oltre all’installazione della stazione di ricarica anche un percorso di formazione specifica per il rivenditore.  

La stazione di ricarica presso i centri Driver Pirelli sarà disponibile in diverse dimensioni a seconda delle caratteristiche del territorio e del volume di traffico dell’officina. In particolare, Enel X metterà a disposizione dei dealer Driver caricatori fra i 22 KW e i 50 KW di potenza, capaci di ricaricare anche più veicoli contemporaneamente.

Qualora le officine Driver Pirelli valuteranno di installare infrastrutture di ricarica accessibili al pubblico, le stesse saranno visibili sulle app di diversi Mobility Service Provider, come JuicePass di Enel X, l’app facile ed intuitiva da utilizzare che permette di cercare le stazioni di ricarica più vicine, prenotarle, pagarle e di monitorare costantemente lo stato di ricarica del  veicolo.

Ad oggi sono circa 13mila i punti di ricarica installati da Enel X sul territorio italiano; tra questi anche i nuovi HPC (High Power Charging), caricatori con una potenza fino a 350 KW che permettono di ricaricare un veicolo elettrico in circa 20 minuti.

PIRELLI E LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Anticipando un mercato in forte crescita, Pirelli ha già sviluppato una gamma specifica di pneumatici per le vetture elettriche, denominata Pirelli Elect, che garantisce una bassa resistenza al rotolamento permettendo un minor consumo di energia e un conseguente incremento della durata delle batterie, un limitato rumore a bordo, un grip immediato per far fronte alla coppia tipica dei motori elettrici e una struttura adatta a supportare il peso del veicolo, più elevato rispetto a quelli a motore termico a causa della presenza del pacco batterie.

Lo sviluppo di prodotti che guardano alla nuova mobilità è inoltre coerente con la strategia di sostenibilità di Pirelli, il cui impegno è testimoniato dalla continua attività di Ricerca e Sviluppo nel campo dei materiali e dei processi.

L’approccio Eco Safety Design del reparto R&D di Pirelli, in particolare, punta a massimizzare il rispetto per l’ambiente dei nuovi prodotti e di sicurezza per le persone in viaggio, abbracciando l’intero ciclo di vita del prodotto fin dalla sua progettazione.

Al 2025 Pirelli punta a ridurre del 25% le emissioni assolute di CO2 rispetto al 2015 e utilizzare il 100% di energia elettrica rinnovabile, consentendo al gruppo di raggiungere nel 2030 la carbon neutrality sia per energia elettrica che termica.

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Sky lancia quattro nuovi canali in onda dal primo luglio

Il 1° luglio nascono quattro nuovi canali a brand Sky disponibili per tutti gli abbonati via satellite e via internet, compresi nell’abbonamento, e in streaming su NOW inclusi nel Pass Entertainment.

Sky Serie, Sky Investigation, Sky Documentaries e Sky Nature si aggiungono alla già completa offerta di canali. Con Sky Uno, Sky Atlantic e Sky Arte portano a quota 7 il numero dei canali a brand Sky dell’area intrattenimento, garantendo così un considerevole ampliamento della varietà dei generi proposti, con tantissime novità rivolte a un quanto più largo pubblico possibile. E con i canali Sky Cinema, Sky Sport e le news e gli approfondimenti di Sky TG24, assicurano una nuova stagione sempre più ricca di intrattenimento e informazione di qualità per tutti.

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Nuovi titoli

I quattro nuovi canali offriranno a tutti i clienti Sky centinaia di titoli ogni anno, circa 3 mila ore di programmazione al mese e almeno una prima visione al giorno tra produzioni originali, contenuti inediti e grandi classici, con alcuni tra i titoli più attesi della stagione e con le serie che hanno fatto la storia della TV.

Saranno tutti in Alta Definizione con contenuti fruibili anche on demand. I canali saranno visibili anche in mobilità con Sky Go.

Ampio spazio sarà riservato alle serie e ai documentari Sky Original, con produzioni italiane e internazionali. Tra i nuovi titoli originali “Ridatemi mia moglie”, che segna il ritorno di Fabio De Luigi in TV e “A casa tutti bene – La serie”, primo progetto seriale di Gabriele Muccino, che approderanno su Sky Serie e si affiancheranno all’ultima, attesissima stagione di “Gomorra – La Serie” e alla nuova del financial thriller “Diavoli” con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey, attesi su Sky Atlantic.

Sky Documentaries, inoltre, ospiterà le inchieste esclusive della nuova stagione di un vero cult televisivo: “Il Testimone”, programma di reportage ideato, diretto e condotto da Pif, e le storie di grandi icone sportive come “Bruno vs Tyson”, ma non solo.

Trasformazione rilevante per Sky

Antonella d’Errico, Executive Vice President Programming Sky, ha dichiarato: “Il 1° luglio segna una data estremamente importante per Sky e per i suoi abbonati. Siamo orgogliosi di poter lanciare quattro nuovi canali a brand Sky che, aggiunti a Sky Uno, Sky Atlantic e Sky Arte, portano il nostro portfolio di intrattenimento a un livello di assoluta eccellenza. Con Sky Serie e Sky Investigation l’offerta di serie tv addirittura triplica portando agli abbonati oltre 100 nuovi titoli ogni anno e almeno una prima visione al giorno, tra produzioni originali Sky Studios, i più noti franchise internazionali e nuove serie dei migliori produttori al mondo, per un ventaglio di generi completo che si indirizza a un pubblico molto ampio. Sky Documentaries sarà interamente dedicato a produzioni non fiction, con racconti coinvolgenti di storie italiane e internazionali, anche targate Sky Original. Con Sky Nature vogliamo offrire una finestra costantemente aperta sul mondo della natura e sull’ambiente. Il canale sarà anche la casa di Love Nature, leader mondiale di contenuti naturalistici.

Si tratta di una trasformazione molto rilevante per Sky, sia per la grandissima quantità di contenuti sia per la qualità dell’offerta: i canali a brand Sky di intrattenimento, serie e documentari, più che raddoppiati, daranno accesso a migliaia di ore tra prime visioni e library. Una programmazione premium che sarà disponibile non solo in modalità lineare, inclusa per tutti nell’abbonamento, ma anche on demand, per garantire al nostro pubblico un’offerta di intrattenimento senza pari, con sempre più contenuti di alta qualità e una maggiore libertà di fruizione”.

Canali dedicati

A rendere l’offerta di serie TV ancora più completa, due nuovi canali interamente dedicati che affiancheranno Sky Atlantic:

Sky Serie (dal 1° luglio al canale 112), il canale che offre serie mainstream e un’ampia varietà di generi. Si caratterizza per i grandi successi internazionali: dai drama alle saghe familiari, e ospiterà alcuni tra i nuovissimi titoli Sky Original come “Ridatemi mia moglie” e “A casa tutti bene – La serie”, solo per citarne alcuni in arrivo sul canale. Approderanno in palinsesto novità in prima visione come l’apprezzatissimo thriller dai risvolti da dark comedy “L’assistente di volo – The Flight Attendant”, con Kaley Cuoco, la star di The Big Bang Theory già sul set dei nuovi episodi. E ancora l’avventurosa miniserie “I Luminari – Il destino nelle stelle” con Eva Green o “Transplant”, medical drama canadese con protagonista un giovane medico sfuggito alla guerra civile in Siria, che andranno a impreziosire un palinsesto e una library in cui spiccano anche cult assoluti come “Sex & The City” e titoli evergreen come “E.R. – Medici in prima linea”.

Sky Investigation (dal 1° luglio al canale 114), la casa del genere crime, con decine di titoli in grado di abbracciarne tutte le declinazioni: dal thriller al noir, dalle detective stories al poliziesco scientifico fino agli amatissimi procedural drama. Su Sky Investigation sarà possibile vedere i grandi titoli internazionali e tantissime novità a tema crime in prima visione. Titoli che saranno disponibili anche on demand, per una library mai così ricca che includerà, tra gli altri, i capisaldi del genere. Tra le novità del primo mese di programmazione, il poliziesco scientifico “Coroner”, con Serinda Swan (Ballers, Feuf, Graceland) nei panni di un medico legale che affianca la polizia di Toronto, “Il Giustiziere”, crime drama a tinte action con Éric Cantona e il legal drama “Avvocati di famiglia – Family Law”, già rinnovato per una seconda stagione, con Victor Garber a capo di una famiglia piuttosto disfunzionale e di una law firm specializzata in diritto di famiglia. Fra i tanti titoli che arriveranno, anche il crime drama “The Equalizer”, con Queen Latifah, remake dell’omonima serie degli anni ’80 che aveva già ispirato il film con Denzel Washington.

Canali entertainment

E i due nuovi canali dedicati al mondo del factual entertainment, in aggiunta a Sky Arte, sono:

Sky Documentaries (dal 1° luglio ai canali 122 e 402), il posto perfetto per i documentari di approfondimento e d’inchiesta. Le icone, le leggende e i momenti che segnano il tempo, dalla musica all’attualità e alle biografie più appassionanti. Sky Documentaries è il racconto dentro le storie che cambiano il mondo. Ad accendere il canale, oltre ai già citati “Il Testimone” di Pif o “Bruno vs Tyson”, ci saranno titoli come la discussa miniserie “Allen vs Farrow” che ha riacceso i riflettori sulle accuse di abusi sessuali contro il regista, “Hillary”, un ritratto intenso dell’ex segretario di Stato USA o “Tiger Woods”, uno sguardo rivelatore sull’ascesa, la caduta e l’epico ritorno di un’icona. A questi si aggiungeranno tante altre storie originali, su vicende anche italiane che hanno colpito l’opinione pubblica.

Sky Nature (dal 1° luglio ai canali 124 e 404) apre una finestra sul mondo della natura con una programmazione spettacolare e contenuti di alta qualità, dedicati all’esplorazione della bellezza del mondo naturale. Il canale sarà caratterizzato dal meglio dei documentari internazionali e reportage a tema ambiente e sarà anche la casa di Love Nature, tra i leader mondiali di contenuti naturalistici. A inaugurare la nascita di Sky Nature sarà anche “Greta Thunberg – Un anno per salvare il mondo”, la docu-serie che segue la giovane attivista tra il 2019 e il 2020. Sky Nature sarà, inoltre, una lente d’ingrandimento sulla salvaguardia dell’ambiente, da sempre uno dei principali valori del gruppo Sky, attivo in prima linea attraverso progetti concreti per promuovere un business responsabile. Con la campagna Sky Zero, il gruppo si è impegnato a essere la prima media company in Europa a diventare net zero carbon entro il 2030, riducendo di almeno il 50% le emissioni generate dai propri prodotti, dai propri fornitori e dal proprio business.

Sky riorganizza l’area Operations. Nasce la struttura Customer Value & Service Management affidata a Fabio Francalancia

White Headshots – Fabio Francalancia

Sky annuncia la nascita di nuove aree nell’ambito delle Operations guidate dal Chief Operating Officer Domenico Labianca, con l’obiettivo di presidiare tutti i canali di contatto e rendere sempre più efficienti, reattive e digitali le relazioni con i clienti.

La prima area, denominata Customer Value & Service Management, è guidata da Fabio Francalancia che aggiunge questa sua nuova responsabilità a quella di Deputy COO. In questo nuovo ruolo, Francalancia si occuperà di migliorare costantemente la relazione con i clienti Sky e di rendere più efficienti i servizi a loro supporto. Per fare questo verranno integrate tutte le competenze umane e le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, al fine di fornire un servizio di valore in ogni interazione con gli abbonati. All’interno di questa nuova area confluisce l’attuale Customer Care, che viene arricchito anch’esso di nuove competenze progettuali e digitali.

L’area di Customer Digital Innovation & Service Creation è invece affidata ad Andrea Rolleri – già responsabile della Customer Digital Transformation – e nasce con l’obiettivo di unire, sotto un’unica guida, la dimensione digital e quella di process engineering al fine di ottimizzare tutti i processi e renderli ancora più efficienti. In questo contesto, nasce anche l’area Operations Performance Management, che supporterà le strutture operative nel raggiungimento degli obiettivi e che è guidata da Cinzia Bargetto.

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Vodafone Italia, lo smart working fa bene all’ambiente

L’Italia potrebbe in futuro risparmiare fino a 8,7 megatonnellate di Co2 equivalente all’anno, pari a 60 milioni di voli da Londra a Berlino, attraverso il ricorso allo smart working. È quanto emerge da un nuovo studio di Carbon Trust, associazione non a scopo di lucro istituita nel 2001 per aiutare le Organizzazioni a ridurre il loro impatto ambientale, e commissionato dal Vodafone Institute for Society and Communication, il think-tank europeo del Gruppo Vodafone.

Una tonnellata di Co2e a testa risparmiata all’anno

Per ogni persona che lavora in modalità agile in Italia il risparmio sarebbe equivalente a oltre una tonnellata (1.055 kg) di Co2e, pari a più di sette voli passeggeri da Berlino a Londra. Lo studio calcola che in futuro circa 8,23 milioni di posti di lavoro in Italia (36%) potranno essere svolti da remoto e che le persone in media lavoreranno da casa circa due giorni alla settimana (1,9). Anche la sede di Milano di Vodafone Italia ha registrato una riduzione delle emissioni di Co2e nel corso della pandemia: in un anno sono state risparmiate più di mille tonnellate di Co2e.

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Il report Homeworking – condotto in cinque Paesi europei (Repubblica Ceca, Germania, Italia, Spagna, Svezia) e Regno Unito – analizza la quantità di emissioni di carbonio risparmiate grazie al lavoro da remoto prima, durante e dopo la pandemia. Lo studio fornisce inoltre proiezioni sulla quantità di emissioni che sarà possibile risparmiare nel futuro post-emergenza con un impiego maggiore dello smart working rispetto al passato. Lo studio prende in analisi le emissioni del pendolarismo, della presenza in ufficio ed emissioni domestiche aggiuntive.  

Un anno di COVID-19: 2,7 giorni di telelavoro risparmiano 1,861 kg di CO2e per dipendente

Durante il lockdown il numero di lavoratori da remoto in Italia è salito – nella fase acuta dell’emergenza – fino a 6,58 milioni (fonte: Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano), ciascuno dei quali ha lavorato da remoto in media 2,7 giorni a settimana. Ciò si è tradotto in un risparmio di emissioni di carbonio di 1,861 kg CO2e per ciascuno, in aumento del 112% rispetto al periodo pre-COVID.

Andie Stephens, Associate Director Carbon Trust: “Il rapporto mostra che mentre il lavoro da casa offre un grande potenziale per il risparmio di carbonio, è importante comprendere le sfumature regionali e i modelli di lavoro e identificare le inefficienze che aumentano i consumi al fine di creare scenari di risparmio effettivi. Per realizzare pienamente i benefici ambientali a lungo termine di un aumento dei modelli di lavoro ibridi in futuro, dobbiamo assicurarci di adottare approcci diversi anche fuori casa. In caso contrario, gli uffici che operano a piena domanda di energia pur essendo occupati solo a metà o i sistemi di trasporto che non sono in grado di rispondere all’evoluzione della domanda potrebbero portare a un aumento complessivo delle emissioni di Co2e”.

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