“Hai mai pensato a quante vite potresti vivere oggi su Sky?”, al via la nuova campagna

Da oggi, lunedì 3 febbraio, è in onda la nuova campagna cinema e serie di Sky che punta tutto sull’incredibile varietà di storie disponibili su Sky, in grado di farci vivere migliaia di vite diverse. “Quale vita vuoi vivere oggi?”: su Sky chiunque potrà scegliere sempre quella più giusta per sé, che sia quella di un gladiatore dell’Antica Roma, o quella del tirapiedi di un cattivo, anzi Cattivissimo, o ancora quella della spregiudicata e coraggiosa eroina di un period drama. Qualunque sia la tua storia, Sky ha sempre quella giusta per te, e puoi sceglierla tra tantissimi film e serie.

Nel video, sulle note di “I bet my life” degli Imagine Dragons, sfilano solo alcuni dei tantissimi titoli in arrivo prossimamente. Il primo è IL GLADIATORE II, l’epico colossal con Paul Mescal, Denzel Washington e Pedro Pascal disponibile su Sky Primafila; si prosegue con CATTIVISSIMO ME 4, il nuovo capitolo targato Illumination che vede protagonista Gru e gli irresistibili Minions prossimamente su Sky Cinema e NOW; il titolo successivo è la produzione Sky Original L’ARTE DELLA GIOIA di Valeria Golino, che adatta liberamente l’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza, con Tecla Insolia, Valeria Bruni Tedeschi, Guido Caprino e Jasmine Trinca, dal 28 febbraio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW; e ancora THE WHITE LOTUS, la cui nuova stagione che dopo le Hawaii e la Sicilia farà tappa in Thailandia (dal 17 febbraio su Sky e NOW), e LOCKERBIE – ATTENTATO SUL VOLO PAN AM 103, con Colin Firth e Catherine McCormack, ora disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

La campagna pubblicitaria, ideata e realizzata dalla Sky Creative Agency Italia, sarà declinata su tutti i mezzi. La strategia e il planning offline sono a cura di Wavemaker.

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Vodafone si conferma al primo posto per qualità della rete 4G e 5G

Vodafone si conferma anche a gennaio 2025 come il miglior operatore della rete mobile in Italia, secondo i risultati dell’ultimo Osservatorio di Altroconsumo. I dati raccolti nel 2024 attraverso la app CheBanda, che permette all’utente di misurare in tempo reale la qualità della propria rete mobile, confermano ancora il primato in cima alla classifica (con 68.265 punti) di Vodafone. Il podio degli operatori migliori sulla rete mobile è completato da Tim (41.772 punti) e Fastweb (38.632 punti), operatore da tenere sotto controllo in questo 2025.

Il marchio Vodafone + Fastweb punta così a diventare il riferimento per la connessione di rete in Italia, sia fissa che mobile.

Chiudono la classifica, rispettivamente al quarto e quinto posto, WindTre con 30.984 punti e Iliad con 25.755 punti. Lo stesso ordine di classifica si mantiene molto simile sia prendendo in considerazione la sola rete 4G o la sola rete 5G, tranne per l’eccezione WindTre che supera abbondantemente iliad in 5G.

Cresce la velocità sia in 5G che in 4G

Per quanto riguarda la tecnologia 5G, in precedenza esclusa dal monitoraggio, circa un utilizzatore su cinque tra gli utenti della app CheBanda (23%) ha effettuato il test della rete mobile connettendosi attraverso il 5G, in aumento rispetto al 16% di un anno fa, l’8% nel 2022 e solo il 4% nel 2021.

La tecnologia 5G cresce ma la stragrande maggioranza degli utenti effettua ancora il test tramite tecnologia 4G, per questo motivo le prove del test effettuate con rete 5G hanno un peso del 20% sulla tabella, mentre le altre tecnologie, in larga prevalenza 4G, pesano per il restante 80%.

La velocità media delle connessioni 5G per il 2024 è stata di 139 Mbps in download e 20 Mbps in upload, entrambe più alte rispetto ai 119,8 Mbps in download e ai 14,1 Mbps in upload rilevati nel 2023. Anche il 4G, tecnologia ancora utilizzata in maggioranza (nel 75% dei test) fa registrare un aumento della velocità sia in download (da 48,3 a 52 Mbps) che in upload (da 9,8 a 12 Mbps).

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Poste Italiane, il podcast sull’Intelligenza Artificiale

Poste Italiane, per aiutare gli utenti ad orientarsi al meglio nel mondo dell’AI, propone un percorso di Educazione Digitale con nuovi contenuti multimediali che illustrano in modo semplice questa nuova tecnologia. Sul sito di Poste Italiane, al link https://www.posteitaliane.it/it/educazione-digitale.html sono ora disponibili podcast e videopodcast tradotti in Lingua Italiana dei Segni, che raccontano l’Intelligenza Artificiale (AI) partendo dalle basi: come riesce a generare contenuti, cosa sia un algoritmo e come riesce ad imparare dai dati.

Attraverso le infografiche si può, inoltre, approfondire come nel tempo si sia evoluta la definizione stessa di AI, i diversi livelli che la compongono e come difendersi da deepfake e disinformazione.

Il machine learning, ad esempio, è alla base di molte applicazioni quotidiane come i suggerimenti personalizzati di piattaforme streaming o eCommerce: grazie alla loro capacità di apprendere dai dati riescono a migliorarsi costantemente, offrendo consigli sempre più precisi e in linea con le preferenze degli utenti.

Si parla invece di deep learning quando usiamo la fotocamera dello smartphone per identificare degli oggetti o tradurre delle scritte, mentre entra in gioco l’AI generativa quando attiviamo i sistemi GPT per generare testi o immagini.

Il percorso Educazione Digitale della Corporate University di propone costantemente nuovi contenuti multimediali sempre gratuitamente disponibili nel sito web, con una sezione dedicata a videopodcast in Lingua Italiana dei Segni. I contenuti spaziano da buone regole di cybersecurity, attenzione a phishing e truffe fino al supporto del digitale nella gestione consapevole dei consumi quotidiani.

L’Educazione Digitale mira a promuovere la conoscenza degli strumenti tecnologici e a poter cogliere al meglio le opportunità offerte dalle innovazioni sia in ambito personale che lavorativo.

Periodicamente vengono realizzati anche webinar di approfondimento, le attività possono essere seguite anche sui canali social LinkedIn, Facebook e X di Poste Italiane.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://www.posteitaliane.it/it/educazione-digitale.html

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Anitec-Assinform, al via progetto di divulgazione sull’AI Act europeo

Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese ICT in Italia, in collaborazione con Qubit Law Firm & Partners, ha avviato oggi una campagna di divulgazione per supportare le imprese nell’adeguamento all’AI Act, il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale di recente pubblicazione.

L’AI Act è il primo quadro normativo orizzontale sull’intelligenza artificiale a livello globale e richiede un significativo impegno da parte delle imprese per garantire la compliance. Per questo motivo, Anitec-Assinform ha avviato un progetto in più fasi per accompagnare le aziende nel percorso di adeguamento.

Policy Paper

Si inizia oggi, con la pubblicazione di un Policy Paper di approfondimento sui contenuti del Regolamento. Il documento ha l’obiettivo di fornire alle figure “non-legal” delle aziende IT una panoramica del Regolamento e degli obblighi che comporta per le imprese.

Workshop per le aziende

La seconda fase dell’iniziativa prevede l’organizzazione di workshop specifici focalizzati su temi di maggiore rilevanza per le imprese, come i percorsi per certificare i sistemi di intelligenza artificiale prodotti o utilizzati.

Use cases

Il progetto proseguirà con la pubblicazione di casi pratici sul sito di Anitec-Assinform, dove verranno illustrati problemi concreti di compliance e le relative soluzioni. Il programma prevede anche la realizzazione di webinar informativi per fornire un supporto continuativo alle imprese nel loro percorso di adeguamento alla normativa.

“L’IA in Italia sta vivendo una forte crescita, con un mercato che ha raggiunto i 674 milioni di euro nel 2023 ed è previsto arrivare a 909 milioni nel 2024. Per garantire che l’AI Act non ostacoli questo slancio innovativo, vogliamo fornire, soprattutto alle PMI, strumenti e indicazioni pratiche per l’adeguamento ai requisiti del regolamento”. ha detto Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform.

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Poste Italiane, i passaporti in ufficio postale. Boom di prenotazioni in provincia di Monza e Brianza

Anche in Lombardia accelera il servizio di rilascio e rinnovo del passaporto offerto da Poste Italiane.

Nella provincia di Monza e Brianza i 43 uffici postali registrano un vero e proprio boom di prenotazioni, offrendo ai cittadini la possibilità di richiedere in pochi e semplici passi il nuovo documento.

Come spiegato da Poste Italiane, per effettuare la richiesta bisogna essere residente/domiciliato presso uno dei Comuni abilitati.

Per questo è fondamentale verificare se il proprio Comune è abilitato e in quali Uffici Postali è attivo il servizio. Per alcuni uffici è obbligatoria la prenotazione (per ogni singola prenotazione potrà essere effettuate una sola richiesta).

Alla fine dell’operazione sarà rilasciata una ricevuta in cui saranno indicati l’Ufficio di Polizia che gestirà la richiesta e il codice di protocollo di riferimento.

È possibile ritirare il Passaporto Elettronico presso l’Ufficio di Polizia che sarà indicato o, in alternativa, richiedere direttamente all’operatore dell’Ufficio Postale la consegna a domicilio, che avverrà attraverso il servizio di Passaporto a domicilio.

Per presentare la richiesta di rilascio del passaporto sarà necessario prenotare l’accesso al servizio nella sezione specifica del sito di Poste Italiane all’indirizzo https://www.poste.it/prodotti/passaporto-elettronico.html.

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CCNL Tlc: contratto scaduto da due anni, sindacati in agitazione

Lo scorso 18 dicembre si è svolto un ulteriore incontro tra Asstel, la delegazione trattante e le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil per proseguire il confronto relativo alla rinnovazione contrattuale del CCNL delle Telecomunicazioni.

L’incontro è stato utile per registrare diversi avanzamenti su temi inerenti normativa e organizzazione del lavoro, in cui le parti hanno individuato punti di sintesi che portano a soddisfazione reciproca. Restano da approfondire i testi su tutta la parte relativa alla classificazione del personale. Il modello condiviso di costruire delle famiglie professionali, al fine di favorire anche una crescita orizzontale, oltre che verticale, va affrontato superando gli schemi di conversione, introducendo nuovi livelli inquadramentali che concretizzino una vera crescita professionale all’interno delle nuove aree. Si registrano distanze considerevoli sul tema malattia e lavoro agile/controllo della prestazione.

Asstel continua a richiedere un modello di pagamento dei primi tre giorni di malattia che riconosca un decalage di pagamento, fino al suo azzeramento, mentre per il sindacato confederale non c’è alcuna intenzione di modificare quanto previsto dal CCNL in vigore.

Per quel che concerne il combinato disposto di lavoro agile e verifica della prestazione restano le distanze delle parti, già sancite nei precedenti incontri. Il sindacato, al fine di rendere ancor più strutturale il lavoro agile, quale elemento fondativo della organizzazione del lavoro, ribadisce la disponibilità ad individuare forme di verifica che garantiscano equivalenza tra la prestazione svolta in sede e quella svolta da remoto. Non è sicuramente il tema del controllo della prestazione individuale la soluzione per il mantenimento degli attuali modelli di smart working, considerato che questa rivendicazione datoriale è ben precedente alla pandemia ed alla remotizzazione di emergenza.

Ma il nodo cruciale continua a rimanere la parte economica, su cui con sempre maggiore evidenza emerge l’atteggiamento dilatorio di Asstel che rimanda la discussione ancora, chiedendo aggiornamento al mese di febbraio, nonostante con fermezza unitariamente il sindacato confederale abbia chiesto, da tempo, una accelerazione del confronto sui temi economici. Le organizzazioni sindacali auspicavano che in questo periodo maturassero avanzamenti importanti sui temi economici e salariali, per poi utilizzare gli incontri calendarizzati per chiudere il negoziato. Invece non solo non si sono registrati avanzamenti, ma alcune dichiarazioni emerse sulle testate giornalistiche da parte degli amministratori delegati delle maggiori Telco, e la crescente indisponibilità, nemmeno troppo celata, delle aziende di CrmBpo a riconoscere aumenti economici in linea con l’inflazione, dimostrano chiaramente come le distanze segnate sul merito non siano altro che un modo per non confrontarsi realmente sul tema economico.

Non è più tempo di tergiversare, le tattiche dilatorie non risolvono il problema, anzi lo amplificano, considerato che il CCNL è scaduto da oramai 2 anni. Le lavoratrici ed i lavoratori del settore delle Telecomunicazioni hanno il diritto di vedere riconosciuti aumenti salariali in linea con l’inflazione, recuperando 2 anni di ritardo segnati da fenomeni inflattivi imprevisti, che hanno pesantemente inciso sul proprio potere di acquisto.

Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, hanno pertanto avviato le procedure di raffreddamento a sostegno della ferma rivendicazione di rinnovare il CCNL in tempi brevissimi.

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Enel, al via programmi di alta specializzazione tecnologica per i giovani negli ITIS di Macomer e Civitavecchia

Enel scende in campo con percorsi di formazione ad alta specializzazione tecnologica dedicati alla transizione energetica. Sono infatti stati avviati nuovi anni accademici delle Fondazioni ITSEL di Civitavecchia e dell’ITS di Macomer, un’ulteriore opportunità per i tanti giovani che, al termine della scuola superiore, optano per una formazione didattica altamente aderente alle esigenze del mondo delle imprese e del lavoro.

Gli Istituti Tecnologici Superiori, anche detti ITS Academy, sono una realtà ancora poco conosciuta in Italia ma dalle grandi potenzialità nel promuovere concretamente l’inclusione lavorativa e una strategia fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali. Si tratta di percorsi di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica dopo il diploma finanziati da fondi pubblici, che prevedono l’erogazione, tramite fondazioni appositamente costituite, di un corso biennale di circa 1.800 /2000 ore, di cui una parte svolta in tirocinio presso le aziende.​

Attraverso le collaborazioni con  Fondazione ITS Academy Energia Sardegna  (NU) e Fondazione ITSEL (Istituto Tecnologico Superiore per l’Energia del Lazio) di Civitavecchia Enel intende offrire un’opportunità per un futuro da protagonisti del settore dell’energia. Ai percorsi formativi collaborano anche alcune aziende dell’indotto Enel, con docenze e tirocini. Inoltre, alcuni dipendenti Enel in qualità di volontari di competenza ed esperti ANSE (Associazione Nazionale Seniores Enel), con il loro bagaglio professionale e culturale difficilmente reperibile sul mercato, si mettono a disposizione per alcuni moduli formativi. Circa la metà delle ore di formazione viene infatti erogata da esperti provenienti dal mondo aziendale e i percorsi didattici possono essere aggiornati ogni anno in base alle mutate esigenze del contesto.

Relativamente al corso già attivo, gli studenti del primo biennio di Macomer hanno sostenuto l’esame di specializzazione su fonti rinnovabili e sistemi di accumulo mentre a Civitavecchia 24 studenti stanno proseguendo il percorso formativo iniziato a novembre 2023 in efficienza energetica ed energie rinnovabili. Nel 2024 hanno preso il via i corsi del nuovo biennio cui si è aggiunto anche un corso di specializzazione con sede ad Albano Laziale.

Una grande opportunità che rappresenta anche un significativo investimento per il futuro. Dal rapporto INDIRE 2024, basato su dati 2022, l’87% (87,9% nel comparto energia) dei diplomati ha trovato occupazione entro un anno in un settore quasi sempre coerente con i propri studi. Alcune aziende dell’indotto e del territorio contribuiscono all’accoglienza dei ragazzi in tirocinio e alcuni studenti sono stati accolti da società del Gruppo Enel.

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Poste Italiane, al primo posto in Europa nel settore assicurativo per gli indici di sostenibilità Dow Jones

Poste Italiane è al primo posto per la sostenibilità in Europa nel settore assicurativo europeo ed è seconda a livello mondiale. Il gruppo consolida la propria leadership nella sostenibilità e conferma la presenza nel Dow Jones Sustainability Index World, e nel più selettivo Dow Jones Sustainability Index Europe, per la sesta volta consecutiva.

Poste Italiane ha raggiunto un punteggio totale pari a 90, su una media del settore di 44 punti; ha inoltre, confermato il primo posto nel settore assicurativo europeo ed è seconda a livello mondiale, con il più alto punteggio in assoluto nella dimensione sociale (98 punti) e una crescita rispetto al 2023 di 18 punti nella dimensione ambientale.

Il riconoscimento arriva dall’agenzia di Rating S&P Global sui risultati del Corporate Sustainability Assessment (CSA). Standard&Poor’s Global confronta i risultati delle politiche di sostenibilità delle aziende di più di 60 settori. Il Dow Jones Sustainability World Index traccia la performance del top 10% delle 2.500 maggiori aziende quotate all’interno del S&P Global Broad Market Index; mentre Il Dow Jones Sustainability Europe Index traccia la performance del top 20% delle 600 maggiori organizzazioni del continente europeo.

L’ingresso negli indici Dow Jones Sustainability Index World e Europe e la leadership nella classifica mondiale del settore assicurativo di S&P Global si inseriscono tra i numerosi riconoscimenti ricevuti dal Gruppo Poste Italiane per le sue politiche di sostenibilità. A questo risultato si aggiungono l’ottenimento della medaglia di platino ricevuta da EcoVadis, il primo posto in tutte e tre le dimensioni dell’ESG Quality score di ISS, il mantenimento della valutazione di “AA” nel rating MSCI e la conferma del posizionamento nella categoria advanced ottenuto da parte di Moody’s, oltre all’inclusione di Poste Italiane all’interno dei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali, come l’ESG-Identity Corporate Index, Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100, FTSE4Good e Stoxx Global ESG Leaders.

Poste Italiane, inoltre, ha mantenuto il proprio primato tra i leader della sostenibilità nell’ambito dell’indice MIB® ESG lanciato nel 2021 da Euronext e Borsa Italiana, dimostrando l’impegno continuo verso una gestione responsabile e sostenibile.

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Fibercop: nei primi 9 mesi ricavi a 2,9 miliardi e EBITDA normalizzato a 1,6 miliardi

FiberCop, il principale operatore italiano di infrastrutture digitali nato come entità indipendente il 1° luglio 2024 dallo scorporo dell’intera rete fissa Tim, ha pubblicato per la prima volta i risultati pro-forma stand-alone al 30 settembre 2024, con ricavi per 2,9 miliardi di euro. I risultati, uniti a una solida base di 14,7 milioni di linee attive nei segmenti Ftth, Fttc, Adsl e Voce, conferma il ruolo di FiberCop quale principale fornitore wholesale di banda larga in Italia. L’Ebitda normalizzato e l’Ebitda normalizzato dopo il leasing si collocano rispettivamente a 1,6 e 1,4 miliardi di euro, offrendo pieno sostegno agli ambiziosi piani di investimento della società nello sviluppo della rete in fibra ottica Ftth (Fiber to the Home) in Italia.

“Siamo molto soddisfatti di questi primi risultati – ha commentato Luigi Ferraris, amministratore delegato di FiberCop – e della nostra capacità di garantire una separazione ordinata e la continuità aziendale. Siamo ben posizionati per raggiungere l’obiettivo Pnrr in termini di sviluppo della rete Ftth nelle aree del Paese a bassa e media densità e confermiamo il nostro impegno rispetto al piano nazionale per garantire connettività a banda ultra larga al maggior numero possibile di famiglie e imprese italiane. I risultati operativi e finanziari del trimestre, in linea con le nostre aspettative, rappresentano una solida base per continuare a realizzare i nostri significativi programmi di investimento”.

L’azienda e nata con una struttura patrimoniale solida, con liquidità per 1,2 miliardi di euro che, unitamente a una revolving credit facility nella forma di linee committed e unfunded per 2 miliardi di euro, garantiscono un significativo margine di liquidità per 3,2 miliardi di euro. Il finanziamento avviene anche attraverso un indebitamento di circa 10 miliardi ben diversificato in termini di strumenti e di composizione a tasso fisso/variabile, tutto con scadenze successive al 2026 e un profilo di scadenze ben distribuito fino al 2055. Sul fronte operativo, lo sviluppo della rete in fibra ottica Ftth procede a ritmi sostenuti, con la copertura di 11,6 milioni di unità immobiliari a fine settembre 2024, pari a un incremento di 1,4 milioni rispetto a dicembre 2023. FiberCop sta procedendo allo sviluppo degli investimenti sia nelle aree inserite nel piano autonomo sia in quelle designate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

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Galli, DG INWIT: ‘Le nostre infrastrutture digitali e condivise ecosistema integrato e capillare a supporto di Telco, progetti Smart City e 5G’

Il nostro è un modello di business basato sulla sharing economy. A servizio dell’ecosistema industriale offre vantaggi all’industria delle telco poiché evita la duplicazione degli investimenti per gli operatori. Ciò è un pregio per un settore in cui il ritorno sugli investimenti ha un valore specifico. Inoltre, grazie alle nostre infrastrutture digitali e condivise, il nostro è un business intrinsecamente sostenibile, poiché genera efficienza industriale, economica, sociale e ambientale”,ha detto Diego Galli, Direttore Generale di INWIT ad un evento che si è tenuto a Roma.

Infrastrutture condivise

E ha aggiunto “Per costruire le smart city servono infrastrutture digitali e condivise che abilitino una connettività 5G stabile, efficiente e capillare. Oggi INWIT è una digital infrastructure company. Le nostre quasi 25.000 torri distribuite capillarmente su tutto il territorio (una torre ogni 3 km e ogni 5-600 metri nelle città) e le circa 600 coperture dedicate multi-operatore per location indoor DAS (Distributed Antenna System) sono un ecosistema integrato e capillare, in grado di servire contemporaneamente più operatori e più tecnologie. Il nostro modello porta efficienza economica ed industriale nella catena del valore a beneficio dei nostri clienti, i telco operator, ed efficienza ambientale, con minore utilizzo di risorse”.

Piano di investimenti da 800 milioni

Abbiamo un piano di investimenti da 800 milioni tra infrastrutture digitali outdoor e indoor. Lo scorso anno abbiamo realizzato 900 nuove torri e circa altrettante ne aggiungeremo entro la fine di quest’anno. Ma è anche con le nostre coperture dedicate multi-operatore per location sia indoor, sia outdoor DAS che contribuiremo a realizzare le smart city italiane. Ad oggi abbiamo abilitato la connettività multi-operatore in 5G in oltre 130 ospedali, più di 10 campus universitari, diversi musei e centri commerciali. E non solo: abbiamo concretizzato progetti strategici come la copertura multi-operatore 5G della linea metropolitana Blu M4 di Milano e con A2A abbiamo un accordo per installare small cell 5G sui pali dell’illuminazione pubblica”, ha continuato Galli.

Roma 5G

“A Roma, inoltre, abbiamo acquisito il controllo esclusivo di Smart City Roma per sviluppare la connettività 5G in tutti i principali punti nevralgici della città (metropolitane, piazze e strade), in collaborazione con Roma Capitale e a supporto di tutti gli operatori del settore. Questo progetto, particolarmente cruciale anche in vista del Giubileo, pone le basi per trasformare Roma in una vera smart city, facendola diventare una città moderna e all’avanguardia”, ha concluso Galli.

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