AI, copyright e audiovisivo. Lasorella (Agcom): “Tecnologia dirompente capace di ridefinire il modo di produrre, distribuire e consumare contenuti”

Tra tutele e innovazione. L’audiovisivo nella corsa all’Intelligenza Artificiale

L’innovazione tecnologica sta progressivamente investendo tutti i settori industriali, economici e sociali della nostra società. Il legislatore è chiamato al difficile compito di regolamentare un ambito che è profondamente segnato dalla rapidità del progresso di queste tecnologie, sia a livello nazionale, sia europeo.

Il tema è stato al centro del convegno dal titolo “Tra Tutele e Innovazione. L’audiovisivo nella corsa all’Intelligenza Artificiale”, organizzato a Roma dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) presso lo spazio Esperienza Europa “David Sassoli”, messo a disposizione dal Parlamento europeo.

Un’occasione per fare il punto sulle opportunità e i rischi generati dall’incontro tra intelligenza artificiale (AI) e settore audiovisivo, assieme a regolatori, policy maker e stakeholder, che si sono confrontati sulle principali dorsali dell’attuale impiego di questa tecnologia nell’ambito dell’industria culturale.

“Un confronto sull’audiovisivo al tempo dell’AI è rilevante nel contesto europeo, sia per il copyright, sia per l’industria, sia della pirateria, sia in termini di regolamento. Una tecnologia dirompente che si inserisce in un contesto fortemente instabile, che richiede una nuova visione di policy. Le piattaforme digitali oggi hanno un ruolo chiave nello sviluppo del settore dell’informazione e dei media, con l’obbligo di affrontare con decisione il problema della disinformazione e della manipolazione dell’opinione pubblica. L’UE deve rimanere uno spazio di regole”, ha detto Carlo Corazza, Direttore del Parlamento europeo in Italia, aprendo il convegno con i saluti delle Istituzioni.

Secondo Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM: “L’AI è una tecnologia dirompente in grado di ridefinire il modo in cui i contenuti mediatici sono prodotti, distribuiti e consumati. Per l’AI Act e il suo corso legislativo in Italia come Agcom cerchiamo di capire in che modo regolamentare l’utilizzo di questa tecnologia nei settori di interesse, nella tutela dei diritti e nell’innovazione. Nostro compito è regolare tutto questo. Il DSA è il plesso normativo che riguarda l’AI che è già tra noi, come le piattaforme la usano per regolare i servizi che offrono. Il DSA detta le norme fondamentali affinché il design stesso delle piattaforme nell’uso dell’AI risponda ai criteri di trasparenza e tutela degli utenti. I gatekeeper hanno già investito nei grandi sistemi di AI e per integrarla nei vari servizi si rischia di erigere nuove barriere di accesso al mercato. Poi ci sono criticità per quel che riguarda il copyright. È necessario garantire un’interazione più efficace tra disciplina settoriale dei media e copyright e i plessi normativi DSA e AI Act”.

“Dal codice di buone pratiche siamo passati al codice di condotta sulla disinformazione ai sensi del DSA. Con questa conversone l’UE compie un passo decisivo nel contrasto alla disinformazione. È un benchmark per valutare le responsabilità delle piattaforme digitali in questo campo. Dal 1° luglio prossimo le piattaforme saranno sottoposte a verifiche annuali indipendenti. Il codice è frutto di un confronto multilaterale tra tutti gli attori impegnati nella lotta alla disinformazione. I suoi pilastri sono diversi: eliminare gli incentivi economici alle fake news e a chi le diffonde, aumentare la trasparenza della pubblicità politica, aumentare la consapevolezza degli utenti con strumenti più efficaci. Alcune piattaforme importanti si sono ritirate dagli impegni del fact-checking. Ci sono dei dubbi in generale sull’efficacia del codice e la Commissione avvierà un dialogo per il follow-up. Poi c’è la questione della relazione tra copyright e AI. I dati per l’addestramento di questi modelli sono protetti dal diritto d’autore. L’UE si è dotata di strumenti di policy per lo sviluppo di tecnologie di machine learning, introducendo due eccezioni al copyright per consentire l’impiego di queste tecnologie nell’industria dei contenuti. La più importante è l’eccezione TDM per bilanciare la promozione dell’innovazione e la tutela dei diritti d’autore, che possono sfruttare lo strumento dell’opt-out, un cardine fondamentale per favorire il rispetto dei diritti in qualsiasi luogo e per conciliare l’ubiquità del web con il rispetto del diritto d’autore a livello nazionale”, ha spiegato Giuseppe Abbamonte, Direttore per le politiche dei media Commissione Europea.

“L’AI va affrontata a seconda delle applicazioni, con delle regole specifiche per ogni settore di impiego, mentre nell’industria creativa e culturale si deve dare un’attenzione diversa, una regolamentazione diversa. C’è il diritto d’autore e la tutela dell’immagine, della voce e dei testi dei creatori. Abbiamo messo nel tax credit della legge cinema strumenti di regolamentazione per l’industria dell’audiovisivo che necessità di regole che si adattino rapidamente ai cambiamenti tecnologici. Abbiamo messo dei paletti per garantire trasparenza nell’uso dell’AI, che rimane uno strumento e che non deve togliere nulla all’uomo e il suo specifico spazio esistenziale e professionale. I fondi dati agli attori e altri professionisti siano garantiti per le persone. Abbiamo sottolineato come non potesse essere sottinteso in un contratto che le immagini siano sfruttabili in altri contesti fuori dal consenso specifico per un’opera. Serve un’autoregolamentazione dei soggetti interessati”, ha dichiarato Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato Ministero della Cultura.

“In pochi anni siamo arrivati alle soglie di un mondo sempre più distopico, con tecnologie in grado di stupirci sempre di più, ma a rischio altissimo in termini di democrazia, copyright e sostenibilità sociale. Si pone un problema di tutela della proprietà intellettuale dei lavoratori e delle loro competenze. La maggior parte delle piattaforme è impostata per profilare i contenuti attraverso algoritmi troppo opachi. Le innovazioni non sono sbagliate per sé, dipende dagli usi che se ne fanno. L’utilizzo delle tecnologie avviene in contesti non ancora pienamente regolamentati e segnati da squilibri spaventosi tra imprese e utenti. Serve un perimetro di regole trasparenti, uno sforzo sulle competenze e un confronto serrato tra Governi e imprese tecnologiche”, ha detto Alessio Butti, Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri, intervenendo in video.

L’evento – articolato in tre panel dedicati a disinformazione e hate speech, tutela del copyright online e pirateria, impatti dei sistemi di AI nella produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi – è stato moderato da Enrico Pagliarini di Radio24.

L’AI vista dall’Europa

Nel panel dal titolo “L’AI vista dall’Europa”, Andrea Renda, Coordinatore Comitato AGCOM sull’AI, ha dichiarato che si deve “cercare di capire come la creatività umana si adatterà all’AI, uno strumento che si riproduce rapidamente con formidabile efficacia e che si alimenta con quanto fatto fino ad oggi dall’umanità. Negli USA l’AI generativa è stata spinta al punto che investimenti enormi non producono eguali profitti. Siamo di fronte alla consapevolezza che il futuro dell’AI non è negli LLM. In Europa si cerca un’AI affidabile con requisiti stringenti e gli attuali LLM non riescono ad adeguarsi a nessuno di questi criteri. In Europa si sta lavorando ad un’idea di un CERN he si occupi di fare ricerca sull’AI pe renderla sicura e affidabile, per migliorarne le applicazioni nella scienza, nell’industria e nei servizi pubblici ed evitare i rischi che già abbiamo individuato. Si tratta di tecnologie centrali per il mantenimento dei livelli di competitività che l’UE ha fissato come obiettivi chiave per la crescita. Nell’interazione tra competenza e sicurezza si sta lavorando su alcuni punti chiave. Riaprire l’AI Act per semplificarne l’applicazione e ridurre i costi amministrativi e di compliance per le imprese e le PMI in particolare. La Commissione ha ritirato la direttiva sulla responsabilità civile al tempo dell’AI ma il parlamento potrebbe portarla avanti comunque, per creare un quadro giuridico comune tra i Paesi UE, tale da semplificare lo sviluppo dell’AI”.

Successivamente, ha preso la parola in collegamento da Strasburgo, Brando Benifei, Deputato Parlamento europeo: “Stanotte sono stati attivati negli USA i dazi su acciaio e alluminio europei. Stamattina la Commissione ha annunciato delle misure di risposta. Questo perché non possiamo accettare tutto quello che gli USA ci chiedono e non possiamo sperare che i rapporti migliorino andando sempre incontro alle aspettative americane. Si deve rispondere con l’obiettivo di negoziare da un punto di forza. Il parlamento non intende mollare la direttiva e stiamo proponendo alla Commissione di trovare una formulazione diversa. Si rischia di trasferire la responsabilità dell’AI dalle grandi imprese alle più piccole. Stiamo dando un messaggio chiaro: aspettiamo che si abbassi la tensione politica con gli USA e cerchiamo di lavorare lucidamente. Su questo tema c’è convergenza nel Parlamento sull’AI Act e la tutela dei diritti. La semplificazione va bene, ma non possiamo deregolamentare ogni settore per far piacere alle esigenze degli Stati Uniti. Nel negoziato sulle tariffe non possiamo farci mettere in discussione le nostre leggi, piuttosto lavoriamo con l’AI office per semplificare la compliance delle piccole e medie imprese. L’AI Act lavora su questo fronte: ridurre i rischi e rendere più sicuro l’uso dell’AI da parte di imprese, PA e cittadini. Solo con regole chiare e un clima di fiducia è possibile sfruttare al massimo e in sicurezza le potenzialità di questa tecnologia in chiave di crescita e sviluppo”.

Per quel che riguarda l’impatto della diffusione dell’AI sull’attività regolamentare di AGCOM, intervenendo nel panel “AI, Disinformazione, Hate Speech e Tutela dei Minori”, la Commissaria Laura Aria ha sottolineato che “noi tutti siamo coinvolti nella sfida per una regolazione efficace dell’Intelligenza Artificiale, specie in relazione alla tutela dei diritti fondamentali, sia per individuare le criticità e i rischi che l’Intelligenza Artificiale porta con sé, ma soprattutto per coglierne le opportunità di innovazione, crescita e sviluppo sociale ed economico”.

“L’innovazione va guidata e resa sicura per imprese e cittadini. Ci sono casi però in cui la titolarità del diritto deve rimanere nelle mani degli autori. Devono essere le società che gestiscono l’algoritmo ha dichiarare che i dati acquisiti per il training siano aderenti al copyright, se ne devono preoccupare loro. Fondamentale il nuovo comitato Agcom sull’AI. La difesa del copyright va aggiornata ai nuovi utilizzi della tecnologia. La normativa italiana, istituendo il nuovo reto di deep fake, è innovativa a livello europeo. Il caso Crosetto ha fatto scuola. Ci stiamo interfacciando con potenti strumenti che hanno anche finalità criminali particolarmente gravi”, ha precisato Alberto Barachini, Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri.

AI, copyright e pirateria

Da sinistra: Massimiliano Capitanio, Gina Nieri, Federico Bagnoli Rossi

“Sulla tutela del copyright la situazione è grave, perdiamo 2 miliardi di ricavi per colpa della pirateria e oggi fare pirateria nonostante l’AI possa darci una grande mano in questa lotta in Italia è semplicissimo. Chiunque può andare sullo store di Google e scaricare app per vedere partite e film violando il copyright, rubando i contenuti. Su Alibaba si può comprare una chiavetta per vedere contenuti piratati. Su TikTok è possibile guardare partite di calcio senza pagare. Solo per fare alcuni esempi. Barachini ha fatto bene ha dire che il tema fondamentale è la fiducia. L’AI dal nulla non crea niente, genera acquisendo proprietà intellettuale che va riconosciuta e remunerata. Vale per ogni settore, soprattutto l’audiovisivo. Ci sono diverse criticità, tra cui la violazione dei diritti d’autore. L’innovazione c’è mancano le tutele. Agcom c’è, sia nel settore dei diritti sportivi, ora anche nell’audiovisivo, con la rimozione tempestiva dei link pirata entro 30 minuti. Agcom ha stretto un protocollo col MUR per investire nelle competenze, perché l’AI è un grande strumento di conoscenza ma bisogna saperlo usare, stiamo potenziando il ruolo di chi deve segnalare le violazioni del copyright in rete. L’avvento comunque positivo dell’Intelligenza Artificiale impone con urgenza un’azione di responsabilizzazione per fare in modo che i cittadini possano esserne fruitori attivi e non consumatori passivi. Regole ed educazione civica digitale sono imprescindibili”, ha detto Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, aprendo il panel “AI, Copyright e Pirateria”.

“Senza regole forse qualcuno fa soldi più facilmente. Noi vogliamo lavorare in un contesto di regole chiare, che tutti devono rispettare. Con l’arrivo di Trump sono state spedite lettere dall’FCC in cui si evidenzia che le leggi dell’Europa sono liberticide e che limitano l’azione delle imprese americane nel mercato europeo. Le piattaforme che avevano sottoscritto il codice sulla disinformazione prodotto da Bruxelles hanno subito sfruttato l’occasione per liberarsi dai vincoli del DSA”, ha sostenuto Gina Nieri di Mediaset.

Secondo Federico Bagnoli Rossi di FAPAV: “L’Italia è uno dei Paesi più attenzionati dai pirati. Noi come FAPAV utilizziamo in maniera responsabile l’AI per fare attività di comunicazione e lo facciamo anche oggi, come nel caso della campagna di sicurezza nelle sale cinematografiche “Il cinema siete voi”. L’AI non è solo uno strumento dalle grandi potenzialità, ma anche dai grandi rischi. Dietro alla pirateria c’è la criminalità organizzata che vuole fare facili profitti, come nel caso delle IPTV illegali, che proprio grazie al piracy shield stiamo contenendo e contrastando. Un business pirata che gestisce un’intera filiera della pirateria che oggi può avvantaggiarsi proprio delle potenzialità dell’AI. Come FAPAV inizieremo ad introdurre il lato positivo dell’AI che può essere impiegata nella lotta alla pirateria. Fondamentale sarà la formazione. Oggi c’è il semaforo verde al primo corso del LABS – Learn Antipiracy Best Skills, la società benefit di FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, in collaborazione con Anica Academy, per sviluppare competenze post laurea proprio su queste tematiche”.

L’AI nella produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi

“L’audiovisivo è un settore che sta vedendo un crescente utilizzo dell’AI, con un tasso di penetrazione del 38% e le prospettive sono di una crescita esponenziale. Accanto a questa crescita esponenziale si accompagna ovviamente allarme sociale e una sottile inquietudine, che però è la stessa che ha accolto ogni nuova tecnologia o nuovo mezzo di comunicazione.
Preoccupazioni in ordine al possibile rimpiazzo e sostituzione del fattore umano, dell’autodeterminazione umana, per mezzo delle macchine, aprendo agli scenari apocalittici narrati dalla fantascienza. Più precisamente, quanto al settore diventa audiovisivo, la preoccupazione riguarda la sostituzione dei talenti, degli attori, dei doppiatori, ma anche di chi lavora nel backstage, cioè tutte quelle maestranze creative coinvolte nella realizzazione del prodotto, dal concept alla scrittura, dalle riprese alla postproduzione e alla distribuzione. Sono molto lieta che la sottosegretaria Borgonzoni abbia fatto riferimento al fatto che non è sul piatto l’idea di una intelligenza artificiale applicata agli attori, ma perimetrata e ridotta semplicemente all’opera.
In nessun modo, io credo, l’intelligenza artificiale arriverà a ledere la centralità, il ruolo centrale dell’attore nel determinare il valore del prodotto e l’engagement con l’audience. E questo ce lo racconta anche la scienza. In nessun modo la mediazione tecnologica ha nel tempo ridotto la centralità dell’umano e della corporeità umana, al contrario ha permesso l’affermarsi di un vero e proprio star system.
Quando si va a verificare qual è l’effettivo utilizzo dell’intelligenza artificiale nella filiera produttiva, ci si rende conto che gli usi sono volti a potenziare la creatività umana, ad aumentare il controllo editoriale.
L’AI può potenziare l’immagine degli attori nell’industria dell’audiovisivo, soprattutto con algoritmi che ringiovaniscono volti, ma anche con sistemi di traduzione di molte opere che altrimenti non varcherebbero il imiti del mercato nazionale. La stessa tecnologia può tutelare il copyright andando a rintracciare ogni violazione
”, ha dichiarato Elisa Giomi, Commissaria AGCOM, intervenendo nel panel “L’AI nella Produzione e Distribuzione dei Contenuti Audiovisivi”.

“Il nostro settore è da sempre la frontiera delle nuove tecnologie applicate all’industria, che qui trovano pieno e pioneristico impiego. Pensiamo alla CGI e altri visual effects legati al virtuale. Ovviamente non mancano mai diffidenza e paura, ma c’è anche tanta voglia di sperimentare. I cambiamenti tecnologici portano sempre con sé nuove opportunità e nuovi rischi. L’AI è una grande opportunità per potenziare la creatività nel settore audiovisivo. Gli artisti contemporanei posso sfruttare oggi effetti visivi avanzati, alcuni dei quali incorporano l’AI, che aiuta notevolmente il processo creativo e produttivo. Basti pensare alla tecnica di rotoscopica, che è essenziale nella postproduzione, oggi fortemente investita dall’AI, che interviene nella correzione del colore, nella rimozione di oggetti, nell’affilatura dei dettagli, nel tracciamento del movimento, nei processi di invecchiamento o de-invecchiamento di un attore. Sono numerose le applicazioni dell’AI nel modo del cinema e dell’audiovisivo. L’espressione creativa degli esseri umani è la linfa vitale dell’industria cinematografica e gli esseri umani rimarranno sempre al centro del processo creativo”, ha dichiarato Emilie Anthonis della Motion Pictures Association.

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Delibera Agcom. Bagnoli Rossi (FAPAV): “Fondamentale, perchè estende oscuramento siti illegali in 30 minuti anche a cinema e dirette TV”

La giornata di oggi rappresenta un passo decisivo in avanti nel contrasto alla pirateria. AGCOM ha infatti pubblicato la Delibera 47/25/CONS che apre la consultazione pubblica sulle modifiche al Regolamento in materia di tutela del Diritto d’Autore online, rafforzandolo in modo rilevante. Con questa decisione, infatti, sarà possibile oscurare in meno di 30 minuti non solo i siti che trasmettono illegalmente eventi sportivi live, ma anche quelli in cui vengono proposte prime cinematografiche e programmi televisivi live non sportivi. 

“È una decisione fondamentale quella deliberata da AGCOM, che ringraziamo per il suo operato degli ultimi anni e di questo ulteriore passo che ribadisce quanto il nostro non sia un Paese per pirati. Queste modifiche al Regolamento rappresentano un segnale molto forte nel contrasto alla pirateria non solo di contenuti di carattere sportivo ma anche cinematografico e televisivo. Serve ora velocizzare i tempi e agire aggiornando anche i requisiti tecnici e operativi di Piracy Shield, compreso l’innalzamento del limite massimo dei siti bloccabili tramite la piattaforma e le modalità di inoltro delle segnalazioni da parte dei titolari dei diritti. Sta cambiando finalmente la percezione del fenomeno pirateria, un problema globale gestito da menti criminali che attraverso la diffusione di materiale illecito sui siti ottengono proventi che vanno a finanziare altri crimini. I numeri, secondo gli ultimi dati FAPAV/Ipsos, parlano chiaro: si stima una perdita di fatturato pari a circa 2 miliardi di euro, il che implica una perdita di PIL che si aggira sugli 821 milioni e una contrazione dei posti di lavoro pari a circa 11.200 unità. Per questa ragione come Federazione abbiamo deciso di presentare prima dell’estate un nuovo studio completo FAPAV/Ipsos sul fenomeno e stiamo lavorando parallelamente su un focus dedicato ai giovani e al loro rapporto con la pirateria. Un’ulteriore misura a cui la Federazione si sta dedicando per il contrasto al fenomeno del camcording, fonte primaria della pirateria dei film nelle sale, è favorire l’emanazione di un Regolamento da parte del Garante Privacy che consenta di normare la questione delle videoregistrazioni nelle sale cinematografiche”, ha dichiarato il Presidente FAPAV, Federico Bagnoli Rossi.

La misura che da tempo FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali – chiedeva, ossia quella dell’estensione del blocco tempestivo anche a tutti quei siti che mettono a disposizione film e serie tv in modo illecito, ora è stata finalmente sancita da una delibera da parte dell’Autorità. Questa estensione legata all’oscuramento entro i 30 minuti, che riguarda anche le VPN e i fornitori di DNS pubblici, porta all’obbligo di deindicizzazione dei siti pirata da parte dei motori di ricerca.

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Diritto d’autore, l’Agcom avvia la consultazione pubblica sulle nuove norme anti-pirateria

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), nella riunione del 18 febbraio 2025, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, ha avviato la consultazione pubblica sulle modifiche al regolamento in materia di tutela del diritto d’autore online delibera n. 47/25/CONS. 

Questo passo è stato intrapreso per adeguarsi alle recenti modifiche normative, sia a livello europeo che nazionale, tra cuil’approvazione del Regolamento sui servizi digitali e gli emendamenti apportati dal decreto Omnibus alla Legge antipirateria, nonché la modifica del Testo unico sui servizi di media audiovisivi.

Le modifiche proposte ampliano l’ambito di intervento delle “ingiunzioni dinamiche” a tutti i soggetti titolari di contenuti trasmessi in diretta, prime visioni di opere cinematografiche e audiovisive o programmi di intrattenimento, contenuti audiovisivi, anche sportivi, o altre opere dell’ingegno assimilabili.

Questo include eventi sportivi nonché eventi di interesse sociale o di grande interesse pubblico ai sensi dell’articolo 33, comma 3, del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, così come previsto dalla Legge antipirateria.

Questi soggetti saranno legittimati a presentare istanza all’Autorità per le violazioni concernenti i contenuti audiovisivi trasmessi in diretta e, conseguentemente, ad accreditarsi alla piattaforma Piracy Shield.

La rapidità dei tempi di intervento è stato uno dei punti di forza dell’azione finora svolta dall’Agcom, come riconosciuto dall’intera filiera dell’industria creativa. Considerando l’ingente danno provocato dalla diffusione illegale di contenuti trasmessi in diretta, la misura cautelare e il ricorso alla piattaforma Piracy Shield potranno fornire un più efficace strumento di tutela.

Si recepiscono altresì le modifiche apportate dal decreto Omnibus alla Legge antipirateria, con particolare riferimento ai soggetti destinatari dei provvedimenti e alla facoltà in capo all’Autorità di riabilitare risorse oscurate da almeno sei mesi.

Per le violazioni del diritto d’autore e dei diritti connessi da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi è previsto l’avvio di un procedimento sanzionatorio, come stabilito dalle nuove disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi.

La consultazione pubblica avrà una durata di 30 giorni e coinvolgerà tutti i soggetti interessati.

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Pirateria. De Siervo (Lega Serie A): “Un danno da 300 milioni di euro l’anno”. Bagnoli Rossi (FAPAV): “Per l’Italia una perdita di fatturato di 2 miliardi di euro”

Avanti con il contrasto alla pirateria, l’incontro tra i vertici di Lega Serie A e Serie B e la FAPAV

Si è svolto presso la sede di Via Rosellini un incontro tra i neopresidenti della Lega Serie A, Ezio Simonelli, e di Serie B, Paolo Bedin, insieme all’Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, e il Presidente della FAPAV-Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, Federico Bagnoli Rossi.

Tra i temi discussi, in primo piano il contrasto alla pirateria sportiva: secondo gli ultimi dati AGCOM, in 10 mesi di attività della piattaforma Piracy Shield, sono stati bloccati 30 mila siti pirata. Le operazioni di contrasto all’illegalità da parte delle Forze dell’Ordine hanno recentemente portato a 11 arresti con oltre 2.500 canali di diffusione illegale di contenuti sportivi sequestrati per un giro d’affari mensile pari a 250 milioni di euro.

“La lotta alla pirateria audiovisiva è una delle sfide più urgenti e cruciali che il nostro settore sta affrontando – ha commentato il Presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli -. La diffusione illegale dei contenuti delle partite, oltre ad essere un reato, costituisce una minaccia diretta alla stabilità finanziaria delle Società sportive e al futuro del calcio stesso, sottraendo risorse che potrebbero essere reinvestite nelle squadre, nelle strutture e nel miglioramento dei vivai. Siamo consapevoli dell’importanza di un’azione globale perché abbiamo visto che la pirateria è un fenomeno che non conosce confini, e solo una risposta coordinata tra tutte le Leghe calcistiche internazionali, le Autorità e le parti interessate come Fapav può portare a risultati concreti e duraturi“.

De Siervo (Lega Serie A): “Difendere club, tifosi e addetti ai lavori, punire chi guarda lo streaming pirata”

“Vale la pena ricordare ancora una volta che ogni anno la Lega Serie A subisce un danno di oltre 300 milioni di euro a causa della visione pirata delle proprie partite. Proprio per difendere il valore delle nostre competizioni siamo stati i primi a mettere in campo azioni concrete e decisive contro il fenomeno della pirateria audiovisiva, come la realizzazione della piattaforma Piracy Shield che consente il blocco in pochi minuti dei siti pirati. Dobbiamo perseguire chiunque sfrutti il prodotto calcio per trarne profitti illegali, danneggiando i Club, i tifosi e gli addetti ai lavori, ma anche pretendere che le autorità preposte inizino a multare le migliaia di privati cittadini colpevoli di utilizzare i servizi di streaming illegale. Solo così potremmo sconfiggere la cultura della illegalità che ancora impera nel nostro Paese” – ha detto l’AD della Lega Serie A, Luigi De Siervo.

“La difesa del prodotto è uno degli aspetti più importanti per il sistema calcio, e quindi anche per la Serie B. Pertanto, lavorare in collaborazione con la Serie A e con chi tutela e difende l’industria del contenuto audiovisivo contro la pirateria, si configura come un passo fondamentale per raggiungere questo obiettivo. La Lega B sarà sempre in prima fila per realizzare ogni attività utile al contrasto di questo fenomeno che, oltre a togliere ricavi al calcio, comporta un grave danno per imprese e lavoratori del settore” sostiene il Presidente della Lega B Paolo Bedin.

Bagnoli Rossi (FAPAV): “Fondamentale monitorare lo stato della pirateria in Italia, nuovi dati a metà 2025”

“La pirateria è un problema globale e l’Italia ha assunto da anni un ruolo decisivo sulle strategie di contrasto. Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati FAPAV/Ipsos, si stima una perdita di fatturato pari a circa 2 miliardi di euro, il che implica una perdita di PIL che si aggira sugli 821 milioni e una contrazione dei posti di lavoro pari a circa 11.200 unità. I numeri mostrano come la pirateria sia ancora oggi praticata da una fetta importante di popolazione, incurante dei danni diretti e indiretti che ogni singola azione illegale provoca. Per questo è fondamentale continuare a monitorare lo stato della pirateria in Italia. La rilevazione che Ipsos ha condotto per FAPAV a dicembre, e che produrrà i nuovi dati che lanceremo a metà anno, sarà la prima dopo l’entrata in vigore delle modifiche al Regolamento AGCOM per gli eventi sportivi live e l’introduzione della piattaforma Piracy Shield, e quindi fornirà anche un feedback molto atteso sulla percezione della nuova legge antipirateria da parte della popolazione italiana, oltre a darci i dati aggiornati sui danni economici al settore. L’obiettivo concordato con i due neopresidenti di Lega Serie A e B, che ringrazio per l’incontro e per la collaborazione dimostrata, è quello di lavorare in piena sinergia per consentire alla piattaforma di affinarsi, rispondendo alle esigenze in evoluzione e alle sfide che emergono, al fine di garantire una maggiore efficienza, affidabilità e funzionalità. Alle azioni restrittive di Forze dell’Ordine, Magistratura e AGCOM, devono accompagnarsi necessariamente anche le attività di comunicazione e sensibilizzazione, che cercano di far comprendere la gravità del problema soprattutto alla fascia più giovane del pubblico, e che si stanno rivelando sempre più efficaci ed incisive, anche alla luce degli ultimi numeri” ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV.

Il Piracy Shield compie un anno

Ad un anno quindi dall’attivazione di Piracy Shield derivante dall’entrata in vigore della nuova legge contro la pirateria, i primi risultati sono confortanti, soprattutto per quanto riguarda la tempestività del blocco (30 minuti), ma è fondamentale potenziare l’efficacia dell’azione attraverso la collaborazione di tutti i soggetti intermediari coinvolti nell’accesso ai contenuti illeciti in rete.

Su questo le leghe calcistiche si sono confrontate con FAPAV, cercando di capire quali possano essere i prossimi step per proseguire nel contrasto efficace verso chi compie atti illeciti che ricordiamo producono sanzioni e pene sia nei confronti di chi fruisce contenuti pirata (multe da 150 sino a 5 mila euro) sia per chi trasmette contenuti piratati (reclusione da 6 mesi a 3 anni e multe da 2.500 a 15 mila euro).

In particolare, durante l’incontro si è parlato di come poter verificare in modo puntuale l’applicazione della nuova legge e dell’importanza di mettere in atto azioni di informazione e comunicazione atte a sensibilizzare il pubblico sui danni economici e culturali che la pirateria provoca.

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L’AI generativa cambia il mondo della musica, mercato da 22 miliardi di dollari entro il 2034

L’industria musicale nell’era dell’AI generativa

Il digitale in generale aveva già stravolto il settore 25 anni fa, ora l’intelligenza artificiale generativa (Gen AI) lo sta trasformando in profondità, direttamente alla radice, cioè nel modo in cui la musica viene creata, prodotta e distribuita.

Nel 2024, il mercato globale della Gen AI nella musica ha raggiunto un valore di 419,85 milioni di dollari, crescendo con un tasso annuo composto (CAGR) del 53,34% dal 2019. Le stime proposte da The Business Research Company indicano un’espansione straordinaria fino a 4,3 miliardi di dollari nel 2029 (CAGR del 59,25%), per poi arrivare a 22,57 miliardi di dollari entro il 2034, crescendo al 39,32% annuo tra il 2029 e il 2034.

Questa crescita è trainata da alcuni fattori sociali ed economici, tra cui il forte processo di urbanizzazione in quasi tutti i continenti, dalla diffusione e il massiccio utilizzo dei social media, dalla maggiore penetrazione di internet e diffusione dei servizi di streaming musicale. Tuttavia, l’elevato costo operativo e le preoccupazioni sulla privacy dei dati rappresentano ancora degli ostacoli da superare.

Un mercato frammentato con leader emergenti

L’industria dell’AI generativa nella musica è altamente frammentata: nel 2023, i primi dieci competitor detenevano solo il 24,17% del mercato. Tra questi, Jukedeck era il leader con una quota del 5,57%, seguito da T Suno (2,97%), Aiva Technologies SARL (2,30%), Boomy Corporation (2,15%) e Amper Music Inc. (1,89%). Altri player come Amadeus Code, Beatoven AI, Hydra II (Rightsify), Vochlea Music e Udio AI detenevano ciascuno l’1,86%.

Musica e Gen AI, quali settori guideranno la crescita? Qualche numero

Per tipologia di utilizzo

  • Song composition e creative process è il segmento principale con 165,25 milioni di dollari nel 2024 (39,36% del mercato) e secondo il report dovrebbe crescere più rapidamente tra il 2024 e il 2029, con un CAGR del 64,07%.

Per modello software

  • Cloud-based solutions dominano con 74,69% del mercato (313,6 milioni di dollari nel 2024) e cresceranno a un CAGR del 61,90% fino al 2029.

Per sistema operativo

  • Windows è la piattaforma principale con 73,01% del mercato (306,52 milioni di dollari nel 2024).
  • Mac OS crescerà però rapdamente (CAGR del 62,44%) nei prossimi cinque anni.

Per tipologia di utenti finali

  • Professionisti e ingegneri del suono rappresentano il 27,31% del mercato (114,68 milioni di dollari nel 2024).
  • Gli autori di musica elettronica saranno presto dei driver per questa tecnologia, con un CAGR del 66,37% tra 2024-2029.

Espansione geografica: Nord America domina, ma l’Asia-Pacifico cresce più velocemente

Il Nord America è attualmente il mercato più grande con una quota del 40,59% (170,44 milioni di dollari nel 2024), ma l’Asia-Pacifico e l’Europa Occidentale guideranno la crescita nei prossimi anni con CAGR rispettivamente del 62,18% e 60,72%.

Gli Stati Uniti rappresenteranno la quota maggiore della crescita, guadagnando 1,35 miliardi di dollari entro il 2029.

Quale futuro dell’AI nella musica?

L’intelligenza artificiale generativa non è più solo una sperimentazione, ma un passaggio tangibile che sta già trasformando l’industria musicale. Con un mercato che passerà da 419,85 milioni di dollari nel 2024 a 22,57 miliardi di dollari nel 2034, le opportunità per aziende e artisti sono immense.

Il cloud computing, l’AI e i modelli text-to-music stanno ridisegnando il settore, mentre Nord America e Asia-Pacifico restano i mercati più strategici da tenere d’occhio. L’AI nella musica non è solo un trend, ma un cambiamento strutturale destinato a definire il futuro della creatività musicale.

Creatività e copyright, tra rischi e opportunità

L’introduzione della Gen AI nel mondo della musica (e non solo, dei media in generale) ha creato enormi problemi, in termini culturali e di diritti connessi alla proprietà intellettuale, basti pensare al concetto della creatività e dell’originalità di un’opera, ma certamente ha mostrato anche delle grandi opportunità di cambiamento e di miglioramenti fino ad oggi impensabili, da un punto di vista professionale.

Come si legge in un contributo della Federazione industriale musica italiana (Fimi), da un lato vi sono grandi preoccupazioni riguardo all’integrità artistica, al termine delle opportunità retribuite per i musicisti che lavorano e a molte questioni sul controllo e sul copyright; dall’altro emergono anche le potenzialità che gli strumenti di AI generativa stanno avendo nel settore.

Ci sono infatti aspetti tecnologici che riguardano la creatività e la produzione, ma anche altre aree del settore fortemente dipendenti dalle innovazioni che l’AI sta introducendo.

Il copyright è certamente un punto dolente in questa faccenda, anche se un ulteriore livello di integrazione tra AI e metadati potrebbe migliorare i sistemi di ripartizione dei diritti musicali e di gestione delle royalty, nonché le attività di content protection, rendendo più efficiente il contrasto alle riproduzioni non autorizzate e alle contraffazioni.

Un mercato che cambia con l’AI, chi vince e chi perde

Mentre i ricavi dei fornitori di Gen AI vedranno una crescita significativa nei prossimi cinque anni, i creatori rischiano di perdere una quota importante del loro reddito attuale a causa dell’impatto dell’AI generativa. A riguardo è stato recentemente pubblicato uno studio molto interessante condotto dalla CISAC (CISAC Annual Report 2024), la Confederazione Internazionale delle Società di Autori e Compositori, la principale rete mondiale degli organismi di gestione collettiva.

Nonostante forniscano il carburante creativo del mercato dei contenuti Gen AI, i creatori di musica e audiovisivi vedranno perdere rispettivamente il 24% e il 21% dei loro ricavi entro il 2028. Ciò equivale a una perdita cumulativa di 22 miliardi di euro nel periodo di 5 anni (10 miliardi di euro nella musica; 12 miliardi di euro nell’audiovisivo).

Lo studio rileva che il mercato dei contenuti musicali e audiovisivi generati dall’intelligenza artificiale aumenterà in modo esponenziale nei prossimi cinque anni, passando dagli attuali circa 3 miliardi di euro a 64 miliardi di euro nel 2028.

Come risultato di questa crescita esponenziale del mercato della musica e dei contenuti audiovisivi, si stima che i ricavi futuri dei fornitori di Gen AI saliranno di 4 miliardi di euro nella musica (in aumento rispetto a 0,1 miliardi di euro nel 2023) e 5 miliardi di euro nell’audiovisivo (in aumento rispetto a 0,2 miliardi di euro) entro il 2028.

Si tratta di ricavi derivanti direttamente dalla riproduzione senza licenza delle opere dei creatori, che rappresentano un trasferimento di valore economico dai proprietari alle aziende di AI.

Nel settore musicale, i mercati dello streaming e delle librerie musicali saranno fortemente influenzati da questa tecnologia. Entro il 2028, si prevede che la musica Gen AI rappresenterà circa il 20% dei ricavi delle piattaforme di streaming musicale tradizionali e circa il 60% dei ricavi delle librerie musicali.

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Pirateria, Capitanio (Agcom): “Nuovi strumenti a tutela di cinema e audiovisivo”

Nuova delibera Agcom, un passo in avanti contro ogni pirateria

Passo in avanti nella lotta alla pirateria audiovisiva e nella tutela del diritto d’autore. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha votato una delibera che rafforzerà il regolamento sull’oscuramento dei siti illegali previsto dalla delibera n. 680/13/CONS, aggiornandolo alle nuove previsioni del Digital Service ACT, della Legge antipirateria n. 93/2023, del Decreto Omnibus e del Testo unico dei servizi media.

Lo annuncia sui social il Commissario Agcom, Massimiliano Capitanio.

Il regolamento entrerà in vigore una volta conclusa la consultazione pubblica, che terminerà dopo 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sul sito www.agcom.it.

Più coinvolti i motori di ricerca, maggiore protezione per film e serie

Come spiegato dal Commissario nel suo post, diversi sono i punti chiave del testo.

Gli “ordini di oscuramento” arriveranno “in 30 minuti” e non solo per gli eventi sportivi piratati, ma “anche per altri contenuti tramessi in diretta”.

La delibera prevede inoltre “l’estensione degli ordini di oscuramento alle VPN e ai fornitori di DNS pubblici”, “l’obbligo di deindicizzazione dei siti pirata da parte dei motori di ricerca”, “procedure di sblocco dei nomi a dominio e degli indirizzi IP oscurati da Piracy shield che non sono più utilizzati per diffondere contenuti pirata”, con un “nuovo procedimento per contrastare la pirateria sulla televisione lineare e “on demand”, a tutela ad esempio di film e serie tv”.

È stata inoltre approvata la delibera che riporta gli esiti del Tavolo tecnico, rende noto Capitanio, “con cui l’Autorità ha discusso con gli operatori le tematiche legate all’aggiornamento dei requisiti tecnici e operativi della piattaforma Piracy Shield”, compreso “l’innalzamento del limite massimo delle risorse bloccabili con la piattaforma e le modalità di inoltro delle segnalazioni da parte dei titolari dei diritti”.

Ricordiamo che il Regolamento a cui fa riferimento Capitanio intende tutelare il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica attraverso due azioni complementari: a) il sostegno allo sviluppo del mercato dei contenuti mediante campagne informative e alla diffusione dell’offerta legale; b) la lotta alla pirateria attraverso procedure di enforcement effettive, proporzionate e dissuasive che, pur tutelando il diritto d’autore, non comprimono in alcun modo gli altri diritti rilevanti.

Passo in avanti anche nella tutela di film e serie

Una necessità sentita dall’industria cinematografica e televisiva, perchè qui la pirateria picchia dura da anni. Finalmente si parla di “nuovo procedimento” per contrastare la pirateria su TV e cinema.

Un passaggio fondamentale auspicato soprattutto dalle associazioni di settore, come ha ricordato più volte Federico Bagnoli Rossi, Presidente della FAPAV-Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali: “Il regolamento AGCOM sul Diritto d’Autore è uno strumento fondamentale per il contrasto alla pirateria che quest’anno, al traguardo dei 10 anni di attività, ha beneficiato di un’implementazione innovativa con la piattaforma “Piracy Shield” che consente il blocco degli illeciti in 30’ per i contenuti sportivi live. Auspichiamo che al più presto venga aperta la nuova consultazione pubblica finalizzata ad estendere la tempestività di intervento anche agli altri contenuti audiovisivi previsti dalla legge, tra cui ad esempio le prime visioni cinematografiche e le dirette televisive non sportive, misura che il settore attende”.

Coinvolti sempre più i motori di ricerca

Interessante notare che la delibera approvata in queste ore va a coinvolgere maggiormente i motori di ricerca, su cui oggi è ancora facile cercare e trovare siti e link per accedere agli streaming pirata di eventi sportivi e live, o vedere illegalmente film, serie e altri contenuti audiovisivi.

Altro punto critico affrontato è il rapporto con gli Isp, perché il testo autorizza anche lo sblocco degli IP che da almeno sei mesi non consentono più trasmissioni illecite che violavano il diritto d’autore.

Un modo per andare incontro alle proteste dei provider che, pur riconoscendo l’importanza fondamentale del Piracy Shield, nella giusta lotta alla pirateria e nella tutela dei diritti connessi alla proprietà intellettuale, chiedevano di affrontare delle criticità che riguardavano gli internet service provider.

La lotta alla pirateria va sempre rafforzata

La trasformazione digitale tende a connettere mondi e settori economici tra loro un tempo lontani e diventa centrale trovare regole comuni per affrontare problemi e minacce trasversali alle industrie e ai mercati.

Il contrasto alla pirateria sta crescendo, con risultati straordinari raggiunti soprattutto in questi ultimi anni, grazie alla collaborazione tra Istituzioni, Autorità, associazioni come la FAPAV e le imprese di settore, ma le organizzazioni criminali che operano in rete trovano sempre il modo di aggirare leggi e misure adottate per combattere l’illegalità.

Il danno economico è grande e ogni anno migliaia di posti di lavoro sono persi e messi in pericolo a causa del crimine online e dei comportamenti illeciti adottati anche dal pubblico stesso, a volte consapevolmente/inconsapevolmente attirato dall’illusione della gratuità del contenuto offerto in rete, dietro cui si nascondono enormi profitti illeciti (sottratti all’economia legale) e pericoli informatici di diversa natura.

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Netflix e l’era della “TV di sottofondo”, come le abitudini digitali stanno sacrificando la qualità dei contenuti

Il successo della TV di sottofondo (second screen experience) con Netflix. A quale prezzo?

Negli ultimi anni, il modo di guardare la televisione è cambiato radicalmente. Secondo un’indagine YouGov del 2023, il 91% degli americani dichiara di usare lo smartphone mentre guarda la TV. Il fenomeno, noto come “second-screen experience”, ha spinto le piattaforme di streaming a ripensare i propri contenuti per renderli più accessibili anche in modalità “distratta”.

Netflix, leader del settore, sembra aver abbracciato questa tendenza, ottimizzando i propri contenuti per la visione di sottofondo. Un’inchiesta pubblicata da n+1 rivela che gli sceneggiatori della piattaforma ricevono indicazioni precise affinché i personaggi annuncino le proprie azioni a voce alta, così che il pubblico possa seguire la trama anche senza guardare lo schermo.

Guardando documentari, film e serie su Netflix, ma anche su altri canali del digitale terrestre, si nota sempre più spesso il ripetersi di una frase, di un’indicazione per il pubblico. Sulle prime non si comprende il perché di questa scelta, ma con il modello della “TV di sottofondo” è molto più chiaro: il pubblico “costantemente” distratto, in questo modo, non si perde durante la narrazione.

Un film o una serie non devono essere sexy, ma ‘comode’ come il proprio divano

Una trovata che consente al contenuto di non perdere pubblico, ma allo stesso tempo una forma di banalizzazione della sceneggiatura e di diluizione forzata delle informazioni, che avrà un impatto severo sulla qualità dell’esperienza utente (soprattutto di chi non guarda un film o una serie con l’occhio sinistro, mentre col destro guarda lo schermo del proprio smartphone/tablet).

Come ben spiegato nell’inchiesta: “Per un secolo, il business di gestire uno studio di Hollywood è stato semplice. Più persone guardavano i film, più soldi guadagnavano gli studi. Con Netflix, tuttavia, il pubblico non paga per i singoli film. Paga un abbonamento per guardare tutto e questo ha permesso a uno strano fenomeno di radicarsi. I film di Netflix non devono rispettare nessuna delle norme stabilite nella storia del cinema: non devono essere redditizi, belli, sexy, intelligenti, divertenti, ben fatti o qualsiasi altra cosa che attiri il pubblico nelle sale cinematografiche. Il pubblico di Netflix guarda da casa, sui divani, a letto, sui mezzi pubblici e sui bagni. Spesso non guarda nemmeno”.

L’era della “TV ambientale” modifica le strategie di produzione

Nel 2020, il giornalista del New Yorker Kyle Chayka ha coniato il termine “ambient TV” per descrivere show come Emily in Paris o Dream Home Makeover: produzioni leggere, coinvolgenti il giusto e pensate per non richiedere un’attenzione costante. La recente indagine conferma che non si tratta di un semplice effetto collaterale, ma di una precisa strategia editoriale di Netflix.

La piattaforma non è l’unica a seguire questa strada. Secondo The Hollywood Reporter, alcuni showrunner hanno ricevuto dai servizi di streaming note del tipo “rendilo più second screen“, mentre il podcast Miss Me della BBC ha svelato l’esistenza di veri e propri “second-screen pitch”, in cui le idee per nuove serie vengono valutate in base alla loro adattabilità a un pubblico che guarda con distrazione.

Un modello vincente per Netflix? Qualità sacrificata?

L’approccio sembra funzionare: nel 2024, Netflix ha registrato un aumento del 16% dei ricavi rispetto all’anno precedente a 10,25 miliardi di dollari, raggiungendo un totale di 301,63 milioni di abbonati (+19 milioni su base annua). E va alla grande anche il piano pubblicitario scelto.

La strategia della “TV di sottofondo” sta quindi dando i suoi frutti, confermando il trend di uno streaming sempre più plasmato sulle nuove abitudini digitali.

Ma questo modello potrebbe avere un impatto sulla qualità dei contenuti originali. Se da un lato Netflix continua a investire in produzioni di alto livello, dall’altro emerge il rischio che la “TV ambientale” diventi il vero punto di forza della piattaforma, sacrificando progressivamente narrazioni più complesse e immersive.

L’industria dello streaming è in continua evoluzione e Netflix ha dimostrato ancora una volta di saper intercettare i bisogni del pubblico. Tuttavia, resta da vedere se il futuro della TV on demand sarà caratterizzato solo da contenuti di sottofondo o se la piattaforma riuscirà a bilanciare intrattenimento leggero e produzioni di qualità.

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Pirateria. LaLiga accusa Google, Cloudflare e X. Dito puntato anche verso Gran Bretagna e Germania

Le raccomandazioni di LaLiga

LaLiga alza il tiro contro la pirateria online

Nel panorama dell’intrattenimento digitale, la pirateria audiovisiva continua a rappresentare una minaccia per l’industria creativa, causando miliardi di perdite ogni anno e mettendo a rischio l’intero ecosistema dei diritti d’autore e con esso migliaia di posti di lavoro.

L’ultima denuncia di LaLiga, la massima organizzazione calcistica spagnola, evidenzia come la pirateria non sia solo una questione di consumatori che accedono illegalmente ai contenuti, ma anche di piattaforme e servizi online che facilitano questa pratica.

In un documento presentato all’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), LaLiga ha puntato il dito contro colossi tecnologici come Google, Cloudflare e X (ex Twitter) di Elon Musk, accusandoli di fornire infrastrutture e strumenti che consentono ai pirati digitali di operare indisturbati.

 La denuncia è particolarmente significativa perché solleva interrogativi sulla responsabilità delle grandi piattaforme nel contrasto alla pirateria.

Google, Cloudflare e X sotto accusa: chi aiuta i gruppi criminali?

Secondo LaLiga, alcuni servizi offerti da queste aziende, come reti di distribuzione dei contenuti (CDN), VPN, hosting e indicizzazione dei siti pirata, stanno contribuendo a creare un ambiente in cui la pirateria può proliferare senza ostacoli.

Cloudflare, ad esempio, è stata più volte criticata per rendere difficile individuare la posizione effettiva di molti siti pirata, mentre Google è finita sotto i riflettori per la presenza di app pirata sul Play Store e per il posizionamento di siti illegali nei risultati di ricerca.

Nonostante le recenti misure di Google per de-indicizzare i domini pirata nei paesi dove sono stati bloccati per via giudiziaria, l’organizzazione spagnola sostiene che questo non sia sufficiente. Chiede infatti la rimozione globale di tutti i siti con un elevato numero di richieste di de-indicizzazione, oltre all’adozione di controlli preventivi che impediscano l’indicizzazione di servizi IPTV illegali.

Chiesto all’USTR di inserire Gran Bretagna e Germania nella lista nera

Oltre alle critiche alle aziende americane, LaLiga ha chiesto che Regno Unito e Germania vengano inseriti nella Priority Watch List dell’USTR (inclusa nello Special 301 Report), una lista che include i paesi con gravi problemi di tutela della proprietà intellettuale. Un’accusa inaspettata, visto che nessuno dei due paesi ha mai figurato in questa categoria, a differenza di nazioni come Cina e Russia.

Il Rapporto Special 301 è il documento annuale con cui l’ufficio del commercio statunitense (USTR) analizza la situazione internazionale relativamente alla tutela della proprietà intellettuale nei Paesi che sono partner commerciali degli Stati Uniti. Il rapporto comparativo è da sempre considerato uno strumento rilevante per misurare i livelli di protezione del settore culturale e per stimolare gli investimenti in innovazione e creatività.

Pirateria, un problema globale che richiede risposte globali

Se la pirateria audiovisiva è sempre esistita, oggi ha raggiunto un livello di sofisticazione senza precedenti, sfruttando tecnologie avanzate per eludere le misure di blocco e aggirare i controlli sul copyright. La lotta alla pirateria, quindi, non può limitarsi alle sole sanzioni contro chi usufruisce di contenuti illeciti, ma deve coinvolgere anche le piattaforme digitali e i fornitori di servizi che, direttamente o indirettamente, facilitano la diffusione di contenuti pirata.

L’industria dell’intrattenimento, dai grandi studi cinematografici alle leghe sportive, investe ingenti risorse nella creazione di contenuti di qualità. Ogni violazione dei diritti d’autore non rappresenta solo un danno economico, ma mina la sostenibilità di un intero settore. Se i creatori di contenuti non vengono adeguatamente tutelati, il rischio è che gli investimenti si riducano e l’offerta legale di contenuti perda competitività. Inizio modulo

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Digital Services Act, Agcom riconosce in Italia la qualifica di “segnalatore attendibile”

Il “Trusted Flagger” per individuare, identificare e notificare contenuti illegali

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha recentemente approvato una delibera storica, riconoscendo per la prima volta in Italia la qualifica di “segnalatore attendibile” (cd. “Trusted Flagger”) ai sensi dell’art. 22 del Digital Services Act (delibera n. 26/25/CONS).

Questo riconoscimento è stato conferito alla società Argo Business Solutions S.r.l., in relazione alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale e di altri diritti commerciali, nonché al contrasto delle truffe e frodi online. Ora tutte le segnalazioni relative alle truffe/frodi online e anche alla violazione del diritto d’autore andranno fatte a questa società.

L’Autorità ha condotto un’articolata istruttoria per verificare che Argo Business Solutions S.r.l. soddisfacesse i criteri stabiliti dall’art. 22, paragrafo 2, del Digital Services Act (DSA).

In particolare, è stato accertato che la società possedesse le capacità e competenze necessarie per individuare, identificare e notificare contenuti illegali, mantenendo al contempo un’indipendenza dai fornitori di piattaforme online e operando con diligenza, accuratezza e obiettività.

Il ruolo cruciale del “segnalatore attendibile”

La figura del segnalatore attendibile è fondamentale per l’applicazione del Digital Services Act negli Stati membri dell’Unione europea, per l’attivazione del meccanismo di segnalazione di contenuti illegali e per l’azione prevista dall’art. 16 del DSA nei confronti dei fornitori di piattaforme online.

Questi ultimi sono tenuti a garantire che le segnalazioni provenienti dai segnalatori attendibili siano gestite con priorità e decise senza indebito ritardo.

Obblighi e responsabilità

I segnalatori attendibili devono trasmettere all’Autorità i risultati del proprio lavoro e pubblicare una relazione annuale dettagliata e facilmente comprensibile sulle segnalazioni presentate. Questa relazione deve includere una spiegazione delle procedure attuate per garantire il mantenimento della propria indipendenza.

Inoltre, l’Autorità ha la facoltà di riesaminare, d’ufficio o su segnalazione, il persistere dei requisiti previsti dall’art. 22, paragrafo 2, del DSA, anche alla luce degli orientamenti adottati dalla Commissione europea ai sensi dell’art. 22, paragrafo 8, dello stesso Regolamento.

La lotta alle frodi online

Il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile ad Argo Business Solutions S.r.l. rappresenta un passo significativo nella lotta contro le truffe e le frodi online, secondo quanto sottolineato dall’Agcom in una nota.

La capacità di individuare e segnalare tempestivamente contenuti illegali è cruciale per proteggere i diritti di proprietà intellettuale e altri diritti commerciali, contribuendo a creare un ambiente digitale più sicuro e affidabile.

La figura del segnalatore attendibile è destinata a diventare sempre più centrale nella salvaguardia dell’integrità del mercato digitale e nella tutela dei consumatori contro le frodi e le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.

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Cinema, in Italia incassi per 493 milioni di euro nel 2024. I giovani tornano in sala

IL CINEMA IN SALA, I DATI DEL BOX OFFICE

2024 I DATI DEL MERCATO ITALIANO

Il cinema italiano in salute nel 2024, la ricerca CINETEL

Nel 2024, il box office italiano ha registrato incassi per oltre 493,9 milioni di euro, con circa 69,7 milioni di biglietti venduti. Questo il risultato più rilevante contenuto nell’ultima ricerca CINETEL da considerarsi in linea con il 2023, anche se è da sottolineare una leggera diminuzione dello 0,4% negli incassi e dell’1,3% nelle presenze.

Nonostante le difficoltà legate agli scioperi internazionali e la forte competizione dei grandi eventi sportivi estivi, il mercato ha dimostrato una notevole resilienza, continuando il percorso di crescita e recupero post-pandemia, che era l’obiettivo più importante da perseguire.

“I numeri parlano di un settore che funziona, soprattutto se alimentato da un’offerta plurale e se stimolato da iniziative mirate a sostenere lo sviluppo del settore. Penso ad esempio alla campagna del MiC ‘Cinema Revolution’, grazie anche alla quale il trimestre giugno-agosto ha messo a segno il record di migliore di sempre nella storia dei botteghini in quanto a incassi. Iniziativa già rifinanziata per il 2025”, ha commentato la Sen. Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato, Ministero della Cultura.

Cresce la produzione nazionale e i giovani tornano al cinema (anche d’estate)

Un ruolo cruciale, infatti, è stato giocato dalla stagione estiva, che grazie alle iniziative promozionali e alle attività di comunicazione sostenute dal Ministero della Cultura e Cinecittà, ha registrato il miglior trimestre giugno-agosto nella storia del box office italiano, con un incremento dello 0,2% rispetto al record del 2023.

La produzione italiana, inclusa quella in co-produzione, ha mantenuto una performance stabile rispetto all’anno precedente. Nel 2024, ha rappresentato il 24,6% degli incassi totali e il 25,7% delle presenze, con un incasso di 121,4 milioni di euro e 17,8 milioni di biglietti venduti. Questi dati sono superiori alla media del periodo 2017-2019 e vicini ai valori del decennio 2010-2019, dimostrando una solida presenza del cinema nazionale.

Il 2024 ha visto una crescita significativa dei segmenti di pubblico più giovani, con un aumento del 31% tra i 3-14 anni e del 13% tra i 15-24 anni, contribuendo positivamente alla performance del cinema nazionale. Questi dati indicano una rinnovata vitalità del mercato cinematografico italiano, capace di attrarre un pubblico sempre più giovane e diversificato.

“Con quasi 22 milioni di Box Office nel 2024, il cinema italiano raggiunge la media di incassi del periodo 2017-2019 dando un segnale di ripresa definitiva rispetto agli anni difficili della pandemia, caso tra i pochissimi al mondo per una cinematografia nazionale. In secondo luogo, ci riempie di soddisfazione la crescita del pubblico giovane in sala registrata da “CinExpert”, con un aumento del 31% nella fascia 3-14 anni e del 13% tra i 15-24 anni e questo per tutta la produzione cinematografica, italiana ed estera. Anche in questo caso si contraddice una visione che vede la sala cinematografica abbandonata dalle nuove generazioni, è vero esattamente il contrario”, ha sottolineato Alessandro Usai, Presidente ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali.

“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto che ci ha visto chiudere in linea con il 2023 grazie ad una straordinaria estate e alla forza del prodotto nazionale che ha raggiunto quasi il 25% di quota di mercato”, ha dichiarato Luigi Lonigro, Presidente dell’Unione Editori e Distributori Cinematografici di ANICA.

I film con gli incassi migliori

Tra i film di maggior successo del 2024, “Inside Out 2” ha dominato il box office con 46,5 milioni di euro e 6,4 milioni di presenze, seguito da “Oceania 2” e “Deadpool & Wolverine“. Il primo film di produzione nazionale è stato “Il ragazzo dai pantaloni rosa“, con oltre 9 milioni di euro di incassi e 1,4 milioni di presenze.

“Il pubblico continua a coltivare un grande interesse per il cinema in sala, lo dicono anche gli ottimi numeri di questi primi giorni del 2025. Bello il risultato della produzione nazionale, soprattutto per la capacità di alcune opere di raggiungere numeri importanti e di riportare l’attenzione del pubblico sui film italiani”, ha aggiunto Mario Lorini, Presidente ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema.

A livello europeo, i principali mercati hanno mostrato stabilità o lievi variazioni rispetto al 2023. La Francia ha registrato una leggera crescita dello 0,5%, mentre il Regno Unito ha visto una diminuzione dello 0,1%. Più significative le perdite in Spagna e Germania, rispettivamente del 2,6% e del 7,4% negli incassi.

Le sfide per il 2025: dall’innovazione alla difesa dell’industria cinematografica, fino alle competenze

Il cinema italiano, comunque, dovrà affrontare diverse sfide nel 2025 e nei prossimi anni, nonostante i segnali positivi di crescita e stabilità rilevati nel 2024.

Ne possiamo elencare alcune, prendendo spunto dall’articolo di oggi sul Sole 24 Ore firmato da Andrea Biondi.

Sicuramente la competizione Internazionale, perché la concorrenza con le produzioni straniere, specialmente quelle statunitensi, rimane alta. Anche se il cinema italiano ha registrato buoni risultati, le produzioni made in US continuano a dominare il mercato.

Poi c’è il problema di come mantenere ad un livello elevato la qualità delle produzioni e di come innovare costantemente i contenuti, fattori essenziali per attrarre il pubblico, ma anche costosi. La capacità di raccontare storie che risuonano con un pubblico globale è cruciale ed è fondamentale riuscire ad attrarre maggiori investimenti e competenze.

Competenze da coltivare in casa, come si impegna a fare ad esempio la FAPAV, guidata da Federico Bagnoli Rossi, con efficaci campagne di comunicazione antipirateria a tutela dell’industria cinematografica nazionale, rivolte soprattutto ai giovani, tra cui la nuova edizione di “We Are Stories”.

Attenzione ai giovani, proteggendo l’industria cinematografica e i suoi contenuti

“I dati Cinetel 2024 sono sicuramente incoraggianti, considerando le sfide che il settore audiovisivo ha affrontato e continua ad affrontare. L’aumento del pubblico nelle fasce di età 3-14 e 15-24 è un elemento molto interessante da evidenziare. Sicuramente l’industria cinematografica ha diversificato la propria offerta riuscendo ad attrarre in particolare un pubblico giovane. Inoltre credo che questo dato possa essere anche correlato al costante calo dell’incidenza della pirateria negli under 15 nel periodo post pandemico“, ha detto a Key4biz il Presidente di FAPAV, Bagnoli Rossi.

“Emerge dunque da un lato il desiderio dei giovani di trovare momenti di aggregazione con i coetanei o le famiglie in un luogo come il cinema che è un’esperienza di socialità. Dall’altro questo dato riflette l’impegno profuso nelle varie campagne di comunicazione ed educazione rivolte ai più giovani, che cercano di sensibilizzare sulla fruizione legale dei contenuti audiovisivi creando consapevolezza dei danni arrecati dalla pirateria, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista culturale.
Bisogna quindi continuare sulla strada della sensibilizzazione, della promozione dell’offerta legale di qualità e della protezione dei contenuti attraverso tecnologie innovative e azioni coordinate. Il 2025 si prospetta come un anno di opportunità
– ha aggiunto Bagnoli Rossi – ma anche di responsabilità, per garantire che questi segnali incoraggianti possano proseguire nella direzione intrapresa“.

Ma anche maggiore attenzione alla distruzione e alle nuove tecnologie

Migliorare le strategie di promozione e distribuzione, sia a livello nazionale che internazionale, è inoltre un fattore fondamentale. Molte volte un titolo o non è ben distribuito, o se arriva in sala (inspiegabilmente) vi rimane troppo poco tempo in programmazione (o con orari poco accessibili). Iniziative come “Cinema Revolution” hanno dimostrato di essere efficaci, ma è necessario continuare su questa strada.

Continuare a coinvolgere i segmenti di pubblico più giovani, che hanno mostrato una crescita significativa nel 2024, è vitale per il futuro del cinema italiano, puntando sulla sostenibilità economica delle produzioni cinematografiche, attraverso finanziamenti adeguati e politiche di supporto. Una sfida continua e per questo il sostegno del Ministero della Cultura e di altre istituzioni è cruciale in questo.

Abbracciare infine le nuove tecnologie, come la realtà virtuale e aumentata, ma anche l’intelligenza artificiale, e integrarle nelle produzioni cinematografiche può offrire nuove opportunità e attrarre un pubblico più ampio.

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